14 October, 2026

L’assessorato regionale del Lavoro ha rettificato l’avviso di riapertura dei termini per la presentazione delle richieste di mobilità e cassa integrazione guadagni (CIG) in deroga relative all’anno in corso.
In particolare, per la CIG in deroga è stato precisato che nel periodo di riapertura (ossia dalle ore 10 del 25 giugno alle ore 10 del 26 giugno 2015) potranno essere presentate le richieste pregress

Cala Luna.

Il consigliere regionale del Partito Democratico Daniela Forma interviene sulla questione “emergenza alghe” che sta interessando il litorale di Orosei e annuncia il deposito di un’interpellanza.

«La stagione turistica e l’immagine del litorale di Orosei – dichiara Daniela Forma – rischiano di essere fortemente danneggiati dalla presenza di montagne di posidonia accumulate nelle spiagge. La presenza di alghe è sempre stata una costante in questi meravigliosi luoghi ma il fenomeno dei giorni scorsi è di carattere eccezionale e richiede un intervento immediato per consentire il ripristino delle migliori condizioni dell’arenile.»

«Guardavo con molta attenzione e con molto ottimismo – prosegue Daniela Forma – alla stagione turistica in corso. Nelle scorse settimane ho avuto modo di visitare quella porzione di litorale e di apprezzare il movimento turistico che faceva presagire un’ottima stagione, proprio quella di cui i nostri operatori turistici e il nostro territorio avevano bisogno. E invece, per l’ennesima volta, ci ritroviamo ad affrontare una situazione di emergenza che avrebbe richiesto e richiede risposte tempestive e non intoppi burocratici da parte di tutte le istituzioni e gli enti interessati. Regione in testa.»

«Per questi motivi – conclude Daniela Forma – annuncio il deposito di una interpellanza per comprendere come mai, una volta sollevato il problema dal comune di Orosei a fine maggio, non sia stato autorizzato un sito idoneo per stoccare le alghe in eccesso sui litorali oroseini e per comprendere se la Regione intenda “immediatamente” autorizzare in deroga la rimozione della posidonia presente sulle spiagge di Orosei per consentire ai turisti presenti in questi giorni nella costa orientale di beneficiare di un soggiorno indimenticabile per bellezza e servizi al top piuttosto che per disservizi e intoppi burocratici.»

«La stagione estiva ha ufficialmente preso il via, i turisti, fortunatamente, iniziano ad arrivare nel territorio del Sulcis Iglesiente ma l’Info point di Sant’Antioco è ancora chiuso. E purtroppo, al di là delle Pro loco cittadine (gestiste tuttavia con orari da ufficio e per questo non sempre a disposizione del vacanziere), quanti scelgono il Sulcis per trascorrere le proprie vacanze non possono fare affidamento su un servizio puntuale ed efficiente, così come è sempre stato quello offerto dall’Info point del lungomare Caduti di Nassirya.»

La denuncia è di Ignazio Locci, consigliere regionale di Forza Italia e portavoce Sulky Lab-Sant’Antioco 2020.

«La gestione commissariale dell’ex provincia di Carbonia Iglesias, su cui ricadono le competenze, non sembra essere preoccupata dall’assenza del servizio, visto che nel sito ufficiale dell’ente intermedio non figura alcun provvedimento ufficiale. Men che meno sembra impensierito il sindaco antiochense Mario Corongiu, che spero abbia già provveduto a sollecitare la dirigenza dell’ex Provincia per l’apertura dei locali situati nel porticciolo turistico. Del resto non si può pretendere di fare del turismo una speranza concreta di rilancio se non siamo in grado di offrire un servizio di accoglienza che garantisca ai visitatori ogni tipo di informazione utile per vivere al meglio la permanenza nel territorio del Sulcis Iglesiente. Eppure nel 2014 l’ex Provincia aveva aperto l’ufficio il primo maggio, mantenendolo in attività fino al 30 settembre. Ma quest’anno, a causa di un inspiegabile disinteresse da parte della gestione commissariale, nonostante luglio sia ormai alle porte, del servizio non si sa nulla.

Per questo è doveroso che il sindaco di Sant’Antioco si faccia avanti e pretenda l’avvio immediato dell’ufficio e, nel contempo, si impegni per ottenerne la competenza almeno dal prossimo anno, eventualmente coinvolgendo l’Unione dei comuni dell’arcipelago del Sulcis, che comprende anche Calasetta e Carloforte. L’auspicio – conclude Ignazio Locci – è che lo sportello possa rimanere attivo in maniera permanente, e non soltanto nei mesi estivi.»

Info Point Sant'Antioco copia

La commissione Salute e politiche sociali, presieduta dal socialista Raimondo Perra, si riunirà giovedì, 25 giugno, alle 10.00. All’ordine del giorno: l’audizione dell’assessore dell’igiene, sanità e assistenza sociale, Luigi Arru, sulla delibera n. 31/9 del 2015 – Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale. Incorporazione presidi ospedalieri. Direttive e linee di indirizzo. L.R. n. 23/2014 e  sulla razionalizzazione della rete ospedaliera. Il parlamentino sentirà in audizione anche il presidente del Comitato regionale INPS Sardegna sulla situazione inerente l’attività accertativa delle invalidità civili da parte delle commissioni mediche ASL. Se sarà necessario, i lavori proseguiranno nel pomeriggio.

Il presidente della commissione Sanità Raimondo Perra.

Il presidente della commissione Sanità Raimondo Perra.

Non si ferma la battaglia del Comitato dei cittadini di Nuxis a difesa della gestione pubblica dell’acqua. Ieri ha inviato una nota al prefetto di Cagliari, Alessio Giuffrida, e all’assessorato regionale dei Lavori pubblici, nella quale ribadisce le ragioni della posizione assunta e ricostruisce le vicende che nelle scorse settimane hanno portato anche a manifestazioni clamorose, contro le decisioni assunte dalla Giunta guidata dal sindaco Roberto Lallai che, dopo essersi opposta a lungo ad Abbanoa, ha poi deciso di cedere alla stessa la gestione del sistema idrico comunale.

Il Comitato ascrive, tra l’altro, che «l’11 marzo 2015 con altri 28 sindaci che si oppongono ad Abbanoa, in rappresentanza  di circa 80.000 sardi, proprio il sindaco Roberto Lallai aveva marciato su Cagliari, firmando nella circostanza l’atto costitutivo del neonato comitato GASI (Gestione autonoma servizio idrico). Nella circostanza l’Amministrazione comunale aveva noleggiato un pullman per accompagnare cittadini del paese. Ancora, il 17 aprile 2015 l’assessore Manichedda, unitamente al presidente ANCI, al presidente Abbanoa ed al rappresentante dell’autorità d’ambito, aveva ricevuto 7 (sette) sindaci aderenti al GASI per discutere la questione Abbanoa, questo a significare che le speranze non erano perse. Questi ultimi fatti, successivi al “Decreto Sblocca Italia” ed alla sentenza della Corte Costituzionale, lasciavano presagire che ancora ci fosse da sperare nella gestione in forma autonoma il S.I.I. con efficienza efficacia ed economicità. Le domande e gli inquietanti interrogativi hanno fatto sì che le scusanti fino a questo punto addotte dal sindaco fossero del tutto fuorvianti anche perché si è appreso, e con somma sorpresa ribadito anche in questa circostanza, che il vero problema era quello economico poiché il Comune non è in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi indispensabili come il S.I.I., avendo disponibilità finanziarie fino al mese di giugno 2015. Questa precarietà finanziaria, se accertata, preoccupa non poco i cittadini. Ipotesi questa rafforzata dal fatto che gli altri Comuni, aderenti al GASI, continuano a gestire in forma autonoma il servizio idrico con tariffe sostenibili, hanno risorse finanziarie per il futuro, non intendono nel modo più assoluto, almeno per il momento, cedere ad Abbanoa e tanto meno indurre in errore chi in loro aveva riposto la fiducia.»

Il Comitato comunica, infine, che «alcuni consiglieri di minoranza, per meglio capire la situazione, hanno richiesto il resoconto dei costi e dei ricavi relativi al servizio idrico integrato dell’ultimo triennio e la copia del bilancio di previsione 2015/16/17 comprensivo dei conti residui».

I cittadini aderenti al Comitato si sono riservati di comunicare, non appena venuti in possesso della documentazione richiesta, se sarà il caso anche all’Autorità contabile, le modalità con cui sono state utilizzate, negli anni interessati, le risorse economiche per la gestione del S.I.I.; l’eventuale danno sul territorio comunale e le eventuali responsabilità di danno all’erario.

Assemblea Nuxis x acqua 5

Carbonia 2014-2015Monteponi 2014-2015 2

Una squadra unica dalla fusione tra Carbonia Calcio e Monteponi Iglesias? Il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti (ex calciatore delle giovanili biancoblù a cavallo tra la fine degli anni 70′ e l’inizio degli anni ’80) e l’assessore dello Sport, Fabio Desogus, dicono NO! La notizia pubblicata ieri dal quotidiano L’Unione Sarda, circa un accordo che sarebbe stato raggiunto tra i dirigenti della squadra biancoblù, guidati dal presidente Renato Giganti, e quelli della società rossoblù, guidati dal presidente Sandro Foti, hanno scatenato, com’era prevedibile e inevitabile, un ampio dibattito tra favorevoli, finora pochi, e contrari, tanti.

La fusione nascerebbe dall’esigenza di unire le forze in una fase assai difficile per entrambe le società, a rischio di sopravvivenza con le prime squadre, impegnate nel girone A del campionato di Promozione regionale. La Monteponi, guidata dalla famiglia Foti da due stagioni, ha centrato prima una promozione trionfale dalla Prima categoria, poi un campionato di Promozione caratterizzato da uno splendido girone d’andata, condotto quasi interamente in testa alla classifica, e da un girone di ritorno disastroso, concluso con un’anonima quinta posizione, dopo ben tre cambi della guida tecnica. Il Carbonia si è salvato con qualche affanno, ma anche quest’anno la società ha dedicato i suoi maggiori sforzi al settore giovanile che ormai da diversi anni produce eccellenti risultati, con successi sia nei vari campionati sia nella prestigiosa Coppa Santa Barbara.

Sandro Foti fu sul punto di acquisire la proprietà del Carbonia due anni fa, reduce da un’esperienza poco fortunata a Gonnesa. Dopo una lunga trattativa con la famiglia Giganti, non raggiunse l’accordo e optò per l’acquisizione della Monteponi Iglesias. Nelle scorse settimane sono ripresi i contatti ed è affiorata l’ipotesi di un ingresso nel Carbonia del fratello Carlo, con il mantenimento della gestione della Monteponi (se l’idea fosse stata portata a compimento, si sarebbe giunti ad una sorta di derby in famiglia). Nei giorni scorsi, è circolata anche l’indiscrezione che accreditava la cessione del titolo sportivo della Monteponi ad altre società (tra queste la Gemini Pirri), risultata impercorribile perché le norme federali prevedono la possibilità di fusione solo tra società operanti nella stessa Provincia.

L’esplorazione di varie strade, infine, ha portato all’accordo tra la famiglia Foti e la famiglia Giganti, che porterebbe ad una fusione ed alla nascita di una sola squadra di punta del Sulcis Iglesiente, con i colori bianco-rossoblù! In un colpo solo, con una firma dei due presidenti, nascerebbe la nuova società e verrebbe scritta la parola fine sulla quasi secolare storia sportiva delle due società, caratterizzata da alti e bassi ma, comunque, carica anche di tanta gloria.

Per Iglesias non sarebbe una novità assoluta, perché nell’estate 1997, alla vigilia del campionato di Eccellenza, l’allora presidente Ignazio Badalamenti portò la squadra lontano dalla città, facendo la fusione con il Decimoputzu e scegliendo come sede sociale il comune campidanese. La squadra, guidata da Mario Tiddia, non raggiunse buoni risultati, salvandosi solo nelle ultime giornate con il quint’ultimo posto, collezionando 35 punti in 30 partite (finirono in Promozione il Sant’Antioco con 31 punti, la Gialeto con 28 e la Fermassenti con 24). Ignazio Badalamenti a fine stagione cedette la società ad un gruppo guidato dal neo presidente Roberto Vivarelli che riportò la squadra a Iglesias.

Le reazioni alla notizia della fusione tra Carbonia e Monteponi, come sottolineato all’inizio, sono state contrastanti e promettono di non fermarsi. Nella serata di ieri il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, e l’assessore dello Sport, Fabio Desogus, hanno diffuso una nota molto netta, assolutamente contraria.

«L’Amministrazione comunale di Carbonia – scrivono Casti e Desogus – apprende con sorpresa, la notizia circa una fusione tra il Carbonia Calcio e la Monteponi Iglesias.»

«Ci dichiariamo nettamente contrari ad un’ipotesi di questo tipo – aggiungono Casti e Desogus -. Il Carbonia Calcio è una società storica e gloriosa che deve appartenere alla Città di Carbonia e ai suoi cittadini. Senza nulla togliere alla Monteponi Iglesias, auspichiamo che la voce circa questa fusione sia infondata. Qualora fosse veritiera – concludono il sindaco Giuseppe Casti e l’assessore Fabio Desogus – l’Amministrazione rivedrà i propri rapporti nei confronti di una società sportiva, che non sarebbe più identitaria e rappresentativa della Città, al fine di tutelare una realtà storica che ha portato gloria a Carbonia e che non merita di finire in questo modo.»

Dinamo Banco di Sardegna 3

La Dinamo Banco di Sardegna è arrivata a un passo dall’impresa al Palabigi di Reggio Emilia, in gara 5 della finale scudetto, dove ha perso al fotofinish per 71 a 67, tradita da una disastrosa percentuale nei tiri dai 6,75, quella che abitualmente è la sua arma in più, due soli canestri realizzati su ben 25 tentativi effettuati.
La Dinamo inizia bene, con due schiacciate di Shane Lawal e Rakim Sanders, 4 a 2, ma poi subisce un parziale di 7 a 0 con schiacciata di Achille Polonara, “bomba” da tre punti di Andrea Cinciarini e canestro da sotto di Vitalis Chikoko. Nonostante abbia iniziato ad accumulare dalla lunga distanza, la Dinamo si rifa’ sotto ed impatta a 15 con canestri di Shane Lawal, Jerome Dyson e Kenneth Kadji, ma la Grissin Bon va al primo riposo breve avanti di tre punti con una “bomba” di Amedeo Della Valle: 18 a 15.
La Grissin Bon ha perso Darius Lavrinovic per un infortunio, sostituito da Riccardo Cervi.
In avvio di secondo quarto la Grissin Bon prende il largo con Silins, Della Valle e Cinciarini, grazie anche alla disastrosa serie di errori della Dinamo dai 6,75: 27 a 15 al 13′. La squadra di Meo Sacchetti riesce però a sopperire con una ritrovata vena nei tiri da due punti (l’esatto contrario di quanto è accaduto in gara 4) e una confermata netta supremazia ai rimbalzi con un Lawal immarcabile e, dopo essersi tenuta per diversi minuti a -10, riesce ad andare all’intervallo lungo a -7: 38 a 31!
Significative le percentuali delle due squadre. Grissin Bon: 10 su 15 da due punti, 6 su 15 da tre e 0 su 1 ai tiri liberi (la Dinamo ha commesso pochi falli); Banco di Sardegna: 14 su 22 da due punti, 0 su 12 da tre e 5 su 8 ai tiri liberi.
Al rientro sul parquet dopo il riposo, questa volta è la Dinamo ad avere una marcia in più e, nonostante altri due errori nei tiri dai 6,75 di Logan e Dyson, con un parziale di 8 a 0 in 3’35” opera il sorpasso 39 a 38, e con una schiacciata di Sanders sale a +3: 43 a 40. Ora la partita è equilibrata ma la Dinamo sente di poterla vincere. Va ancora giù di 7, 52 a 45, ma ritorna ancora sotto con due canestri da due punti di Sosa e due tiri liberi di Dyson, e va all’ultimo intervallo breve sotto di un solo punto: 52 a 51.
La Grissin Bon si innervosisce, probabilmente non si aspettava una partita tanto tirata e sbaglia molto, la Dinamo ne approfitta e con due canestri da sotto di un devastante Shane Lawal, ritorna a +3: 55 a 52. Il testa a testa continua, Achille Polonara e Riccardo Cervi riportano avanti Reggio Emilia, 57 a 55, e dopo un errore da sotto di Sanders, Cervi in contropiede schiaccia per il + 6: 63 a 57 al 37′!
Tutto deciso? Assolutamente no, perché al 23esimo tentativo della serata della Dinamo, Edgar Sosa infila la prima tripla, 63 a 60, e dopo una replica da due di Silins, Rakim Sanders infila la seconda tripla consecutiva per il -2 al 38′: 65 a 63. Ora entrambe le squadre sbagliano molto e nell’ultimo minuto una schiacciata di Sanders riporta la Dinamo a un solo punto: 66 a 65. Edgar Sosa commette fallo su Andrea Cinciarini che realizza i due tiri liberi, imitato da Jerome Dyson: 68 a 67.
La partita è agli sgoccioli ed inizia la fase del fallo sistematico con conseguenti tiri liberi che alla fine, anche grazie ad una palla persa da Jerome Dyson, premia di misura la Grissin Bon: 71 a 67.
La Grissin Bon ha chiuso con 16 su 31 da due punti, 8 su 27 da tre punti e 15 su 21 ai tiri liberi; 37 rimbalzi, 10 offensivi e 27 difensivi); 7 stoppate; 16 palle perse, 6 recuperate, 13 assist. Il Banco di Sardegna con 26 su 45 da due punti 2 su 25 da tre punti, 9 su 12 ai tiri liberi; 43 rimbalzi, 16 offensivi e 27 difensivi; 1 stoppata; 15 palle perse, 8 recuperare, 11 assist.
L’MVP dell’incontro è stato Shane Lawal con una valutazione di 40.
Il migliore in campo è stato Shane Lawal che ha conquistato ben 21 rimbalzi, 14 dei quali offensivi, e messo a segno 17 punti, buon percentuali eccellenti: 6 su 7 da due punti e 5 su 8 ai tiri liberi. Buona prova anche per Rakim Sanders, autore di 19 punti (8 su 14 da due punti e 1 su 6 da tre punti, 6 rimbalzi), mentre Jerome Dyson non ha ripetuto l’eccezionale prestazione fornita 48 ore prima, con 12 punti (4 su 9 da due punti, 0 su 5 da tre punti e 4 su 4 ai tiri liberi). Sottotono David Logan, 2 soli punti, meglio Edgar Sosa (9) e Jeff Brooks (6).
Nella Grissin Bon il migliore è stato Achille Polonara, autore di 13 punti (3 su 4 da due punti, 1 su 5 da tre e 4 su 4 ai tiri liberi, 10 rimbalzi, 7 dei quali offensivi). In evidenza anche Ojars Silins, 14 punti (2 su 3 da due punti, 3 su 7 da tre e 1 su 2 ai tiri liberi, 7 rimbalzi, tutti offensivi); Amedeo Della Valle, 10 punti (2 su 2 da due punti, 1 su 4 da tre e 3 su 5 ai tiri liberi); Rimantas Kaukenas, 10 punti (3 su 4 da due punti, 1 su 4 da tre punti e 1 su 2 ai tiri liberi). In ombra il grande ex Drake Diener, ancora convalescente, in campo 12 minuti e autore di 3 punti con un tiro dai 6,75.
Nonostante la grande amarezza per l’occasione perduta, per la Dinamo non c’è tempo per recriminare, perché mercoledì sera c’è gara 6 al PalaSerradimigni, primo match ball per la Grissin Bon, da annullare per tornare al Palabigi e tentare l’impresa che oggi è stata sfiorata per 39′ e 52″.
Sì giocherà alle 20.45, arbitri Tolga Sahin, Dino Seghetti e Roberto Begnis.

Dinamo Banco di Sardegna 3

Grissin Bon e Dinamo Banco di Sardegna scenderanno nuovamente in campo, alle 20.45, al Palabigi di Reggio Emilia, per gara 5 della finale scudetto. Dopo le due nette vittorie casalinghe iniziali della squadra di Massimiliano Menetti e le due sofferte quanto meritate vittorie interne della squadra di Meo Sacchetti che hanno riportato la serie in parità, la sfida entra nella fase decisiva.

La Grissin Bon hail vantaggio del fattore campo, elemento tutt’altro che trascurabile visti i precedenti tra le due squadre (come nelle prime partite di finale, anche in campionato gli emiliani hanno avuto la meglio abbastanza nettamente sul loro campo), ma questa sera tutto può succedere, perché potrebbe avere un peso importante e forse anche decisivo l’approccio mentale con il quale le due squadre affronteranno la sfida e la condizione fisica, minacciata dai ritmi vertiginosi dei play off scudetto (una partita ogni due giorni nei quarti, in semifinale e in finale, con una pausa solo leggermente più lunga tra una serie e l’altra).

La Dinamo si presenta al gran completo, grazie al recupero lampo di Rakim Sanders, uscito dal campo malconcio in gara 4 al PalaSerradimigni. Meo Sacchetti spera in una conferma di Shane Lawal, MVP di gara 4 e di Jerome Dyson, miglior realizzatore di gara 4 con 28 punti ed MVP di gara 3. Ma l’uomo decisivo potrebbe essere David Logan, come è già avvenuto in gara 3, con 19 punti negli ultimi 10 minuti con una serie di 5 “bombe” dai 6,75.

La Grissin Bon ha meno individualità ma un più equilibrato gioco di squadra rispetto alla Dinamo Banco di Sardegna. Ma Massimiliano Menetti conta molto anche sulle prestazioni individuali di Andrea Cinciarini, Achille Polonara, Amedeo Della Valle, Darius Lavrinovic e Rimantas Kaukenas.

Fischio d’inizio alle 20.45, arbitri Paolo Taurino, Saverio Lanzarini ed Enrico Sabetta.

L’assessorato regionale dell’Ambiente ha varato le nuove regole per il sistema integrato di salvamento balneare, nel quale è stata accolta gran parte delle osservazioni presentata da Comuni e Province.
Le risorse disponibili ammontano ad oltre 400.000 euro e potranno essere utilizzate sia per investimenti – torrette di avvistamento, mezzi nautici di soccorso, attrezzature specifiche, primo soccorso e rianimazione – sia per costo del personale. L’ammontare delle spese dipende dalla disponibilità̀ di attrezzature e mezzi necessari a supportare il piano di salvamento.
Spetta alle amministrazioni locali pianificare e programmare le attività di salvamento sulla base degli indirizzi dati dalla Giunta regionale.

San Nicolò Buggerru 6

Palazzo del Consiglio regionale A

Il 26 giugno, a Cagliari, nella sala del transatlantico del Consiglio regionale, a un mese dalla morte, verrà ricordato il giornalista Gaetano Vindice Ribichesu. L’incontro, promosso dal Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) con il patrocinio della presidenza del Consiglio regionale, avrà inizio alle 16.00.

Gaetano Vindice Ribichesu è stato capo ufficio stampa del Consiglio regionale dopo un lungo e lusinghiero percorso professionale nel campo della carta stampata.

Di grande rilievo l’esperienza nel quotidiano sassarese La Nuova Sardegna di cui fu prima redattore ordinario e poi capo servizio e capo redattore. Non raggiunse la direzione per il suo rifiuto di accettare le condizioni poste dall’editore Nino Rovelli, allora il vero dominus dei due quotidiani più importanti, La Nuova Sardegna e L’Unione Sarda.

Gaetano Vindice Ribichesu ha ricoperto ruoli di primo piano nell’Ordine dei giornalisti della Sardegna e dell’Associazione della Stampa sarda. E’ stato primo presidente della Fondazione Sardinia ed un profondo conoscitore della storia e della cultura della Sardegna, anche attraverso articoli e saggi sull’autonomia ed il federalismo.

All’incontro, oltre al presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e al presidente del Corecom Sardegnas Mario Cabasino, interverranno Francesco Birocchi, Vito Biolchini, Salvatore Cubeddu, Piero Marcialis, Gianfranco Murtas, Alberto Pinna, Massimiliano Rais e Celestino Tabasso.