2 September, 2026

Piazza Roma Carbonia 2

Dal 7 al 10 ottobre scorsi a Carbonia si è tenuto il secondo appuntamento nell’ambito del progetto Minher (Mining Heritage = Eredità Mineraria) per la valorizzazione del patrimonio minerario di sei città e cittadine dell’Europa che, con le loro miniere dismesse di carbone, o di altro minerale, condividono insieme le proprie esperienze delle loro realtà. L’interessante Incontro Internazionale a Carbonia ha garantito rilevante visibilità europea alla nostra città e al suo territorio; ha dato la possibilità ai diversi partner europei del Progetto “Europe for citizen” (Europa per i cittadini), che erano ospiti in città, di mettere a disposizione, con dibattiti e visite nella nostra zona, percorsi di cooperazione condivisi, lo studio di iniziative già avviate, confrontando esperienze, e lo scambio di idee sui programmi già realizzati, come il recupero e il riutilizzo dei beni minerari dismessi (nella trasformazione dei siti bonificando le aree estrattive e nella riconversione delle attività valorizzando l’archeologia industriale), mirati al rilancio delle identità minerarie e proiettati verso il futuro ai fini culturali, turistici e produttivi. Le miniere dismesse e i loro centri abitati, quindi, rinascono con nuove attività, viste come opportunità, nell’organizzarsi in una rete europea sui siti minerari e di archeologia industriale, dentro un progetto finanziato dall’Unione Europea, in grado di determinare sviluppo e nuova occupazione, con punti di riferimento per una nuova economia, che guarda, soprattutto, ai giovani.

Alcune risposte, anche sulle modalità per ottenere i fondi comunitari, sono state fornite agli oltre cinquanta rappresentanti presenti in città, costituenti la delegazione dei seguenti centri già minerari: Carbonia, comune ospitante; Albona (in croato Labin) e Arsia (in croato Raša), i due municipi già carboniferi dell’Istria gemellati dal 2010 con la nostra città; i due centri sloveni di Idria (in sloveno Idrija, con le miniere dismesse di mercurio, già appartenente alla vecchia Provincia di Gorizia, oggi parte del Goriziano in Slovenia; che prende nome dall’omonimo fiume Idria in sloveno Idrijca) e Velenje (cittadina di fondazione jugoslava con attive miniere di lignite, costruita nella Slovenia centrale nel periodo del regime di Tito, con la sua morte nel 1980 fu denominata Titovo Velenje, Velenje di Tito, fino al 1991 con l’indipendenza slovena); Rybnik (città polacca del vasto bacino carbonifero della Slesia che aveva ospitato il primo incontro di lavoro nell’ambito del sunnominato progetto). Banovići (Bosnia-Erzegovina), cittadina carbonifera bosniaca, non ha potuto essere presente a Carbonia per l’incontro tra i partner minerari. Tutte queste città, diverse per storia e collocazione geografica in Europa, ma simili per sviluppo industriale nel settore minerario e successivo declino, intendono cooperare con una scelta condivisa ai suddetti progetti economici per fare assieme una rete europea di siti archeologici industriali e delle miniere. Le Miniere dismesse, dunque, intese non solo come opportunità culturale ma soprattutto economica, questo è l’obiettivo fondamentale del Progetto “Minher: patrimonio minerario generatore dello sviluppo economico e turistico”, che, con Albona comune capofila e altre città partner, ha ottenuto il finanziamento del Programma “Europa per i cittadini”. Occorre, infatti, ricordare che dal febbraio 2013 era stata promossa l’iniziativa con la quale era stata candidata la Città di Albona a questo Progetto, che durerà fino al settembre 2014, al quale è stato già concesso un contributo di 142.000 euro.

Il progetto Minher ha consentito a Carbonia di accogliere nelle sue strutture ricettive e di ristorazione un folto gruppo di rappresentati di diverse città europee. La riscoperta delle nostre radici minerarie, la cultura dell’accoglienza ed anche le peculiarità gastronomiche del nostro territorio possono fare la differenza per permettere alla nostra città di affermarsi sempre più nel settore del turismo convegnistico e come punto nevralgico delle rotte turistiche dedicate alle miniere e all’archeologia industriale, tenuto conto anche del fatto che la Grande Miniera di Serbariu con i suoi musei ha già superato, dal 2006 ad oggi, oltre 100.000 visitatori quest’anno, tanto che è considerato come uno dei musei della tecnica più visitati in Europa. Sono attese come partner futuri del progetto le altre due città carbonifere, gemellate con Carbonia, Behren-lès-Forbach (nel Bacino della Lorena, Francia) e Oberhausen (nel Bacino della Ruhr, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania). Ma anche Iglesias gemellata alla città tedesca con Carbonia. Nello stesso bacino della Slesia, che si estende dalla Polonia meridionale oltre i confini della Repubblica Ceca, nella Regione della Moravia-Slesia si trova un’altra città carbonifera, Ostrava, che fu gemellata per ragioni sportive con la nostra frazione già mineraria di Cortoghiana e la sua discreta squadra del Cortoghiana Calcio. Legame di amicizia e scambio interculturale promossi dal Partito Comunista Italiano (Federazione del Sulcis e Sezione PCI di Cortoghiana) con l’omologo partito Cecoslovacco e il Football Club Baník Ostrava, una delle squadre più importanti nella storia del calcio ceco, rivale accesa dello Sparta Praga, che gioca nella prima divisione avendo avuto vittorie o lodevoli piazzamenti nei campionati o nei tornei internazionali. Legami attivi, grazie ai dinamici e generosi militanti locali del partito comunista di Cortoghiana che furano anche appassionati dirigenti sportivi, ormai perduti e mai ripristinati.

Il primo giorno, nella sala polifunzionale del Consiglio comunale di Piazza Roma, il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, ha accolto i rappresentanti delle città partner, tra le quali la delegazione istriana (composta dal sindaco di Albona, Tulio Demetlika, e dalla giovane vicesindaco di Arsia, Tajana Kovač) e altri ospiti come Bojan Režun, vicesindaco del Comune di Idria. Nella conferenza sono state messe in rilievo le realtà minerarie dei centri sopra indicati insieme alle proprie esperienze con possibilità di accedere, in un utilizzo opportuno, ai fondi dell’Unione Europea per i progetti di riqualificazione e adattamento del patrimonio minerario a scopi turistici e culturali, presentando le iniziative, in corso o programmate, di rivitalizzazione delle proprie aree estrattive dismesse. Il sindaco di Carbonia ha confermato che tra le esperienze presentate, va tenuta in considerazione quella del Comune di Velenje, con l’istituzione di un ufficio specifico nella compilazione dei progetti per ottenere la concessione dei fondi dell’Unione Europea. Nei giorni successivi i lavori si sono spostati presso la Grande Miniera di Serbariu con il dibattito sul tema delle “possibilità di impiego per i giovani nell’Unione europea”, e la presentazione del Museo del Carbone – CICC (Centro Italiano della Cultura del Carbone) quale esempio di buona prassi a livello europeo, che, riqualificando città e miniera, hanno permesso a Carbonia di diventare vincitrice del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa. I rappresentanti di Carbonia, il sindaco Giuseppe Casti e l’assessore Fabio Desogus, hanno illustrato agli altri partner minerari i risultati ottenuti con gli investimenti concessi. Le delegazioni hanno potuto osservare e visitare due gioielli del Parco Geominerario, quali lo stesso Museo del Carbone e la galleria didattica. Gli ospiti delle città minerarie hanno visitato poi altri siti già minerari nella provincia di Carbonia Iglesias: la Miniera di Rosas e l’omonimo villaggio minerario a Narcao. Successivamente i partecipanti hanno visitato Carbonia e le sue frazioni già minerarie di Bacu Abis e di Cortoghiana, luoghi che per le loro caratteristiche urbanistiche e architettoniche assomigliano: la prima ad Arsia e la seconda Piedalbona, sobborgo albonese. Gli ospiti, inoltre, hanno partecipato alla visita guidata del Parco Archeologico di Monte Sirai e, infine, hanno visitato la bellissima località balneare di Porto Pino.

I rappresentanti del Centro per l’inclusione sociale e per il sostegno di Albona, accompagnati dall’assessore ai Servizi sociali, Maria Marongiu, hanno incontrato i rappresentanti del Centro per le persone con esigenze speciali di Carbonia. Demetlika e Casti sono rimasti molto soddisfatti ed entusiastici sull’andamento dei lavori sul progetto Minher. Alla delegazione del Comune di Idria è stata donata una mappa di Bacu Abis, dove sulla stessa si sono evidenziate la Via e la Piazza Idria, denominazioni presenti nella nostra frazione mineraria. Secondo Dean Zahtila, presidente dell’associazione albonese “Labin Art Express” e uno dei promotori del progetto della “Città sotterranea”, a differenza di quanto visto in Sardegna, le gallerie dell’Albonese possono offrire ai visitatori un percorso di oltre 10 chilometri, per cui il loro allestimento esige un’attività un po’ diversa da quella realizzata a Carbonia. Egli vorrebbe vedere nel sottosuolo albonese un “museo vivo”, in situ, interattivo, adatto al terzo millennio, in cui i visitatori potrebbero anche improvvisarsi minatori se vogliono. A suo avviso, il progetto della città sotterranea potrà iniziare ad operare nel 2017, quando potrebbe essere costruito nel Piazzale (che sarà presto denominata Piazza Carbonia, secondo l’idea del sindaco Demetlika), antistante la vecchia miniera carbonifera di Pozzo Littorio d’Arsia, oggi Piedalbona, l’ascensore che porterà i visitatori a una profondità di 150 metri. Così non sarà forse realizzato lo scambio di denominazioni nella piazzale antistante il Palazzo o la Casa “Ce.Va” di Piazza Albona / Trg. Labin nella nostra città, modificando l’attuale Piazza Iglesias, con Piazza Carbonia / Trg. Karbonia nel centro albonese, sostituendo l’esistente Trg. Labinski Rudara (Piazza dei Minatori di Albona). Bisogna sottolineare che in questa realizzazione di “museo vivo”, vissuto non solo dai visitatori esterni ma anche degli stessi abitanti dei centri già minerari, Albona è favorita dalla posizione, nel senso che la vecchia e grande miniera carbonifera, con la magnifica lampisteria chiamata lamparna, si trova al centro e a metà strada tra l’antico abitato di Albona Alta e il nuovo centro abitato di fondazione autarchica di Albona Bassa o Piedalbona, già Pozzo Littorio d’Arsia. Infatti, la Grande Miniera di Serbariu, nonostante i suoi prestigiosi musei e le nuove strade di accesso e di avvicinamento, risulta ancora “distante” dal centro urbano di Carbonia e scarsamente coinvolge la maggior parte degli abitanti e della cittadinanza, perché forse manca proprio un luogo di attrazione vissuto dai residenti come, ad esempio, i quartieri periferici della nostra città più vissuti della Grande Miniera.

Secondo alcuni il restauro della vecchia centrale elettrica (l’unico importante edificio abbandonato in attesa di riqualificazione) potrebbe rappresentare un’opportunità come centro di aggregazione per tutti i cittadini e, in particolare, per i giovani, adattandola a Mediateca e nuova Biblioteca civica e territoriale, con Laboratori musicali, teatrali e della danza, con ritrovi, caffetterie e trattorie, autogestite dagli stessi giovani. Tutto ciò in modo che sia frequentato, tutto il giorno anche a tarda notte, dagli abitanti e dai visitatori di Carbonia. Devo riconoscere che l’amicizia tra Carbonia, Arsia e Albona ha superato tutte le mie aspettative. Quando proposi all’amministrazione comunale di Carbonia (già dal 2000 con la Giunta di Antonangelo Casula, che sponsorizzò una mia mostra fotografica sui bacini carboniferi dell’Istria e del Sulcis, le cui foto si trovano nell’Archivio Storico cittadino) la collaborazione con le cittadine già carbonifere istriane, pensavo semplicemente a uno scambio culturale, con il recupero di un antico legame tra i due bacini minerari originati e attivi durante il periodo dell’Autarchia fascista. E invece oggi, grazie soprattutto a Tore Cherchi che ha dato un forte impulso a un gemellaggio attivo e dinamico, si presentano per il futuro la possibilità di proseguire in un’amicizia con enormi prospettive economiche per i nostri centri già minerari gemellati.

Mauro Pistis

Bella conferma del Carbonia, alla seconda vittoria consecutiva, 3 a 1 sul campo della Masullese, nella nona giornata d’andata del girone A del campionato di Promozione di calcio. Dopo l’avvio stentato, due vittorie consecutive hanno fruttato 6 punti ed un grande balzo in avanti in classifica, verso posizioni più consone sia al blasone sia al potenziale della squadra.

La giornata è stata negativa per la capolista Siliqua, battuta per la prima volta in stagione, sul proprio campo, 1 a 0, dalla Kosmoto Monastir ed agganciata in testa alla classifica, a quota 19 punti, dal Tortolì, impostosi con un punteggio tennistico, 6 a 0, sul Sant’Antioco. Hanno pareggiato, entrambe con il punteggio di 1 a 1 in trasferta, l’Orrolese (sul campo del Sant’Elena Quartu) e il Lanusei (sul campo della Ferrini Cagliari).

Giornata nera per l’Atletico Narcao, impegnato in casa con il Pula. A pochi minuti dalla fine, con il Pula in vantaggio per 3 a 0 e la squadra di casa furibonda per una direzione di gara disastrosa, l’arbitro ha interrotto la partita.

Maurizio OllargiuSimone Marini 2 copiaFederico Trogu 4 copia

Il comune di Sant’Antioco, nell’ambito delle attività di promozione e sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, ha deciso di promuovere su aree comunali, l’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile per la durata di vent’anni.

Le superfici interessate alla realizzazione degli impianti, sono le seguenti:

Palazzo comunale – potenza 41.160 Kw – producibilità 59.000 Kwh

Mercato civico – potenza 58.800 Kw – producibilità 91.800 Kwh

Palazzetto dello sport – potenza 173.460 Kw – producibilità 249.000Kwh

Stadio comunale (tribuna) – potenza 120.050 Kw – producibilità 187.000 Kwh

Scuola Via Virgilio – potenza 58.310 Kw – producibilità 88.700 Kwh

Scuola Fermi – potenza 103.145 Kw – producibilità 162.000 Kwh

Asilo Carlo Sanna – potenza 18.375 Kw – producibilità 25.100 Kwh

Ex Micronido – potenza 60.670 Kw – producibilità 87.200 Kwh

Comando VV.UU. e Giudice di pace – potenza 19.600 Kw – producibilità 30.400 Kwh

Totale – potenza 653.600 Kw – producibilità 980.200 Kwh.

A tal fine, il comune di Sant’Antioco ha indetto un’asta pubblica con il metodo dell’offerta segreta per la concessione del diritto di superficie sui solai di copertura per riconversione energetica.

Le offerte dovranno essere inviate a mezzo posta o corriere privato o consegnate a mano, entro le ore 12.00 del 10 dicembre 2013.

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Dal  11 novembre al 15 novembre 2013 compreso, dalle 8.30 alle 11.30 presso il CSL – Centro dei Servizi per il Lavoro dell’Amministrazione provinciale di Cagliari, in Via Calamattia n. 12, a Cagliari, verranno raccolte le adesioni, solo per i residenti nel comune di Cagliari, per la richiesta di personale effettuata dal Servizio Cantieri del Comune di Cagliari, relativa a:

–  1 assistente di cantiere con la qualifica di perito elettrotecnico o altro titolo equipollente;

–  1 assistente di cantiere con la qualifica di operatore informatico e/o programmatore;

–  4 impiegato d’ordine videoterminalista.

Gli avvisi di  selezione sono disponibili anche presso il CSL – Centro dei Servizi per il Lavoro e sul sito Sil Sardegna a cura dello stesso Centro per l’Impiego dell’Amministrazione provinciale di Cagliari.Documenti da presentare al CSL per partecipare alle procedure di selezione: scheda anagrafica aggiornata, Isee – Indicatore della situazione economica equivalente in corso di validità e documento di identità.

Per ulteriori informazioni: Centro dei Servizi per il Lavoro di Cagliari Via Calamattia, 12 – 09134 Cagliari – tel. 070 52844 – fax 070 552017.

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L’assessore regionale del Lavoro, Mariano Contu, durante il suo intervento al I Congresso regionale “Cooperazione: la scelta per ripartire” di UN.I.COOP Sardegna, a Oristano, ha annunciato nuovi progetti nel campo della cooperazione.
«La cooperazione – ha detto Mariano Contu – è un settore strategico per lo sviluppo della Regione. A tal fine l’assessorato del Lavoro sta predisponendo due interventi, finanziati dal Fondo sociale europeo. Il primo è un avviso da 1.500.000,00 di euro per l’erogazione di incentivi, a fondo perduto, a favore di cooperative di nuova costituzione che prevedono l’inserimento di almeno un disoccupato tra i soci lavoratori. Esorto, quindi, le associazioni a promuovere la formazione di nuove cooperative di produzione, in particolare nel settore agro-alimentare. Il secondo intervento consiste nella creazione di un fondo di ingegneria finanziaria, con una dotazione di 8.500.000,00 di euro, per la partecipazione al capitale delle cooperative operanti nell’isola.»
«Il nostro obiettivo – ha aggiunto l’assessore Contu – è quello di sostenere il mondo della cooperazione, stimolando la crescita e la capacità imprenditoriale. In un momento, segnato da una congiuntura economica sfavorevole, in cui diventa sempre più difficile accedere al credito, il fondo offre alle cooperative nuove opportunità di capitalizzazione con ricadute positive sull’occupazione. Destinatarie del progetto – ha concluso Contu – sono le cooperative costituite da più di dodici mesi, all’atto della presentazione della domanda.»
Mariano Contu.

Mariano Contu.

 

Nell’ambito di un piano di rafforzamento della legalità e della sicurezza nel territorio, la Regione ha stanziato 4,5 milioni di euro per sistemi di videosorveglianza nei Comuni. Entro il prossimo 26 novembre, i Comuni e le Unioni dei Comuni potranno presentare le manifestazioni d’interesse al bando “Reti per la Sicurezza del Cittadino e del Territorio”, cofinanziato con risorse del Programma operativo regionale Sardegna – Fesr 2007-2013 e predisposto dall’assessorato degli Affari generali, personale e riforma della Regione. Ulteriori 800mila euro sono stanziati, invece, per le circa 100 caserme dell’Ente foreste. Il finanziamento, che si aggiunge alle iniziative già avviate dall’assessorato nell’ambito della modernizzazione dell’apparato giudiziario, interesserà anche i progetti di ammodernamento tecnologico per l’acquisizione di informazioni, dati, parametri o altri fattori rilevanti per la sicurezza delle comunità. 
«Un territorio meno aggredibile da fattispecie criminose o da altri fatti, atti o fenomeni che ne pregiudicano la vivibilità – ha detto l’assessore Mario Floris illustrando i contenuti dell’avviso pubblico – è un luogo che accresce le sue potenzialità di sviluppo economico, migliorando al contempo l’inclusione sociale e la civile convivenza. Le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni consentono, infatti, il perseguimento di migliori condizioni di sicurezza sia ai cittadini, sia alle imprese e alle istituzioni locali, soprattutto in quei contesti urbani caratterizzati da una maggiore incidenza di fenomeni delittuosi.»
Fin dall’inizio della legislatura, in materia di legalità, la Giunta Cappellacci ha investito nel settore “Giustizia” risorse pari a 2,7 milioni di euro per potenziare le dotazioni informatiche e le tecnologie delle comunicazioni telematiche negli uffici dell’amministrazione giudiziaria in Sardegna. 
In particolare:
– sono state installate le applicazioni per la gestione dei registri di cancelleria del processo civile, consentendo l’avvio del nuovo Processo telematico civile per tutta la Sardegna;
– sono stati digitalizzati gli Uffici Notifiche e Protesti (UNEP) che ora gestiscono per via telematica le notifiche giudiziarie;
– è stato attivato il progetto “Pass” che consente ai cittadini sardi di ottenere le certificazioni di legge del mondo della giustizia rivolgendosi direttamente agli uffici del Giudice di Pace più vicini evitando di recarsi presso gli uffici delle Procure presenti solo a Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano, Lanusei e Tempio Pausania;
– è stata realizzata un’ampia attività di formazione il personale tecnico ed amministrativo;
– è stato effettuato il cablaggio delle sedi di sezione tribunale di Sorgono e La Maddalena, sedi di Giudice di Pace e sedi UNEP, per un totale di 38 sedi;
– è stata realizzata la connessione alla RUG delle sedi di Sorgono e La Maddalena, delle sedi di Giudice di Pace e sedi UNEP non ancora collegate;
– sono state effettuate la fornitura, l’installazione e la configurazione degli apparati di rete per le sedi Cagliari, Carbonia e Sassari, degli hardware e software di base per le sale server di Sassari e Cagliari (CISIA) e la fornitura hardware e software di base con 870 PC e 153 stampanti, distribuiti nelle varie sedi;
– è stato realizzato un applicativo per la gestione degli usi civici e le informazioni sono state integrate con il Sistema Informativo Territoriale della Regione;
– sono stati creati un catalogo e una banca dati digitale dei documenti di interesse storico, compresa la competente geografica di perimetrazione delle aree soggette ad usi civici.
Mario Floris 1

Grande commozione a Carloforte per il 3° raduno nazionale degli ex marinai della nave Altair, organizzato dalla Pro Loco di Carloforte e dall’equipaggio della nave della Marina Militare Italiana Altair, con il patrocinio del Comune di Carloforte, per ricordare i soccorsi prestati ai naufraghi del mercantile Fusina, affondato la notte del 16 gennaio 1970 al largo di Cala Vinagra, nelle acque del mare dell’Isola di San Pietro. Nonostante tutti gli sforzi compiuti dai soccorritori, quel giorno persero la vita 18 dei 19 uomini d’equipaggio e si salvò soltanto il cameriere 28enne Ugo Freguja.

Qualche anno fa alcuni ex marinai che negli anni ‘50 e ‘60 furono imbarcati sulla nave “Altair” della Marina Militare, decisero di creare un gruppo sul social network facebook per consentire di incontrarsi nuovamente a distanza di decenni. L’iniziativa ha riscosso un grande successo non soltanto in termini di numero di iscritti (oltre un centinaio), ma perché ha dato vita a dei raduni annuali. 

Il primo raduno si svolse nel 2011 a Roma, il secondo nel 2012 a La Spezia, quest’anno la richiesta di tutti gli ex marinai, proveniente da tutte le regioni italiane, è stata di incontrarsi a Carloforte, con le loro famiglie, per partecipare al terzo raduno nazionale. Per l’anno prossimo quasi certamente verrà scelta la sede dell’Isola di La Maddalena.

Il ricordo della tragedia del Fusina è tuttora vivo fra la gente di Carloforte e tra i marinai della fregata che vissero quei tristi momenti. Al raduno hanno partecipato quasi tutti i marinai (di qualsiasi grado) dell’Altair del periodo d’imbarco tra il 1951 e il 1971.

Il raduno è iniziato ieri  con l’arrivo della delegazione e la visita dell’isola e della città.

Questa mattina don Daniele Agus ha celebrato la messa solenne presso la chiesa parrocchiale San Carlo Borromeo in ricordo dei marittimi del Fusina. Nel corso della cerimonia sono stati vissuti momenti di grandissima commozione.

Al termine della cerimonia religiosa si è svolta una breve processione dalla chiesa parrocchiale San Carlo Borromeo alla Stella Maris, presso la calata Mamma Mahon, dove è stata deposta una corona di fiori a ricordo di tutti i caduti del mare.

Successivamente la delegazione ha visitato il Faro di Capo Sandalo e, infine, alle 19.00, presso l’Ex Me di via XX Settembre si è svolto un incontro con la delegazione a ricordo dei soccorsi e delle ricerche prestate ai naufraghi del Fusina, nel corso del quale sono stati proiettati alcuni filmati molto toccanti: i servizi trasmessi dalla Rai nei giorni della tragedia, con le interviste all’unico sopravvissuto; il servizio trasmesso da Rai Sardegna tre anni e mezzo fa, dopo la presentazione del libro che ricostruisce la tragedia del Fusina; le immagini dei funerali e, infine, le riprese subacquee effettuate due anni fa nei fondali, a 98 metri di profondità, nei quali si trovano i resti del mercantile affondato il 16 gennaio del 1970.

Domani la delegazione visiterà Cagliari, dopodiché rientrerà nella Penisola.

 

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Piano Sulcis un anno dopo: cosa resta nella provincia di Carbonia Iglesias dopo la partenza dei ministri?

Trascorso un anno dal 13 novembre 2012, giorno che avrebbe dovuto segnare la svolta per la provincia più povera d’Italia, verso un futuro fatto di crescita e occupazione, le Istituzioni locali si incontrano per fare il punto; per guardare in faccia la realtà, e con obiettività tracciare una linea di valutazione, sulle promesse non mantenute, sulla programmazione inattuata, e sulla irresponsabile assenza di una concreta soluzione al grande tema della riconversione industriale, delle bonifiche ambientali, e più in generale del lavoro. “Piano Sulcis, un anno dopo” è il titolo del convegno organizzato dal Movimento partite iva Sulcis Iglesiente che nella locandina riproduce una più che simbolica immagine di un binario morto; sullo sfondo le torri della Grande Miniera di Serbariu, sede della firma del “Piano Sulcis” e sede scelta per svolgere i lavori del convegno.

Nell’auspicio degli organizzatori, “non una resa dei conti, ma una seria riflessione sulle prospettive di questo territorio”, afferma Paolo Bullegas – Presidente del Movimento partite iva.

Sono attesi gli interventi degli Amministratori gli Enti locali e territoriali, delle Rappresentanze sindacali, del mondo dell’Associazionismo e del Volontariato. Appuntamento alle ore 17.30 di giovedì 14 novembre nell’Aula magna della Lampisteria, presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia.

Sono previsti gli interventi di:

Giuseppe Casti, Sindaco di Carbonia; Giorgio Alimonda, Presidente del Consorzio Industriale di Portovesme; Guido Vacca, ex Assessore Pianificazione Provincia Carbonia Iglesias; Luca Piras, Docente Facoltà di Economia Università di Cagliari; Franco Porcu, Coordinatore Sindaci del Sulcis Iglesiente; Paolo Bullegas, Presidente Movimento Partite Iva Sulcis Iglesiente; Massimo Cara, Rappresentanza Sindacale Unitaria Alcoa.

Interverranno inoltre i Sindaci del Sulcis Iglesiente

I lavori sarannomoderati da Manolo Mureddu.

Firma del Piano Sulcis 2 copia

Anche la Regione Sardegna è presente alla manifestazione “Verso il 2015 – La cultura del vino in Italia”, inaugurata al Vittoriano di Roma venerdì 25 ottobre. Lo stand dell’isola che offre ai visitatori alcune delle produzioni di punta del comparto vitivinicolo sardo, è frutto della collaborazione tra l’Agenzia Sardegna Promozione e l’Agenzia Laore, in sinergia con l’assessorato regionale all’Agricoltura.

«E’ un’occasione importante di promozione del nostro territorio e delle nostre eccellenze per presentare ad un pubblico ampio e qualificato l’importanza del vino per la nostra Isola – hanno sottolineato l’assessore regionale dell’Agricoltura, Oscar Cherchi ed il direttore di Sardegna Promozione, Mariano Mariani -. In Sardegna il vigneto è parte integrante del paesaggio. E’ presente quasi ovunque dalle pianure più fertili vicino al mare, sino all’alta collina e alle zone più interne dove spesso la coltivazione della vite è ancora legata alle nostre antiche tradizioni.«. 

Oltre il 66% della produzione enologica regionale, circa 317.000 hl, è rappresentata da vini di qualità (VQPRD), un valore percentuale significativo, che colloca la Sardegna fra le prime Regioni in Italia e ben al di sopra della media regioni meridionali.

Le denominazioni di origine sarde sono in totale 18 di cui 17 DOC ed 1 DOCG.

La mostra di Roma rimarrà aperta per tutto il mese di novembre e l’ingresso è libero.

 

Botti di vino

 

 

Cinque milioni in tre anni per dar seguito alla legge regionale 18 del 26 luglio 2013 e favorire, attraverso le operazioni di cessione pro-soluto, la riscossione dei crediti certificati vantati nei confronti di Regione, agenzie regionali, enti regionali ed enti locali della Sardegna, per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali. La delibera, approvata nei giorni scorsi dalla Giunta regionale, è stata presentata dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci e dall’assessore della Programmazione e Bilancio, Alessandra Zedda. 
«L’adozione di questo importante strumento – ha sottolineato il presidente Cappellacci – rientra tra quelli che abbiamo fortemente voluto mettere in campo per rilanciare il sistema economico sardo. Un passo avanti nel contrasto alla crisi che vede unità di intenti tra istituzioni, imprese e banche. Il fondo è destinato a promuovere e sostenere a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle di mercato, la conclusione di accordi con gli operatori del sistema creditizio e l’accesso al credito delle imprese che vantano crediti certi, liquidi ed esigibili nei confronti della Regione Grazie a questo le nostre imprese potranno contare su una maggiore liquidità.»
«La Regione – ha spiegato l’assessore Zedda – ha autorizzato la spesa di un milione di euro per il 2013 e di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015. Oltre a dare ulteriore ossigeno all’economia della Sardegna, grazie a questa ulteriore azione potremmo anche diminuire gli effetti restrittivi del Patto di Stabilità. 
Entro metà mese è prevista la firma di un Protocollo di accordo tra Regione, enti strumentali, enti locali e loro associazioni, banche e associazioni di categoria, per agevolare la conclusione, di cessione “pro soluto” dei crediti certificati attraverso la piattaforma digitale del MEF. Il contributo regionale agli operatori economici per il rimborso dei costi finanziari della cessione è pari al 65 per cento degli oneri sostenuti per singola operazione, fino ad un massimo annuale di 10.000 euro raggiungibile anche cumulativamente con più operazioni di cessione.»
Il Palazzo del Consiglio regionale.

Il Palazzo del Consiglio regionale.