30 July, 2026

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Acta Curiarum 3

E’ stato presentato nella prestigiosa sala della Gipsoteca di arte antica di Pisa il VI volume (il sedicesimo in ordine di pubblicazione) degli Acta curiarum Regni Sardiniae, gli atti degli antichi parlamenti sardi, curato dalla docente Laura Galoppini.

L’evento, promosso dal Consiglio regionale della Sardegna e dall’Università della storica città Toscana, ha registrato un grande interesse da parte della comunità scientifica.

I lavori sono stati introdotti dal Rettore Paolo Mancarella e dal direttore di Civiltà e Forme del Sapere Pierluigi Barrotta.

Ha presieduto il convegno Michele Cossa, presidente del Comitato scientifico per la pubblicazione degli atti dei parlamenti sardi. Il presidente Cossa ha sottolineato l’unicità dell’opera e il suo valore storiografico e identitario, rafforzato dal fatto che oggi è a disposizione di tutti gli interessati e gli studiosi attraverso la Rete.
Di grande prestigio il parterre dei relatori: l’olandese Wim Blockmans, dell’Università di Leida; Antonello Mattone (Università di Sassari); Italo Birocchi (Università di Roma La Sapienza); Michele Olivari (Università di Pisa).

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La commissione Attività produttive, presieduta da Luigi Lotto, si riunirà domani alle 10,30. All’ordine del giorno l’audizione dell’Amministratore delegato della Portovesme s.r.l. e delle organizzazioni sindacali sullo stato di attuazione della procedura finalizzata alla realizzazione di una nuova discarica per lo smaltimento degli scarti di produzione. All’esame del parlamentino anche il TU “Norme in materia di turismo”.

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Pasqua a Cagliari con la rappresentazione forse più struggente della Passione di Cristo. Nella Settimana Santa il festival Echi lontani propone, in tre diversi giorni e in tre diversi luoghi, la proiezione video del concerto “Johann Sebastian Bach: La passione secondo Giovanni”, registrato nel duomo di Gratz (in Austria) nel giugno 1985 e diretto dal grande maestro Nikolaus Harnoncourt, morto lo scorso anno.

L’appuntamento è mercoledì 12 aprile, alle 21.15, nella Chiesa di San Michele in Stampace (via Ospedale 2), giovedì 13 aprile alle 18.00, nella sala convegni della Fondazione di Sardegna (via San Salvatore da Horta 2), sabato 15 aprile, alle 20.00, nella Chiesa Monumentale di Santa Chiara (scalette Santa Chiara).

Filmata nella splendida Cattedrale gotico-barocca di Graz, l’autorevole guida di Nikolaus Harnoncourt, alla direzione del famoso coro tedesco di voci bianche Tölzer Knabenchor e del suo Concentus Musicus Wien, su strumenti d’epoca, ci presenta la Passione forse più drammatica di tutte.

«In questa esecuzione abbiamo cercato di realizzare i desideri di Bach nella maniera più autentica possibile», disse Nikolaus Harnoncourt, per descrivere la registrazione di questo concerto. Del quale alcune cose rimangono memorabili e sono tuttora pressoché insuperate, come l’uso di voci bianche per i soli (Soprano e Alto), che segue la pratica vigente all’epoca di Bach e l’inconfondibile carica emotiva di Harnoncourt stesso.

Altri aspetti denotano una certa ingenuità tipica per quegli anni: la rottura con la tradizione bachiana non è, a parte l’uso di strumenti più o meno originali, completa; l’orchestra ed il coro stesso rimangono numericamente ben più numerosi di qualsiasi esecuzione avvenuta all’epoca di Bach, ed i restanti solisti non fanno parte del coro, come sarebbe avvenuto in epoca bachiana. Chiaramente di rilievo rimane la visione harnoncourtiana, trasparente, tagliante ed energica tipica di colui che ha, in quegli anni, rivoluzionato il mondo della musica, non solo antica.

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E’ indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di complessivi 540 posti di allievo agente del ruolo maschile e femminile del Corpo di polizia penitenziaria. La domanda di partecipazione al concorso deve essere redatta ed inviata esclusivamente con modalità telematiche, compilando l’apposito modulo (FORM) entro il termine perentorio di trenta giorni decorrenti dal giorno successivo a quello della pubblicazione del presente bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4ª Serie speciale “Concorsi ed esami”.  Il bando del concorso è uscito sulla gazzetta ufficiale di venerdì 7 aprile quindi i termini per la presentazione della domanda scadranno l’8 maggio 2017.

Tutti i partecipanti devono essere in possesso dei seguenti requisiti alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della domanda di partecipazione al concorso: 

a) cittadinanza italiana; 

b) godimento dei diritti civili e politici; 

c) aver superato gli anni diciotto; 

d) idoneità fisica, psichica ed attitudinale al servizio di  polizia penitenziaria 

e) diploma di…

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://www.diariolavoro.it/540_penitenziaria.html .

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Nonostante la Chiesa Cristiano Ortodossa e Cattolica Romana, usino calendari liturgici differenti, quest’anno quasi a simboleggiare l’unità di tutti i Cristiani, la Pasqua ricadrà per entrambe le chiese il 16 aprile.

E’ così a Cagliari nella piccola ma accogliente Chiesa di Nostra Signora della Speranza in Via del Duomo 23, proprio al fianco della Cattedrale della città, i Cristiani Ortodossi del Patriarcato di Mosca celebreranno la resurrezione del Signore in contemporanea ai Fratelli Cattolici.

Grande in questi anni è stata l’accoglienza ed il sostegno che è stato dato dalla Chiesa Cattolico-Romana e dalla sua Diocesi di Cagliari che ha permesso di avere a disposizione delle chiese dove poter svolgere le funzioni religiose.

La presenza della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca nasce a seguito del grande flusso migratorio proveniente dai paesi dell’area ex sovietica, che vede oggi, la presenza in Sardegna di molte migliaia di fedeli di Ucraina, Russia, Bielorussia ed altre nazioni dell’Oriente Europeo. Una grande parte di questa comunità è rappresentata da donne, moltissime delle quali impegnate nei lavori di assistenza a favore degli anziani, ma si incominciano ad avere tanti ricongiungimenti familiari, bambini, tante coppie miste.

Così come, negli anni del dopoguerra caratterizzati da una forte emigrazione italiana verso i paesi dell’Europa del Nord e nelle Americhe in cerca di lavoro, tanti furono i preti cattolici italiani e sardi che, seguirono i loro connazionali, così da assicurare loro assistenza spirituale, anche i religiosi ortodossi seguono i loro connazionali così da permettere di continuare a conservare le proprie tradizioni e radici culturali e religiose e fornire loro assistenza e conforto.

I riti della Settimana Santa che nella tradizione Ortodossa si definisce Settimana Grande, sono iniziati il 10 aprile per concludersi il giorno della resurrezione di Cristo.

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Nuovo sbarco di migranti, la scorsa notte, a Is Solinas. Poco dopo la mezzanotte la Centrale operativa dei carabinieri ha ricevuto alcune telefonate da parte di privati cittadini che segnalavano uno sbarco di migranti, presumibilmente appena avvenuto a Is Solinas, comune di Masainas. Sul posto è stato inviato l’equipaggio della Radiomobile in turno, unitamente ai carabinieri della stazione di Calasetta che all’una e mezza hanno rintracciato 11 cittadini extracomunitari, di nazionalità algerina, otto uomini, due donne e una bambina di 5 anni, tutti in buone condizioni di salute che sono stati trattenuti sino alle 4.45 e successivamente trasferiti alla struttura ricettiva di Assemini per le consuete procedure di espulsione. Il natante non è stato rintracciato.

 

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Questa mattina, alle 10.30, nella sala consiliare del comune di Portoscuso, l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giorgio Alimonda presenterà nel corso di un incontro pubblico, i risultati dello studio Biancani e la situazione degli usi civici. Verranno presentate le analisi delle caratterizzazioni e monitoraggi ambientali e sanitari nel territorio di Portoscuso e lo stato di attuazione delle procedure di trasferimento e sclassificazione degli usi civici del territorio comunale.

La materia è di grande attualità, anche perché interessa, tra l’altro, le aree del bacino dei fanghi rossi interessate al progetto di rilancio della produzione nello stabilimento dell’Eurallumina di Portovesme, delle quali si è parlato anche nell’incontro dibattito svoltosi venerdì 7 aprile nella sala conferenze della Grande Miniera di Serbariu, su iniziativa della RSU Eurallumina.

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Il capogruppo di Cas@ Iglesias, Valentina Pistis, ha presentato un’interrogazione urgente al presidente del Consiglio comunale Mauro Usai e al sindaco di Iglesias, Emilio Gariazzo, sugli aiuti alle imprese previsti dal Piano Sulcis.

Premesso che l’attuazione del Piano Sulcis avviene attraverso accordi di programma, con il supporto di Invitalia per favorire l’attrazione di investimenti esteri e sostenere l’innovazione e la crescita del sistema produttivo; tenuto conto che, all’interno dell’ambito di intervento “Salvaguardia del tessuto produttivo”, è presente la sottosezione “Bandi incentivi imprese”, nella quale sono presenti le iniziative di incentivazione per le attività produttive esistenti o di nuova costituzione dei vari settori; e rilevato che il 22 aprile ed il 20 giugno dello scorso anno sono stati pubblicati due bandi, Valentina Pistis chiede al sindaco di sapere se sono state finanziate imprese del territorio, quante e quali; e di conoscere quali iniziative ad oggi l’Amministrazione comunale ha intrapreso per favorire investimenti nel comune di Iglesias.

 

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Al via del Giro d’Italia del Centenario, il 5 maggio ad Alghero, non ci sarà Fabio Aru, l’uomo più atteso da tutti i sardi, messo ko dalla sfortuna. Dopo il forzato ritiro dalla Tirreno Adriatico, durante la quale è stato colpito da una tracheobronchite, il campione di Villacidro (vincitore della Vuelta 2015 e due volte sul podio al Giro d’Italia, terzo nel 2014 e secondo nel 2015), è caduto mentre si allenava domenica 2 aprile a Sierra Nevada, battendo un ginocchio sull’asfalto e ieri, dopo le visite a cui si è sottoposto con il professor Franco Combi alla Clinica Columbus di Milano, ha dovuto prendere atto che i tempi sono troppo ristretti per sperare in un recupero completo ed ha annunciato la sua rinuncia al Giro d’Italia.

Per Fabio Aru la delusione per non poter essere al via del Giro nella sua Sardegna è grande, così come è grande quella delle centinaia di migliaia di sardi che erano pronti a sostenerlo nelle tre tappe previste sulle strade dell’Isola. La corsa rosa resta un grande evento, con tanti campioni, ma per noi sardi, senza Fabio Aru, non sarà il Giro d’Italia che tutti aspettavamo da mesi…

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Tre comunità distanti (Assemini, Cuglieri, Oschiri) ma unite dal rispettivo piatto tipico, si incontrano per la terza volta, in occasione del convegno scientifico antropologico “Panada di Sardegna”, evento preceduto da “La via della panada” a Cuglieri e “Cent’annus papendi panadas” l’anno scorso ad Assemini. Organizzati da Veronica Matta, presidente dell’associazione culturale Sa Mata, l’albero delle idee, in collaborazione con Maria Carmela Deidda, titolare dell’agriturismo Is Scalas e Roberto Pili, presidente della Comunità mondiale della longevità, il convegno svoltosi a Oschiri, sabato 8 aprile, presso il museo etnografico e archeologico della cittadina gallurese è stato sostanzioso e ricco di contenuti. Dopo l’apertura dei lavori del vicesindaco di Oschiri Andrea De Candia, i relatori si sono confrontati sul futuro del gioiello della dieta sardo mediterranea.

Un percorso burocratico lungo, non privo di ostacoli è ciò che attende le tre comunità a tutela del nome e della preparazione della Panada in Sardegna. L’iter per l’ottenimento del marchio iniziato con l’agenzia regionale Laore, sarà solo il punto di partenza, non di arrivo. Glispunti dei diversi lavori presentati durante il convegno, puntano alla valorizzazione della panada.

Sa panada – prodotto di grande qualità che può avere maggiori margini di crescita

«Sa panada è un’attività importantissima per questo territorio, ma lo è per tutta la  Sardegna – dichiara l’assessore regionale dell’agricoltura Pierluigi Caria – la cui presenza suggella la “santa alleanza” tra i diversi partner coinvolti nel progetto. “Sa panada rappresenta la produzione di un prodotto di grande qualità che può avere maggiori margini di crescita,  per cui la Regione, che io rappresento oggi – conclude l’assessore Pierluigi Caria – sosterrà con tutti i suoi strumenti a disposizione, le attività che sono improntate per la produzione della panada.»

Sa panada, piatto unico, sostenibile, moderno

«Se è vero che la panada rappresenta un piatto unico della dieta sardo mediterranea, che permette di vivere bene, essa la si può considerare un modo modernissimo di alimentarsi – dichiara convinto Roberto Pili, attento allo stile di vita alimentare dei sardi e dei più longevi -. Centinaia di milioni di persone ci guardano con molta attenzione. A loro piacerebbe andare a vedere, imparare, conoscere non solo questi  territori, ma come si alimentano le persone che riescono a vivere così a lungo e in salute.»

Cita quindi il turismo vocazionale «che riesce a prendere dal territorio naturalmente quello di cui ha bisogno. È un turismo intelligente, sostenibile, consapevole.»

Sa panada verso una certificazione di tutela migliore

«La valorizzazione del nostro prodotto – dichiara Maria Carmela Deidda ci ha portati a domandarci: se abbiamo dei punti in comune con Oschiri e Cuglieri, perché non stiamo insieme? Questi punti ci servono come strategia per valorizzare e tutelare questo piatto tipico tradizionale. Una base che stiamo lanciando e che vorremo condividere con amministrazioni, operatori del settore, associazioni culturali. Punti che potranno essere integrati attorno ad un tavolo di lavoro verso una certificazione migliore di questo prodotto che accomuna e unisce le tre comunità.»

Sa panada, un produzione da vocazione domestica a commerciale che racconta chi siamo e chi siamo stati

«Non è semplice organizzare in un anno 3 appuntamenti del genere superando anche i campanilismi, perché quando dei paesi condividono in Sardegna qualcosa, difficilmente la condividono sul serio, poco ci si ascolta, poco ci si sente – sostiene Roberto Carta, coordinatore del museo etnografico ed archeologico di Oschiri -. Ricordando la partenza degli incontri da Assemini, rimarca la presenza forte delle comunità, fatta dalle amministrazioni, dai produttori ma, soprattutto, dai bambini.»

I lavori grafici dei bambini hanno accompagnato tutti gli appuntamenti. Ad Oschiri la dirigente scolastica, prof.ssa Giuseppina Pinna, e la prof.ssa Pes, hanno portato i risultati di un laboratorio creativo davvero notevole sviluppato con i ragazzi di Oschiri.

La sagra di Oschiri – 17ª edizione – certifica l’aumento del numero dei produttori. Curatissimo e importante la parte del museo dedicata al territorio e all’enogastronomia, in cui a farla da padrona è la panada.

Le vie della panada, percorso turistico del gusto e della tradizione (da Assemini a Cuglieri fino a Oschiri)

«Un tour della panada denominato “Le vie della Panada” è quello presentato da Veronica Matta – presidente dell’associazione Sa Mata, un percorso del gusto e della tradizione da Assemini a Cuglieri fino ad Oschiri. Perché come dicono alcuni giornalisti – dichiara la promotrice – esiste in Sardegna una via della panada in grado di unire i centri di Oschiri Cuglieri e Assemini in cui questa pietanza è segno identitario e di tradizione. simbolo culturale e alimentare di 3 comunità, la panada è il motore del progetto turistico che vede Assemini, anche città della ceramica, Cuglieri, borgo rurale affacciato sul mare e Oschiri nella splendida e ventosa Gallura. La panada vuole essere uno dei gioielli del made in Sardegna, alla stregua di bene culturale perché carico di riferimenti storici ed antropologici.»

Il tour intercetterà i flussi emergenti di un turismo di qualità, affascinato dalla longevità e dagli stili di vita dei sardi, conclude Veronica Matta, anche attraverso i tour operator e le 400 crociere che da aprile ad ottobre approdano nei porti sardi.

Cuglieri verso il riconoscimento della panada come piatto tipico tradizionale

«Certamente “sa panada “è la regina della tavola a pieno titolo e su questo non si deve più discutere – afferma la presidente Rita Fenu dell’associazione culturale Gurulis Nova -. Solo negli ultimi 10 anni a Cuglieri si è pensato che la panada potesse essere fonte di guadagno e di sviluppo e non solo una squisita pietanza. Piano piano sono stati aperti dei piccoli laboratori che soddisfano solo le necessità paesane. Dallo scorso anno è stato avviato un lavoro di studio e rivalutazione delle panadas attraverso un percorso che porterà alla certificazione della panada cuglieritana come piatto tipico tradizionale»

Sa panada, buona, pulita e giusta

Presente sin dal primo appuntamento ad Assemini, anche Slow Food Cagliari ad Oschiri con Raimondo Mandis per parlare di panada come specialità sostenibile del territorio. Quello di Oschiri rappresenta la conclusione di 3 eventi.

«Un processo di rivalorizzazione iniziato ad Assemini con il primo convegno molto interessante – dichiara Raimondo Mandis -. Buono, pulito e giusto sono i 3 attributi che lo Slow Food riconosce alla panada. Buono si riferisce ovviamente alla qualità dei prodotti; pulito al cibo che rispetta l’ambiente e le pratiche agricole; giusto, in quanto riconosce il giusto valore ovvero la remunerazione per ciascuna fase della filiera  che realizza il prodotto che poi gustiamo, dalla più grande che condividiamo durante il pranzo della domenica alla più piccola, facile da consumare come uno snake, aperitivo o piccolo pasto).»

Sa panada e il mercato

Necessaria e opportuna la presenza della Confartigianato Imprese Sardegna con il segretario regionale Stefano Mameli, che fa un’attenta e oggettiva analisi sulle produzioni agroalimentari tipiche in Sardegna ponendo anche una riflessione su quali vantaggi competitivi ci siano per le imprese che si dedicano alla preparazione della panada. Con dati alla mano ci fa  scoprire chi sono in Sardegna le imprese che potenzialmente potrebbero beneficiare della valorizzazione/tutela di questo prodotto, mettendo in evidenza la massa critica regionale, tra opportunità e rischi di un marchio di tutela per la panada.

«Occorre pensare già oggi – dichiara Stefano Mameli – ad un percorso che possa tutelare i produttori (e i consumatori) da eventuali “plagi” o tentativi di riprodurre anche nel nome il nostro prodotto. Cosa che sta capitando con altri prodotti (carasau, sebadas).»

Il pastificio Sa panada di Oschiri, una storia imprenditoriale alla seconda generazione

L’azienda Pastificio Sa Panada, con  moderne tecnologie, produce, surgela e commercializza il prodotto tipico sardo di origine millenaria. Ben rappresentata dalle due giovani sorelle Valentina e Martina Meloni che proseguono il lavoro nell’ azienda della madre, Laura Achenza, che da quasi 30 anni produce solo panadas, commercializzandole anche oltre l’isola. La realtà che descrivono mostra un’intraprendenza che le rende, ad oggi, le uniche in grado di rispondere – quantitativamente – alla richiesta del mercato estero.

Sa panada e la filiera corta

Notevole il contributo del vice sindaco del comune di Oschiri, Andrea Decandia sulla filiera come prospettiva di sviluppo per prodotto e territorio che ben si sposa con l’intervento successivo e conclusivo di Daniele Carbini del Molino Carbini di Tempio, di fronte all’offensiva della cultura del mono prodotto, davanti alla quale il consumatore cerca il prodotto di qualità tipica, che dia garanzie di genuinità.

«C’è un mercato – afferma Carbini – in costante espansione che cerca e richiede prodotti di personalità che si distinguono nettamente dal prodotto industriale e omologato.  Bisogna cioè ridare ai prodotti la loro massima qualità e tipicità. In questo caso la panada deve essere il prodotto artigianale migliore possibile, deve cioè essere eccellenza di sapori che la rendono caratteristica ed unica, secondo la sua storia e tradizione. Tradotto in termini pratici significa – conclude Carbini – che per la pasta devono essere usate farine ottenute dalla macinazione di grano sardo, che ha caratteristiche uniche di sapore e più in generale caratteristiche organolettiche che lo distinguono dagli altri grani del mercato mondiale.»

Dopo il convegno, tra l’arte degli esperti e il gusto di panadas, a deliziare i palati degli ospiti la panada di anguille e di agnello di Carlo Matta di Assemini; le panadine con la carne di suino delle produttrici di Oschiri e is panadas con fave e piselli di Cuglieri.

A seguire la 1ª tavola rotonda con i produttori di Oschiri e le associazioni di Assemini e Cuglieri, sicuri che solo da qua potrà davvero partire il percorso de “La Via della panada”.

«Stanchi ma felici, chiudiamo questi tre convegni – dichiara la promotrice Veronica Matta – sicuri della forza della gente sarda. La forza di chi conosce i problemi ma ha la soluzione a portata di mano. Anzi, tra le mani.»