8 October, 2026

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Anche quest’anno la Pro Loco di Carloforte ha realizzato il viaggio alla volta della cittadina di Pegli per celebrare la cerimonia religiosa dedicata alla Madonna dello Schiavo compatrona della nostra cittadina.

Il nutrito gruppo di amici e soci della Pro Loco sono stati accolti a Pegli dalle autorità civili e religiose, dalla Presidente della Pro Loco pegliese Milly Pastorino con alcuni Consiglieri e dal Presidente del Municipio del Ponente Mauro Avvenente con lo stesso entusiasmo e affetto ormai consolidato da diversi anni e trasformato in una affettuosa e fraterna amicizia. Il pomeriggio del sabato in un breve tour a Genova, guidati dal prof. Franco Bampi, Presidente della prestigiosa associazione “A Cumpagna” di Genova, il gruppo ha visitato Palazzo Ducale e la bella e maestosa Chiesa di San Lorenzo.

La domenica mattina del 29 sul sagrato della Chiesa dell’ Immacolata di Pegli che ospita la copia fedele della nostra Madonnina, numerosi fedeli locali e tanti nostri concittadini venuti da varie località liguri attendevano ansiosi per partecipare alla Santa Messa solenne celebrata dal nostro parroco don Daniele Agus. Alla cerimonia erano presenti i rappresentanti della comunità pegliese e per la prima volta il Marchese Enrico Ottonello Lomellini discendente della nobile famiglia sotto la quale ebbe inizio, nel 1541 la storia del popolo tabarchino.

L’incontro affettuoso e commovente tra la delegazione di Carloforte guidata dal Presidente della Pro Loco Gianni Repetto con l’illustre personaggio ha permesso subito di creare un rapporto di amicizia e di stima e ha creato le premesse di nuovi incontri e la realizzazione di nuove importanti iniziative per il prossimo 2016.

La giornata è proseguita, dopo il pranzo conviviale, con una serata culturale presso la sala comunale di Pegli durante la quale lo scrittore Pier Guido Quartero ha presentato il trittico di volumi dedicati alla storia di Tabarca e del suo popolo cui è seguita la presentazione del volume realizzato dalla Pro Loco di Carloforte “L’odissea umana e cristiana dei carolini catturati dai pirati tunisini nel 1798” e del C.D realizzato in collaborazione con Radio San Pietro “La Madonna dello Schiavo venerata a Carloforte”. Con un nutrito scambio di doni e di saluti si concludeva una bella serata di amicizia con i numerosi presenti.

Lunedì 30, il gruppo carolino, una delegazione di Pegli, il Marchese Lomellini e alcuni amici carlofortini residenti in Liguria partivano alla volta di Torino per realizzare la cerimonia prevista nel programma, rendere omaggio alla tomba di Carlo Emanuele III presso le Tombe Reali della Basilica di Superga.

La cerimonia, preceduta dalla celebrazione di una Messa officiata da Don Daniele Agus nella Basilica, si è svolta presso la tomba del sovrano Carlo Emanuele III con la deposizione di una corona preceduta da una breve relazione storica e dalla sottoscrizione della pergamena celebrativa recante le firme dei presidenti delle due Pro Loco e dal responsabile del complesso museale della Basilica.

Alla breve, suggestiva ed emozionante cerimonia hanno partecipato altresì il dott. Fabrizio Zandonatti nostra guida di riferimento a Torino, un rappresentante della nobile famiglia Della Chiesa, famiglia pegliese che ha dato i natali al cardinale Giacomo Della Chiesa elevato al Soglio papale il 3 settembre 1914 col nome di Benedetto XV.

Poi una breve passeggiata sino a Piazza Castello per un saluto cordiale, una breve ma proficua chiacchierata, con l’assessore alla cultura del Comune di Torino Claudio Lubatti e una visita al Museo del Cinema presso la maestosa Mole Antonelliana.

Sulla strada di ritorno da Torino in bus verso Pegli, una breve fermata per il saluto affettuoso e commosso al marchese Ottonello Lomellini, al rappresentante dell’Accademia Urbense di Ovada, che dopo la lunga emozionante giornata torinese ci lasciavano non prima di aver promesso un sicuro nuovo incontro. Martedì, ultimo triste giorno di permanenza a Pegli, non ha mancato di essere altrettanto interessante, con gli amici della Pro Loco, una visita al Museo Navale di Pegli, ubicato nella bella struttura di Villa Doria, poi una passeggiata nel verde parco di Villa Doria ed infine la visita esclusiva alla Chiesa di San Martino uno splendido gioiello barocco che domina dalla collina di Pegli tutto il golfo di Genova. Con l’incontro e il saluto portato dal Presidente della Consulta Ligure prof. Salvadori, dal Presidente Sanguinetti dell’Associazione “U castello” di Chiavari e altri vari amici della terra ligure si concludeva il breve, intenso ed emozionante viaggio.

Le giornate intense, gli incontri, le manifestazioni hanno favorito come nel passato la possibilità di proporre altri incontri, promuovere idee, realizzare nuove iniziative il cui scopo è quello di sviluppare e aprire nuovi spazi di collaborazione al fine di esportare e far conoscere la storia, le tradizioni, le bellezze naturali che rappresentano un patrimonio culturale di Carloforte quasi unico riconosciuto e apprezzato da tutti coloro che ne vengono per la prima volta a conoscenza.

Alle 16.00 del primo giorno di dicembre, il malinconico avvio verso Pisa, poi il volo verso l’isola di San Pietro e quindi l’arrivo notturno a Carloforte.

Tutta la delegazione, un po’ stanca ma piena di cari ricordi, è pronta a ripetere con entusiasmo altre nuove esperienze.

Luigi Pellerano

Pegli 1  Pergamena SupergaPegli 2

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Si terrà venerdì, a Cagliari, nella sala “Monsignor Isgrò” con ingresso da Corso Margherita di Savoia, n. 53, con inizio alle 11.00, il secondo dei tre incontri di avvicinamento e preparazione alla Marcia della Pace che si terrà a Carbonia il 30 dicembre. Il tema è “Contrastare la povertà per costruire la pace” .

Interverranno:

– dott. Raffaele Callia, responsabile del Servizio studi e ricerche Caritas Sardegna, che presenterà il “Rapporto regionale sulla povertà ed esclusione sociale in Sardegna” relativo all’anno 2015 e primo semestre 2015;

– don Mario Simula, vicario della Diocevi si Sassari che farà una riflessione pastorale sulla povertà;

– prof. Alberto Merler, docente di Sociologia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari, che presenterà una riflessione sociologica sulla povertà oggi.

Sarà, quindi, la povertà il tema centrale di questo secondo incontro che segue quello svoltosi a Cagliari il 25 novembre scorso in cui venne sviluppato l’argomento del “Lavoro-Non Lavoro” e precede l’incontro che si svolgerà a Iglesias il prossimo 15 dicembre in cui l’argomento centrale sarà quello dell’Ambiente e la devastazione del territorio.

Giunta alla XXIX edizione, la Marcia della Pace, promossa dalla Caritas della diocesi di Ales-Terralba, quest’anno diventa una iniziativa a carattere regionale con il coinvolgimento della delegazione regionale della Caritas e da un comitato promotore composto dalle organizzazioni sindacali, dal Centro Servizi del volontariato sardo, dalla Pastorale del Lavoro e Pastorale Giovanile, nonché dalla Tavola della Pace, dall’Alleanza contro le povertà e diverse organizzazioni di categoria.

Il tema-guida della Marcia di quest’anno è «Vinci l’indifferenza e conquista la pace» che è il titolo del messaggio per la 49ª Giornata mondiale della Pace del primo gennaio 2016, la terza del pontificato di Papa Francesco.

L’indifferenza, secondo i promotori, è riferita alle piaghe del nostro tempo quali cause principali della mancanza di pace nel mondo.

L’indifferenza oggi è spesso legata a diverse forme di individualismo che producono isolamento, ignoranza, egoismo e, dunque, disimpegno. Perciò, quest’anno si intende evidenziare e sviluppare le tematiche relative al Lavoro-non Lavoro, alla Povertà, e all’Ambiente, argomenti che in Sardegna, più di tutti, insidiano la pace.

Locandina - Contrastare la povertà per costruire la pace

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Il Papa Francesco copia

Fino al 17 dicembre è possibile usufruire della super promozione che Tirrenia offre a tutti i fedeli per il Giubileo straordinario della Misericordia, il grande evento mondiale indetto da Papa Francesco iniziato l’altro ieri con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro. I pellegrini residenti in Sardegna pagano solo 5 euro per il passaggio, oltre tasse e diritti.

È possibile accedere a questa offerta acquistando un biglietto per le linee:

– Cagliari-Civitavecchia

– Olbia-Civitavecchia

contemporaneamente al ritorno. Le promozioni sono valide per i viaggi andata e ritorno fino al 17 dicembre. Chi volesse acquistare cabine, poltrone o veicoli, potrà farlo pagando le tariffe previste per i residenti.

Per info sulle prenotazioni visitare il sito www.tirrenia.it o rivolgersi alle agenzie di viaggio abilitate alla vendita di biglietti Tirrenia, oppure chiamare il call center al numero 892.123 (dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 20.00).

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IMG_1827IMG_1806 IMG_1807   IMG_1820Ligestra 1

Questa mattina, alle ore 13.00, presso la Sala Giunta al secondo piano del palazzo comunale, in piazza Roma, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’accordo tra la società Ligestra Srl e il comune di Carbonia. L’accordo riguarda i terreni che facevano parte del patrimonio dell’Azienda carboni italiani, oggi di proprietà di Ligestra, la finanziaria nata nel 2007 per la gestione del patrimonio dell’Efim, Ente Partecipazioni e Finanziamento Industria Manifatturiera, quando questo venne posto in liquidazione.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il sindaco Giuseppe Casti e i rappresentanti di Ligestra, l’amministratore delegato Alessandro La Penna e l’avvocato Francesco Palladino.

La transazione conclusa oggi, avviata nel 2007, pone fine a occupazioni d’urgenza e contenziosi che si trascinavano dal 1980. 

«La firma dell’accordo con la società Ligestra – ha detto il sindaco Giuseppe Casti – da una parte chiude una vertenza che sembrava senza fine, dall’altra apre una nuova stagione, in cui Carbonia, ridiventando proprietaria di diverse zone della città, potrà realizzare nuovi progetti in grado di portare importanti benefici economici.»

La firma dell’accordo ha una forte valenza strategica, poiché mette la parola fine ad una vertenza dalla durata più che trentennale, permettendo al Comune di rientrare in possesso di alcune vaste aree come, per fare qualche esempio, quella all’ingresso nord della città, nell’area vicina all’Ospedale Sirai e le colline di inerti vicine a via Nazionale.

«La chiusura di questa vertenza ha un valore sociale ancora più importante se si pensa che a Carbonia, a differenza di altre città, il proprietario della stragrande maggioranza dei terreni e degli immobili non era il Comune, ma bensì altri soggetti – ha aggiunto il sindaco di Carbonia -. Grazie allo storico atto firmato oggi si chiude anche la vicenda legata agli espropri, mai conclusi né avviati dalle Amministrazioni precedenti (soprattutto anni ‘80 e primi anni ‘90) relativi ai Piani di Edilizia Economica e Popolare.»

«Si tratta dell’atto definitivo di una transazione tra due Enti pubblici, che hanno iniziato a dialogare nel 2007, quando l’attuale sindaco era assessore dell’Urbanistica – ha spiegato l’amministratore delegato della Ligestra Alessandro La Penna -. Il lavoro è stato molto lungo, sia per la complessità della vicenda, sia per l’estensione dei terreni, circa 100 ettari, che fanno parte dell’accordo. Alla fine abbiamo dimostrato che due enti pubblici che lavorano insieme seriamente riescono a fare bene. Per questo motivo ringrazio il sindaco e tutta l’Amministrazione comunale.»

«Queste aree – ha detto ancora Giuseppe Casti – saranno ora interessate da un’attività di ripristino ambientale e da importanti progetti di riqualificazione e riconversione, come la realizzazione di un Eco parco. I lavori per la riqualificazione vedranno come partner la stessa Ligestra e altri Enti.»

«La stessa Ligestra – ha ribadito il sindaco ed ha confermato l’amministratore delegato La Penna – si impegnerà per fare in modo che le aree rimaste di sua proprietà vengano messe sul mercato (per esempio la “vetrina commerciale” situata di fronte al PIP) in modo da contribuire a far nascere nuove forme di sviluppo economico in città. Questo fatto accresce il valore sociale dell’accordo con Ligestra. La data di oggi è un importante traguardo e insieme un punto di partenza per dare nuovo impulso alla ripresa economico-sociale della città e del territorio.»

In conclusione, il sindaco Casti ha ringraziato la Società Ligestra per il lavoro svolto insieme al Comune, gli uffici comunali e in particolare il dirigente Livio Sanna per essersi impegnati insieme alla Giunta per trovare i punti d’incontro con la società e il Consiglio comunale per aver approvato lo schema di accordo e aver dato mandato per la firma.

Sintesi elenco terreni oggetto dell’accordo Comune di Carbonia – Ligestra:

  1. reliquato stradale via Libertà
  2. area impianto di sollevamento fognature Barbusi
  3. strada accesso discarica comunale
  4. strade interne Barbusi
  5. rete stradale di accesso  a Caput Acquas
  6. impianto di sollevamento fognario Barbusi
  7. aree Piano di Edilizia Economica Popolare di Bacu Abis
  8. aree Piano di Edilizia Economica Popolare “via Dalmazia – ex Azienda Agraria”
  9. aree Piano di Edilizia Economica Popolare via Logudoro
  10. aree rete fognaria via Dalmazia
  11. aree Piano di Zona Bacu Abis
  12. Sede circoscrizionale Bacu Abis
  13. aree edificio scuola media via Dalmazia
  14. alloggi popolari Piano di Zona Santa Caterina
  15. aree discarica RSU
  16. aree impianto depurazione Bacu Abis
  17. aree impianto depurazione Barbusi
  18. aree Piano di Zona via Dalmazia – ex Azienda Agricola
  19. aree Piano di Zona via Logudoro
  20. aree rotatoria ingresso zona PIP
  21. aree Passante Ovest
  22. aree industriali in ambito PIP
  23. aree nuovo campo sportivo Barbusi
  24. aree ampliamento discarica comunale RSU
  25. area vecchia discarica comunale
  26. aree in località Genna Corriga
  27. strada di accesso scuola Ipia
  28. area in località Sirai
  29. area località Tanas
  30. area località Nuraxeddu – S’acqua Stanziaria

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Verrà inaugurata sabato 12 dicembre, alle 18.00, nella saletta del Portico vicina al Teatro Centrale in Piazza Roma a Carbonia, la mostra fotografica “Il Sulcis in Immagini” di Fabio Corona e Fabio Murru. La mostra sarà poi visitabile sino al giorno 19 dicembre, tutti i giorni dalle 18.00 alle 20.00.

“Il Sulcis in Immagini” è un viaggio tra gli incanti di un territorio per molti aspetti unico e impareggiabile. Attraverso le immagini di Fabio Corona e Fabio Murru, il Sulcis Iglesiente mostra le sue bellezze: dalle candide spiagge dell’estremo sud Sulcitano alle scogliere a picco sul mare dell’Iglesiente. Nel mezzo una serie di ambienti di straordinaria bellezza come i litorali, le coste, le zone umide, le alture interne, i boschi e l’archeologia industriale. La mostra mette in risalto anche altre perle naturalistiche dell’ambiente sulcitano: una fauna singolare e una flora dominata dalle orchidee spontanee che impreziosiscono questo nostro angolo di paradiso.

Fabio Corona, nato a Carbonia, ha da sempre avuto una grande passione: la Natura. La curiosità lo ha stimolato ad approfondire la conoscenza di ciò che lo circonda e la fotografia si è dimostrata il mezzo ideale per fissare i momenti vissuti. 

Fabio Murru, nato a Carbonia, si è avvicinato alla fotografia cercando di raccontare le bellezze che la nostra Sardegna regala. Ha ampliato le sue conoscenze e capacità con la fotografia sportiva, partendo dai campetti da calcio della zona sino ad arrivare alle partite del Cagliari in serie A e B e altri eventi di livello nazionale ed internazionale.

il sulcis in immagini

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Ancora un sit-in della Rsu Eurallumina e di una delegazione di lavoratori, questa mattina, davanti all’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, in via Roma, a Cagliari, per monitorare l’evoluzione del percorso autorizzativo, a quindici giorni dalla conclusione del periodo di 60 giorni previsti dalle norme. L’iniziativa dei lavoratori, la quindicesima, segue quelle del 28 luglio, 1-2-8-18 e 25 settembre, 1-7-16-23 e 29 ottobre, 6 e 12 novembre, e 3 dicembre, oltre a quelle di Portovesme con il sopralluogo del 19 novembre degli Enti nello stabilimento e la manifestazione del 26 novembre della presentazione pubblica del progetto e che proseguiranno ancora per tutto il periodo nelle varie tappe dell’iter.

Sono state fissate le date della conferenza dei servizi,, che si svolgerà il 29 e 30 dicembre 2015. In queste date l’iter istruttorio deve concludersi e dovrà essere presa la decisione e i lavoratori auspicano che non emergano nuove criticità che dilaterebbero ulteriormente i tempi con gravi conseguenze per l’attuazione del progetto.

I lavoratori sottolineano che se eventuali integrazioni agli atti si rendessero necessarie, queste dovranno essere richieste prima della conferenza dei servizi, così come per il settore Ambiente dell’ex provincia di Carbonia Iglesias, e ribadiscono la loro «forte preoccupazione per i ritardi accumulati nel percorso autorizzativo e la determinazione nel richiedere che gli impegni assunti vengano rispettati».

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«Facebook: genitori alla riscossa. Vademecum per non smarrire i propri figli online.» E’ il progetto che sarà presentato dal Corecom Sardegna domani mattina, alle 10,30, nell’aula magna del Liceo Siotto di Cagliari, in viale Trento. L’iniziativa fa parte di un programma educativo rivolto agli studenti delle scuole medie. Saranno presenti, tra gli altri, il presidente del Corecom Sardegna Mario Cabasino, il dirigente della Polizia postale in Sardegna Anna Maria Mazziotto e l’autore del libro Giammaria De Paulis. Davanti a centinaia di studenti sarà affrontato il tema dei social network e dei pericoli legati alla rete.

Sono previste altre riunioni l’11 dicembre nell’aula magna del liceo D’Arborea a Cagliari e il 12 dicembre al Convitto nazionale “Vittorio Emanuele II” di  Cagliari.

Il progetto del Corecom è realizzato in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e con la Polizia Postale.   

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È stata inaugurata sabato 5 dicembre 2015 la V edizione della Mostra “In Miniera tra i Presepi”. La Mostra, allestita nella “Sala Docce” del Museo del Carbone della Grande Miniera di Serbariu, è visitabile gratuitamente fino al 6 gennaio 2016, durante gli orari di apertura del Museo (dalle 10.00 alle 17.00 tutti i giorni esclusi i lunedì non festivi, il 25 dicembre e il 1 gennaio; il 24 e il 31 dicembre dalle 10.00 alle 13.00). Sino al 5 gennaio è possibile votare il presepe preferito, utilizzando il modulo che sarà consegnato a ciascun visitatore all’ingresso.

Il 6 gennaio 2016 gli autori del presepe vincitore riceveranno un riconoscimento e le fotografie dell’opera saranno pubblicate sul sito web e sulle pagine Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e Google+ del Museo del Carbone.

I presepi in mostra nascono dalla fantasia di bambini e ragazzi delle scuole, di associazioni, gruppi di appassionati, cooperative sociali per l’assistenza ai disabili e artigiani. I circa 40 lavori, provenienti dal Sulcis Iglesiente e dalle province di Cagliari e Oristano, sono stati realizzati con tecniche e materiali diversi: dalla ceramica al sughero, dalla carta al legno, dal gesso alla terracotta, dai materiali di riciclo ai cristalli Swarovski, dalle conchiglie alla pasta di mais.

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«Che fine hanno fatto i progetti di riqualificazione in chiave turistica delle aree ex Palmas Cave a Sant’Antioco?»

A chiederlo è Ignazio Locci, consigliere regionale di Forza Italia Sardegna, originario proprio di Sant’Antioco:

«Nel lontano 2006 l’allora Governatore Renato Soru – aggiunge Locci – mise a bando, per più di una volta, la cessione, la valorizzazione e la trasformazione degli immobili della Palmas Cave, un’area complessiva di 270 ettari al cui interno è ricompresa una cava dismessa di ben 22 ettari. Contemporaneamente vennero promosse anche le gare a evidenza pubblica per la riqualificazione dei 14 ettari della Seamag (ex Sardamag). Come andò a finire è noto a tutti: bandi deserti per svariati motivi (superfluo sottolinearne le ragioni, ma è evidente che non erano sufficientemente capaci di attrarre potenziali investitori), e da allora nulla è stato fatto per ridare una chance di sviluppo a quelle aree e, dunque, all’isola e a tutto il territorio del Sulcis Iglesiente.»

«Ma se per la distesa ex Sardamag si attende con pazienza smisurata l’avvio delle bonifiche necessarie a rendere appetibili i terreni, per la Palmas Cave nulla è in programma. Eppure si tratta di porzioni di terra certamente degradate ma di sicuro interesse paesaggistico, che meritano maggiore attenzione da parte della Regione e dell’Amministrazione comunale, che tuttavia non sembra interessata a rivendicare un qualsivoglia progetto di rilancio per quelle superfici, situate nel cuore di Sant’Antioco e visibili a quanti percorrono la provinciale che conduce alle spiagge. Se l’obiettivo è imprimere una svolta in chiave turistica – sottolinea ancora Ignazio Locci -, allora non possiamo farci sfuggire l’occasione di cedere quelle zone, e questa volta a titolo definitivo: ettari che si affacciano sul mare e urbanisticamente dedicati allo sviluppo turistico. Gli amministratori locali devono creare le giuste sinergie con la Regione al fine di attrarre capitali privati, ora che sembra esserci un rinnovato interesse verso la Sardegna. Bisogna ospitare i rappresentanti dei grandi fondi finanziari con lo scopo di mostrare le nostre meraviglie.»

«I cittadini di Sant’Antioco sono pronti per queste nuove sfide. Se saremo abbastanza bravi e anche un pizzico fortunati, riusciremo a invertire i trend negativi sull’immigrazione giovanile e sulla disoccupazione. Ma è necessario mettersi al lavoro – conclude Ignazio Locci -, e chi amministra Regione e Comune di Sant’Antioco deve al più presto prenderne atto.»

Sardamag dall'alto 1 copia

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Palazzo del Consiglio regionale 2 copia

E’ iniziato in Consiglio regionale, l’esame del disegno di legge di riforma degli Enti locali. Il consigliere Mario Floris (Misto), prendendo la parola sull’ordine dei lavori, ha invitato il presidente dell’Assemblea ad una riflessione sul ritmo imposto all’opposizione per il dibattito sul provvedimento, «perché riguarda il patto fondativo fra generazioni di sardi e la geografia politica della Sardegna; non è colpa nostra se la maggioranza è arrivata fuori tempo massimo, è accaduto anche per la riforma sanitaria e la legge urbanistica». Però questo non è un modo serio di procedere, ha protestato, «perché bisogna sapere di cosa di discute e la relazione di maggioranza è su un altro testo così come quella di minoranza; di fatto l’Aula non può discutere di argomento non all’ordine del giorno, mentre la stessa Anci chiede di conoscere testo definitivo della legge». «E’necessaria perciò – ha concluso – la sospensione dei lavori ed il rinvio in commissione».

«Il testo – ha ricordato il presidente Ganau – è quello depositato ed esitato dalla commissione, se ci sono altri testi non li conosco ed il Consiglio procede secondo le regole e le relazioni sono attinenti a quel testo; entro martedì prossimo si potranno presentare gli emendamenti e mercoledì inizierà la discussione generale». «Sulla proposta di rinvio – ha concluso Ganau – il Consiglio è sovrano e deve potersi esprimere.»

Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha detto che «la proposta dell’onorevole Floris è chiarissima ed appare singolare il fatto che il presidente non abbia voluto coglierla; lo sanno tutti e c’è scritto dappertutto che il testo della legge non è quello esitato dalla commissione e le autonomie hanno chiesto profonde modifiche oggetto di numerose riunioni, anche recentissime, politiche e tecniche». Se dunque il testo si può cambiare in modo sostanziale, ha proseguito Dedoni, «non si può discutere in Consiglio un testo del tutto diverso anche tenendo conto che l’Anci ha chiesto di conoscere cosa ci sarà scritto nella legge». Procedendo in questo modo, ha aggiunto il consigliere, «stiamo allontanando ancora le istituzioni dal paese reale solo per soddisfare gli interessi della maggioranza; prendiamoci invece qualche giorno per la stesura del testo definitivo e discutiamo di quello, altrimenti è una presa in giro dei Sindaci e della popolazione».

Il consigliere Francesco Agus (Sel) ha ribadito che il testo in esame «è uno e su questo il Consiglio può e deve pronunciarsi, concludendo una fase di confronto molto ampia che si è protratta nel tempo con diversi momenti di dibattito anche pubblico con diverse articolazione della società sarda a cominciare dai Sindaci; l’Aula ha tutti gli strumenti per migliorare il testo ed arrivare ad una buona legge che sia in grado di fare fronte ai gravi problemi della Sardegna sui quali interviene». Agus si è quindi espresso in senso contrario alla proposta di rinvio.

Il consigliere Chirstian Solinas (Psd’Az) ha invece obiettato che la proposta del consigliere Floris «merita la massima attenzione perchè tutti sanno che sono in corso interlocuzioni interne ed esterne della maggioranza in corso e tutti sanno che si arriverà ad un testo molto diverso». Floris, ha ricordato l’esponente sardista, «ha fatto riferimento alla dignità dell’Aula ed il ritorno in commissione è il percorso più giusto e corretto sotto questo profilo; nel merito, inoltre, il testo su cui a suo tempo ha espresso il suo parere il Cal forse non è lo stesso approvato dalla commissione e trasmesso al Consiglio quanto meno nel caso delle abrogazioni, emergerebbe quindi un problema di procedibilità».

Il presidente del Consiglio ha chiarito, sul punto, che i passaggi della legge relativi alle abrogazioni sono stati semplicemente accorpati, senza alcuna modifica.

Il capogruppo dell’Udc Gianluigi Rubiu ha sostenuto che il Consiglio «sta scrivendo brutta pagina della storia autonomistica perché non si vuole ammettere l’evidenza di appena qualche ora fa quando l’assessore Erriu stava discutendo modifiche tecniche con i rappresentanti delle autonomie». E’ chiaro, a questo punto, «che i testi sono e saranno diversi, a tal punto che l’Anci ha dato una grande lezione politica alla Giunta riscrivendo quasi daccapo una legge sbagliata che contesteremo aspramente, innanzitutto perché i Comuni vengono relegati in un ruolo marginale subendo scelte calate dall’alto, a cominciare dalle unione dei Comuni che non solo non hanno funzionato ma hanno prodotto solo costi senza alcun risultato». Se noi rifiutiamo quanto chiede la stessa l’Anci, ha concluso Rubiu, «cioè di vedere nero su bianco le modifiche scritte, stiamo solo perdendo tempo».

Il consigliere Paolo Truzzu (Misto-Fdi) in apertura ha dato ragione al consigliere Agus quando ha indicato al Consiglio di dare la preminenza all’interesse dei sardi, perché «con questa legge tocchiamo punti vitali della vita della nostre comunità e per questo sarebbe utile una valutazione con più giudizio e sangue freddo; è vero che c’è un testo, ma è un segreto di Pulcinella che circola qualcosa di molto diverso, frutto delle interlocuzioni della maggioranza con le autonomie locali alla ricerca di nuove soluzioni, ed è vero anche che su alcuni punti stati raggiunti accordi di massima». Ma la caratura della legge è tale, secondo Truzzu, «da non poter ridurre tutto ad un fatto di forma; fra le nuove ipotesi in campo si parla per esempio dello smantellamento del centralismo regionale ed è ovvio che questo passaggio nel testo che abbiamo davanti non c’è e proprio a questi passaggi, oltretutto, che l’Anci subordina il suo giudizio». «Non si capisce alla fine perché – ha concluso Truzzu – di fronte a fatti così importanti il Consiglio dovrebbe parlare di altro, così perdiamo credibilità davanti ai sardi».

Il capogruppo di Sdl Roberto Desini ha condiviso i chiarimenti procedurali forniti dal presidente Ganau, affermando che «l’iter del provvedimento è corretto ed i gruppi avranno tutto il tempo di presentare emendamenti e proposte, cosa che non ha fatto l’opposizione disertando i lavori della commissione». Neanche l’assessore Erriu, ha ricordato Desini, «si è mai sottratto al confronto tantomeno con l’Anci con cui il dialogo è stato proficuo e costante, magari si doveva fare prima ma non si può arrivare a sostenere la necessità del rinvio; ognuno si deve assumere le proprie responsabilità ed è sbagliato riportare indietro la discussione della legge».

Il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha dichiarato in modo netto che «sulle procedure non c’è niente di strano nel presentare in Aula un testo approvato dalla commissione, cui peraltro la minoranza non ha partecipato con scelta legittima ma questo è il dato, anzi sarebbe anomalo procedere in senso contrario visto che il Consiglio è sovrano nel dibattito e nel voto sulle leggi». Va ricordato inoltre, ha aggiunto Cocco, che «è possibile presentare emendamenti che introducano anche modifiche di sostanza, come prevedono regole e prassi di ogni assemblea elettiva; peraltro poche leggi come questa hanno avuto un iter così partecipato come questa, non c’è dunque necessità di rinvio».

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha messo in evidenza che «le questioni procedurali avrebbero un senso se ci trovassimo di fronte ad un provvedimento ordinario mentre invece si tratta di una riforma costituente e forse questo vi sfugge o siete distratti; il problema che poniamo è di grande sostanza, se vi rendere conto che qualcosa è successo in queste settimane con la reazione indignata delle autonomie e dei Sindaci e con l’Anci che ha chiesto garanzie su modifiche significative». Questo vuol dire, ad avviso di Pittalis, «che la forma in questo caso è secondaria, poi se volete votarvela fatelo ignorando forze politiche che, come noi, rappresentano la maggioranza dei sardi, ed ignorando soprattutto che un confronto serio è non solo utile ma doveroso a cominciare dal ruolo dei Comuni, delle aree metropolitane e del centro nord della Sardegna». Non sono certo questioni di poco conto, ha concluso l’esponente dell’opposizione, «per questo la legge deve tornare in commissione ed assumere anche in questo passaggio la dignità di una riforma costituente».

Il capogruppo di Cps Piefranco Zanchetta, si è detto convinto invece che si debba procedere. Lo stesso Pittalis, ha osservato, «nel suo intervento è entrato nel merito della legge e, quanto alla posizione delle Autonomie locali, ha espresso una forte domande di partecipazione ma non certo indignazione; i Sindaci non hanno casacche ma rappresentano i territori e lo hanno fatto anche bene, come dimostrato dalla riunione di stamattina».

Non essendoci altri iscritti a parlare, il presidente ha messo in votazione la proposta di rinvio della legge in commissione, che il Consiglio ha respinto con voto palese per alzata di mano.

Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni, intervenendo sull’ordine dei lavori, ha detto che di aver sperato «fino all’ultimo» in una maggiore saggezza del Consiglio e, per formulare una nuova proposta «improntata alla serenità», ha suggerito una riunione della conferenza dei capigruppo.

Il presidente Ganau ha ricordato che la riunione dei capigruppo, sugli stessi argomenti, si è tenuta prima dei lavori dell’Aula.

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, rappresentando la protesta di tutta l’opposizione, ha affermato che «la minoranza non vuole essere corresponsabile, presenteremo una valanga di emendamenti e non vi daremo tregua, ora abbandoniamo l’Aula perché rifiutiamo un dibattito fondato su bizantinismi e formalismi».

Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha quindi annunciato l’abbandono dell’Aula da parte dei gruppi della minoranza: «L’oggetto della discussione è serio e non vogliamo essere corresponsabili di come si procede: è una vergogna!». Pittalis ha concluso preannunciando la presentazione di «una valanga di emendamenti al disegno di legge».

Il presidente del Consiglio ha invitato il relatore della maggioranza, Roberto Deriu (Pd) a procedere con l’intervento programmato ed il consigliere dei democratici ha citato, in apertura, l’argomento all’ordine del giorno in una riunione del parlamento dei sardi nel 1421(prerogative della città di Iglesias) per far comprendere quanto il tema inerente i compiti e le funzioni delle istituzioni locali arrivi da lontano e sia d’attualità

Deriu ha inoltre ricordato il dettato dell’articolo 5 della Costituzione repubblicana («La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento») evidenziando come “autonomia e decentramento” rappresentino i comandi che la Carta formula al legislatore statale e a quello regionale.

«La nostra autonomia speciale – ha affermato il relatore del Dl 176 – ci consente un’importante modifica a beneficio della nostra specialità per il riconoscimento delle autonomie locali».

«Nessuno – ha proseguito Deriu – all’interno del Consiglio regionale o del sistema politico, o nel dibattito culturale sardo potrebbe essere stato tanto ingenuo da ritenere che un riordino dell’assetto dei poteri locali in Sardegna potesse realizzarsi e prima ancora concepirsi a passo di carica e al suon delle fanfare. Una trasformazione radicale, profonda, del sistema amministrativo; una ridefinizione dell’apparato simbolico costituito dalla tradizionale ripartizione in ambiti territoriali politici della Sardegna; la riscrittura del patto istituzionale sostanziale tra i sardi consacrato da quasi settant’anni nello Statuto: in nessun caso e da nessuno potevano essere considerati eventi da realizzarsi frettolosamente e senza discussioni e verifiche, anche molto impegnative, in tempi congrui».

L’esponente della maggioranza ha quindi ricordato il lavoro svolto nella Prima commissione e ne ha lodato l’operato ad incominciare da quello del presidente Agus:  «Un testo che è stato offerto, appena disponibile, al dibattito pubblico e ad un intenso negoziato coi rappresentanti del Consiglio delle autonomie locali e del coordinamento delle associazioni».

«Per questo – ha proseguito – le proteste della opposizione non sono giustificabili mentre la maggioranza ha aperto non solo al confronto ma anche ad intense modifiche dell’originaria proposta».

Il consigliere Pd ha quindi sintetizzato i tre temi in discussione: l’introduzione della città metropolitana, la permanenza delle Province e il ruolo dei Comuni intesi come ente protagonista dell’autonomia locale.

A giudizio di Roberto Deriu « la pagina degli ambiti strategici sarà da riscrivere nella seconda fase dell’azione riformatrice»  mentre oggi si è dinanzi «alla riorganizzazione degli Enti locali per consentire la transizione da un sistema con province “alleggerite” a sistema che ha i Comuni come protagonisti».

Il vicepresidente di turno, Eugenio Lai, ha quindi constatato l’assenza dall’Aula del relatore della minoranza (Michele Cossa, Riformatori) e ha dichiarato decaduto il suo intervento. Successivamente alla rinuncia all’intervento formulata dalla consigliera Daniela Forma (Pd), ha invitato l’assessore degli Enti Locali, Cristiano Erriu, a svolgere il proprio intervento, in rappresentanza della Giunta, in sede di discussione generale del Dl 176. L’assessore ha però rinunciato: «Rimandiamo la discussione ad un altro contesto».

Non essendoci iscritti a parlare, il presidente di turno Eugenio Lai ha sospeso la seduta per cinque minuti. Alla ripresa dei lavori, il presidente del Consiglio Ganau ha dichiarato conclusa la discussione generale ed ha messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato.

Il presidente Ganau ha ricordato dunque la scadenza dei termini per la presentazione degli emendamenti (martedì 15 gennaio, alle 10.00) ed ha annunciato la convocazione del Consiglio per martedì 15 gennaio alle 16. I lavori dell’Aula saranno preceduti dalla riunione della Prima commissione per il parere di merito sulle proposte di modifiche al Dl 176.