9 July, 2026

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Nasce a Sarroch il gruppo consiliare del PSd’Az. L’annuncio è stato comunicato ufficialmente questo pomeriggio durante una conferenza stampa appositamente convocata a Sarroch presso Villa Siotto, alla presenza del segretario nazionale sardista, Sen. Christian Solinas e del Commissario della Federazione provinciale dei Quattromori Christian Stevelli.

Il PSd’Az sarà da oggi rappresentato in seno al Consiglio comunale di Sarroch, dal dott. Francesco Murgia e da Igor Melis, eletti consiglieri in una lista civica alle scorse elezioni amministrative del 2016 e provenienti dal mondo sardista ed indipendentista.

«La scelta del Partito Sardo d’Azione – si legge in una nota – è stata per entrambi il naturale approdo dell’impegno politico dedicato a numerose iniziative volte a tutelare gli interessi del territorio comunale e, più in generale, di tutta l’area metropolitana di Cagliari, fra cui, in particolare quelle connesse all’emergenza occupazionale, e per la tutela ambientale e della salute pubblica, come l’opposizione allo stoccaggio delle scorie nucleari in Sardegna o, ancora, l’impegno su temi di grande interesse per la cittadinanza quali la gestione di Abbanoa, del parco di Gutturu Mannu e della diga di Monti Nieddu Is Canascius.»

«Il neo costituito gruppo consiliare del PSd’Az è la felice conseguenza di un rinnovato e proficuo confronto che abbiamo sviluppato nel tempo in tutto il territorio, all’insegna della concretezza e dell’onestà politica – ha dichiarato il commissario provinciale Christian Stevelli – e l’annunciata presenza all’ufficializzazione della nascita del nuovo gruppo consiliare sardista di Sarroch del segretario nazionale del PSd’Az Solinas, intende conferire ulteriore solennità ad un progetto politico amministrativo fondato su un concetto di comunità sarda che sappia esaltare innanzitutto i propri valori e le proprie risorse sociali, economiche e culturali.»

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Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile della Regione Sardegna, visto il bollettino di criticità n. BCR/125/2018 del 05/05/2018, comunica che: dalle ore 22.00 di oggi, sabato 5/05/2018, sino alle ore 23.59 di domani, domenica 6/05/2018, si prevede il livello di ORDINARIA CRITICITÀ PER RISCHIO IDROGEOLOGICO LOCALIZZATO e IDRAULICO sulle zone di allerta di colore giallo: Iglesiente, Campidano, Montevecchio-Pischilappiu, Flumendosa-Flumineddu, Tirso, Gallura, Logudoro.

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Secondo appuntamento lunedì 7 maggio, nell’Auditorium del Conservatorio di Cagliari, con “I talenti del Conservatorio”, la rassegna che offre ai migliori studenti dell’istituzione musicale la possibilità di mostrare le capacità acquisite suonando davanti a un pubblico.

Si parte alle 18.00, sulle note del Quintetto per pianoforte e archi in la maggiore “D667 Forelle” di Franz Schubert: protagonisti saranno: Silvia Congia (violino), Tommaso Delogu (viola), Fabrizio Meloni (violoncello), Massimo Tore (contrabbasso), Riccardo Leone (pianoforte).

Si prosegue con l’esibizione degli studenti della classe di pianoforte guidata da Maria Lucia Costa: Riccardo Mancini proporrà il preludio “La cathedrale engloutie” di Claude Debussy, mentre Michele Scano suonerà la “Toccata” di Aram Kachaturian.

L’ingresso è libero e gratuito.

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Il maltempo della giornata di ieri ha colpito pesantemente diverse zone della città di Carbonia, tra le quali il quartiere “Lotto B””. A tal proposito, il sindaco Paola Massidda ha emesso un’’ordinanza, la n. 166, con la quale ha disposto la chiusura al traffico veicolare della via Sicilia e delle strade confluenti, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Nella giornata di ieri, venerdì 4 maggio, il sindaco di Carbonia ha emanato un analogo provvedimento di chiusura temporanea avente per oggetto altre due zone del territorio comunale. Si tratta della strada di accesso/uscita dalla località Caput Acquas (direzione Barbusi) e di via Mazzini, nella parte compresa tra via Cannas e via Risorgimento.

Le ordinanze saranno in vigore fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

 

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Il Movimento 5 Stelle, a Iglesias, scende in campo per le Amministrative del 10 giugno. Questa mattina, in una saletta del Centro Culturale di via Cattaneo, il movimento pentastellato ha presentato il suo giovane candidato sindaco, Federico Garau, 26 anni, studente della Facoltà di Economia dell’Università di Cagliari ed una prima parte della lista dei candidati alla carica di consigliere comunale. La lista completa verrà ufficializzata nei prossimi giorni.

Ottenuta la tanto attesa certificazione dai vertici del movimento, il gruppo di attivisti di Iglesias, guidato dall’avvocato Carla Cuccu, dunque, fa il suo esordio ufficiale sulla scena politico-amministrativa cittadina, dopo la mancata partecipazione alla competizione elettorale di cinque anni fa. Carla Cuccu ha aperto i lavori ed ha presentato Federico Garau che, visibilmente emozionato, ha esposto i punti principali del programma con il quale il gruppo si propone per guidare il comune di Iglesias nei prossimi cinque anni, in totale discontinuità con le gestioni del passato più o meno recente.

Tra i presenti, la deputata Emanuela Corda ed il sindaco di Assemini nonché coordinatore regionale del movimento, Mario Puddu, papabile per la candidatura alla carica di governatore alle Regionali 2019.

Alleghiamo un ricco album fotografico e uno stralcio degli interventi di Carla Cuccu e Federico Garau.

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A Carbonia continua l’’emergenza maltempo, ma la situazione – grazie al tempestivo intervento della Polizia Locale, dell’Ufficio Tecnico, delle Associazioni di Protezione Civile (Terramare e Radio Club), della Croce Rossa, dei Vigili del Fuoco e della So.Mi.Ca. è stata tenuta sotto controllo.

Il grande dispiegamento di forze messo in campo ha consentito di far fronte a numerose emergenze con una serie di interventi che hanno mitigato i danni prodotti dagli allagamenti. Allagamenti che hanno interessato soprattutto edifici privati e strade. Il sindaco Paola Massidda, autorità comunale in ambito di Protezione civile, dalle prime ore del mattino ha diretto e coordinato i servizi di emergenza, di soccorso e di assistenza alla popolazione.

Personale e mezzi si sono adoperati efficacemente fino alle ore 21.00 in alcune zone particolarmente critiche: via Sicilia, Costa Medau Becciu, Carbonia 2, via Mazzini, località Caput Acquas. “

«Anche stanotte continueremo a monitorare la situazione e interverremo in caso di bisogno con tutti i mezzi di cui disponiamo», ha affermato il Sindaco Paola Massidda, che questo pomeriggio si è recato in via Sicilia e nel quartiere Carbonia 2 per sincerarsi delle condizioni dei cittadini, delle abitazioni e delle strade. Anche l’assessore dei Lavori pubblici Gian Luca Lai ha visionato la situazione insieme al responsabile del Settore Manutenzioni del comune di Carbonia, l’’ing. Mario Mammarella, e al comandante della Polizia locale, nonché  referente del Centro Operativo Comunale di Protezione Civile (C.O.C), il maggiore Andrea Usai.

Sul posto sono intervenute  anche le società De Vizia e Abbanoa. “Al netto dei gravi problemi causati dalla colata detritica e dal fango provenienti da Monte Leone, rassicura il fatto che le reti bianche abbiano retto al sovrabbondante carico idrico a cui sono state sottoposte negli ultimi giorni. «E, intanto, da domani mattina De Vizia effettuerà un’’ulteriore verifica e pulizia lungo le vie interessate», ha affermato l’assessore Gian Luca Lai.

Il comune di Carbonia informa che, in caso di pericolo per persone o cose, è possibile contattare i Vigili del fuoco al numero 115 o allo 0781 63999, oppure il Comando di Polizia locale allo 0781 62257 o 0781.675900.

Dalla mezzanotte l’’allerta meteo è tornata in fase di criticità ordinaria e quindi domani, sabato 5 maggio, le scuole saranno regolarmente aperte.

L’’Amministrazione comunale ringrazia in maniera particolare i volontari delle associazioni di Protezione civile, la Croce Rossa e i privati cittadini che si sono adoperati nella giornata odierna per la risoluzione delle emergenze.

 

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Martedì 8 maggio, alle ore 15.00, presso l’oratorio di San Ponziano, a Carbonia, si svolgerà l’assemblea generale dei lavoratori diretti ed indiretti dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme, per dibattere delle risultanze del vertice tenutosi ieri al ministero dello Sviluppo economico tra organizzazioni sindacali, la multinazionale Sider Alloys ed il Governo.

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Come cristiani siamo costantemente chiamati in causa e sentiamo il dovere di vivere da credenti e da cittadini responsabili. 

Di fronte alle inquietudini che il momento presente comporta, ci sentiamo sollecitati da due urgenze: 

– il lavoro dignitoso per le persone e le famiglie del nostro Territorio; 

– la coerenza coi valori che fondano la nostra fede e la nostra convivenza civile.

È nota a tutti la gravissima situazione occupativa nella quale ci troviamo. 

I nostri paesi, le nostre parrocchie conoscono bene gli effetti preoccupanti della mancanza di lavoro: giovani costretti ad emigrare; cassintegrati impossibilitati a nuove prospettive di assunzione; situazioni che divengono drammatiche nelle famiglie monoreddito o in presenza di mutui precedentemente assunti.

Tutto questo non solo non può lasciarci indifferenti, ma deve spronare tutti a cercare le convergenze più opportune perché si pongano in atto iniziative e politiche volte ad una inversione di tendenza capace di generare un futuro di speranza. 

In questa direzione crediamo di dover sollecitare in ogni modo le migliori risorse della nostra terra: la Società civile in ogni sua componente, le Autorità istituzionali Comunali, Regionale e Nazionale, l’Università e la Scuola, il Mondo imprenditoriale ed economico, le associazioni dei Lavoratori.

Sentiamo anche il dovere di ricordare a tutti, a partire da noi stessi, che la gravissima situazione economico-sociale non può legittimare qualsiasi attività economica e produttiva, senza che ne valutiamo responsabilmente la sostenibilità, la dignità e l’attenzione alla tutela dei diritti di ogni persona. 

In particolare non si può omologare la produzione di beni necessari per la vita con quella che sicuramente produce morte. Tale è il caso delle armi che – è purtroppo certo – vengono prodotte nel nostro territorio e usate per una guerra che ha causato e continua a generare migliaia di morti. 

Qualunque idea di conservazione o di allargamento di produzione di armi è da rifiutare. 

Ma contemporaneamente si dovrà studiare con serietà e impegno la possibilità di un lavoro dignitoso agli operai che sono attualmente impegnati in tale attività.

Questo per coerenza, anzitutto con la nostra fede: ce lo dice la parola di Gesù Cristo e l’insegnamento della Chiesa, ribadito con forza da Papa Francesco. Ma ce lo dicono anche la nostra legge fondante, la Costituzione (art. 11: “l’Italia ripudia la guerra”) e le leggi italiane (L. 185/90); ce lo dice il Trattato sul commercio delle armi, adottato dall’Assemblea generale dell’ONU il 2.04 2013; ce lo dicono le risoluzioni europee, in particolare quelle del 25.02.2016 e del 15.06.2017, in cui il Parlamento europeo ha chiesto espressamente «l’embargo sulle armi nei confronti dell’Arabia Saudita»

Nessuno di noi giustificherebbe mai che armi prodotte altrove fossero mandate a bombardare le nostre case, le nostre scuole, i nostri ospedali, le nostre chiese, la nostra gente. Ma le popolazioni dello Yemen non hanno i nostri stessi diritti?

Si tratta di un problema complesso e collegato a responsabilità che ci superano, ma non ci è lecito ignorarlo. 

La comunità diocesana – pur sapendo che esula dalla sua specifica responsabilità e competenza la soluzione, propriamente tecnica e politica, di questo tema – desidera incoraggiare chi si sta impegnando a trovare le modalità più adeguate per superare questa realtà problematica che ci riguarda da vicino.

Vogliamo però anche sottolineare che è doveroso affrontare questa questione non isolatamente, né tanto meno in contrapposizione con ogni altra difficoltà che la realtà odierna del mondo del lavoro e dell’economia fa pesare sulla serenità delle persone e delle famiglie: la precarietà dell’occupazione, le possibili conseguenze negative sulla salute dei lavoratori e dell’intera popolazione e sull’equilibrio ambientale, i rischi per la giustizia sociale e per l’attenzione al bene comune.

C’è una sola strada da percorrere, ed è compito peculiare della politica e delle istituzioni sociali: quella di cercare uno sviluppo diverso per tutte le attività del nostro Territorio e della nostra Regione; uno sviluppo rispettoso della dignità delle persone, di tutte le persone; uno sviluppo che sia riguardoso dell’ambiente; uno sviluppo che valorizzi le nostre risorse locali, la nostra storia, la nostra Terra.

Come Diocesi dobbiamo e vogliamo lavorare soprattutto per la formazione delle coscienze e per ricordare a tutti la necessità e il dovere della coerenza con il rispetto dei diritti di ogni uomo e di ogni donna.

Perciò auspichiamo che tutti vogliano cooperare con le migliori energie in una prospettiva di riscatto e di nuova speranza: per un vero sviluppo integrale del nostro Territorio; per la cessazione di ogni conflitto; per l’affermazione della pace nel mondo.

Iglesias, 3 maggio 2018

Il Vescovo e il Consiglio Presbiterale

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Le piogge ininterrotte di questo inizio di maggio hanno mandato ancora una volta sott’acqua alcune strade periferiche dei comuni di Sant’Anna Arresi e Teulada, gravemente danneggiate. Solo il tempestivo intervento delle forze dell’ordine e delle ruspe dei due Comuni ha consentito di rendere nuovamente transitabili buona parte delle strade danneggiate.

L’acqua, tanto attesa per ricostituire le scorte negli invasi quasi a secco, è arrivata tutta insieme e, inevitabilmente ha creato disagi a molte famiglie. Una di queste, all’inizio di via Degli Artigiani, è formata da una coppia di anziani che, ogni volta che piove in abbondanza, a causa del dislivello esistente tra la loro abitazione e quelle vicine, nonostante abbiano fatto ricorso a tre pompe sommerse, si ritrovano sistematicamente in grosse difficoltà, perché non hanno nessuno che possa aiutarli (i tre figli vivono nel Nord Italia). Oggi hanno esposto i loro problemi al presidente della protezione civile che ha visitato la via per accertarsi della situazione e verificare gli interventi da effettuare per mettere il territorio in sicurezza.

I filmati e le fotografie allegate, sono stati realizzati da Lorenzo Uccheddu.

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«Sant’Antioco quest’anno è stata esclusa dal bando teso a fronteggiare il rischio idrogeologico e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.»

La denuncia arriva dal gruppo di minoranza Genti Noa.

«Annualmente la Regione mette a disposizione dei comuni le risorse necessarie a fronteggiare il rischio idrogeologico – sottolinea Genti Noa -. Questi bandi consentono di accedere ai danari che occorrono per ripulire canali e corsi d’acqua da tutto ciò che potrebbe ostacolarne il normale deflusso. Purtroppo nel 2017, a causa di quello che lo stesso sindaco Locci ha definito un “passo falso” dell’Amministrazione in carica, la città di Sant’Antioco è rimasta esclusa dalla ripartizione delle somme messe a bando dalla Regione.»

«Non era mai accaduto che Sant’Antioco perdesse questi soldi, né che di fatto si rinunciasse a prevenire allagamenti ed esondazioni – attacca Genti Noa -. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti ed il sospetto che la mancata manutenzione dei corsi d’acqua abbia contribuito a creare gli allagamenti ed i disagi di questi giorni, è molto concreto.»

«Forse si è trattato di un caso fortuito o più semplicemente di grave dilettantismo, ma abbiamo la sensazione che la politica di mestiere, quella basata sulla spasmodica ricerca del consenso, porti a credere che organizzare spettacoli e concerti venga prima della sicurezza dei cittadini – conclude Genti Noa -. Non sarà che la rimozione delle sterpaglie si nota meno di un costoso concerto? Speriamo di no!»