27 April, 2026

Una rivisitazione contemporanea delle giudicesse raccontate attraverso un’installazione audiovisiva e una pubblicazione d’artista. È l’esito del progetto di residenza artistica Giudicesse 2030, che verrà presentato sabato 16 dicembre a Sant’Antioco, a partire dalle 19.00 nella sala mostre della Biblioteca Comunale di piazza de Gasperi.

La residenza è stata condotta dal duo multidisciplinare Studiolandia, composto da Giorgia Cadeddu e Vittoria Soddu, grazie a un progetto promosso dalla Società Umanitaria di Carbonia e realizzato in collaborazione con le associazioni Terras e U-BOOT Lab.

Il lavoro di Studiolandia nasce da una residenza a Sant’Antioco dedicata all’incontro e alla raccolta di testimonianze della comunità locale, che ha intrecciato l’approfondimento sulle fonti bibliografiche, storiche e iconografiche, e la ricerca sui filmati amatoriali in pellicola,  digitalizzati attraverso il progetto regionale di raccolta di cinema di famiglia “La Tua Memoria è la Nostra Storia” – e conservati nell’archivio del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria.

«Se siamo partite con l’idea di restituire alla giudicessa, come entità simbolica, un nuovo corpo e una nuova voce per ri-significarla nell’epoca contemporanea, lo scambio sul territorio ha confermato l’esigenza di far emergere un personaggio che fa della trasmissione intergenerazionale un obiettivo da raggiungere, del rapporto con l’ambiente – inteso come habitat e spazio di coabitazione – e la sua tutela una prerogativa delle sue istanzespiegano Giorgia Cadeddu e Vittoria Soddu –. Abbiamo raccolto le storie di diverse incarnazioni moderne che portano avanti nella loro professione questi intenti – una pescatrice, una biologa, una pedagogista, una cavallerizza, un’archivista – e gli immaginari di un gruppo di bambine e bambini con cui abbiamo ridisegnato una squadra di 14 Giudicesse che dispongono ognuna di un animale guida e di un oggetto attraverso il quale attuare un cambiamento, come uno scettro metereologico o un traduttore simultaneo in tutti i linguaggi del mondo animale. Per la restituzione pubblica di sabato 16 dicembreconcludono le artistestiamo lavorando a un’installazione audiovisiva e una pubblicazione d’artista che intreccia le diverse fonti facendone un racconto corale, a partire dall’assenza di immagini dell’epoca giudicale per arrivare al ritratto di una giudicessa multiforme e atemporale, che ha attraversato la storia per arrivare ai giorni nostri come specchio della figura femminile nella società.»

«Con questa restituzione dice Moreno Pilloni, direttore del CSC Carbonia della Società Umanitaria – chiudiamo un percorso che è stato realizzato attraverso il coinvolgimento attivo della comunità. Crediamo sia un bel modo di fare cultura e rapportarsi a un territorio nell’ottica di una crescita condivisa e partecipata che ha visto l’impegno di numerose figure professionali che in questo territorio abitano.»

E sul rapporto con la comunità si sofferma anche Maria Pina Usai, curatrice del progetto per U-BOOT Lab, che parla di «un coinvolgimento attivo nato da quegli incontri quotidiani informali resi possibili proprio dal vivere un luogo in residenza, che si sono poi formalizzati in una serie di interviste e in un laboratorio con bambine e bambini».

Mentre Marina Fanari, U-BOOT Lab, ha curato gli aspetti del progetto legati ad accessibilità e inclusione: «Fino alla sua conclusione il progetto sosterrà i principi dell’accessibilità ampliata con servizi che consentano la più ampia partecipazione, quali l’interpretariato in Lingua dei Segni Italiana e la sottotitolazione in tempo reale».

Tempo di bilanci anche per Paolo Serra, direttore regionale dei centri di servizi culturali della Società Umanitaria in Sardegna, che ricorda come «questa sesta annualità del progetto cineportuale legato alla figura delle Giudicesse e della donna in Sardegna – ci consegna un’opera visuale che crediamo possa e debba avere una vita ben oltre il territorio del Sulcis Iglesiente, e ci adopereremo quindi insieme ai partner del progetto,U-BOOT Lab e Terras perché possa circuitare in tutta la Sardegna, e, perché no, anche a livello nazionale attraverso la rete della Società Umanitaria di Milano».

Anche la serata di sabato, realizzata in collaborazione con il comune di Sant’Antioco, Ottovolante Sulcis e Museodiffuso.exe, sarà un ulteriore momento di condivisione e scambio con la comunità, con un aperitivo aperto accompagnato dal dj set di Jane & MissMary.

 

Ha riaperto oggi al pubblico l’ufficio postale di Arbus (via Cavalier Caddeo). Sono terminati, infatti, i lavori di ristrutturazione della sede finalizzati ad accogliere, non appena saranno operativi, tutti i principali servizi della Pubblica Amministrazione grazie al progetto “Polis – Casa dei Servizi Digitali”, l’iniziativa ideata da Poste Italiane per promuovere la coesione economica, sociale e territoriale nei 7mila Comuni con meno di 15mila abitanti contribuendo al loro rilancio.
Si tratta della prima sede, in Sardegna, in cui si è provveduto ad un restyling “Full”, ossia completo in ogni dettaglio e, nell’ambito degli interventi, si è proceduto a una completa riorganizzazione degli spazi finalizzata a ottimizzare la fruizione dell’ufficio con particolare attenzione al miglioramento del confort ambientale e alla facilitazione dell’accesso ai servizi.
«Con l’ufficio postale di Arbus spiega Gabriele Lanzidei, direttore della filiale provinciale di Poste Italiane di Cagliari e Sud Sardegna sale a nove il numero delle sedi in cui sono stati completati gli interventi nell’ambito di “Polis” nella Sardegna Meridionale. Questa iniziativa aziendale, oltre a ribadire la capillarità della presenza di Poste Italiane sul territorio, ha come obiettivo la possibilità di richiedere, presso gli sportelli degli uffici postali, molti servizi della Pubblica Amministrazione. Il cedolino della pensione, la certificazione unica e il modello “OBIS M”, che riassume i dati informativi relativi all’assegno pensionistico, sono i primi tre servizi a disposizione dell’utenza, già da oggi, ad Arbus e in altre 111 sedi del territorio.»
La sede di Arbus è a disposizione dei cittadini con il consueto orario: dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle
13.35 e il sabato fino alle 12.35.

 

Prosegue il programma di riqualificazione degli istituti scolastici di Sant’Antioco: con un finanziamento del PNRR (700 mila euro), l’Amministrazione comunale interviene sul “padiglione B” della scuola di via Virgilio, portando a conclusione il progetto di efficientamento e ammodernamento dell’intero e storico complesso, iniziato con i lavori sul padiglione gemello (A) e sull’ulteriore edificio che ospita la Direzione Didattica dell’Istituto Globale Sant’Antioco Calasetta, riqualificati e consegnati a suo tempo all’istituzione scolastica. Adesso, con il piano di lavoro sul padiglione B – del quale nei giorni scorsi è stato approvato l’elaborato “Definitivo-Esecutivo (si procederà immediatamente con la gara d’appalto per l’affidamento dei lavori) – si chiude il cerchio della rigenerazione di questa importante scuola antiochense.

«Ancora una volta sottolineo il grande lavoro svolto fin qui sugli edifici scolastici cittadini commenta il sindaco Ignazio Loccigrazie al nostro impegno condotto in sinergia con l’Ufficio Lavori Pubblici e Appalti del nostro Municipio: dalla prima consiliatura a oggi, infatti, abbiamo avuto modo di mettere mano a tutto il nostro ampio patrimonio scolastico, sottoponendolo a efficientamento e ammodernamento. Lo strumento finanziario del PNRR si è rivelato determinante per portare a compimento il programma sulle scuole che ci eravamo prefissati. Attualmente si stanno per concludere le lavorazioni sulla scuola Antioco Mannai, sulla ex ludoteca (che diventerà un asilo nido) e siamo in procinto di iniziare le operazioni in un altro edificio che è simbolo dell’istruzione antiochense: il Generale Carlo Sanna. Insomma, avevamo preso un impegno con la città e lo stiamo rispettando.»

Per quanto riguarda i lavori in  programma sul padiglione B, si tratta innanzitutto di un primo stralcio funzionale cui seguirà il secondo e ultimo con il quale si concluderà il piano di efficientamento. In questa prima fase, che consentirà comunque di riconsegnare l’edificio all’Istituto Globale (inutilizzato da tempo per ragioni di sicurezza) si procederà con gli interventi strutturali: «Obiettivo principale spiega l’assessore dei Lavori pubblici, Francesco Garauè l’eliminazione dei rischi, dando priorità alla messa in sicurezza dei solai, alla realizzazione di un controsoffitto e alla riqualificazione con efficientemento dell’impianto di illuminazione interno. Altra lavorazione di estrema importanza che abbiamo già adottato in altri edifici, come la scuola di via Bologna, quella di via Manno, nonché la Mannai, è quello sulla copertura che da piana diventerà inclinata con la realizzazione di un nuovo pacchetto di coibentazione a falde con lastre autoportanti di lamiera grecata in acciaio zincato, completato da un nuovo sistema di gronde e pluviali per la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche. Avevamo assicurato che in nessuna delle scuole cittadine avrebbe più piovuto all’interno, e così sarà.»

Il comune di Gonnesa, nell’ambito del progetto “Bullismo e salute mentale in età scolare: percorsi di rete per la prevenzione”, finanziato dalla Fondazione di Sardegna, ha dato avvio a un programma di attività finalizzato a contrastare il fenomeno del bullismo e cyberbullismo, sempre più diffuso sul territorio. Il progetto prevede incontri informativi, percorsi facilitati e l’attivazione di uno “Spazio d’ascolto” ed accoglienza rivolto a studenti e studentesse che sentono l’esigenza di avere un confronto rispetto a casi di bullismo vissuti direttamente o indirettamente.

La creazione dello spazio d’ascolto, attivo dal mese di dicembre, è stata possibile grazie alla collaborazione delI’Istituto Comprensivo “Angius” che, oltre a mettere a disposizione un’area dedicata presso la Scuola Secondaria di Gonnesa di via Dettori, ha preso parte all’azione di coinvolgimento e di informazione alle famiglie. Disponibile tutti i martedì, dalle 9.00 alle 11.00, lo spazio d’ascolto è gestito da una psicologa e psicoterapeuta esperta che sarà a disposizione durante tutto l’anno scolastico per ascoltare le esigenze di studenti e studentesse, docenti e genitori: uno degli aspetti sostanziali del programma, infatti, è il consolidamento della collaborazione scuola-famiglia, in un’ottica di miglioramento delle comunicazioni e di condivisione degli interventi.

Gli incontri informativi e facilitati sono stati programmati nei mesi tra gennaio e aprile del 2024 e rappresenteranno un’importante occasione di dialogo e confronto alla presenza di esperti come Luca Pisano, psicologo e direttore scientifico dell’Osservatorio Cybercrime Sardegna.

Dare un sostegno concreto in caso di atti di bullismo, diretti o indiretti, è l’obiettivo principale del progetto, che punta ad assicurare la presenza di una rete di sostegno di riferimento per giovani, genitori e docenti.

Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato sul proprio sito istituzionale l’elenco delle aree presenti nella proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI), che individua le zone dove realizzare in Italia il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e il Parco Tecnologico, al fine di permettere lo stoccaggio  in via definitiva dei rifiuti radioattivi di bassa e media attività. La Carta è stata elaborata dalla Sogin, sulla base delle osservazioni emerse a seguito della consultazione pubblica e del Seminario nazionale condotti dopo la pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), e approvata dall’Ispettorato nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (Isin). La Carta Nazionale delle aree idonee individua 51 zone i cui requisiti sono stati giudicati in linea con i parametri previsti dalla Guida tecnica Isin, che recepisce le normative internazionali per questo tipo di strutture.

Gli enti territoriali le cui aree non sono presenti nella proposta di CNAI, nonché il ministero della Difesa per le strutture militari interessate, possono entro trenta giorni dalla pubblicazione della Carta, presentare la propria autocandidatura a ospitare il Deposito nazionale e il Parco tecnologico e chiedere al MASE e alla Sogin di avviare una rivalutazione del territorio stesso, al fine di verificarne l’eventuale idoneità.

Possono inoltre  presentare la propria autocandidatura, entro lo stesso termine, anche gli enti territoriali le cui aree sono presenti nella proposta di CNAI.

Le autocandidature devono essere inviate ad entrambi i seguenti indirizzi PEC:

MASE: CEE@Pec.Mite.Gov.it

Sogin S.p.A.: depositonazionale@pec.sogin.it

La magia del Natale 2023 è ormai nell’aria e il comune di Carbonia, in collaborazione con la Pro Loco, i Centri Commerciali Naturali, i consorzi e le associazioni, ha organizzato un ampio cartellone di eventi per tutti i gusti, illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sala polifunzionale di piazza Roma.
Fino al 6 gennaio si terranno in città alcune decine di iniziative all’insegna dell’allegria, del divertimento, dell’intrattenimento e della spensieratezza.
Gli assessori delle Attività produttive, della Cultura e delle Politiche sociali, Michele Stivaletta, Giorgia Meli e Paolo Moi, hanno espresso soddisfazione per l’ampio programma allestito e hanno ringraziato tutti i soggetti che, a vario titolo, hanno contributo all’organizzazione del Natale 2023 nella nostra città.
Allegato il programma completo degli eventi di “Nataleinsieme Carbonia 2023”.

A seguito della delibera della Giunta regionale n. 32/21 del 06.10.2023, il Centro Regionale di programmazione ha assunto il ruolo di organismo intermedio nell’ambito del Programma Nazionale JTF 2021-2027 – Piano territoriale Sulcis. L’organismo intermedio, in qualità di responsabile della gestione degli interventi finanziati dal Programma, ha il compito di rendere disponibili ai beneficiari informazioni utili all’attuazione delle operazioni: a tale proposito, è stata convocata una riunione presso la sala convegni del comune di Nuxis, in via Indipendenza, per giovedì 14 dicembre, alle ore 11.00. All’ordine del giorno figurano lo stato di avanzamento del Programma, la presentazione del calendario di inviti ed il confronto con i partecipanti.

Sono stati convocati i seguenti soggetti: i sindaci dei Comuni del Sulcis Iglesiente (Buggerru, Calasetta, Carbonia, Carloforte, Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba, Gonnesa, Iglesias, Masainas, Musei, Narcao, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Tratalias, Villamassargia, Villaperuccio), l’amministratore straordinario della provincia del Sud Sardegna, l’Unione dei Comuni del Sulcis, il Consorzio Industriale del Sulcis Iglesiente, il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, la Sotacarbo Spa, la Carbosulcis SpA, l’IGEA SpA, CGIL, CISL e UIL provinciali, l’UGL provinciale, la Confindustria della Sardegna Meridionale, Confcooperative Sardegna, la CNA del Sulcis Iglesiente, la CONFAPI Sardegna, la CONFARTIGIANATO Sardegna, l’ANCE della Sardegna Meridionale.

E’ stata pubblicata oggi nella Gazzetta Ufficiale la graduatoria definitiva degli aggiudicatari del bando ministeriale per lavori di messa in sicurezza dell’edilizia scolastica pubblica, finanziato con i fondi dell’8xmille, nel quale l’Amministrazione comunale aveva candidato nel dicembre 2021 il progetto per la riqualificazione della scuola Tacca di Cortoghiana. Complessivamente, l’intervento sarà finanziato con ben400.000 euro, il massimo ottenibile secondo i criteri previsti dal bando, e permetterà la messa in sicurezza della scuola per renderla nuovamente agibile e quindi funzionale per le attività scolastiche.

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Pietro Morittu e dagli assessori dei Lavori pubblici, delle Manutenzioni e della Pubblica
istruzione, Manolo Mureddu, Giuseppe Casti e Antonietta Melas, per il nuovo, importante, finanziamento ottenuto che permetterà, al pari degli altri già incamerati, di proseguire nella preziosa opera di manutenzione e riqualificazione del patrimonio pubblico cittadino.

Trexenta Experience conclude il suo viaggio tra le bellezze archeologiche con una doppia tappa a Siurgus Donigala e Guamaggiore, il 15 e 16 dicembre. Il programma prevede la scoperta degli antichi mestieri, la musica, la cucina e soprattutto le visite guidate ai nuraghi e ai siti di interesse archeologico. Sono previsti laboratori e convegni sull’archeologia, dimostrazioni della lavorazione della pelle, del formaggio e una castagnata con accompagnamento musicale. (i programmi integrali delle due giornate in chiusura di comunicato*)
Gli appuntamenti precedenti di Trexenta Experience, per la parte autunnale, si sono svolti a Ortacesus e Pimentel.

La manifestazione Trexenta Experience” è un programma triennale di attività di turismo esperienziale che ha come obiettivo quello di promuover i siti archeologici dei territori.
Il progetto si inserisce nel cartellone del turismo esperienziale finanziato dall’Assessorato al Turismo della Regione Sardegna con i fondi della legge 7/55.

La manifestazione, alla sua seconda edizione, ha avuto un buon successo di pubblico, anche grazie alla promozione nazionale, come la partecipazione a Tourisma a Firenze, che ha dato visibilità al territorio e lustro all’iniziativa. Quest’anno, dal 2 al 5 novembre, il progetto Trexenta Experience è stato presentato dall’Unione dei Comuni anche alla Borsa del Turismo archeologico di Paestum, a dimostrazione di come la manifestazione stia crescendo e destando l’interesse nazionale e internazionale.

Ottovolante Sulcis APS e MuseoDiffuso.exe propongono due momenti dedicati alla valorizzazione della terra cruda: il laboratorio “Su Làdiraiu” tenuto dall’artigiano Luca Murgia e la presentazione del libro dell’architetto Sara Collu dal titolo “Làdiri – Il respiro della terra cruda in Sardegna”.

Dalle 15.00 alle 18.00 si terrà il laboratorio sulla lavorazione della terra cruda con partecipazione libera, gratuita e con posti limitati; scadenza iscrizioni: 15 dicembre 2023.
Per iscriversi al laboratorio o richiedere informazioni scrivere via chat WhatsApp al +39 347 984 9647 (dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00), via mail a museodiffuso.exe@gmail.com o attraverso il form online al link: https://forms.gle/66kMdm514Ta1PjQ28

Làdiri, o adobe, è una miscela di argilla, paglia e acqua che viene utilizzata da secoli per costruire abitazioni in tutto il mondo. È un materiale ecologico e a basso costo, che offre molte possibilità creative. Durante il laboratorio si imparerà, sperimentando con mano, le basi della costruzione con la terra cruda: dopo una breve introduzione sulla storia e sull’importanza di questo materiale, si passerà alla pratica, dove i partecipanti avranno l’opportunità di lavorare direttamente alla realizzazione di mattoni in terra cruda.
Luca Murgia lavora da più di due decenni nel mondo dell’edilizia, con particolare attenzione al campo della bioedilizia e della terra cruda, dove negli ultimi anni ha acquisito esperienza e valore aggiunto alla sua attività di operaio/artigiano. Attento all’ambiente e al territorio, sempre in prima linea nel difendere la terra sarda e nel diffondere conoscenza e consapevolezza sulle tecniche costruttive sostenibili e locali. Ha partecipato a diversi progetti, tra cui Progetto Barega, e spesso si dedica a laboratori dove mostra come costruire i mattoni di terra cruda significhi entrare in reale contatto con la terra, sporcandosi le mani e facendoci comprendere come questo materiale sia delicato e forte al tempo stesso.

Dalle 18.00 alle 20.00 spazio alla presentazione del libro, sempre con partecipazione libera. “Un libro, un viaggio e una ricerca nella cultura costruttiva della terra cruda, tra memoria storica, identità, architettura e sostenibilità.” Il libro “Làdiri Il respiro della terra cruda in Sardegna”, prodotto in maniera indipendente dalla factory sarda nootempo.net (sezione nootempo x books) è una ricerca, uno studio che ci porta nei paesi della Terra cruda in Sardegna in un viaggio attraverso architetture, materiali, sostenibilità dell’abitare e del costruire con gli elementi essenziali che compongono “su Làdiri”, ovvero la terra, l’acqua e la paglia. L’intento è quello di far conoscere questa tecnica costruttiva (così antica ma mai così moderna e sostenibile), tra storia e innovazione, in un’epoca nella quale le tematiche della transizione energetica e della sostenibilità sono molto discusse. Il libro è arricchito da suggestioni fotografiche che descrivono scorci, frammenti, dettagli, strutture e texture di numerosi paesi della Sardegna.