30 July, 2026

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«La pronuncia del Garante della Concorrenza e del Mercato sulla gestione di Abbanoa potrebbe rivelarsi un pericoloso boomerang, un cavallo di Troia capace di aprire le porte alla privatizzazione della risorsa idrica.»

Lo scrive in una nota Ignazio Locci (Forza Italia), vicepresidente del Consiglio regionale.

«L’Autorità chiede alla Regione di prevedere la cessione agli enti locali (i Comuni della Sardegna, rappresentati in Egas) della totalità delle quote di partecipazione e di dotare fin da subito Egas di strumenti di controllo effettivo, tra cui la possibilità di nominare i vertici direttivi e di controllo – aggiunge Ignazio Locci -. Ma come è noto, Abbanoa è dovuta ricorrere a due ricapitalizzazioni ed è praticamente impensabile che i Comuni, palesemente senza risorse, vengano chiamati a gestire questo colosso. E mi sembra altresì difficile che la Regione possa cedere gratuitamente quote societarie ai Comuni.»

«Ecco perché con la pronuncia del Garante si profila un classico boomerang. In uno scenario di incertezza come questo, il rischio concreto, infatti, è che Regione ed Abbanoa finiscano per mettere quote di Abbanoa sul mercato, aprendo la strada alla privatizzazione. Una soluzione da escludere categoricamente – conclude Ignazio Locci -: l’acqua è un bene pubblico e tale deve rimanere.» 

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Nuovo appuntamento con la Rassegna “Carbonia Scrive”: mercoledì 26 aprile, alle ore 18.30, presso la Biblioteca Comunale di Carbonia, in viale Arsia, con la presentazione del libro “Senza sole né stelle – Storie di minatori e miniere nella città più giovane d’Italia” del giornalista Sandro Mantega.

Alla presentazione, curata da Antonangelo Casula, già sindaco di Carbonia e sottosegretario di Stato delle Finanze, sarà presente l’autore ed i protagonisti del libro, il sindaco Paola Massidda, l’assessore della Cultura Emanuela Rubiu, il Direttore regionale del Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria – Fabbrica del Cinema Paolo Serra e Salvatore Fozzi (Edizioni Della Torre). Letture di Agostina Littarru e Maria Giovanna Musa (Operatrici Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis).

La prima drammatica marcia per il lavoro nella storia del movimento operaio sardo è lo sfondo nel quale si muovono i protagonisti di “Senza sole né stelle”. Le loro vicende offrono uno spaccato di vita della Carbonia degli anni ‘60, la città più giovane d’Italia, fondata nel 1938 per sfruttare i giacimenti di carbone. La costruzione della città, il duro lavoro nelle gallerie, le proteste, la paura, l’angoscia, il lutto, la precarietà, le speranze e le disillusioni, affiorano dai racconti di minatori, sindacalisti, amministratori, mogli e figli. Sono loro gli interpreti di un’epopea destinata a lasciare una traccia indelebile nella storia della Sardegna.

Sandro Mantega, giornalista professionista, è nato a Villamassargia nel 1947, ma ha sempre vissuto a Carbonia. Nel 1968, dopo il diploma di scuola media superiore e alcuni anni di studio nella facoltà di Fisica nell’Università di Cagliari, ha intrapreso l’attività giornalistica come corrispondente de L’Unione Sarda da Carbonia e dal Sulcis. Il suo ultimo incarico è stato quello di Caposervizio delle redazioni di Carbonia e Iglesias del quotidiano con cui continua a collaborare.

E’ stato anche corrispondente dell’ANSA e di Rai 3. Ha fondato e diretto le testate giornalistiche di diverse emittenti radiofoniche e televisive private.

Al suo attivo numerose collaborazioni con le reti nazionali della Rai, con settimanali e periodici nazionali e regionali.

Con “Senza sole né stelle” è alla sua prima esperienza da scrittore. Dal libro ha tratto il documentario “Carbonia 10 aprile 1965, una marcia per la vita”.

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L’assessorato alle Politiche giovanili del comune di Carbonia ha convocato la prima riunione della Consulta Comunale Giovanile per il 2 maggio, alle ore 17.oo, presso i locali comunali di via XVIII Dicembre.

La Consulta Giovanile è un organo consultivo del Consiglio comunale, che favorisce il rapporto e l’interazione tra i giovani e le istituzioni locali, ne possono far parte tutti i giovani (aventi un’età compresa tra i 15 e i 29 anni), residenti nel comune di Carbonia, o ivi domiciliati per motivi di studio o di lavoro.

La Consulta è apartitica, laica, ed è contraria a ogni forma di discriminazione e violenza. Tutti i membri della Consulta operano al suo interno ispirandosi ai principi del bene collettivo e non seguendo finalità specifiche personali o di gruppi di appartenenza.

Nasce come un luogo privilegiato di confronto e dibattito democratico per tutti i giovani che desiderano partecipare in modo propositivo all’ideazione, realizzazione e promozione di iniziative volte al benessere e al progresso sociale dei giovani e quindi di tutta la comunità.

In particolare la Consulta persegue numerose finalità tra cui:

· promuovere ed attivare incontri, dibattiti e ricerche nei settori di interesse giovanile

· promuovere ed attivare progetti e iniziative culturali, sportive e del tempo libero per i giovani;

· proporre agli enti competenti progetti e iniziative per prevenire e contrastare fenomeni di emarginazione e disagio;

· promuovere ed attuare attività volte alla valorizzazione relative allo sviluppo del territorio…

I giovani (aventi un’età compresa tra i 15 e i 29 anni e residenti nel comune di Carbonia, o ivi domiciliati per motivi di studio o di lavoro) che intendono fare parte della Consulta, devono presentare la domanda di iscrizione entro il 2 maggio 2017, utilizzando il modulo predisposto e allegato in formato pdf o disponibile presso:

· l‘Ufficio delle Politiche Giovanili

· sul sito Istituzionale del Comune: www.carbonia.ci.it

Il modulo va consegnato insieme ad una copia del documento d’identità (per i minorenni il documento del genitore o del tutore) presso:

· l’Ufficio Protocollo del Comune di Carbonia

· via mail al seguente indirizzo:czurru@comune.carbonia.ca.it

· a mezzo raccomandata A/R e in tale caso farà fede la data del timbro postale.

Per ulteriori informazioni, gli interessati possono rivolgersi all’Ufficio Politiche Giovanili situato presso l’Ex Tribunale, tel. 0781 694461, mail: czurru@comune.carbonia.ca.it .

modulo di iscrizione consulta

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Quali effetti avranno, nel breve e medio termine, gli impegni assunti ieri sera dal Consiglio regionale, al termine di un lungo dibattito, con l’approvazione dell’ordine del giorno proposto dal capogruppo del Partito democratico Pietro Cocco (presenti 46, sì 26, no 17), sulla vertenza dei lavoratori Aias? E’ la domanda che si pongono i lavoratori e le famiglie dei pazienti assistiti nelle decine di centri operanti in Sardegna.

L’ordine del giorno impegna il presidente della Regione Francesco Pigliaru, la Giunta e l’assessore regionale della Sanità e dell’Assistenza sociale Luigi Arru:

  1. a sollecitare l’Aias ad effettuare una certificazione dei propri bilanci, allo scopo di accertare l’effettiva consistenza dei crediti vantati nei confronto delle Uussll, delle Asl e ora dell’Ats;
  2. a prevedere che nei contratti stipulati dall’Ats con gli erogatori privati vi siano esplicite clausole di salvaguardia delle retribuzioni dei lavoratori, che – se disattese – potranno essere sanzionate anche con la revoca dell’accreditamento;
  3. ad adottare un atto di indirizzo in base al quale: a) il pagamento delle retribuzioni pregresse avvenga tramite il ricorso alla procedura di cui all’articolo 1676 del codice civile; b) il contenzioso in essere, laddove possibile, venga risolto in via transattiva;
  4. ad avviare una ricognizione degli operatori privati potenzialmente interessati a svolgere questi servizi sanitari e socio sanitari, in grado di superare il monopolio in atto.

Il Consiglio regionale ha bocciato l’ordine del giorno presentato dai consiglieri di minoranza (18 voti a favore, 25 contrari), primo firmatario Pietro Pittalis, che prevedeva l’impegno per l’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, «ad attivare entro una settimana un Tavolo tecnico presso l’Assessorato stesso, tra i rispettivi Uffici legali dell’Aias e Fondazione Stefania Randazzo e dell’Ats e Regione Sardegna, affinché in una prima fase si prendano congiuntamente in esame i contenziosi in essere di più immediata soluzione, con l’obiettivo di giungere ad una transazione in tempi rapidi (entro il mese corrente), al fine di utilizzare le risorse derivanti da tali crediti vantati da Aias e Fondazione per il pagamento degli stipendi arretrati. In una seconda fase, il Tavolo prosegua il lavoro per azzerare i contenziosi di maggiore complessità, n modo da non lasciare crediti pregressi in piedi che rappresentano una realtà ingiustificabile per la Regione e per la stessa Ats, questo entro 60 giorni dall’inizio dei lavori; di provvedere ad anticipare le somme necessarie per il pagamento degli stipendi arretrati».

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Si è tenuto ieri a Villa Devoto un primo incontro tra il presidente Francesco Pigliaru e i rappresentanti del Gruppo di Intervento Giuridico sulla questione degli usi civici. Nello specifico è stata chiarita la portata della recente legge N. 26 del 2016, con la quale la Regione Sardegna, unica in tutto il panorama nazionale, ha regolamentato gli effetti sul paesaggio degli interventi di sclassificazione, riconoscendo la necessità di intervento di Regione e Mibact. Oltre a svolgere un’importante funzione economico-sociale garantendo le risorse alle collettività che ne sono proprietarie, gli usi civici costituiscono, infatti, beni paesaggistici e sono, pertanto, salvaguardati da precise disposizioni. È stato inoltre sottolineato che la legge non ha introdotto nuove ipotesi di sclassificazione, ed è quindi da escludersi il paventato rischio di ampliamento delle ipotesi di sottrazione dei terreni all’uso collettivo.

La Regione ha dato notizia, infine, che dal 3 aprile le competenze in materia di accertamenti degli usi civici è passata all’Agenzia Laore e che in breve tempo sarà concluso l’iter di ufficializzazione degli accertamenti di sussistenza dell’uso civici nei comuni in cui tale attività era rimasta incompiuta. Il dialogo con il GRIG proseguirà nelle prossime settimane.

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In Sardegna sono 270 le imprese della pastificazione alimentare che danno lavoro a più di 1.300 persone: un’azienda ogni 6.141 abitanti. Nell’isola si concentra il 6,5% di tutte le imprese italiane del settore.

Di queste realtà, ben 222 (l’82%) sono attività artigiane che producono culurgionis, panadas, malloreddus, frégula, semola per cuscus, ravioli, coccoi prena, lorighittas, filindeu ma anche numerosi altri tipi di pasta fresca e secca, tutte eccellenze del food made in Sardegna inserite nell’“Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali del Ministero delle Politiche agricole e alimentari” oppure tutelate da marchi europei, come accaduto da poco per i culurgionis con l’IGP.

Produzioni sempre più apprezzate dai consumatori, non solo nella nostra regione, ma in tutta Italia e nel mondo, che premiano il “Made in Sardegna” alimentare, forte dei suoi prodotti annoverati all’interno del patrimonio culturale nazionale.

A livello territoriale 88 operano nella vecchia provincia di Cagliari, 86 nell’ex provincia di Sassari, 65 a Nuoro e 31 a Oristano.

Tra i comuni con più pastifici Cagliari e Nuoro con 13, Oristano con 12, Quartu con 9, Sassari 8, Olbia 6, Carloforte, Oschiri e Terralba con 5.

Il paese con il più alto indice popolazione/imprese è invece Morgongiori (OR) con 1 azienda ogni 243 abitanti. Segue Oschiri 1 attività ogni 664, Tertenia 1 ogni 972, Jerzu 1 ogni 1.053 e Carloforte 1 ogni 1.238. Questi indici dimostrano come le produzioni tipiche locali si siano polarizzate in alcuni comuni come, per esempio Morgongiori per le lorighittas, Oschiri per la panada, Tertenia e Jerzu per i culurgionis o Carloforte per la semola per il cuscus.

Aziende che, sempre più frequentemente, utilizzano prodotti a chilometro zero o certificati bio e che guardano con sempre maggiore attenzione alle esigenze dei consumatori italiani e, soprattutto, di quelli internazionali, notoriamente molto esigenti in fatto di ecosostenibilità delle produzioni.

«La produzione pastaia nell’isola è una piccola gemma incastonata in un comparto, quello dell’agroalimentare, che ha potenzialità enormi – afferma Stefano Mameli, segretario regionale di Confartigianato Imprese Sardegna – questi dati da una parte confermano la vivacità di un settore in grado di resistere alla prolungata crisi economica, alla concorrenza sleale e a mercati di prossimità sempre più asfittici a causa della stagnazione dei consumi interni, dall’altra denunciano carenti visioni di strategia imprenditoriale, per numerose imprese, o non adeguate competenze degli addetti ma anche azioni di marketing insufficienti, packaging inadatti o sistemi di logistica antieconomiciIn ogni caso – conclude Stefano Mameli – se il settore regge, è soprattutto merito di tanti piccoli imprenditori che, nonostante le difficoltà, sono riusciti a coniugare tradizione ed innovazione, legame con le produzioni del territorio e apertura verso nuovi mercati.»

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Ieri sera, alle 18.00, in un servizio effettuato congiuntamente dai carabinieri di Carbonia e Iglesias, i militari della stazione di Iglesias, nel corso di un servizio finalizzato alla prevenzione dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno arrestato per detenzione, ai fini di spaccio, di sostanze stupefacenti Cristian Zucca, 30 anni, residente a Iglesias, impiegato, con precedenti, già sottoposto alla misura dell’affidamento in prova per precedenti specifici.

I militari che da qualche tempo stanno controllando piazza Sella, a seguito della segnalazione di un piccolo giro di piccolo spaccio di stupefacenti, sono riusciti a vedere una cessione di 5 grammi di hashish ed hanno fermato in via Crocifisso l’acquirente, un minorenne di Iglesias che stava allontanando velocemente dopo aver preso lo stupefacente.

Cristian Zucca è stato fermato poco dopo e, all’interno della sua auto, sottoposta a perquisizione, sono stati rinvenuti 14 grammi di cocaina, di cui una parte già suddivisa in 17 dosi e 12 grammi di hashish, oltre alla somma in contanti di 520 euro in banconote di piccolo taglio, verosimilmente provento di spaccio.

I militari hanno eseguito una perquisizione domiciliare anche a carico del minore trovato in possesso di un bilancio di precisione, due coltelli recanti rimasugli di sostanza stupefacente tipo hashish e materiale vario per il confezionamento della droga. Pertanto, è stato deferito in stato di libertà per l’attività di spaccio.

Al termine delle operazioni, Cristian Zucca è stato dichiarato in stato di arresto e trattenuto nella camera di sicurezza della compagnia dei carabinieri di Carbonia, in attesa del processo con rito direttissimo. Lo stupefacente, il materiale di confezionamento e il danaro sono stati posti sotto sequestro.

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La Giunta regionale ha stabilito i criteri per l’erogazione del Fondo Unico 2017, dando seguito alla proposta dell’assessore degli enti locali Cristiano Erriu. Secondo quanto concordato nell’ultima seduta della Conferenza permanente Regione-Enti locali, la Regione dovrà provvedere al pagamento di una prima tranche sino all’80% del totale entro 30 giorni dalla pubblicazione della legge finanziaria; la restante quota dovrà essere saldata entro il 30 ottobre dello stesso anno. Sempre in materia di Enti locali è stato approvato, inoltre, l’aggiornamento del Repertorio del Mosaico con i risultati delle copianificazioni tra Regione, Comuni e MIBACT (Soprintendenze di Cagliari e Sassari) completate nel periodo dal 1° ottobre 2016 al 31 marzo 2017. Il Mosaico, istituito dopo l’approvazione del PPR 2006, comprende migliaia di beni paesaggistici e identitari presenti in Sardegna, individuati e tipizzati nel PPR 2006, i beni culturali vincolati dal Codice del Paesaggio e gli elementi con valenza storico-culturale. Il precedente aggiornamento risaliva al 2016. Per garantire una più facile consultazione dei contenuti, il Repertorio sarà consultabile sul sito della Regione tramite un navigatore cartografico.
La Giunta ha prorogato l’esercizio provvisorio 2017 dell’Ersu di Sassari fino alla data del 30 aprile, come proposto dall’assessore Giuseppe Dessena, e dato il via libera al regolamento che disciplina la gestione dei
Su proposta dell’assessore Raffaele Paci, è stato approvato il disegno di legge di riallineamento delle leggi 32 (Variazioni di Bilancio) e 36 (Assestamento di Bilancio) alla sentenza della Corte Costituzionale, in base alla quale è già stata modificata dal Consiglio la legge 6, la manovra finanziaria per il 2017. All’interno del Piano di Azione e Coesione sono stati poi assegnati all’assessorato dell’Industria gli interventi Pac relativi al Centro multifunzionale piattaforma tecnologica europea PTE innovazione-internazionalizzazione (Consorzio Cipnes Olbia) e alla realizzazione della rete di distribuzione del gas nelle aree dell’agglomerato industriale di Oristano. Via libera infine alla rimodulazione delle risorse del Fesr che vengono strategicamente orientate verso le procedure più efficaci e di interesse per le imprese: procedura unitaria, bando per l’innovazione, internazionalizzazione.
La Giunta, infine, ha approvato definitivamente, su proposta dell’assessore Paolo Maninchedda, l’adeguamento dello Statuto di Area alla legge 22 (“Norme generali in materia di edilizia sociale e riforma dell’azienda regionale per l’edilizia abitativa”). Via libera anche al Bilancio consuntivo 2015 di Area ed alla ripresa della operatività del Fondo per l’edilizia abitativa all’interno del mutuo infrastrutture.

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La Giunta regionale ha dato il via libera alle nuove norme per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture nelle materie riconducibili alla competenza legislativa esclusiva della Regione, tra cui la programmazione, l’organizzazione amministrativa e la centralizzazione della committenza.
Il disegno di legge, approvato su proposta dell’assessore dei Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, e che passa ora all’esame del Consiglio regionale, è stato elaborato nel rispetto dello Statuto speciale della Sardegna e del decreto legislativo 50 del 2016 dopo un confronto, costruttivo e partecipato, con tutti gli attori interessati per superare il disallineamento rispetto alle attuali normative nazionali ed europee.
L’obiettivo è dare risposte al sistema delle imprese, delle professioni e delle autonomie locali attraverso meccanismi premianti (interventi di volontariato e sussidiarietà), incentivanti (borse di studio, giovani professionisti, concorsi) e qualificanti (stazioni appaltanti, elenchi di operatori economici).
«Una delle direttrici generali del progetto di riforma è il riordino e dunque la semplificazione degli strumenti di programmazione della spesa per le opere pubbliche di competenza della Regione e degli altri enti – spiega Paolo Maninchedda –. Saranno potenziate dal punto di vista infrastrutturale le opere pubbliche strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo economico e sociale del territorio, verranno ridotti i tempi di approvazione e istruttoria dei progetti e di apertura dei cantieri, valorizzate la qualità architettonica delle opere pubbliche attraverso il nuovo piano triennale e l’unitarietà della gestione attraverso la Centrale Unica di Committenza regionale. Una riorganizzazione radicale che garantisce qualità, efficienza e trasparenza».
La trasparenza delle procedure viene garantita dall’Osservatorio regionale dei contratti pubblici. Ma a far funzionare l’intero, complesso sistema ci sono: il sistema telematico degli elenchi unici regionali di operatori economici qualificati per gli affidamenti di lavori e servizi di ingegneria sotto la soglia comunitaria; il riconoscimento di premialità al sistema delle professioni, delle micro e piccole medie imprese, dei giovani professionisti e delle imprese virtuose che intervengono su base volontaria sul territorio, in funzione preventiva o in situazioni di emergenza nonché al sistema delle autonomie locali; l’introduzione del Piano d’azione per gli acquisti verdi, nel più generale quadro di promozione della sostenibilità ambientale nei contratti pubblici; la qualificazione del responsabile unico del procedimento quale responsabile di progetto, per la programmazione, la progettazione, l’affidamento e l’esecuzione del contratto pubblico, secondo le tecniche del project manager.
«Pur all’interno dei ristretti margini tracciati dal legislatore statale e dalla Corte Costituzionale rispetto alla competenza legislativa regionale in materia, queste nuove norme sono una significativa risposta della Regione alla complessità dei temi che investono il settore, per valorizzare e aprire il mercato degli appalti e delle concessioni – conclude Paolo Maninchedda -. La norma è molto tecnica. Mi auguro che possa essere sostenuta da tutte le forze politiche, anche quelle di opposizione, e diventare così un patrimonio di efficienza di tutta la Sardegna.»

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Dopo il Vermentino e il Cannonau, presentati domenica e ieri nel Padiglione 8 riservato alla Regione Sardegna nel Veronafiere di Vinitaly, oggi è stata la grande giornata dedicata ai vitigni del Carignano. Circa 17mila ettolitri prodotti ogni anno, sostanzialmente in media nel quinquennio 2010-2014, su 2mila ettari coltivati soprattutto nella provincia storica di Cagliari (1876 ettari) e in particolare nei territori del Sulcis.
La vetrina odierna si è aperta questa mattina con il giornalista enogastronomico e redattore della guida dell’Espresso e di Scatti di Gusto, Stefano Ronconi, che con Pier Paolo Fiori, dell’Agenzia regionale Agris, hanno presentato “Il Carignano e la sabbia: un rapporto antico per un vino moderno”. A seguire si sono tenute le degustazioni di 8 tipologie di Carignano accompagnate da prodotti tipici sardi. All’iniziativa erano presenti diversi giornalisti esperti del settore. L’agronomo di Agris ha poi introdotto i lavori su “Cannonau e Carignano, l’espressione dei grandi rossi”. Pier Paolo Fiori ha illustrato le principali DOP regionali prodotte da vitigni Cannonau e Carignano e i loro territori di espressione. Anche in questo caso è seguita una degustazione guidata di 6 vini, in abbinamento con prodotti di eccellenza della gastronomia tradizionale sarda: formaggi e salumi finemente ricercati. Sui tavoli 3 Carignano e 3 Cannonau. I primi accompagnati da 3 salumi di montagna: di cui uno di capra e uno di pecora. I secondi affiancati da 3 formaggi da latte crudo di breve e media stagionatura: dal vaccino al pecorino passando per il caprino. A chiudere la cornice dei prodotti tipici i pani della tradizione: pistoccu e carasau. Il faccia a faccia con le delegazioni estere, organizzato nel pomeriggio, è stato curato con il Vinitaly Incoming da Luigi Usai dell’assessorato dell’Agricoltura. Una delegazione di 12 statunitensi e 8 canadesi hanno partecipato alla presentazione dei vini. Al primo gruppo sono stati presentati Cannonau, Carignano, Vermentino e Vernaccia, mentre i secondi hanno chiesto di conoscere anche Nuragus e Moscato.
Il Carignano è un vitigno a bacca rossa coltivato prevalentemente nella zona del Sulcis, nella Sardegna sud-occidentale. La sua superficie di coltivazione rappresenta appena il 7% del totale regionale, ma nonostante la sua limitata diffusione il Carignano è certamente uno dei vitigni più interessanti dell’enologia sarda. Si suppone che possa essere stato introdotto sull’isola dai Fenici, attraverso l’antico approdo di Solky, le cui rovine sono ancora visibili nell’isola di Sant’Antioco. L’ipotesi sarebbe supportata dalla presenza del vitigno anche in altre regioni viticole del Mediterraneo interessate da insediamenti fenici, come Tunisia, Marocco e Algeria. Una seconda ipotesi lega la sua introduzione al periodo aragonese, in considerazione del fatto che il vitigno viene denominato anche con il nome dialettale di Axina de Spagna. Il Carignano è presente anche in Spagna e in Francia. In Sardegna viene utilizzato per la vinificazione e la produzione della DOC Carignano del Sulcis (riconosciuta nel 1977) e di diverse IGT. Il vitigno ha una forte resistenza ai venti marini, che gli ha consentito di attecchire e svilupparsi sui terreni sabbiosi e assolati del Sulcis. Ne deriva un vino longevo, dal colore rubino intenso e brillante, caratterizzato da profumi caldi e avvolgenti e sentori leggermente erbacei. Il gusto è secco, sapido, pieno e persistente, leggermente tannico.
L’ultimo giorno del Sardegna Vinitaly sarà dedicato alla Vernaccia. Gli appuntamenti partiranno dalle 10.30 con Giuseppe Carrus, vice curatore della guida Vini buoni d’Italia del Gambero Rosso, che presenterà “La Vernaccia, l’oro di Oristano”, a cui seguiranno degustazioni di 8 tipologie di Vernaccia.