24 September, 2026

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La Dinamo Banco di Sardegna alle 20.45 affronta al PalaSerradimigni l’Umana Reyer Venezia in un antipasto dei playoff, nella penultima giornata della “regular season”.

La squadra sassarese ha approfittato della mini pausa per lavorare con intensità in vista dei playoff scudetto che disputeranno per il settimo anno di fila. Oggi e la prossima settimana a Caserta, i biancoblu cercheranno di chiudere nella migliore posizione possibile in ottica griglia playoff.

L’Umana è arrivata lunedì in Sardegna direttamente da Tenerife, dove ha chiuso al quarto posto della Final Four di Basketball Champions League: nonostante l’intenso week end però gli uomini di coach Walter De Raffaele, al secondo anno sulla panchina orogranata, sono pronti a dare battaglia sul parquet ai biancoblu.

«Sappiamo di dover seguire la via del girone di ritorno, dobbiamo pensare a vincere, a continuare la scalata, poi vedremo cosa diranno i campi nell’ultima giornata, ci teniamo a chiudere tra le prime quattro e dobbiamo ragionare consapevoli di essere padroni del nostro destino – ha detto coach Federico Pasquini in conferenza stampa -. Contro Venezia dobbiamo pensare a vincere e basta. Conosciamo bene la Reyer, è una squadra lunga e profonda che, anche se ha disputato la Final Four ed è arrivata ieri direttamente da Tenerife, sarà pronta per giocare domani, avendo sfruttato bene la profondità del suo roster con minutaggi molto diluiti.»

Lorenzo D’Ercole.

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Il diritto alla doppia preferenza di genere nella legge elettorale è stato rivendicato questo pomeriggio in Consiglio regionale dalle associazioni e dai movimenti che sostengono la parità.

Davanti alla commissione Autonomia, presieduta dall’on. Francesco Agus, ha preso la parola Gabriella Murgia, presidente della commissione Pari opportunità, che ha affermato: «Chiediamo una modifica dell’articolo 9 della legge elettorale vigente già per le prossime elezioni regionali in modo da garantire all’elettore che lo desideri il diritto di esprimere due preferenze, una per il candidato e l’altra per la candidata».

La stessa richiesta è stata avanzata dalla rete Heminas, protagonista lo scorso 27 aprile di una manifestazione molto partecipata sotto il Consiglio regionale a Cagliari e a Sassari. «Tutto il sistema giuridico italiano e internazionale oltre alla giurisprudenza costante – hanno detto Cristina Muntoni e Luisa Marilotti – è improntato all’eliminazione di ogni discriminazione tra uomo e donna ma questi principi diventano lettera morta se non introduciamo subito in legge la doppia preferenza».

Al termine delle audizioni il presidente Agus ha ringraziato le ospiti assicurando che il loro contributo sarà oggetto delle prossime sedute della commissione, chiamata a valutare le nuove proposte di riforma delle legge elettorale.

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Sono stati presentati oggi, nella sede dell’assessorato regionale della Sanità, a Cagliari, i risultati del lavoro del Tavolo tecnico sulla Sclerosi Multipla in Sardegna. Il Tavolo è stato istituito nel 2015 per volontà dell’assessore Luigi Arru con lo scopo di quantificare il carico complessivo della patologia nell’isola, disegnare il PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) regionale e migliorare l’organizzazione della rete dei servizi, e ha coinvolto tutti i portatori di interesse: professionisti sanitari, pazienti e istituzioni.
Grazie a questo studio, pianificato e coordinato dagli uffici dell’Assessorato, per la prima volta viene misurata sulla base di dati certi e in maniera capillare la prevalenza complessiva della malattia in Sardegna e la sua distribuzione nel territorio regionale. La ricerca ha inoltre permesso di quantificare con precisione i pazienti in carico presso gli attuali centri SM, individuare i territori a maggiore autosufficienza e quelli con una maggiore attrazione.
Il risultato finale è una fotografia estremamente precisa della situazione attuale: da qui si parte per migliorare l’organizzazione delle prestazioni, in modo che a tutti i pazienti sia garantito lo stesso standard di presa in carico, prestazioni sanitarie, assistenza.
«Grazie alle informazioni che abbiamo raccolto potrà partire la costruzione della Rete clinica per la Sclerosi Multipla. L’obiettivo è migliorare rispetto alla situazione attuale – ha detto l’assessore della sanità Luigi Arru – con un sistema di offerta più equo di quello esistente e che non lasci nessun territorio privo di assistenza, per dare risposte concrete alle esigenze dei malati e dei loro familiari. La Regione formalizzerà a breve il modello di governance condivisa individuato dal Tavolo che si basa sulla suddivisione in tre grandi aree territoriali – Nord, Centro, Sud – e sul dialogo e la collaborazione fra tutti gli attori, in modo da riempire gli spazi geografici attualmente privi di servizi.»
La prevalenza della SM in Sardegna (ad esclusione delle CIS – Sindromi Clinicamente Isolate che rappresentano il 6.6% dei complessivi 6.225 casi) è pari a 337 casi ogni 100.000 residenti, oltre il doppio della media nazionale (113 casi per 100mila residenti). Il 43,6% ha età compresa fra i 16 e i 44 anni, il 47,4% tra 45 e 64 anni e l’8,8% tra 65 e 84 anni. L’età media complessiva dei casi è 46,8 anni. Il rapporto donne/uomini è di 2,3 a 1, in linea con i dati dell’Atlante mondiale della SM.
La distribuzione della SM nei territori sub-regionali non è uniforme, con aree che presentano eccessi o difetti statisticamente significativi rispetto alla media complessiva regionale: ad esempio la maggior prevalenza si osserva nel territorio dell’Ogliastra, la minore in quello di Olbia-Tempio, e in generale si osserva maggior prevalenza nell’interno rispetto alle zone costiere. Questi dati offrono notevoli spunti di ricerca per indagare sui determinanti endogeni ed esogeni della malattia (ad esempio genetica, esposizioni ambientali, stili di vita).
I centri SM col maggior numero di pazienti in carico sono il PO Binaghi di Cagliari (59,3% della casistica complessiva), la AOU di Sassari (15,1%) il PO di Nuoro (10,4%) la AO Brotzu (9,7%) e il PO di Ozieri (3,7%). I territori a maggiore autosufficienza sono quello della ASSL di Cagliari, che con la AO Brotzu e il PO Binaghi assistono il 99,6% dei pazienti con SM residenti nel suo territorio di competenza, segue la ASSL di Sassari dove la AOU Sassari e il PO Ozieri seguono l’85% del totale dei residenti, quindi l’ASSL di Nuoro col 63%. I più attrattivi, cioè quelli che mostrano una maggior quota di pazienti residenti in altre ASSL diverse da quella in cui operano, sono Cagliari (49,3%), Nuoro (29,1%) e Sassari (25,3%).
La Rete Clinica per la Sclerosi Multipla permetterà ai pazienti che oggi sono costretti a spostarsi di avere cure e assistenza nel proprio territorio.
Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con il Multiple Sclerosis Management Lab, frutto della partnership tra SDA Bocconi e Biogen Italia, con il supporto della SIN (Società Italiana di neurologia) e la collaborazione di AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla).

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Forte del successo degli ultimi anni, da maggio fino a settembre, torna il servizio “Farmacia in viaggio” nelle oltre 500 farmacie di Rete Farmacisti Preparatori di tutta Italia: un’opportunità che permetterà ai cittadini di ricevere consigli pratici dal proprio farmacista di fiducia per un viaggio in tutta sicurezza.

«Le vacanze sono sempre un momento piacevole, di relax e di scoperta, ma non bisogna dimenticare che viaggiare porta con sé rischi sanitari – spiega Santo Barreca, uno dei rappresentanti di Rete Farmacisti Preparatori -. Sarebbe meglio portare pochi farmaci ma utili e adeguati alla meta prescelta e adottare dei piccoli accorgimenti durante tutta la durata del viaggio per garantirsi una vacanza serena e senza pensieri.»

Il farmacista fornirà una consulenza personalizzata, in base alla destinazione, all’itinerario e al tipo di viaggio che il cittadino vorrà intraprendere. In particolare verranno chiariti i rischi sanitari legati a determinati cibi e bevande, le principali patologie provocate da alcuni insetti e tutti i rischi non infettivi in cui si può incappare durante le ferie.

Oltre al consiglio del farmacista, verrà consegnata al cittadino una brochure informativa: un vero e proprio vademecum del viaggiatore da consultare prima di affrontare qualsiasi viaggio.

 

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Sarà la centesima edizione del Giro d’Italia di ciclismo a tenere a battesimo il rinnovato palazzetto dello sport center di Olbia che, in concomitanza con il passaggio della corsa rosa in Sardegna, cambia look e nome.

In base a un accordo di sponsorizzazione fra la AltoGusto, azienda leader nella distribuzione del caffè in Sardegna, la Real Effegi, società che gestisce lo sport & wellness resort, e la concessionaria di raccolta pubblicitaria Pubblicitas, il palazzetto dello sport gallurese si chiama da oggi PALALTOGUSTO. Un nastro rosa in onore al Giro d’Italia sancirà il passaggio al nuovo corso.

Il partenariato fra le aziende sarde, che porta il logo Altogusto e il prodotto Altogusto Coffe Club (miscela top di caffè) sul palazzetto e su tutti i campi sportivi attrezzati del Geovillage, non si ferma al semplice accordo commerciale e alla migliore offerta per i consumatori, ma mira a obiettivi molto più ambiziosi. Grazie alla nuova intesa saranno organizzati eventi come esposizioni, fiere e convegni a carattere regionale, nazionale e internazionale che avranno come primo intento la promozione delle aziende e dei prodotti del territorio.

Tutto, naturalmente, si svolgerà nelle strutture del Geovillage di Olbia e contribuirà ad accrescere l’offerta turistica del nord Sardegna, rivolgendosi non solo ai visitatori tradizionali, ma anche a un target d’imprenditori, operatori commerciali, utenti che saranno invogliati a raggiungere l’Isola anche fuori stagione.

L’accordo è stato siglato nei giorni scorsi alla presenza di Pier Carlo Bisio e Vittorio Zichi, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Altogusto, Fabio Docche per la Real Effegi e Renato Sanna per Pubblicitas.

  

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L’assessorato regionale dell’Igiene e sanità e dell’assistenza sociale ha impegnato la somma di euro 9.890.562,62 in favore dei comuni della Sardegna per il finanziamento dei progetti del programma “Ritornare a casa” ed ha autorizzato la liquidazione e il pagamento di 12.000.000 in favore dei comuni a titolo di acconto per la concessione e l’erogazione di sussidi in favore di particolari categorie di cittadini.

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La Banca d’Italia indice un concorso pubblico per l’assunzione di vice assistenti – profilo amministrativo – finalizzato a soddisfare i fabbisogni di tale personale che si registreranno a partire dalla metà del 2018. La domanda deve essere presentata entro il termine perentorio delle ore 16.00 del 29 maggio 2017. Ma cosa fa un vice assistente in Banca d’Italia? 

Il profilo di vice assistente svolge in via prevalente mansioni esecutive quali quelle di classificazione, archiviazione e protocollo di documenti, di conteggio, confezionamento e sistemazione dei valori, di supporto all’attività delle unità; può essere anche adibito allo svolgimento di attività di sportello bancario presso le unità di cassa della Banca.

Sono richiesti i seguenti requisiti: 

1. Diploma di istruzione secondaria di secondo grado, di durata quinquennale.

2. Età non inferiore agli anni 18;

3. Cittadinanza italiana o di un altro Stato membro dell’Unione europea;

4. Idoneità fisica alle mansioni;

5. Godimento dei diritti civili e politici, anche nello Stato di appartenenza o di provenienza;

Le prove d’esame consistono in…

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://www.diariolavoro.it/concorso_bankitalia.html .

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Venerdì scorso, la delegazione guidata da Ofer Sach, ambasciatore di Israele a Roma, ha partecipato a un incontro che si è tenuto al Crea UniCa (Center of research entrepreneurship acitivities – Università di Cagliari, Centro innovazione e imprenditorialità). Per l’ateneo hanno preso parte i pro rettori Micaela Morelli (Ricerca scientifica) e Annalisa Bonfiglio (Innovazione), il direttore di Crea, Maria Chiara Di Guardo e Mario Mariani (The Net Value). Il neonato hub per il mix che accomuna giovani-contaminazioni disciplinari-ricerca-idee e progetti appetibili dai mercati nazionali e mondiali, ha sede all’ex Teatro anatomico di via Ospedale. Il Centro ha il compito di catalizzare, coordinare e guidare l’insieme, a partire dal ContaminationLab, di progetti e iniziative che esaltino l’innovazione e l’imprenditorialità con la mission d’ateneo quale propellente.

Dodici start up con il vento in poppa. Sei maturate nell’ambito del ContaminationLab dell’Università di Cagliari. Ovvero, Chiara Cocco (Neeot), Simone Scalas (Bxtar), Maurizio Piredda (Bautiful Box), Alessandra Farris (IntendiMe), Marco Deiosso (Nausdream), Alberto Piras (Brave Potions). Altrettante fiorite nel contesto della ricerca universitaria svolta nell’ateneo del capoluogo: Alessandro Massarelli (Botteega), Mauro Pili (Paymeabit), Fabrizio Mulas (U4Fit), Andrea Concas (Art Backers), Alessandro Sestini (Marinanow) e Antonio Solinas (Ab Insula). I rappresentanti delle start up hanno spiegato alla delegazione di Israele (accademici, venture capitalist, diplomatici, imprenditori) il nocciolo dei loro progetti. Il Crea punta a far conoscere alcune delle start-up nate all’interno del CLab di UniCa, mostrare la rete di relazioni sull’imprenditorialità che l’Università promuove con il ComunicationLab. Tra gli obiettivi, il rafforzamento della visibilità sia di alcune imprese di pregio in relazione con l’ateneo, sia di alcuni progetti scientifici con evidenti ricadute imprenditoriali.

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In Sardegna il 5% delle nuove “vere” imprese è nato per sfruttare un’“idea innovativa”a. Infatti, dal 2013 alla fine del 2016, ben 747 nuove imprese sarde, sulle 14.940 create ex novo (non associabili ad altre già esistenti, trasformate o cessate), sono nate per sfruttare una idea innovativa. Di queste, 160 sono iscritte al Registro Speciale come “Startup innovative”, ovvero società di capitali costituite per lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, status che consente, per un massimo di 5 anni dal momento della costituzione, di beneficiare di agevolazioni fiscali e semplificazioni burocratiche. Infatti, da fine 2012 è stata aperta una sezione speciale del Registro delle Imprese tenuto dalle Camere di Commercio riservata a questa tipologia di attività.

Sono questi i dati del dossier “Le tendenze dell’innovazione delle piccole imprese in Sardegna”, realizzato dall’Osservatorio MPMI Confartigianato Sardegna su dati 2013-2016 UnionCamere-Infocamere, Istat e Ministero del Lavoro.

La ricerca evidenzia anche come la nostra regione sia al secondo posto in Italia, tra le regioni con la più alta propensione per la creazione di “nuove imprese finalizzate allo sfruttamento di una idea innovativa”. Al primo posto il Trentino con il 5,3%, al terzo la Toscana con il 4.9%, poi la Sicilia, l’Umbria e il Veneto con il 4,6%.

«Questi dati dimostrano come in Sardegna le idee non manchino e come le micro e piccole imprese siano attente alla potenzialità del cambiamento – afferma Maria Carmela Folchetti, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – queste, infatti, pur di migliorare sono pronte a sperimentare il più possibile i propri prodotti o servizi innovando il processo produttivo: nuovi materiali, perfezionamento di strumenti già esistenti, dispositivi tecnologici avanzati. Intuizioni che possono apportare un valido contributo e garantire una maggiore competitività alle imprese. Grazie a questa costante attività di miglioramento – sottolinea ancora Maria Carmela Folchetti – cresce la propensione a individuare soluzioni creative e l’utilizzo di nuove tecnologie. Per questo l’artigianato sardo contribuisce a mantenere elevata la qualità del made in Italy.»

Interessanti anche i dati sull’innovazione nelle aziende. Infatti, tra il 2012 e 2014, il 39,6% delle imprese sarde con più di 10 dipendenti, ha introdotto innovazioni di prodotto, di processi produttivi di gestione organizzativa o di marketing, dato che pone la Sardegna al 14esimo posto nazionale contro il 25,9% Nazionale e il primo posto del Veneto con il 53,7%.

Tra queste aziende, la media nazionale del valore della spesa finalizzata all’innovazione, è stata di 6.600 euro per addetto.

«Il futuro dell’artigianato non può trascurare il digitale e Confartigianato sta presidiando le opportunità che consentono agli imprenditori di innovare prodotti e processi produttivi – evidenzia Maria Carmela Folchetti – a cominciare dal Piano Industria 4.0 varato nei mesi scorsi dal Governo che contiene una serie di strumenti per agevolare la trasformazione delle piccole imprese. La Confartigianato si sta preparando per diventare Digital Innovation hub. Per questo ribadiamo come sia fondamentale che la politica regionale continui a impegnarsi per creare le condizioni favorevoli all’innovazione e alla nascita e allo sviluppo di aziende innovative – aggiunge la presidente Folchetti – nell’ottica di fornire un contributo rilevante alla crescita dell’economia e dell’occupazione, specie quella giovanile, favorendo la diffusione di conoscenza nel sistema imprenditoriale. Una sfida quotidiana che ha come protagonista il patrimonio intellettivo e creativo delle nostre imprese artigiane.»

E per gli imprenditori artigiani che investono sull’innovazione digitale sono in arrivo cospicui finanziamenti da parte del ministero dello Sviluppo economico. Questo ha infatti, ha prorogato al 4 maggio il termine per presentare le domande per accedere al bando che finanzia aggregazioni tra imprese che puntano su manifattura sostenibile e artigianato digitale. Potranno essere finanziate le reti e i consorzi di imprese composti da più di 5 aziende, con almeno il 50% di piccole imprese artigiane, finalizzati a creare centri per l’artigianato digitale, incubatori per lo sviluppo dell’innovazione imprenditoriale e spazi per la modellazione e la stampa 3d. L’agevolazione va dai 100mila agli 800mila euro e copre fino al 70% dell’importo totale. Le domande di agevolazione possono essere presentate fino al 4 maggio 2017.

Per Confartigianato Sardegna, interventi economici sulla Manifattura 4.0 possono consentire alle piccole aziende di far parte quell’economia del “su misura” che caratterizza le nuove produzioni manifatturiere dell’era digitale in cui c’è sempre maggiore attenzione alle esigenze del cliente e in cui è possibile, a costi molto contenuti, realizzare piccolissime quantità di prodotti il più possibile personalizzati. Infatti, pensare a un sistema produttivo che sia connesso a monte con i fornitori e a valle con i clienti permette di pensare a un nuovo modo di fare manifattura.

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E’ stato presentato stamane a Cagliari il 100° Giro d’Italia, al via venerdì da Alghero.
«La partenza del Giro d’Italia è un’occasione straordinaria per mostrare al grande pubblico la bellezza della Sardegna più nota, ma anche l’enorme fascino di quella meno conosciuta». Così il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha commentato la grande partenza del Giro 100 dalla Sardegna, presentata oggi a Cagliari dall’assessore del Turismo Barbara Argiolas e dai rappresentanti delle città tappa.
Saranno tre le tappe nell’isola per le 22 squadre partecipanti: la prima, il 5 maggio, da Alghero a Olbia; la seconda, il 6, da Olbia a Tortolì; infine la gara dalla città ogliastrina a Cagliari, il 7 maggio. «L’imponente copertura mediatica porterà le immagini del Giro nelle case degli appassionati di sport di 190 Paesi, che mentre seguono la gara potranno ammirare la ricchezza del nostro ambiente. Il cicloturismo ha grandi potenzialità e stiamo investendo molto in questo settore, sapendo bene che i percorsi della bicicletta permettono uno sguardo privilegiato sul paesaggio. Come ho già avuto modo di dire – conclude Francesco Pigliaru -, mi piace pensare che i ciclisti di tante parti del mondo, vedendo il Giro d’Italia, si innamorino della Sardegna e abbiano voglia di scoprirla pedalando».
«Un investimento a lunga gittata – secondo Barbara Argiolas – il più importante evento ospitato in Sardegna e può tracciare la strada futura nell’ambito del turismo che vogliamo sviluppare in Sardegna e del coinvolgimento delle comunità locali. È un investimento importante, visto che la Regione sta spendendo circa 4,5 milioni di euro ma che garantisce una visibilità senza precedenti all’Isola: basti pensare alle 150 ore di diretta Rai sui vari canali e ai circa 300 giornalisti accreditati. E il rientro di questo investimento, che non è pensato per un evento spot ma è simbolo di un nuovo approccio culturale al turismo in Sardegna, non verrà valutato solo nei 4 giorni in cui la corsa rosa attraverserà l’isola da nord a sud ma nella sua coda lunga, negli effetti futuri a medio-lungo periodo e nelle sue capacità propulsive che monitoreremo.»
«Manifestazioni di questo genere – ha detto ancora l’assessore Argiolas – rientrano in un piano d’azione strategico e articolato, in linea con il modello regionale di sviluppo sostenibile, di tutela del paesaggio, di qualità della vita in Sardegna, di valorizzazione di nuovi temi vacanza alternativi e complementari al marino-balneare. La mobilità sostenibile e le ciclovie sono parte integrante di questo approccio, che la Giunta ritiene assolutamente strategico: sono stati stanziati 15 milioni di euro per rinnovare e ampliare la rete ciclabile regionale, ma questo è solo parte del lavoro che va completato con una nuova attività di marketing e promozione per il turismo lento, di esperienza, col quale possiamo allungare la stagione in Sardegna ai mesi spalla.»
Sinergia con istituzioni e enti locali. Dall’esponente della Giunta, un plauso alla collaborazione tra Regione, Comuni e istituzioni coinvolte: «Portare il Giro in Sardegna è stata una sfida per la Regione, ma lo è stata anche per i Comuni coinvolti, sia dal punto di vista finanziario sia da quello delle risorse umane. Ma questo Giro in Sardegna parte dal basso, parte dalle comunità locali che si sono mobilitate per presentarsi al meglio e dagli studenti, che parteciperanno in massa alle iniziative legate al Giro grazie al coinvolgimento delle scuole. Questo aspetto è particolarmente importante: invitiamo le nuove generazioni a impossessarsi degli spazi pubblici». Infine, un saluto a Fabio Aru, assente dalla competizione: «Siamo dispiaciuti per l’assenza di Aru e addolorati per l’enorme tragedia che ha colpito la sua squadra, ma sono sicura che i tifosi sardi non faranno mancare il calore nei confronti della squadra di un atleta simbolo della Sardegna». 
Il coinvolgimento dei territori. La parte sportiva delle tre tappe è stata illustrata da Roberto Salamini e Giusy Virreli di RCS Sport, in videocollegamento da Alghero. Ai rappresentanti dei Comuni tappa il compito invece di presentare il ricco calendario di eventi messo in piedi per accompagnare il viaggio della carovana del Giro d’Italia. Il sindaco di Alghero Mario Bruno ha messo l’accento sulla «fortissima attesa della città e sulla grande partecipazione della cittadinanza all’accoglienza della corsa rosa: tanti i volontari coinvolti per l’inaugurazione ideata dallo stilista Antonio Marras». Per l’assessore del Turismo del comune di Olbia Marco Balata, «l’elemento da sottolineare è la sinergia con gli altri sindaci e l’unità di intenti al di là dei colori politici per dare un’immagine vincente della Sardegna». Infine, l’assessore dello Sport del comune di Cagliari Yuri Marcialis ha evidenziato come «l’arrivo a Cagliari della terza tappa è il coronamento del lavoro fatto in questi anni, incentrato sulla vivibilità e ciclabilità della città, che porterà ricadute non solo sportiva e di immagine ma anche di sensibilizzazione dei più giovani».