12 October, 2026

Prima la raccolta di tappi in plastica in appositi contenitori di cartone posizionati nei sei plessi scolastici cittadini, dall’infanzia alla secondaria di primo grado, poi i laboratori didattici che, attraverso un macchinario in miniatura, hanno condotto gli studenti alla scoperta dell’intero ciclo di recupero della plastica con la realizzazione contestuale di piccoli oggetti, come un righello a uso scolastico o un porta saponetta. Una dimostrazione pratica d’ausilio all’educazione ambientale che attraverso il riciclo ha trasformato i tappi in oggetti, riscuotendo particolare apprezzamento tra studenti e insegnanti.

Il progetto, a cui ha aderito nel 2025 l’Amministrazione comunale, è stato promosso dall’associazione AICS – sezione Ambiente, che lo porta avanti a livello nazionale coinvolgendo i ragazzi in ogni angolo della Penisola. «Gli studenti hanno potuto letteralmente “mettere le mani in pasta” grazie a una dimostrazione concreta – commenta il sindaco Ignazio Locci – che li ha visti protagonisti: per loro, in questi mesi, è stato entusiasmante anche solo raccogliere i tappi e riporli al mattino nei contenitori. Un gioco che si è trasformato in un processo educativo determinante sull’impatto che la plastica ha sul nostro ecosistema. Assistere, nell’immediato, alla creazione di un righello, un oggetto che utilizzano quotidianamente, è un momento che lascia il segno ed evidenzia, senza alcun dubbio, quanto la plastica possa rappresentare una risorsa, se trattata in una logica di riciclo. Abbiamo voluto inoltre premiare le scuole e gli studenti per la collaborazione e l’impegno concedendo a ogni plesso uno stanziamento simbolico di 250 euro per l’acquisto di materiale didattico.»

I tappi raccolti nei mesi scorsi verranno consegnati ad AICS che, attraverso il medesimo processo di sminuzzamento e fusione (illustrato in piccola scala a fini didattici), con macchinari più grandi realizzerà una solida panchina in plastica che verrà posizionata nella direzione didattica dell’Istituto Globale di Sant’Antioco, a simboleggiare il passaggio della plastica usa e getta, di cui i tappi sono rappresentanti, ad un bene durevole.

«È stato particolarmente emozionante vedere la partecipazione attiva e consapevole degli studenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado dell’Istituto Globale di Sant’Antioco – commenta l’assessore della Pubblica Istruzione Luca Mereu – che hanno preso parte alle attività con entusiasmo, creatività e forte senso di responsabilità. I bambini e i ragazzi hanno dimostrato quanto sia importante investire nell’educazione ambientale e nella formazione delle nuove generazioni con progettualità capaci di trasmettere con semplicità, ma anche con grande forza, valori fondamentali come il rispetto per il territorio, la sostenibilità e la condivisione di buone prassi. Iniziative come questa rappresentano un passo importante nella costruzione di una comunità sempre più attenta all’ambiente e al futuro dei nostri ragazzi.»

Si è concluso il ciclo di conferenze promosso dai Lions Club di Carbonia e Iglesias in collaborazione con il Reparto Psichiatrico di Diagnosi e Cura della Asl del Sulcis Iglesiente, un progetto dedicato alla salute mentale in adolescenza e rivolto agli Istituti Superiori del territorio.
Gli incontri hanno offerto a studenti, docenti e famiglie strumenti utili per comprendere l’adolescenza, riconoscere i segnali di disagio e promuovere il benessere psicologico, affrontando temi come sviluppo emotivo, relazioni e gestione dell’ansia.
Un sentito ringraziamento ai professionisti della Asl, per la competenza e la chiarezza dei loro interventi, e ai dirigenti scolastici, ai docenti e agli studenti per la partecipazione attenta e collaborativa.
Il progetto conferma il valore della collaborazione tra istituzioni e associazioni nel sostenere i giovani e il loro percorso di crescita.

 

L’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, ha partecipato questa mattina a un’audizione informale della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati sulla crisi della Ceramica Mediterranea S.p.A. di Guspini, azienda produttrice di grès porcellanato che occupa oltre cento lavoratori diretti e circa una ventina nell’indotto.

Nel suo intervento, l’assessore Emanuele Cani ha innanzi tutto evidenziato le criticità strutturali che penalizzano l’intero comparto industriale sardo e hanno contribuito alla crisi economico-finanziaria della società. In primis i costi energetici, che incidono in modo significativo sulle attività di produzione fortemente energivore, e i sovraccosti legati alla tassa ETS, che si ripercuotono iniquamente sulle imprese gravando sia sul trasporto delle materie prime che sul trasporto del prodotto finito.

L’assessore Emanuele Cani ha inoltre richiamato le criticità correlate all’approvvigionamento delle materie prime, dovute principalmente alla carenza dal punto di vista normativo di un criterio di premialità che favorisca il sistema delle imprese locali.

«Colgo questa occasione per richiamare l’attenzione della Commissione nell’essere da stimolo verso un’attività legislativa che possa intervenire su questi temi di competenza del decisore politico nazionale – ha concluso Emanuele Cani -. Ceramica Mediterranea rappresenta un’impresa strategica in ambito regionale, in quanto unica a sviluppare questo tipo di produzione.»

Entra nella fase attuativa l’Investimento Territoriale Integrato (ITI) del Cammino Minerario di Santa Barbara, progetto strategico finanziato con le risorse del PR Sardegna FESR 2021-2027 e con fondi regionali, con una dotazione complessiva di 13.137.711 euro, di cui 8.637.711 euro a valere sul FESR.

La presentazione ufficiale si è svolta questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla presenza del vicepresidente della Giunta e l’assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, Giuseppe Meloni, e del presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara e sindaco di Iglesias, Mauro Usai.

«Con questo passaggio, l’ITI del Cammino Minerario di Santa Barbara entra nella fase della realizzazione – ha dichiarato l’assessore Giuseppe Meloni -. Finanziamo una strategia integrata che si basa su identità, patrimonio culturale, ambiente, mobilità dolce, accoglienza e nuove opportunità per le comunità locali.»
Il presidente della Fondazione, Mauro Usai ha evidenziato come «l’ITI rappresenta un riconoscimento importante da parte della Regione Sardegna ovvero l’idea che, uno sviluppo realmente sostenibile non solo sia possibile, ma già in atto».

Per dimensione finanziaria, ampiezza territoriale e numero di Comuni coinvolti, il progetto è tra gli interventi più significativi di sviluppo territoriale integrato dedicati ai territori minerari della Sardegna. La stipula delle convenzioni e il trasferimento delle prime risorse consentono ora di avviare la fase operativa, con l’obiettivo di rigenerare il patrimonio storico, ambientale e culturale delle aree minerarie dismesse e creare nuove opportunità per i territori interessati. L’ITI permette di trasformare la strategia del Cammino Minerario di Santa Barbara in azioni mirate, a partire dalla riqualificazione strutturale dell’antica viabilità storica e dei beni in disuso nella disponibilità delle amministrazioni locali. L’esperienza del Cammino ha già mostrato una significativa capacità di attrazione e può contribuire al miglioramento dell’economia locale e al rilancio dei territori attraversati.

«I territori segnati dalla storia mineraria della Sardegna – ha sottolineato Giuseppe Meloni – custodiscono una memoria profonda, ma anche potenzialità importanti per il futuro. Il nostro compito, come Regione, è accompagnare questa trasformazione: recuperare ciò che rischiava di restare in disuso e farlo diventare un insieme di infrastrutture capaci di produrre sviluppo, coesione e lavoro. Programmare significa investire dove esistono energie locali, patrimoni da valorizzare e potenzialità ancora non pienamente espresse. Il Cammino Minerario di Santa Barbara – ha aggiunto l’assessore della Programmazione – risponde pienamente a questa visione e indica una strada possibile per costruire crescita sostenibile e turismo diffuso a partire dai patrimoni locali. Come Regione continueremo a seguire questo percorso con attenzione, perché le risorse programmate devono tradursi in opere, servizi e risultati misurabili per i territori e per le persone che li abitano.»

Nato nel Sud-Ovest della Sardegna, il Cammino Minerario di Santa Barbara ha oggi una dimensione regionale grazie all’estensione del progetto a nuovi itinerari territoriali: il CMSB Nord Ovest nella Nurra, il CMSB Centro Sud nell’Ogliastra, Barbagia di Seulo e Sarcidano e il CMSB Sud Est nel Sarrabus Gerrei, coinvolgendo 51 Comuni e oltre 295 mila abitanti. Negli ultimi anni, il cammino ha già ottenuto risultati significativi: tra il 2022 e il 2025 le presenze sono cresciute di oltre il 464%, confermando la capacità di attrarre flussi turistici anche nei periodi di bassa stagione e contribuendo alla destagionalizzazione dell’offerta turistica regionale.

«Nei primi mesi del 2026 abbiamo registrato una crescita del 30% delle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – ha sottolineato il presidente della Fondazione, Mauro Usai – con camminatori provenienti da tutta Italia e dall’Europa, anche in mesi tradizionalmente considerati di bassa stagione, quando la Sardegna è storicamente meno presente nei flussi turistici. Questo risultato racconta una trasformazione profonda: il patrimonio minerario, a lungo associato a crisi, abbandono e partenze, oggi si sta rivelando una risorsa viva, capace di generare lavoro stabile e di restituire identità e orgoglio alle comunità locali. Con oltre 13 milioni di euro di investimenti, tre nuovi itinerari che attraversano l’Isola da Nord a Sud e 51 Comuni coinvolti, stiamo dimostrando che l’esperienza costruita nel Sulcis Iglesiente, nell’Arburese e nel Guspinese non è un progetto circoscritto, ma un modello di sviluppo che può parlare a tutta la Sardegna.»

Infrastrutture, accoglienza e accessibilità sono i tre assi principali della strategia dell’investimento. Le azioni previste riguardano il miglioramento e la messa in sicurezza di sentieri, ciclovie e ippovie, insieme al recupero delle ferrovie minerarie dismesse come infrastrutture di mobilità dolce. Sul fronte dell’accoglienza, il progetto prevede il riuso di immobili pubblici per la realizzazione delle posadas, strutture dedicate all’ospitalità di pellegrini ed escursionisti, oltre ad azioni di efficientamento energetico e alla creazione di comunità energetiche a beneficio dei borghi attraversati dal Cammino. Un’attenzione particolare è riservata alla segnaletica, alla sicurezza e all’accessibilità universale, secondo i principi del Design for All.

Prende il via Giacimenti | Nutrimenti, il cantiere aperto per la costruzione del Piano strategico della provincia del Sulcis Iglesiente: un processo partecipativo che coinvolge direttamente le comunità locali nella definizione della visione strategica del territorio.
«Questo Piano Strategico nasce dalla nuova operatività della Provincia del Sulcis Iglesiente – restituita al pieno esercizio delle sue funzioni dopo anni di blocco imposto dalla Legge Del Rio – e dalla volontà di costruire uno spazio reale di ascolto e confronto attorno al suo futuro.»

Lo dice Mauro Usai, presidente della provincia del Sulcis Iglesiente che aggiunge: «Un territorio complesso, attraversato da memorie profonde, grandi trasformazioni e nuove domande, che oggi ha bisogno di rimettere in relazione persone, comunità, competenze ed energie diverse. Lo abbiamo pensato come un cantiere aperto, che prova a partire proprio da qui: dalla capacità di riconoscere ciò che questo territorio è stato, ma soprattutto ciò che può ancora diventare, pensandosi unito».

Il percorso, già avviato nelle scorse settimane, nasce dalla volontà degli amministratori della Provincia di costruire una strategia di sviluppo condivisa e concreta, fondata su un’analisi approfondita delle dinamiche economiche, sociali e demografiche del territorio, sull’ascolto dei bisogni reali delle comunità e sulla valorizzazione delle vocazioni territoriali.
I sindaci della Provincia, primi rappresentanti delle comunità locali e interlocutori privilegiati nella lettura delle esigenze del territorio, sono stati protagonisti della prima fase del lavoro, contribuendo alla definizione del quadro conoscitivo di base e delle principali priorità strategiche.

Giacimenti | Nutrimenti: Il nome dato al cantiere nasce da una considerazione, la necessità di tenere uno sguardo, come base metodologica di questo programma di lavoro, in continua oscillazione fra la memoria di questo territorio e il suo futuro. Se nei racconti delle persone delle comunità della Provincia del Sulcis Iglesiente, a vincere sono spesso i ricordi, quelli lontani, archetipici e dei popoli fondatori come quelli più vicini della sfida alla modernità, delle miniere e delle promesse di ricchezza, si vive nel rischio del sedimento di un’identità retroflessa in cui le aspettative su ogni progetto di rinnovamento e sviluppo è tinto di rivalsa e riscatto e manca di concentrarsi sulle nuove necessità e sui tanti talenti esistenti.
La decisione è stata quindi di scegliere un nome che fosse una parola ‘oscillante’, duale in cui il suffisso potesse considerarsi in continua alternanza: Giaci/Nutri.
Il prefisso iacēre nella sua etimologia latina non si limita all’essere distesi e alla stasi, ma riferisce anche una volontà di risiedere in un luogo; quando accoppiato al suffisso – mento, che rende ‘attiva’ la parola che lo precede, ne risulta quindi uno ‘stare’ come condizione attiva. Nella sua oscillazione il prefisso nutrire indica la crescita, il nutrire verso l’alto. Il risultato in questa accezione è quindi una parola variabile che possiamo leggere in modo nuovo, dinamico, come decisione di stare in un luogo ma con l’attitudine al poterlo nutrire e cambiare dal di dentro, partendo dalla sua profonda comprensione.
Il processo prosegue, articolandosi attraverso una metodologia strutturata di animazione territoriale, organizzata per ambiti, individuati sulla base delle caratteristiche geografiche, socioeconomiche, infrastrutturali e identitarie delle diverse aree del Sulcis Iglesiente. Per ciascuno saranno organizzati incontri aperti a cittadini, associazioni, imprese, operatori economici, realtà culturali, soggetti del terzo settore e stakeholder privilegiati, finalizzati a raccogliere contributi, criticità, proposte progettuali e visioni di sviluppo sui principali temi strategici: sviluppo economico e lavoro, turismo e cultura, ambiente ed energia, infrastrutture e mobilità, servizi alla persona, innovazione e qualità della vita.
Parallelamente alle attività tecnico-specialistiche, prenderà avvio un lavoro etnografico di ascolto del territorio:
una mappatura delle percezioni, delle suggestioni immaginifiche e dei desideri di cittadine e cittadini, finalizzata alla costruzione di un sistema di identità visiva e narrativa della Provincia.
Il 13 maggio si apre il Cantiere dedicato a questo percorso: tre workshop a Iglesias, Santadi e Sant’Antioco, aperti a cittadini e operatori locali, per dare forma simbolica e culturale alla visione condivisa dell’Ente.
Ogni appuntamento riunirà 15/20 persone – cittadini, operatori, rappresentanti del territorio – per costruire insieme, attraverso memorie, storie e oggetti, una grammatica visiva e simbolica condivisa del Sulcis Iglesiente.
Il metodo proposto si fonda sull’idea di “disimparare l’ovvio”: osservare il territorio con uno sguardo nuovo, isolare gli elementi del patrimonio visivo/narrativo comune e restituirli in forme inaspettate. I partecipanti dovranno portare un oggetto personale che rappresenti il proprio legame con il territorio. Da lì il workshop si svilupperà attraverso fasi di ascolto, costruzione simbolica e restituzione collettiva, fino a prefigurare unoscenario futuro: come sarà il Sulcis Iglesiente tra 10 anni?
Gli output dei workshop – mappe concettuali, oggetti narrativi, parole chiave e visioni di futuro – confluiranno nel Piano Strategico e contribuiranno a definirne l’identità comunicativa e progettuale.
I workshop si svolgeranno il 13, 27 maggio e 10 giugno, dalle 14.30 alle 19.30, rispettivamente a Iglesias, Sant’Antioco e Santadi.
E’ possibile dare il proprio contributo al piano strategico o manifestare l’interesse a partecipare attraverso la pagina https://pianosulcisiglesiente.it/partecipa/

L’ASD Fer-Massenti San Giovanni venerdì 8 maggio ha ospitato allo stadio comunale l’atleta paralimpico di carling Egidio Marchese, reduce dalle Paralimpiadi Milano Cortina. Sposato con una ragazza di Perdaxius, Egidio Marchese, originario della Calabria, trasferitosi in Valle d’Aosta, è di casa nel Sulcis e trascorre da anni periodi di vacanza a Porto Pino. Ha accolto con entusiasmo l’invito del presidente Antonio Massenti e ha raccontato la sua storia di atleta paralimpico, trasferendo ai presenti messaggi importanti, improntati al “non arrendersi mai”, anche quando la vita ci propone improvvise difficoltà, come quelle vissute da lui personalmente quando un grave incidente stradale lo ha privato della mobilità e non gli ha più consentito di camminare sulle proprie gambe.
Tra coloro che hanno partecipato all’incontro, c’era anche la sindaca di San Giovanni Suergiu. Elvira Usai.
«E’ stata una serata dedicata ai valori più autentici dello sport quella organizzata dall’ASD Fer-Massenti San Giovanni – ha detto Elvira Usai -, un momento importante di confronto e crescita per i ragazzi della società sportiva. Attraverso il racconto della propria esperienza, Egidio Marchese ha trasmesso ai giovani atleti il valore dell’impegno, della determinazione e dell’inclusione, mostrando come lo sport possa diventare uno straordinario strumento di crescita personale e superamento dei limiti – ha concluso Elvira Usai -. Un grazie alla Fermassenti per aver promosso un’iniziativa così significativa per i nostri ragazzi e per tutta la comunità.»

Storia di un’amicizia con “Le Nostre Donne” di Éric Assous, con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri, per la regia di Alberto Giusta, coproduzione CMC/Nidodiragno e Teatro Stabile di Verona: una commedia brillante incentrata sul legame di solidarietà e fratellanza fra tre uomini, che si trovano improvvisamente di fronte a un dilemma morale, in cartellone mercoledì 13 maggio, alle 20.30, al Teatro Centrale di Carbonia, giovedì 14 maggio, alle 21.00, al Cine/Teatro “Olbia” di Olbia, venerdì 15 maggio, alle 20.30, al Teatro Costantino di Macomer, sabato 16 maggio, alle 21.00, al Teatro del Carmine di Tempio Pausania e domenica 17 maggio, alle 21.00, al Teatro Civico “Gavì Ballero” di Alghero sotto le insegne della Stagione di Prosa 2025-2026 organizzata dal CeDAC Sardegna.

Max (Luca Bizzarri), Paul (Enzo Paci) e Simon (Antonio Zavatteri) si frequentano assiduamente e sono amici da trent’anni, condividono riti e abitudini, compresa l’immancabile partita a poker e si fidano l’uno dell’altro; tuttavia il loro successo nella vita professionale non basta per fugare dubbi e inquietudini né tanto meno per garantire la felicità nella vita privata. “Le Nostre Donne” indaga proprio nella sfera dei sentimenti, portando alla luce fragilità e incomprensioni, delusioni e fallimenti, mentre le figure femminili, assenti sulla scena, diventano protagoniste nei pensieri e nelle parole dei tre amici. La pièce si interroga sui confini dell’amicizia, su quanto quel legame fatto di spontanea simpatia e complicità maschile possa influenzare le scelte e i comportamenti, su quali responsabilità e impegni comporti, nei momenti cruciali.

“Le Nostre Donne” è una commedia divertente, raffinata e dissacrante, leggera e spietata al tempo stesso, dal ritmo inarrestabile, ricca di colpi di scena e ribaltamenti di ruolo, incentrata proprio sul rapporto complicato dei tre amici con quelle creature enigmatiche (citate nel titolo), con i loro desideri segreti e le loro molteplici esigenze, la loro sensibilità e la loro inattesa durezza, difficili da comprendere, comunque «amate, odiate, rimpiante» e costantemente evocate nei discorsi dei loro uomini in crisi.

La pièce del celebre drammaturgo, regista e sceneggiatore franco-tunisino Éric Assous (Premio Molière nel 2010 per “L’Illusion conjugale” e nel 2015 per “On ne se mentira jamais” e Grand Prix du Théâtre de l’Académie Française nel 2014 per le sue opere teatrali), già interpretata con successo a Parigi da Jean Reno e Daniel Auteuil con Richard Berry (che firma anche la regia dell’omonimo film, “Nos Femmes”, con Daniel Auteuil) approda in Italia, nella traduzione di Giulia Serafini, con un affiatato cast, per una riflessione sull’importanza dell’amicizia e sulla forza delle passioni, sulle imperscrutabili ragioni del cuore e sulla lealtà.

100 strade per giocare è il nome del progetto che il Circolo Legambiente Sulcis Iglesiente ha proposto a tutte le scuole primarie del comune di Carbonia. Hanno aderito la Scuola Camilla Gritti e l’I.C. Deledda – Pascoli – Don Milani di Carbonia. Negli ultimi anni è sensibilmente aumentato tra i bambini e ragazzi l’utilizzo dei videogiochi, Playstation ecc.. a scapito dell’attività all’aperto.
Gli obiettivi sono svariati,  uso consapevole dei videogiochi, portare avanti un’opera di sensibilizzazione ambientale nei confronti delle amministrazioni locali  sull’importanza di poter mettere a disposizione dei cittadini e in particolare dei bambini spazi idonei allo svolgimento di attività ludica in totale sicurezza. Promuovere il gioco attivo, creativo e condiviso, offrendo ai bambini valide alternative al tempo trascorso davanti agli schermi.
Il progetto è articolato in due fasi;
Nella  1ª fase (entro la fine del corrente anno scolastico),  saranno organizzate in sette diverse piazze e spazi all’aperto delle giornate (una per ogni sede o plesso) dove gli alunni riproporranno alcuni giochi tradizionali.
Nella 2ª fase o (inizio dell’anno scolastico 2026-2027) sarà organizzata una conferenza con alcuni esperti (medico sportivo, insegnante di educazione fisica, pedagogista, psicologo, pediatra..) che tratterranno ognuno un argomento di loro competenza in riferimento al tema del progetto.
Date e luoghi di svolgimento: dalle ore 9,00 alle ore 13,00 circa.
– 26/05/2026 – Carbonia – Parco Lineare – Scuola “C. Gritti”
– 27/05/2026 – Carbonia – P.zza Roma – Sede Via Roma
– 28/05/2026 – Carbonia – Campo Rosmarino (Sintetico) Sede “Francesco Ciusa”
– 3/06/2026 – Cortoghiana – Campo Polivalente Circoscrizione – Sede Cortoghiana

 

Il Banco di Sardegna e la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara hanno sottoscritto oggi un accordo quadro di collaborazione strategica per sostenere lo sviluppo economico, sociale e turistico dei territori attraversati dal Cammino Minerario di Santa Barbara.

L’intesa nasce dalla comune volontà di valorizzare il Cammino come infrastruttura territoriale permanente e motore di crescita sostenibile per il Sulcis Iglesiente, l’Arburese, il Guspinese e per l’intera regione.

Attraverso l’accordo, il Banco di Sardegna metterà a disposizione un sistema articolato di strumenti finanziari e servizi dedicati per accompagnare la nascita e la crescita delle attività economiche legate al Cammino Minerario di Santa Barbara. Particolare attenzione sarà rivolta al microcredito imprenditoriale, pensato per sostenere giovani, donne, nuove imprese e piccoli operatori del territorio che intendano investire nei settori dell’accoglienza, della ristorazione, dell’artigianato identitario, dei servizi turistici, della mobilità sostenibile e dell’innovazione digitale.

L’obiettivo è favorire un accesso più semplice e concreto alle opportunità di impresa anche per chi, spesso, incontra maggiori difficoltà nell’avvio di un’attività economica. Accanto agli strumenti finanziari, il Banco di Sardegna offrirà servizi di accompagnamento e orientamento imprenditoriale, supportando gli operatori nella costruzione dei progetti, nell’accesso ai bandi pubblici, ai contributi a fondo perduto e agli strumenti di finanza agevolata, creando così un percorso di affiancamento stabile dalla fase di avvio fino al consolidamento delle attività.

L’accordo prevede inoltre la realizzazione di attività informative dedicate presso alcune filiali del territorio, che diventeranno punti di riferimento per imprese, giovani imprenditori e comunità locali, con funzioni di consulenza, supporto preliminare all’accesso al credito e accompagnamento allo sviluppo delle iniziative economiche connesse al Cammino.

«Il Banco di Sardegna rafforza con questo accordo il proprio ruolo di banca del territorio, impegnata a sostenere progetti capaci di generare valore economico e coesione sociale – evidenzia il Direttore Generale del Banco di Sardegna, Mauro Maschio -. Crediamo nel Cammino Minerario di Santa Barbara come leva concreta di sviluppo sostenibile, capace di attivare imprenditorialità diffusa e nuove opportunità occupazionali. Il nostro contributo non si limita alle politiche del credito, ma si traduce in un accompagnamento strutturato alle imprese e alle comunità locali. Sostenere iniziative come questa vuol dire investire nel futuro dei territori, valorizzando insieme aree interne e coste, per scoprire l’anima più autentica della Sardegna.»

«Questo accordo rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita del Cammino Minerario di Santa Barbara e nella costruzione di un modello di sviluppo concreto, sostenibile e radicato nei territori – dichiara il presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Mauro Usai -. La collaborazione con il Banco di Sardegna dimostra che, oggi, il Cammino non è soltanto un progetto culturale e turistico, ma una vera infrastruttura economica capace di generare occupazione, sostenere le comunità locali e creare nuove opportunità per giovani, imprese e operatori del territorio. È un investimento sulla Sardegna più autentica, sulle aree interne e sulla capacità delle comunità di costruire futuro partendo dalla propria identità.»

L’accordo avrà una durata di 36 mesi e prevede anche iniziative di comunicazione condivisa, eventi territoriali e attività di promozione rivolte ai dipendenti del Gruppo BPER, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza e il valore del Cammino Minerario di Santa Barbara come una delle principali esperienze di turismo lento e rigenerazione territoriale dell’Isola.

L’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, ha preso parte questa mattina a Guspini all’assemblea sindacale convocata dalle segreterie territoriali di Filctem-Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil per fare il punto sulla vertenza della Ceramica Mediterranea S.p.A., azienda produttrice di grès porcellanato che occupa oltre 100 lavoratori diretti e circa una ventina nell’indotto.

«Stiamo cercando di individuare i percorsi più adeguati per superare una condizione di crisi economico-finanziaria molto complessa,che garantiscano la continuità produttiva dello stabilimento e tutelino in modo adeguato i lavoratori. Con questo obiettivo, chiederemo un confronto con il ministero delle Imprese e del Made in Italy e con il ministero del Lavoro affinché vengano attivati tutti gli strumenti necessari per giungere a una risoluzione positiva della vertenza», ha detto l’assessore Emanuele Cani.

L’assessore ha sottolineato che la Regione è pronta a mettere in atto alcuni interventi di sostegno, in particolare sul tema dei costi energetici e sulla questione del reperimento delle materie prime. L’assessorato dell’Industria intende inoltre contribuire attivamente nella ricerca di nuovi soggetti interessati all’acquisto dello stabilimento.

«Ho proposto di istituire presso gli assessorati dell’Industria e del Lavoro un tavolo permanente per monitorare gli sviluppi di una vertenza che rappresenta un ulteriore arretramento nella produzione industriale della Sardegna e che deve pertanto assumere una rilevanza regionale», ha sottolineato Emanuele Cani.

Nel corso dell’assemblea sono emerse le numerose difficoltà che negli ultimi anni i lavoratori hanno dovuto affrontare a causa della crisi aziendale, sebbene abbiano continuato a prestare con professionalità la propria opera per mantenere alta la qualità della produzione.

Domani, alle ore 10.30, l’assessore Emanuele Cani parteciperà in rappresentanza della Regione Sardegna all’audizione informale della Commissione Attività Produttive della Camera dei deputati sulla crisi dell’azienda di Guspini.