7 August, 2026

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Giuseppe Dessì - Roma nello studioPremio Dessì 2013 - Cerimonia premiazioni (2) (foto Mariano Casti)

Serata clou, oggi a Villacidro, per il Premio “Giuseppe Dessì”: la consueta cerimonia di presentazione e premiazione dei vincitori, in programma a partire dalle 18.00 nella Palestra in via Stazione, suggella l’edizione numero trentuno del concorso letterario intitolato allo scrittore sardo (1909-1977), che nella cittadina campidanese, a una cinquantina di chilometri da Cagliari, aveva le sue radici.

Come di consueto, e come da regolamento, sono tre i finalisti per ciascuna delle due sezioni in cui si articola il premio: in lizza per la Narrativa Emanuela E. Abbadessa con Fiammetta (Rizzoli), Edgardo Franzosini con Questa vita tuttavia mi pesa molto(Adelphi) e Christian Mannu con Maria di Isili (Giunti); a contendersi la palma della vittoria per la Poesia, invece, Milo De Angelis con Incontri e agguati (Mondadori), Vivian Lamarque con Madre d’inverno (Mondadori) e Franco Marcoaldi con Il mondo sia lodato (Einaudi).

Le due terne di finalisti sono state selezionate tra i 212 titoli pervenuti per la sezione Narrativa e i 133 per la Poesia, dalla giuria di esperti cui ora spetterà anche il compito di emettere i verdetti finali: fanno parte della commissione giudicatrice, presieduta da Anna Dolfi (tra i più autorevoli studiosi dell’opera di Giuseppe Dessì), Mario Baudino, Duilio Caocci, Giuseppe Langella, Massimo Onofri, Stefano Salis, Gigliola Sulis, Giuseppe Lupo e l’ex presidente della Fondazione Dessì, Christian Balloi, di recente avvicendato nella carica da Paolo Lusci.

I vincitori delle due sezioni letterarie andranno a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Premio: un elenco che annovera scrittori del calibro di Nico Orengo, Laura Pariani, Salvatore Mannuzzu, Marcello Fois, Michela Murgia, Niccolò Ammaniti, Salvatore Silvano Nigro, Giuseppe Lupo, Antonio Pascale, Maurizio Torchio e poeti come Elio Pecora, Patrizia Cavalli, Maria Luisa Spaziani, Giancarlo Pontiggia, Alda Merini, Eugenio De Signoribus, Gilberto Isella, Gian Piero Bona, Alba Donati e Mariagiorgia Ulbar.

Oltre al prestigioso riconoscimento, i vincitori si aggiudicheranno ciascuno cinquemila euro; 1.500 euro andranno invece agli altri finalisti.

Nel corso della cerimonia verranno incoronati anche i vincitori dei due riconoscimenti speciali che affiancano quelli più strettamente letterari. Come già annunciato, il Premio Speciale della Giuria (assegnato a personalità di spicco della vita pubblica o culturale nazionale, nel suo albo d’oro conta i nomi di Luigi Pintor, Sergio Zavoli, Alberto Bevilaqua, Arnoldo Foà, Francesco Cossiga, Marco Pannella, Piero Angela, Ascanio Celestini, Mogol, Philippe Daverio, Toni Servillo e Piera Degli Esposti) va a uno degli intellettuali più impegnati del panorama culturale italiano: l’archeologo e storico dell’arte Salvatore Settis; un maestro del giornalismo sardo, Giacomo Mameli, e uno dei gruppi più rappresentativi della tradizione musicale isolana, il Coro di Neoneli, sono invece i vincitori del Premio Speciale “Fondazione di Sardegna”, novità di questa edizione, attribuito dalla Fondazione Dessì in collaborazione con l’omonima fondazione bancaria.

Affidata anche quest’anno alla conduzione della giornalista Natascha Lusenti, la cerimonia, che verrà trasmessa in diretta dall’emittente televisiva Videolina, sarà arricchita dagli intermezzi musicali del gruppo Sikitikis (Alessandro Spedicati “Diablo”: voce; Gianmarco Diana “Jimi”: basso e cori; Enrico Trudu “Zico”: tastiere; Sergio Lasi “Lazy”: batteria) e della cantautrice Chiara Effe, e da letture degli attori Jacopo Cullin, Rita Atzeri e Cristina Maccioni. 

In mattinata, intanto, a far da preludio alla cerimonia, torna l’immancabile appuntamento con “Quelli che il Premio…”: giurati e autori finalisti, con la conduzione del giornalista Gianni Zanata, incontrano il pubblico alle 10.30 al Mulino Cadoni.

In serata, invece, sipario finale alle 22.30 in piazza Lavatoio, con “Setterane e tutti i gradi di un passaggio”, spettacolo “multidisciplinare e multisensoriale” di Alessio Ninu. Basato su testi tratti dal racconto “Setterane” (1999) e dal libro “Tutti i gradi di un passaggio” (2005) dello stesso Ninu, che firma anche le musiche e la regia, vede in scena l’eclettico artista sardo insieme a Chiara Maccioni e Eleonora Alice Ninu, con Alessio De Vita al violino, Enrico Piredda alla chitarra classica e Alessandro Atzori alle percussioni.

L’ingresso a tutti gli appuntamenti è libero e gratuito.

 

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Sant’Antioco ha dato l’estremo saluto, ieri pomeriggio, a Pietro Tardini, commerciante nel settore bar-ristorazione, ex dirigente dell’Olimpia ai tempi della serie A, stroncato all’età di 59 anni da un male incurabile. Pietro Tardini era molto conosciuto nell’Isola. Dopo aver gestito per moltissimi anni il Cafè Italia, all’inizio del centralissimo Corso Vittorio Emanuele, all’angolo con Piazza Umberto, si era trasferito a Cagliari, per lavorare nello stesso settore, all’Hotel Mediterraneo. E’ poi rientrato nella sua città d’origine, per gestire, fino allo scorso anno, la struttura del porticciolo turistico.

Grande appassionato di pallavolo, Pietro Tardini era entrato nel consiglio direttivo dell’Olimpia alla fine degli anni ’80, all’inizio della grande favola sportiva che ha visto la squadra antiochense arrivare ai vertici del movimento nazionale, fino alla serie A1. In quegli anni il Cafè Italia era un ritrovo abituale della squadra biancoblu, nella quale sono passati campioni di caratura internazionale assoluta. Le gioie più grandi le ha vissute con la squadra, la società e i tifosi, nella stagione della promozione in A1 con Radames Lattari in panchina e il grandissimo Rafael Pascual, che a Sant’Antioco ha iniziato una carriera che lo ha portato a diventare, con le maglie dell’Alpitour Cuneo e della Nazionale spagnola, il miglior giocatore al mondo.

Dopo la conclusione del ciclo d’oro dell’Olimpia, Pietro Tardini non si è più interessato direttamente di sport, dedicandosi esclusivamente al lavoro.

Personalmente ho conosciuto Pietro Tardini ai tempi della grande Olimpia e, per diversi anni, abbiamo condiviso grandi emozioni sportive.

Ciao Pietro.

Giampaolo Cirronis

Pietro Tardini in una foto recente.

Pietro Tardini in una foto recente.

Pietro Tardini nei primi anni '90.

Pietro Tardini nei primi anni ’90.

Pietro Tardini con il coach Radames Lattari e il direttore sportivo Nereo Baliello.

Pietro Tardini con il coach Radames Lattari e il direttore sportivo Nereo Baliello.

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Dopo l’apprezzato spettacolo di ieri sera, sul palco di piazza De Gasperi, a Sant’Antioco, la ballerina spagnola Yolanda Osuna, accompagnata dal cantante Bernardo Miranda e da Rafael Montilla alla chitarra concederà il bis questa sera al Lazzaretto di Cagliari, al centro culturale in via dei Navigatori, a Sant’Elia. Le due serate di musica e ballo del flamenco sono state organizzate dalla cooperativa Forma e Poesia nel Jazz.

La tappa nel capoluogo fa parte di Encuentros, gli appuntamenti tra Sardegna e Spagna proposti da Forma e Poesia nel Jazz e vedrà la partecipazione straordinaria, in alcuni brani, del suonatore di launeddas Nicola Agus.

Classe 1981, Yolanda Osuna ha avuto maestri del calibro di Javier Latorre, Matilde Coral, Milagros Mengíbar, El Mimbre, Blanca del Rey, Rocío Molina, Pastora Galván, Manuela Carrasco, Antonio Canales, La Farruca, Faraona, La Lupi. Nel suo curriculum tante collaborazioni ed esibizioni con artisti come Miguel Poveda, Mayte Martín, Arcángel, Esperanza Fernández, Mariana Cornejo, Terremoto de Jerez, Miguel Ángel Cortés, El Pele, Manuel Silveria, Antonio Reyes, El Cabrero, Juan Villar, Juana la del Revuelo, Curro Malena, Chaquetón, Chocolate e con le compagnie di Inmaculada Aguilar, Javier Latorre, Paco Peña, la Compañía Flamenca de Córdoba, oltre che spettacoli propri.

La bacheca della bailoara di Cordoba, che ha calcato i palchi di teatri prestigiosi come il Teatro Real di Madrid, la Catedrale del Cante a La Union, il Teatro Lope de Vega di Siviglia, conta diversi riconoscimenti e allori come il primo premio “Antonio Hidalgo” al Concurso Nacional de Fandangos di Lucena (nel 2000), al “Jóvenes Flamencos” organizzato dalla Diputación Provincial di Cordoba (nel 2001) e alla Perla de Cádiz, e due secondi premi (nel 2007 e nel 2014) al Festival Internacional del Cante de las Minas di La Unión.

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Serata memorabile alla comunità La Collina in occasione della 35a giornata Internazionale per la Pace. Richiamato da un incontro di dialogo interreligioso e interculturale organizzato dalla Collina insieme al gruppo Interazione, recentemente costituito per divulgare messaggi di tolleranza, rispetto e pace, oltre un centinaio di persone si è riunito nella sala conferenze della Comunità per partecipare a una serata in cui, messi da parte pregiudizi e incomprensioni, si è lasciato spazio alla comprensione, alla voglia di conoscere le differenze culturali al fine di crescere attraverso le esperienze di chi ha vissuto situazioni diverse.

Dopo un’introduzione di don Ettore Cannavera, che ha arricchito la serata con argute osservazioni su come la pace sia semplice da ottenere se si accoglie il concetto di fratellanza, si sono susseguiti esponenti di religioni e culture tra loro molto differenti ma le cui voci hanno fatto comprendere chiaramente che la pace è raggiungibile, che i popoli non vogliono altro che questo, che le barriere sono solo nelle nostre teste e che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1948 è lo strumento più efficace di cui l’umanità è in possesso per ottenere la pace che desidera.

Gli approfondimenti hanno preso avvio con l’intervento di un fedele Hare Krishna, Yudhishtira Das, il quale, esponendo concetti provenienti dagli inni vedici, ha spiegato come l’ottenimento della pace abbia a fondamento una crescita interiore che, attraverso un cammino di fede, porta l’individuo a scoprire prima di tutto in sé la pace e successivamente sarà naturale esportarla perché tutti ne diventino beneficiari.

A seguire Genet Woldu, responsabile regionale dell’Associazione degli Immigrati del Corno d’Africa, ha messo in luce come la pace sia raggiungibile se l’uomo ha fede nell’uomo e basa le proprie scelte e azioni in primo luogo sulla comprensione che esistono situazioni sconosciute e tragiche che alcuni vivono. Commovente il momento in cui Genet Woldu ha espresso una preghiera affinché l’illuminazione e la voglia di pace rendano il Mediterraneo un mare di salvezza.

L’intervento successivo è stato di Mohamed Doreid, presidente dell’Associazione Sardegna Libano, il quale ha osservato la stretta relazione tra l’accettazione della diversità e il raggiungimento della pace. Doreid ha poi fatto notare come le guerre siano il frutto di decisioni mirate all’arricchimento di questa o quella nazione, prese da folli incoscienti e sempre a discapito delle popolazioni. E raccontando le situazioni che vivono i musulmani, ha osservato come la sua sia una cultura che è stata rovinata dalla politica, che nel Medio Oriente ha provocato una scissione tra popolazioni tra loro molto vicine usando pretesti religiosi che non si riscontrano nelle scritture del profeta Maometto.

Partendo dal concetto di L. Ron Hubbard, fondatore della religione di Scientology, secondo cui l’uomo è fondamentalmente buono, Ignazio Deriu, funzionario delle Relazioni Pubbliche della Chiesa di Scientology, ha interagito con il pubblico mostrando che la strada per la pace passa per la scoperta di ciò che c’è di buono nelle persone. Ed è stato uno shock per la sala scoprire dalla voce di Deriu che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha effetto di legge solamente in uno stato nel mondo, il Messico, mentre nel resto del globo non è che un foglio di carta.

Dopo di lui Dolores Zoraida, rappresentante regionale degli immigrati dalla Repubblica Dominicana, ha rimarcato come la voglia di conoscere chi viene da altre terre, scoprire nuove usanze e stili di vita, sia una strada che conduce a maggior comprensione della vita e quindi conduce inevitabilmente alla pace perché tutti siamo cittadini del mondo.

A conclusione della conferenza è stato proiettato il video “La Storia dei Diritti Umani” e ogni partecipante ha ricevuto una copia del relativo dvd prodotto dalla fondazione “Uniti per i Diritti Umani” contenente, oltre al video, altri trenta brevi filmati ognuno dedicato a uno dei diritti riconosciuti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Conclusi gli interventi, la serata è proseguita nella cappella della comunità per un momento di raccoglimento spirituale. Qui ognuno dei relatori ha portato al pubblico un pezzo dell’esperienza religiosa della propria cultura di provenienza. Inutile a dirsi: la voce sembrava essere sempre la stessa, a parlare era la voglia di umanità, di rispetto, di fratellanza e di chi è consapevole che l’uomo è un essere spirituale immortale, che in quella dimensione può raggiungere la libertà totale e nel suo cammino terreno, può infondere realmente pace.

Dulcis in fundo, tutti assieme, relatori e pubblico, hanno condiviso una cena a base di piatti delle diverse terre rappresentante in questa conferenza. Il gruppo Interazione, ancora una volta – e non avrebbe potuto esserci occasione migliore di questa – ha potuto dare il suo saluto col motto: la pace sia con voi.

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CARA MICHELE  - LA SOCIETA' DEI PESCI ROSSI - Pennarello e matite su carta - cm 73x51 MAZZOLI pittura0150 

Sino al 1° ottobre le opere finaliste del Premio Marchionni saranno esposte nella prestigiosa sede dell’Archivio Lazzaro di Milano. E’ questa la seconda tappa, dopo la prima nel Museo Ca’ La Ghironda di Bologna, della mostra itinerante che si propone di far conoscere in giro per l’Italia i lavori dei vincitori dell’importante concorso organizzato dal Museo Magmma di Villacidro e dalla Fondazione di Sardegna.

L’inaugurazione della nuova esposizione è avvenuta giovedì 22 settembre: la serata, condotta dalla giornalista e critica Alessandra Radaelli (che è anche curatrice del catalogo della mostra), è stata anche l’occasione per premiare Juan Eugenio Ochoa e Francesco Altomare,  i due vincitori rispettivamente per la sezione pittura e grafica, che a giugno non hanno potuto essere presenti alla proclamazione.

L’esposizione allestita a Milano propone i lavori dei primi 30 selezionati (15 per ciascuna sezione) al  Premio Marchionni 2016. Oltre alle opere di Ochoa e Altomare, si tratta dei lavori di: Liliana Cecchin, Doria Sharra e Lutfie Bejko (vincitori anche di una residenza d’artista), Dario Maglionico, Francesco Zefferino, Andrea Ciresola, Tiziana Marzialetti e Giancarlo De Gennaro (vincitori di una menzione speciale), Morgan Zangrossi, Andrea Savazzi, Max Mazzoli, Luca Dalmazio, Giuseppe Cacciatore, Francesco Tromba, Simone Prudente, Tonino Mattu e Davide Prevosto, per la sezione Pittura.  Per la sezione grafica saranno invece in mostra le opere di: Giovanni Timpani, Daniela Savini, Massimiliano Kornmuller, Peppe Denaro, Sergey Bunkov, Enza Viceconte, Sabato Panico, Fernando Di Stefano e Michele Cara.

Il Premio Marchionni è stato istituito per ricordare la figura di Dino Marchionni, sopraffino incisore che nel 1954 lasciò la sua Urbino per insegnare a Villacidro, dove rimase fino alla fine della sua vita.

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Causa rischio maltempo, si terranno al Mulino Cadoni, anziché in piazza Zampillo, gli incontri in programma stasera a Villacidro, nell’ambito della settimana culturale del Premio “Giuseppe Dessì”, con l’illustratore Roberto Innocenti (ore 18.00) e con il giornalista e scrittore Mario Baudino (ore 19.30).

Trasferito invece dal cortile di Casa Dessì al coperto della Palestra in via Stazione l’incontro con Alessandro BergonzoniResta invariato l’orario dell’appuntamento con l’attore e autore bolognese, che avrà inizio alle 21.30.

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«L’esito positivo del bando a favore delle testate giornalistiche on line ci conforta e dimostra la necessità di questo provvedimento, messo in campo per la prima volta, e rafforza la nostra volontà di continuare a prestare la massima attenzione verso un settore in crescita». A dirlo è l’assessore dell’Informazione Claudia Firino, a seguito della chiusura del bando per i contributi alle testate on line. «Il bando riconosce l’importanza dei nuovi media – ha proseguito Firino – e sostiene la pluralità dell’informazione, l’occupazione e la valorizzazione della qualità professionale dei giornalisti».
Dai primi dati emersi dalle domande presentate in assessorato sono 13 le testate che hanno avanzato la richiesta di contributo per l’attività svolta lo scorso anno, al momento al vaglio degli uffici che ne verificheranno i requisiti per l’erogazione delle risorse stanziate.
«Emerge già da un primo esame – ha concluso l’assessore – la necessità di incrementare i finanziamenti annuali per il comparto. Riteniamo inoltre che l’intervento sperimentale possa presto diventare strutturale e sempre più efficace, anche con il contributo di tutti gli operatori coinvolti. Nell’ambito della proposta di modifica della Legge sull’editoria e l’informazione (L.R. 22/1998), che sarà presto all’esame della giunta, le testate on line verranno riconosciute.»

Mercoledì 28 settembre, alle 10.30, intanto, i dieci piccoli editori che hanno inviato una lettera aperta all’assessore regionale Claudia Firino, nella quale hanno esternato la delusione per i requisiti e i criteri scelti per l’ammissione ai contributi del “Sostegno alle testate giornalistiche on line”, verranno ricevuti in audizione dal Corecom, in via Cavour, a Cagliari, alla presenza di Celestino Tabasso dell’Assostampa. I piccoli editori sostengono che l’impostazione del contributo come rimborso delle «spese ammissibili sostenute» nell’anno precedente alla delibera, ha vanificato l’intenzione di aiutare i piccoli editori, che spesso devono fare i conti con una struttura organizzativa ancora in fase embrionale e che quindi contavano sul «sostegno» con l’obiettivo di far crescere e migliorare la propria attività editoriale.

Qualche giorno fa l’assessore Firino ha ricevuto una rappresentanza, accompagnata da un collega dell’Assostampa Sarda, ma non ha ritenuto opportuno intervenire in questa annualità, che è scaduta il 21 settembre.

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Veranu, la neonata startup sarda che opera nel settore delle energie rinnovabili, ha superato la seconda fase del Next Energy Program durante gli “Innovation Days” che si sono tenuti a Milano il 22 e 23 settembre presso la Cariplo Factory, Via Bergognone 34.

Il programma, promosso da Terna e Fondazione Cariplo, realizzato da Cariplo Factory in collaborazione con PoliHub e dal Campus di Terna, ha l’obiettivo di promuovere la valorizzazione dei talenti, sostenere lo sviluppo di progetti innovativi in ambiti attinenti al sistema elettrico e contribuire concretamente alla crescita economica del Paese.

Veranu si è posizionata tra i 10 migliori team su oltre 200 domande pervenute da tutta Europa ed ora parteciperà al programma di empowerment imprenditoriale e di accelerazione della durata di 6 mesi, coordinato da PoliHub. Al termine del programma, i 10 progetti selezionati verranno presentati a una Giuria che selezionerà i migliori 3, che otterranno dei voucher da utilizzare per lo sviluppo del progetto, del valore rispettivamente di € 50.000 al primo classificato, € 30.000 al secondo classificato e € 20.000 al terzo classificato.

«Abbiamo presentato con il solito entusiasmo che ci contraddistingue la nostra mattonella Veranu, portando al PoliHub e di fronte i vertici di Terna, Cariplo Factory e il Politecnico la nostra filosofia green», ha detto Alessio Calcagni, CEO di Veranu. Una filosofia che concepisce il pavimento, non più visto come oggetto passivo, ma come strumento attivo in grado di generare energia pulita semplicemente passeggiandoci sopra. Un gesto semplice che parte dall’individuo e che hanno un’utilità collettiva, tangibile per tutti. Il numero uno della startup ha aggiunto: «E’ stata una bellissima esperienza in un ambiente giovane dinamico. Una buona occasione per fare networking e conoscere altre realtà imprenditoriali che come Veranu mirano a dare un contributo alle nostre società. Cogliamo l’occasione per ringraziare gli organizzatori e soprattutto Cariplo Factory che ci ha ospitato in questa due giorni»”.

Veranu ha sede a Capoterra, presso l’incubatore Clhub, in Via Cagliari 215.

Alessio Calcagni durante la presentazione

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Altri tre sbarchi di migranti all’alba di oggi sulle coste di Sant’Antioco. Poco dopo le 6.00, un cittadino ha informato la centrale operativa dei carabi9nieri di Carbonia della presenza di alcuni migranti appena sbarcati in località Torre Canai. Sul posto sono stati inviati alcuni carabinieri della stazione di Sant’Antioco che, unitamente a colleghi della stazione di San Giovanni Suergiu e ad un equipaggio della dipendente aliquota Radiomobile, alle 6,45 hanno rintracciato 7 cittadini extracomunitari, tutti di sesso maschile, maggiorenni, presumibilmente di nazionalità algerina, sbarcati nel corso della notte.

Poco dopo, alle 7.35, in località Capo Sperone, gli stessi carabinieri hanno rintracciato altri 7 cittadini extracomunitari, tutti di sesso maschile, maggiorenni, sedicenti algerini.Alle 8.25, in località Capo Turri, è stato rintracciato un 15° cittadino extracomunitario, anch’egli sedicente algerino.

I migranti si trovavano tutti in buone condizioni di salute. Dopo i primi accertamenti, sono stati trasportati presso la struttura di accoglienza di Assemini.

Nel corso delle ricerche in mare, il personale della Capitaneria di Porto di Sant’Antioco ha rintracciato a Turri, arenato sulla spiaggia, un barchino in legno della lunghezza di circa 7 metri, con motore Yamaha Enduro da 40 HP, regolarmente funzionante, che è stato recuperato e trainato presso il porto di Sant’Antioco da una motovedetta della Guardia di Finanza.

Alle 9.00, su richiesta della Compagnia dei carabinieri di Carbonia, è giunto sul luogo interessato al rintraccio dei migranti il velivolo A 109 Nexus CC 46 dell’XI Elinucleo di Cagliari Elmas, che ha verificato tutta la zona costiera di Sant’Antioco, alla ricerca di ulteriori natanti, attività che ha dato esito negativo. Il natante e il materiale rinvenuto sono stati sottoposti a sequestro da parte del personale del servizio navale della Guardia di Finanza, in collaborazione con i carabinieri di Sant’Antioco.

 

Barchino migranti 24 settembre 2016 2Barchino migranti 24 settembre 2016 1 Migranti 24 settembre 2016

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Domenica 25 settembre, al Teatro Massimo di Cagliari, arriva l’attesissimo appuntamento con “Mare & Sardegna. Racconti di un’isola tra musica, teatro e letteratura”, un’imperdibile produzione dell’associazione culturale Anton Stadler di Iglesias, per la regia di Simeone Latini.

Intrecciando musica, letteratura e video, lo spettacolo, realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna, ripercorre l’omonimo libro di David Herbert Lawrence che nel 1921, insieme alla moglie Frieda, si avventurò per la Sardegna nel viaggio che, partendo dalla città capoluogo, lo portò a visitare anche i più nascosti anfratti dell’entroterra.

La voce dell’attore e regista Simeone Latini guiderà lo spettatore lungo lo stesso itinerario descritto con grande potenza evocativa dalla penna di Lawrence. Contemporaneamente, sul fondo del palco scoreranno le immagini del  video curato da Luca Sgualdini: spezzoni presi dal film “Cainà” (1922) di Gennaro Righelli, uno dei primi film di figura girato nell’isola, e video realizzati dallo stesso Sgualdini nella Sardegna di oggi. A fondersi con le immagini e le parole sarà la musica, scritta apposta per questo lavoro dal compositore Fabio Furìa, e suonata dal vivo dal suo Novafonic quartet, una formazione composta da musicisti d’eccezione, solisti e prime parti in importanti orchestre (Fabio Furìa al bandoneon, Gian Maria Melis, al violino, Marcello Melis al pianoforte, Giovanni Chiaramonte al contrabbasso). Proprio nella musica sta la più grande ambizione di “Mare & Sardegna”: l’intenzione di Furìa non è quella di proporre musiche sarde ma suoni e musiche della Sardegna, consegnando alle note e a mezzi puramente musicali la funzione di proporre al pubblico suggestioni dei paesaggi dell’isola.

Un importante lavoro di ricerca poetico-narrativa e comunicativa che propone una visione dell’isola non dal punto di vista di un sardo, ma da quello di un turista colto e curioso che l’ha visitata, amata, vissuta sulla sua pelle e ha deciso di raccontarla. Un racconto di viaggio che è riuscito a tracciare l’essenza della Sardegna e della sua gente, restituendo al lettore tratti riconoscibili ancora oggi.

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