20 September, 2026

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La consigliera regionale del Partito democratico Daniela Forma ha depositato una proposta di modifica del Regolamento interno del Consiglio regionale per limitare l’ammissione del voto a scrutinio segreto solamente a quei casi nei quali il voto riguardi singole persone.

«La votazione a scrutinio segreto – spiega Daniela Forma – dovrebbe essere limitata quanto più possibile e per più ordini di motivi. Il primo è certamente quello che nell’esercizio delle proprie funzioni, per le quali si è ricevuto il voto dei cittadini, il legislatore dovrebbe essere tenuto a rendere conto del proprio operato e delle posizioni da lui assunte nella massima trasparenza. Inoltre, su questioni particolarmente sensibili o che tali potrebbero diventare a causa dell’esito di un “voto celato”, al legislatore non viene data la possibilità di fare la propria dichiarazione di voto ed argomentarla, salvo poi ritenersi libero di poter rilasciare dichiarazioni di qualunque tipo senza riscontro formale del proprio operato e quindi del proprio voto reale.»

«Per queste ragioni – conclude Daniela Forma – sarebbe auspicabile prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di modificare tempestivamente il Regolamento interno del Consiglio Regionale perché troppo spesso, ultimamente, si fa ricorso al voto segreto per avvallare provvedimenti per i quali si farebbe fatica ad assumerne la responsabilità e altrettanto spesso ci si trincera dietro il voto segreto per “salvare la propria immagine pubblica” da delle decisioni altrimenti scomode e impopolari.»

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Il presidente del Corecom, Mario Cabasino, ha illustrato questa mattina nella Seconda commissione del Consiglio regionale il programma delle attività 2017 del comitato regionale delle comunicazioni.

«Un anno record per le conciliazioni con i gestori di telefonia e pay tv – ha dichiarato Cabasino – e stimiamo di chiudere l’anno con oltre 1.500 istanze concluse positivamente per i consumatori sardi, per un controvalore complessivo che supera i 400mila euro.»

L’ulteriore dato positivo annunciato dai vertici del comitato è l’apertura, dopo quella di Sassari che si è aggiunta nel 2015 alla centrale di Cagliari, della sede gallurese di Tempio. Il Corecom alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva sarà infatti ospitato nei locali del Comune per aprire il terzo sportello sardo dedicato alle conciliazioni.

«Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti – ha spiegato Cabasino – pur nella limitatezza dell’organico siamo riusciti a garantire i servizi delegati dall’Agcom ma serve un ulteriore sforzo per acquisire le cosiddette deleghe di secondo livello che riguardano il registro degli operatori della comunicazione e il monitoraggio delle tv private nonché il “terzo grado” delle sentenze conciliatorie.»

Su invito del presidente della commissione, Gavino Manca, il responsabile del comitato delle comunicazioni ha inoltre svolto alcune considerazioni sul testo unico per la lingua sarda, attualmente all’esame del parlamentino della Cultura. Mario Cabasino si è soffermato in particolare sull’articolo 19 del provvedimento, quello dedicato all’informazione e all’editoria. «Serve incentivare una programmazione in limba di qualità – ha affermato il presidente Corecom – e fissare criteri premianti per chi riserva almeno il 30% del suo palinsesto alla programmazione in lingua sarda». Un’ulteriore sottolineatura è stata riservata alla necessità di diversificare i tempi di trasmissione previsti per la radio da quelli ipotizzati per le televisioni.

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«Registriamo un avanzamento significativo della trattativa di cessione e riavvio dell’impianto di Portovesme. Anche grazie all’impegno di Governo e Regione procede con decisione il percorso verso la soluzione delle criticità legate al costo dell’energia e alle bonifiche. Il Ministro ha infatti reso noto che l’accordo per la cessione dello stabilimento del primario da Alcoa a Invitalia e successivamente da Invitalia a Sider Alloys è in dirittura d’arrivo: abbiamo dunque discusso del contenuto essenziale del contratto di Sviluppo per la manutenzione straordinaria e il riavvio dello stabilimento che il Governo mette a disposizione di Sider Alloys.»

Lo dichiara l’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras, che insieme al coordinatore del Piano Sulcis Tore Cherchi ha partecipato all’incontro che si è svolto oggi al Mise tra il ministro Carlo Calenda, Invitalia, le organizzazioni sindacali e la Regione, a cui ha preso parte anche il deputato Francesco Sanna.

«Ci aspettiamo ulteriori sviluppi dal prossimo incontro di metà settembre – ha aggiunto l’assessore dell’Industria -, nel quale potrà essere definita la tempistica precisa della cessione dell’impianto da Alcoa a Invitalia e da quest’ultima a Sider Alloys. In quell’occasione dovranno inoltre essere valutati gli elementi del piano industriale e verificate le eventuali tutele necessarie per i lavoratori, per il tempo necessario al riavvio dello stabilimento.» 

«I tempi di sviluppo del dragaggio del porto industriale, opera che condiziona i costi di produzione dell’alluminio sono stati rispettati e sono in linea con i tempi necessari per mettere a regime l’impianto di Portovesme – ha sottolineato il coordinatore del Piano Sulcis Tore Cherchi -. Anche il programma di bonifiche, che condiziona l’accordo fra Alcoa e Invitalia, è in attuazione per la parte riguardante i suoli, ed in fase avanzata di definizione per ciò che concerne la falda acquifera.»

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L’Amministrazione comunale di Iglesias ha convocato un’assemblea per il giorno lunedì 31 luglio, alle ore 17.00, presso la “Sala Lepori”, in via Isonzo, al fine di informare e formare le utenze circa l’attivazione ed il funzionamento delle Isole ecologiche interrate posizionate nelle località di Cruccueddu e S’Arriali, alla quale dovranno partecipare esclusivamente i residenti presso le seguenti località: Cuccuru Murtas, San Lorenzo, S’Arriali e Cruccueddu.

Nell’occasione, gli utenti dovranno presentarsi muniti di documento di riconoscimento e del tesserino di accesso all’Ecocentro comunale.

Per qualsiasi informazione in merito è possibile contattare il contact center San Germano al n° verde 800778822.

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«E’ sbagliato e dannoso per i pazienti negare al Brotzu i centri di riferimento regionali per la diabetologia, l’autismo e i trapianti d’organo.»

Lo ha sostenuto il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa a seguito della bocciatura del suo emendamento finalizzato a mantenere il Brotzu quale centro regionale di riferimento per l’autismo e il diabete.

«Il Brotzu nei suoi 35 anni di storia ha sempre avuto dei Centri medico Sociali che hanno rivestito un ruolo importante nel suo sviluppo e nella crescita della risposta pubblica a patologie che erano destinate a rappresentare  una vera e propria emergenza sociale – aggiunge Michele Cossa -. Nel Centro Diabetologico è nata la diabetologia sarda, quando ancora tutti, compresi i medici, sottovalutavano il problema, e il diabete e le sue temibili complicazioni venivano trattate “al bisogno” senza alcuna pianificazione diagnostica- terapeutica, per non parlare di prevenzione, ed educazione, tutte attività che nella nostra isola hanno visto la luce proprio al centro diabetologico del Brotzu. Ma, a parte questo, già adesso sono evidenti i problemi che si vengono a creare – soprattutto nel pronto soccorso – tutte le volte che si rende necessaria una consulenza diabetologica in una situazione di urgenza. Discorso analogo si può fare per il Centro per i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, vulgo per l’autismo, nato nel 2002 e – allora – unico centro pubblico dedicato all’autismo in tutto il Paese e sicuramente uno dei fiori all’occhiello dell’azienda, nonché nei fatti vero e proprio centro di riferimento regionale. E allora perché negargliene la qualificazione anche formale? Continua il processo di impoverimento dell’ospedale, danneggiando nel contempo i pazienti: negare l’esistenza dei centri di eccellenza del Brotzu – conclude Michele Cossa – diminuisce la qualità dell’assistenza, cosa che sta avvenendo da quasi quattro anni nell’indifferenza pressoché totale della Giunta e della maggioranza.»

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«La vertenza Alcoa registra un ulteriore passo avanti. Quanto emerge dall’incontro di oggi al ministero dello Sviluppo economico fa registrare un passaggio positivo sul cammino della vertenza che va avanti da parecchi anni.»

Lo sostiene Emanuele Cani, deputato del Partito democratico.

«Le misure energetiche messe messe a disposizione e che trovano applicazione grazie all’emendamento del Pd alla Legge Europea, e gli altri aspetti in via di definizione fanno ormai ben sperare – aggiunge Emanuele Cani -. L’auspicio è chiudere la vicenda entro settembre. E’ chiaro che il grado di attenzione da parte nostra resterà comunque alto. Allo stesso tempo, e parallelamente alla questione relativa al futuro dello smelter deve essere affrontata anche la vicenda degli ammortizzatori sociali in scadenza il 31 dicembre. Non è pensabile che possano esserci lavoratori senza sostegno. Per questo motivo – conclude Emanuele Cani – è necessario il supporto e la partecipazione della Regione.»

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E’ durissimo il giudizio del segretario generale della Camera del Lavoro del Sulcis Iglesiente Roberto Puddu, sul NO della Regione allo stoccaggio temporaneo degli scarti di lavorazione della Portovesme srl: «E’ una follia».

«Quel che è accaduto oggi a Roma è veramente qualcosa di folle – sottolinea Roberto Puddu -. Mentre da una parte, al ministero dello Sviluppo economico, il ministro Carlo Calenda annunciava che sono ormai quasi ultimate le procedure per avviare la cessione dello stabilimento ex Alcoa alla Sider Alloys e quindi iniziano a prendere corpo le prospettive di ripresa produttiva, dall’altro, sempre a Roma, alla conferenza di servizi convocata per il via libera allo stoccaggio temporaneo degli scarti di lavorazione della Portovesme srl in attesa della realizzazione della nuova discarica a Genna Luas, due funzionari della Regione Sardegna abbiano, con il loro parere negativo – motivato con la richiesta di un approfondimento della materia, per capire se sia necessaria o meno una valutazione di impatto ambientale, determinato uno stop alla decisione, con conseguenze facilmente immaginabili.»

«Tutto questo – conclude Roberto Puddu -, nonostante i pareri positivi di tutti gli altri soggetti istituzionali e, in particolare, quello del Ministero, i cui funzionari hanno cercato in ogni modo di far capire ai rappresentanti della Regione Sardegna, che l’autorizzazione fosse ormai quasi una formalità. Siamo alla follia!»

 

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«La conferenza dei servizi sulla Portovesme Srl si è chiusa con un esito negativo. A determinare la contrarietà dell’assise, che si è svolta oggi a Roma, alla realizzazione delle vasche per lo stoccaggio dei residui, il parere sfavorevole della Regione Sardegna.».

Ne dà notizia Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale.

«Una notizia che si proietta con pesanti ripercussioni sul futuro dello stabilimento dell’area industriale del Sulcis Iglesiente – aggiunge Gianluigi Rubiu -. A rischio ci sono oltre 1.200 operai, oltre l’indotto prodotto dalla fabbrica impegnata nella lavorazione di zinco e piombo. Un colpo durissimo per l’economia del territorio e non solo. L’azienda, i ministeri dei Beni culturali e dell’Ambiente, la Provincia e il comune di Portoscuso hanno dato il via libera alla realizzazione dell’intervento. La Regione ha detto no all’impianto. E’ inconcepibile che sia stata proprio la Regione a decretare lo stop ad un’opera fondamentale per lo stabilimento.»

«Sembra palese la volontà della Regione per la chiusura della fabbrica – aggiunge Gianluigi Rubiu -. E’ uno schiaffo ai lavoratori e a migliaia di disoccupati. E’ paradossale che, nonostante la decisione fosse in capo al Ministero, la Regione si sia ostinata a bloccare l’infrastruttura. Questa opportunità, per quanto provvisoria,  con tre vasche interne allo stabilimento della Portovesme srl, avrebbero dato respiro per tre mesi circa con il trattamento dei residui – conclude Gianluigi Rubiu -. Un’occasione persa che trascina l’azienda verso il baratro della chiusura, con un disastro per il Sulcis Iglesiente.»

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Si è concluso pochi minuti fa, al ministero dello Sviluppo economico, l’atteso incontro sulla vertenza Alcoa tra il ministro Carlo Calenda il direttore di Invitalia Domenico Arcuri e Fim, Fiom e Uilm nazionali e territoriali.

«Secondo il ministro Calenda – si legge in una nota stampa del segretario generale della FIM CISL Marco Bentivogli – i 4 nodi critici ancora aperti sono in via di soluzione: a meno di sorprese, possiamo dire che a metà settembre saremo in grado di chiudere il Contratto di Sviluppo e avviare la doppia cessione dell’impianto da Alcoa a Invitalia e da questa a Sider Alloys, ma è fondamentale chiudere entro la pausa estiva la parte con l’autorità dell’energia. Il ministro Calenda ha confermato la chiusura del contenzioso esistente tra Alcoa e Cassa Conguagli pari a 74 milioni di euro tra Cassa Conguagli e Alcoa relativa ad oneri sul costo dell’energia. 
Mentre Salvatore Cherchi responsabile regionale del “Piano Sulcis” ha affermato che ad oggi non ci sono criticità sul versante ambientale, sono state risolte tutte le attività di bonifica necessarie al riavvio dell’impianto, senza inquinamento delle falde come in passato, vanno riprese le attività programmate sul porto, sono in linea con i tempi stabiliti dal piano. Resta ancora necessità di accordo tra l’Alcoa e il Consorzio industriale.»
«Rispetto alla situazione esposta – aggiunge Marco Bentivogli – oggi siamo nella fase più avanzata che ci sia mai stata di questa vertenza dal 2009, siamo giunti ad un punto di maturazione delle soluzioni di tutte le criticità a cui fino ad ora non eravamo mai arrivati e che ci permettono di guardare positivamente al prosieguo della vertenza. In questa fase il tempo non è una variabile indipendente, per questo Invitalia su questo contratto di sviluppo deve mettere in campo rapidità nella conclusione della cessione al nuovo acquirente. Per questo è necessario che tutti gli attori coinvolti diano un contributo e facciano uno sforzo comune nella risoluzione positiva della vertenza. Troppe volte per dimostrare la propria esistenza alcune istituzioni, anche locali hanno bloccato procedure utili al riavvio. »
«Ora, o spingiamo tutti per la soluzione dei nodi in via di soluzione o torneremo indietro. Chiediamo, dopo il 15 settembre, di aprire un confronto sul piano industriale a cui collegare la necessita di ammortizzatori sociali per lavoratori diretti e indiretti saranno proporzionati alla gestione dei passaggi necessari al riavvio degli impianti. La vertenza – conclude il segretario generale della FIM CISL – sarà vinta con il riavvio della produzione ed il ritorno delle persone al lavoro, fino ad allora bisogna valorizzare i risultati raggiunti e fare in modo che, fino alla fine, nessuno si sottragga alle proprie responsabilità.»

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Siccità

Quasi 50 milioni di euro di pagamenti del “Programma di sviluppo rurale” decretati dalla prossima settimana ed il riconoscimento per la Sardegna dello stato di emergenza per le eccezionali avversità atmosferiche dovute a siccità, gelate e neve. Ma anche assicurazioni sull’accesso al Fondo nazionale di solidarietà e sull’aumento delle anticipazioni previste per il mese di ottobre per i premi PAC e PSR. Questo il frutto della due giorni romana dell’assessore dell’Agricoltura, Pierluigi Caria, che ha incontrato lo staff del gabinetto del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf), Maurizio Martina, i tecnici del ministero ed i vertici dell’Agenzia nazionale per le erogazioni in Agricoltura (Agea), guidati dal direttore generale, Gabriele Papa Pagliardini. In serata, ancora in corso, un incontro in Agea dove Caria, con il direttore generale di Argea Sardegna, Gianni Ibba, sta guidando una delegazione composta dalle associazioni di categoria agricola della Sardegna. Al centro dei lavori tutte le criticità legate agli applicativi informatici, al refresh delle terre agricole, alle anomalie su determinati bandi.
«Stiamo facendo tutto il possibile – ha detto l’assessore Pierluigi Caria – per fare in modo che diritti e risorse finanziarie spettanti al mondo agricolo sardo siano garantiti alle nostre imprese, soprattutto in un momento così difficile dovuto alle gravi calamità naturali subite e ancora in atto, ma anche ai prezzi delle materie prime pagati ai minimi storici per pastori e agricoltori.»
La società RTI Almaviva, componente privata che con Agea gestisce la società SIN (Sistema informativo nazionale per lo sviluppo in agricoltura), ha reso noto che fra il primo e il 3 agosto saranno firmati i decreti per il saldo, salvo anomalie riscontrate nelle singole pratiche, di 10.282 domande presentate per la Misura 14 sul Benessere degli animali per l’annualità 2016. L’importo complessivo di tale intervento è di circa 30 milioni di euro. La procedura di saldo automatizzato prenderà in esame sia le domande pagate in anticipo, sia quelle non ancora pagate. Il 23 agosto si procederà invece alle istruttorie di verifica sulle eventuali situazioni in anomalia.
Il 3 agosto si firmeranno invece i decreti per la liquidazione della Misura 13, dedicata all’Indennità compensativa a favore delle aziende ubicate in zone svantaggiate o montane della Sardegna, dell’annualità 2016. Saranno perciò pagate 18.762 pratiche per un importo complessivo di circa 19,5 milioni di euro. Anche in questo caso saranno prese in esame sia le domande pagate in anticipo, sia quelle non pagate. Le istruttorie sulle pratiche in anomalia saranno aperte il 23 agosto. Sarà necessario invece attendere il 24 agosto per la Misura 11, sui pagamenti dell’Agricoltura biologica, e l’inizio dell’autunno per la Misura 10, su Difesa del suolo e Produzione integrata.
Il maxiemendamento al Decreto legge Mezzogiorno, approvato ieri in Senato, prevede di allargare gli interventi per il sostegno alle aziende agricole delle Regioni colpite dal terremoto nel 2016 anche alle Regioni interessate dalle nevicate di gennaio, dalle gelate di aprile e dalla siccità tutt’ora in corso. Ad Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria si aggiungerà quindi anche la Sardegna. Possono accedere ai provvedimenti e ai sostegni finanziari nazionali, dedicati a favorire la ripresa dell’attività economica e produttiva, anche le aziende che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate per la copertura dei rischi. Per quanto riguarda il ristoro dei danni, tali imprese potranno accedere al Fondo di solidarietà nazionale (FSN), godere di strumenti e benefici della legge 102 del 2004 che prevede la sospensione delle rate dei mutui e dei contributi assistenziali e previdenziali. L’FSN ha a oggi una disponibilità di 15 milioni di euro che, hanno assicurato dal gabinetto del Ministro, sarà rimpinguata con la prossima legge finanziaria e grazie a un emendamento già approvato giovedì scorso in Commissione bilancio del Senato.
Sempre dall’incontro con il Mipaaf, è emerso che il Governo nazionale è sulla buona strada nelle interlocuzioni con la Commissione europea sulla richiesta di un incremento delle anticipazioni, di circa 700 milioni di euro, per i pagamenti da effettuare entro ottobre. La richiesta è stata inoltrata a Bruxelles, che dovrebbe rispondere nel giro di poche settimane. Il provvedimento ha l’obiettivo di dare una maggiore liquidità finanziaria alle imprese agricole colpite dalla siccità. La richiesta del Mipaaf prevede quindi una anticipazione che arrivi al 70% dei premi PAC e fino all’85% di quelli PSR.
Per il miglioramento e l’efficientamento delle infrastrutture irrigue esiste oggi un bando del PSR Nazionale, in scadenza il 31 agosto, dove sono allocati circa 291 milioni. Su altri 295 milioni del Fondo di Sviluppo e Coesione si stanno definendo le modalità d’impiego. Ci sono poi 107 milioni che fanno capo a investimenti speciali dell’Unita di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, destinati a 6 infrastrutture strategiche.