7 August, 2026

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Nella serata di ieri, 5 ragazzini, dispersi nelle colline di Perdaxius, sono stati tratti in salvo dai carabinieri di Narcao.

Intorno alle 20.00 l’operatore della Centrale operativa di Carbonia ha ricevuto una richiesta di aiuto da parte di un ragazzino di 13 anni che, uscito insieme ad alcuni amici per fare un giro nelle colline circostanti l’abitato di Perdaxius, si era perso e chiedeva aiuto, in quanto stava scendendo l’oscurità e non riuscivano a rientrare.

La Centrale operativa ha contattato la pattuglia della stazione di Narcao, impegnata in quel momento in un normale servizio di perlustrazione e controllo del territorio. Il maresciallo Alba, capo servizio in quel momento, interloquendo con l’operatore della Centrale operativa, si è fatto dare il numero di telefono dal quale è arrivata la richiesta e, dopo vari tentativi, è riuscito a parlare con il ragazzo, il quale piangendo gli chiedeva aiuto.

Il ragazzo è stato dapprima tranquillizzato e, successivamente, è stato convinto dal maresciallo Alba a restare fermo sul posto, evitando di vagare senza meta e di perdersi ulteriormente.

Il maresciallo Alba è riuscito a farsi inviare dal ragazzino, mediante l’applicazione Whatsapp, la sua posizione GPS che indicava una località presso Monte S’Orcu, nel comune di Perdaxius. Ha raggiunto con l’autovettura di servizio il luogo più vicino indicato dal navigatore, mentre l’operatore della Centrale operativa è rimasto in costante contatto con il giovane, al fine di tranquillizzarlo e di far mantenere la calma anche ai quattro amici che erano con lui.

Giunti nei pressi del luogo, sono state udite le urla dei giovani che si trovavano in cima ad una montagna e, stante l’impossibilità di raggiungerli, è stato contattato un esperto conoscitore del luogo, Ulisse Pinna, di Terraseo, con il quale i militari della stazione di Narcao, dopo aver cercato e trovato una strada alternativa, attraversando la macchia mediterranea ed un crinale di montagna, hanno raggiunto i giovani e li hanno tratti in salvo.

I 5 ragazzini, tutti di Perdaxius, terminate le operazioni di recupero, durate circa due ore a causa del buio e della difficoltà ad arrampicarsi sulla montagna, fitta di macchia mediterranea, una volta accertato che erano in buono stato di salute, alle 22.10 circa li hanno affidati ai rispettivi genitori, nel frattempo giunti sul posto, che hanno ringraziato i militari per il loro intervento. 

Perdaxius

 

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Dopo vent’anni dall’ultima edizione, si è svolta dal 2 aprile al 12 settembre 2016, la XXI Esposizione internazionale della Triennale di Milano dal titolo “Design After Design”, organizzata dal Museo Triennale di Milano.

Al suo interno, la rivista Domus ha presentato il progetto “Arch&Art” che un giovane architetto di Carbonia, Marco Diana, ha avuto l’onere e l’onore di curare.

Ma conosciamo Marco più da vicino… Laureato in architettura al Politecnico di Milano, con un diploma di Master internazionale presso l’Accademia Adrianea di Roma, sin da piccolo amava disegnare… «forse pensavo già di diventare architetto e non lo sapevo»!

La sua esperienza nella rivista Domus è nata grazie alla proposta di un docente universitario che ripone in lui molta fiducia e col quale collabora ancora come assistente al Politecnico. In poco tempo, si ritrova a seguire diverse iniziative intraprese dalla rivista.

La rivista Domus è nata nel 1928 ed è considerata molto prestigiosa in campo nazionale ed internazionale. Nella sua redazione sono passati personaggi di grande spessore culturale ed umano.

«Quando ho iniziato questo percorso – racconta Marco – più di una volta mi è capitato di sentirmi inadeguato davanti a contesti e personalità, ma fortunatamente a tal proposito, sia il direttore della rivista Nicola Di Battista sia l’editore dell’editoriale Domus, Maria Giovanna Mazzocchi, non mi hanno fatto mancare il giusto apporto e la fiducia per poter andare avanti con grande determinazione.»

Con il primo lavoro, nel 2014, Marco viene coinvolto nella mostra  al MAXXI di Roma dedicata all’architetto Lina Bo Bardi e poi arriva la grande opportunità: diventare curatore del progetto “Arch&Art”.

In questa esperienza, che si è appena conclusa, ha avuto modo di toccare con mano le dinamiche e l’evoluzione di cinque grandi progetti, realizzati da cinque tra i maggiori personaggi del mondo dell’arte e dell’architettura mondiale. Gli incontri nei loro studi diventano per Marco fonte di scoperta di un mondo che lo affascina e cattura sempre più la sua attenzione: «Con gli artisti, racconta con entusiasmo, ho discusso l’evoluzione di opere estremamente interessanti e di valore, da loro ho veramente potuto imparare tanto, sia dal punto di vista professionale sia umano, un’esperienza che ricorderò per sempre».

I loro nomi parlano da soli… Enzo Cucchi, Michele De Lucchi, Jannis Kounellis, Eduardo Souto de Moura, Mimmo Paladino, Hans Kollhoff, Michelangelo Pistoletto, David Chipperfield, Ettore Spalletti e Francesco Venezia… Artisti con la A maiuscola che hanno dato lustro all’iniziativa, il cui obiettivo era quello di coniugare tra loro l’arte e l’architettura, in modo da poter far prendere vita a capolavori nei quali la morbidezza e la creatività dell’arte, si sposano con la perfezione e la tecnica dell’architettura.

Prima di concludere l’intervista, chiedo a Marco quali sono i suoi obiettivi futuri… La sua risposta è piena di energia… «Parecchi! Con alcuni giovani colleghi stiamo creando un collettivo di figure professionali provenienti dai vari ambiti culturali, con cui speriamo di poter avviare una serie di progetti ed iniziative in cantiere da diverso tempo. Ci piacerebbe ampliare i campi di ricerca architettonica coinvolgendo anche chi architetto non è. Crediamo che la cultura, in tutte le sue forme, sia la chiave per contribuire a creare un buon futuro, fatto di opportunità e professionisti capaci».

E con questo entusiasmo e tanta voglia di fare mi viene spontaneo chiedergli ancora una cosa… Che consiglio daresti ai giovani laureandi o già laureati?

Ancora una volta con umiltà e semplicità risponde…«E’ sempre difficile dare un buon consiglio, io stesso sono una persona che ne avrebbe bisogno, avendo ancora tanto da imparare; ma se proprio dovessi darne uno, beh sarebbe quello di capire fin da giovanissimi cosa piace fare e, soprattutto, per cosa si è portati o in cosa si è più capaci…»

L’obiettivo di questa amabile chiacchierata è sicuramente quello di dimostrare quanto importante sia avere le idee chiare e tanta voglia di affermarsi, avere anche il coraggio di lasciare la propria terra per poi magari ritornarvi o creare un legame a livello lavorativo-occupazionale.

La storia di Marco Diana vuole essere un esempio ed una speranza per tanti giovani che al momento si trovano disorientati a causa della grande crisi che sta attraversando, in lungo e in largo, il mondo del lavoro.

Nadia Pische

Marco Diana

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«L’Anci Sardegna ha bisogno di un rinnovamento, affinché possa assolvere al compito per il quale nasce: essere al servizio delle istanze dei Comuni (specie quelli piccoli e dimenticati), e non al soldo del Governatore Francesco Pigliaru e, più in generale, delle sinistre. In questi ultimi anni, l’Anci a guida Partito democratico ha infatti badato a garantire la tranquillità del centrosinistra al governo della Regione, anziché rendersi espressione degli interessi degli Enti locali.» A dirlo sono Ignazio Locci e Stefano Tunis, consiglieri regionali del gruppo Forza Italia Sardegna.

«Sarebbe auspicabile che, in occasione del rinnovo degli incarichi dell’Associazione dei Comuni – aggiungono Ignazio Locci e Stefano Tunis -, i primi cittadini che non condividono l’operato della Giunta Pigliaru e si riconoscono alternativi alle sinistre (quelle che ambiscono ad impossessarsi anche dell’aria che respiriamo), trovino la sintesi e si candidino alla guida dell’Associazione. Basta con la confusione e con le tentazioni consociative.»

«All’interno del Partito democratico e, di conseguenza, dell’Anci Sardegna si respira un malessere evidente che non può continuare a condizionarne l’operato. Soprattutto perché l’associazione dovrebbe rappresentare tutti i Comuni della Sardegna, e non soltanto quelli vicini al presidente della Giunta o a certe correnti. E non saranno certamente gli aspiranti sindaci “figliocci di”, a cambiare l’aria rarefatta che si respira. Ciò che deve essere chiaro è che gli amministratori di centrodestra, uniti – concludono Ignazio Locci e Stefano Tunis -, possono tranquillamente e legittimamente guidare l’Anci, al fine di liberare tutti dal giogo con cui il Partito democratico tiene legati i Comuni.»

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Esprimo vicinanza e tutto il mio affetto alla moglie e ai figli di Abd Elsalam Ahmed Eldanf, operaio che è stato travolto da un tir guidato da un altro lavoratore, che incitato dai suoi padroni, si è lanciato contro il picchetto che l’USB faceva la scorsa notte per rivendicare i diritti dei precari della GLS.

Quest’occasione ci mette di fronte in maniera crudele a due fatti diametralmente opposti: il primo è che le grandi società diventano sempre più forti e sono semre più in grado di schiacciare, psicologicamente, la volontà del lavoratore, che per la paura di perdere il proprio lavoro è capace di atti terribili; ma quello più importante viene dalla tragica testimonianza di Abd Elsalam, che ci dice che è ancora possibile la solidarietà tra le classi dei lavoratori, che una lotta comune può rinascere con forza, per rivendicare i diritti di tutti.

Noi siamo vicini alle lotte degli operai e staremo sempre dalla parte dei lavoratori.

Il lavoro dovrebbe segnare il riscatto sociale e l’emancipazione dell’individuo nella nostra società, purtroppo la precarietà non permette alcun tipo di percorso di questo genere e affossa le persone che si ritrovano sole con un’unica costante nella propria vita: l’incertezza.

Abd Elsalam Ahmed Eldanf è un eroe operaio, egiziano, morto per combattere contro uno dei mali peggiori del nostro sistema nel nostro Paese. Tutta la mia solidarietà all’USB e ai lavoratori precari della GLS.

Luca Pizzuto

Consigliere Regionale Regione Autonoma della Sardegna

 

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E’ in programma venerdì 16 settembre, con inizio alle 10.30, la cerimonia del passaggio di consegne al comando dell’Ufficio circondariale marittimo di Sant’Antioco. Saranno presenti alla cerimonia, presieduta dal Direttore Marittimo della Sardegna Centro – Meridionale, autorità civili e militari.

Dopo un anno, il tenente di vascello pilota Diego Leone lascia il Comando dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Antioco per andare a prestare servizio presso la Base Elicotteri della Guardia Costiera di Sarzana, in provincia di La Spezia. Gli subentra il tenente di vascello Maria Teresa Ostuni. Pugliese, 37 anni, il nuovo comandante ha frequentato l’accademia navale di Livorno come allievo ufficiale del Corpo delle Capitanerie di Porto. Al termine dell’iter formativo, nell’anno 2007, ha conseguito la laurea magistrale in “Scienze del governo e dell’amministrazione del mare”.

Nello stesso anno è stata destinata presso la Capitaneria di Porto Torres dove ha svolto diversi incarichi prima come capo sezione gente di mare e pesca e successivamente come capo servizio personale marittimo attività marittime e contenzioso.

Nel maggio del 2009 ha frequentato, a Cagliari, il Corso in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro al termine del quale è stata designata  Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione della Capitaneria di Porto di Porto Torres.

Nel 2011 ha frequentato il corso di perfezionamento professionale per sottotenenti di vascello presso l’Accademia Navale di Livorno e nello stesso anno è stata trasferita presso la Direzione Marittima di Livorno dove ha assunto l’incarico di Capo Sezione acquisti e contratti.

Nel 2012 ha frequentato presso il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, a Roma, il corso di abilitazione al servizio amministrativo logistico conseguendo il relativo brevetto S.A.L. Contestualmente è stata individuata come tesoriere del Circolo Ufficiali “Amm. MIMBELLI” della marina militare di Livorno. Nello stesso anno è stata promossa al grado di tenente di vascello.

Nel 2013 ha ricoperto l’incarico di ufficiale addetto al direttore marittimo della toscana sino al 2016, anno in cui ha frequentato il corso Pre-comando per tenenti di vascello presso l’Accademia Navale, al termine del quale è stata designata comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Antioco.

Diego Leone lascia il comando dell’Ufficio circondariale marittimo di Sant’Antioco con un bilancio positivo, grazie anche all’impegno profuso dai 39 uomini della Guardia Costiera Antiochense, nobilitato dall’importante attività di soccorso in mare grazie alla quale sono state salvate numerose vite umane (e completato dalle operazioni di polizia demaniale, di controllo della filiera ittica, tutela ambientale nonché dalla cospicua attività amministrativa a favore dell’utenza marittima).

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Si conclude questa sera, nel Centro Ricerche Sotacarbo della Grande Miniera di Serbariu, a Carbonia, la 6a edizione del Workshop internazionale “Cofiring biomass with coal”, evento organizzato dalla Sotacarbo e dall’International Energy Agency Clean Coal Centre.

Al convegno hanno partecipato 75 delegati in rappresentanza di 19 paesi di quattro continenti (mancava solo l’Oceania). Tra i delegati anche diversi rappresentanti ministeriali, tra i quali Shui Han (direttore del ministero dell’Energia cinese); Qiuye Xie (presidente dell’Eppei – Electricity Power Planning and Engineering Institute, uno dei principali advisor del governo di Pechino in campo di politica industriale e sviluppo energetico); Sarma V. Pisupati (capo della progettazione del programma energetico del governo americano).

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Domenica 25 settembre il Teatro Massimo di Cagliari ospiterà “Mare & Sardegna”, una produzione dell’associazione culturale Anton Stadler di Iglesias, finanziata dalla Fondazione di Sardegna, dedicata ai sardi e alla loro terra. I particolari dello spettacolo, che vedrà protagonista l’attore Simone Latini insieme al Novafonic Quartet, una formazione composta da musicisti d’eccezione (solisti e prime parti in importanti orchestre), saranno illustrati nella conferenza stampa in  programma lunedì 19 settembre, alle ore 11.00, nella sede della Fondazione di Sardegna, in via San Salvatore da Haorta 2, a Cagliari.

All’incontro con i giornalisti, parteciperanno gli artisti ed alcuni rappresentanti della Fondazione di Sardegna.

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Il 1° ottobre 2016, la sala congressi della Cittadella dell’Università di Cagliari ospiterà il simposio Litio: Passato, Presente e Futuro, organizzato dal Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Cagliari e dalla S.C. di Farmacologia Clinica della Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari.
Il simposio, che avrà inizio alle ore 8.30 e terminerà alle 14.00, ha lo scopo principale di approfondire argomenti controversi collegati al trattamento con il litio, utilizzando metodi di eccellenza e vedrà la partecipazione di esperti di rilevanza mondiale nel campo del trattamento dei disturbi dell’umore.
In particolare, sono previsti gli interventi del prof. Paul Grof, psichiatra presso il Centro dei Disturbi dell’Umore di Ottawa e del prof. Michael Bauer, direttore del Dipartimento di Psichiatria e Psicoterapia dell’Università di Dresda. Per questi due interventi è prevista la traduzione consecutiva.
Il convegno è accreditato ECM per tutte le professioni, la partecipazione garantisce 7 crediti ECM, 0,5 CFU per gli studenti in Medicina e Chirurgia.

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Dal 20 al 27 settembre l’iniziativa “Genitori si può, anche con la Sclerosi Multipla”, nata da un’idea del Centro per la Sclerosi Multipla della Seconda Università di Napoli e supportata da Merck, sarà al Centro Sclerosi Multipla del Presidio Ospedaliero R. Binaghi della Asl di Cagliari. Sono previste l’esposizione della mostra fotografica di cinque coppie con Sclerosi Multipla (SM), da poco diventate genitori e la proiezione delle loro videotestimonianze, la distribuzione di un libretto informativo e un incontro, il 22 settembre, dedicato a genitorialità e SM tenuto dagli esperti del Centro Sclerosi Multipla del P.O. R. Binaghi.
La mostra fotografica è dedicata alle 5 coppie da poco diventate genitori: 30 scatti, realizzati in forma di reportage fotografico, che raccontano in modo diretto ed emozionante la quotidianità di queste coppie prima e dopo la nascita dei loro piccoli. Completano la mostra le video testimonianze in cui i protagonisti parlano della loro scelta di diventare genitori dopo aver superato dubbi e incertezze: come hanno deciso di avere un figlio, cosa sapevano della malattia prima e dopo questa scelta.
Durante la permanenza della mostra, i neurologi del Centro Sclerosi Multipla saranno a disposizione dei pazienti per parlare del tema Genitorialità con SM e distribuiranno un libretto informativo che, partendo dalle storie delle 5 coppie, risponde ai dubbi più frequenti di chi vuole diventare genitore pur con una diagnosi di SM.
È stato inoltre organizzato un incontro con gli esperti del Centro Sclerosi Multipla riservato a chi è affetto da SM e vuole saperne di più sulla possibilità di avere un figlio.
L’incontro è previsto per il 22 settembre, dalle ore15.00 alle ore 18.00, presso la Sala Convegni dell’Ospedale, 1° Piano. Per partecipare è richiesta la conferma della presenza, specificando se accompagnati, contattando il Centro Sclerosi Multipla all’indirizzo e-mail: appuntamenticentrosm@gmail.com .
All’incontro potranno partecipare fino a un numero massimo di 80 persone. Le adesioni saranno accettate fino ad esaurimento posti.
Obiettivo di tutta l’iniziativa è sensibilizzare e informare chi soffre di SM sulla possibilità di diventare genitore anche in presenza della malattia, fornendo, attraverso l’esempio delle coppie e gli incontri, un incoraggiamento e un supporto per superare paure e incertezze di fronte alla scelta di diventare madre o padre. Una scelta possibile, come confermano anche le evidenze scientifiche.1 Gli studi più recenti hanno chiarito infatti che la SM non è incompatibile con il progetto di genitorialità: non influenza la fertilità, né maschile né femminile, e non rappresenta un ostacolo alla gravidanza. Se pianificata e ponderata, anche dal punto di vista delle scelte terapeutiche, la gravidanza è infatti possibile, senza conseguenze sul decorso della malattia e sulla salute del nascituro.1
Perché l’iniziativa possa essere di aiuto e di supporto anche a chi non potrà recarsi al Centro Sclerosi Multipla dell’Ospedale R. Binaghi, storie, video e foto sono online su www.genitoriconsclerosimultipla.itda dove è possibile scaricare anche il libretto informativo.
All’iniziativa nel Centro, si affianca quella sul sitowww.genitoriconsclerosimultipla.it. Chi ha ricevuto, infatti, una diagnosi di SM ed è diventato o sta diventando genitore potrà prendere parte a “Genitori si può, anche con la Sclerosi Multipla”, insieme alle cinque coppie, inviando una foto che rappresenti il momento dell’attesa, quello della nascita o altri momenti della sua vita famigliare. Se la foto sarà giudicata coerente con gli obiettivi ed il messaggio dell’iniziativa, sarà pubblicata sul sito www.genitoriconsclerosimultipla.it. Scopo finale è di raccogliere il numero più alto possibile di testimonianze fotografiche che trasmettano il messaggio che la malattia non è un ostacolo alla realizzazione del progetto di genitorialità, incoraggiando e rassicurando chi ancora è sopraffatto da dubbi e paure.
«Molte persone con SM sono giovani donne, che nella programmazione della loro vita includono la creazione di una famiglia e la nascita di bambini – sottolinea la prof.ssa Maria Giovanna Marrosu, responsabile del Centro Sclerosi Multipla del Presidio Ospedaliero R. Binaghi della ASL di Cagliari -. Una delle prime domande che pone una giovane neodiagnosticata a noi neurologi riguarda in quale misura la malattia incida sulla possibilità di avere dei figli e se i trattamenti in uso per rallentare la malattia possano essere nocivi al feto. Il nostro compito è informare correttamente, sulla base dei dati scientifici a disposizione, e guidare le scelte terapeutiche tenendo conto delle esigenze della coppia.» 
Genitori si può, anche con la Sclerosi Multipla nasce da un’idea del Centro per la Sclerosi Multipla della Seconda Università di Napoli ed è supportata da Merck. E’ stata avviata lo scorso dicembre a Milano quando ancora tutte e cinque le coppie erano “in attesa”. La prima fase ha previsto la divulgazione delle storie, dei video, degli scatti fotografici e del libretto informativo attraverso il sito www.genitoriconsclerosimultipla.it. Da qualche mese, le cinque coppie hanno avuto i loro bambini, e con le nascite è iniziata la seconda fase, quella “itinerante”. Cagliari rappresenta la quinta tappa dopo Roma, Palermo, Napoli e Torino. Nei prossimi mesi saranno raggiunti i Centri di Milano, Monza e Bari.
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Ospedale Sirai 1 copia
E’ stata annullata l’edizione del 16 settembre 2016 del corso “Il Buon Uso del Sangue”  della Asl 7 di Carbonia.
La giornata formativa è rimandata a data da destinarsi sulla quale verrà data tempestiva comunicazione in seguito.
Il corso, destinato a 30 partecipanti (Medici, Infermieri, Farmacisti e Tecnici di Laboratorio), si pone l’obiettivo formare gli operatori sul corretto uso del sangue, identificato come una funzione assistenziale trasversale dell’Azienda sviluppata in ottica di sistema con finalità atte a ridurre il ricorso alla trasfusione di emocomponenti e emoderivati ed a migliorare la sicurezza dei pazienti che necessitano di trasfusioni. La pratica emoterapica costituisce infatti un atto medico straordinario che impone, sia ai medici immunoematologi che ai medici trasfusori un’attenta valutazione della sua necessità, in relazione anche ai rischi ad essa connessi
Il corso si pone l’obiettivo di migliorare il processi di utilizzo degli emocomponenti e dei plasmaderivati secondo le più recenti linee guida; garantire la terapia trasfusionale più idonea al paziente; ridurre il rischio clinico connesso alla pratica trasfusionale mediante l’utilizzo delle raccomandazioni di legge e dei sistemi operativi più idonei come stabilito anche dal COBUS (Comitato per il Buon Uso del Sangue e per le cellule staminali da cordone ombelicale) aziendale.