26 September, 2026
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«Esprimiamo un giudizio negativo sulla riunione tenutasi al Mimit sulla vertenza Eurallumina, partendo dai ritardi per la gestione ordinaria delle risorse finalizzate a garantire l’aspetto ambientale e per la gestione amministrativa ordinaria. Oltre a non aver risolto il problema sugli aspetti legati al congelamento delle azioni, emergono forti ritardi sull’erogazione delle risorse promesse per preservare l’impianto.»

Inizia così una nota diffusa ieri sera dalle segreterie Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil sull’esito dell’incontro svoltosi al Mimit sulla vertenza Eurallumina.

«Sul futuro proseguono con difficoltà le interlocuzioni con Rusal, per cui il Mimit ha comunicato di avere avviato un approfondimento giuridico legislativo finalizzato a creare le condizioni per una possibile amministrazione controllata con lo scopo di nominare un commissario ad hoc – proseguono i segretari Emanuele Madeddu, Nino D’Orso e Pierluigi Loi -. Dal nostro punto di vista questa ipotesi fa emergere non poche perplessità, ma riteniamo che ogni soluzione debba proteggere e salvaguardare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti non solo con l’erogazione degli ammortizzatori sociali. Da 12 mesi c’è stata una netta riduzione del reddito individuale dei lavoratori e il mancato gettito diretto e indiretto di risorse nel territorio. Intanto, è stata indicata per il prossimo ottobre una riunione di aggiornamento. Nel frattempo il Mimit approfondirà il tema delle risorse, le interlocuzioni con Rusal e gli aspetti legislativi sopra richiamati», concludono Emanuele Madeddu, Nino D’Orso e Pierluigi Loi.

 

«Accogliamo con favore la decisione di Regione Sardegna, presidente e assessore dell’Industria, di condividere la richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali affinché la vertenza della Ceramica Mediterranea venga portata al tavolo ministeriale.»
UIL Sardegna e UILTEC Sardegna commentano così l’annuncio fatto ieri dalla presidente della Regione, Alessandra Todde, e dall’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, che hanno presentato formalmente la richiesta al Mimit.
«Si tratta dell’ennesimo caso di crisi industriale in Sardegna – sottolineano la segretaria generale della Uil Sardegna Fulvia Murru e il segretario generale della Uiltec Sardegna Pierluigi Loi – dove le imprese continuano a pagare il prezzo dell’insularità, tra costi energetici e costi dei trasporti ormai non più sostenibili, che stanno compromettendo la competitività del sistema produttivo regionale.»
Una situazione che ha già determinato il ricorso alla cassa integrazione per i lavoratori e che rischia di aprire concretamente la strada alla chiusura definitiva dell’attività.
Per UIL Sardegna e UILTEC «è indispensabile che il confronto a livello nazionale si apra rapidamente, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete in grado di salvaguardare occupazione, produzione e futuro industriale del territorio».

La vertenza Eurallumina rischia seriamente di arrivare a un punto di non ritorno. Dopo l’incontro del 13 maggio 2026 presso la sede aziendale di Portovesme – convocato da Confindustria Sardegna Meridionale per un aggiornamento sulla situazione della società – il quadro emerso è di una gravità che non consente più silenzi istituzionali né ulteriori rinvii.

LA SITUAZIONE: CASSA QUASI AZZERATA, GIUGNO A RISCHIO COLLASSO

La società Eurallumina S.p.A., gestita dall’Agenzia del Demanio a seguito del congelamento degli asset del socio russo Rusal disposto dall’Unione Europea nel maggio 2023, ha dichiarato di disporre di liquidità sufficiente esclusivamente per il pagamento degli stipendi di maggio, previsto per il 27 del mese corrente. Non risultano invece disponibili risorse per far fronte agli ulteriori impegni di pagamento, con conseguente rischio a cascata su contributi previdenziali, fornitori, appalti e utenze, nonché sulla prosecuzione delle attività ambientali e di sicurezza degli impianti – prima tra tutte l’emungimento delle acque di falda mediante barriera idraulica e il relativo trattamento delle stesse – attività del tutto inderogabili che non possono subire alcuna interruzione senza generare danni irreversibili per il sito e per il territorio circostante.

Il periodo gennaio-febbraio 2026 è stato sostenuto con le risorse proprie della società, quello successivo, marzo-aprile, è stato finanziato attingendo ai residui dei fondi ministeriali relativi all’annualità 2025, ora completamente esauriti.  Ad oggi non risulta stanziata alcuna posta di bilancio specifica nella Legge Finanziaria 2026 a copertura dei costi di gestione derivanti dal congelamento, nonostante le rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi e gli impegni manifestati dallo stesso Ministro presso il MIMIT che annunciava lo stanziamento di 9,6 milioni di euro destinati alla gestione operativa dello stabilimento. Questa procedura rappresenta la soluzione ponte in attesa degli sviluppi delle interlocuzioni in seno al Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), finalizzata alla risoluzione definitiva per revocare il regime sanzionatorio tuttora vigente nei confronti di Eurallumina.

Il mese di giugno si annuncia assolutamente insostenibile. All’ordinaria gestione si sommano i ratei delle quattordicesime mensilità e i rimborsi 730 che la società dovrà anticipare ai lavoratori. È inoltre prevista l’approvazione del bilancio 2025 da parte del Consiglio di amministrazione. Qualora non vengano reperite quanto prima le adeguate risorse, eventuali azioni legali o decreti ingiuntivi da parte dei creditori – anche per importi limitati – potrebbero far scattare una crisi formale irreversibile, vanificando ogni prospettiva di rilancio produttivo. Il blocco dei pagamenti e la mancanza di nuove commesse hanno del resto già colpito duramente le aziende dell’indotto industriale: si tratta di famiglie del Sulcis Iglesiente, un territorio già tra i più provati dalla deindustrializzazione in Italia, che rischiano di pagare il prezzo di un’inerzia tutta politica e istituzionale.

UN PARADOSSO INACCETTABILE: INFRASTRUTTURE STRATEGICHE E UN IMPIANTO LASCIATO MORIRE

Il processo di realizzazione della bretella della dorsale del gasdotto SNAM verso la zona industriale del Sulcis è già avviato. Costruire infrastrutture energetiche strategiche per il territorio e contemporaneamente lasciare che l’unico impianto che ne giustificherebbe appieno l’utilizzo collassi per assenza di fondi è un paradosso che non siamo disposti ad accettare. Le OO.SS. ribadiscono con forza che scongelamento degli asset e infrastruttura gas devono procedere in parallelo, con una road map coordinata e trasparente, e non in sequenza.

Va richiamato inoltre un ulteriore paradosso di prospettiva a medio termine: i grandi gruppi multinazionali del settore alluminio stanno diversificando i propri investimenti in altre parti del mondo, attratti da costi di gestione, di personale ed energetici significativamente inferiori e da minori vincoli autorizzativi rispetto all’Europa e all’Italia. Si corre seriamente il rischio che l’ulteriore perdita di tempo determini per Eurallumina la scomparsa definitiva di ogni chance di rilancio, con le future forniture di materie prime – in primo luogo la bauxite – destinate nel frattempo ad altri impianti altrove.

Le responsabilità di questo stallo sono oggi totalmente in capo al Governo, al MIMIT in primis, che non riesce – a differenza di quanto accaduto in altri Paesi europei come Irlanda, Germania e Svezia – a salvaguardare e rilanciare un asset industriale che le stesse istituzioni continuano a definire strategico per il sistema Paese.

NON SI POSSONO IGNORARE 186 FAMIGLIE E L’INTERO INDOTTO TERRITORIALE

Con lettera unitaria del 14 maggio 2026, le scriventi OO.SS. hanno formalmente reiterato al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Elvira Calderone la richiesta di un incontro urgente, chiedendo di anticipare – o quanto meno di rendere specifica per la vertenza Eurallumina – la convocazione fino ad oggi solo annunciata e non ancora confermata per l’undici giugno, considerata l’imminente scadenza del 27 maggio per il pagamento degli stipendi e la totale incertezza sulle coperture del mese successivo.

L’annunciata convocazione per il prossimo undici giugno al fine di affrontare in una unica seduta tre vertenze, diverse area contrattuale e caratteristiche, non pare un buon viatico per la risoluzione.

Chiediamo risposte concrete e immediate: la reale attivazione e consistenza dei fondi 2026 per la gestione del congelamento, la conferma delle risorse indispensabili alla continuità operativa dello stabilimento con un orizzonte che arrivi almeno a tutto il secondo semestre 2026 – condizione necessaria per l’approvazione del bilancio 2025 entro il 30 giugno – e un aggiornamento trasparente sullo stato del dossier CSF-Rusal e sui tempi del processo di scongelamento patrimoniale, quale unica soluzione strutturale che consenta di volgere finalmente lo sguardo alla risoluzione di una vertenza che dura da troppo tempo.

MOBILITAZIONE SE NON ARRIVANO RISPOSTE

Abbiamo atteso per mesi. Abbiamo incontrato il management, l’Agenzia del Demanio, il Commissario straordinario. Abbiamo prodotto dossier, inviato lettere, partecipato a tavoli. Abbiamo documentato con precisione ogni aspetto di questa crisi. Di fronte all’inerzia del Governo nazionale, che non ha stanziato in tempo utile le risorse necessarie e non ha ad oggi fornito alcuna certezza sul loro reperimento, le OO.SS. si riservano di attivare ogni forma di mobilitazione adeguata – incluse tutte le forme di presidio e protesta ritenute più efficaci – che saremo nostro malgrado obbligati a predisporre nel brevissimo termine in difesa dei 186 lavoratori diretti di Eurallumina, delle famiglie dell’indotto e dell’intera comunità del Sulcis-Iglesiente.

Non permetteremo che un impianto strategico per la filiera nazionale dell’alluminio, custodito dallo Stato a spese pubbliche, venga lasciato collassare per incapacità o disinteresse politico.

Segreterie Territoriali  Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL

Emanuele Madeddu –  Nino D’Orso – Pierluigi Loi

R.S.A. EURALLUMINA Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL

Enrico Pulisci – Simone Zucca – Davide Boi

La situazione è ormai insostenibile. Il congelamento degli asset aziendali disposto dal Comitato di Sicurezza Finanziaria è ancora in vigore e, allo stato attuale, non esiste alcun accordo formale che consenta lo sblocco, nonostante le rassicurazioni a mezzo stampa.
Le risorse disponibili coprono esclusivamente le attività minime di sicurezza e risultano garantite solo fino ad agosto 2026; mancano certezze sui fondi per il secondo semestre, rendendo complicato l’approvazione del bilancio 2025 in continuità aziendale.
Nel frattempo 186 lavoratori restano in cassa integrazione nelle aree di crisi complessa, con rotazioni ridotte al minimo, mentre appena 38 addetti, considerati insufficienti, portano avanti allo stato attuale il presidio minimo di uno stabilimento strategico per il comparto nazionale dell’alluminio e per l’intero territorio del Sulcis Iglesiente.
Alla luce di questa situazione, è stata formalmente richiesta una convocazione urgente al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per un confronto ai massimi livelli che dia risposte concrete e immediate sulla vertenza.
Parallelamente è previsto a breve un incontro con l’Agenzia del Demanio e con l’Amministratore straordinario, finalizzato ad affrontare le questioni più urgenti: piano delle rotazioni, copertura finanziaria per il secondo semestre e continuità operativa del presidio.
In questo contesto, si richiama con forza anche il tema infrastrutturale legato alla realizzazione della dorsale del gas metano, il cui iter prosegue. Si tratta di un’opera fondamentale per il progetto di riavvio della raffineria: sarebbe paradossale e inaccettabile portare a compimento un’infrastruttura strategica senza che vi sia contestualmente lo sblocco e la ripartenza del sito produttivo a cui è strettamente connessa.
Le organizzazioni sindacali ribadiscono con chiarezza che, in assenza di risposte rapide, verificabili e risolutive sullo sblocco degli asset, sulle risorse necessarie e sul rilancio produttivo, verranno attivate tutte le forme di mobilitazione necessarie. I lavoratori hanno già dimostrato determinazione e sono pronti a farlo nuovamente.
L’intero territorio del Sulcis Iglesiente non può attendere oltre. Eurallumina rappresenta un presidio industriale strategico e il futuro occupazionale di centinaia di famiglie: servono decisioni immediate e all’altezza della situazione.
R.S.A. Eurallumina
Segreterie Territoriali Filctem-CGIL – Femca-CISL – Uiltec-UIL
Emanuele Madeddu – Nino D’Orso – Pierluigi Loi

Nel corso dell’incontro svoltosi lo scorso 10 dicembre al Mimit, il Comitato di Sicurezza Finanziaria ha dato il via libera alla continuità produttiva di Eurallumina.
«La decisione comunicata al Mimit dal Ministro Urso, di dare continuità occupazionale e ambientale per i prossimi sei mesi ad Eurallumina attraverso i fondi messi a disposizione, quasi 10 milioni di euro, è positiva – commenta Emanuele Madeddu, segretario FILCTEM CGIL Sardegna Sud Occidentale -. Appare utile ricordare che non si tratta di risorse che lo Stato eroga alla società Eurallumina a titolo gratuito, legate al procedimento di congelamento delle azioni e che la stessa Eurallumina dovrà restituire. Per questo, è importante che le tempistiche prospettate non trascorrano senza che si risolva il problema dello scongelamento delle azioni Rusal.»
Anche il segretario Uiltec UIL, Pierluigi Loi, pone in evidenza le conclusioni dell’incontro del Mimit, da cui sono emersi da parte del Governo indirizzi specifici verso una soluzione definitiva della vertenza.
«Noi come sindacato – ha detto Pierluigi Loi -, vigileremo affinché non vengano disperse tutte le iniziative e le lotte degli operai che con l’occupazione del silo hanno portato allo sblocco della vertenza Eurallumina, costringendo di fatto il Ministro del Lavoro e di Adolfo Urso ad incontrare gli operai e il sindacato tutto per un confronto sul tema e, soprattutto, per valutare gli interventi che devono essere fatti.»
«La copertura finanziaria prospettata dal Demanio – ha aggiunto Nino D’Orso, segretario Femca CISL – servirebbe a garantire una continuità aziendale per i primi 6 mesi del 2026 pari a 9,6 milioni di euro, risorse che comprenderebbero anche le attività di bonifica funzionali alla ripresa produttiva.»
«Noi – spiega Simone Zucca, componente della RSA Eurallumina e coordinatore territoriale della FEMCA-CISL – con l’occupazione del silo abbiamo smosso le acque e, allo stesso tempo, scongiurato la chiusura definitiva dell’Eurallumina. Se dall’incontro al Mimit non fosse scaturito niente di positivo sarebbe stata veramente una catastrofe. Ora ci attendiamo lo sblocco delle sanzioni inflitte alla Rusal, fondamentale per poter procedere al riavvio della produzione. Ci rendiamo conto che la situazione sia alquanto complessa ma abbiamo fiducia e speranza che si arrivi ad una soluzione definitiva e noi vigileremo affinché non si perda altro tempo.»
Armando Cusa

In data 6 novembre 2025 si è svolto presso la sede aziendale di Eurallumina un incontro tra i rappresentanti della Società, Confindustria Sardegna Meridionale, le segreterie territoriali di categoria Filctem-CGIL, Femca-CISL, Uiltec-UIL e le rispettive R.S.A. di fabbrica.L’Azienda ha confermato che la disponibilità finanziaria residua consente la gestione ordinaria dello stabilimento solo fino al 31 dicembre 2025, includendo le attività operative e le bonifiche ambientali in corso. Già dalla seconda metà di settembre la forza lavoro è stata ridotta da 100 a 38 lavoratori, con 160 maestranze in cassa integrazione a zero ore. Il Management aziendale ha sottolineato che, sebbene la recente pubblicazione del DPCM Energia Sardegna costituisca un passo avanti, essa non risulta di per sé idonea a risolvere in modo strutturale le criticità evidenziate nei precedenti confronti presso le sedi ministeriali competenti. Persiste infatti il congelamento degli asset aziendali che aveva determinato lo scorso settembre la decisione della società controllante RUSAL di non anticipare ulteriori risorse per la gestione ordinaria della raffineria di Portovesme. Nonostante l’auspicio espresso dal Ministro Adolfo Urso (MIMIT) a valle della riunione svoltasi presso il Ministero il 16 settembre scorso, ovvero che sulla specifica situazione dell’azienda e sulla sua possibilità di operare nel nostro Paese fosse in corso un ulteriore esame da parte del Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), “auspicando che tale situazione potesse essere superata nel più breve tempo possibile”, allo stato attuale la vicenda non è stata ancora risolta né pare possa delinearsi positivamente nel breve termine. È, dunque, indispensabile garantire la continuità finanziaria all’Eurallumina per scongiurare l’eventuale scenario della liquidazione societaria, con tutte le implicazioni a cascata che ciò comporterebbe dopo tanti anni di attività produttiva sul territorio. Nel frattempo l’Agenzia del Demanio ha adempiuto ai propri obblighi: ha comunicato prontamente e formalmente la situazione critica al Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF) e ha richiesto allo stesso CSF di autorizzare la messa a disposizione dei fondi necessari tramite il MEF, come già previsto dalla normativa vigente sugli asset soggetti a congelamento. Ad oggi, invece, il CSF non ha ancora trasmesso l’esito della richiesta di attivazione fondi e il MEF, ministero titolare delle risorse, non ha ancora autorizzato lo stanziamento indispensabile per garantire la continuità della gestione aziendale. Il MIMIT è pienamente e costantemente informato dell’evoluzione della vertenza, ma non è ancora intervenuto politicamente in maniera adeguata per sbloccare l’impasse del MEF.

La responsabilità è oggi nelle mani del CSF e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Eurallumina ha definito da tempo il proprio piano industriale di rilancio, possiede le relative autorizzazioni, la soluzione energetica è stata individuata attraverso il recente DPCM. Non mancano né la volontà industriale né quella territoriale per dare seguito al rilancio produttivo: manca solo un atto amministrativo di sblocco dei fondi già previsti per legge per gestire asset congelati. Su tale presupposto, la Società ha informato le organizzazioni sindacali di aver formalmente rappresentato al Demanio le attuali prospettive di cassa, evidenziando la situazione di progressiva riduzione delle risorse e richiedendo una risposta formale entro il 12 novembre prossimo in merito all’intervento finanziario da parte dello stesso Demanio, come previsto dalla normativa vigente.

È stato altresì precisato che, in assenza di un riscontro positivo da parte del Demanio sull’intervento di finanziamento, la Società riporterà la situazione al Consiglio di Amministrazione, il quale sarà chiamato a valutare il 14 novembre le conseguenti determinazioni in merito alla sostenibilità della prosecuzione della gestione aziendale. È stata inoltre rimarcata la forte preoccupazione per i possibili risvolti e le conseguenze che la limitata disponibilità di cassa aziendale potrebbe ingenerare nei confronti dei lavoratori, qualora non dovessero intervenire tempestivi elementi di soluzione. A tal proposito, è stata sottolineata la scadenza della CIGS al 31 dicembre 2025 e la conseguente necessità di garantirne quanto prima la proroga, quale misura indispensabile per assicurare continuità di sostegno ai lavoratori nelle more della definizione degli altri aspetti ancora aperti della vertenza.

Come organizzazioni sindacali esprimiamo forte preoccupazione e richiamiamo alle proprie responsabilità specifiche il CSF e il MEF nell’autorizzare immediatamente i fondi necessari, in coerenza con la normativa e con gli obblighi dello Stato verso asset congelati. Chiediamo al MIMIT di esercitare la necessaria responsabilità politica e di coordinamento interministeriale per portare a soluzione la problematica e alla Regione Sardegna, ed alla politica tutta ai diversi livelli, di sostenere questa azione con la massima determinazione in tutte le sedi, a fianco delle organizzazioni sindacali, delle lavoratrici e dei lavoratori Eurallumina e dell’indotto coinvolto, direttamente e indirettamente. In assenza di risposte chiare e immediate, le organizzazioni sindacali proclameranno la mobilitazione generale e si sta già predisponendo l’organizzazione di una trasferta a Roma presso le sedi governative competenti.

Iglesias, 07/11/2025

Segreterie Territoriali

Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL

Emanuele Madeddu – Nino D’Orso – Pierluigi Loi

R.S.A. EURALLUMINA

Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL

Enrico Pulisci – Simone Zucca – Davide Boi

Il segretari territoriali Filctem Cgil Emanuele Madeddu, Femca Cisl Nino D’Orso e Uiltec Uil Pierluigi Loi, hanno augurato buon lavoro al nuovo Presidente e all’intero Consiglio provinciale del Sulcis Iglesiente, insediatosi lo scorso 10 ottobre, nella sala consiliare del comune di Iglesias.

«La difficile situazione socio-economica del Sulcis esalta il ruolo fondamentale del “ritrovato” ente intermedio con l’auspicio che il mandato sia fondato all’insegna della responsabilità, promuovendo la partecipazione e il dialogo nel territorio con i portatori di interesse – si legge in una nota inviata al Presidente della Provincia e ai dieci consiglieri eletti -. In tale ottica, riteniamo urgente e necessario richiedere un incontro al fine di affrontare e approfondire la complessa situazione che riguarda la Portovesme Srl, con particolare riferimento alle ricadute occupazionali, industriali e sociali per il nostro territorio – aggiungono Emanuele Madeddu, Nino D’Orso e Pierluigi Loi -. La vertenza in corso coinvolge centinaia di lavoratori e famiglie, e richiede il massimo impegno da parte delle istituzioni per individuare soluzion i concrete e sostenibili.»

«Rimaniamo in attesa di un cortese riscontro – concludono Emanuele Madeddu, Nino D’Orso e Pierluigi Loi -, auspicando la disponibilità a calendarizzare quanto prima un momento di confronto.»

«Solo mesi e mesi di illusioni: nessun investitore che rilevi gli stabilimenti della Glencore e nemmeno la possibilità di avere un costo dell’energia calmierato come quello degli altri paesi europei. Con questi presupposti si sta condannando il Sulcis alla mancata ripartenza industriale. Si sta mettendo una croce definitiva sulla produzione di zinco e piombo.»
Lo hanno detto la segretaria generale della Uil Sardegna, Fulvia Murru e il segretario generale della Uiltec Sardegna Pierluigi Loi al termine dell’incontro al ministero sulla vertenza Glencore.

«Il ministro ha dichiarato che non ci sono compratori o investitori che si possono assumere l’onere della ripartenza della produzione industriale di zinco e piombo – evidenziano Fulvia Murru e Pierluigi Loi – e inoltre ha precisato che queste aziende energivore di produzione primaria non possono avere sconti particolari sui costi dell’energia. Quelli appena trascorsi sono stati quindi dieci mesi di illusioni e di prese in giro.»

Uil Sardegna e Uiltec lanciano l’allarme: «In questa situazione sono a rischio i posti di lavoro della Sider Alloys e della Portovesme Srl che non può certo sperare in una ripresa produttiva con i 500-700 dipendenti che ci lavoravano prima dello stop agli impianti».

Secondo il sindacato «bisogna partire da una visione comune se non c’è un accordo tra istituzioni locali, regionali e nazionali anche tutti i futuri progetti del Sulcis rischiano di naufragare».

La UIL Sardegna e la UILTEC Sardegna accolgono positivamente l’approvazione del DPCM per l’Isola, ora in fase di bollinatura al Ministero dell’Economia, ma richiamano il Governo alla responsabilità.

«Dopo una lunga attesa, finalmente si compie un passo avanti importante – hanno detto Fulvia Murru, segretaria generale UIL Sardegna e Pierluigi Loi, segretario generale UILTEC Sardegna -. Ma il tempo è importante e serve operare con decisione. Serve rendere il provvedimento operativo quanto prima, garantendo risorse certe per le imprese e i lavoratori.»

Secondo UIL Sardegna e la UILTEC Sardegna «troppo spesso la Sardegna ha visto fermarsi i provvedimenti a metà strada».

«Non possiamo permettere altri rinvii – hanno concluso Fulvia Murru e Pierluigi Loi -. La vera sfida sarà trasformare il DPCM in sviluppo concreto, lavoro stabile e qualificato, rilancio industriale e una transizione energetica giusta. Su questo la UIL e la UILTEC saranno in prima linea per vigilare e incalzare il Governo.»

È necessario che il Governo metta in calendario e convochi al più presto e a carattere d’urgenza una riunione per affrontare le tematiche relative alle vertenze metallurgiche ed energetiche della Sardegna e in particolare del Sulcis Iglesiente. Ad oggi sono da risolvere le questioni legate al futuro dell’Eurallumina e della Portovesme srl controllata  Glencore.»

Lo scrivono, in una nota, i segretari territoriali Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UI,  Emanuele Madeddu , Nino D’Orso e Pierluigi Loi.

«Nel primo caso si è in attesa dell’approvazione del Dpcm Sardegna che dovrebbe portare il gas in Sardegna e spianare la strada al rilancio della raffineria di Bauxite, con un investimento di 400 milioni di euro e una prospettiva occupazionale di un migliaio di posti di lavoro – aggiungono -. Peccato però che da tempo non si sappia nulla di quello che il Governo vuole fare in merito a questa vertenza soprattutto per quanto riguarda le tempistiche, considerato che da tempo è stato concertato il testo, prima tra Regione Sardegna attraverso l’Assessorato Industria, OO.SS e successivamente definito con gli stessi Ministeri. Non si capiscono le motivazioni di questi ulteriori allungamenti dei tempi e la mancata convocazione del tavolo che era stato pianificato per fine luglio. A questo va aggiunto il congelamento dei beni aziendali di Eurallumina operato dal Comitato di Sicurezza Finanziaria(CSF); tale situazione, rappresenta un ostacolo fondamentale alla ripartenza produttiva, anche in presenza di un DPCM approvato e della certezza dell’arrivo del gas metano. Da tempo si chiede al Mimit di farsi promotore di iniziative volte a mettere assieme i soggetti interessati al fine di trovare soluzioni giuridicamente sostenibili considerato che il CSF è di emanazione governativa. Soluzioni individuate e praticate su situazioni simili.»

«C’è poi la questione Glencore Portovesme srl e il progetto Litio – sottolineano Emanuele Madeddu, Nino d’Orso e Pierluigi Loi -. Dall’ultima visita in fabbrica dello scorso 23 giugno non c’è stata poi alcuna interlocuzione, il sopralluogo, il secondo dopo quello del 27 dicembre dei Ministri e Regione Sardegna, appare più un viatico per testimoniare attenzione alla vertenza che reali passi avanti in merito.  Non si riesce ancora a capire quale sia l’interesse del Governo: se voglia sostenere il progetto litio (e come) oppure se stia cercando un nuovo investitore (per che cosa e con quali strumenti da utilizzare poi). Nella seconda ipotesi il Governo deve chiarire quale sia la società disposta ad investire nello stabilimento, sempre che questa esista, con quali risorse, con quali solidità economiche e con quali progetti industriali. Ma, soprattutto, con quale costo dell’energia; anello debole del sistema industriale che rende lo stabilimento sardo non competitivo rispetto ad altre nazioni europee come Spagna e Germania che operano nello stesso segmento manufatturiero.»

«Occorre anche guardare al “presente certo” e proiettarsi al futuro proseguendo con l’esistente ancora in produzione e definendo il percorso del litio, tema su cui le scriventi non sono pregiudizievolmente contrarie ma esprimeranno un giudizio di merito dopo aver visto il progetto che ovviamente deve essere ecosostenibile. Su temi come questi, a nostro avviso, vanno espressi giudizi appropriati e non preconcetti sulla base dei reali progetti – concludono i segretari territoriali Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL -. Per questo motivo chiediamo che ci sia un incontro urgente al fine di sciogliere questi nodi che diventano sempre più stretti, allungano i tempi per la risoluzione della vertenza e bloccano il rilancio di un territorio per cui ci sono potenziali investimenti che superano il mezzo miliardo di euro.»