9 July, 2026

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«I licenziamenti effettuati e quelli annunciati in seguito al commissariamento e messa in liquidazione delle associazioni Allevatori regionale (Ara) e provinciali (Apa), sta di fatto paralizzando l’attività del comparto zootecnico isolano, che già soffre la limitazione dei servizi di assistenza tecnica finora garantiti dai lavoratori delle associazioni. La politica e le istituzioni trovino una soluzione immediata alla vertenza.»

Così Michele Orecchioni, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori Nord Sardegna, lancia l’allarme sulle difficoltà che sono costrette ad affrontare le aziende zootecniche sarde e sollecita un rapido intervento della Regione Sardegna per evitare l’accentramento a livello nazionale dell’assistenza in zootecnia e per garantire un futuro ai lavoratori di Ara e Apa.

«Se non si agisce rapidamente si rischia di mettere in ginocchio migliaia di aziende agricole e di distruggere il patrimonio genetico e di selezione che in Sardegna ha raggiunto importanti e significativi risultati – aggiunge Michele Orecchioni -. Le scelte scellerate dell’Associazione Italiana Allevatori (Aia), non possono condizionare l’avvio di quella che ormai da più parti è considerata la via maestra: un organismo di certificazione, controllo e tenuta dei libri genealogici che, stante il fatto che la Sardegna detiene più del 50% del patrimonio zootecnico ovicaprino nazionale, deve trovare nell’Isola la sua nascita e crescita. Va scongiurato il disegno dell’Aia di accentrare a livello nazionale l’assistenza tecnica in zootecnia e la gestione degli albi genealogici, considerato che la Regione Sardegna destina alle due strutture circa 18 milioni di euro l’anno.»

Per Cia Nord Sardegna, è necessario correre ai ripari dopo il commissariamento e la messa in liquidazione delle associazioni della Sardegna, decisi da pochi, in assenza totale di confronto: «Adesso occorre accelerare il processo di riorganizzazione per portare una parte dei lavoratori Ara nell’Agenzia Laore e l’altra parte in un soggetto di nuova costituzione, controllato dalla Regione», propone ancora Michele Orecchioni .

«La Cia, pertanto – conclude il direttore provinciale Fabio Chessa – nel dire no alle scelte calate dall’alto e in dispregio degli attori principali, si auspica che le azioni future vengano fatte nell’interesse di  chi davvero in tanti anni ha contribuito a creare le eccellenze della zootecnia sarda, ovvero le aziende zootecniche e i lavoratori.»

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Partirà a breve, a Sant’Antioco, il Cantiere occupazionale di sostegno al reddito “Over 50”, destinato all’inclusione sociale di persone che hanno superato il cinquantesimo anno di età, vivono in condizioni di povertà e hanno capacità lavorativa. Il Comune ha, infatti, pubblicato la graduatoria definitiva di coloro che hanno superato la selezione e che nei prossimi giorni verranno contattati per gli adempimenti e la formazione sulla sicurezza, al fine di avviare i lavori nel più breve tempo possibile.

7 cittadini over 50, dunque, verranno impiegati per 25 ore a settimana e per un periodo di 84 giornate lavorative. Presupposto del cantiere è sia sostenere economicamente i soggetti svantaggiati, sia contribuire alla valorizzazione delle capacità possedute o da acquisire attraverso interventi di riqualificazione urbana che vadano a beneficio di tutta la popolazione. La graduatoria definitiva è disponibile presso il sito istituzionale del Comune all’indirizzo www.comune.santantioco.ca.it .

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La sede Inps di Carbonia non chiuderà. Lo ha assicurato il presidente dell’Ente Tito Boeri al sindaco Paola Massidda che lo scorso 8 maggio aveva scritto una lettera al Presidente Nazionale dell’Inps, per sollecitare il mantenimento ed il potenziamento della sede, dopo le recenti notizie che paventavano un concreto rischio di chiusura, dopo la drastica contrazione del personale da 16 a 4 unità e la riduzione da 5 a 3 del numero dei giorni di apertura al pubblico settimanale.

«Desidero rassicurarla circa la permanenza dell’operatività dell’Agenzia di Carbonia/Giba e ritengo utile, a questo scopo, fare una breve premessa per inquadrare al meglio la situazione – ha scritto Tito Boeri a Paola Massidda -. Già nel 2016 le strutture Inps del territorio sulcitano furono oggetto di riorganizzazione funzionale, con la trasformazione dell’Agenzia territoriale di Giba in punto Inps e con la contestuale modifica della struttura di Carbonia in Agenzia Territoriale di Carbonia-Giba. Ad oggi, l’Agenzia Territoriale di Carbonia-Giba, che presenta cinque unità di personale, compreso il responsabile della struttura e un bacino d’utenza di oltre sessantamila persone, non è in predicato di subire ulteriori trasformazioni e tantomeno provvedimenti tendenti alla sua soppressione. Anzi, di recente, si è provveduto all’assegnazione all’Agenzia stessa di una delle tre unità di personale assegnate alla Sardegna a seguito dello scorrimento delle graduatorie di un concorso per funzionari espletato nel 2007.»

«Sono da segnalare misure organizzative e gestionali, attualmente al vaglio della direzione regionale, tese al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell’Agenzia che, grazie all’ulteriore sviluppo di sinergia con la Direzione provinciale di Cagliari e con la vicina Agenzia Complessa di Iglesias, specie con riferimento alle prestazioni assistenziali a sostegno del reddito, andranno nella direzione di maggiore efficienza auspicata – ha aggiunto Tito Boeri -. A questo si aggiunge che l’Agenzia di Carbonia sarà quanto prima potenziata con l’assegnazione di nuovo personale proveniente dalle prossime assunzioni scaturenti dai concorsi in atto.»

«Sulla base di tali premesse, appare evidente come questo Istituto abbia costantemente rivolto la dovuta attenzione alle esigenze e alle problematiche dell’Agenzia territoriale Inps di Carbonia-Giba – ha aggiunto il presidente nazionale dell’Inps -, pienamente consapevole della particolare complessità socio-economica del Sulcis e, in tal senso, si intende dare ogni rassicurazione sul mantenimento e potenziamento dell’Agenzia. Riguardo, infine, alla richiesta di incontro, si assicura, nell’immediato – ha concluso Tito Boeri -, la disponibilità da parte del Direttore regionale, a svolgere il predetto incontro per eventuali ulteriori approfondimenti che si rendano necessari, non escludendo che, in una successiva occasione, ci si possa incontrare personalmente.»

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Per la giornata odierna il sindaco di Carbonia, Paola Massidda, ha disposto l’esposizione delle bandiere a mezz’asta negli edifici comunali, in segno di lutto per la tragedia che ha colpito la popolazione palestinese.

«Sono rimasta sgomenta davanti alle immagini orripilanti che ci giungono dalla Striscia di Gaza: decine e decine di cittadini palestinesi uccisi dall’esercito israeliano e migliaia di feriti, tra cui anche molti giovani – ha detto il sindaco di Carbonia, Paola Massidda -. Una strage che ha colpito soprattutto persone inermi, ree di protestare contro lo spostamento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Una strage alla quale non avremmo mai voluto assistere. L’Amministrazione comunale e la comunità di Carbonia, città per la pace – ha concluso Paola Massidda -, partecipano al dolore del popolo palestinese, a cui esprimono piena solidarietà.»

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Il sindaco di Nuxis, Pier Andrea Deias, ha disposto ieri, 14 maggio 2018, con ordinanza n° 19, il divieto all’utilizzo per usi potabili ed alimentari dell’acqua della rete idrica comunale nelle frazioni di Acquacadda e Crabì.

La decisione è stata presa a seguito della nota del responsabile del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (dipartimento di prevenzione) dell’ATS Sardegna – ASSL di Carbonia, con la quale si comunica che, a seguito di analisi effettuate su un campione d’acqua prelevato il 9 maggio 2018 nel punto di prelievo della frazione di Acquacadda, è risultata la non conformità dello stesso campione agli standard di qualità previsti per superamento del parametro THM (trialometani) e quindi la non idoneità dell’acqua al consumo umano.

Considerato che i trialometani sono sostanze che si formano durante la disinfezione dell’acqua con l’ipoclorito di sodio e che dette sostanze sono sospettate di essere dannose per la salute umana, il sindaco di Nuxis ha ordinato che è fatto divieto assoluto, fino a nuove disposizioni, di utilizzare l’acqua della rete idrica comunale nelle frazioni di Acquacadda e di Crabì per usi potabili ed alimentari.

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Sanità ASL

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, ha approvato la delibera che permette l’avvio delle attività del Mater Olbia, la cui apertura è prevista entro l’anno, assicurando il tetto di spesa per prestazioni di alta specializzazione.
L’Azienda per la Tutela della Salute avrà ora il compito di definire il contratto con la struttura e potrà acquistare prestazioni dall’ospedale gallurese per un massimo di 1 milione e mezzo per il 2018, inizialmente per le attività ambulatoriali e specialistiche.
Sul progetto Mater – Fondazione Gemelli, è stato sottolineato, è previsto un finanziamento pluriennale della Presidenza del Consiglio dei ministri per la ricerca biomedica e la ricerca traslazionale che verrà fatta in Sardegna e che coinvolgerà le Università isolane ed i centri di ricerca del sistema sanitario sardo.
Il tetto di spesa per l’ospedalità privata, è stato ricordato, ammonta a 99 milioni circa e, con la delibera di oggi, arriveranno altri 300mila euro per gli altri erogatori privati.

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Questa mattina, alle 10.30, presso il Centro sociale di viale Indipendenza, a Nuxis, verrà rappresentato lo spettacolo teatrale “La Città Fantastica”, organizzato dall’Amministrazione comunale in collaborazione con il Centro di Salute Mentale di Carbonia e l’associazione Albeschida, per sensibilizzare le persone sul tema della “sofferenza mentale”.

“La Città Fantastica” prende spunto da un laboratorio di scrittura creativa che ha dato origine al libro “Anime inquiete boh!” (Ed. Pettirosso), in collaborazione con il Centro di Salute Mentale di Carbonia.

Un gruppo di attori si incontrano sul set, nel quale vengono selezionati i protagonisti dello spettacolo, “La Città Fantastica”, ciascuno di loro presenta la propria storia personale o di fantasia, alla direttrice di scena.

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Al Museo Archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco torna l’appuntamento con la “Notte dei Musei”, per una grande serata di arte, cultura e bellezza. Sabato 19 maggio, il Mab festeggia la quattordicesima edizione dell’evento europeo della “Nuit européenne des musées 2018″. A partire dalle 20.00, gli spazi espositivi di via Sabatino Moscati saranno teatro d’ispirazione per gli studenti del Liceo artistico Emilio Lussu di Sant’Antioco, che si cimenteranno in una estemporanea d’arte nelle sale museali, immersi nelle testimonianze del passato. La serata sarà accompagnata dalle note del duo acustico “Moody Freak”. L’accesso al museo nelle ore notturne, dalle 20.00 alle 0.00, sarà gratuito.

La Notte europea dei Musei è un’iniziativa posta sotto il patrocinio del Consiglio d’Europa, dell’Unesco e dell’ICOM, ed è organizzata per contribuire ad apprezzare l’importanza, la ricchezza e la bellezza del nostro patrimonio storico ed artistico.

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Giovedì 17 maggio, a Cagliari, si terrà un un seminario sulla fondazione settecentesca di una nuova Barcellona.

Tra il 1735 ed il 1738, un gruppo di esuli politici provenienti da Spagna, Sardegna e Regno di Napoli fonda nel cuore del banato di Timisoara, nell’attuale Serbia, nell’ambito di un più ampio piano di colonizzazione interna promosso dagli Asburgo d’Austria sui Balcani recentemente strappati agli Ottomani.

In occasione del 6° appuntamento di “Colonizzazioni interne e migrazioni”, la rassegna seminariale internazionale che indaga il tema dei riassetti insediativi europei attraverso l’impiego di coloni migranti, la storia della Barcellona mittle-europea verrà ricostruita dal suo massimo studioso, il prof. Agustí Alcoberro i Pericay, docente dell’Università di Barcellona. Insieme a lui, sarà protagonista del seminario il geografo dell’Università di Cagliari Andrea Corsale, studioso delle colonie forestiere ancora oggi presenti nello scacchiere balcanico.

Il seminario avrà inizio alle ore 15.30, nella Sala Settecentesca della Biblioteca Universitaria di Cagliari.

Interverranno: Agustí Alcoberro i Pericay, Università di Barcelona, “La fondazione di una Nueva Barcelona nella Timosoara austriaca del Settecento”, ed Andrea Corsale, Università di Cagliari, “Colonizzazioni e minoranze nell’Europa centro-orientale tra geografia e geopolitica”.

Modererà i lavori Giampaolo Salice, dell’Università di Cagliari.

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Sentimenti e disabilità. L’amore che supera ogni ostacolo e va oltre ogni forma di tabù. L’amore che accoglie la diversità, ne coltiva i sogni e i desideri, l’amore vissuto nell’emotività, nell’affettività, e nel corpo. Il diritto umano a vivere la propria sfera di intimità e a intrattenere relazioni interpersonali sotto il profilo psicoaffettivo, emotivo e sessuale anche per chi si trova in una condizione di ridotta autosufficienza a livello di mobilità e motilità o a causa di un aspetto fisico lontano dai modelli estetici dominanti e ritenuti attraenti.

Il regista Giovanni Coda, da oltre venticinque anni attivo sul fronte del cinema sperimentale con una forte connotazione sociale che porta avanti con la militanza di genere temi e storie difficili o lontane dai canoni comuni, dopo il grande successo di critica e pubblico internazionale dei recenti e pluripremiati lavori cinematografici “Il rosa nudo” (2013), “Bullied to Death” (2015) e l’ultimo “Xavier” (2017), annuncia il via alle riprese nei prossimi giorni del suo nuovo film “Mark’s Diary”, che si ispira a tante storie vere e al libro (unico in Italia) “Loveability” di Maximiliano Ulivieri, edito da Erickson che ne ha concesso i diritti di utilizzo per la realizzazione del film. Il primo libro italiano basato su testimonianze dirette e scritto dalla prospettiva anche di ricercatori, decisori politici e operatori, che affronta il tema dell’assistenza sessuale per disabili, una realtà ormai consolidata in gran parte dell’Europa e quasi sconosciuta in Italia.

Mark e Giacomo, i protagonisti, sono due ragazzi colpiti da una grave disabilità che ne limita i movimenti in modo quasi totale. Quando si incontrano esplode tra loro un’attrazione ed un amore reciproco tanto profondo quanto impossibile da realizzare perché non hanno alcuna possibilità di poter entrare in una qualsiasi forma di intimità. Affideranno così le proprie emozioni e i propri sentimenti a due personaggi di fantasia. Un amore virtuale-visionario-onirico, un sogno lungo un giorno, e la consapevolezza che nulla sarà più lo stesso e che la lotta per il diritto all’amore è solo all’inizio. Il Diario di Mark, le sue pagine, sono la sua vita, costellata dal dolore e dalla frustrazione di non poter esprimere se stesso se non attraverso comportamenti stereotipati sempre e comunque mediati da altre persone (quasi sempre genitori, assistenti sanitari o badanti).

“Mark’s Diary”, sarà un lungometraggio di 75 minuti, la cui uscita nelle sale cinematografiche è prevista a ottobre/novembre 2018. Scritto e diretto da Giovanni Coda, verrà girato interamente in Sardegna, tra Cagliari e Oristano. Prodotto dalla University of Derby (UK) e A.C. Labor (Italy), produttore associato Atlantis Moon Productions (USA), e sostenuto da New Renaissance Film Festival Amsterdam, Social Justice Film Festival Seattle e dalla Fondazione Sardegna Film Commission, in collaborazione con Zamuner Circus, vede nel cast costituito da attori americani e italiani: Mark Cirillo (L.A. – USA), Caleb Spivak (Atlanta – USA), lo stesso Maximiliano Ulivieri (Livorno/Bologna), Giacomo Curti (Roma – Italia), Rachele Montis (Cagliari – Italia), Luca Massidda (Cagliari – Italia), Alessandro Angioni (Cagliari – Italia), Davide Vallascas (Cagliari – Italia), Valentino Bistrussu (Cagliari – Italia), Duo Spezie – Zamuner Circus (Italia). Musiche originali a cura di Cosimo Morleo, Andrea Andrillo, Arnaldo Pontis e Les Stik Fluo.

Il progetto filmico “Mark’s Diary” si riferisce, come tutta la produzione del regista cagliaritano, a quell’area cinematografica sperimentale in cui l’estetica fotografica trova linfa vitale al confine tra il cinema e l’arte visiva, quella terra di mezzo dove tutto è possibile ed ogni risvolto artistico è assolutamente imprevedibile. Siamo nel territorio del cinema d’avanguardia in cui lo stesso Coda trova nei filoni della sinfonia visiva (a cui si ispira per le scene urbane in esterni) e del cinema astratto (scene in interni) il suo habitat creativo ideale. Film d’autore e di ricerca che rielabora il cinema sperimentale della tradizione italiana e riconsidera in chiave contemporanea la relazione creativa tra arte, fotografia e immagine filmica, già anticipata dai futuristi nelle loro teorie esposte nel “Manifesto della Cinematografia” del 1916, tesa alla ricostruzione di un ricco e affascinante panorama visivo-visionario. Nuove forme di linguaggi in cui la matrice videoartistica e fotografica, che da sempre caratterizza le opere del regista, autore, sceneggiatore e fotografo indipendente, si fonde tra fiction e cinema del reale. Al centro di questa ultima opera i due protagonisti, l’impossibilità fisica di amarsi e la loro devastante emotività, libera di esprimersi a ogni latitudine attraverso i movimenti del corpo dei danzatori e dei loro “avatar”.

«La società si sforza di venire incontro alle persone con disabilità per ogni loro bisogno che non possa essere svolto in completa autonomia. Le aiutiamo a vestirsi, spogliarsi, mangiare e lavarsi. Diamo loro carrozzine elettriche per muoversi, macchine con comandi speciali, computer dotati delle più sofisticate tecnologie, dotiamo le loro case di soluzioni robotiche che consentano loro una vita, la più possibile, indipendente – spiega il regista – Eppure, di tutti questi diritti, di cui nessuno metterebbe in dubbio la legittimità, ce n’è uno che viene sistematicamente taciuto, omesso, rimosso: quello alla sessualità. Toccarsi ed essere toccati, necessità naturale per chiunque, diventano questioni scabrose, disturbanti, scomode, se riferite alle persone con disabilità.»

Un tema complesso e molto delicato che l’autore tratta nel suo film attraverso la letteratura, la danza, la musica, la poesia e la sensibilità che contraddistingue tutti i suoi lavori, con il fine non solo artistico ma anche di interesse sociale, per descriverne accuratamente le istanze, porsi delle domande e sensibilizzare verso queste problematiche, aprire un varco e una discussione e sostenere la causa portata avanti da Maximiliano Ulivieri, blogger con disabilità, fondatore e presidente dell’Associazione “LoveGiver”, Comitato promotore per l’introduzione legalizzata dell’”assistenza sessuale” alle persone con handicap fisici e psichici. Co-autore inoltre del libro “Loveability” (Erickson 2014) insieme a Debora De Angelis, Fabrizio Quattrini, psicologo, psicoterapeuta, sessuologo, Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali dell’Università «G. D’Annunzio» di Chieti-Pescara e presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica di Roma, Sergio Lo Giudice, docente di Filosofia e Storia al liceo «Copernico» di Bologna, Giulia Garofalo Geymonat, ricercatrice in Scienze sociali presso il dipartimento di Gender Studies dell’Università di Lund in Svezia e Maurizio Nada, docente nei corsi per educatori e operatori socio-sanitari, autore di testi e pubblicazioni nell’ambito della disabilità. Un testo che prende il titolo dal sito omonimo, nato da una idea dello stesso Ulivieri per raccogliere le molteplici testimonianze, richieste ed esigenze, pervenute negli anni seguenti la pubblicazione delle sue personali esperienze sul suo blog.

«L’assistenza alla sessualità a persone con Disabilità rappresenta un concetto che racchiude allo stesso tempo “rispetto” e “educazione”, che solo per un paese civile può rappresentare la massima espressione del “diritto alla salute e al benessere psicofisico e sessuale», si legge nel testo che introduce il progetto sul sito dedicato “lovegiver.it”.

Il libro vuole essere d’aiuto a chi – disabili e familiari – vive ogni giorno sulla propria pelle le conseguenze di una vita in cui sessualità e affettività sono negate, ma anche di stimolo a indurre alla riflessione e a liberare da tabù e pregiudizi, portando all’attenzione del dibattito pubblico il tema del rapporto tra sessualità e disabilità.

«In paesi come la Danimarca, Paesi Bassi, Germania e Svizzera, la professione dell’Assistente sessuale per individui diversamente abili è già da tempo una realtà. In Italia siamo ancora lacerati nell’affrontare l’argomento “disabilità” dal punto di vista delle conquiste esistenziali che molti disabili riescono a raggiungere quando hanno modo di accedere al loro più intimo potenziale, compreso quello sessuale – precisa Giovanni Coda -. Mark e Giacomo sono innamorati, ma non possono amarsi, perché disabili e perché le loro famiglie sostengono che il loro amore è sbagliato, contro natura e che in quanto “angeli” non hanno bisogno di carezze, sguardi e sentimenti. Sono eterni bambini. L’unica cura possibile: i farmaci. Come se fossero affetti da chissà quale grave malattia. Erano solo innamorati, e forse, nonostante le avversità della vita, ora lo sono ancora di più.»