30 July, 2026

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La Sala conferenze del Museo della Grande Miniera di Serbariu, a Carbonia, ha ospitato ieri sera il convegno “Industria – Paesaggio – Ambiente – Paesaggi industriali vissuti”, organizzato dalla rappresentanza sindacale unitaria (RSU) Eurallumina, al quale hanno partecipato personalità del mondo accademico, professionale ed istituzionale. I rappresentanti dei lavoratori dell’Eurallumina hanno organizzato l’iniziativa per «fornire un contributo di informazione qualificata a chi senza pregiudizi ideologici e strumentali di varia natura, voglia approfondire le proprie conoscenze su temi così importanti a livello scientifico, per le loro implicazioni sul territorio e per le ricadute economiche, produttive e sociali che hanno nella vita dei cittadini».

Nella sua introduzione, Antonello Pirotto, rappresentante della RSU Eurallumina, ha ricostruito il lungo percorso autorizzativo, giunto due mesi fa ad un passaggio molto importante con il via libera della conferenza dei servizi, arrivato nonostante il parere contrario del soprintendente del MIBACT di Cagliari, Oristano, Medio Campidano, Sud Sardegna e Ogliastra Fausto Martino, su aspetti di carattere ambientale. E’ stato proprio sulla posizione contraria assunta dal rappresentante del MIBACT che si sono sviluppati alcuni degli interventi degli ospiti, ad iniziare da quello di Pasquale Mistretta, ex magnifico rettore dell’Università di Cagliari, che ha spiegato di essersi interessato alle vicende dell’Eurallumina proprio a seguito del dibattito scatenatosi su questi temi ed ha incentrato tutto il suo intervento sulle contraddizioni di paesaggi. Il professor Paolo Amat, docente di chimica industriale, ha parlato del processo Bayer per l’estrazione dell’allumina dalla bauxite, mentre Franco Meloni, medico, ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari ed ex consigliere regionale, originario di Carbonia, ha parlato dei rapporti che intercorrono tra gli interessi di tutela della salute e quelli del lavoro. L’ing. Enrico Manca, dirigente industriale di importanti aziende nazionali, direttore di società di ingegneria e progettazione, ha incentrato il suo intervento sulla convinzione che l’industria non debba essere demonizzata e, viceversa, debba essere fatta bene. Il professor Antonio Viola, docente universitario di principi di ingegneria chimica e industriale, ha svolto un lungo intervento sulla trasformazione del fango rosso, da rifiuto industriale a risorsa, un esempio di economia circolare, convinto che dai fanghi rossi possa nascere nuova economia, con l’impiego di alcune decine di lavoratori. Il professor Battista Grosso, docente universitario di progettazione e gestione degli interventi di ingegneria ambientale, ha trattato i temi legati alla sostenibilità ambientale del settore dell’allumina nell’Europa Occidentale, dove la raffineria dell’Eurallumina è una delle sette ancora in attività (le altre si trovano in Spagna, Francia, Germania e Grecia). Salvatore Cherchi, già sindaco di Carbonia, città insignita nel 2011 del premio del Consiglio Europeo per il paesaggio, ha sostenuto con forza e convinzione la validità del progetto Eurallumina, convinto che non vi siano ragioni per demonizzarlo e impedirne la realizzazione e che, parallelamente, debbano essere portati avanti gli altri progetti che sono in itinere, alcuni dei quali sono sostenuti dal Piano Sulcis, di cui è coordinatore. Salvatore Cherchi ha sottolineato anche l’importanza delle risorse di privati in ballo nel polo industriale di Portovesme, che ammontano a circa 200 milioni di euro.

Il convegno si è concluso con l’intervento di Cristiano Erriu, assessore degli Enti locali e Urbanistica della Regione Autonoma della Sardegna, che ha motivato il parere positivo della conferenza dei servizi.

Alleghiamo un album fotografico sui lavori del convegno e tre filmati, il primo relativo ad uno stralcio dell’intervento dell’ing. Enrico Manca, gli altri due all’intervento dell’assessore Cristiano Erriu. La qualità video di questi ultimi non è ottimale ma li pubblichiamo ugualmente per l’importanza dei temi trattati dall’assessore regionale degli Enti locali ed Urbanistica.

 

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Un’escursione lungo il Cammino di Santa Barbara.

«L’iniziativa che si è svolta oggi a Cagliari sulla governance relativa alla guida del Cammino di Santa Barbara è senza dubbio un momento importante. Non solo per la guida e il cammino, e il valore religioso  storico, culturale e scientifico ma anche turistico. E’ un passo importante per un processo che dovrà far rivivere contesti che in tanti hanno dimenticato e parecchi ancora non conoscono. Un’attrattiva importante per un territorio ma anche una regione che vuole valorizzare il suo patrimonio.»

Lo scrive in una nota Emanuele Cani, deputato del Partito democratico.

«Il cammino di Santa Barbara – aggiunge Emanuele Cani – è senza dubbio un tassello importante all’interno di un mosaico di sviluppo e crescita economica e turistica regionale. Non bisogna dimenticare che il nostro Cammino è nella rete dei cammini nazionali e la guida sarà uno strumento utilissimo per la sua divulgazione. E’ altrettanto importante – conclude Emanuele Cani – assicurare e garantire una governance idonea e adeguata alla Fondazione in modo da valorizzare al massimo il lavoro fatto sino a oggi anche in previsione degli scenari futuri.»

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Sono state presentate questa mattina, nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna, a Cagliari, la Fondazione  e la Guida del Cammino Minerario di Santa Barbara.

Il 17 dicembre 2016, a conclusione dell’Anno Nazionale dei Cammini, i 21 Comuni interessati (Arbus, Buggerru, Carbonia, Fluminimaggiore, Gonnesa, Giba, Gonnosfanadiga, Guspini, Iglesias, Masainas, Musei, Narcao, Nuxis, Piscinas, San Giovanni Suergiu, Sant’Antioco, Santadi, Tratalias, Villacidro, Villamassargia, Villaperuccio) e l’Associazione Pozzo Sella, con la partecipazione delle diocesi di Iglesias e di Ales Terralba, nel rispetto degli impegni assunti con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa del 22 novembre 2013, hanno costituito la fondazione di partecipazione denominata Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara.

Alla neocostituita Fondazione, che si avvale del patrimonio di ideazione, conoscenze, studi, rilievi e cartografie digitali, inventariazioni, progettualità, marchi e brevetti, conferito gratuitamente dall’Associazione Pozzo Sella, è ora affidato il compito di implementare e gestire l’itinerario storico, culturale, ambientale e religioso che si sviluppa per 400 km nel Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, lungo gli antichi cammini minerari del Sulcis Iglesiente Guspinese.

Si tratta di un primo concreto risultato del progetto regionale per la valorizzazione degli itinerari storico-religiosi della Sardegna con il quale la Giunta regionale sta perseguendo l’obiettivo di creare una nuova offerta strutturata per lo sviluppo del turismo sostenibile finalizzata alla destagionalizzazione dei flussi turistici, in linea con i medesimi obiettivi programmati dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con la proclamazione dell’Anno Nazionale dei Cammini 2016.

Con questi presupposti anche la Sardegna potrà beneficiare degli straordinari risultati conseguiti nel 2016 durante il quale si è determinata un’importante accelerazione sul tema percorsi, facendo registrare un significativo incremento di camminatori (in alcuni casi del 60-80%) rispetto allo stesso periodo del 2015.

Si apre in tal modo il 2017, Anno Internazionale del Turismo Sostenibile indetto dalle Nazioni Unite, a conferma della grande intuizione del Consiglio d’Europa che, con l’istituzione degli Itinerari Culturali Europei, ha voluto cogliere le prospettive di crescita di questo settore del turismo sostenibile con lo scopo di contribuire con modesti investimenti a «combattere la povertà e a favorire la reciproca conoscenza tra i popoli e il dialogo interculturale».

Dall’esempio celebre del Cammino di Santiago alle due grandi “direttrici” italiane di respiro internazionale, la Via Francigena e la Via Romea Germanica, ma anche i cammini tutti italiani come Sui Passi di San Benedetto e il Cammino di San Francesco, i cammini stanno diventando sempre di più un volàno di crescita economica per i territori e rappresentano una preziosa occasione per coniugare in maniera virtuosa cultura, sostenibilità e sviluppo.

In questa prospettiva anche il Cammino Minerario di Santa Barbara, dopo gli interventi preliminari che hanno consentito di effettuare il rilievo digitale dell’intero itinerario, l’inventariazione georeferenziata del patrimonio storico, culturale, ambientale e religioso presente lungo il percorso e l’installazione della segnaletica preliminare già disposta dalla Fondazione, si appresta a diventare un’offerta strutturata per lo sviluppo del turismo sostenibile.

Ma, come avvenuto per gli altri grandi cammini italiani ed europei, l’atto di nascita del Cammino Minerario di Santa Barbara e l’inizio della sua promozione a livello nazionale è rappresentato dalla pubblicazione e dalla diffusione della Guida che è stata curata dalla più qualificata casa editrice di settore, la Terre di Mezzo Edizioni, che, dopo la presentazione nazionale effettuata il 12 marzo scorso. alla fiera di Milano, è già in vendita nelle librerie presenti nel territorio nazionale.

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“Longino, il santo della lancia” è il nuovo libro di Gianluca Orsola, edito nello scorso mese di febbraio da Graphe.it , prefazione di monsignor Enrico Dal Cavolo.

Di seguito la recensione di Antonella Serrenti.

Chi è stato Longino, il «santo della lancia»?

Un santo soldato, il cui culto è attestato anche in epoca bizantina a Cagliari.

Nella Cagliari bizantina esisteva una caserma dedicata a san Longino, che un’epigrafe proveniente dalla zona di Santa Igia (oggi Santa Gilla) definisce come «centurione». Un santo soldato, dunque. E che soldato, aggiungiamo. Sì, perché quel nome, Longino, svela, in un certo senso, di chi stiamo parlando. Il nome Longino, infatti, deriva dal greco e vuol dire lancia.

Anche chi non mastica molto di storia del cristianesimo e di Sacre Scritture ricorderà che nei Vangeli si parla del fatto che Gesù in croce venne trafitto da una lancia. Si legge nel Vangelo secondo Matteo: «Gesù, emesso un grande grido, spirò. Allora il velo del tempio si squarciò in due dall’alto fino al basso. E il centurione, vistolo spirare gridando a quel modo, esclamò: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!”».

La tradizione ha attribuito il nome di Longino a questo personaggio, anche se nel corso dei secoli c’è stata una sovrapposizione di figure. Chi è, infatti, san Longino? Il soldato che effettivamente colpì il costato del Cristo? O il centurione romano che si convertì ai piedi della croce? O, ancora, il capo delle guardie del sepolcro? A queste domande risponde Gianluca Orsola, docente di Lingua Latina e Lingua Greca presso la Pontificia Università Lateranense e di Lingua Latina, Lingua Greca e Lettura di testi liturgici latini presso il P.I.L. del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. Lo studioso, analizzando testi storici, ha raccolto le sue riflessioni nel libro Longino, il santo della lancia, pubblicato dalla Graphe.it edizioni.

Il saggio propone la traduzione delle fonte originarie (alcune delle quale mai tradotte in italiano) e prova a mettere ordine nella storia di questo santo soldato.

Un saggio molto rigoroso dal punto di vista scientifico che, per usare le parole di monsignor Enrico dal Covolo, Magnifico Rettore della Pontifica Università Lateranense che firma la prefazione, «è un tassello finemente intarsiato» della ricerca agiografica, quella branca della storia, cioè, che studia le vite dei santi e il culto loro tributato.

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VBA/Olimpia in campo questo pomeriggio, inizio ore 15.30, al PalaGiacomoCabras di Sant’Antioco, contro la vicecapolista Tipiesse Mokamore di Cisano Bergamasco, per la quart’ultima giornata della “regular season” del girone B del campionato di B1 di volley maschile.

La squadra lombarda può fare affidamento su di un roster di assoluto livello: lo schiacciatore brasiliano Costa è la punta di diamante, coadiuvato dall’ex Augusta Cagliari Burbello, dal centrale Milesi (già visto a Sant’Antioco con la Caloni Agnelli Bergamo) e dall’esperto ricettore Ruggeri. La squadra è guidata dal coach Cristian Zanchi, anche lui ex capo allenatore del Bergamo e con numerose esperienze da assistant coach in serie A1.

Un team costruito per il salto di categoria, che però dopo poche partite ha dovuto fare i conti con il grave infortunio del palleggiatore Sbrolla (indubbiamente uno dei migliori della categoria nel ruolo). La squadra è rimasta però compatta e coesa e si è levata numerose soddisfazioni, riuscendo a poche giornate dal termine ad essere ancora pienamente in corsa per un posto play off.

All’andata l’Olimpia riuscì ad impensierire il Cisano Bergamasco, giocando a viso aperto e sfiorando il tie-break. Fu un 3 a 1 che lasciò l’amaro in bocca ma che deve servire da stimolo a ben figurare sabato. Graziano Longu avrà a disposizione tutta la rosa, con il solo imbarazzo della scelta di chi far scendere in campo.

La VBA Olimpia non è soltanto la serie B. Le giovanili coinvolgono più di 70 giovanissimi del territorio (+ 40% rispetto alla scorsa stagione) e vedono lo staff tecnico impegnato in tantissimi laboratori in collaborazione con tutte le scuole della zona.

Punta di diamante di questo progetto è il gruppo under 18/19, che già lo scorso anno ha conquistato una medaglia di bronzo nelle finali di categoria e che in questa stagione proverà a ripetersi nelle imminenti final four di domenica.

Il gruppo under 19 presenta molti elementi già in pianta stabile nella serie B: il libero titolare Simone Mocci (utilizzato come schiacciatore nelle giovanili), il centrale Meleddu, ormai impiegato in maniera continuativa nella categoria superiore e l’opposto Puggioni che in questa stagione ha avuto la soddisfazione dell’esordio.

A dargli una mano Sabeddu, centrale titolare in prestito al Carloforte (serie C), Puddu e Longu, che spesso vengono aggregati alla prima squadra in caso di necessità. Un progetto che quindi oltre a dare grandi soddisfazioni in termini di risultati sta facendo crescere degli ottimi elementi, che si stanno già togliendo grandi soddisfazioni giocando con ragazzi più esperti di loro. Infine, la guida della squadra è affidata ad Angelo Mocci, tecnico molto esperto con tante esperienze in serie A sia come primo che come secondo allenatore.

Domenica mattina, alle 11.15, la prima semifinale delle Final Four, a Villacidro, con la Silvio Pellico Sassari e, in caso di risultato positivo, nel pomeriggio finale con la vincente tra il Borore e i padroni di casa del Villacidro (veri favoriti per la vittoria finale).

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Mercoledì 12 aprile, a partire dalle 10.30, l’hotel La Baja a Santa Caterina di Pittinuri Cuglieri (Oristano), ospiterà l’assemblea regionale di Generazioni Legacoop, alla quale parteciperà, parteciperanno, tra gli altri, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, l’assessore regionale del Lavoro Virginia Mura ed esponenti del mondo imprenditoriale, cooperativo, istituzionale e sindacale. I lavori verranno coordinati da Mauro Steri.

La relazione introduttiva verrà curata da Carla Della Volpe, coordinatrice Generazioni Legacoop Sardegna #Serviziocivile Letizia Cordella #Strumentifinanziari Claudio Vizilio

Il programma

#Generazioni@lavoro in Cooperativa

Alessia Salaris Kairos soc. coop. sociale

Manuela Sciola Legacoop Cagliari

Matteo Longo Smartcoop soc. coop.

Fabio Fresi Recovery System soc. coop.

Ore 11,00

Tavola Rotonda: #Generazioni@Confronto

Coordina Giorgio Mastino Nova Tv

Giuliano Poletti Ministro del Lavoro

Virginia Mura Assessore regionale del Lavoro

Gavino Manca Presidente II Commissione Consiglio regionale Sardegna

Matteo Ragnacci Generazioni Legacoop

Carla Della Volpe Generazioni Legacoop Sardegna

Francesca Casula Associazione Lìberos

Francesca Serra Presidente Is Femmineddas

Alice Soru Open Campus Tiscali

Simone Bussu Direzione commerciale CAO Formaggi

Roberto Cesaraccio Giovani imprenditori Confindustria

Francesco Piludu Anci Giovani

Luca Santus Giovani Cgil

Ore 12,30

Dibattito

Ore 13,15

Conclusioni lavori mattina

Claudio Atzori Presidente Legacoop Sardegna

Ore 13,30

Buffet

Ore 15,00

Adempimenti Congresso Generazioni

Conclusioni

Matteo Ragnacci Coordinatore Generazioni Legacoop.

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E’ stato ritrovato in buone condizioni di salute Aldo Murgia, il pensionato di Bacu Abis scomparso il 15 marzo scorso, quando si era allontanato da casa a bordo della sua VW Golf, senza dare più notizie di sé.

Il 6 aprile i familiari di Aldo Murgia (nato a Carbonia il 12 dicembre 1949, ivi residente in Bacu Abis via Caltanissetta n° 26, separato, pensionato) hanno informato i carabinieri di Cortoghiana della sua scomparsa. Il gesto del pensionato era sicuramente da ricondurre a problematiche familiari inerenti la sua recente separazione. I tentativi di contattarlo nei giorni successivi erano risultati vani, in quanto il cellulare in suo possesso risultava spento.

I carabinieri, pertanto, hanno proceduto ad un preliminare controllo sulla banca dati dove è stato possibile appurare che il Murgia era stato controllato in data 18 marzo 2017 da una pattuglia della Stazione dei carabinieri di Sant’Antioco presso quel porto industriale, verso le 2.00 di notte e che, la denuncia di scomparsa, era stata presentata dall’ex moglie presso la Questura di Prato il 5 aprile 2017.

Il controllo subito effettuato presso gli ospedali della zona ha dato esito negativo, pertanto i carabinieri di Cortoghiana (dove ricade Bacu Abis località di residenza del Murgia) hanno proceduto ad indagare e ad acquisire informazioni presso parenti e amici nei centri abitati di Cortoghiana, Bacu Abis e Sant’Antioco dove, come detto, era stato avvistato l’ultima volta, oltre ad avvisare tutti i Comandi di Stazione del Sulcis.

Intanto ,anche i familiari molto preoccupati, per dare maggior risalto alla scomparsa, si sono allertati, chiamando la trasmissione “CHI L’HA VISTO” che ha inserito il Murgia tra le persone scomparse.

http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Scomparsi/ContentSet-b09b74cb-a0de-4ef3-ae16-64639bf3d2c4.html-

Sono state raccolte informazioni varie e, dai successivi accertamenti, è emerso che il Murgia era stato avvistato in data 21 marzo 2017 nei pressi del centro abitato di Portoscuso, pertanto le ricerche sono state estese oltre che tra i centri abitati di Cortoghiana, Bacu Abis anche verso Portoscuso.

Nel corso delle ricerche, opportunamente predisposte, nella serata di ieri 7 aprile, presso la strada provinciale 108, in località “Sa Conca de Masoni” di Portoscuso, la pattuglia dei carabinieri di Cortoghiana ha notato un bagliore provenire dalla macchia mediterranea a circa 200 metri dalla strada asfaltata. Il sospetto della  presenza di un’autovettura è stato subito confermato, in quanto veniva rinvenuta proprio la VW Golf da ricercare, all’interno della stessa vi era Aldo Murgia.

Il pensionato è apparso in buone condizioni di salute, spossato e dimagrito ma lucido. Ha riferito di essersi allontanato da casa perché stanco della vita che stava conducendo e dei dissidi familiari che l’avevano trasformato in un uomo solo. Non ha voluto essere visitato da personale medico né ha voluto allontanarsi da quel luogo. Ha confermato di aver vissuto nell’autovettura per tutto il tempo della sua assenza e di essere privo di collegamento telefonico, in quanto il suo cellulare aveva smesso di funzionare.

Solo dopo una grande opera di convincimento del comandante della stazione e dopo essere stato messo in contatto con la figlia Valentina, il pensionato ha accettato l’invito di seguire i militari presso la caserma di Cortoghiana per prendere un caffè.

Qui è stato rifocillato ed ascoltato e, infine, convinto a seguire la sorella Annamaria che, nel frattempo, è stata convocata e alla quale è stato affidato.

«Grazie alla collaborazione dei carabinieri di Cortoghiana – ha detto il maggiore Giuseppe Licari, comandante della Compagnia dei carabinieri di Carbonia – tutto è finito bene e il signor Aldo Murgia è rientrato presso la sua famiglia.»

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Il consigliere comunale Fabio Usai, capogruppo del PdS, ha presentato un’interpellanza al sindaco, Paola Massidda, con la quale ha chiesto la rettifica del bando del comune di Carbonia per la selezione di un impiegato amministrativo categoria D1 da assegnare allo staff del sindaco, in modo «da scongiurare l’ennesima assunzione dai contorni poco trasparenti che penalizzerebbe con certezza il già esiguo bilancio a disposizione della città».

«Si tratta di un’assunzione a tempo determinato per un anno (salvo proroghe) che comporterà, per il solo anno 2017 (o meglio, per i restanti 8 mesi dell’anno), una spendita di poco più di 25.000 euro di soldi pubblici, in un contesto di insostenibile crisi della città e in considerazione che già una analoga assunzione fu effettuata nel luglio 2016, immediatamente dopo l’insediamento del sindaco Massidda e della Giunta targata M5S – spiega Fabio Usai -. Ma ciò che più preoccupa è che, con buona pace dei propositi di trasparenza e meritocrazia sbandierati (ma spesso non osservati) dalla nuova Amministrazione e dal sindaco, il bando di selezione prevede espressamente l’assenza di criteri e caratteri comparativi che consentano una valutazione oggettiva dei meriti e dei titoli di chi deciderà di partecipare alla selezione.»

Fabio Usai ha chiesto al sindaco di Carbonia di «procedere alla rettifica del bando, inserendo chiari criteri di valutazione oggettiva e non discrezionale che consentano a tutti i candidati di concorrere a parità di condizioni e secondo una graduatoria fondata sul merito e sui titoli».

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Il Consiglio regionale della Sardegna ha voluto ricordare, a 26 anni di distanza, la tragedia della Moby Prince in cui morirono 141 persone, con due manifestazioni: l’intitolazione di una piazza alla memoria delle vittime, davanti al porto di Cagliari, ed una semplice cerimonia nell’Aula consiliare cui hanno partecipato, fra gli altri, anche il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sen. Silvio Lai ed il presidente dell’Associazione 10 aprile-familiari vittime Moby Prince Luchino Chessa.

Nel suo intervento il sen. Silvio Lai ha ricordato che «dalla prima fase del lavoro della Commissione, basato sulla lettura degli atti del processo, l’audizione di numerosi esperti e l’esame di nuove testimonianze, emerge uno scenario della vicenda molto più grande  e complesso, con elementi di verità diversi dalla verità giudiziaria che ci è stata consegnata dai tribunali».

«Fra questi – ha proseguito il presidente della Commissione – i più importanti riguardano la condotta della Moby Prince, che tentò disperatamente di evitare l’impatto con la petroliera, e del suo equipaggio che attivò corrette procedure per mettere in salvo in passeggeri: una ricostruzione significativamente diversa da quella ufficiale secondo la quale lo scontro sarebbe stato causato, almeno in parte, da una nave senza governo.»

Il sen. Silvio Lai, inoltre, ha annunciato che la seconda parte del lavoro della Commissione sarà concentrato sull’analisi di alcuni altri elementi come il luogo di provenienza della petroliera, le caratteristiche del carico che aveva a bordo e le motivazioni del suo smantellamento dopo la tragedia. «Con l’obiettivo comune – ha concluso – di diradare il mistero che ancora avvolge la tragedia, senza accontentarsi di una verità basata sull’incidente e l’errore umano, dimenticando l’eroismo dell’equipaggio e degli stessi passeggeri».

Un altro componente della Commissione, il sen. Luciano Uras, ha affermato che dall’esame degli atti «emergono fatti e circostanze che cambiano sia lo scenario che gli esiti della vicenda Moby Prince, rispetto alla quale la verità giudiziaria copre responsabilità, nasconde e distorce i dati reali -. In particolare – ha aggiunto Uras – è incomprensibile che l’assoluta mancanza di soccorsi abbia lasciato morire 140 persone senza nemmeno un tentativo di salvarle, se non quando la nave era già completamente distrutta dal fuoco».

A nome dei familiari delle vittime il presidente dell’Associazione Luchino Chessa ha raccontato tutta la sua emozione ma anche la sua rabbia «per una giustizia senza una verità diversa da quella dei tribunali che parla di incidente, di una nebbia improvvisa e di un comandante distratto». «Ora – ha detto ancora – grazie al lavoro della Commissione si comincia a capire qualcosa di più, dopo 20 anni di silenzio nei quali siamo rimasti soli con la nostra determinazione perché nessuno si è occupato di noi e della nostra sofferenza».

Durante la cerimonia svoltasi in Consiglio regionale è stato proiettato il documentario “Buonasera, Moby Prince”, realizzato dal giornalista Paolo Mastino della sede Rai della Sardegna, in collaborazione con la sede della Toscana.

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Il Collegio provinciale Ipasvi di Carbonia Iglesias ha rivolto oggi un appello al ministero della Salute sul caso Aias.

«E’ di ieri la conferma che il ministero dell’Interno, in risposta ad una interrogazione parlamentare dell’on. Francesco Sanna, abbia attestato che “i lavoratori Aias Sardegna senza stipendio possono rivalersi sui committenti, avendo il sottosegretario al Ministero del Lavoro Franca Biondelli, a nome del Governo, chiarito che tali azioni dei lavoratori sono pienamente legittime, come ha anche deciso il Consiglio di Stato”. – scrive Graziano Lebiu, presidente Ipasvi Carbonia Iglesias -.

Per il ruolo di garanzia conferitoci dalla legge a tutela dei diritti dei cittadini costituzionalmente protetti di cui all’art. 32, dobbiamo necessariamente scindere la sfera sindacale da quella istituzionale del nostro Collegio, e plaudendo ad una soluzione positiva per gli operatori interessati che possono attivare il ricorso all’art. 1676 del Codice Civile, siamo a porre la vs. attenzione sulla concreta preoccupazione che la possibile crisi gestionale dell’Aias non possa non avere serie ripercussioni sull’assistenza ai disabili gravi e alle loro famiglie, che della comunicazione del sottosegretario all’Interno on. Biondelli non saprebbero come poterla spendere.

Di fronte all’acclarato conflitto istituzionale con il rimpallo delle responsabilità tra terzi, non possiamo non chiederci se i cittadini della comunità del Sulcis Iglesiente saranno i primi a farne le spese, stretti nella morsa dell’inefficienza gestionale, dell’inadeguato ruolo della politica e del rischio di restare privi di punti di riferimento assistenziali.

Siamo quindi a condividere le preoccupazione del punto di vista infermieristico a tutela della salute del cittadino che ambisce a pieno titolo ad essere mantenuto e preso in carico ed in cura da chi ne ha le competenze, da chi riesce a mantenerle, da chi riesce a motivare ed essere motivato, da chi sia messo nelle condizioni professionali di ben agire.

Preoccupati per i cittadini e disabili gravi se verrà meno il diritto alla continuità assistenziale da parte di una sanità privata ma convenzionata e accreditata capace di amministrare i cospicui e ricorrenti fondi pubblici ad essa destinata per farsene carico, capace di pianificare soprattutto nei momenti di difficoltà economica, capace di tenere unita e motivata la dotazione organica per superare le criticità a vantaggio dei più deboli.

Per questo motivo, siamo a chiederVi di valutare di verificare se, oltre all’acclarato blocco delle retribuzioni:

a) vi siano difficoltà nel mantenimento degli impegni economici verso terzi per tutto quanto necessita all’assistito, dall’approvvigionamento dei farmaci alla fornitura dei pasti, dal domestico alberghiero alle utenze di acqua luce gas carburanti, mezzi, assistenza tecniche, presidi medico chirurgici, altro;

b) se i licenziamenti disciplinari e volontari e le sospensioni dal servizio di cui si ha contezza possano ridurre sino a comprometterlo il corretto rapporto operatori-assistiti nelle 24 ore e la qualità delle prestazioni attese e da rendere.

Per cittadini, per gli assistiti e per le loro famiglie, ci preme di evitare qualsiasi eventuale conseguenza a subire le misure della deriva della vicenda in oggetto, della disorganizzazione, della penuria di personale, dei livelli di assistenza se tendenti al ribasso, delle deduzioni di potenziali illeciti, del clima lavorativo tendente al malessere.

Al professionista infermiere è sempre chiesto, giustamente, un comportamento il più possibile proattivo. Oggi è il Collegio Ipasvi Carbonia Iglesias a sollecitare anche il ministero della Salute, se del caso, a non ritardare ulteriormente la percezione dei problemi e dei cambiamenti in atto e prossimi venturi nel campo dell’assistenza ai disabili gravi nel Sulcis Iglesiente al fine di consentire anche allo scrivente e ad altre istituzioni di pianificare le azioni opportune in tempo utile a mantenere per il cittadino il più alto livello di assistenza possibile e per i professionisti che se ne prendono cura la certezza delle giuste condizioni lavorative e professionali.

Ancora un sentito ringraziamento agli infermieri – conclude Graziano Lebiu -, ai professionisti della salute e ai lavoratori per il prezioso ed insostituibile servizio in favore del disabili gravi in carico alle strutture Aias soprattutto in questa fase di massima difficoltà»