16 October, 2026

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Regione e Sfirs lanciano quattro nuove misure anti-crisi per rilanciare l’economia della Sardegna. Si tratta di un fondo per la patrimonializzazione delle imprese, dei minibond, delle cambiali finanziarie e delle obbligazioni convertibili.

L’obiettivo di questa combinazione di nuovi strumenti finanziari è quello di far arrivare alle imprese nuova liquidità proveniente dal mercato, meno dipendente dalle banche e con garanzia pubblica. Per rendere possibile l’operazione, la prima del genere in Italia con un progetto pilota, la Giunta a fine gennaio aveva istituito un Fondo rischi da 25 milioni di euro, finanziato dalla Sfirs, per contribuire ad accrescere la competitività delle aziende interessate: si punterà soprattutto sulle imprese capaci di fare filiera (dunque di guidare anche tanti piccoli imprenditori che fanno rete, per esempio nell’industria agroalimentare, e che potranno così ricevere benefici) e fortemente orientate all’internazionalizzazione, e si daranno risposte concrete al sistema produttivo sardo, potenziandolo per favorire l’occupazione. I settori prioritari di intervento saranno agroindustria, turismo, energia sostenibile, logistica e trasporti, biomateriali. I finanziamenti dovranno essere restituiti a tassi di mercato in tempi molto lunghi, fino a dieci anni, e saranno integrati da cofinanziamenti di mercato.

«Questi nuovi strumenti consentiranno alle imprese piccole e medie di raccogliere nuove risorse finanziarie, diversificando così le proprie fonti di finanziamento a titolo di debito – spiega l’assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci -. Con l’assessorato dell’Industria stiamo anche lavorando ad un nuovo strumento per favorire le start up tecnologiche: iniziative che, insieme all’azzeramento dell’Irap per le nuove imprese e al taglio permanente del 25% per le altre che garantisce l’imposta più bassa d’Italia, rientrano nella politica di forte rilancio delle imprese messa in atto da questa Giunta.»

Secondo il presidente della Sfirs, Antonio Tilocca «riuscire a finanziarsi in modo alternativo può ridurre i rischi tipici di quando si dipende troppo dal modo tradizionale di ottenere capitale, legato dunque alle banche, e in più consente alle imprese di accedere direttamente al mercato nazionale e internazionale fino ad oggi era irraggiungibile per chi non era quotato in borsa. È anche possibile ottenere importanti agevolazioni – sottolinea Tilocca – che rendono le piccole società non quotate del tutto simili, in termini di vantaggi legali e fiscali, alle grandi aziende che emettono titoli quotati».

Per il direttore del Centro regionale di Programmazione, Gianluca Cadeddu «questo è il momento di smettere di stare in difesa e scommettere invece sull’espansione puntando su quei settori che possono far ripartire l’economia. In Italia l’indebitamento delle imprese è ancora troppo legato al mutuo bancario, siamo al 65% contro il 30% dell’Inghilterra: certo il mutuo bancario non è sostituibile ma di sicuro affiancabile da un sistema alternativo. La Commissione europea ci sta chiedendo di potenziare gli strumenti di ingegneria finanziaria – conclude Cadeddu – e la Sardegna da tempo si sta muovendo in questa direzione».

Obiettivo del Fondo per la patrimonializzazione delle imprese è aumentare il livello di capitalizzazione delle imprese, con interventi a sostegno dei piani di sviluppo aziendale presentati da società di capitali, anche costituite sotto forma di cooperative. L’entità degli interventi del Fondo non potrà essere inferiore a 100.000 euro e superiore a 2.500.000. Il FIPI potrà coprire fino al 70 per cento degli investimenti, il resto andrà finanziato da soggetti privati. Gli strumenti finanziari utilizzati dal FIPI sono il leasing di azioni o quote, il prestito partecipativo e l’acquisto di azioni o quote sociali. Gli interventi sono destinati a imprese sane, dal punto di vista operativo ed economico, caratterizzate da interventi di riorganizzazione e sviluppo, dotate di un piano di sviluppo aziendale analitico. Gli investimenti avranno una durata non inferiore a tre anni e non superiore ai dieci.

I minibond sono strumenti obbligazionari e titoli affini. Li emettono le piccole e medie imprese. L’articolo 32 del Decreto Crescita assicura specifici benefici finanziari e fiscali. L’obiettivo che si pone la SFIRS è accompagnare almeno 15 imprese di eccellenza con sede operativa in Sardegna con l’emissione dei nuovi strumenti alternativi al credito ordinario. 18 milioni di euro è l’impegno previsto del Fondo regionale di garanzia, 23 milioni la nuova finanza da immettere nel tessuto imprenditoriale sardo entro il 31 dicembre 2015.

Le cambiali finanziarie sono uno strumento di raccolta che consente alle piccole e medie imprese di finanziarsi a breve termine direttamente sul mercato, a costi più contenuti rispetto a quelli legati al credito bancario, con titoli immediatamente esecutivi per gli investitori. Tecnicamente, le cambiali finanziarie sono titoli di credito all’ordine, emessi in serie ed aventi scadenza non inferiore a 1 mese e non superiore a 36 mesi dalla data di emissione, e soprattutto prevedono la presenza di uno sponsor.

L’ultimo strumento messo a punto è il rimborso delle obbligazioni alla scadenza può avvenire, a discrezione del sottoscrittore, attraverso la consegna di quote del capitale della società emittente.

«Con i minibond e le altre misure – sottolinea il vicepresidente della Regione – migliora anche la struttura finanziaria della piccola e media impresa rispetto alle scadenze: parliamo di strumenti finanziari di medio-lungo periodo, la cui emissione può generare un effetto stabilità nel credito dell’impresa, dovuto all’allungamento della durata media delle sue fonti di finanziamento. Di conseguenza – conclude Paci – migliora anche il rating dell’impresa, il che rende meno costoso accedere anche al credito bancario tradizionale.»

Clamorosa azione di protesta dei dipendenti del Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis che stamane, per rivendicare il pagamento delle mensilità arretrate, hanno interrotto l’approvvigionamento idrico alle aziende agricole.

«Siamo stanchi di aspettare il pagamento degli stipendi, a breve matureremo il quinto – ha spiegato Gianluca Trastus, dipendente del Consorzio di bonifica nonché vicesindaco di Piscinas -. Dopo le tante promesse non mantenute abbiano deciso questa forma di protesta. Ci dispiace per gli agricoltori e comprendiamo i disagi che saranno costretti a subire, ma fino quando non avremo i nostri stipendi, non riprenderemo l’erogazione idrica.»

Venerdì i lavoratori hanno avuto un incontro con l’assessore regionale dell’Agricoltura Elisabetta Falchi, nel corso del quale sarebbe maturata la possibilità del pagamento di uno degli stipendi arretrati ma il risultato non è ritenuto soddisfacente.

La protesta va avanti ormai da mesi. A fine settembre i lavoratori organizzarono un sit-in davanti alla sede del Consorzio, in Via Catania, a Carbonia, dove Gianluca Trastus mise in atto anche lo sciopero della fame. La protesta venne sospesa dopo che la Giunta regionale approvò una delibera contenente le disposizioni urgenti a favore del Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis, con un’anticipazione del 90% dei contributi assegnati dalla Regione. A distanza di quasi sei mesi, la situazione è rimasta praticamente la stessa ed è ripartita la protesta, trasferita a Cagliari. Oggi la nuova azione che sicuramente avrà un seguito già nelle prossime ore.

La manifestazione di sei mesi fa a Carbonia.

IMG_6376IMG_6377 Gianluca Trastus.

E’ stato istituito questa mattina un tavolo Regione-Anas-Sindacati per monitorare le grandi opere e favorire l’occupazione dei lavoratori sardi. L’obiettivo è monitorare l’andamento dei cantieri delle grandi opere Anas in Sardegna e far dialogare imprese e sindacati per favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro e provare così a incidere sull’occupazione degli edili in Sardegna. Si tratta di lavori che riguardano le principali strade della Sardegna, dalla 131 alla Sassari-Olbia fino alla 125 e alla 195, per fare gli esempi principali, per un importo di oltre un miliardo di euro e una durata dei lavori di circa tre anni.
All’incontro odierno erano presenti l’assessore dei Lavori pubblici Paolo Maninchedda; il capo Compartimento Anas in Sardegna, Valerio Mele; i rappresentanti della Feneal Uil Carlo Marras, Gianni Olla e Marco Foddai, della Filca Cisl Giovanni Matta, Marco Ambu, Alfredo Costa e della Fillea Cgil Enrico Cordeddu. La prima convocazione del tavolo è stata fissata per giovedì 9 aprile, alle 12.00, nella sala riunioni al primo piano della Torre in via Zara.«Si è sempre detto che le imprese che vincono i grandi appalti qui in Sardegna non dialogano con la Sardegna, ora invece per la prima volta mettiamo in piedi un tavolo che fa incontrare Imprese, Anas, assessorati dei Lavori pubblici e del Lavoro, Sindacati – ha detto l’assessore dei Lavori pubblici, Paolo Maninchedda -. In questo modo verifichiamo se creando maggiore coesione, anche istituzionale, i vantaggi complessivi, generali di questi lavori possano diventare più visibili e più concreti. Non è facile prevedere quanti posti di lavoro possa favorire questa operazione, ma siamo ottimisti perché per la prima volta le imprese vincitrici incontreranno il mondo della Sardegna che non conoscono e assisteremo a un confronto fra parti. Ci auguriamo – ha concluso l’assessore dei Lavori pubblici – che dal dialogo emerga tutto ciò che di buono può venire dalla realizzazione di queste grandi opere.»

Paolo Maninchedda 35 copia

 

L’Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari, in collaborazione con la Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) rilancia il progetto “Informa Cancro”, coordinato dalla dottoressa Maria Teresa Ionta, responsabile della Struttura semplice dipartimentale di DH Oncologico, è alla quarta edizione e ha avuto l’autorizzazione anche dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, del Ministero degli Interni, che ha assegnato all’Aou di Cagliari (unica sede in Sardegna) ben 3 volontari da dedicare allo sportello informativo e all’accoglienza.

«Il volontario del Servizio Civile che dedica il proprio tempo all’aiuto dei malati di tumore – dice il direttore Sanitario dell’Aou di Cagliari, Oliviero Rinaldi – compie un atto nobile e generoso per la collettività. Si tratta di un vero Servizio Civile.»

 Il progetto si prefigge di migliorare la conoscenza e la consapevolezza della dimensione familiare, sociale e sanitaria del cancro da parte dei giovani italiani, superando l’isolamento e la discriminazione dei malati oncologici vittime dello stigma negativo del cancro come malattia inguaribile e incurabile sia in ambiente sociale che lavorativo, con la creazione di un’adeguata formazione civica, sociale, culturale e professionale dei volontari in merito alle esigenze di informazioni mirate e accoglienza dei malati di cancro e delle loro famiglie.

Il compito dei volontari del servizio civile sarà quello di ascolto e di accoglienza dei malati oncologici e di chi sta loro vicino fornendo un’informazione che sia il più possibile mirata e personalizzata sulla malattia, i trattamenti e i loro effetti collaterali, l’accesso ai benefici previsti dalle leggi in campo lavorativo, previdenziale e assistenziale. Saranno affiancati da una equipe interdisciplinare composta da Oncologi, Psicologi e Assistenti Sociali, già in forze alla Aou di Cagliari e offriranno alle persone malate, ai loro familiari o amici l’opportunità di essere ascoltati e di esprimere eventuali bisogni di sostegno e/o di assistenza.

Il termine per la presentazione delle domande scade alle ore 14.00 del 16 aprile 2015.

Per ulteriori approfondimenti  e richieste di informazioni, i giovani  interessati, in età compresa tra 18 e 29 anni, possono scaricare il bando e i documenti allegati visitando la sezione apposita sul sito FAVO: http://favo.it/servizio-civile.html

Casti - Marongiu copia

L’Amministrazione comunale di Carbonia ha approvato le linee di indirizzo per realizzare, anche nel corso del 2015, un intervento coordinato e unitario di contrasto alla povertà e di sostegno al reddito.

In attesa della delibera attuativa della Regione in materia di sostegno economico a famiglie in stato di disagio, la Giunta comunale, oltre alle misure di sostegno economico per le persone povere, ha destinato 60.000 euro per gli interventi economici di sostegno al reddito con l’impegno dei cittadini in attività lavorative previste dal Progetto “Inserimenti Lavorativi”.

I nuovi inserimenti lavorativi vedranno l’impiego di 12 persone, seguite da una Cooperativa di tipo B, in attività di cura del verde pubblico, come il taglio dell’erba.

Questo tipo di intervento è in grado di combinare l’aiuto economico con una strategia di inclusione sociale che passa attraverso l’inserimento delle persone in un contesto lavorativo, accompagnato dalla remunerazione per l’attività svolta.

«Anche attraverso gli inserimenti lavorativi – spiega Maria Marongiu, assessore delle Politiche sociali del comune di Carbonia – proseguiamo nella ricerca di tutte le strade possibili per le la tutela e il sostegno dei più deboli, nella consapevolezza delle mutate condizioni socio-economiche della Città. Il nostro obiettivo – conclude Maria Marongiu – è sempre quello di creare percorsi di uscita dalla condizione di povertà e di responsabilizzare i cittadini, nella convinzione che questo rappresenti un significativo passo avanti in termini di equità e di giustizia sociale.»

L’Amministrazione comunale di Carbonia ha imposto, con l’ordinanza n. 59 del 18 marzo 2015, l’obbligo di inserire le fave fresche, esposte o in vendita, all’interno di  contenitori chiusi.

L’ordinanza è rivolta a tutelare la salute delle tante persone affette da favismo e da altre sindromi emolitiche legate alla carenza di G6PDH, preservandole dall’esposizione e dal contatto con le fave fresche non adeguatamente confezionate. Per prevenire gravi pericoli che potrebbero derivare da questo contatto è stato necessario imporre che l’esposizione e la vendita di fave fresche avvenga mediante preconfezionamento in contenitori chiusi, in tutte le attività commerciali, mercati pubblici e in prossimità e all’interno di: ospedali pubblici e privati, istituti sanitari, di cura, degenza e riabilitazione, istituzioni scolastiche sia pubbliche che private di ogni ordine e grado, edifici pubblici e statali, regionali provinciali, comunali, stadi, uffici postali e luoghi di culto.

Il colle di Rosmarino.

Il colle di Rosmarino.

 

La Giunta comunale di Carbonia ha approvato il progetto definitivo per la messa in sicurezza e ripristino del Parco di Monte Rosmarino. I lavori, del costo complessivo di 252mila euro, sono finanziati per 226.800 con contributo della Regione Sardegna e per 25.200 euro con fondi comunali.

I lavori comprendono 7 specifici interventi per il ripristino del canale di guardia, la manutenzione della copertura del capanno presente nel Parco, la manutenzione del percorso pedonale, l’area ludica, l’arredo urbano, la manutenzione dell’impianto di illuminazione e la manutenzione dell’impianto idrico.

Il progetto prevede un intervento nella parte del canale di guardia danneggiata da eventi meteorici eccezionali, in prossimità del campo di calcio della parrocchia Beata Vergine Addolorata. I lavori comporteranno il trasferimento in discarica autorizzata delle macerie ancora presenti; la costruzione di un muro di sostegno che servirà anche da  fondazione per il posizionamento di una recinzione in grigliato; la ricostruzione del tratto di canale danneggiato.

I lavori prevedono la rimozione della guaina esistente e il ripristino dell’impermeabilizzazione del capanno, attualmente adibito a punto ristoro.

L’intervento è teso a migliorare i diversi sentieri frequentati da numerosi cittadini che amano corre o desiderano “fare una passeggiata”. Si interverrà attraverso il sistema delle terre stabilizzate: saranno rimossi almeno 10 -12 centimetri del primo strato di terreno esistente; successivamente saranno riportate le terre naturali da altri siti e saranno stabilizzate. Si prevede, inoltre, di risistemare le balaustre rovinate dagli atti vandalici, sia su un tratto del percorso che nella parte alta dove sono sistemati i serbatoi dell’acqua.

Il progetto prevede la sostituzione, con nuovi giochi, dei giochi dedicati ai più piccoli, anche questi danneggiati dall’inciviltà dei vandali.

Per quanto riguarda l’arredo urbano, saranno ripristinate le panchine rovinate dai vandali, riposizionati i cestini portarifiuti e sistemato il percorso atletico.

Verranno sostituiti i punti luce (a terra) non funzionanti.

E’ prevista inoltre la sostituzione dei rubinetti distrutti dai vandali e il rafforzamento della linea idrica che collega quanto meno le fontanelle limitrofe al punto di ristoro.

E’ stata inaugurata sabato 21 marzo la nuova gestione della piscina comunale di Carbonia, in via delle Cernitrici, affidata alla società Antares.

Alla manifestazione hanno partecipato il sindaco Giuseppe Casti e l’assessore dello Sport Fabio Desogus.

Il sindaco e l’assessore dello Sport hanno ringraziato il personale dell’Ufficio Tecnico e il dirigente Giampaolo Porcedda per i lavori svolti sull’impianto ed hanno espresso fiducia nella buona ripresa delle attività, annunciata per mercoledì 25 marzo dai responsabili della società Antares.

Inaugurazione piscina 2

Scadono oggi 23 marzo i termini per la presentazione delle domande di aiuto per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti. La compilazione e la presentazione delle domande deve essere fatta on line sul portale Sian: www.sian.it
Gli interessati dovranno rivolgersi ai centri autorizzati di assistenza agricola autorizzati da Agea o ai liberi professionisti abilitati alla redazione dei progetti tecnici. La copia della domanda sottoscritta e scannerizzata o la domanda firmata digitalmente e la relativa documentazione dovrà, invece, essere inviata direttamente tramite la propria posta elettronica certificata entro il 25 marzo 2015 agli indirizzi di posta elettronica certificata dei Servizi territoriali competenti dell’Agenzia Argea.
È comunque ammesso anche l’invio tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o consegna a mano agli uffici Argea.
Vigneti Mauritania 8 copia

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Prosegue senza soste il collaudo del treno veloce, rispettando il cronoprogramma che, iniziato il 16 febbraio, terminerà ai primi di maggio.

«Monitoreremo giorno per giorno ogni attività, ha detto l’assessore dei Trasporti Massimo Deiana questa mattina nel corso di una conferenza stampa davanti all’Atr 365 in prova di carico nell’area tecnica della stazione di Cagliari».

«Conclusa questa fase si tratterà quindi di valutare i risultati e di rilasciare le autorizzazioni definitive e in seguito chiederemo di giustificare anche mezza giornata di ritardo», ha continuato l’assessore. Dopo una complessa fase preliminare dove la Regione ha coinvolto in un confronto serrato l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, Italcertifer, Rfi e l’azienda spagnola costruttrice dei treni, CAF (Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles), i collaudi sono iniziati sulla rete sarda.

«Ogni giorno nell’isola vengono compiute decine di prove – ha spiegato Massimo Deiana ai giornalisti – accelerando non poco i tempi che abitualmente sarebbero stati necessari nel caso in cui fossero state svolte nella ben più trafficata rete del Continente.»

I test ai quali è sottoposto l’Atr 365 sono regolati in base alle norme europee e nazionali. Il convoglio viene provato in tutte le condizioni possibili, a carico normale ed eccezionale e in diversi tracciati: rettilineo, curve strette, curve a largo raggio. Sono raggiunte differenti velocità sino al superamento di quella massima consentita, compatibilmente con il livello di sicurezza dell’infrastruttura ferroviaria. A oggi, poco più di un mese dopo l’inizio del collaudo e perfettamente in linea con il calendario previsto, sono terminate le prove del treno a vuoto mentre nei prossimi giorni inizieranno quelle a pieno carico. In questo momento, infatti, sono in corso le operazioni di pesatura.
«Il nostro obiettivo resta sempre quello di mettere in servizio gli otto treni costruiti negli stabilimenti di Beasain e di Saragozza entro l’estate – rimarca l’assessore Deiana – e continueremo a impegnarci su tutti i fronti possibili per raggiungerlo. Allora potremo affermare che la qualità del trasporto su rotaia in Sardegna si innalzerà notevolmente, al pari dei migliori standard nazionali ed europei.»

L’Atr 365 è dotato di un sistema di pendolamento che garantisce un elevato confort di marcia attraverso sofisticati impianti elettronici di programmazione del percorso. Le specifiche tecnologiche dei nuovi treni rispecchiano i più alti livelli di sicurezza, prestazioni, qualità e rispetto dell’ambiente. Tutte le carrozze sono motorizzate, la struttura delle casse in lega leggera di alluminio è autoportante, le vetture di testa sono dotate di due carrelli motore, i passeggeri a mobilità ridotta hanno a disposizione un carrello elevatore e un servizio igienico dedicato, tutti i comparti sono climatizzati, è previsto il posto per le biciclette, i sedili sono ergonomici con braccioli e tavolino ribaltabile, in caso di necessità si può inoltrare una chiamata di emergenza al macchinista attraverso un citofono. Il treno è dotato di un sistema di rilevamento ed estinzione incendi, mentre la trazione utilizza gruppi motori in classe IIIB per ridurre le emissioni di monossido di carbonio, idrocarburi e ossidi di azoto, come previsto dalla direttiva europea. Ultimati gli interventi di adeguamento dei sistemi di sicurezza e di segnalamento del treno e della rete, l’Atr 365 sarà in grado di coprire la tratta Cagliari – Sassari in poco più di due ore.