16 May, 2026
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RSA Eurallumina e segreterie territoriali Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL

La vertenza Eurallumina rischia seriamente di arrivare a un punto di non ritorno. Dopo l’incontro del 13 maggio 2026 presso la sede aziendale di Portovesme – convocato da Confindustria Sardegna Meridionale per un aggiornamento sulla situazione della società – il quadro emerso è di una gravità che non consente più silenzi istituzionali né ulteriori rinvii.

LA SITUAZIONE: CASSA QUASI AZZERATA, GIUGNO A RISCHIO COLLASSO

La società Eurallumina S.p.A., gestita dall’Agenzia del Demanio a seguito del congelamento degli asset del socio russo Rusal disposto dall’Unione Europea nel maggio 2023, ha dichiarato di disporre di liquidità sufficiente esclusivamente per il pagamento degli stipendi di maggio, previsto per il 27 del mese corrente. Non risultano invece disponibili risorse per far fronte agli ulteriori impegni di pagamento, con conseguente rischio a cascata su contributi previdenziali, fornitori, appalti e utenze, nonché sulla prosecuzione delle attività ambientali e di sicurezza degli impianti – prima tra tutte l’emungimento delle acque di falda mediante barriera idraulica e il relativo trattamento delle stesse – attività del tutto inderogabili che non possono subire alcuna interruzione senza generare danni irreversibili per il sito e per il territorio circostante.

Il periodo gennaio-febbraio 2026 è stato sostenuto con le risorse proprie della società, quello successivo, marzo-aprile, è stato finanziato attingendo ai residui dei fondi ministeriali relativi all’annualità 2025, ora completamente esauriti.  Ad oggi non risulta stanziata alcuna posta di bilancio specifica nella Legge Finanziaria 2026 a copertura dei costi di gestione derivanti dal congelamento, nonostante le rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi e gli impegni manifestati dallo stesso Ministro presso il MIMIT che annunciava lo stanziamento di 9,6 milioni di euro destinati alla gestione operativa dello stabilimento. Questa procedura rappresenta la soluzione ponte in attesa degli sviluppi delle interlocuzioni in seno al Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), finalizzata alla risoluzione definitiva per revocare il regime sanzionatorio tuttora vigente nei confronti di Eurallumina.

Il mese di giugno si annuncia assolutamente insostenibile. All’ordinaria gestione si sommano i ratei delle quattordicesime mensilità e i rimborsi 730 che la società dovrà anticipare ai lavoratori. È inoltre prevista l’approvazione del bilancio 2025 da parte del Consiglio di amministrazione. Qualora non vengano reperite quanto prima le adeguate risorse, eventuali azioni legali o decreti ingiuntivi da parte dei creditori – anche per importi limitati – potrebbero far scattare una crisi formale irreversibile, vanificando ogni prospettiva di rilancio produttivo. Il blocco dei pagamenti e la mancanza di nuove commesse hanno del resto già colpito duramente le aziende dell’indotto industriale: si tratta di famiglie del Sulcis Iglesiente, un territorio già tra i più provati dalla deindustrializzazione in Italia, che rischiano di pagare il prezzo di un’inerzia tutta politica e istituzionale.

UN PARADOSSO INACCETTABILE: INFRASTRUTTURE STRATEGICHE E UN IMPIANTO LASCIATO MORIRE

Il processo di realizzazione della bretella della dorsale del gasdotto SNAM verso la zona industriale del Sulcis è già avviato. Costruire infrastrutture energetiche strategiche per il territorio e contemporaneamente lasciare che l’unico impianto che ne giustificherebbe appieno l’utilizzo collassi per assenza di fondi è un paradosso che non siamo disposti ad accettare. Le OO.SS. ribadiscono con forza che scongelamento degli asset e infrastruttura gas devono procedere in parallelo, con una road map coordinata e trasparente, e non in sequenza.

Va richiamato inoltre un ulteriore paradosso di prospettiva a medio termine: i grandi gruppi multinazionali del settore alluminio stanno diversificando i propri investimenti in altre parti del mondo, attratti da costi di gestione, di personale ed energetici significativamente inferiori e da minori vincoli autorizzativi rispetto all’Europa e all’Italia. Si corre seriamente il rischio che l’ulteriore perdita di tempo determini per Eurallumina la scomparsa definitiva di ogni chance di rilancio, con le future forniture di materie prime – in primo luogo la bauxite – destinate nel frattempo ad altri impianti altrove.

Le responsabilità di questo stallo sono oggi totalmente in capo al Governo, al MIMIT in primis, che non riesce – a differenza di quanto accaduto in altri Paesi europei come Irlanda, Germania e Svezia – a salvaguardare e rilanciare un asset industriale che le stesse istituzioni continuano a definire strategico per il sistema Paese.

NON SI POSSONO IGNORARE 186 FAMIGLIE E L’INTERO INDOTTO TERRITORIALE

Con lettera unitaria del 14 maggio 2026, le scriventi OO.SS. hanno formalmente reiterato al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Elvira Calderone la richiesta di un incontro urgente, chiedendo di anticipare – o quanto meno di rendere specifica per la vertenza Eurallumina – la convocazione fino ad oggi solo annunciata e non ancora confermata per l’undici giugno, considerata l’imminente scadenza del 27 maggio per il pagamento degli stipendi e la totale incertezza sulle coperture del mese successivo.

L’annunciata convocazione per il prossimo undici giugno al fine di affrontare in una unica seduta tre vertenze, diverse area contrattuale e caratteristiche, non pare un buon viatico per la risoluzione.

Chiediamo risposte concrete e immediate: la reale attivazione e consistenza dei fondi 2026 per la gestione del congelamento, la conferma delle risorse indispensabili alla continuità operativa dello stabilimento con un orizzonte che arrivi almeno a tutto il secondo semestre 2026 – condizione necessaria per l’approvazione del bilancio 2025 entro il 30 giugno – e un aggiornamento trasparente sullo stato del dossier CSF-Rusal e sui tempi del processo di scongelamento patrimoniale, quale unica soluzione strutturale che consenta di volgere finalmente lo sguardo alla risoluzione di una vertenza che dura da troppo tempo.

MOBILITAZIONE SE NON ARRIVANO RISPOSTE

Abbiamo atteso per mesi. Abbiamo incontrato il management, l’Agenzia del Demanio, il Commissario straordinario. Abbiamo prodotto dossier, inviato lettere, partecipato a tavoli. Abbiamo documentato con precisione ogni aspetto di questa crisi. Di fronte all’inerzia del Governo nazionale, che non ha stanziato in tempo utile le risorse necessarie e non ha ad oggi fornito alcuna certezza sul loro reperimento, le OO.SS. si riservano di attivare ogni forma di mobilitazione adeguata – incluse tutte le forme di presidio e protesta ritenute più efficaci – che saremo nostro malgrado obbligati a predisporre nel brevissimo termine in difesa dei 186 lavoratori diretti di Eurallumina, delle famiglie dell’indotto e dell’intera comunità del Sulcis-Iglesiente.

Non permetteremo che un impianto strategico per la filiera nazionale dell’alluminio, custodito dallo Stato a spese pubbliche, venga lasciato collassare per incapacità o disinteresse politico.

Segreterie Territoriali  Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL

Emanuele Madeddu –  Nino D’Orso – Pierluigi Loi

R.S.A. EURALLUMINA Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL

Enrico Pulisci – Simone Zucca – Davide Boi

Portoscuso, domenica
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