20 September, 2026

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Ieri pomeriggio i carabinieri di Sant’Antioco hanno arrestato due giovani per spaccio di sostanze stupefacenti.

Si tratta di Manuel Cruccas, 19 anni, celibe, disoccupato, con precedenti penali; e di Roberto Notarstefano, 21 anni, disoccupato, con precedenti penali, entrambi di Sant’Antioco.

I due sono stati arrestati in Piazza Italia, dove da alcuni giorni i commercianti e gli abituali frequentatori della piazza si erano rivolti ai carabinieri per segnalare che era diventata il luogo preferito da alcuni giovani del luogo per lo spaccio di sostanze stupefacenti, con grave disagio per tutti.

Sono stati effettuati servizi di osservazione mirati, che hanno confermato che quanto riferito rispondeva a realtà.

Nel primo pomeriggio, i due giovani sono stati sorpresi mentre cedevano una dose di hashish ad un giovane del luogo, per un controvalore di 5 euro. L’acquirente e i due piccoli spacciatori sono stati immediatamente bloccati,

Nella successiva perquisizione dello scooter di Roberto Notarstefano, vero e proprio mezzo di lavoro, sono stati rinvenuti ulteriori 96 grammi di hashish, suddivisi in un pezzo da 54 grammi ed altri 22 pezzi, confezionati in buste di cellophane, del peso complessivo di 43 grammi, un bilancino elettronico e due coltelli con le lame sporche di stupefacente.

La successiva perquisizione domiciliare, ha permesso di rinvenire 640 euro nella casa di Roberto Notarstefano, e materiale per il confezionamento nell’abitazione di Manuel Cruccas. Sostanza stupefacente e materiale rinvenuto sono stati sottoposti a sequestro. Gli arrestati sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della Compagnia di Carbonia.

Nell’immediato processo per direttissima, i due hanno chiesto i termini a difesa e il processo verrà effettuato il 2 agosto. Nel frattempo, Manuel Cruccas deve firmare in caserma, mentre Roberto Notarstefano si trovano agli arresti domiciliari.

I carabinieri di Sant’Antioco, che proseguono il monitoraggio delle piazze del centro lagunare, hanno ricevuto i ringraziamenti in diretta, mentre bloccavano i due, dalle persone che frequentavano la piazza in quel momento.

 

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Abbanoa, con un utile pari a 8,6 milioni, un fatturato di 396 milioni di euro (+11% rispetto al 2015), investimenti in crescita (+33,85 milioni  rispetto al 2015) e trend degli incassi positivo (che si conferma tale anche nel 2017), si conferma primo soggetto industriale della Sardegna, motore economico e finanziario per le aziende del comparto. Il 2016 è l’anno che senza dubbio testimonia il consolidamento del processo di ristrutturazione e di ampliamento delle attività a favore del cliente: sono stati contenuti i costi a livelli inferiori al 2002 ed è stato raggiunto un margine operativo di esercizio positivo per 81 milioni, con una differenza abissale in rapporto al 2002, quando con la somma delle precedenti gestioni il margine operativo di esercizio risultava negativo per 66,5 milioni di euro.

Impegnata in un salto tecnologico che punta sull’innovazione e l’efficientamento di impianti e reti, Abbanoa rappresenta una realtà caratterizzata da un forte profilo industriale, pronta a cogliere le sfide della quarta rivoluzione industriale, che attraverso l’industria 4.0 porterà alla produzione del tutto automatizzata e interconnessa. Per quanto riguarda il panorama nazionale, il Gestore del servizio idrico integrato della Sardegna è una delle principali società in house del servizio idrico integrato in Italia ed è – con Acquedotto Pugliese e Smat – terza per valore della produzione tra i soggetti pubblici. 

Il bilancio 2016 all’attenzione dell’assemblea degli azionisti oggi, 28 luglio 2017, presenta un risultato d’esercizio chiuso in positivo per 8,6 milioni grazie a una incisiva azione di contenimento dei costi operativi con un’attenta programmazione e monitoraggio dei budget previsti per gli interventi di manutenzione.

Il margine operativo della Società, sottraendo i costi operativi ai ricavi da vendita, è positivo per 81 milioni di euro. Significativo il dato del totale delle gestioni preesistenti alla nascita di Abbanoa, che macinavano un margine operativo negativo di meno 66,5 milioni di euro nel 2002.

Abbanoa gestisce 13mila chilometri di reti, circa 900 impianti di sollevamento, 347 depuratori e 42 potabilizzatori (su un totale di 47, di cui 3 con semplice filtrazione) che nel 2016 hanno prodotto oltre 250 milioni di metri cubi d’acqua potabilizzata, utilizzata dai clienti di tutta la Sardegna e successivamente depurata per essere restituita all’ambiente. Abbanoa spende di meno garantendo il doppio dei servizi delle gestioni passate: i costi operativi di questa immensa industria dell’acqua sono pari a 200 milioni di euro mentre nel 2002 le precedenti gestioni avevano costi operativi di 177,7 milioni di euro. Importo che, adeguato all’inflazione, è pari agli attuali 220 milioni di euro.

Nonostante una congiuntura economica ancora sfavorevole per l’intera economia della Sardegna, la politica industriale fin qui seguita da Abbanoa ha consentito di ottenere risultati positivi sul fronte degli investimenti nel settore idrico: nel corso del 2016 sono aumentati di oltre 33 milioni. Le migliorie sui depuratori sono cresciute di 5 milioni; quelle sui potabilizzatori di oltre 3 milioni; quelle su condutture e opere fognarie di quasi 6 milioni; quelle su condutture e opere idriche di quasi 14 milioni.

Nel corso del 2016 l’azienda ha consolidato l’utilizzo della metodologia della balanced scorecard che ha consentito alle varie strutture aziendali di operare per processi e per progetti in una logica di costante miglioramento. L’esecuzione di piani di azione rispondenti agli obiettivi strategici approvati dalla Direzione generale, interpretati e tradotti proprio dalla metodologia della balanced scorecard, ha consentito una programmazione e un monitoraggio costante e dettagliato dell’avanzamento dei piani di azione stessi.

L’azienda ha puntato sulla digitalizzazione e sulle nuove tecnologie. Sul fronte delle letture, Abbanoa ha rivoluzionato completamente la rilevazione dei consumi delle utenze. Dopo aver introdotto le letture certificate tramite palmari elettronici e la fatturazione esclusivamente a saldo (salvo i casi di contatori interni alle abitazioni) trimestrale nei grandi centri e quadrimestrale in tutti gli altri Comuni, il 2016 segna l’aumento delle letture certificate da fotografia, che ha consentito la riduzione del quantitativo di letture con verbale per l’avvio dell’importante progetto di digitalizzazione – Work Force management. Le letture certificate sono passate da 2.048.304 (2015) a 2.398.422 (2016). Di notevole importanza è anche il dato sui nuovi contatori installati: dagli 85.457 del 2015 si è passati ai 96.846 del 2016.

Importante anche il risultato ottenuto sul fronte dei debiti. Gli oneri con il sistema bancario sono scesi: dagli 82.260.770 milioni nel 2015 a 69.040.741 nel 2016, con una differenza di oltre 13 milioni. Drastico taglio anche ai debiti con i fornitori: si è passati da 159,6 milioni di euro nel 2015 a 137,9 milioni al 31 dicembre 2016 con una differenza di oltre 21 milioni di euro.

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L’Autorità Anticorruzione presieduta da Cantone insieme con l’Autorità Garante dellaconcorrenza e del Mercato hanno indetto ben 4 diversi concorsi per l’assunzione di impiegati e funzionari. Vediamo nello specifico i quattro concorsi indetti dall’Autorità Anticorruzione e l’AGCM. Sono stati pubblicati tutti sulla Gazzetta Ufficiale – Concorsi ed Esami – di martedì 25 luglio e quindi la domanda per la partecipazione dovrà essere effettuata entro e non oltre il 24 agosto.

Le figure ricercate sono:

1) – impiegati in prova, nel ruolo della carriera operativa per lo svolgimento di mansioni nell’area contabile ed economico-statistica;

Possono partecipare a questo bando coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti:

a) cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell’Unione europea; sono equiparati ai cittadini italiani gli italiani non appartenenti alla Repubblica;

b) idoneità fisica all’impiego accertata da istituzioni sanitarie pubbliche;

c) diploma di scuola secondaria di secondo grado, di durata quinquennale.

2) – funzionari in prova, nel ruolo della carriera direttiva, per lo svolgimento di mansioni nell’area contabile e nell’area economico-statistica.

Possono partecipare a questo bando coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti:

a) cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell’Unione europea; sono equiparati ai cittadini italiani gli italiani non appartenenti alla Repubblica;

b) idoneità fisica all’impiego accertata da istituzioni sanitarie pubbliche;

c) laurea quadriennale o specialistica in economia, scienze statistiche, giurisprudenza, o lauree equipollenti secondo la vigente normativa ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi.

3) – funzionari in prova, per lo svolgimento di mansioni… 

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://www.diariolavoro.it/concorso_anac.html .

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La carenza di personale, determinata dall’assenza di una dottoressa per problemi familiari e di una per ferie, e dall’assenza di due medici nel reparto di Cardiologia al Sirai di Carbonia, ha portato il primario della Cardiologia del presidio ospedaliero Sirai di Carbonia Rinaldo Aste ed il direttore medico dei presidi ospedalieri di Iglesias Carlo Murru, a riorganizzare temporaneamente, sino al 14 agosto, le visite cardiologiche all’ospedale CTO di Iglesias.

«Le consulenze urgenti e indifferibili dell’intero presidio ospedaliero dovranno essere inviate all’Unità operativa di Cardiologia del Sirai di Carbonia – si legge nella comunicazione inviata ai responsabili delle Unità operative del presidio ospedaliero CTO di Iglesias e, per conoscenza, al direttore della ASSL di Carbonia Maddalena Giua -; le consulenze del Pronto Soccorso non urgenti ma necessarie per il completamento del percorso diagnostico, sono garantite dalla disponibilità in loco di un cardiologo proveniente dal presidio ospedaliero Sirai di Carbonia, dalle 9.00 alle 10.00; per l’Unità operativa di Medicina, relativamente alle urgenze, vale il discorso comune alle altre Unità operative, per l’esecuzione degli ecocardiogrammi non urgenti, verranno garantiti in dimissione protetta presso il presidio ospedaliero Sirai in tempi congrui.»

La nota del dottor Rinaldo Aste e del dottor Carlo Murru, si conclude sottolineando che «ci si riserva, nel caso arrivassero nuove unità di personale medico cardiologico, di modificare tale organizzazione che, pur nella temporaneità, riveste carattere d’urgenza e di necessità».

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Verrà inaugurata martedì 8 agosto, a Silanus, presso Casa Aielli (Via Municipio), alle ore 19.00, la mostra fotografica “100 centenari” di Luigi Corda, realizzata in collaborazione con ArtBackers.

Si tratta dell’esito di un progetto volto a testimoniare tramite i ritratti di cento centenari sardi, una generazione di uomini e donne che hanno attraversato e travalicato un secolo di luci e ombre, per approdare al nuovo millennio divenendo straordinari testimoni di un passaggio epocale. Un viaggio che svela l’identità di cento delle persone che hanno contribuito alla nostra storia, alla ricerca di quel filo comune che cerca di spiegare quale sia la ricetta per arrivare a cento anni. La terra privilegiata in cui si è svolto il resoconto fotografico, la nostra Sardegna, è un parco genetico molto speciale, da anni oggetto di ricerche e studi internazionali. Gli straordinari casi di longevità in questi ultimi anni hanno infatti richiamato l’attenzione degli studiosi sull’Isola, divenuta ancora una volta osservatorio scelto da scienziati, genetisti e biodemografi. I volti vividi ritratti, carichi di un’espressività che l’unicità del cammino di ciascuno disegna e ridisegna, ci mostrano come la vecchiaia possa regalare una nuova gioia di vivere, una sconosciuta dimensione della propria esistenza, in cui il centenario diviene una ricchezza per la comunità e il portavoce di valori antichi che si armonizzano coi mutamenti del tempo. I centenari sono in questo caso i viaggiatori di un secolo intero, di un’epoca che ha visto guerre, scoperte e innovazioni. Un periodo speciale, che quando viene percorso da un individuo nella sua interezza gli regala il ruolo straordinario di osservatore e testimone prescelto.

«La mostra “100 centenari” – spiega il sindaco di Silanus, Gian Pietro Arca – si inserisce perfettamente all’interno del progetto NOIS, fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Silanus. Un’iniziativa che racconta l’identità del nostro paese con immagini in bianco e nero che danno vita a un vero e proprio percorso fotografico, attraverso il quale vengono rivelati i luoghi di Silanus, ma soprattutto le sue persone; si parte dal complesso archeologico di Santa Sabina (S.S. 129) per proseguire all’interno del paese, dove la comunità si svela pian piano al turista, mentre visita i luoghi di produzione, ascolta i racconti dei suoi abitanti e scopre in prima persona le tipicità locali. La mostra di Luigi Corda unisce questi due aspetti: da una parte la fotografia come strumento attraverso cui raccontare qualcosa, dall’altra uno dei tratti salienti della nostra comunità: la longevità come risultato di un’elevata qualità della vita. L’esposizione comprende infatti anche i ritratti di due nostri concittadini, due dei centenari che hanno reso Silanus noto per essere “il paese della longevità”.»

NOIS è promosso dall’amministrazione comunale di Silanus in collaborazione con l’Associazione Borghi Autentici d’Italia, gli operatori di Silanus Comunità Ospitale, il CRS4 e la Pro Loco di Silanus, e realizzato con il patrocinio della Camera di Commercio di Nuoro e con il contributo di Fondazione di Sardegna. Finalità del progetto è la valorizzazione del patrimonio di conoscenze storiche, culturali e umane di Silanus e di metterle a sistema per promuovere lo sviluppo economico e sociale del paese.

Altra iniziativa promossa nell’ambito dell’evento è il concorso fotografico Genius loci, che premierà le immagini capaci di evocare con più enfasi soggetti, ambienti, situazioni, aspetti, luoghi dell’abitato e del territorio di Silanus, valorizzandone al meglio il “genius loci”, cioè quelle particolari caratteristiche che rappresentano il “carattere” e l’identità del luogo. Il regolamento del concorso è pubblicato sul sito del comune di Silanus, nella sezione NOIS.

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Sono 1.688 le imprese del “settore moda” che in Sardegna si occupano di tessile, abbigliamento, calzature e di altre numerose produzioni, impiegando oltre 1.800 persone. Il 71,8% della realtà produttiva sarda è rappresentato dalle imprese artigiane (1.212 attività) che offrono lavoro a 1.444 addetti.

Sono questi gli ultimi dati sul comparto moda isolano rilevati dall’Osservatorio di Confartigianato Sardegna per le MPI (fonte UnionCamere 2016-2017), che descrivono una piccola ma consolidata e vivace economia regionale che per il 23,6% si occupa della produzione di abbigliamento, per il 13,8% di quella dei filati e per il 5,6% della lavorazione della pelle. Tra gli altri settori il 20% è coperto dalla produzione di gioielli e monili mentre altre lavorazioni coprono la restante percentuale.

Anche tra gli addetti dell’artigianato, il 43% si concentra tra tessile (20,2%), abbigliamento (17,6%) e articoli in pelle (5,2%).

Tra le province, 511 imprese artigiane, operano in provincia di Cagliari, 399 in quella di Sassari, 218 a Nuoro e 84 a Oristano.

«Un settore, quello della moda, di grande eccellenza e tradizione, anche nella nostra regione – commenta Antonio Matzutzi, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – fatto di una vasta rete di piccoli artigiani, che dal disegno al taglio realizzano capi e oggetti uniciLa sartoria artigianale nonostante, o forse grazie alla crisi, è un settore ancora vivace – aggiunge Antonio Matzutzi – e il sarto-sarta è una professione “a tutto tondo” riscoperta da giovani e meno giovani che voglio distinguersi. Il segnale più incoraggiante sul risveglio del settore è che il 17% delle imprese sono imprese giovani con titolari sotto i 35 anni. Un bel risultato visto che solo qualche anno fa una delle maggiori difficoltà era proprio il ricambio generazionaleLa ricetta vincente – conclude il presidente Matzutzi – è, dunque, presentarsi sul mercato con creatività e qualità. Lo spazio c’è. Oggi sappiamo che tra le professioni più richieste ci sono quelle di sarta modellista, professionalità importante in cui la disponibilità è ancora superiore all’offerta

Nel 2016 le esportazioni sarde del settore moda sono cresciute del 21,3% vendendo i prodotti fuori Italia per 25,4 milioni di euro. Il 78,8% delle esportazioni del settore sono riconducibili al comparto tessile-abbigliamento-calzaturiero con 9 milioni per gli articoli in pelle, 6 per l’abbigliamento, 5 milioni per il tessile. Ben 4 sono andati all’occhialeria e 1 alla gioielleria, settori cresciuti ognuno del 100%.

L’analisi sulla dinamica dell’export per provincia dice come tra le 8 province sarde le esportazioni si concentrino principalmente a Cagliari (56,3), seguita da Olbia-Tempio (23,6%). Tra le province dell’isola con oltre l’1% delle esportazioni del settore, 3 registrano un aumento dell’export superiore alla media (+21,3%): primeggia Oristano (+436,6%), Carbonia Iglesias (+179,8%) e Sassari (+43,5%).

Nel 2016 i primi 10 mercati – per quota dell’export – che rappresentano complessivamente il 70% dell’export di tessuti, abbigliamento, articoli in pelle, calzature, gioielli e occhiali made in Sardegna, sono: Tunisia (12,3%), Francia (12,0%), Germania (11,0%), Hong Kong (6,4%), Regno Unito (5,7%), Stati Uniti (5,5%), Russia (4,8%), Paesi Bassi (4,6%), Svizzera (4,5%) e Cina (3,2%). Considerati questi 10 principali mercati di sbocco dell’export di questi prodotti osserviamo come nel corso del 2016 la crescita delle vendite oltre confine è positivamente influenzata dall’incremento delle esportazioni verso Tunisia, Cina e Svizzera dove si registrano aumenti a tre cifre; seguono con aumenti meno intensi ma sopra la media Regno Unito (+80,7%), Hong Kong (+25,2%), Francia (+15,7%), Stati Uniti (+14,5%), Russia (+8,7%) e Paesi Bassi (+4,9%). Un rallentamento delle esportazioni dei prodotti in esame lo registriamo in Germania che mostra un calo del -3%.

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Si moltiplicano le prese di posizione fortemente critiche sullo stop imposto dalla Regione Sardegna in conferenza di servizi, a Roma, all’autorizzazione alla Portovesme srl per l’utilizzo delle vasche interne allo stabilimento per lo smaltimento temporaneo degli scarti di lavorazione.

«A distanza di circa di una settimana dall’ultimo problema che ha scongiurato all’ultimo momento la fermata della Portovesme srl, ci si ritrova oggi, ad affrontare una condizione semplicemente assurda – dice Alessandro Massidda, segretario regionale Fialc Cisal -. Malgrado il parere favorevole del ministero dell’Ambiente, della Provincia e dello stesso comune di Portoscuso sull’utilizzo provvisorio delle vasche situate all’interno dello stabilimento, che scongiurerebbero temporaneamente la fermata della Portovesme srl (fino alla definizione della procedura per la realizzazione della nuova discarica), la Regione Sardegna, esprime il parere sfavorevole sulla possibilità di utilizzo delle vasche. Questo vorrebbe dire sentenziare la chiusura della fabbrica, con la perdita di migliaia di buste paga nel territorio più povero dell’intero paese.»

«Ribadiamo che non è più accettabile un atteggiamento tanto irresponsabile da parte della Regione, incapace oramai di dare risposte su tutti i fronti, sulle innumerevoli vertenze aperte da troppo tempo – aggiunge Alessandro Massidda -. Una regione totalmente inutile, assente su tutti i fronti, una classe politica che dovrebbe essere cacciata per l’incapacità di gestire anche le vertenze più semplici. Non si permetterà per nessuno motivo al mondo, che questa classe di menefreghisti, causi la chiusura dell’ultima grande fabbrica del territorio.»

«Se hanno deciso di far chiudere la Portovesme srl e tutto il settore industriale della Sardegna, lo dicano chiaramente, abbiano almeno il coraggio di affermare pubblicamente, senza nascondersi, il loro vile intento, cioè quello di far morire l’intero territorio oramai agonizzante – sottolinea ancora il segretario regionale della Fialc Cisal -. Non c’è più tempo per le mediazioni, questa classe politica di menefreghisti e incapaci, va cacciata immediatamente, oramai dovrebbe essere chiaro anche agli ultimi strenui difensori di questa classe politica, che anche un commissario, sarebbe più efficace ed incisivo di questi inutili personaggi, che stanno distruggendo l’economia della Regione, portandola a livelli di paesi da terzo mondo.»

«Se avessero un briciolo di dignità, dovrebbero dimettersi domani mattina – conclude Alessandro Massidda -, considerando che stanno giocando sulla pelle di migliaia di famiglie disperati.»

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Il presidente dell’Assotziu Consumadoris Sardigna Onlus, Marco Mameli, ieri ha inviato un esposto «sullo stoccaggio di rifiuti anche pericolosi da realizzarsi in vasche preesistenti, presenti entro l’impianto di produzione della Portovesme S.r.l. Comune di Portoscuso», al ministero dell’Ambiente, al comune di Portoscuso, al comune di Carbonia, alla provincia del Sud Sardegna, al presidente della Giunta Regionale della Sardegna, agli assessorati della Difesa dell’Ambiente e dell’Industria e all’Arpas.

Marco Mameli sostiene che «tale soluzione tampone non risulta sufficiente a garantire lo stoccaggio dei rifiuti per il tempo minimo necessario alla conclusione dell’iter autorizzativo ed alla costruzione della nuova discarica e quindi non è in grado di garantire la continuità produttiva dello stabilimento e la conseguente occupazione. A fronte di un fabbisogno minimo di smaltimento per almeno 10-12 mesi, le vasche in questione possono sopperire al fabbisogno massimo di circa 2 mesi, lasciando irrisolto il problema; lo stoccaggio dei rifiuti nelle vasche si configura come attività di Deposito preliminare di rifiuti pericolosi per un quantitativo superiore a 10 t/g (trattasi di oltre 600 t/g)».

Marco Mameli sostiene, tra l’altro, che l’attività di deposito preliminare debba essere soggetta ad AIA e a VIA e che gli impianti di smaltimento di rifiuti pericolosi debbano avere una distanza minima di m 2.000 dai centri abitati, distanza che non risulta sussistere nel presente caso.

Il presidente dell’Assotziu Consumadoris Sardigna Onlus chiede che non venga autorizzato lo stoccaggio temporaneo di rifiuti pericolosi e non pericolosi nelle predette vasche, per assenza di presupposti legittimi a supportare l’intervento; non si pervenga ad un’autorizzazione attraverso una procedura anomala ed irrituale per presunti motivi “emergenziali”, che come dimostrabile non sussistono e non comportano rischi e conseguenze di carattere socio-economico (fermata degli impianti). E, qualora l’azienda intenda perseguire la soluzione proposta, sottoponga il progetto alle necessarie procedure autorizzative di VIA ed AIA.

Chiede, infine, che la Procura della Repubblica di Cagliari voglia accertare e valutare se, nei fatti, atti e comportamenti riportati, siano rinvenibili fattispecie penalmente rilevanti procedendo, in caso affermativo, nei confronti dei soggetti responsabili. Con espressa riserva di costituirsi parte civile nell’eventuale successivo procedimento penale.

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Il segretario generale della Cisl del Sulcis Iglesiente, Fabio Enne, ha pubblicato sul suo profilo facebook il suo commento sull’esito del vertice su Alcoa svoltosi al Mise e su quello della conferenza dei servizi sulla Portovesme srl e un giudizio sulle altre vertenze aperte nel territorio.

«Sono di queste ultime ore le notizie negative o positive che coinvolgono in pareri contrastanti i tanti che intervengono per dare il proprio giudizio – scrive Fabio Enne -. Io proverò ad esprimere le mie modestissime considerazioni partendo da una certezza che sento di divulgare per il semplice motivo che la sento nella pelle e nel cuore e se non bastasse utilizzerò ogni metodo possibile per realizzarla nei fatti.
Non si permetterà nel modo più assoluto la chiusura della Portovesme srl. La fabbrica non può chiudere a causa delle l’incapacità della Regione Sarda né potrà chiudere neppure per responsabilità diverse.
Questa mia convinzione é supportata da avvenimenti vissuti negli anni passati, più spinosi, ma risolti da una determinazione delle forze sociali della quale esprimerò un mio giudizio alla fine della mia comunicazione.»
«Alcoa, a mio avviso, prosegue in un binario morto seppure condivisibili alcuni passi avanti che tutti sapevamo scontati – aggiunge Fabio Enne -. Altro rinvio a settembre per una fabbrica chiusa da 5 anni oggi nessuno può sostenere ci siano realmente nuovi orizzonti positivi. Manca un confronto con l’unica multinazionale interessata la Sider Alloys, alla quale la Cisl aveva chiesto un incontro anche informale per capire le sue reali intenzioni di intrapresa industriale. Manca l’accordo tra Invitalia e Alcoa, manca il passaggio all’imprenditore interessato.
Manca ancora tutto ma sopratutto manca il lavoro alle centinaia degli ex dipendenti che attendono soluzioni davvero positive.»
«Eurallumina ancora ferma da quasi 9 anni. Quali sarebbero allora le notizie che hanno fatto stappare le bottiglie di spumante ai miscredenti abituati a festeggiare quando non ci sono ragioni per farlo – sottolinea ancora Fabio Enne -? Abbiamo la Sanità sull’orlo del ridicolo. Abbiamo la vertenza Aias per la quale continuano le nefandezze che mai avremmo potuto immaginare coperte dalla Regione. Abbiamo un territorio minato dall’incapacità istituzionale regionale ed anche degli Enti locali. Abbiamo i nostri giovani senza speranza e abbiamo tante persone non più giovani che stanno rasentando la povertà estrema.»
«Beh, anche se in modo molto sintetico ho voluto rappresentare un pezzo delle situazioni che determinano angosce, paure e ingiustizie. Queste bestialità le stanno compiendo senza generare un piano di sviluppo anche diversificato. Non si promuovono tavoli sul turismo, sul commercio, sull’edilizia, agricoltura, servizi e tutti gli altri settori essenziali ad abbattere la crisi e l’occupazione devastante nel territorio.
Eppure c’è chi festeggia perché l’ordine è quello di festeggiare anche tra le catastrofi sociali. Lungi da me quello di rappresentare o gradire una parte politica di schieramento… ma è doverosa una constatazione.
Ogni volta che alla Regione, al Governo, negli Enti locali amministra una parte politica, ogni volta, rivendicare i giusti diritti diventa sempre difficile perché coloro che brindano e si ergono a protezione delle nefandezze, lo fanno anche se il loro ruolo è quello di tutelare e difendere gli interessi collettivi. Ma essere stupidi sudditi e schiavi partitici è purtroppo più forte di loro. Noi non ci arrendiamo – conclude Fabio Enne – e siamo ormai nella fase di esasperare il fatto di avere già perso la pazienza.»

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Venerdì 28 luglio Bruno Rombi presenta a Calasetta, in anteprima assoluta, il suo ultimo libro di racconti “Il mare è una sirena”, in cui la rievocazione di luoghi e avvenimenti, della massima parte degli anni del secolo scorso, riporta in primo piano una serie di figure mitiche, fondamentalmente legate al côte marino di Calasetta.
Riemergono dall’ombra e ritornano a vivere su una pagina bianca, che acquista un senso, profili semplici e leggendari di personaggi noti alla cronaca, come Masino Manunza, Ricchettu, Sabetta e Bulau, o del tutto inediti come il mitico simbolico Francesco: tutti personaggi che trasmettono qualche brivido di nostalgia e più di un rimpianto.

L’appuntamento è fissato alle ore 19.30, nella sala consiliare. La presentazione è organizzata dall’Auser di Calasetta, con la collaborazione dell’assessorato della Cultura del comune di Calasetta e di Sardegna Solidale – Centro Servizi per il Volontariato.