12 October, 2026

Lunedì 18 maggio, alle ore 12.00, a Giba, verrà inaugurato il Servizio di Soccorso Infermieristico (INDIA) dell’Azienda Regionale per l’Emergenza Urgenza della Sardegna.

Nella sede dell’Associazione Volontari Soccorso Giba, in via Principe di Piemonte n. 128, saranno presenti il direttore generale di Areus Angelo Maria Serusi, il sindaco del comune di Giba Andrea Pisanu, il direttore denerale della ASL Sulcis Paolo Cannas, il presidente dell’Associazione Volontari Soccorso Giba Roberto Orrù e il dirigente del Servizio Professioni sanitarie e tecniche di Areus Giulio Oppes.

 

Un ponte culturale tra Sardegna e Norvegia nel segno della letteratura, della memoria mineraria e del paesaggio. Prenderà avvio mercoledì 20 maggio un importante programma di scambi culturali dedicato all’opera e ai luoghi di ispirazione di Giuseppe Dessì e Johan Falkberget attraverso i rispettivi Parchi Letterari. Il progetto, promosso dalla Fondazione Giuseppe Dessì di Villacidro, è realizzato con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e in collaborazione con partner istituzionali norvegesi.

L’iniziativa nasce da un percorso di relazioni internazionali avviato negli ultimi anni in collaborazione con la rete de I Parchi Letterari, a partire dalla visita dell’ambasciatore di Norvegia in Italia Johan Vibe a Villacidro nel 2024 e proseguito nel 2025 a Oslo, presso l’Istituto Italiano di Cultura.

Il progetto mette in dialogo due importanti figure della letteratura europea del Novecento: Giuseppe Dessì e Johan Falkberget, scrittori profondamente legati ai rispettivi territori e accomunati da una particolare attenzione narrativa verso le comunità minerarie dei loro luoghi d’origine, il rapporto tra uomo e natura, la memoria collettiva e le trasformazioni sociali delle comunità raccontate nelle loro opere.

Lo scambio prenderà il via in Sardegna, dal 20 al 24 maggio, con una delegazione norvegese composta da quattro studenti universitari provenienti da Oslo e uno Bergen, rappresentanti del mondo accademico, artisti e operatori culturali che visiteranno il territorio del Medio Campidano attraverso un articolato percorso culturale e naturalistico predisposto dalla Fondazione Giuseppe Dessì. Tra gli ospiti norvegesi figurano l’illustratore Jostein Eidskrem e Marco Gargiulo, docente di Letteratura italiana presso l’Università di Bergen.

Il programma della visita condurrà i partecipanti alla scoperta dei luoghi simbolo dell’opera di Giuseppe Dessì e del romanzo Paese d’Ombre, attraverso itinerari che toccheranno il centro storico di Villacidro, Casa Dessì, la cascata Sa Spendula e i paesaggi naturali del territorio. Il percorso si estenderà inoltre ad alcuni dei più significativi siti del patrimonio minerario sardo, come Porto Flavia, Buggerru, la Galleria Henry e Montevecchio.

Al termine della visita in Italia, il 24 maggio, sarà la volta della partenza verso la città norvegese di Røros, luogo profondamente legato all’opera di Johan Falkberget e tra i più importanti centri storici minerari della Scandinavia: una tappa che rappresenterà un ulteriore momento di consolidamento del dialogo culturale tra le due comunità.

Si è conclusa a Iglesias, nello storico sito minerario di Pozzo Sella a Monteponi, la seconda edizione degli Stati Generali del Cammino Minerario di Santa Barbara: due giornate di confronto, visione e progettazione condivisa che hanno riunito istituzioni, esperti, operatori del turismo, amministratori, associazioni e comunità locali attorno ai grandi temi dello sviluppo sostenibile dei territori.

L’evento si è aperto con il videomessaggio di Raffaele Fitto, Commissario europeo per la Politica regionale, che ha indicato il Cammino Minerario di Santa Barbara come un esempio concreto di politica di coesione capace di trasformare un patrimonio storico, culturale e ambientale in una leva di sviluppo territoriale, inclusione e valorizzazione delle comunità.

Per due giorni si è parlato di turismo lento e sostenibile, accessibilità, destagionalizzazione, innovazione digitale, vino ed enogastronomia, ma soprattutto di accoglienza e identità territoriale, con un focus costante sul ruolo centrale delle comunità locali nella costruzione di esperienze autentiche e durature.

Tra gli ospiti più attesi, Federico Quaranta, conduttore e autore Rai esperto di territorio e ambiente, volto storico di programmi dedicati ai paesaggi italiani e alla cultura del buon vivere, che ha offerto una riflessione intensa sul significato dell’accoglienza: «Accogliere non è ospitare, è riconoscere».

Grande attenzione anche per l’intervento di Andrea Amadei, sommelier e speaker radiofonico di Decanter su Rai Radio2, che ha raccontato il vino come espressione culturale e identitaria del territorio attraverso “I Sentieri del Carignano del Sulcis: voce e identità di una terra da godere passo dopo passo”.

La chiusura degli Stati Generali è stata affidata a Roberto Giacobbo, giornalista, divulgatore e conduttore televisivo, con l’intervento “Il tempo sotto i nostri piedi: 8.000 anni di storia tra terra, uomini e paesaggio”, un viaggio nella memoria profonda del territorio minerario e nella stratificazione culturale che rende unico il Cammino Minerario di Santa Barbara.

Durante i lavori – con la fondamentale collaborazione degli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “Galileo Ferraris” di Iglesias – è emersa con forza la volontà di consolidare il Cammino Minerario di Santa Barbara come modello europeo di rigenerazione territoriale, capace di connettere patrimonio minerario, paesaggio, cultura, spiritualità, ospitalità diffusa e produzioni identitarie.

«Questi Stati Generali hanno confermato che il Cammino Minerario di Santa Barbara non è soltanto un itinerario, ma una comunità in cammino che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici – ha dichiarato Mauro Usai, presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara -. Abbiamo costruito una rete di relazioni, competenze e visioni che mette al centro le persone, i territori e la qualità dell’esperienza. La sfida ora è continuare a crescere mantenendo autenticità, sostenibilità e capacità di accoglienza, perché il vero valore del Cammino risiede nelle comunità che lo rendono vivo ogni giorno.»

Gli Stati Generali, inoltre, hanno rappresentato un’occasione per fare il punto sui progetti realizzati attraverso l’Investimento Territoriale Integrato (ITI), sulle prospettive future del Cammino e sulle nuove opportunità di sviluppo legate alla federazione europea degli itinerari minerari di Santa Barbara.

Con la partecipazione di numerosi sindaci, enti territoriali, operatori culturali e professionisti del settore, l’edizione 2026 si chiude con la consapevolezza che il turismo lento può essere uno strumento concreto di rigenerazione economica, sociale e culturale, capace di generare valore duraturo per i territori e per chi li abita.

La vertenza Eurallumina rischia seriamente di arrivare a un punto di non ritorno. Dopo l’incontro del 13 maggio 2026 presso la sede aziendale di Portovesme – convocato da Confindustria Sardegna Meridionale per un aggiornamento sulla situazione della società – il quadro emerso è di una gravità che non consente più silenzi istituzionali né ulteriori rinvii.

LA SITUAZIONE: CASSA QUASI AZZERATA, GIUGNO A RISCHIO COLLASSO

La società Eurallumina S.p.A., gestita dall’Agenzia del Demanio a seguito del congelamento degli asset del socio russo Rusal disposto dall’Unione Europea nel maggio 2023, ha dichiarato di disporre di liquidità sufficiente esclusivamente per il pagamento degli stipendi di maggio, previsto per il 27 del mese corrente. Non risultano invece disponibili risorse per far fronte agli ulteriori impegni di pagamento, con conseguente rischio a cascata su contributi previdenziali, fornitori, appalti e utenze, nonché sulla prosecuzione delle attività ambientali e di sicurezza degli impianti – prima tra tutte l’emungimento delle acque di falda mediante barriera idraulica e il relativo trattamento delle stesse – attività del tutto inderogabili che non possono subire alcuna interruzione senza generare danni irreversibili per il sito e per il territorio circostante.

Il periodo gennaio-febbraio 2026 è stato sostenuto con le risorse proprie della società, quello successivo, marzo-aprile, è stato finanziato attingendo ai residui dei fondi ministeriali relativi all’annualità 2025, ora completamente esauriti.  Ad oggi non risulta stanziata alcuna posta di bilancio specifica nella Legge Finanziaria 2026 a copertura dei costi di gestione derivanti dal congelamento, nonostante le rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi e gli impegni manifestati dallo stesso Ministro presso il MIMIT che annunciava lo stanziamento di 9,6 milioni di euro destinati alla gestione operativa dello stabilimento. Questa procedura rappresenta la soluzione ponte in attesa degli sviluppi delle interlocuzioni in seno al Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), finalizzata alla risoluzione definitiva per revocare il regime sanzionatorio tuttora vigente nei confronti di Eurallumina.

Il mese di giugno si annuncia assolutamente insostenibile. All’ordinaria gestione si sommano i ratei delle quattordicesime mensilità e i rimborsi 730 che la società dovrà anticipare ai lavoratori. È inoltre prevista l’approvazione del bilancio 2025 da parte del Consiglio di amministrazione. Qualora non vengano reperite quanto prima le adeguate risorse, eventuali azioni legali o decreti ingiuntivi da parte dei creditori – anche per importi limitati – potrebbero far scattare una crisi formale irreversibile, vanificando ogni prospettiva di rilancio produttivo. Il blocco dei pagamenti e la mancanza di nuove commesse hanno del resto già colpito duramente le aziende dell’indotto industriale: si tratta di famiglie del Sulcis Iglesiente, un territorio già tra i più provati dalla deindustrializzazione in Italia, che rischiano di pagare il prezzo di un’inerzia tutta politica e istituzionale.

UN PARADOSSO INACCETTABILE: INFRASTRUTTURE STRATEGICHE E UN IMPIANTO LASCIATO MORIRE

Il processo di realizzazione della bretella della dorsale del gasdotto SNAM verso la zona industriale del Sulcis è già avviato. Costruire infrastrutture energetiche strategiche per il territorio e contemporaneamente lasciare che l’unico impianto che ne giustificherebbe appieno l’utilizzo collassi per assenza di fondi è un paradosso che non siamo disposti ad accettare. Le OO.SS. ribadiscono con forza che scongelamento degli asset e infrastruttura gas devono procedere in parallelo, con una road map coordinata e trasparente, e non in sequenza.

Va richiamato inoltre un ulteriore paradosso di prospettiva a medio termine: i grandi gruppi multinazionali del settore alluminio stanno diversificando i propri investimenti in altre parti del mondo, attratti da costi di gestione, di personale ed energetici significativamente inferiori e da minori vincoli autorizzativi rispetto all’Europa e all’Italia. Si corre seriamente il rischio che l’ulteriore perdita di tempo determini per Eurallumina la scomparsa definitiva di ogni chance di rilancio, con le future forniture di materie prime – in primo luogo la bauxite – destinate nel frattempo ad altri impianti altrove.

Le responsabilità di questo stallo sono oggi totalmente in capo al Governo, al MIMIT in primis, che non riesce – a differenza di quanto accaduto in altri Paesi europei come Irlanda, Germania e Svezia – a salvaguardare e rilanciare un asset industriale che le stesse istituzioni continuano a definire strategico per il sistema Paese.

NON SI POSSONO IGNORARE 186 FAMIGLIE E L’INTERO INDOTTO TERRITORIALE

Con lettera unitaria del 14 maggio 2026, le scriventi OO.SS. hanno formalmente reiterato al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Elvira Calderone la richiesta di un incontro urgente, chiedendo di anticipare – o quanto meno di rendere specifica per la vertenza Eurallumina – la convocazione fino ad oggi solo annunciata e non ancora confermata per l’undici giugno, considerata l’imminente scadenza del 27 maggio per il pagamento degli stipendi e la totale incertezza sulle coperture del mese successivo.

L’annunciata convocazione per il prossimo undici giugno al fine di affrontare in una unica seduta tre vertenze, diverse area contrattuale e caratteristiche, non pare un buon viatico per la risoluzione.

Chiediamo risposte concrete e immediate: la reale attivazione e consistenza dei fondi 2026 per la gestione del congelamento, la conferma delle risorse indispensabili alla continuità operativa dello stabilimento con un orizzonte che arrivi almeno a tutto il secondo semestre 2026 – condizione necessaria per l’approvazione del bilancio 2025 entro il 30 giugno – e un aggiornamento trasparente sullo stato del dossier CSF-Rusal e sui tempi del processo di scongelamento patrimoniale, quale unica soluzione strutturale che consenta di volgere finalmente lo sguardo alla risoluzione di una vertenza che dura da troppo tempo.

MOBILITAZIONE SE NON ARRIVANO RISPOSTE

Abbiamo atteso per mesi. Abbiamo incontrato il management, l’Agenzia del Demanio, il Commissario straordinario. Abbiamo prodotto dossier, inviato lettere, partecipato a tavoli. Abbiamo documentato con precisione ogni aspetto di questa crisi. Di fronte all’inerzia del Governo nazionale, che non ha stanziato in tempo utile le risorse necessarie e non ha ad oggi fornito alcuna certezza sul loro reperimento, le OO.SS. si riservano di attivare ogni forma di mobilitazione adeguata – incluse tutte le forme di presidio e protesta ritenute più efficaci – che saremo nostro malgrado obbligati a predisporre nel brevissimo termine in difesa dei 186 lavoratori diretti di Eurallumina, delle famiglie dell’indotto e dell’intera comunità del Sulcis-Iglesiente.

Non permetteremo che un impianto strategico per la filiera nazionale dell’alluminio, custodito dallo Stato a spese pubbliche, venga lasciato collassare per incapacità o disinteresse politico.

Segreterie Territoriali  Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL

Emanuele Madeddu –  Nino D’Orso – Pierluigi Loi

R.S.A. EURALLUMINA Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL

Enrico Pulisci – Simone Zucca – Davide Boi

​Dopo il rientro della Madonna d’Itria dalla frazione di Paringianu, la serata a Portoscuso in Piazza Giovanni XXIII diventa il cuore della cultura popolare con il Gruppo Folk “Sa Turri”.

​Ci sono momenti in cui una comunità non si limita a celebrare una ricorrenza, ma decide di raccontare se stessa attraverso i propri simboli più alti, Portoscuso vivrà uno di questi momenti.
​Un tributo alla “Regina” tra storia e danza. ​L’evento, intitolato significativamente “Saluri Arreina” (Salute alla Regina), nasce dalla volontà del Gruppo Folk “Sa Turri”, in sinergia con il Comitato Vergine d’Itria, di offrire un dono alla Patrona e alla cittadinanza. Non si tratta di una semplice esibizione, ma di una vera e propria rassegna della tradizione coreutica sarda. Attraverso il rigore dei passi e l’eleganza dei costumi storici, il gruppo trasforma la piazza in un luogo di memoria viva, dove ogni movimento è un omaggio alla storia e alla devozione di un intero popolo.
​A dare un respiro di assoluto spessore culturale alla manifestazione sarà la presenza di due interpreti d’eccezione della musica isolana: l’organettista Stefano Caredda e il polistrumentista Stefano Cara. La scelta di puntare su musicisti di tale caratura sottolinea la qualità dell’iniziativa: la musica dal vivo non è qui un semplice accompagnamento, ma una ricerca sonora che eleva il ballo a momento di alto valore concertistico. Il virtuosismo degli strumenti tradizionali saprà avvolgere la piazza, offrendo al pubblico un’esperienza acustica raffinata.
​Partecipare a questa serata significa riscoprire il prestigio delle tradizioni portoscusesi in un contesto di grande dignità artistica. È un invito a fermarsi, ad osservare la bellezza della nostra eredità e a sostenere chi, con impegno e passione, mantiene vivo il patrimonio etnografico della Sardegna.
​L’appuntamento per tutta la cittadinanza e per i visitatori è fissato per le ore 19.30 di domenica 17 maggio in Piazza Giovanni XXIII. Sarà l’occasione per ritrovarsi uniti, sotto lo sguardo della “Nostra Madonna”, nel segno di una cultura che non smette di emozionare e di raccontare chi siamo.

Non si può rimanere a guardare il concretizzarsi di una catastrofe senza precedenti. Le crisi industriali che stanno investendo l’intero paese, hanno proporzioni gigantesche nel nostro territorio, con difficoltà nel garantire la pace sociale come avvenuto tra mille difficoltà sino ad oggi. Ogni singola realtà industriale peggiora quotidianamente la propria condizione, che inevitabilmente, ricade sulle famiglie, nel territorio.

È notizia di questi giorni l’accentuarsi della crisi della Reno srl azienda di circa 150 dipendenti, già vittima di una crisi che non ha garantito nei mesi scorsi dei pagamenti del welfare e dei fondi pensione, ai quali, si sono aggiunti i dubbi sulle future retribuzioni e assicurare le anticipazioni della cassa integrazione, sino alle possibili procedure di licenziamento. Condizione che presto interesserà tutte le aziende, operanti nella centrale Enel, in conseguenza delle produzioni di energia limiate a una decina di giorni negli ultimi cinque mesi. Anche nella fabbrica dell’ex Alcoa sono stati ritardati i pagamenti degli stipendi, senza alcuna comunicazione; l’11 maggio è stata firmata la cassa integrazione per SiderAlloys e GMS, il giorno dopo è stato comunicato ai lavoratori che si scusavano, ma non erano in grado di pagare le retribuzioni. Anche in Portovesme srl, la crisi continua ad andare avanti; con la perdita delle produzioni di piombo e zinco, si sono persi 2/3 degli occupati e, nonostante le difficoltà conseguenti, in stabilimento aumenta la concorrenza tra aziende e lavoratori, come denunciato precedentemente.

L’accentuarsi della crisi pongono in discussione anche le garanzie date dagli ammortizzatori sociali, preoccupazione già sollevata nei diversi tavoli istituzionali, dove la politica non è in grado di garantire che le risorse messe in campo per la formazione e la riqualificazione possano accompagnare progetti di rilancio utili davvero alla rioccupazione. A fronte di quanto sta avvenendo, FIOM, FSM e UILM pretendono chiarezza e una maggiore attenzione da parte della politica regionale e nazionale, affinché si punti a rilanciare realmente le produzioni attraverso il rilancio della filiera di alluminia, e a conoscere il futuro produttivo della Portovesme srl, dopo le rinuncia al piombo e dallo zinco.

Si proclama lo stato di agitazione, con sciopero dei metalmeccanici del polo industriale di Portovesme per il 20 maggio 2026, con manifestazione a Cagliari, per chiedere alla politica regionale risposte sulla drammaticità del momento prima di puntare al MIMIT.

Segreterie Territoriali FIOM-FSM-UILM Sulcis Iglesiente Sardegna-Sud Occidentale

Il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Cagliari ha portato a termine l’operazione “Red Jack”, una delle più imponenti attività di polizia economico-finanziaria condotte nel settore della nautica da diporto.
L’indagine, caratterizzata da una capillarità senza precedenti, ha permesso di svelare un vasto patrimonio nautico sottratto al monitoraggio fiscale: ben 100 imbarcazioni che, sebbene riconducibili a soggetti residenti in Italia, operavano in acque nazionali con bandiere estere, in piena estraneità al fisco italiano.
L’attività ha preso il via nel 2025 allorquando, a seguito di un ordinario controllo di polizia in mare, si è ritenuto di procedere rapidamente ad una capillare ricognizione nei porti sardi.
Nel mirino delle Fiamme Gialle il fenomeno del cosiddetto flagging out, ossia una strategia spesso utilizzata da soggetti italiani per aggirare il sistema fiscale nazionale attraverso l’immatricolazione di yacht e navi da diporto in registri esteri. Tale pratica, finalizzata all’abbattimento dei costi gestionali e assicurativi, viene frequentemente strumentalizzata per sottrarsi anche agli obblighi di trasparenza verso l’Erario.
Il cuore dell’operazione è stata la verifica del rispetto della normativa sul monitoraggio fiscale, che impone ai residenti in Italia di dichiarare puntualmente, nel quadro denominato RW della dichiarazione dei redditi, il possesso di beni mobili registrati all’estero.
In sostanza, l’omessa indicazione nella dichiarazione dei redditi del bene immatricolato in uno Stato estero costituisce una violazione volta a occultare
all’erario la reale capacità contributiva ed è, quindi, sanzionata dalle norme vigenti in misura proporzionale al valore del bene stesso.
L’attività operativa svolta dalla Stazione Navale della Guardia di finanza di Cagliari ha assunto vaste proporzioni anche in relazione alla residenza fiscale dei diversi proprietari delle unità da diporto. Infatti, la meticolosa ricostruzione ha consentito di risalire ai soggetti omissivi nella dichiarazione dei redditi, distribuiti sull’intero territorio nazionale, attraverso una mirata azione da parte di numerosi reparti del Corpo.
Infatti, per perfezionare gli accertamenti, la Stazione Navale di Cagliari ha avviato specifiche collaborazioni con i Reparti competenti per territorio, rispetto alla residenza dei suddetti proprietari, attraverso l’incrocio dei dati rilevati durante i riscontri diretti con le risultanze delle banche dati, al fine di garantire la massima precisione nella ricostruzione delle posizioni fiscali.
I risultati finali delineano un quadro di eccezionale rilievo, individuando imbarcazioni e navi da diporto per un valore di mercato complessivo superiore ai 48 milioni di euro. Altrettanto significative le sanzioni amministrative contestate, che potranno raggiungere i 23 milioni di euro, in relazione al valore d’acquisto o di mercato dei beni non dichiarati.
Con l’operazione “Red Jack”, la Guardia di Finanza di Cagliari conferma la propria funzione di presidio della legalità in mare e lungo le coste. La costante presenza della flotta lungo il litorale, unitamente alla capacità di analisi investigativa, permette di contrastare efficacemente l’evasione fiscale transnazionale, assicurando che l’uso di bandiere estere non diventi uno strumento per occultare ingenti patrimoni, a tutela della sana economia del settore marittimo e della leale concorrenza fra gli utenti del mare.

La XI edizione della Fiera del Libro di Iglesias 2026 si è conclusa da meno di un mese, ma il viaggio di Argonautilus continua al Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 14 al 18 maggio al Lingotto Fiere, negli spazi del Padiglione 2 stand L67 – a confermare una partecipazione ormai consolidata al più importante appuntamento editoriale italiano.
Il tema dell’edizione 2026 “Naviganti” è un invito al viaggio attraverso storie, culture, territori e connessioni: un tema che accompagna idealmente anche la presenza torinese della Fiera.
Nella programmazione degli incontri, spazio agli appuntamenti dedicati alla RetePYM, la prima rete italiana di Fiere e Festival letterari, nata proprio durante la Fiera del Libro di Iglesias 2018 e oggi punto di riferimento per il dialogo e la collaborazione tra eventi culturali nazionali.
Oltre alla promozione della lettura, il Salone del Libro di Torino diventa occasione di valorizzazione del Sud Ovest della Sardegna grazie all’azione di divulgazione svolta dal Consorzio Turistico per l’Iglesiente, impegnato allo stand della Fiera del Libro di Iglesias per tutte e cinque le giornate.
A Torino anche l’assessore della Cultura del comune di Iglesias, Carlotta Scema, a testimonianza dell’attenzione dell’amministrazione verso un progetto culturale che continua a crescere e che si inserisce a pieno titolo nel percorso di candidatura di Iglesias a Capitale Italiana del Libro 2027 con il progetto “Il libro nel Mediterraneo”.

E’ stata formalizzata per giovedì 11 giugno, alle ore 9.30, a Palazzo Piacentini, la convocazione del tavolo sulle tre principali vertenze del Sulcis Iglesiente legate al polo industriale di Portovesme (Eurallumina, Sider Alloys e Portovesme Srl).
Il tavolo, inizialmente ipotizzato per il 3 giugno, è stato convocato per l’11 giugno per favorire la presenza di tutte le sigle sindacali.
L’incontro – convocato su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, d’intesa con la Regione Sardegna – sarà dedicato a un aggiornamento complessivo delle tre vertenze, con l’obiettivo di verificare gli sviluppi più recenti, valutare le prospettive industriali e occupazionali e definire possibili azioni a sostegno del sistema produttivo del territorio.

Dall’8 al 10 maggio le città di Cesena, Rimini, Riccione e Ravenna si sono trasformate in un grande palcoscenico di musica, spiritualità e cultura grazie al prestigioso “The Romagna International Spring Choir Festival”, rassegna internazionale che ha riunito cori provenienti da tutta Europa e da numerose regioni italiane in un intenso viaggio sonoro capace di unire popoli, tradizioni e sensibilità artistiche differenti. Tra navate illuminate dalla storia, antichi affreschi e atmosfere cariche di suggestione, si sono alternate formazioni corali polifoniche, gospel e giovanili provenienti da Francia, Lituania, Bulgaria, Polonia, Regno Unito, Grecia e dalle regioni italiane Sardegna, Lazio e Romagna. Un mosaico di voci che ha trovato nelle splendide chiese ospitanti la cornice ideale, dove la bellezza architettonica si è fusa armoniosamente con quella musicale, dando vita a momenti di rara intensità emotiva. Tra le realtà più applaudite dell’intera rassegna si è distinta la Corale Caterina Cittadini di Cortoghiana, diretta dal maestro Mariano Garau.

La formazione, composta dai primi soprani Cristina Murtas, Sabrina Piras, Marinella Piras ed Elena Biancu; dai secondi soprani Ornella Piras, Gabriella Tidu, Maria Rita Pili e Carla Murtas; dai primi contralti Maria Angius, Simona Giannoni, Patrizia Pitzus e Maria Rita Fois; e dai secondi contralti Maria Dolores Salaris e Doriana Lai, è stata protagonista di esibizioni intense e coinvolgenti che hanno conquistato pubblico e organizzatori del festival. Il coro ha proposto un repertorio raffinato ed evocativo, impreziosito dalle composizioni dello stesso Mariano Garau, autore e compositore apprezzato a livello nazionale e internazionale per la sua sensibilità artistica e per la capacità di trasformare la tradizione corale in emozione viva.

Tra i brani che hanno maggiormente coinvolto il pubblico presente, ha suscitato particolare suggestione il brano di Garau I Cieli narrano, nel quale i soprani primi intrecciavano le linee melodiche con i soprani secondi, sostenuti dalla presenza calda ed elegante dei contralti primi e secondi. La direzione del maestro Garau ha reso omaggio a uno dei brani iconici del repertorio polifonico, Pastori di Bepi De Marzi, creando un momento di intensa partecipazione emotiva, in cui la sapiente armonia ha avvolto e coinvolto profondamente il pubblico. Un’emozione altrettanto intensa si è vissuta quando la corale ha reso omaggio a San Francesco d’Assisi con un arrangiamento del Maestro Garau del celebre brano Fratello Sole e Sorella Luna. La chiusura musicale ha lasciato il pubblico in un momento sospeso di profonda commozione, culminato in un applauso lungo e caloroso.

Le giornate del festival si sono sviluppate in diverse sedi contemporaneamente, coinvolgendo numerosi appassionati e offrendo autentici momenti di condivisione musicale e umana. Dietro ogni esibizione, ogni armonia e ogni applauso ricevuto si è però celato un lavoro silenzioso fatto di passione, sacrificio e straordinaria dedizione da parte dei componenti della Corale Caterina Cittadini. Ore di prove, viaggi, studio e preparazione hanno reso possibile una partecipazione vissuta con entusiasmo, spirito di gruppo e profondo senso di appartenenza. Fondamentale è stato anche il sostegno delle famiglie, presenza costante e preziosa durante tutta la manifestazione, compagni e familiari delle coriste non sono stati semplici spettatori, ma parte attiva nell’organizzazione e nel supporto logistico delle intense giornate del festival, contribuendo con disponibilità, collaborazione e affetto alla piena riuscita dell’esperienza. Un esempio autentico di comunità unita attorno alla musica e ai suoi valori più profondi. La manifestazione ha raggiunto il suo momento più alto nella suggestiva serata finale di Ravenna, ospitata nella magnifica Basilica di San Francesco, a pochi passi dalla tomba di Dante Alighieri. In quel luogo intriso di arte, memoria e spiritualità, le voci dei cori hanno risuonato con straordinaria intensità, creando un’atmosfera sospesa e profondamente emozionante. A presentare le tre serate sono stati Giulio Vata e Susanna D’Ambrosio. Le architetture solenni della basilica, illuminate dalla forza evocativa della musica corale, hanno amplificato ogni armonia, trasformando il concerto conclusivo in un’esperienza capace di toccare profondamente il cuore del pubblico presente. Particolarmente emozionante è stato il brano finale, un intenso omaggio dedicato alla Madonna, eseguito da tutti i coristi presenti al festival. Un momento di straordinario impatto artistico e umano che ha lasciato un segno indelebile nei presenti, dimostrando ancora una volta come la musica riesca a superare ogni confine linguistico e culturale, diventando linguaggio universale di pace, unione ed emozione condivisa.

La serata è stata inoltre occasione per celebrare il valore artistico e culturale delle formazioni partecipanti attraverso la consegna di importanti riconoscimenti ai cori e ai direttori. Particolarmente significativo il premio conferito alla Corale Caterina Cittadini e al Maestro Mariano Garau, omaggiato per la sua instancabile attività artistica non solo come direttore, ma anche come compositore e promotore della cultura musicale corale. Un riconoscimento accolto con grande emozione, simbolo di un percorso costruito negli anni con dedizione, studio e passione. L’esibizione della Corale Caterina Cittadini ha ricevuto calorosi applausi e unanimi apprezzamenti per la compattezza vocale, l’intensità interpretativa e la capacità di trasmettere emozioni autentiche. Attraverso la propria musica, il coro ha saputo rappresentare con orgoglio il patrimonio corale del Sulcis e della Sardegna, confermando ancora una volta il valore universale della coralità come linguaggio di incontro, dialogo e fratellanza tra i popoli.

La partecipazione al “The Romagna International Spring Choir Festival” segna così un nuovo e prestigioso capitolo nel percorso artistico della Corale Caterina Cittadini, che ha recentemente celebrato i suoi trent’anni di attività. Da sempre ambasciatrice della cultura musicale del territorio, la formazione continua a distinguersi nei più importanti contesti nazionali e internazionali, dove ogni nota diventa memoria, identità e racconto collettivo.