30 July, 2026

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Il big match della 26ª giornata del girone A del campionato di Promozione tra Carbonia e Samassi è finito in parità, 1 a 1, con i goal maturati uno dopo l’altro a metà ripresa in soli tre minuti. E’ stata una partita molto tattica, tra due squadre che per 70 minuti hanno badato più a non perdere che a cercare di vincere e, dopo il goal del vantaggio della capolista maturato su un calcio di rigore assai dubbio procurato e trasformato dal bomber Christian Cacciuto (capocannoniere del girone con 24 goal in 26 giornate, con 8 calci di rigore), il Carbonia ha reagito con grande orgoglio, pareggiando subito i conti con un incredibile goal letteralmente inventato da Alessandro Cosa, appena entrato al posto di Giuseppe Corona, con un pallonetto di tacco che ha scavalcato l’incredulo portiere del Samassi Claudio Pillitu.

Da lì in avanti non è accaduto quasi più nulla e l’1 a 1 non è mai stato messo seriamente in discussione.

Il pareggio lascia inalterata la classifica nelle prime due posizioni, con il Samassi ormai virtualmente promosso con i suoi 6o punti e 9 punti di vantaggio sul Carbonia a quattro giornate dalla fine della stagione regolare, mentre il Guspini Terralba s’è avvicinato al Carbonia, ora distante un solo punto dopo la netta vittoria per 4 a 1 sulla Monteponi, ormai virtualmente retrocessa in Prima categoria. Il Carbonia nelle ultime quattro giornate cercherà di difendere la seconda posizione che concede il vantaggio del fattore campo nella prima sfida della Coppa Promozione.

Giornata ancora positiva per il Carloforte che ha superato la Tharros in una partita ricca di goal, terminata con il punteggio di 4 a 3 ed ora al settimo posto in classifica con 38 punti, ad un solo punto dalla quarta posizione occupata da tre squadre, Seulo 2010, Sant’Elena Quartu ed Arbus.

Sugli altri campi, il Selargius ha superato di misura l’Arbus, 1 a 0; Villacidrese e Bari Sardo hanno pareggiato 1 a 1, il  Siliqua ha espugnato il campo della San Marco, ad Assemini, 3 a 1; il Sant’Elena Quartu, infine, ha vinto sul campo della Frassinetti, ad Elmas, per 2 a 1.

La partita tra Carbonia e Samassi è stata preceduta e seguita dalla seconda edizione della Festa Biancoblu, sulla quale pubblicheremo un ampio servizio domani. Prima dell’inizio della partita, il leader dei Briganti Damiano Basciu ha consegnato le due targhe ricevute a Roma per il primo posto conseguito al Premio Italive 2016 nella sezione “Raduni ed Eventi sportivi”, ad Alessia Littarru, presidente dell’associazione “Primavera Sulcitana”, e a Massimiliano Zonza, presidente del Consiglio comunale di Carbonia.

      

 

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Sulcispes, un’altra grande occasione mancata. La squadra di Paolo Massidda ha perso dopo un tempo supplementare in casa del Basket Club Uri, sciupando l’importante occasione di agganciare il secondo posto in graduatoria. Dopo un inizio di partita di ottimo livello, grazie soprattutto all’apporto degli esterni sui due lati del campo, gli antiochensi hanno subito il ritorno dei padroni di casa, privi di Masu ma trascinati da Spanu (top scorer con 32 punti). Nel supplementare la Sulcispes, giunta a Uri con una rotazione corta a causa dell’assenza di due pedine importanti come Farci e Fox Layne, ha terminato la benzina, e gli uomini di Pianura ne hanno approfittato chiudendo i giochi con un parziale di 6-0.

I padroni di casa sono partiti con un mini break di 4-0, ma la Sulcispes ha sorpassato subito grazie ai punti di Cavassa e Massidda, innescati dalla puntuale regia di Russo. Chiuso il primo periodo sul +6 (14 a 20), i lagunari, puntando su una difesa particolarmente aggressiva, hanno difeso il vantaggio all’intervallo lungo (31 a 37).

Con Rolando leggermente sottotono rispetto al solito, l’Uri ha trovato importantissime risorse offensive da Spanu, protagonista del parziale che ha permesso ai suoi di rimontare nel corso del terzo quarto fino a trovare la testa dell’incontro. Nel convulso finale la Sulcispes è riuscita a riportarsi in vantaggio con una tripla di Massidda, ma l’Uri ha impattato dalla lunetta rimandando il verdetto all’overtime. Nel supplementare i sulcitani, provati dai minutaggi giocoforza dilatati, non sono riusciti a realizzare, mentre Galanti e soci, pur a fatica, hanno messo a segno i 6 punti decisivi ai fini della vittoria.

Amaro il commento di coach Paolo Massidda: «C’è grande rammarico – spiega – perché con un contributo maggiore da parte dei lunghi saremmo riusciti a ottenere un successo pesantissimo in termini di classifica. Le partite sono lo specchio di quanto accade durante la settimana, e purtroppo, tra noi, c’è qualcuno che si allena con troppa sufficienza. Peccato, perché questa sconfitta ci costringe a dover vincere entrambe le partite rimanenti per essere sicuri di avere il vantaggio del fattore campo al primo turno di playoff».

Basket Club Uri – Sulcispes Sant’Antioco 70-64 d1ts

Uri: Delogu 1, Spanu 32, Galanti 10, Flumene, Unali 6, Pischedda, Risso 9, Rolando 11, Zoagli 1, Sanna, Secchi. Coach: Pianura.

Sulcispes: Cavassa 16, Massidda 11, Piras 12, Righetti 7, Peloso, Cuccu 5, Russo 7, Markovic 6. Coach: Orrù.

Parziali: 14-20;  31-37; 49-47; 64-64.

Arbitri: Alessio Secchi di Sorso e Alessandro Spissu di Alghero.

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«Una volta per tutte si faccia chiarezza sulla vicenda Aias, mettendo a disposizione del Consiglio regionale le carte di questa delicata faccenda, per ora nota soltanto a una parte dei soggetti coinvolti.»

Lo scrive in una nota Ignazio Locci (Forza Italia), vicepresidente del Consiglio regionale.

«La mozione presentata dal centrosinistra “sull’adozione di misure urgenti per risolvere i gravi problemi in cui versano i dipendenti dell’AIAS e della Fondazione Randazzo”, è sicuramente ottima, in quanto utile per accendere gli animi e portare la discussione in Aula. Ma lo dicano chiaramente, i firmatari del documento, non servirà certamente per risolvere il problema. La verità – aggiunge Ignazio Locci – è che il Consiglio regionale non ha gli strumenti per sciogliere la questione, in primo luogo perché non si è ancora fatta luce sulle vere problematiche. Di sicuro sappiamo che i dipendenti non percepiscono lo stipendio da nove mesi, che il servizio erogato rischia di avere gravi ripercussioni a danno degli assistiti e che la Giunta sembra voler accettare passivamente il tutto. Sarebbe opportuno, dunque, che martedì in Aula si facesse finalmente chiarezza – conclude Ignazio Locci -, bandendo le discussioni sterili e cercando di arrivare al nodo di una vicenda che sta assumendo contorni imbarazzanti.»

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Al Sant’Elia arriva il Torino di Siniša Mihajlović e per il Cagliari l’imperativo d’obbligo è continuare a vincere, dopo la bella prova di Palermo, anche per riscattare la pesantissima sconfitta subita lo scorso 5 novembre (1 a 5).

La squadra di Massimo Rastelli ha superato un ciclo terribile ed ora ha davanti a sé un calendario alla sua portata che, se sfruttato al meglio, potrebbe consentirle di migliorare ulteriormente la già buona posizione di classifica e centrare magari quel decimo posto finale che rappresenta l’obiettivo dichiarato del presidente Tommaso Giulini. Dopo la partita odierna con i granata, giocherà ancora in casa contro il Chievo, poi a Udine, in casa con il Pescara, a Napoli, in casa con l’Empoli, a Reggio Emilia contro il Sassuolo e, infine, il 28 maggio in casa con il Milan.

Il pericolo maggiore nella sfida con il Torino arriva sicuramente dal bomber della Nazionale Andrea Belotti, ma vanno tenuti d’occhio anche altri calciatori di qualità come Ljajic, Iago Falque, Iturbe, e i giovani centrocampisti Baselli e Benassi.

Il tecnico rossoblu recupera Diego Farias, alternativa a Marco Borriello e Marco Sau. E’ tornato a disposizione anche Luca Ceppitelli. E’ atteso ad una conferma Artur Ionita, grande protagonista con una splendida doppietta della vittoria di Palermo.

Fischio d’inizio alle ore 15.00, dirige Gianluca Rocchi di Firenze (210 partite dirette in serie A, con 1.069 cartellini gialli, 102 cartellini rossi e 94 calci di rigore concessi), assistenti di linea Tolfo e Gava, quarto uomo Giallatini, addizionali Gavillucci e Abbattista.

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Arriva la capolista Samassi e al “Carlo Zoboli” di Carbonia va in scena la 2ª Festa Biancoblu. Le porte dello stadio sono state aperte alle ore 10.00, con un parco di giochi gonfiabili attrezzato per i bambini. Per tutta la mattina e fino a sera ci saranno musica dal vivo con Nando Campesi e Roberto Gessa e la grande animazione Angel Eventi di Davide. Il grande cibo di strada a prezzi popolari secondo la bontà, l’abbondanza e lo stile dei Briganti che organizzano con la collaborazione della “Primavera Sulcitana” e del Carbonia Calcio. Le eccellenti birre artigianali e il vino carignano.

Tredici mesi dopo la prima edizione che ha poi portato la tifoseria mineraria a conquistare il prestigioso primo posto nella sezione riservata ai “Raduni ed Eventi sportivi” del Premio “Italive” 2016, dunque, si rinnova la festa proprio nella domenica che vede la squadra di Andrea Marongiu affrontare la grande rivale di questo straordinario campionato, che solo nelle ultime settimane ha preso il volo solitario ed ha praticamente messo le mani sulla promozione diretta in Eccellenza regionale, lasciandosi alle spalle a lottare per l’accesso alla Coppa Primavera che potrebbe schiudere le porte per una seconda promozione, il Carbonia e il Guspini Terralba, alla vigilia di questa giornata, la quint’ultima della stagione regolare, divisi da tre punti.

 

Classifica e calendario alla mano, dunque, il Carbonia deve assolutamente fare risultato se vuole conservare il secondo posto e continuare a sperare concretamente nella conquista della seconda piazza finale, perché oggi la squadra di Sebastiano Pinna ospita la Monteponi, ormai quasi rassegnata alla retrocessione, che non dovrebbe costituire, almeno sulla carta, avversario insormontabile.

Il Carloforte, archiviata ormai con successo la “pratica salvezza”, ospita la Tharros con l’obiettivo di continuare a vincere per migliorare ulteriormente la già brillante ottava posizione in classifica.

Sugli altri campi, si giocano Selargius – Arbus, Villacidrese – Bari Sardo, Frassinetti Elmas – Sant’Elena Quartu e, infine, San Marco – Siliqua. Nell’anticipo disputato ieri, il Quartu 2000 ha superato di misura per 2 a 1, in rimonta, il Seulo 2010, agganciando a quota 27 punti il Bari Sardo in quart’ultima posizione.

Nel girone B del campionato di Prima categoria, la capolista Andromeda gioca sul campo della Libertas Barumini, con la ferma intenzione di allungare ulteriormente il passo sulla prima inseguitrice, il Gonnosfanadiga che ospita l’Atletico Narcao, alla vigilia distanziato di ben otto lunghezze, a cinque giornate dalla conclusione della stagione regolare. Sugli altri campi si giocano Sadali- Cortoghiana, Atletico Villaperuccio – Fermassenti, Senorbì – Gergei, Guasila – Seui Arcueri e, infine, Villamassargia – Virtus Villamar.

Questo pomeriggio si conclude il girone C del campionato di Seconda categoria, che ha già una squadra promossa, il Teulada, assoluto dominatore nell’arco di tutta la stagione. La squadra di Roberto Concas chiude sul campo del Santa Barbara, a Bacu Abis, formazione che occupa la quarta posizione in classifica, insieme all’Iglesias.

Sugli altri campi sono in programma le seguenti partite: Isola di Sant’Antioco – Acquacadda Nuxis, Musei – Antiochense 2013, Is Urigus – Atletico Masainas, Iglesias – Gonnesa e Perdaxius – Santadi.

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Da una parte una Tipiesse Mokamore motivatissima, decisa a contendere fino in fondo alla Pallavolo Saronno il primo posto del girone B; dall’altra una VBA/Olimpia ormai con il quarto posto consolidato, non più migliorabile e quasi matematicamente al sicuro anche da eventuali recuperi delle inseguitrici. Al PalaGiacomoCabras tra le due squadre, nell’anticipo di questo pomeriggio, è scaturita la partita che un po’ tutti si aspettavano, con la vicecapolista sempre avanti fin dal primo set ed una VBA/Olimpia capace di metterla in difficoltà concretamente solo nel terzo set che alla fine ha fatto suo con il parziale di 25 a 23.

La squadra bergamasca ha fatto suo il primo set con il parziale di 25 a 22 e la squadra di Graziano Longu non ha mostrato la solita determinazione, consentendo agli ospiti di allungare subito anche nel secondo set, poi chiuso con un netto 25 a 19.

Nel terzo set, iniziato ancora con la Tipiesse Mokamore subito avanti, finalmente è arrivata la reazione antiochense, è cresciuta la ricezione, sono migliorati anche attacco, difesa e muro e la VBA/Olimpia è tornata in partita. Sott0 5 punti, la Tipiesse Mokamore ha riequilibrato il punteggio sul 19 pari e la situazione non si è sbloccata fino al 23 a 23, ma alla fine è stata la VBA/Olimpia a spuntarla, trascinata dall’entusiasmo dei soliti Commandos Lions.

In avvio di quarto set il PalaGiacomoCabras si aspettava una VBA/Olimpia ancora caricatissima, decisa ad allungare l’incontro al tie-break, viceversa è arrivato un nuovo calo di tensione che ha consentito alla vicecapolista di allungare subito sul 7 a 2. Reazione di Genna e compagni, 6-7, 8-9, ancora equilibrio fino al 21 a 22, ma è stata solo un’illusione, perché l’allungo decisivo è stato della Tipiesse Mokamore che ha chiuso il set sul 25 a 22 e la partita sul 3 a 1 (22-25, 19-25, 25-23, 22-25).

La Pallavolo Sarroch ha vinto 3 a 1 (25-16, 13.25, 19-25, 21-25) sul campo della Ticomm&Promaco ed ora ha 6 punti di ritardo dalla VBA/Olimpia a tre giornate dalla fine della “regular season” e gli scontri diretti sono favorevoli alla VBA/Olimpia che ha perso 3 a 2 in trasferta e vinto 3 a 1 in casa.

La Tipiesse Mokamore ha recuperato un punto sulla capolista Pallavolo Saronno che ha lasciato un punto nel match casalingo con il Cus Insubria Volley ed ora comanda la classifica con 63 punti, contro i 61 dei bergamaschi. Sono caduti a sorpresa, invece, i Diavoli Rosa Brugherio nel derby con la modesta formazione della Bocconi Sporteam Milano, con il netto punteggio di 3 a 1 (25-18, 25-19, 23-25, 25-21) e sono quasi usciti dalla lotta per i play-off, essendo scivolati a -5 dalla Tipiesse Mokamore e a -7 dalla Pallavolo Saronno. Nella prossima giornata, il 22 aprile, i Diavoli Rosa ospiteranno la capolista Pallavolo Saronno, ma anche vincendo difficilmente riaprirebbero i giochi, perché il calendario non propone altri scontri insidiosi alle squadre di testa (almeno sulla carta) da qui alla fine della “regular season” .

La VBA/Olimpia anticiperà il prossimo turno, sul campo della Lombarda Motori Milano, martedì 11 aprile, alle 20.30.

A fine partita abbiamo intervistato il coach antiochense Graziano Longu, per niente contento del modo in cui la sua squadra ha affrontato il forte avversario, con il quale ha subito la seconda sconfitta intera stagionale (la prima risale alla quarta giornata, 0 a 3 con la capolista Pallavolo Saronno).

 

                                                                                                                                                                                                                     

              

 

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La Dinamo ha espugnato il Palatrento (57 a 66, primo tempo 33 a 30) ed aggancia la Dolomiti Energia a quota 30 punti in classifica.

La squadra sassarese ha iniziato bene l’incontro, trascinata da un ottimo David Bell, alla seconda sfida consecutiva a quota 20 punti, ed ha chiuso il primo quarto avanti di 5 punti: 15a 20. La squadra di Maurizio Buscaglia ha reagito bene nel secondo quarto, riagguantando la Dinamo e, grazie a una prodezza di Moraschini, ha fissato il punteggio all’intervallo lungo sul 33 a 30 a proprio favore.

Nel secondo tempo Sassari e Trento si sono affrontate a viso aperto, la Dinamo ha chiuso avanti di misura al 30’ (47 a 48) e nei minuti finali ha trovato l’allungo vincente per portare a casa i due punti, trascinata dalle triple decisive di Lighty, Stipcevic e Bell.

Determinante un David Bell in grande spolvero, 20 punti alla fine per lui, con 3 su 6 da tre, mentre Brian Sacchetti – alla presenza numero 255 in maglia biancoblu – ha sfiorato la doppia doppia con 9 punti e 10 rimbalzi, cui ha aggiunto 4 preziosi assist. Bene David Lighty, ex del match che nella sfida di andata militava nelle fila bianconere, autore di 7 punti e 6 rimbalzi e un buon apporto dalla panchina del solito Rok Stipcevic (11 punti) e del ritrovato Josh Carter (6 punti e 5 rimbalzi), sostituto dell’infortunato Trevor Lacey.

Aquila Trento 57 – Dinamo Sassari 66

Parziali: 15-20; 18-10; 14-18; 10-17.

Progressivi: 15-20; 33-30; 47-48; 57-66.

Dolomiti Energia Trento:  Sutton 16, Bernardi, Craft 7, Moraschini 7, Forray 3, Conti, Flaccadori 9, Lovisotto, Gomes 8, Hogue 7, Lechtaler. Coach: Maurizio Buscaglia.

Dinamo Sassari: Bell 20, Devecchi, D’Ercole, Sacchetti 9, Lydeka 6, Savanovic 3, Carter 6, Stipcevic 11, Lawal 4, Monaldi, Lighty 7, Ebeling. Coach: Federico Pasquini.

David Bell.

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Federico Pasquini.

Jack Devecchi.

La Dinamo Banco di Sardegna affronta questa sera, alle 20.45, la sfida con la Dolomiti Energia Trento. Al PalaTrento Jack Devecchi e compagni affrontano i ragazzi di coach Maurizio Buscaglia che, dopo una striscia positiva di sei successi consecutivi che ha aperto il 2017, hanno scalato la classifica approdando al quarto posto. Sono due squadre in difficoltà quelle che si incontreranno sul parquet trentino: i padroni di casa si presentano, infatti, senza Devyn Marble e Filippo Baldi Rossi, fermati entrambi da infortunio. I sassaresi invece sono arrivati in Trentino senza Trevor Lacey, rimasto in Sardegna dopo l’infortunio alla mano.

Non c’è tempo però per i piagnistei, Sassari e Trento conoscono il valore del match e si affronteranno a viso aperto consapevoli che in palio c’è la permanenza nella zona alta della classifica: l’Aquila siede, infatti, al quarto posto a quota 30 punti, la Dinamo ha invece 28 punti ed è settima. Come sempre nei momenti di maggiore difficoltà tutta la squadra è chiamato a dare quel qualcosa in più sul parquet per sopperire alle assenze: lo sa bene coach Federico Pasquini che, all’antivigilia del match, aveva sottolineato come gli infortuni per la Dolomiti Energia potessero rappresentare una motivazione aggiuntiva per gli avversari. Ora tocca ai giganti biancoblu che sono chiamati a portare sul parquet energia e aggressività, dando tutti -nessuno escluso – il 100 per cento nei quaranta minuti, pronti a sbucciarsi le ginocchia in ogni singolo possesso.

«Andiamo a giocare una partita molto importante, come dice la classifica, contro una squadra che ha fatto qualcosa di incredibile al girone di ritorno – ha commentato Federico Pasquini nella consueta conferenza stampa pre partita -. Dipenderà molto da noi, da che approccio avremo alla partita e da come arriveremo: perché è chiaro che loro a livello di energia e di spinta che avranno in questo momento saranno pronti, visto che dovranno giocare anche per Marble e Baldi Rossi. Trento è una squadra che sta bene, ha atletismo e due-tre giocatori che possono scalare di una posizione dentro il campo e questa grande energia, questa capacità di giocare uno contro uno ha fatto sì che ognuno di loro all’interno di questo sistema abbia trovato la possibilità di giocare al meglio, di crescere molto rispetto al girone di andata. L’esempio su tutti è il playmaker, Aaron Craft, che sta giocando una grande pallacanestro rispetto ai tanti up&down dell’andata. Gli innesti di Sutton e Marble hanno dato alla squadra la possibilità di aprire il campo facendo crescere molto anche gli altri giocatori come Gomes e Flaccadori.»

Quella di stasera sarà la partita numero 255 di Brian Sacchetti in maglia Dinamo Banco di Sardegna: l’ala originaria di Moncalieri eguaglia il numero di presenze in biancoblu dello storico capitano Emanuele Rotondo.

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Si apre lunedì 10 aprile la prevendita dei biglietti e degli abbonamenti per la trentesima edizione di Time in Jazz, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu, in programma dall’8 al 16 agosto nel suo paese natale, Berchidda, e in altri centri e località del nord Sardegna: un cartellone fitto di appuntamenti che si snodano per nove giorni consecutivi fin dal mattino in luoghi e spazi differenti, con un cast che riunisce nomi di primo piano della scena jazzistica nazionale e internazionale, alla testa di proprie formazioni o alle prese con progetti ad hoc.

Biglietti e abbonamenti si possono acquistare online sul circuito Vivaticket e nei punti vendita autorizzati.

Come sempre, l’ingresso è a pagamento soltanto per i concerti che si tengono nell’arena allestita nella Piazza del Popolo a Berchidda: cinque serate, da venerdì 11 a martedì 15 agosto, tutte con inizio alle 21,30. Aprono la prima il sassofonista Francesco Berzatti e il Tinissima Quartet, seguiti dal trio del pianista Uri Caine, con Mark Helias al contrabbasso e Clarence Penn alla batteria. Un set unico in scaletta sabato 12: protagonista assoluto l’Art Ensemble of Chicago, storica formazione all’avanguardia sul fronte della “creative improvised music”. La serata di domenica 13 si apre con il duo del violinista polacco Adam Baldych e del pianista norvegese Helge Lien. Polacco è anche il grande trombettista Tomasz Stanko, al centro del secondo set con il suo New York Quartet. Un’altra stella dello strumento a pistoni applicato al jazz, Enrico Rava, brilla nel cielo di Berchidda lunedì 14 alla testa del gruppo Tribe (con il trombonista Gianluca Petrella, il pianista Giovanni Guidi, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria), preceduto in apertura dal trio del batterista francese Philippe Garcia. Infine, serata come sempre “double face” il 15: ingresso a pagamento per la prima parte, protagonista ancora un trombettista, il francese Erik Truffaz col suo quartetto; poi, sgomberata la piazza da poltroncine e transenne, e aperta al pubblico con ingresso gratuito, via alla consueta festa di Ferragosto, quest’anno affidata agli Huntertones, formazione di base a New York, con il suo repertorio di brani originali ed arrangiamenti che fondono jazz, funk, soul, hip-hop, R&B e rock.

Quest’anno la platea di Piazza del Popolo si articola in due settori. Il biglietto intero per ciascuna serata nel primo settore costa 25 euro, il ridotto 22; nel secondo si pagano invece rispettivamente 20 e 17 euro. Prezzi più bassi per la serata di Ferragosto: occorrerà infatti acquistare il biglietto (platea intero a 19 euro, ridotto a 16; secondo settore a 15 e 12) solo per il primo dei due concerti in programma, quello del quartetto di Erik Truffaz. Le riduzioni sono riservate ai soci Time in Jazz, agli studenti, agli under 12 anni e agli over 65. 

Ottanta euro è invece il prezzo dell’abbonamento intero valido per tutte e cinque le serate, settanta euro il ridotto. Posti riservati per i soci di Time in Jazz che rinnoveranno la tessera entro il 5 maggio.  

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E’ stato presentato ieri, nella sala conferenze della Biblioteca regionale, a Cagliari, il XXXII festival internazionale “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”, organizzato dall’associazione culturale Punta Giara, sotto l’alto Patrocinio della Presidenza del Consiglio e della Giunta della Regione Autonoma della Sardegna, con l’apporto fondamentale dell’assessorato della Pubblica Istruzione, Sport e Spettacolo, dell’assessorato del Turismo, Commercio e Artigianato della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna.

Erano presenti alla conferenza stampa e sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni pubbliche, il sindaco di Sant’Anna Arresi Teresa Pintus, il sindaco di San Giovanni Suergiu Elvira Usai, Andrea Dettori che ha portato i saluti dell’assessore della Pubblica Istruzione, Sport e Spettacolo della Regione Sardegna Giuseppe Dessena, il presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis Gianfranco Trullu, e gli sponsor della manifestazione.

Nel corso della conferenza stampa, coordinata dal giornalista Giampaolo Cirronis, sono stati presentati due video sui due comuni che ospiteranno gli spettacoli, San Giovanni Suergiu per l’anteprima del 31 agosto sul sagrato della chiesa di Santa Maria di Palmas (l’assessore del Turismo Camilla Melis si è soffermata sulle iniziative portate avanti da alcuni anni dall’associazione culturale Palmas Vecchio ed ha descritto dettagliatamente tutti gli aspetti del borgo e del sagrato della chiesa) e Sant’Anna Arresi per i dieci giorni del Festival. I due sindaci si sono augurati che le sinergie messe in campo tra soggetti pubblici ed associazioni del territorio possano dare ancora più forza ad un progetto di carattere culturale multidisciplinare e che possano maggiormente valorizzare il territorio. 

Il presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis Gianfranco Trullu ha evidenziato come queste manifestazioni possano vivacizzare tutto il territorio e valorizzarlo in tutti i suoi aspetti.

Ponziana Ledda, in rappresentanza dell’associazione Destinazione Sulcis ha presentato il progetto “I-Dee Madri”, destinato ad arricchire il già sostanzioso cartellone artistico con attività parallele quali escursioni e laboratori.

Superate le premesse, si è entrati nel dettaglio degli aspetti artistici della XXXII edizione, dopo la presentazione video del calendario dei concerti che si susseguiranno dal 31 agosto da San Giovanni Suergiu con l’Anteprima del festival e poi dal 1 al 10 settembre nella storica sede di Piazza del Nuraghe, a Sant’Anna Arresi, il direttore artistico Basilio Sulis ha illustrato le linee guide del prossimo festival passando attraverso la figura di Max Roach, dei diritti civili e delle percussioni moderne evidenziando il numero delle presenze femminili che si esibiranno ai piedi del Nuraghe Arresi. L’Associazione, ha detto il direttore artistico, è riuscita a ritagliarsi uno spazio non solo nazionale ma anche internazionale, sia per quanto riguarda la produzione musicale sia sotto l’aspetto dell’immagine, a seguire Andrea Murgia ha esposto in dettaglio il cartellone artistico della rassegna, illustrando le caratteristiche di tutti i concerti che si susseguiranno dal 31 agosto al 10 settembre, tra esclusive italiane, prime assolute e progetti originali e tutti gli aspetti logistici organizzativi della manifestazione. 

A seguire è intervenuta Adriana Lobina in rappresentanza del circolo Anspi Oratorio di Sant’Anna Arresi che ha illustrato il progetto del laboratorio musicale destinato ai bambini tra i 4 e i 10 anni che farà parte integrante degli eventi del XXXII Festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”, i cui elementi fondamentali saranno il rispetto dell’ambiente e l’arte del riciclo.

Al termine, Giampaolo Cirronis ha ringraziato la Cantina Mesa, Automobili Cocco, l’Agenzia Fo.Re.STAS della Regione Sardegna, la Provincia del Sud Sardegna, la RAI e Nieddittas per la loro proficua collaborazione per la realizzazione della XXXII edizione del festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz“, ed ha invitato tutti i presenti a partecipare alla rassegna.

Relazione Artistica

Il festival Ai Confini tra Sardegna e Jazz compie con la XXXII edizione, l’ennesimo atto di amore nei confronti del linguaggio musicale contemporaneo e del jazz in particolare, lo fa con intatto vigore e con l’atteggiamento che da sempre ha caratterizzato questa manifestazione: «La curiosità». Parte dal passato ancora presente per leggere la contemporaneità della vita di uomini e donne, con l’ambizione di scrivere nuove pagine a valore universale, che partendo dalla nostra isola possa delineare il futuro attraverso la lente di questa straordinaria forma d’arte.

L’associazione culturale Punta Giara è da sempre connessa al mondo circostante perché dalla musica trae spunti per parlare della società e la società contribuisce all’utilità della musica stessa.

Nell’ideare, progettare e realizzare la XXXII edizione, dopo lunghe e proficue analisi, la direzione artistica ed i soci dell’Associazione Culturale Punta Giara sono partiti dal rapporto annuale sui diritti civili che Amnesty International ha pubblicato recentemente facendoci rendere conto di come ci troviamo davanti ad un’emergenza umanitaria di proporzioni mondiali.

Dopo le rivoluzioni sociali degli anni ’60 il mondo sembra aver compiuto un passo indietro nei confronti di ciò che parevano diritti acquisiti dell’uomo.

Infatti, come si evidenzia, mai come in quest’ultimo periodo i diritti umani stanno attraversando grandi pericoli. Le violazioni in circa 160 cosiddetti stati democratici intaccano sistematicamente molti dei diritti inalienabili: l’infanzia tradita, le violenze di genere, crimini di guerra, sparizioni forzate, torture e deportazioni di massa ne rappresentano il quadro catastrofico. Nulla avrebbe fatto pensare ad un’involuzione tale rispetto ai diritti acquisiti grazie alle rivoluzioni sociali degli anni 60, e tutto ciò non ha lasciato insensibili i soci dell’Associazione.

Il pensiero è corso automaticamente a quei paesi che non rientrano nel cosiddetto “Occidente Civilizzato” invece è sotto gli occhi del mondo di come le ultime elezioni negli Stati Uniti siano state condotte in maniera “discriminatoria, misogina e xenofoba”. In realtà proprio gli Stati Uniti d’America hanno segnato una delle evoluzioni sociali più importanti del millennio da poco passato.

Sembra quasi che un colpo di spugna abbia cancellato il sudore ed il sangue versato da Malcom X, Martin Luther King e da tutti gli afro-americani sacrificati sull’altare della supremazia bianca.

E’ in questo momento che ritorna con prepotenza la necessità di analizzare un caposaldo sia delle lotte per i diritti civili che dell’evoluzione della stessa musica jazz. Il nostro pensiero si è soffermato inevitabilmente sulla suite “We Insist! Freedom Now” composta dal geniale batterista Max Roach e completata dalle parole del poeta, cantante e scrittore afro-americano Oscar Brown Jr.

Il contributo che ha dato questo lavoro ai diritti civili è sintetizzato nel punto esclamativo all’interno del titolo stesso, non più una richiesta ma una volontà che durante gli anni 60 è diventata sempre più pressante e doverosa. Una presa di posizione non più contrattabile né procrastinabile come testimonia la storica copertina della meravigliosa, fondamentale e rivoluzionaria suite.

E sarà proprio lo spirito di Max Roach che caratterizzerà questa edizione. Max Roach è considerato, a pieno titolo, uno degli innovatori più importanti del suo strumento e di conseguenza della musica jazz, una pietra miliare nei confronti della quale ogni musicista ha l’obbligo di confrontarsi.

Max Roach è riuscito a trasformare la batteria da semplice strumento d’accompagnamento in una macchina creativa in grado di suggerire la via da percorrere agli strumenti che fino ad allora avevano caratterizzato la composizione jazzistica. La sua capacità di trasferire lo stile bebop alla batteria ne ha fatto il padre delle moderne percussioni facendole diventare uno strumento di espressione personale.

La sua capacità tecnica, apprezzata da musicisti del calibro di Charlie Parker, Miles Davis, Eric Dolphy e Sonny Rollins fra i tanti, è andata ad unirsi alla consapevolezza politica legata sempre più alla pressante disuguaglianza sociale che purtroppo allora come oggi caratterizza l’organizzazione umana.

Questa edizione sarà connotata oltre che dalle percussioni e la loro evoluzione, anche da una fortissima presenza femminile.

La disuguaglianza passa anche attraverso la discriminazione sessuale e gli abusi fisici e mentali che le donne subiscono a causa di una inesistente superiorità maschile. E’ intenzione degli organizzatori indagare l’estrema potenza creativa delle donne unita anche alla dimensione creatrice. Guarderemo attraverso gli occhi di una figura che unisce dentro di sé infinite esistenze capaci di avvolgere e proteggere l’universo. Non solo creazione di vita ma anche creatrici di visioni artistiche, culturali e sociali. Lo sguardo delle Muse ci aiuterà e ci guiderà attraverso una profondità che riuscirà forse a destabilizzare preconcetti millenari privi di ogni fondamento.

Il festival aprirà il sipario il 31 agosto per un’anteprima nella suggestiva cornice della chiesa di Palmas a San Giovanni Suergiu. Sul palco suonerà il progetto Percussion Evolutions. L’omaggio alle percussioni inizierà con un grande amico della nostra associazione, Hamid Drake, che suonerà con il balafonista Aly Keita ed il cantante e percussionista Boni Gnahorè.

Il giorno successivo, 1 settembre, segna l’inizio ufficiale del festival con una formazione tutta africana. La cantante della Costa d’Avorio Dobet Gnahorè presenta un concerto di melodie e suoni tipicamente africani con una formazione che prevede ancora Hamid Drake, Boni Gnahorè, Aly Keita e Mike Dibo (batteria), Valery Assouan (basso). Si partirà con un caos percussivo che segna quasi la nascita di una Venere Nera fino alla chiusura con due brani dedicati a Nelson Mandela.

Il 2 settembre sul palco della Piazza del Nuraghe avremo due concerti, il primo vede la partecipazione del duo Courvasier-Wollesen ed il secondo è il progetto Lean Left. Sylvie Courvasier è una pianista svizzera di grande rispetto in ambito jazzistico e si presenta con l’eclettico batterista Kenny Wollesen. Insieme svilupperanno un dialogo percussivo fra la melodia ritmica del piano e la potenza musicale della batteria.

Il secondo set sarà tutto di un’ ottima formazione sospesa tra improvvisazione, ritmo, melodia e rumore. Il sax di Ken Vandermark guiderà i due chitarristi Andy Moore e Terry Ex ed il batterista Paal Nilssen-Love.

Il giorno successivo saliranno nuovamente sul palco Hamid Drake ed il balafonista ivoriano Aly Keita per farci immergere in un incontro tra due culture africane ed americane mentre il secondo set sarà affidato a David Virelles (piano), che con Vicente Archer (basso), Romàn Dìaz (percussioni), Eric McPherson (batteria) ci regaleranno la prima esclusiva del festival. Il pianista cubano porta sulla scena La Voce (Mbokò) che rappresenta la parola della divinità tesa fra Africa e Cuba.

Il maestro Joe Chambers sarà protagonista di un solo di piano il giorno 4 settembre primo set che poi lascerà il campo alla formazione che l’anno scorso ci ha regalato uno dei concerti più entusiasmanti della passata edizione. Il Summit Quartet di Gustafson, Vandermark, Luc Ex e Drake si esibiranno in una produzione originale che sarà anche l’occasione per presentare il meraviglioso disco registrato nel 2016 proprio sul palco del nostro festival e prodotto dall’Associazione Culturale Punta Giara.

Il giro di boa è un’altra esclusiva del festival, M’Boom Repercussion. Lo spirito di Max Roach prenderà forma sul palco con una riproposizione di uno dei suoi capolavori. A questo straordinario concerto oltre a Marc Abrams (basso), Pietro Tonolo (sax), Eli Fountain (batteria), Diego Lopez (percussioni) parteciperanno anche Joe Chambers (vibrafono), Ray Mantilla (percussioni) e Warren I. Smith (batteria). Chambers, Mantilla e Smith sono i musicisti originali che accompagnarono Roach nella registrazione del disco. A questa formazione si aggiungerà anche un quartetto d’archi proveniente dal Conservatorio di Cagliari, ad inizio serata in prima assoluta Tiziano Tononi con Susie Ibarra con il progetto Drums, Gongs & Bamboo, un esaltante dialogo tra percussioni.

David Vireless salirà nuovamente sul palco di piazza del nuraghe in un solo di piano ed aprirà la settima giornata della manifestazione introducendoci ad uno spettacolo che si presenta come eccezionale. Shamania di Marilyn Mazur. La Mazur è un’artista poliedrica che ha suonato con Miles Davis e Gil Evans. Per questa occasione ha allestito uno spettacolo di sole donne che ci regaleranno uno dei concerti più attesi di questa edizione.

Il 7 settembre il primo concerto della serata sarà affidato ad un solo di Tyshawn Sorey, un giovane batterista americano che ha collaborato con Zorn, Wadada Leo Smith, Anthony Braxton. Sorey è musicista e compositore con una carriera superlativa.

Il secondo set ci introdurrà in una nuova forma di approccio jazzistico. Infatti il progetto Odd Time di Kassa Overall (batteria), Kool A.D. (voci & dj), Dada Powell (voci) ci porterà attraverso una lettura elettronica della musica. Una lettura che vuole attualizzare un discorso musicale che non è mai finito ovvero la libertà espressiva del jazz contemporaneo.

Kassa Overall ed il suo Trio apriranno il primo set del giorno successivo per poi lasciare spazio al batterista Tyshawn Sorey con una formazione (Corey Smithe al piano e Chris Tordini al basso) che alterna composizione ed improvvisazione.

Ci si avvia alla conclusione del festival e la penultima serata sarà qualcosa di difficile da dimenticare. La Burnt Sugar con i suoi 17 portentosi musicisti ci offrirà una rilettura dell’album Freedom Now! di Max Roach. Il concerto è una produzione originale creata appositamente per questa edizione del festival.

La chiusura della manifestazione, il 10 settembre, vedrà sul palco una giovane formazione italiana, il Liquid Stone Trio. Michele Uccheddu (percussioni), Caterina Genta (cantante, performer), Emanuele Balia (elettronica) ci porteranno in un universo di suoni creati per spingere più in là i confini delle strutture musicali.

Il saluto all’anno prossimo sarà affidato al secondo pirotecnico concerto della Burnt Sugar. Questo gigantesco ensemble si esibirà in una personale rilettura dei grandi successi della musica nera da Hendrix a Prince passando per la Motown ed il jazz. Sarà un omaggio ai 30 anni di carriera dell’orchestra che festeggerà con una produzione originale l’arrivederci al prossimo anno.

Attraverso lo svolgimento del tema riteniamo che ancora una volta il jazz possa e debba affermare la sua valenza sociale divincolandosi dalla superficialità che vorrebbe la musica l’arte solamente come puro intrattenimento per favorire la creazione di un pensiero unico, controllabile ed incapace di scegliere tra ciò che è sopraffazione e ciò che diritto.

Ecco perché anche noi, prendendo spunto dal capolavoro di uno dei musicisti più importanti della storia della musica contemporanea, ci uniamo a quel grido che dice “Noi Insistiamo! Libertà Adesso”.

   

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