24 August, 2026

Questa mattina, a Santadi, è stata inaugurata la prima edizione di “Sboccia un Fiore nel Sulcis”, il progetto dell’Unione dei Comuni del Sulcis, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, che mette in rete Santadi, Nuxis, Tratalias, Villaperuccio e Perdaxius. Erano presenti al taglio del nastro, con i sindaci di Giba Andrea Pisanu (presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis), di Santa’Anna Arresi Paolo Luigi Dessì, di Tratalias Emanuele Pes, di Perdaxius Gianluigi Loru (vicepresidente della Provincia del Sulcis Iglesiente), di Santasi Massimo Impera, di Nuxis Romeo Ghilleri e di Villaperuccio Marcellino Piras, l’assessora regionale della Pubblica istruzione e Cultura Ilaria Portas, il deputato Salvatore Deidda, il consigliere regionale Gianluigi Rubiu e il responsabile dell’Area tecnica del comune di Santadi Alessandro Carta.

Si tratta di un percorso condiviso che punta a valorizzare eventi, tradizioni e identità del Sulcis interno, realizzato con la collaborazione delle Pro Loco del territorio e il lavoro delle strutture comunali.
L’evento, da oggi al 23 maggio, vedrà i cinque Comuni del Sulcis protagonisti di iniziative dedicate alla scoperta delle ricchezze turistiche, culturali e identitarie del Sulcis, valorizzando tradizioni, paesaggi e comunità.
Questo il programma completo delle cinque tappe del progetto:
• Domenica 19 aprile – Santadi, dalle ore 10.00 alle 20.00, Piazza Marconi.
• Sabato 25 aprile – Tratalias, dalle ore 10.00 alle 20.00, Borgo Medievale.
• Domenica 3 maggio – Villaperuccio, dalle ore 10.00 alle 20.00, Necropoli di Montessu.
• Domenica 10 maggio – Nuxis, dalle ore 10.00 alle 20.00, Piazza Franco Murru.
• Sabato 23 maggio – Perdaxius, dalle ore 10.00 alle 20.00, località San Leonardo.

Svuotare un ospedale non significa riorganizzarlo, significa chiuderlo. Non ci sono “giochi di prestigio” che tengano, se si portano via gli arredi, non siamo di fronte a una nuova strategia sanitaria, ma a una vera e propria smobilitazione di un reparto e dei suoi servizi. Al Sirai di Carbonia sta andando in scena l’ultimo atto del reparto di Ortopedia e Traumatologia. Mentre la politica ufficiale tace e i sindacati restano a guardare, i fatti parlano chiaro, notizie circostanziate confermano il trasferimento delle attrezzature verso Iglesias. È una scelta priva di logica clinica che ha il sapore amaro della resa definitiva. Portar via gli arredi a un reparto già privato dell’emergenza-urgenza significa decretarne la fine, significa mortificare i cittadini, significa mortificare i professionisti che ogni giorno vi lavorano.
In un territorio con un’altissima incidenza di anziani e fragilità, privare Carbonia di questo presidio è un atto di cinismo amministrativo che ferisce la dignità dei cittadini e nega i livelli essenziali di assistenza. La Direzione Generale sta svuotando il Sirai pezzo dopo pezzo, senza il coraggio di dichiararlo apertamente. La trasparenza non è un optional, è un dovere.
Non possiamo permettere che la tutela della vita umana sia oggetto di un “trasloco” silenzioso.
Le risposte servono ora, non domani, quando le stanze saranno vuote e il diritto alla cura solo un ricordo.
Per questo motivo, in data odierna ho depositato una mozione urgente in Consiglio comunale a Carbonia e un ordine del giorno in Consiglio provinciale.
Daniela Garau 
Consigliera del comune di Carbonia e della provincia del Sulcis Iglesiente

Si è tenuta ieri, 17 aprile 2026, nell’aula consiliare di Portoscuso la tavola rotonda dei sindaci sull’impatto dell’Ichnusa Wind Power e degli altri impianti eolici offshore  sul mare e sul territorio del Sulcis Iglesiente organizzata dal Comitato NO speculazione energetica Carloforte. 

Oltre al presidente del Comitato, Salvatore Obino, erano presenti i sindaci di Portoscuso (Ignazio Atzori), Gonnesa (Pietro Cocco), l’assessore alle politiche energetiche del Comune di Carloforte (Gianluigi Penco), mentre si sono collegati da remoto i sindaci di Buggerru (Laura Cappelli) e Fluminimaggiore (Paolo Sanna). 

Il tema è il procedimento avanzato dell’Ichnusa Wind Power (42 aerogeneratori alti più di 300 metri sulle rotte dei tonni, un cavidotto di 50 km e due sottostazioni) che ha passato il vaglio del MASE, ora in attesa di parere dal Ministero della Cultura. Ma anche le richieste di allaccio per altri otto impianti eolici offshore nel Sud Ovest della Sardegna, un totale di 470 pale a mare.

I lavori sono stati aperti dall’intervento del sindaco di Portoscuso, Ignazio Atzori.

Salvatore Obino ha sottolineato che il 16 gennaio 2026, appena tre mesi fa, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra, ente pubblico vigilato dal MASE) nella sua seconda relazione a proposito dell’Ichnusa Wind Power, ha definito il progetto “non idoneo”.

«Il tonno non è solo una cosa sul piatto che mangiamoha sottolineato Gianluigi Penco, assessore delle Politiche energetiche del comune di Carloforte rappresenta la nostra identità e cultura. C’è una mancanza totale di programmazione nel sistema statale e regionale, soprattutto per gli impianti oltre le 12 miglia (in acque extraterritoriali). E’ venuto a mancare il coinvolgimento diretto dei Comuni, in particolare quelli costieri. Ci siamo espressi sull’Ichnusa Wind Power con sei osservazioni, perché ha l’iter più avanzato. Abbiamo cercato di trattare l’argomento in modo serio e responsabile vista la necessità di abbracciare la transizione energetica: a nostro parere ci sono impatti negativi di questo impianto per gli effetti sonori, elettrici, elettromagnetici. Non sono un esperto, ma vorrei evidenze scientifiche in tal senso e sulla migrazione dell’avifauna, soprattutto dei tonni. Non ci sono precedenti nel Mediterraneo.» 

«Noi siamo contrari a operazioni come queste, anche perché attuate senza il coinvolgimento dei territoriha detto il sindaco di Gonnesa, Pietro Cocco -. Ma è sufficiente opporsi? Non abbiamo altre strade percorribili. Però occorre fare proposte alternative, non solo dire di essere contrari. Attualmente la Sardegna ha un tetto di produzione da FER di 6.2 GW e richieste per circa 60 GW. Per ora non ci sono alternative all’orizzonte. Le leggi regionali 5 e 20 sono state cassate. Nemmeno il decreto energia 4/2026 ha dato speranze, anzi, ha enfatizzato il ruolo del Governo contro i Comuni. Il quadro normativo non ci aiuta. A Gonnesa sono stare fatte un decina di proposte, noi abbiamo detto no a tutti perché abbiamo adeguato il PUC al PPR, per cui gli impianti FER possono essere installati solo su aree industriali, non su quelle agricole. Qui si parla di impianti in acque extraterritoriali, ma i cavi arrivano a Portovesme, in un’area dove dovrebbe esserci anche la sottostazione a terra. Le comunità devono essere coinvolte nel processo decisionale e devono essere d’accordo. Non si può fare violenza. Carloforte ha la costa ancora più vicina: questo impianto rischia di essere una iattura per il turismo, il paesaggio, l’economia. La Sardegna è una piattaforma per la ricchezza di sole e vento. Sta a noi rivendicare il nostro valore, con l’unione dei sindaci.»

I sindaci coinvolti hanno concordato che si riuniranno a porte chiuse per valutare quali azioni intraprendere, anche a livello legale.

Ha preso il via oggi il percorso di presentazione del progetto “SOCIAL LAB”, promosso dalla provincia del Sulcis Iglesiente e finanziato dall’Unione Province Italiane nell’ambito dell’iniziativa ProvincexGiovani, che coinvolge attivamente gli studenti delle scuole del territorio.
La prima tappa si è svolta questa mattina presso l’Istituto Asproni di Iglesias, dando ufficialmente inizio a un ciclo di incontri dedicati alla partecipazione, all’innovazione sociale e al protagonismo delle giovani generazioni.
Il calendario proseguirà con:
• Mercoledì 22 aprile – Istituto Beccaria Loi di Sant’Antioco
• Venerdì 24 aprile – Istituto Beccaria Loi di Carbonia
Un percorso pensato per ascoltare, coinvolgere e valorizzare le idee dei ragazzi, rendendoli parte attiva nella costruzione del futuro del territorio.
«Con SOCIAL LAB vogliamo rafforzare il dialogo tra istituzioni e giovani, offrendo loro strumenti concreti per esprimersi e contribuire allo sviluppo della nostra comunità. La scuola è il luogo ideale da cui partire per costruire cittadinanza attiva e consapevole», ha detto il presidente della Provincia, Mauro Usai.
«Questo progetto rappresenta un’opportunità preziosa per avvicinare i ragazzi ai temi dell’innovazione sociale e della partecipazione. Il loro coinvolgimento diretto è fondamentale per generare idee nuove e costruire insieme un futuro più inclusivo», ha aggiunto la consigliera delegata, Isangela Mascia.

Carbonia, con 242mila euro, è il comune capoluogo della Sardegna che, nel 2025, ha incassato i minori proventi da multe e sanzioni a carico degli automobilisti per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope.

Guardando alla graduatoria regionale dei comuni capoluogo di provincia, al primo posto si posiziona Cagliari (7,1 milioni di euro), seguita da Sassari (2,2 milioni) e Oristano (1,1 milioni). Chiudono la classifica regionale i comuni di Nuoro (647mila euro) e Carbonia, che ha incassato 242mila euro.

Complessivamente, nel 2025, i comuni capoluogo sardi analizzati hanno incassato oltre 11,2 milioni di euro, importo in aumento del 50% se confrontato con quello del 2024.

Se invece degli importi totali si analizza il valore pro capite, calcolato come rapporto tra proventi e residenti, al primo posto si posiziona sempre Cagliari, con 48 euro; seguono Oristano (36 euro) e Nuoro (19 euro). A Carbonia la multa pro capite è stata pari ad appena 9 euro.

Guardando ai comuni con meno di 5.000 residenti, in vetta alla classifica si posiziona Monastir, che a fronte di 4.718 abitanti incassa oltre 2,9 milioni di euro; seguono nella top 3 Villasimius, 3.721 abitanti e quasi 428mila euro incassati, e Castiadas, 1.707 residenti e poco meno di 308mila euro di incassi.

Parziali buone notizie sul fronte dell’RC Auto: secondo l’osservatorio di Facile.it in un anno i premi medi in Sardegna sono rimasti stabili.

La Provincia del Sulcis Iglesiente continua il percorso di messa in sicurezza della rete stradale con l’approvazione di un ulteriore decreto deliberativo.
È stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica relativo alla SP 109 che collega la SP 73 alla SS 195, per un investimento complessivo di oltre 207.000 euro, finalizzato alla manutenzione straordinaria e al recupero funzionale dell’infrastruttura.
«Con questo ulteriore intervento rafforziamo il lavoro già avviato sulla viabilità provinciale, dando continuità a una programmazione che mette al centro la sicurezza e l’efficienza delle nostre strade», spiega il presidente Mauro Usai.
«La SP 109 rappresenta un collegamento importante per il territorio: intervenire su questo tratto significa rispondere concretamente alle esigenze dei cittadini e migliorare la qualità della mobilità locale», aggiunge il consigliere delegato alla viabilità Sasha Sais.

Il PLUS di Iglesias – che comprende i territori di Iglesias (capofila), Buggerru, Domusnovas, Fluminimaggiore, Gonnesa, Musei e Villamassargia – annuncia l’avvio di un’iniziativa pensata per creare una rete locale di persone e famiglie solidali, impegnate in attività di sostegno e accoglienza per bambini/e, ragazzi/e e famiglie che si trovano ad affrontare momenti di difficoltà. L’attività è realizzata in collaborazione con l’associazione “Centro Studi Affido”.

Un gesto che cambia una vita
Aprire la propria casa – e il proprio cuore – a un/una bambino/a o a un/una ragazzo/a significa offrire un’opportunità concreta di crescita e serenità. L’affidamento e la solidarietà familiare rappresentano una forma di aiuto temporaneo, ma l’impatto dura per sempre. Anche una semplice forma di supporto solidale può fare la differenza nella vita di chi è in difficoltà.

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Contattaci:
– Numero Verde: 800.66.15.92
– E-mail: cpfplusiglesias@comune.iglesias.ca.it
– Responsabile: Paolo Carta
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Nella giornata di lunedì 20 aprile, al fine di portare avanti interventi programmati utili per migliorare le prestazioni dei nostri presidi, sarà sospesa (da parte dell’ente fornitore) l’erogazione della corrente presso il laboratorio analisi del CTO e presso la sede del distretto di Carbonia San Ponziano.

Per tale motivo, alcune attività subiranno una parziale e temporanea interruzione.

In particolare:
– saranno sospesi i prelievi ematici per gli esterni in tutte le strutture della ASL Sulcis Iglesiente;
– sarà saranno interrotte le attività del Distretto e del poliambulatorio San Ponziano

Riguardo i prelievi, verrà garantita l’attività in urgenza e quella ospedaliera attraverso il laboratorio del Sirai.

Riguardo l’attività specialistica, gli utenti prenotati sono stati contattati e le prestazioni sono state riprogrammate per ridurre al minimo i disagi.

Da martedì 21 aprile le attività riprenderanno regolarmente.

Dopo aver raggiunto la certezza matematica di restare in Eccellenza regionale, precipita la crisi economica del Carbonia Calcio. La squadra e lo staff tecnico questo pomeriggio hanno diffuso un comunicato nel quale rendono pubblico come la situazione sia divenuta ormai insostenibile.

«In data 11 marzo, la società, nella persona del presidente Andrea Meloni, ci ha comunicato l’esaurimento delle risorse economichescrivono -. Dall’inizio del 2026 non abbiamo percepito alcuna retribuzione. Nonostante ciò, abbiamo continuato a svolgere il nostro lavoro con il massimo impegno, professionalità e spirito di sacrificio, onorando la maglia, i tifosi e la città. Anche grazie a questo senso di responsabilità, abbiamo raggiunto l’obiettivo della salvezza con due giornate di anticipo.»

«Nel corso della scorsa settimana, la società aveva prospettato il pagamento di almeno una mensilità entro quella attualeaggiungono la squadra e lo staff tecnico -. Ad oggi, tale impegno non è stato rispettato. Pur prendendo atto delle spiegazioni fornite dal Presidente, che ha dichiarato di aver sostenuto personalmente ingenti investimenti, riteniamo necessario sottolineare che tali circostanze non possono ricadere sui tesserati. I rapporti tra le parti sono regolati da accordi chiari e da contratti di lavoro che prevedono obblighi precisi. Eventuali criticità gestionali, presenti o pregresse, non possono e non devono gravare sulla squadra. Alla luce di quanto esposto, ci vediamo costretti a intraprendere tutte le azioni necessarie a tutela dei nostri diritticoncludono -. In assenza di riscontri concreti e immediati, ci riserviamo di adottare ulteriori iniziative.»

Il comune di San Giovanni Suergiu ha ottenuto un finanziamento di sette milioni e mezzo di euro per la bonifica dell’ex Centrale di Santa Caterina, previsti dalla partecipazione al bando Azione 1.4 del Pn Italia JTF 2021-2027. Si tratta del secondo finanziamento dopo quello di 750.000 euro ottenuto per la produzione di energie rinnovabili da fotovoltaico sugli edifici pubblici
«Un obiettivo ambizioso a cui abbiamo lavorato tantodichiara la sindaca Elvira Usai che finalmente può dare una risposta forte a un bisogno di riqualificazione e rigenerazione di un’area da tanti anni depressa dal punto di vista ambientale.»
Si tratta di risorse economiche fondamentali che rimetteranno in moto anche settori lavorativi del territorio che sono da decenni in crisi. La bonifica della Centrale di Santa Caterina è propedeutica a nuove destinazioni economiche da destinare in quella porzione di territorio del comune di San Giovanni Suergiu.
«Abbiamo sin dal 2021 inseguito questo prezioso strumento di fondo europeo spiega Elvira Usaicon confronti diretti e partecipativi a Bruxelles in commissione europea, con un dialogo costante con la Regione Sardegna e il centro di programmazione regionale. È evidente la potenzialità turistica che presenta quel tratto di laguna e sulla quale vogliamo puntare.»
La determinazione della maggioranza guidata da Elvira Usai ha dato i suoi frutti. «Ho un doveroso ringraziamento da fare – rimarca la sindaca Elvira Usai – ai dipendenti dell’ufficio tecnico che ci hanno sempre creduto e hanno collaborato con noi per non perdere neppure una delle scadenze del lungo iter burocratico; ma ringrazio anche i colleghi dell’Unione dei Comuni del Sulcis e la Provincia del Sulcis Iglesiente che hanno da subito sposato questo progetto che avrà ricadute benefiche su tutte le nostre comunità.»
San Giovanni Suergiu può finalmente immaginare un futuro diverso dell’ex Centrale, legato al turismo e alla diversificazione economica.
«Il lavoro silenzioso e sinergico ci ha condotti a un ottimo traguardoconclude la sindaca Elvira Usaiora dobbiamo accelerare le tempistiche e consegnare alla nostra comunità quanto prima un’area bonificata e competitiva dal punto di vista economico.»