14 October, 2026

Massimo Melis e Mario Corongiu 1 copiaMassimo Melis 0 copiaConsiglio comunale Sant'Antioco 7 copia

Tempesta nella coalizione di maggioranza che sostiene il sindaco Mario Corongiu, a Sant’Antioco. Il vicesindaco e assessore dei Lavori pubblici, Manutenzioni, Ambiente e Protezione civile, Massimo Melis, e i consiglieri Valerio Lecca e Luca Cabras, passano all’opposizione. Con questa decisione, maggioranza e opposizione hanno lo stesso numero di consiglieri, otto. A fare la differenza, da oggi in avanti, sarà quindi solo il voto del sindaco. Una maggioranza risicatissima che espone a grossi rischi la nuova maggioranza e l’approvazione dei provvedimenti che, di seduta in seduta, verranno portati all’esame e all’approvazione del Consiglio comunale.

Di seguito la lettera al sindaco delle dimissioni irrevocabili di Massimo Melis con l’annuncio del suo passaggio all’opposizione e di quello dei due suoi colleghi di gruppo.

Signor Sindaco,

con la presente le rassegno formalmente le dimissioni irrevocabili dalla carica di Assessore e Vice Sindaco, da Lei affidatami tre anni fa.

Tante sono le motivazioni che mi supportano in questa scelta, sofferta, che è maturata negli ultimi sei mesi. Prima tra tutte la mancanza di risposte riguardo alla richiesta, fatta a inizio di quest’anno, rispetto alla necessità di rinnovare la Giunta per dare maggiore vigore all’operato dell’esecutivo.

L’entusiasmo che ci aveva portato alla vittoria delle elezioni del giugno 2012, per alcuni componenti la Giunta non è mai esistito, e a risultato elettorale acquisito, alcuni di questi, sembravano addirittura dispiaciuti che la vittoria fosse stata determinata dal risultato del gruppo, di cui sono onorato di appartenere. Con Valerio Lecca e Luca Cabras abbiamo ottenuto in totale circa 650 preferenze, delle quali 410 alla mia persona.

Nonostante ciò per la prima metà del mandato abbiamo lavorato mettendoci il massimo impegno, pur consapevoli delle grosse difficoltà legate alla mancanza di risorse, siamo riusciti attraverso la presenza quotidiana, costante e ininterrotta, anche dei due consiglieri del gruppo, a dare risposte alle problematiche del paese.

Sono a disagio, mi creda!

In questi anni, sia durante l’attuale mandato Amministrativo, sia in quello precedente, il cittadino poteva recarsi in comune, qualsiasi giorno e fino a tarda sera, che era certo di trovare Lei Signor Sindaco e il sottoscritto, nessun altro, salvo altre sporadiche apparenze.

L’assenza del resto della Giunta, non solo in termini fisici ma anche di contenuti, nella prima metà di questo mandato, è stata sopperita dal nostro lavoro. Chi per un motivo chi per un’altro lasciava la cittadinanza senza risposte. La situazione più imbarazzante si è determinata quando a fronte di una discussione, in qualità di Vice Sindaco, con un componente della Giunta, per la sua perenne assenza dagli uffici, questi mi ha risposto che riusciva a fare funzionare il servizio anche dando disposizioni telefoniche, non era necessario essere presenti. Signor Sindaco ha capito subito che stiamo parlando di Servizi Sociali, dove per mesi abbiamo avuto tutto il personale del servizio in protesta, uffici chiusi per mancanza di personale, quasi tutti in malattia. Durante la campagna elettorale, che ci ha portato ad amministrare, abbiamo detto che il comune sarebbe stato un palazzo di cristallo, trasparenza su tutto, ebbene nell’ordinativo c’è stato un errore per le camere dei servizi sociali sono arrivati i vetri oscurati.

Ho sempre lavorato per sostenere al massimo l’attuale vicenda amministrativa, ho messo a disposizione dell’intera comunità la mia caparbietà, la mia ostinazione nel raggiungere gli obiettivi condivisi, tutto il mio tempo, la mia professionalità, il mio saper fare e i risultati li lascio illustrare alla popolazione, prima di tutto e poi a Lei, per alcuni in svariate occasioni ne è andato fiero.

Il suo pensare riguardo al fatto che io non difenda l’Amministrazione su Facebook dagli attacchi (per molti versi condivisibili) di parte della cittadinanza, mi stupisce, forse Lei dimentica che, per lungo periodo, sono stato l’ariete di questa Amministrazione, prendendomi da solo le bordate, dell’opposizione, in consiglio e non solo.

Ho dato disponibilità totale ai cittadini, agli utenti in genere, quale che fosse la loro provenienza sociale e/o politica, facendo diventare ogni loro esigenza un problema da affrontare e risolvere. Subito.

La logica del rimandare a domani i problemi di oggi davvero non mi appartiene, a differenza del resto della Giunta Lei compreso “VEDIAMO”. E’ una questione di stile.

Con questo spirito che allo scadere di metà legislatura le ho chiesto Signor Sindaco, l’inserimento di nuove energie in Giunta in sostituzione di chi ormai da troppo tempo aveva perso lo smalto vitale per un proficuo lavoro per il bene della collettività, se mai l’ha avuto.

Ma, nonostante tutto, evidentemente c’è dell’ altro, non posso immaginare che la Giunta sia determinata da questioni di amicizia o di altri fattori che poco hanno a che fare con il merito, il lavoro e la disponibilità totale per il bene del paese.

Per questi motivi, dopo aver riscontrato ripetutamente, da parte sua Signor Sindaco, la mancanza di iniziative tese a dare maggior vigore all’operato dell’esecutivo, le rassegno le mie dimissioni irrevocabili dalla carica di Assessore è da Vice Sindaco.

A tutte le persone che hanno creduto e credono in me voglio dire che con questo non intendo disinteressarmi della cosa pubblica, anzi! Non intendo demandare ad altri il tentativo di costruire una Sant’Antioco diversa, più sana.

Voglio, al contrario, investire il mio tempo per immaginare una vicenda nuova, in cui il protagonismo vero di gente laboriosa sia al centro di tutto. Distante da storie che vengono da lontano, che non appartengono a me né a tanti che come me vorrebbero solo “provare” a fare politica.

Secondo coscienza compio questa scelta di distinguo dall’attuale vicenda amministrativa.

Non ritengo giusto continuare ad occupare una postazione di visibilità, una postazione remunerata, non condividendo più il percorso che la stessa maggioranza sta portando avanti.

Non riesco a far finta di niente!

Da oggi il nostro confronto sarà nei banchi del Consiglio, io, assieme ai consiglieri Lecca e Cabras, posizionati nella zona occupata dai consiglieri dell’opposizione.

Ebbene, sono sereno: lascio con il paese all’ 80% di raccolta differenziata, per questo ho sempre ringraziato la cittadinanza oltre ai lavoratori che svolgono il servizio. Un sistema di pulizia del paese efficace siamo l’unico comune nel territorio ad avere un piano di spazzamento stradale. Con il verde urbano curato, nonostante il bilancio non prevedeva risorse per questo settore, per questo ringrazio la società ATI IFRAS e chi gratuitamente con il suo lavoro aiuta il paese. Le grandi bonifiche in itinere, è in corso il bando per le aree Sardamag, con i lavori pubblici con alti e bassi, seconda rescissione del contratto in danno per il campo bocce, le imprese che fanno i lavori le decide il mercato si può essere fortunati oppure no. Progetti per le scuole in corso, uno già approvato dalla Giunta, sono ripresi i lavori della pista ciclabile, i cantieri occupazionali stanno procedendo come programma e ne abbiamo altri tre pronti. Abbiamo approvato il documento preliminare alla progettazione per la cittadella sportiva, ma, se l’urbanistica non definisce la questione PAI, rischia di non servire a niente. Abbiamo il Piano di Protezione Civile pronto da approvare, non l’ho portato all’attenzione della Giunta perché prima volevo presentarlo alla cittadinanza, ma è pronto. Abbiamo l’assegnatario dei lavori per la ristrutturazione della Casa del Mutilato e per i lavori nel campetto di Via Trilussa. Ho sollecito quotidianamente l’ufficio per i lavori riguardanti la realizzazione dei 30 alloggi, dopo una buona partenza c’è stato un rallentamento. Queste sono SOLO ALCUNE delle cose in itinere dei settori di cui mi sono occupato.

Sono sereno anche per tutta la restante attività programmata con i miei settori, gli Uffici avranno di che lavorare per portare a compimento quanto già avviato, a meno di volontà diverse.

Ciò che ho fatto e ciò che ancora avrei potuto realizzare, di più e meglio, lo rimetto al giudizio altrui.

Ringrazio tutti i funzionari, in particolare quello del settore LL.PP. e i dipendenti che mi hanno accolto, supportato, ascoltato, che hanno interagito con me per il bene di tutti, che hanno fatto dell’umiltà e dello spirito collaborativo un’arma vincente.

Infine, mi sento in dovere di ringraziare i cittadini tutti perché mi hanno quotidianamente manifestato il loro attaccamento alla nostra terra e il loro desiderio di vederla migliore, con le continue sollecitazioni, mi hanno aiutato a tenermi vigile sulle tante problematiche che attanagliano il nostro paese.

Ora desidero cambiare pagina.

Voglio continuare a spendermi per questo territorio, in ogni modo.

Infine, Signor Sindaco, auguro a Lei e alla Sua Giunta un proficuo lavoro per il bene della collettività.

Cordiali Saluti

Massimo Melis

«Expo Milano 2015 è straordinaria sotto ogni profilo: per la qualità, per la creatività e per aver saputo unire centinaia di Paesi del mondo». Sono queste le parole usate dal presidente della Repubblica francese Francois Hollande, presente oggi all’Esposizione universale, per celebrare il National Day del Paese. «La Francia – ha spiegato il presidente Hollande – sta preparando progetti per le prossime Esposizioni universali e prende ispirazione proprio da Expo Milano 2015, che è già un successo per il numero di visitatori».

Ad accogliere la delegazione francese, questa mattina, sono stati il presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi e il commissario unico delegato del Governo per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala. Hanno preso parte alla cerimonia dell’alzabandiera il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, il commissario generale di Expo 2015 Bruno Pasquino, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, l’assessore regionale dell’istruzione Valentina Aprea e il Prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca. La delegazione francese ha visto la partecipazione del Ministro dell’Agricoltura Stéphan Le Foll, dell’ex Ministro della Cultura Jack Lang, dell’ambasciatrice francese in Italia Catherine Colonna e del commissario cenerale del padiglione francese Alain Berger. Tra i presenti anche l’attrice Carole Bouquet.

Al termine della cerimonia il premier Renzi e il Presidente Hollande, accompagnati dal commissario Sala, hanno percorso a piedi il Decumano, attorniati dalla folla dei visitatori, e visitato il padiglione Francese, prima di fermarsi a Palazzo Italia, dove il Capo di Stato francese ha firmato la Carta di Milano. A dare loro il benvenuto è stato il commissario Generale del padiglione italiano Diana Bracco.

«Ho firmato la Carta di Milano – ha dichiarato Francois Hollande – perché la Francia, come tutti i Paesi presenti in Expo 2015, è pronta ad assumersi la responsabilità del destino del pianeta per quanto riguarda la sicurezza alimentare, la tutela dell’ambiente e tutti i temi di questa Expo, con spirito di condivisione. Lo stesso spirito che deve continuare a esserci in Europa, che è un’identità, un modo di vivere e di progettare l’esistenza.»

«La Carta di Milano – ha sottolineato Matteo Renzi – è l’eredita che Expo 2015 vuole lasciare, in vista della conferenza COP 21 a Parigi, indicando proposte concrete in tema di sicurezza alimentare e di diritto al cibo. Expo Milano 2015 oggi e COP21, che si terrà a dicembre a Parigi – ha dichiarato il premier Renzi nella conferenza stampa a seguito dell’incontro bilaterale con il presidente francese -, sono due occasioni per fare di Italia e Francia punti di riferimenti internazionali. In questo è importante il contributo di Expo 2015 che si sta dimostrando luogo di discussione politica a livello Mondiale.»

Il National Day francese che, come ha sottolineato il presidente Hollande, coincide con il giorno più lungo dell’anno – il 21 giugno è il giorno del solstizio d’estate – è dedicato alla musica. In serata, nel padiglione, sono previsti i dj set Yuksek e Jabberwocky.

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«Le lavoratrici e i lavoratori Eurallumina hanno appreso con soddisfazione la notizia dell’accordo raggiunto tra Regione Sardegna (assessorati del Lavoro e dell’Industria) e organizzazioni sindacali, relativo alla possibilità di inserire (in modo che abbiano anche un minimo sostentamento economico) nelle attività formative previste dal Piano Sulcis, i lavoratori della ex Ila che hanno perduto o a breve perderanno completamente gli ammortizzatori sociali, insieme ai lavoratori dell’indotto Eurallumina.»

Lo scrive, in una nota, la RSU Eurallumina.

«Grande soddisfazione nel vedere un’ancora di salvezza per chi ormai non può più accedere agli ammortizzatori sociali, ma sopratutto una grande soddisfazione perché questa enorme  possibilità è permessa dallo stato avanzato in cui si trova la vertenza Eurallumina, che solo per le operazioni di preparazione dell’impianto avrà una disponibilità di occupazione per circa 200 unità. Tutto questo è il frutto della lotta e del sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori Eurallumina, della loro “Unità interna” che è alla base di tutto, della collaborazione tra organizzazioni sindacali, rappresentanti dei lavoratori e istituzioni (ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, Regione Sardegna, Coordinamento Piano Sulcis, istituzioni locali, ecc.) e da tutti coloro che in questi anni hanno sempre creduto nel progetto di riavviamento della fabbrica. Il sacrificio di chi continua senza tregua a difendere il proprio posto di lavoro – conclude la RSU Eurallumina – è messo a disposizione anche di altri lavoratori che provengono da altre realtà e questo per noi è l’espressione massima della solidarietà mai mancata in questi anni.»

Eurallumina.

L’anfiteatro di Monte Sirai, tra il 5 e il 26 luglio, nell’ambito del XXXIII Festival La Notte dei Poeti organizzato dal CeDAC e dedicato ai Grandi Maestri d’arte e di vita, ospiterà tre appuntamenti nel segno della musica e della danza.

A dare il la al suggestivo trittico sonoro – domenica 5 luglio alle 22.00 – sarà il concerto di The Choir of Gonville and Caius College (il Coro del Gonville & Caius College) di Cambridge – uno dei più conosciuti e apprezzati ensemble vocali e strumentali giovanili inglesi, in seno alla tradizione dei cori universitari. Il coro, diretto dal maestro Geoffrey Webber, sfoglierà pagine importanti della ricca letteratura musicale, sacra ma anche profana, antica e contemporanea: dalla ricca produzione fiorita in seno alla Chiesa Anglicana alle partiture commissionate a celebri compositori, con particolare attenzione alla musica celtica tra VII e XIV secolo.

Sarà poi la volta – sabato 11 luglio sempre alle 22.00 –  di # KOI – cantando danzavamo di e con Chiara Murru e Frantziscu Medda-Arrogalla: un progetto ispirato alla scrittura di Sergio Atzeni – in particolare il romanzo “Passavamo sulla terra leggeri” e all’enigma delle maschere dei Mamuthones scolpite dal mamojadino Franco Sale. Sonorità contemporanee, voci ed echi della natura ed elaborazioni elettroniche per un viaggio tra antichi e nuovi riti del Mediterraneo, interpretati da un gruppo di giovani danzatori e performers in un coinvolgente spettacolo che nasce e si trasforma di volta in volta insieme al paesaggio.

Suggellerà il programma dell’anfiteatro di Monte Sirai – domenica 26 luglio, alle 22.00 – il concerto di Roundella – nuova formazione musicale dall’anima swing che schiera  la cantante Francesca Corrias (voce e effetti) insieme a Mauro Laconi alla chitarra elettrica, Filippo Mundula al contrabbasso e Gianrico Manca alla batteria. Un affiatato quartetto di eccellenti musicisti per un viaggio sulle vie del jazz, con incursioni nell’hip hop e nei territori della black music: l’ensemble porta avanti una continua ricerca ritmica e sonora in cui le influenze si intrecciano senza creare barriere e le differenti personalità dei quattro musicisti trovano una unità completa nel groove e nel beat.

Francesca Corrias Choir of Gonville

Balli e canti di gruppi di musicisti in costumi tradizionali hanno aperto le celebrazioni del National Day della Repubblica Popolare Democratica del Laos.

Dopo il classico rito dell’alzabandiera, con l’intonazione degli inni nazionali, sono intervenuti il sottosegretario per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Ivan Scalfarotto, e il vice ministro laotiano per il Commercio e l’Industria e Commissario Generale del Laos, Siaosavath Savengsuksa, accolti dal Commissario Generale di Expo Milano 2015, Bruno Pasquino.

Ivan Scalfarotto ha rivolto un caloroso messaggio di saluto alla popolazione del Laos, lodando «l’equilibrio che ha saputo raggiungere tra uomo e pianeta, tra le diverse comunità umane e gli individui». In particolare, il sottosegretario ha voluto citare il progetto Women For Expo, fondamentale per «la promozione delle donne nei ruoli di coordinamento e decisionali, ciò permetterà un mondo più sicuro e più prospero. Il Laos è un buon esempio di questo impegno». Il Laos è collocato all’interno del Cluster del Riso, alimento e prodotto con cui il paese ha un legame particolare, tanto che nella lingua locale cibo e riso sono sinonimi. «Eppure, questo legame coesiste con una varietà e ricchezza culturale e culinaria di enorme ampiezza – ha spiegato Scalfarotto -. Vengono coltivate ben sei varietà di riso sulle 21 esistenti al mondo. Non potremo far fronte alla crescita della domanda alimentare se non utilizzeremo appieno la chiave della diversità, se non interromperemo la strada dell’omologazione e standardizzazione che ci portano a consumare solo una piccola parte dei cibi a nostra disposizione».

Il Vice Ministro laotiano Siaosavath Savengsuksa, ha spiegato che il tema di Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, è molto importante per i popoli di tutto il mondo: «Il Laos ha lavorato moltissimo per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del Millennio e la riduzione della povertà. La sicurezza alimentare è una priorità per il nostro governo, così come un ambiente pulito, che permette di produrre cibo sano e sicuro e promuovere una produzione verde e sostenibile».

Le celebrazioni sono continuate nel cluster con spettacoli musicali e una ricca degustazione di prodotti tipici del Laos che includevano molte specialità a base di diverse varietà di riso, tra cui il tipico “sticky rice”.

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Una giornata diversa, divertente e spensierata. Una trentina di bambini ucraini, accompagnati dai responsabili dell’associazione umanitaria onlus “Bambini nel mondo” di Busto Arsizio, hanno visitato ieri Expo Milano 2015.

Accolti dal Commissario Unico delegato del Governo per Expo Milano 2015, Giuseppe Sala, i bambini provengono soprattutto da Kiev e Chernobyl e sino a metà luglio vivranno in Italia, ospiti di famiglie di Busto Arsizio.

Il loro tour al sito espositivo è cominciato con la tappa al padiglione del Brasile, con la classica camminata sulle reti, per poi proseguire a Casa Corriere e a Palazzo Italia. A pranzo i bambini sono stati ospitati nello stand del salumificio Beretta. Successivamente il gruppo ha visitato il Padiglione Zero. A fine giornata, tanta la stanchezza ma anche la felicità e l’entusiasmo per aver ammirato un posto unico al mondo.

Bambini ucraini a Expo 2015

Dinamo Banco di Sardegna 2 Dinamo Banco di Sardegna 3 Dinamo Banco di Sardegna Jerome Dyson 1

La Dinamo si ripete in gara 4 in una partita da infarto (94 a 90 dopo un tempo supplementare) e impatta la serie della finale scudetto con la Grissin Bon davanti a 5.000 spettatori entusiasti dopo 45 minuti caratterizzati da mille emozioni.
La Dinamo ha dominato la partita per 30 minuti giocando a ritmi vertiginosi con percentuali dai 6,75 soprattutto nei primi 20′, da NBA: 9 su 16. Nel primo tempo è stato il tiro da 3 punti a fare la differenza, con un Rakim Sanders stellare (11 punti con 1 su 2 da due punti, 3 su 3 da tre punti e 5 rimbalzi) e Sosa, Logan, Lawal e Kadji tutti a quota 7 punti. Nella Grissin Bon hanno retto il confronto Darius Lavrinovic e Achille Polonara, autori rispettivamente di 12 e 11 punti, in ombra gli altri. La Dinamo ha iniziato la sfida giocando a ritmi vertiginosi (12 a 5 al 4′ con “bombe” di Kenneth Kadji e Logan e schiacciate di Sanders e Lawal ma Polonara e Lavrinovic hanno riportato sotto la Grissin Bon (13 a 12) al 6′. Altre due “bombe” di Dyson e Sanders hanno riportato la Dinamo avanti, 19 a 12, ma una “bomba” di Lavrinovic e due canestri da sotto di Polonara e Della Valle hanno colmato il divario: 19 a 19.
La Dinamo tira meglio da 3 che da 2 punti e Sanders porta la Dinamo al primo riposo breve sul +4: 25 a 21.
In avvio di secondo quarto la Grissin Bon accorcia a – 2 con un canestro da sotto di Vitalis Chikoko, 25 a 23, ma poi la Dinamo continua a “bombardare” il canestro avversario con Giacomo Devecchi, Logan, Sosa e Sanders la buona vena di Lavrinovic e Polonara hanno consentito alla Grissin Bon di andare all’intervallo lungo con un ritardo di “soli” 12 punti: 48 a 36!
La partita sembra incanalata verso una vittoria sicura della Dinamo è questa sensazione cresce in avvio di terzo quarto, quando la Grissin Bon sbanda vistosamente e la Dinamo vola fino a + 22: 63 a 41 al 25′. Brillano Sanders (da 3), Dyson, Kadji e Logan. La partita sembra decisa ma dopo pochi minuti la luce della Dinamo improvvisamente si spegne e la squadra di Massimiliano Menetti inizia una clamorosa rimonta. Cresce Andrea Cinciarini, con lui Ojars Silins e in breve tempo il divario tra le due squadre si assottiglia: 68 a 56 all’ultimo intervallo breve.
Il margine di vantaggio per la Dinamo è ancora buono ma la partita sta cambiando e la squadra di Meo Sacchetti non riesce a frenare la rimonta emiliana. La Dinamo continua a sbagliare molto nei tiri da due punti, crollano anche le percentuali dai 6,75 e al 36′ la Grissin Bon è a -7: 76 a 69. Dyson riporta i suoi a +9 ma Reggio Emilia ci crede e, punto dopo punto, si riporta sotto fino al -3 al 38′: 78 a 75. Ora la Dinamo ha paura, Dyson mette dentro il canestro del +5, 80 a 75 , ma la Grissin Bon in un finale da infarto riaggancia la Dinamo con un canestro da sotto di Andrea Cinciarini e una “bomba” di Ojars Silins, portando gara 4 incredibilmente al primo tempo supplementare.
Sulle tribune del PalaSerradimigni scende il gelo e l’inerzia della sfida è ora dalla parte della squadra ospite che è stata capace di rimontare uno svantaggio di 22 punti con un parziale di 39 a 27 negli ultimi 15′.
Ma quando tutti si aspettano un allungo della Grissin Bon che vincendo porterebbe la serie sul 3 a 1, ad un passo da uno storico scudetto, dopo due tiri liberi di Amedeo Della Valle, Jerome Dyson piazza due “bombe”, un canestro da sotto e due tiri liberi che, uniti ad un canestro da sotto e due tiri liberi di Jeff Brooks, regalano alla Dinamo la vittoria che vale il 2 a 2 e riapre pienamente la serie della finale scudetto.
La Dinamo chiude con 18 su 40 da due punti, 14 su 33 da tre punti e 16 su 31 ai tiri liberi; 50 rimbalzi, 14 di Shane Lawal.
Per la Grissin Bon, 31 su 51 da due punti, 5 su 29 da tre e 13 su 17 ai tiri liberi; 40 rimbalzi.
Jerome Dyson è il miglior realizzatore per la Dinamo, con 28 punti in 38′ (5 su 10 sia da due sia da tre punti e 3 su 7 ai tiri liberi), seguito da Rakim Sanders con 18 punti in 26′ (3 su 6 da due punti, 4 su 5 da tre punti e 0 su 1 ai tiri liberi; David Logan oggi s’è fermato a 11 punti, Shane Lawal e Kenneth Kadji a 10.
Nella Grissin Bon, 20 punti per Darius Lavrinovic (7 su 11 da due punti, 1 su 6 da tre punti e 3 su 5 ai tiri liberi; 17 per Ojars Silins (5 su 6 da due punti 2 su 6 da tre punti e 1 su 1 ai tiri liberi; 16 per Andrea Polonara (4 su 5 da due punti, 2 su 6 da tre punti e 2 su 2 ai tiri liberi); 14 per Andrea Cinciarini (6 su 15 da due punti, 0 su 3 da tre punti e 2 su 3 ai tiri liberi); 10 per Amedeo Della Valle.
Nella Grissin Bon è tornato in campo per 4 minuti il grande ex Drake Diener che, reduce da un infortunio, non ha inciso sulla partita (un solo tiro da due sbagliato e una palla persa).
La Dinamo è riuscita a completare la rimonta dopo le due nette sconfitte iniziali subite a Reggio Emilia e la serie è nuovamente in parità: 2 a 2. Lunedì si torna al Palabigi, dove la Dinamo in gara 5 cercherà di centrare l’impresa che potrebbe valere una grossa fetta di scudetto. Sì giocherà alle 20,45, arbitri Paolo Taurano, Saverio Lazzarini ed Enrico Sabetta.

«Il nuovo record per la pizza più lunga del mondo è di 1.596,45 metri»: così Lorenzo Veltri, Giudice del Guinness World Records, ha decretato il nuovo record del mondo, stabilito oggi a Expo Milano 2015, stracciando il precedente, datato 2011, ad opera degli spagnoli, che si erano fermati a 1141,5 metri..

La pizza, prodotta con 2 tonnellate e mezzo di impasto e condita con 1,5 tonnellate di salsa di pomodoro e 1,7 di mozzarella, 150 litri d’olio, utilizzando solo prodotti made in Italy, è stata cotta grazie a 5 forni speciali, utilizzando ben 800 tavoli in acciaio disposti a ferro di cavallo lungo il Decumano. Al termine delle operazioni di misurazione, i tranci di pizza sono stati distribuiti a tutti i visitatori dell’Esposizione Universale.

«Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno collaborato per stabilire questo record, una grande gioia che sia potuto accadere all’Esposizione Universale»: queste le parole del Commissario Unico Giuseppe Sala immediatamente dopo la proclamazione  del nuovo record mondiale. «Abbiamo avuto e avremo tanti Capi di Stato ad Expo Milano 2015 – ha aggiunto Sala – ma organizzativamente il momento più complesso è stato questo. Abbiamo stracciato il record precedente grazie all’unione degli sforzi, di prodotti d’eccellenza di tante regioni italiane, di pizzaioli piacentini e napoletani. Realizzare un’operazione del genere richiede uno sforzo organizzativo straordinario e noi ce l’abbiamo fatta».

Per la giornata della Pizza dei record, organizzata grazie all’impegno dell’azienda piacentina“La Pizza+1” e della Nazionale Italiana Pizzaioli, più di ottanta di pizzaioli provenienti da tutte le regioni italiane nella notte tra venerdì e sabato, lungo il Decumano hanno impastato, condito e cotto la pizza.

«Questo evento è un esempio della grandezza del Made in Italy», ha sottolineato il sottosegretario di Stato dell’Economia e delle Finanze, Paola De Micheli, tra le fautrici dell’iniziativa.

«La pizza è un simbolo del nostro Paese e dell’agroalimentare italiano, un punto di forza straordinario», ha detto il Ministro delle Politiche Agricolo, Ambientali e Forestali, Maurizio Martina.

Un simbolo anche di solidarietà, come hanno ricordato Ludovico Sante, amministratore unico di “LaPizza+1”, e Roberto Moncalvo, Presidente della Coldiretti, che hanno ringraziato Marco Lucchini, Direttore Generale della Fondazione Banco Alimentare, e tutti i volontari che questo pomeriggio consegneranno 300 metri della pizza a 6 centri di accoglienza milanesi gestiti dalle associazioni che si occupano di disagio sociale, in particolare a quelle che si stanno occupando dell’emergenza immigrazione.

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