14 October, 2026

Portal 1 copiaNinetto Deriu
Finalmente una buona notizia per 60 lavoratori ex Ila che avevano perso il sussidio della mobilità o che lo perderanno a partire dal 30 giugno di quest’anno. Ieri in Regione è stata sottoscritta l’intesa, alla presenza degli assessori dell’Industria e del Lavoro, Maria Grazia Piras e Virginia Mura, e i rappresentanti sindacali. Si tratta del primo passo di un percorso formativo che, per ora, interesserà i lavoratori ex Ila e che sarà poi esteso a tutti i lavoratori delle industrie in crisi del Sulcis Iglesiente.
Il percorso formativo è anche finalizzato all’inserimento lavorativo nei cantieri che saranno avviati a Portovesme per la ripresa delle attività produttive dell’Eurallumina. Si tratta di un primo intervento i cui termini saranno approfonditi nel corso di un nuovo incontro già convocato per la prima decade di luglio. In seguito all’intesa siglata questo pomeriggio, i lavoratori hanno deciso di smantellare il presidio sotto il palazzo della Regione, in viale Trento a Cagliari.
L’assessorato dell’Industria ha ribadito la propria disponibilità al confronto con Ninetto Deriu, titolare della Port.Al (ex Ila) e all’utilizzo di tutti gli strumenti consentiti e concretamente attuabili per il rilancio della produzione.
Ninetto Deriu ha rilevato lo stabilimento ex Ila tre anni fa, con un progetto di rilancio molto ambizioso, nel quale ha investito circa 10 milioni di euro. Il progetto è stato finora bloccato prima dal no all’installazione di un mini parco eolico, poi dai ritardi nell’esame di una proposta d’intesa per un accordo bilaterale con l’Enel per la fornitura di energia a prezzo agevolato. A inizio maggio, di fronte ai tempi infiniti del confronto sui costi energetici, Ninetto Deriu ha annunciato la rinuncia all’investimento.

 

Il disegno di legge regionale sulla semplificazione è ad un passo dalla definitiva approvazione. L’obiettivo della Giunta regionale è fare della Sardegna una regione amica dell’impresa e dei cittadini, insieme a una Regione che sappia comprendere e interpretare le esigenze di tutti. Innanzitutto, la partecipazione: il provvedimento sarà approvato dopo ampia consultazione. Ieri, a Cagliari, è stato fatto un passo decisivo con la riunione del Tavolo del partenariato per la Semplificazione.
«Anche su questo tema, stiamo portando avanti gli impegni assunti in campagna elettorale», ha detto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru. «Prima di approvare il disegno di legge, secondo una modalità che stiamo facendo diventare sistema, vogliamo discuterne, confrontarci con le parti interessate, in questo caso il partenariato. I cittadini e gli imprenditori possono farlo anche sul sito sardegnapartecipa.it, il luogo virtuale in cui si possono segnalare le difficoltà burocratiche più frequenti, le pratiche più fastidiose e quelle che creano problemi. Sono convinto che l’intelligenza collettiva porti sempre a buoni risultati. Sapremo prendere spunto dalle segnalazioni per migliorare il disegno di legge. Quanto alle imprese, noi già sappiamo che la semplificazione e la riduzione della pressione fiscale sono i problemi più sentiti. Lavoriamo perché la Sardegna sia un posto ideale dove poter investire e creare sviluppo, e quindi occupazione.»
L’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras, si è espressa sulla stessa lunghezza d’onda. «L’esecutivo – ha detto – dall’inizio del proprio mandato di governo è impegnato a creare un ambiente normativo che favorisca la competitività del sistema economico e produttivo. Nostro compito è far sì che le imprese possano valorizzare le proprie idee e contribuire alla crescita economica della Sardegna». L’assessore Piras ha definito gli obiettivi immediati e di medio e lungo termine che saranno raggiunti una volta approvato il disegno di legge: riduzione degli oneri e degli adempimenti a carico delle imprese, con la garanzia di avere certezze dei tempi nei procedimenti amministrativi; razionalizzazione delle comunicazioni tra imprese e amministrazione attraverso le potenzialità del digitale; stesura di atti legislativi con testi chiari e comprensibili. «Il disegno di legge sulla Semplificazione va in questa direzione – ha aggiunto l’assessore Piras – e, una volta approvato, sarà anche efficace nella lotta alla corruzione e nella tutela della trasparenza». L’assessore Piras, infine, ha ricordato l’importanza strategica del SUAPE, lo Sportello Unico per le Attività Produttive e l’Edilizia, che mette insieme l’esperienza nel coordinamento SUAP attuata dall’Assessorato dell’Industria in materia di avvio d’attività d’impresa con gli adempimenti di natura edilizia in capo ai cittadini.
«L’intervento sulle leggi e sulle norme è un passo fondamentale – ha detto l’assessore degli Affari generali, Personale e Riforma della Regione, Gianmario Demuro –. La pubblica amministrazione deve garantire l’interesse pubblico, non costruire “schermi” che ostacolano il rapporto con le imprese e i cittadini. Dobbiamo migliorare la burocrazia, costruirne una nuova e in grado di rispondere alle esigenze di tutti. Occorre semplificare – ha detto ancora l’assessore Demuro – ma anche adeguare gli strumenti ai nuovi servizi digitali. Più la pubblica amministrazione sarà trasparente ed efficiente, più sarà in grado di generare fiducia nei cittadini e negli imprenditori».
L’intervento dell’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, si è invece concentrato sugli effetti che il provvedimento avrà sul funzionamento degli enti locali. «La pubblica amministrazione è fatta di procedure ma soprattutto di persone, e occorre dunque un adeguamento. Iniziamo con una volontà politica che va nella direzione della semplificazione, la modifica degli impianti normativi, l’eliminazione delle norme inutili, l’applicazione di buone prassi – per esempio il SUAP – anche in altri contesti, è la strada giusta. Serve la determinazione della Regione, ma anche quella degli enti locali e di tutti i soggetti coinvolti nel processo di semplificazione. È una rivoluzione di sistema – ha concluso Erriu – per accelerare i processi di spesa, per ridurre i tempi di risposta della pubblica amministrazione e far fare alla Sardegna un grande passo in avanti».

Giunta regionale 20

Finale scudetto atto 4°: al PalaSerradimigni di Sassari, la Dinamo Banco di Sardegna alle 20.45, sfida la Grissin Bon per riportare la serie in parità. Archiviata la straordinaria e, ad un certo punto, quasi insperata vittoria di gara 3, la squadra di Meo Sacchetti va all’assalto di quella di Massimiliano Menetti, con la convinzione di avere ritrovato le certezze che le avevano consentito di eliminare in semifinale i campioni d’Italia dell’EA7 Emporio Armani Milano e quindi di potersi giocare tutte le chanches scudetto fino in fondo, magari a gara 7, già fissata per il 26 giugno al Palabigi di Reggio Emilia.

La Dinamo questa sera punterà sulla ritrovata precisione al tiro dalla lunga distanza di David Logan (in gara 3 25 punti, 19 negli ultimi 10′ con 5 “bombe” consecutive dai 6,75), sul riscatto di Jerome Dyson, MVP della serata dopo la serataccia di due giorni prima a Reggio Emilia, e di Rakim Sanders, e spera di poter ritrovare anche il miglior Shane Lawal, l’uomo in più della semifinale con l’Olimpia Milano e finora in ombra in finale, anche per l’assenza in una partita per squalifica.

La Grissin Bon, da parte sua, in gara 3 non ha avuto il miglior Andrea Cinciarini ed ha avuto il meglio da Amedeo Della Valle, implacabile al tiro dai 6,75 e sui soliti Achille Polonara, Rimantas Kaukenas e Darius Lavrinovic. per violare il PalaSerradimigmi, se la Dinamo sarà in serata sì, dovrà fare leva su tutti i suoi campioni disponibili, non potendo contare neppure oggi sul grande ex Drake Diener, infortunatosi in gara 5 di semifinale, contro l’Umana Reyer Venezia (a Reggio Emilia sperano di riuscire a recuperarlo in tempo per gara 5, in programma lunedì 22 giugno al Palabigi).

Gara 4, in un PalaSerradimigni pieno come un uovo, inizia alle 20.45, arbitri Luigi Lamonica, Alessandro Vicino e Michele Rossi.

Dinamo Banco di Sardegna 2

 

Cornacchia

Il Comitato faunistico regionale ha dato parere favorevole per l’abbattimento selettivo delle cornacchie grigie. Lo ha annunciato l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spono, che ha sottolineato come «il documento sia stato approvato all’unanimità, a dimostrazione del grande senso di responsabilità di tutti gli attori interessati».
Si tratta di un Piano triennale (2015-2017) a cui hanno lavorato le strutture dell’assessorato dell’Ambiente, competente per materia. L’attuazione del Piano di depopolamento spetterà adesso alle Province che si dovranno avvalere di personale altamente specializzato, i cosiddetti coadiutori (oggi in buona parte cacciatori), per cui si stanno attivando dei corsi per la formazione, che coinvolgano ancor di più gli agricoltori. L’approvazione del Piano ha avuto bisogno di più tempo poiché l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha chiesto integrazioni e chiarimenti, e solo recentemente ha espresso parere favorevole, di tipo obbligatorio e vincolante, che ha permesso la chiusura dei lavori.
L’elemento di novità dell’intervento triennale sta nel numero dei volatili abbattibili, si passa dalle 8.000 cornacchie all’anno a ben 18.900.
Sul versante dei danni provocati dai cormorani alle aziende dei pescatori dell’oristanese, l’assessorato della Difesa dell’Ambiente ha spiegato che i fondi previsti per quest’anno sono gli stessi degli anni precedenti, senza alcuna riduzione. Le risorse per il 2014 sono state tutte impegnate e verranno trasferite alle Province solo dopo la presentazione delle relazioni sugli indennizzi che devono essere trasmesse entro giugno.
Per il futuro si sta valutando la possibilità di anticipare, almeno in parte, le risorse alle Province, così da intervenire prima nel risarcire i pescatori. Resta più problematico invece studiare piani di abbattimento per i cormorani, tutelati da apposite normative europee che porterebbero la Regione Sardegna nell’ambito di una procedura di infrazione, mentre è importante proseguire sul versante della prevenzione.

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La Slovenia ha celebrato oggi il National Day in Expo Milano 2015. Ad accogliere la delegazione slovena, guidata dal Primo Ministro Miro Cerar, il Commissario Generale di Expo 2015 Bruno Antonio Pasquino, il sottosegretario di Stato agli Affari Esteri Benedetto Della Vedova e il Vicepresidente e Assessore alla Salute di Regione Lombardia Mario Mantovani.

«Expo 2015 è il contesto privilegiato – ha dichiarato il sottosegretario Della Vedova – per affrontare i temi della malnutrizione e della sicurezza alimentare. La Carta di Milano consegnerà la legacy e gli indirizzi per l’Agenda post 2015 delle Nazioni Unite, per questo è necessaria la cooperazione di tutti i Paesi partecipanti e il contributo della Slovenia, con cui l’Italia vanta rapporti bilaterali di alto livello, è fondamentale.»

«La Slovenia partecipa a un’Esposizione Universale per la quarta volta – ha dichiarato il Primo ministro Cerar – ma l’Expo di Milano è per noi particolarmente importante per gli ottimi rapporti che ci legano all’Italia. Il nostro padiglione sviluppa il tema ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’ attraverso un concept coraggioso che si basa su cinque punti fondamentali: le saline, le api, le acque termali, trekking e ciclismo e la misurazione del carbone. Il padiglione – ha aggiunto – è inoltre interamente realizzato con materiali naturali, proprio per ben rappresentare il nostro sconfinato amore per la natura. Possa quindi Expo 2015, che è già un indiscutibile successo, portare a raggiungere traguardi per quanto riguarda la nutrizione, la biodiversità e la sostenibilità a livello globale per noi e per le generazioni future.»

Dopo la cerimonia dell’alzabandiera, la delegazione slovena ha visitato il padiglione Italia e quello sloveno.

In occasione del National Day della Slovenia, la campionessa olimpica di discesa libera e slalom gigante Tina Maze oggi ha fatto visita al sito di Expo Milano 2015.

«Sono felice di partecipare a questo giorno importante. La Slovenia – ha dichiarato Maze, testimonial del Paese all’Esposizione Universale – è una nazione davvero attiva, molto attenta all’ambiente. Il nostro padiglione all’Esposizione Universale rappresenta al meglio questi aspetti.»

Accompagnata nella sua visita dal primo ministro sloveno Miro Cerar, Tina Maze ha incontrato il Commissario unico delegato per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala e ricevuto due “wellness ball” in dono da Technogym, prima di proseguire la sua passeggiata lungo il decumano alla scoperta dei padiglioni dei Partecipanti.

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Expo Milano 2015 diventa capitale internazionale della pizza. Domani, sabato 20 giugno, in occasione della “Settimana Mondiale del Pomodoro”, lungo il Decumano sarà realizzata la pizza margherita più lunga del mondo. L’obiettivo è battere il record conseguito nel 2011 dall’associazione spagnola dei pizzaioli con una pizza lunga 1.141,5 metri.

Impastata e infornata da oltre 80 pizzaioli provenienti da tutta Italia, la pizza, secondo le intenzioni degli organizzatori “La Pizza+1”, azienda piacentina leader nella produzione di pizza fresca in teglia, e la Nazionale Italiana Pizzaioli, misurerà almeno 1 chilometro e mezzo. Ad ufficializzare il successo dell’impresa saranno i giudici del “Guinness World Records”.

Davvero lunghe e macchinose le operazioni di trasferimento dei prodotti sino all’Esposizione Universale e di preparazione dell’impasto: nella notte di giovedì ben 12 camion carici di alimenti e macchinari sono partiti da Piacenza per raggiungere il sito espositivo. La pizza sarà preparata a partire da mezzanotte di venerdì e con oltre 12 ore di lavoro ininterrotto i pizzaioli impasteranno e farciranno la pizza per farla trovare pronta e fumante sabato mattina. Per comprendere in pieno la portata dell’evento, ecco i numeri e le quantità degli ingredienti che saranno usati per realizzare la mega pizza: 1.700 kg di farina per 2.500 kg di impasto, oltre 150 kg di olio extravergine di oliva e 30 kg di lievito. Per il condimento, ecco 1.500 kg di pomodoro e ben 1.700 kg di mozzarella, tutto rigorosamente made in Italy. A tutto ciò aggiungiamoci un chilometro e mezzo di teglie e 800 tavoli in acciaio che saranno posizionati a ferro di cavallo lungo il Decumano, 5 forni mobili per la cottura della pizza appositamente progettati con tanto di nome: Nina, Pinta e Santa Maria i più grandi, Lesmo e Parabolica gli altri due posizionati nelle curve.

Subito dopo il responso dei giudici del “World Guinness Records”, i visitatori di Expo Milano 2015 potranno gustare uno dei 35mila tranci di pizza preparati. Si tratterà di un momento fondamentale, in quanto il record potrà davvero essere battuto solo se tutta la pizza sarà completamente mangiata.

Le celebrazioni per il record della pizza hanno anche un risvolto sociale importante che si lega alla lotta allo spreco di cibo e garantire alimenti sani e sicuri a tutti. Proprio in questa direzione va l’iniziativa del Comitato organizzatore, avallata sin da subito dai dirigenti dell’Esposizione Universale, di destinare oltre 300 metri di pizza all’associazione Banco Alimentare di Milano, che li distribuirà alle mense per i cittadini più bisognosi.

Entro il mese di giugno saranno resi pubblici i bandi previsti dalla legge n. 3 del 2009, per l’utilizzo veicolare della lingua sarda nelle scuole. A seguire, saranno pubblicati inoltre i bandi per i materiali didattici per l’insegnamento del sardo. Lo ha annunciato oggi l’assessore regionale della Pubblica Istruzione, Claudia Firino.
«Riappropriarsi dell’identità, a partire dalla lingua, è un processo che deve essere strutturato e trovare spazio già nella più tenera età, e dunque deve essere centrato nelle scuole, comprese quelle per l’infanzia – ha detto l’assessore Firino -. Parlare di scuola significa anche, come detto in diverse occasioni e ripetuto anche nei più recenti incontri di presentazione del progetto Iscol@, destinare un posto di rilievo alla lingua sarda, prima espressione dell’identità da cui proveniamo e che ci appartiene. Perciò abbiamo concentrato la maggior parte delle risorse per la lingua sarda nella scuola.»
Il bando, che rimarrà aperto fino all’inizio dell’anno scolastico per permettere la predisposizione dei progetti, si rivolge agli istituti scolastici della Sardegna (comprese le scuole dell’infanzia) che vengono invitati a presentare proposte per la sperimentazione dell’insegnamento e dell’utilizzo veicolare della lingua sarda in orario curricolare. La dotazione finanziaria è di 450mila euro.

Claudia Firino copia

Un gruppo di cittadini e commercianti di Carbonia ha rivolto un appello al dottor Luigi Bettoni, direttore della sede di Cagliari della Banca d’Italia, per chiedere la distribuzione di banconote da 5 e 10 euro negli sportelli bancomat.

«Da qualche tempo la mancanza di banconote da 5 e 10 euro che le banche locali non distribuiscono in modo regolare – si legge nella lettera-appello – sta creando gravi disagi in tutto il settore commerciale della città di Carbonia. Ci riferiamo al pagamento degli stipendi e, soprattutto, alle casse degli sportelli automatici dove vengono distribuite solamente banconote da 20 e da 50 euro. Questo modo di operare da parte delle banche, ha determinato una situazione grave ai danni di tutti coloro che si servono di tali sportelli e, soprattutto, degli operatori commerciali che si trovano costretti in alcuni casi a dover rinunciare alla vendita essendo insufficiente il contante a disposizione. Ci domandiamo, a questo punto: a che serve il bancomat se si è poi costretti a far la fila all’interno per cambiare le banconote appena prelevate?»

Per queste ragioni, cittadini e commercianti di Carbonia chiedono al direttore della sede di Cagliari della Banca d’Italia, di intervenire al più presto, visto che, insieme a questo problema, da tempo giù subiamo gli effetti della crisi economica che investe il nostro territorio con particolare gravità.

Campagne di Giba

Gli agricoltori sardi associati alla Coldiretti hanno manifestato oggi sulla strada statale “Carlo Felice”, da Sanluri a Cagliari, creando disagi e rallentamenti al traffico delle auto che viaggiavano verso il capoluogo. All’origine della protesta, ci sono soprattutto i soldi che non arrivano, ma anche pratiche non pagate, assenza di una politica agricola creditizia, refresh, costi del gasolio.

Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, è intervenuto alla manifestazione sul palco improvvisato su un camion, al km 21 della Carlo Felice. «L’impegno personale c’è – ha detto Pigliaru -, ma non si può chiedere in un attimo di risolvere problemi che si trascinano da tanto. Sono appena reduce dalla presentazione del primo disegno di legge anti burocrazia. All’agricoltura credo – ha aggiunto – più che ad ogni altro settore. Mi interessa che ci siano produzioni di valore. L’Expo ci sta dicendo che ci vuole roba di qualità. Capisco che per poter lavorare serenamente e aggredire i mercati bisogna risolvere i problemi che si trascinano da anni. Sono consapevole che il sistema è lentissimo, in altre regioni le cose vanno molto più veloci. Lasciatemi il tempo di capire dove sono i problemi».

Riguardo i pagamenti, Francesco Pigliaru ha detto: «Abbiamo degli enti importanti e costosi vogliamo che diano risposte e ci metteremo presto le mani. Mi impegno a convocare un incontro, restituire i soldi non è nelle nostre intenzioni». «La nostra idea è mettere a disposizione tanti ettari di terra perché possano essere lavorati dalle nuove generazioni. Presto ci sarà il bando e sul refresh, grazie alla Giunta, abbiamo portato a casa un risultato importante, quello del 50 per cento. Ora andiamo dal ministro per regolare le situazioni del passato. È stato fissato un incontro per il 24 giugno con il ministro dell’Agricoltura». Francesco Pigliaru, infine, ha annunciato un prossimo forum sull’agricoltura da esportazione.

Il capogruppo regionale di Area Popolare, Gianluigi Rubiu, ha partecipato al corteo di protesta dei trattori delle associazioni agricole che oggi hanno sfilato per le vie di accesso di Cagliari.

«E’ paradossale che le richieste del mondo delle campagne siano ormai da tempo inascoltate, con penalizzazioni per gli operatori agricoli – ha detto Rubiu -. Le aziende reclamano più attenzioni da parte della giunta Pigliaru sulle vertenze da tempo sul tavolo. Si parte dal rialzo del costo del carburante per l’utilizzo agricolo, con i coltivatori isolani che dovrebbero beneficiare del gasolio a prezzo agevolato. Nulla di tutto questo però. Perché la Regione non ha adeguato il sistema informatico per accedere al sostegno – aggiunge Rubiu -. Una tegola in più per gli agricoltori, che non possono ottenere dei vantaggi riconosciuti dalla legge. Non finisce qui. Perché ci sono delle questioni legate al mondo della campagna che vanno immediatamente affrontate. I premi comunitari bloccati. Le risorse limitate. E’ da mesi che la Regione ridimensiona la crisi in atto, senza provvedere ai sostegni per l’agricoltura isolana. Sono ancora bloccati i premi che dovrebbero arrivare agli agricoltori – ha concluso Rubiu -, mentre l’agenzia per le erogazioni in agricoltura sta chiedendo dei soldi indietro agli operatori, senza che la Regione abbia ascoltato gli appelli esasperati provenienti dai campi.»

Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e l’assessore degli Affari generali, Personale e Riforma della Regione, Gianmario Demuro, hanno hanno partecipato ieri, a Roma, all’incontro con il sottosegretario degli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, che ha riunito intorno al tavolo di lavoro i presidenti delle Regioni a Statuto speciale.

La riunione, ospitata nella sala del Ministero e preceduta dal coordinamento dei presidenti in Conferenza delle Regioni, è stato il primo momento di confronto sulle modalità e le procedure per la revisione degli Statuti speciali, passaggio fondamentale nell’ambito del disegno generale di riforma della Costituzione.

«Si è trattato di un primo incontro per avviare un discorso che abbiamo aperto e sostenuto con determinazione – ha commentato al termine il presidente Pigliaru -. Al centro dei lavori è stato il tema delle norme di attuazione come strumento da utilizzare in modo unitario, con l’obiettivo di armonizzare i risultati delle singole intese che ogni Regione Autonoma avrà con lo Stato per definire la specialità nelle differenti realtà regionali. A questo scopo si è insediata oggi una commissione paritaria in cui il Ministero dialoga con le Regioni speciali che, da parte loro, lavorano per portare avanti posizioni comuni.»

«Ogni Statuto speciale ha un procedimento di revisione diverso – ha sottolineato l’assessore Demuro -. Serve un minimo comune denominatore. E la commissione paritaria, che si riunirà già la prossima settimana, dovrà scrivere le regole, definendo le linee di un percorso condiviso.»

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