8 October, 2026

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La musica dei giovani suonatori di launeddas contemporanei ha ricevuto a dicembre un importante riconoscimento internazionale. Il docufilm “NODAS. Launeddas in tempus de crisi” ha infatti guadagnato il terzo posto, nella sezione Corto Mediterraneo, nell’ambito della 19ª edizione del PriMed (le Festival de la Méditerranée en images) a Marsiglia.

L’opera, ideata e prodotta dall’Associazione Iscandula e realizzata dall’antropologo Umberto Cao e dal documentarista Andrea Mura, è stata scelta per la finale insieme ad altri tre cortometraggi selezionati tra i novanta pervenuti da tutto il mondo. In totale i film presentati nelle sei sezioni erano 348.

La posizione in classifica, stilata con il parere del pubblico, assume un ulteriore valore se si considerano i soggetti dei diretti concorrenti, lavori su temi di forte attualità, soprattutto per il pubblico francese. Il primo, e unico premio, è andato a “Rebelle de Raqqa”, la storia di una ragazza siriana che ha clandestinamente filmato la presa della città da parte dello Stato Islamico. Secondo posto ad “Algérie, la battaille de l’avenir”, sulla rielezione di Abdelaziz Bouteflika (al quarto mandato) vista come una nuova barriera alla sete di libertà del popolo algerino.

Dopo aver rischiato di scomparire tra gli anni ’60 e ’70 del Novecento, nel “tempo della crisi” dei giorni nostri le launeddas godono di straordinaria vitalità. E spuntano nuove eccellenze artistiche, quasi insperate. Il documentario, della durata di 30 minuti, ruota attorno a cinque talenti della nuova leva di suonatori (i protagonisti hanno tra i 19 e i 29 anni): attraverso il loro sguardo si esplorano gli interstizi tra tradizione e sperimentazione, a caccia di una nuova identità. Così grazie alle riprese, girate con un apparato tecnico essenziale, si punta alla minor invasività e a restituire allo spettatore la dimensione reale, contemporanea e quotidiana. Le immagini sono state girate a Cagliari, Quartu Sant’Elena, Monserrato, Maracalagonis, Escolca – nel villaggio di San Simone – e, infine, a Napoli. Sullo sfondo le condizioni di un’intera generazione e della nostra Isola, alle prese con problematiche socioeconomiche strutturali, di difficile soluzione. Lo spiraglio che si apre è allo stesso tempo amaro ma non rassegnato.

Il festival: un viaggio nella storia dell’audiovisivo mediterraneo. Creato nel 1994, il PriMed ha viaggiato per il Mediterraneo. Un tempo chiamato “Premio Internazionale del Documentario e del Reportage Mediterraneo”, il PriMed si è tenuto per la prima volta a Monte Carlo. Dal 1996 fino al 2009, la selezione delle opere finaliste ha luogo a Marsiglia, presso la sede del CMCA e la fase finale della manifestazione si svolge in Italia: a Palermo dal 1996 al 2000, a Soverato nel 2002, a Siracusa nel 2003, 2004 e 2005, nel 2006 a Civitavecchia, nel 2007 a Cagliari e nel 2008 a Torino. Dal 2009 il PriMed è organizzato interamente a Marsiglia. Oggi, accanto agli incontri e ai convegni organizzati per i professionisti, il PriMed offre al pubblico molte proiezioni gratuite in presenza dei registi. Nel 2007, a Cagliari, il premio si svolge nella Cittadella dei Musei e ebbe un grande successo di pubblico e di attenzione. Vinse il premio maggiore L’orchestra di Piazza Vittorio, un film che poi circolò anche nelle sale cinematografiche. Ci fu anche un premio speciale della Regione Sardegna per il miglior documentario italiano.

Dopo il progetto artistico per le strade del Messico con lo street artist Federico Carta “Crisa”, l’antropologo Umberto Cao è tornato in Sardegna dove ha realizzato il film – ricerca di antropologia visuale – insieme ad Andrea Mura, documentarista, diplomato presso il Centro Sperimentale di Cinematografia e con all’attivo una significativa produzione filmica tra documentari, cortometraggi e spot.

L’opera è stata selezionata e ha partecipato ai seguenti festival o rassegne: Seeyousound -Festival Internazionale del Cinema Musicale (Torino, 14-17 Maggio 2015); Sa Die de sa Sardigna 2015 (Cagliari, 28.04.2015); Cagliari Film Festival (Cagliari, 23-26.07.2015); Life After Oil Festival (Martis, 7-9.08.2015); Immagini e Suoni del Mondo – Festival del Film Etnomusicale (Firenze, 02.11.2015); Babel Film Festival (Cagliari, 30.11-05.12.2015).

Immagini di scena_Festa San Simone EscolcaMassimo Congiu_suonatore-architettto Massimo Congiu a Machu Pichu Luca Schirru_suonatore Silius  Graziano Montisci_suonatore-autista Gianluca Piras_suonatore-operaio

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Grande partecipazione, a Carbonia, alla XXIX edizione della Marcia della Pace, promossa come ogni anno dalla diocesi di Ales Terralba ed organizzata in collaborazione con il comune di Carbonia e con i soggetti promotori. Un apporto fondamentale è stato dato dal mondo dell’associazionismo del territorio, presente con una quarantina di realtà. Come negli anni passati, anche per l’edizione 2015, c’è stata l’adesione di tutta la Sardegna, unita dal desiderio di un mondo di pace e di una società giusta e solidale. 

Il tema della XXIX Marcia è stato “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”, in un mondo in cui l’indifferenza, frutto dell’individualismo esasperato, sta creando atroci disuguaglianze.

Nel corso della mattina c’è stato un momento di riflessione al quale hanno partecipato circa cinquecento giovani. Presso la Grande Miniera di Serbariu si sono tenuti tre Workshop dedicati ai temi della Povertà, del Lavoro e dell’Ambiente.

Mons. Gian Carlo Maria Bregantini, attuale arcivescovo di Campobasso e già vescovo di Locri, ha anche partecipato agli workshop parlando ai ragazzi con estrema semplicità catturando la loro attenzione.

Il pomeriggio è stato dedicato alla Marcia, iniziata dalla Grande Miniera di Serbariu, poco dopo le 15.00. Al termine dei saluti del sndaco di Carbonia Giuseppe Casti e del vescovo di Ales-Terralba monsignor Giovanni Dettori, la marcia è partita seguendo il seguente percorso: Grande Miniera di Serbariu, Piazza Sergio Usai, strada di collegamento Grande Miniera – Piazza Pietro Cocco, via Costituente, Piazza Repubblica, via Gramsci, via Fosse Ardeatine, via Manno, Piazza Roma.

Sul sagrato della chiesa di San Ponziano, don Angelo Pittau ha introdotto gli interventi dell’arcivescovo di Cagliari, mons. Arrigo Miglio, tornato nel Sulcis dopo aver guidato una ventina d’anni fa la diocesi di Iglesias; mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo della diocesi di Iglesias; mons. Gian Carlo Maria Bregantini.

«A Locri, nel sud Italia, in 25 anni di ministero – ha detto mons. Bregantini – ho imparato che se un popolo ha coraggio, se un popolo impara a dire una parola positiva e toglierne un’altra meno positiva, si può affrontare il futuro.»

«Ho ammirazione per la vostra terra – ha aggiunto – ma io che provengo dalla Val di Non dove il lavoro della terra ha prodotto una mela famosa in tutto il mondo perché quella gente ha saputo valorizzare quanto producevano, vi dico che le vostre bellezze devono essere valorizzate, vissute per creare occasioni di lavoro e di benessere». Quasi una polemica con chi, invece, vorrebbe tutelare l’ambiente mettendolo sotto una campana di vetro e poterlo ammirare solo dall’esterno per non contaminarlo.»

E tutto questo, mons. Bregantini lo ha detto dopo aver ammirato e ascoltato la storia della Grande Miniera di Serbariu da dove è partita la Marcia, cercando di comprendere il dramma che il Sulcis e tutta la Sardegna, stanno vivendo a causa di una indifferenza che sta paralizzando ogni possibilità di progettare il futuro, ma sta anche provocando uno scoramento fra la gente.

Citando Papa Francesco, mons. Bregantini ha evidenziato una parolaccia nella parola “ormai” che spesso campeggia nei cuori di chi non ha più speranza in un futuro migliore.

«Per questo – ha detto – è necessario riconoscere tutti i segni dell’indifferenza, quella che lascia Dio fuori da ogni cosa, quella che ci fa dire “a me non me ne importa”, quella che divide la società e accentua il razzismo, quella che consente ai responsabili di industrie pericolose di non informare le persone sui danni fisici che possono provocare, ma anche una indifferenza religiosa , una comunitaria e una ambientale che, magari ci fa riconoscere le nostre bellezze, ma non si fanno progetti per sviluppare e trasformare i doni di Dio per creare benessere e lavoro.»

«Passare dall’indifferenza alla speranza per questo territorio e per tutta la Sardegna». È quanto ha evidenziato don Angelo Pittau, promotore e ideatore della Marcia che da 29 anni si svolge gli ultimi giorni di dicembre. «E da Carbonia – ha detto – da tutta la gente che ha accolto il nostro appello e che attorno al messaggio di papa Francesco per la 49.a giornata mondiale della pace “vinci l’indifferenza e conquista la pace” deve nascere una speranza di riscatto sociale, economico e occupazionale per la nostra isola».

Sono intervenuti anche il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, che ha portato il saluto della città e ringraziato tutti i presenti, ed alcuni giovani, rappresentanti del mondo del lavoro e delle associazioni.

Allegato il servizio fotografico di Nadia Pische

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Un nuovo passo in avanti verso la ripresa produttiva dell’Eurallumina è stato compiuto ieri sera al termine della conferenza dei servizi, alla quale erano presenti 21 enti, svoltasi nel Palazzo della Regione, in viale Trento, a Cagliari, che ha fatto una valutazione sostanzialmente positiva, condizionando il via libera definitivo al rispetto di alcune precise prescrizioni che verranno comunicate all’azienda entro l’11 gennaio. Quest’ultima avrà poi tre mesi di tempo per valutare se accettarle o meno e proseguire quindi l’iter procedurale verso l’atto conclusivo.

«La vertenza rimane aperta – ha spiegato a tarda sera Antonello Pirotto, componente della RSU Eurallumina, che ha seguito i due giorni di lavori della conferenza in viale Trento – sino a quando non sarà messo il primo mattone di investimenti. Per noi è un risultato positivo. Che il progetto ricevesse il nulla osta non era un risultato affatto scontato. Ora lo abbiamo ottenuto: si può andare avanti. Noi controlleremo che tutto vada per il meglio».

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Grande partecipazione, a Carbonia, alla XXIX edizione della Marcia della Pace, promossa come ogni anno dalla diocesi di Ales Terralba ed organizzata in collaborazione con il comune di Carbonia e con i soggetti promotori. Un apporto fondamentale è stato dato dal mondo dell’associazionismo del territorio, presente con una quarantina di realtà. Come negli anni passati, anche per l’edizione 2015, c’è stata l’adesione di tutta la Sardegna, unita dal desiderio di un mondo di pace e di una società giusta e solidale. 

Il tema della XXIX Marcia è stato “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”, in un mondo in cui l’indifferenza, frutto dell’individualismo esasperato, sta creando atroci disuguaglianze. 

Nel corso della mattina c’è stato un momento di riflessione al quale hanno partecipato circa cinquecento giovani. Presso la Grande Miniera di Serbariu si sono tenuti tre Workshop dedicati ai temi della Povertà, del Lavoro e dell’Ambiente. 

Mons. Gian Carlo Maria Bregantini, attuale arcivescovo di Campobasso e già vescovo di Locri, ha anche partecipato agli workshop parlando ai ragazzi con estrema semplicità catturando la loro attenzione.

Il pomeriggio è stato dedicato alla Marcia, iniziata dalla Grande Miniera di Serbariu, poco dopo le 15.00. Al termine dei saluti del sndaco di Carbonia Giuseppe Casti e del vescovo di Ales-Terralba monsignor Giovanni Dettori, la marcia è partita seguendo il seguente percorso: Grande Miniera di Serbariu, Piazza Sergio Usai, strada di collegamento Grande Miniera – Piazza Pietro Cocco, via Costituente, Piazza Repubblica, via Gramsci, via Fosse Ardeatine, via Manno, Piazza Roma.

Sul sagrato della chiesa di San Ponziano, don Angelo Pittau ha introdotto gli interventi dell’arcivescovo di Cagliari, mons. Arrigo Miglio, tornato nel Sulcis dopo aver guidato una ventina d’anni fa la diocesi di Iglesias; mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo della diocesi di Iglesias; mons. Gian Carlo Maria Bregantini.

«A Locri, nel sud Italia, in 25 anni di ministero – ha detto mons. Bregantini – ho imparato che se un popolo ha coraggio, se un popolo impara a dire una parola positiva e toglierne un’altra meno positiva, si può affrontare il futuro.»

«Ho ammirazione per la vostra terra – ha aggiunto – ma io che provengo dalla Val di Non dove il lavoro della terra ha prodotto una mela famosa in tutto il mondo perché quella gente ha saputo valorizzare quanto producevano, vi dico che le vostre bellezze devono essere valorizzate, vissute per creare occasioni di lavoro e di benessere». Quasi una polemica con chi, invece, vorrebbe tutelare l’ambiente mettendolo sotto una campana di vetro e poterlo ammirare solo dall’esterno per non contaminarlo.»

E tutto questo, mons. Bregantini lo ha detto dopo aver ammirato e ascoltato la storia della Grande Miniera di Serbariu da dove è partita la Marcia, cercando di comprendere il dramma che il Sulcis e tutta la Sardegna, stanno vivendo a causa di una indifferenza che sta paralizzando ogni possibilità di progettare il futuro, ma sta anche provocando uno scoramento fra la gente.

Citando Papa Francesco, mons. Bregantini ha evidenziato una parolaccia nella parola “ormai” che spesso campeggia nei cuori di chi non ha più speranza in un futuro migliore.

«Per questo – ha detto – è necessario riconoscere tutti i segni dell’indifferenza, quella che lascia Dio fuori da ogni cosa, quella che ci fa dire “a me non me ne importa”, quella che divide la società e accentua il razzismo, quella che consente ai responsabili di industrie pericolose di non informare le persone sui danni fisici che possono provocare, ma anche una indifferenza religiosa, una comunitaria e una ambientale che, magari ci fa riconoscere le nostre bellezze, ma non si fanno progetti per sviluppare e trasformare i doni di Dio per creare benessere e lavoro.»

«Passare dall’indifferenza alla speranza per questo territorio e per tutta la Sardegna». È quanto ha evidenziato don Angelo Pittau, promotore e ideatore della Marcia che da 29 anni si svolge gli ultimi giorni di dicembre. «E da Carbonia – ha detto – da tutta la gente che ha accolto il nostro appello e che attorno al messaggio di papa Francesco per la 49.a giornata mondiale della pace “vinci l’indifferenza e conquista la pace” deve nascere una speranza di riscatto sociale, economico e occupazionale per la nostra isola».

Sono intervenuti anche il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, che ha portato il saluto della città e ringraziato tutti i presenti, ed alcuni giovani, rappresentanti del mondo del lavoro e delle associazioni.

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L’assessorato regionale degli Enti locali ed Urbanistica ha pubblicato il bando Baddhe, riservato a interventi di recupero e riqualificazione paesaggistica di aree degradate o utilizzate in maniera impropria. Le risorse finanziarie disponibili per l’attuazione degli interventi proposti dai Comuni ammontano a due milioni 748mila euro. Ciascun intervento potrà essere finanziato fino ad un importo massimo di 300mila euro. Sono esclusi dal finanziamento eventuali costi per acquisizioni ed espropri.
Attraverso questo bando la Regione intende perseguire molteplici finalità: il ripristino delle qualità paesaggistiche di aree ricadenti nelle zone interne poste fuori o ai margini dei centri urbani e preferibilmente non ricomprese all’interno della fascia costiera, degradate sotto il profilo paesaggistico da usi impropri, al fine di garantirne la tutela, la valorizzazione e la riqualificazione; la conservazione delle caratteristiche, degli elementi costitutivi e delle morfologie del paesaggio, con interventi finalizzati al miglioramento strutturale e funzionale delle componenti paesaggistiche; la trasformazione ambientale, agroforestale, territoriale e architettonica subordinata alla verifica della sua compatibilità e in equilibrio con i valori paesaggistici riconosciuti; il recupero, la ricostruzione e la rinaturalizzazione, volti a reintegrare i valori paesaggistici preesistenti, ovvero ad attuare nuovi valori paesaggistici, compatibili con le finalità del Piano paesaggistico regionale (PPR).
Possono presentare le proposte di finanziamento le Unioni di Comuni, i Comuni in forma singola o in forma associata, con preferenza per le prime. Non è invece ammessa la partecipazione, pena l’esclusione dalla gara, di un Comune in forma individuale e, contemporaneamente, quale componente di una Unione dei comuni o di una forma associata. Le domande dovranno essere presentate entro il 9 marzo 2016 all’assessorato regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica – Direzione della Pianificazione urbanistica territoriale e della Vigilanza edilizia, viale Trieste 186 – 09123 Cagliari.

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Manifestazione dei Riformatori sardi, a Cagliari, contro la Giunta regionale, per l’aumento delle aliquote Irpef.

«La Giunta nella furia di tartassare i sardi ha sbagliato clamorosamente i conti. E il risultato è clamoroso: aliquote sballate, sardi doppiamente tassati, pochi spiccioli ridistribuiti e non colma alcun buco». Michele Cossa, coordinatore regionale dei Riformatori sardi, ha sintetizzato così le motivazioni del sit in svolto davanti all’Agenzia delle entrate a Cagliari. Una grande manifestazione per dire no all’aumento delle tasse deciso dalla Giunta Pigliaru.

Franco Meloni e Sergio Pisano, del Centro studi dei Riformatori, hanno spiegato perché i conti sono totalmente sbagliati. «Aumentano a dismisura le imposte ai sardi creando un gravissimo danno all’economia – hanno detto i due esponenti dei Riformatori sardi – ma come se non bastasse non coprono il buco della sanità. Con questa manovra riescono sì e no a recuperare 15-20 milioni di euro, contro i 100 annunciati. Un clamoroso errore di calcolo che si aggiunge alla presa in giro della cosiddetta operazione Robin Hood: avevano detto che avrebbero restituito a chi guadagna poco, ebbene la restituzione si aggira tra 1 e 2 euro al mese per contribuente. Insomma, Pigliaru offre  una volta al mese il caffè ai sardi. Ridicolo».

Aarà battaglia senza quartiere contro «i tartassatori che affossano l’economia sarda, già fortemente provata da una crisi che non accenna ad allentare la  morsa. Governano ormai da due anni e hanno fallito su tutta la linea: la Giunta precedente aveva posto un argine alla spesa, loro non riescono s tenerla sotto controllo e ora vogliono far pagare il conto ai sardi. Il buco l’ha creato Paci: dal 2014 mette risorse assolutamente insufficienti e quindi adesso per rimediare ai suoi errori vuole mettere le mani nelle tasche dei sardi».

«Stando a indiscrezioni che trapelano da viale Trento – ha rivelato Franco Meloni – ieri la Giunta ha approvato una delibera che, proroga i commissari di tre mesi, ma al tempo stesso li commissaria: proprio così, commissariano i commissari. Ma se non hanno alcuna fiducia in chi hanno nominato ci chiediamo perché li abbiano confermati. Questo commissariamento dei commissari prevedrebbe che tutte le delibere delle Asl debbano avere il nulla osta della Regione. Questo significherà un rallentamento di tutta l’amministrazione, il blocco totale della sanità».

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Pecore 2015 1

L’Agenzia regionale Agris ha ottenuto il quarto posto con un progetto di genetica animale presentato al ministero delle Politiche agricole. Agris ha partecipato al bando Progetti Speciali del Ministero col gruppo di Genetica Animale di Bonassai e raggiunto l’importante risultato a fronte degli oltre 200 progetti giudicati idonei e presentati da importanti Centri Universitari e di ricerca nazionali.
«E’ un riconoscimento che premia il lavoro dei nostri genetisti – commenta l’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi -. Non solo hanno ottenuto ottimi risultati scientifici, ma si sono anche preoccupati di reperire, in bandi europei e nazionali, i fondi necessari per realizzare le ricerche di base e sviluppare poi le applicazioni sul campo. E’ esattamente questa la qualità che vogliamo nelle nostre Agenzie agricole.»
Il progetto prevede l’applicazione delle tecnologie genomiche al miglioramento della pecora Sarda, con l’obbiettivo di rafforzarne la competitività e evitare la sostituzione con razze esotiche maggiormente produttive. Il gruppo di ricerca ha ultimato nel 2014 un consistente programma di ricerca Europeo che ha consentito di ottenere le sequenze dell’intero genoma di 24 soggetti e il prossimo anno, grazie anche al contributo del MIPAAF, Agris sarà in grado di sequenziarne altri, così da fornire strumenti per la selezione della pecora Sarda per la resistenza a patologie (come la paratubercolosi e la Maedi Visna), per il contenuto in proteine del latte e altre caratteristiche utili a aumentare il valore e la sostenibilità delle produzioni sarde.

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Luigi Arru 2

L’assessorato della Sanità ha imposto precisi obiettivi di mandato ai commissari delle aziende sanitarie e ospedaliere, confermati per tre mesi dalla Giunta regionale. I commissari dovranno porre in essere le azioni gestionali e organizzative previste nel Piano di riorganizzazione e di riqualificazione del servizio sanitario regionale (Piano di rientro), nel rispetto delle indicazioni e dei tempi definiti per singola Azienda Sanitaria dal Comitato permanente e con particolare riguardo alle azioni di efficientamento ritenute di maggiore impatto per il 2016.
Lo prevede la delibera di proroga dei commissari, approvata su proposta dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, che aggiunge obiettivi di mandato a quelli precedentemente previsti dalla Regione. Gli atti adottati dai commissari straordinari, con impatto sui costi di gestione, dovranno riportare l’attestazione di conformità rispetto ai contenuti e agli obiettivi di contenimento della spesa sanitaria e di rientro dal disavanzo.
Per quanto riguarda i livelli qualitativi dell’assistenza residenziale e semiresidenziale territoriale, i commissari avranno il compito di predisporre un programma di verifiche della qualità e dell’appropriatezza delle attività erogate presso queste strutture, con conseguenti relazioni da fornire all’assessorato trimestralmente.
Ultima prescrizione espressamente indicata in delibera è quella di portare avanti analisi di carattere ricognitivo, organizzative, gestionali, fiscali, economico-finanziarie e patrimoniali, «necessarie alla transizione verso il nuovo assetto organizzativo del SSR, sulla base di specifiche linee di indirizzo definite dall’Amministrazione regionale».

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Palazzo del Consiglio regionale 2 copia

I consiglieri regionali del gruppo Cristiano-popolari-socialisti Antonio Gaia, Piefranco Zanchetta e Raimondo Perra, hanno presentato un’interpellanza all’assessore regionale dell’Agricoltura, sui gravissimi problemi che pregiudicano la tenuta del comparto agricolo isolano, anche a causa della mancata istituzione dell’Organismo pagatore regionale per le erogazioni in agricoltura.

I tre consiglieri sottolineano che «anche il 2015 si chiude purtroppo con gli agricoltori sardi di fronte ai soliti problemi, causati dall’inefficienza della gestione regionale delle politiche comunitarie di sostegno all’agricoltura» e sollecitano provvedimenti urgenti per consentire la piena funzionalità degli organismi pubblici che devono provvedere ad erogare centinaia di milioni di euro di contributi comunitari all’agricoltura, semplificazione delle procedure, lotta alla burocrazia.

Una gestione inefficiente, secondo i tre consiglieri, «dovuta alla situazione paradossale in cui si trova la Sardegna che, per le pratiche dei contributi Ue, non utilizza direttamente i servizi dell’Agenzia nazionale (Agea), non ha completato la costituzione dell’Agenzia regionale (Argea) e, in pratica, si serve di entrambi gli Enti attraverso una convenzione che finora ha prodotto solo risultati negativi: ulteriore allungamento dei tempi e rischio di perdere risorse preziose per l’agricoltura sarda».

«Quello dell’agricoltura – concludono gli esponenti del Cps – è il caso emblematico di come pubblica amministrazione, politica e burocrazia possano concretamente danneggiare un settore primario come quello agricolo, avvolgendolo in una spirale perversa che, nello specifico della Sardegna, amplifica gli effetti della crisi economica generale e la grave situazione di molte aziende, indebitate con le banche per circa 800 milioni di euro.»

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Il reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale Sirai di Carbonia ha chiuso il 2015 con oltre 500 parti.

«Il lavoro di equipe ha dato i suoi frutti – hanno commentato i responsabili del reparto Pier Paolo Agus e Loriana Basili -, grazie all’impegno costante degli operatori e al supporto continuo della Direzione sanitaria aziendale si è potuto superare le difficoltà e raggiungere l’obiettivo prefissato.»

L’U.O. di Ostetricia ha sviluppato negli anni pratiche diagnostiche, terapeutiche e assistenziali relative al percorso nascita, dalla fase preconcezionale, alla gravidanza, parto e puerperio, con particolare attenzione alle gravidanze a rischio per patologie materne e/o fetali. E’ forte l’impegno profuso da tutti per soddisfare i bisogni di umanizzazione dell’evento nascita e di contenimento dei parti operativi.

Tutto il personale si adopera per offrire un ambiente confortevole e tranquillo nel rispetto delle esigenze della donna per far vivere con consapevolezza e serenità il momento della nascita, con accanto il partner o altra persona gradita.

Viene effettuato il Rooming-in, esteso alle 24 ore che favorisce la relazione madre-neonato fin dai primi momenti di vita e l’allattamento al seno. In quest’ottica il personale del nido collabora con le ostetriche per fornire un adeguato supporto e sostegno all’allattamento al seno.

«Nonostante alcuni comprensibili scetticismi iniziali da parte degli utenti – ha concluso il commissario straordinario Antonio Onnis – la scelta di concentrarsi su un unico punto nascita all’interno della nostra ASL, si è dimostrata del tutto adeguata. Grazie all’equipe dell’Unità operativa che ha lavorato in maniera unita e coesa infatti, siamo stati in grado di rispondere alle aspettative diverse e complesse dei genitori: si è potuta garantire la sicurezza prima di tutto; ma anche la naturalità dell’evento, la corretta comunicazione, la capacità di rispondere a eventuali emergenze e l’accoglienza del reparto. Il numero crescente di mamme che decidono di partorire nel nostro territorio corrisponde dunque anche alla costruzione di percorsi diversi capaci di dare risposta a diverse esigenze.»

Gli obiettivi per il 2016 sono il trasferimento nel nuovo e modernissimo reparto del CTO di Iglesias e l’attivazione della partoanalgesia, un procedura molto gradita e attesa dalle mamme del Sulcis Iglesiente che potranno finalmente affrontare il parto naturale senza dolore, in piena sicurezza e con un’assistenza qualificata e continua.

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