18 July, 2026

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Il sistema sanitario costerà alla Sardegna 3,429 miliardi di euro nel 2018. Quasi 127 milioni di euro in più rispetto al 2017 al netto degli stanziamenti per la copertura del disavanzo. La proposta di bilancio è stata illustrata dall’assessore Luigi Arru alla commissione Sanità del Consiglio regionale. «3 miliardi e 36 milioni di euro rappresentano la quota indistinta – ha detto Luigi Arru – serviranno a garantire i Livelli essenziali di assistenza (Lea), 200 milioni andranno invece a coprire il capitolo per il ripiano dei disavanzi pregressi, mentre 134 milioni serviranno per gli investimenti». Nello schema di bilancio 2018 sono previsti inoltre 28,5 milioni di euro destinati al finanziamento aggiuntivo corrente per la copertura dello squilibrio di bilancio (118 ed elisoccorso, sanità penitenziaria), 16,5 milioni per gli extra-Lea (vaccini blu tongue, vigilanza nelle guardie mediche e spese di viaggio per gli ammalati) e quasi 13 milioni per ulteriori spese (borse di specializzazione).

Il bilancio regionale tiene conto delle indicazioni del piano sanitario nazionale anche se la Sardegna paga da sola i costi della sanità. «L’attuale modello dei presidi determina costi aggiuntivi per 126 milioni di euro – ha detto Luigi Arru – la riforma della rete ospedaliera avrà bisogno di almeno almeno tre anni per entrare a regime». Il disavanzo per il 2017 sarà di 238 milioni, la metà del quale già ripianata con l’ultimo assestamento di bilancio da 114 milioni di euro.

277 milioni di euro (246 fondi regionali e 31 statali) sarà invece la cifra destinata al sociale. Soldi che serviranno per pagare i programmi di contrasto della povertà, la non autosufficienza, i servizi alla persona, le politiche per la famiglia etc.

Su questo punto si è consumato uno strappo nella maggioranza con il consigliere di art1-Mdp Luca Pizzuto che ha annunciato il suo voto contrario alla manovra. E’ inaccettabile, per Luca Pizzuto, la decisione di stanziare 30 milioni di euro per il Reis contro i 44 spesi lo scorso anno (30+14 del bilancio precedente). L’assessore Arru ha spiegato che per questa voce lo stanziamento ammonta complessivamente a 77 milioni, 30 stanziati dalla regione e 44 dallo Stato. «Il problema ha detto Arru è che non si riesce a spendere le risorse nazionali, dei 44 milioni di euro destinati alla Sardegna ne sono stati utilizzati solo sei». «Quelli statali sono fondi virtuali – ha replicato Luca Pizzuto – non ci sono soldi nelle disponibilità di comuni e Plus. Noi per il momento registriamo una riduzione del finanziamento regionale del 30%. Un scelta politica molto grave che determinerà il mio voto contrario alla proposta di bilancio». Critiche anche da parte di Michele Cossa (Riformatori): «Assurdo che i comuni non vengano messi nelle condizioni di spendere le risorse. Le procedure sono troppo complicate»

Critiche alla manovra anche da parte della minoranza. Il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi ha segnalato disservizi e il taglio dell’assistenza in alcune Rsa. «Sul disavanzo occorre poi dire la verità – ha detto Giorgio Oppi – nel bilancio mancano i 60 milioni di euro per il Mater Olbia». 

La Commissione ha poi votato, con l’astensione della minoranza, il P/165 che stanzia 154 milioni di euro per il biennio 2018-2019 per la messa a norma antincendio dei presidi sanitari.

Via libera, sempre con il solo voto della maggioranza, anche al P/170 “Contributi e funzionamento dei Centri antiviolenza e delle case di accoglienza”. Il piano prevede un incremento dei fondi stanziati lo scorso anno: si passa da 900mila a 2,398 milioni di euro. Serviranno per aprire nuovi centri della salute e per garantire un’assistenza capillare nel territorio. Su suggerimento della consigliera Rossella Pinna (Pd) il nuovo piano dovrà favorire la creazione di una rete di assistenza organizzata nel rispetto delle linee guida del 2008.

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La società, che fa parte del Gruppo Enel, nasce nel dicembre 2008, per lo sviluppo e la gestione delle attività di generazione di energia da fonti rinnovabili a livello internazionale. Enel Green Power è presente in Europa, nel continente americano, in Asia, in Africa e in Oceania con più di 1.200 impianti in 19 Paesi. Il mix di generazione di energia include le principali fonti rinnovabili:solare, idroelettrico, geotermico e biomasse. Questo il messaggio che l’azienda dedica a tutti i giovani che vogliono aspirare a lavorare al suo interno: «Il settore energetico mondiale sta affrontando delle sfide inedite. Se vuoi affrontarle a testa alta e condividi i principi fondamentali di Enel lavora con noi per costruire un futuro più sostenibile e vivere un’esperienza professionale che ha per confini il mondo».

Sono oltre 4mila i dipendenti di Enel Green Power e circa 200 le nuove figure ricercate…

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://www.suntini.it/diariolavoro_enel_green.html .

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Domani 10 novembre, a partire dalle ore 9.30, al THotel  di Cagliari si svolgerà l’assemblea regionale congressuale delle Coop sociali della Legacoop.

Parteciperanno gli assessori regionali della Sanità Luigi Arru e del Lavoro Virginia Mura, il senatore Ignazio Angioni, il presidente delle Acli della Sardegna Franco Marras, il presidente dell’Anci Sardegna Emiliano Deiana, la vice presidente nazionale delle coop sociali Eleonora Vanni e, infine, il presidente regionale Legacoop Claudio Atzori.

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Proseguono, nel mercato civico di Carbonia, i lavori di manutenzione a cura della So.Mi.Ca., che nella giornata di ieri ha dotato gli spigoli interni di un’apposita protezione in acciaio. Un intervento doveroso per far fronte al continuo sfaldamento a cui essi erano soggetti, anche in ragione delle attività quotidiane che vengono svolte all’interno della struttura. 

L’installazione dei paraspigoli in acciaio è una misura studiata per garantire maggiore igiene dell’ambiente interno e proteggere i cittadini che si recano a fare la spesa al mercato dalle eventuali negative conseguenze derivanti da possibili urti.

Inoltre, questa protezione consente maggiore efficienza e sicurezza nelle operazioni di immagazzinamento e carico-scarico delle merci.

Una soluzione efficace anche per garantire maggior decoro e salubrità degli ambienti della struttura, come ha spiegato il vicesindaco ed assessore delle Manutenzioni, Gian Luca Lai: «Il rilancio del Mercato civico – uno degli obiettivi del nostro programma di governo – passa anche attraverso interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria in grado di rendere più sicuro, accogliente e confortevole lo spazio interno della principale struttura di vendita della nostra città. L’installazione dei paraspigoli in acciaio è uno dei tanti interventi previsti affinché il Mercato civico possa tornare ad essere il fiore all’occhiello del commercio cittadino. Un polo attrattivo non soltanto dal punto di vista commerciale, ma anche un centro di aggregazione sociale».

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Amara sconfitta per la Dinamo Banco di Sardegna sul campo della Juventus Utena (Lituania), nella quinta giornata della Champions League, 90 a 85, dopo un tempo supplementare. Dopo aver chiuso il primo quarto avanti di un punto, 20 a 19, la Dinamo ha avuto un calo nel secondo, andando sotto di dieci lunghezze, per poi riavvicinarsi all’intervallo lungo sul 46 a 40. Ancora equilibrio nel terzo quarto, concluso sul 24 a 23, e grande reazione nell’ultimo quarto, nel quale i bioancoblu hanno concesso alla squadra di casa solo 8 punti, riuscendo a portarsi anche avanti, per poi chiudere sul 78 a 78 al 40′.

Nei 5 minuti del tempo supplementare, Scott Bamforth (anche oggi il miglior realizzatore della Dinamo e dell’incontro, insieme al lituano LaRon Dendy), e compagni non sono riusciti a dare la sterzata finale al match che ha visto la Juventus imporsi per 90 a 85. Il migliore della Dinamo, ancora priva dell’infortunato Rok Stipcevic ed oggi anche di Shawn Jones, è stato Achille Polonara, autore di 14 punti (3 su 4 da 2 punti, 2 su 5 da 3 punti, 2 su 2 ai tiri liberi, 11 rimbalzi, 3 assist e 1 stoppata, 26 di valutazione)

Giovedì la squadra rientrerà in Sardegna e si metterà subito al lavoro per preparare le prossime sfide di campionato e Champions League.

«È facile commentare questa partita, abbiamo giocato così così in difesa nel secondo quarto e la Juventus è stata brava a sfruttare bene le situazioni – ha detto a fine partita Federico Pasquini -. Nel terzo e ultimo quarto abbiamo girato il match ed era sotto il nostro controllo ma gli arbitri hanno deciso che non potevamo vincerla e hanno iniziato a fischiare qualsiasi cosa. Non ho mai visto niente del genere nella mia carriera. Oggi è impossibile dire qualcosa di più, i ragazzi hanno provato a fare del loro meglio perché eravamo senza Stipcevic e Jones. La reazione dei miei ragazzi nel secondo tempo è stata ottima – ha concluso Federico Pasquini – ma la partita è stata vinta da quello che hanno deciso gli arbitri negli ultimi minuti.»

Juventus Utena 90 – Dinamo Banco di Sardegna 85

Parziali: 19-20; 27-20; 24-23; 8-15; OT 12-7.

Progressivi: 19-20; 46-40; 70-63; 78-78; 90-85.

Juventus Utena: Bickauskis 11, Ireland 20, Paliukenas, Siksnius 4,  Samenas, Guscikas 10, Lindbom, Korniienko 6, Buterlevicius 5, Dendy 22, Flowers 4, Kupsas 8. All. Zydrunas Urbonas.

Banco di Sardegna: Spissu 7, Gallizzi, Bamforth 22, Planinic 10, Devecchi 6, Randolph 6, Pierre 5, Hatcher 12, Polonara 14, Picarelli, Tavernari 3. All. Federico Pasquini.

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Sono terminati, a Iglesias, i lavori per la sistemazione dell’impianto sportivo dell’Ex Casmez, oggi dotato di un nuovo impianto di illuminazione che consentirà lo svolgimento delle attività anche in notturna.

«I cantieri aperti con le risorse della legge 37/98, recuperati da questa Amministrazione comunale a fine 2016, si concludono uno dopo l’altro – commenta il vicesindaco Simone Franceschi –. Il campo di calcio ex Casmez venne realizzato diversi anni fa senza impianto di illuminazione e con un investimento di circa 100.000 euro da ieri la situazione è cambiata.»

 

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È stato siglato questa mattina tra Regione e organizzazioni sindacali, alla presenza della Direzione regionale dell’INPS, l’accordo che autorizza il ricorso agli stanziamenti previsti per le aree di crisi complessa di Portovesme e di Porto Torres, in applicazione della recente normativa. L’intesa dà il via libera all’utilizzo delle risorse già assegnate alla Sardegna, a valere sul decreto legislativo n. 148 del 2015, per la proroga dei trattamenti di mobilità in deroga fino al 31 agosto 2018, a favore di 886 lavoratori, con un impegno di spesa complessivo di 10,6 milioni di euro.
«L’accordo di oggi – dice l’assessore del Lavoro, Virginia Mura – dà piena attuazione alle disposizioni normative nazionali e ai decreti ministeriali rivolti alle aree di crisi complessa. È una risposta significativa, sebbene si tratti di un intervento di politica passiva, utile a dare parziale sollievo in alcuni territori particolarmente colpiti dalla pesante crisi industriale e dalla conseguente emergenza occupazionale. Permane, tuttavia, la necessità di assicurare la copertura dei trattamenti in deroga a favore di altre fasce di lavoratori delle aree di crisi non complessa, come sollecitato dai sindacati, per il biennio 2016-2017. Sul punto – aggiunge l’assessore Mura – condividendo le pressanti richieste delle organizzazioni sindacali, vi è l’impegno a reperire altre risorse attivando ogni azione possibile nelle sedi competenti, per porre rimedio alla situazione di disagio sociale ed economico che grava sui lavoratori e sulle loro famiglie, anche nelle aree di crisi non complessa.» 
E’ stato attivato un tavolo tecnico, composto dall’assessorato del Lavoro e dall’INPS, per verificare nell’arco di due settimane la capienza dei fondi disponibili. «Rispetto alle istanze presentate – conclude l’assessore del Lavoro – ho preso atto favorevolmente dell’impegno da parte dell’INPS a riesaminare le richieste a suo tempo rigettate perché fuori termine.»

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Con 247 voti a favore su 319 votanti, la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente la Legge Europea 2017. La legge contiene una manovra sulla politica energetica del Paese (elettricità – fonti rinnovabili – gas) e regole a favore delle produzioni energivore del Paese, fortemente volute dal Partito Democratico.

«l Parlamento ed il Governo hanno mantenuto l’impegno di costruire una cornice di regole del mercato dell’energia che rendano ancora possibile e competitiva l’industria manifatturiera del Paese – commenta Francesco Sanna, deputato del Partito democratico -. Queste regole sono state elaborate a partire dalla crisi del settore alluminio, e sono una valida base per il rilancio dell’Alcoa ed il consolidamento della metallurgia dei non ferrosi. Ora ci aspettiamo una rapida adozione dei decreti attuativi da parte del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che ha avuto un ruolo importante nell’appoggio alla iniziativa parlamentare che prima dell’estate ha introdotto il capitolo energia nel disegno di Legge europea.»

«Due considerazioni politiche, una seria e una a metà – aggiunge Francesco Sanna -. Ho apprezzato la decisione del gruppo parlamentare di MDP di sconfessare la posizione dei loro colleghi senatori e di votare a favore del provvedimento, sottolineando l’errore di aver modificato il testo a Palazzo Madama. Ho sostenuto senza acrimonia questa tesi, non infierisco e mi ritengo soddisfatto.»

«Cinquestelle ha votato contro. Coerentemente, essendo contro l’industria manifatturiera italiana e sarda in particolare. Tuttavia se sei contro un sistema produttivo, hai il dovere di offrire modelli di sostentamento e di sviluppo alternativi. Per adesso questa seconda parte del ragionamento è stata elaborata dall’onorevole Alessandro Di Battista, in visita elettorale nel Sulcis, il quale trovava nella missione di “insegnare ai tedeschi a fare il formaggio” il futuro di quella terra. Nella Legge europea – conclude Francesco Sanna – ci sono anche le norme a favore della etichettatura trasparente dei prodotti caseari, ma questo non è bastato ai deputati grillini per votare a favore della legge.»

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«I dati del rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno come un verdetto impietoso sulla Giunta Pigliaru. Il dossier condanna la Sardegna come fanalino di coda delle Regioni del sud Italia.»

E’ durissimo l’attacco di Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, alla Giunta Pigliaru. «Al di là dei proclami e delle sbandierate riforme di questa Giunta regionale, portate avanti con l’avallo determinante della maggioranza raccogliticcia di centro sinistra, sempre più allo sbando – rimarca Pietro Pittalis – i dati del dossier inchiodano impietosamente Francesco Pigliaru alle sue responsabilità. I sardi, in questi ultimi quattro anni, hanno potuto verificare l’inconcludenza e l’incapacità politica del governo regionale dei professori, bravi solo ad occupare poltrone a dar vita a controriforme, a soccombere nel rapporto col governo nazionale e con l’Europa, a consentire che in Sardegna arrivassero orde di immigrati destinatari di più attenzioni e cure dei nostri concittadini più svantaggiati con la scusa, penosa, dell’accoglienza, contribuendo a creare una situazione di paura e disagio nei sardi.»

«Purtroppo – rileva il capogruppo di Forza Italia – non uno dei temi nevralgici per la Sardegna è stato affrontato e risolto. Anzi. Dalle entrate ai trasporti, dal lavoro che non c’è all’affanno dei settori produttivi isolani, dal sistema industriale allo stato comatoso, al comparto agro zootecnico in ginocchio, passando per il settore turistico a quello dell’edilizia, tutte questioni trattate con dilettantismo spaventoso. Chiediamo al presidente Pigliaru – conclude Pietro Pittalis – di prendere atto di questo disastro e di rassegnare immediatamente le dimissioni, per consentire ai sardi di tornare al voto e voltare finalmente pagina.»

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La commissione Autonomia presieduta da Francesco Agus (Misto-Campo progressista) ha approvato con l’astensione della minoranza una risoluzione che ribadisce la netta contrarietà della Regione all’art. 70 del Bilancio dello Stato che esclude le Province sarde e la Città Metropolitana di Cagliari dalla ripartizione dei contributi statali.

Nel dispositivo del documento si chiede l’inserimento degli enti intermedi della Sardegna fra i destinatari dei contributi statali auspicando, nello stesso tempo, un serrato confronto con i parlamentari sardi per assicurare le opportune modifiche alla legge di nazionale di bilancio e l’approvazione in tempi brevi della stessa risoluzione da parte del Consiglio regionale, con un consenso unanime.

Prima dell’esame della risoluzione, l’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu ha consegnato ed illustrato alla commissione un documento della Conferenza permanente Regione-Enti locali sullo stesso argomento. La Conferenza, in una delibera approvata all’unanimità, ha sottolineato fra l’altro che «il mancato intervento dello Stato comprimerebbe in modo insostenibile l’attività istituzionale e le funzioni fondamentali degli Enti intermedi della Sardegna, già colpiti da pesanti tagli del Governo centrale cui la Regione ha potuto far fronte solo parzialmente incrementando il fondo unico ed adottando interventi di sostegno straordinari».