27 June, 2022
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I segretari territoriali Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL, Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi, rilanciano il problema dell’escavo del porto di Portovesme, passaggio fondamentale per l’attuazione di quanto prevede il Dpcm energia firmato dal presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, che prevede l’installazione di una FSRU da 130.000 metri cubi di Gnl sulla banchina Est.

«L’approvazione del Dpcm segna un punto importante per la Sardegna, anche di prospettiva scrivono in una nota Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi -. Siamo davanti ad una questione che va avanti da troppo tempo e per cui pare di essere ancora lontani dalla soluzione. A questo punto si tratta di intervenire non con proclami ma con progetti concreti in cui si parte dallo scenario, si evidenziano le problematiche e le criticità, allo stesso tempo si mettono in evidenza gli aspetti positivi e poi si traccia un piano in cui si indica la strada da seguire con tutto ciò che deve essere unito alla risoluzione dei problemiaggiungono -. Ad oggi quella infrastruttura è inagibile per qualsiasi attività. Quindi, più che polemici vogliamo essere propositivi, per trovare soluzioni e velocizzare tempistiche che sono diventate sempre troppo lunghe; in assenza di atti concreti chiediamo alla Regione Sardegnaconcludono Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi di valutare una gestione commissariale come già sperimentato per il Ponte Morandi.»

«La Uiltec Sardegna esprime soddisfazione per la firma del DPCM Sardegna su l’infrastrutturazione e la metanizzazione della Sardegna.»
Lo dichiara il segretario generale della Uiltec Sardegna, Pierluigi Loi annunciando il varo, questa mattina, del decreto del presidente Mario Draghi.

«Il Dpcm – evidenzia Pierluigi Loiprevede l’arrivo del gas nei poli di Sulcis, Oristano e Porto Torres dando la speranza della ripresa produttiva di aziende come l’Eurallumina o la possibilità di ridurre i costi energetici ad aziende come la Portovesme S.r.l. che in questo periodo di altissimi costi energetici sta portando allo spegnimento delle linee produttive. Anche le piccole e medie imprese, in particolare quelle della trasformazione agroalimentare, trarrebbero giovamento dall’arrivo in Sardegna del metano. La Uiltecconclude Pierluigi Loiauspica che il governo regionale, enti locali e associazioni di rappresentanza marcino all’unisono per il bene e l’interesse della Sardegna.»

L’emergenza provocata dal vertiginoso aumento dei costi dell’energia sta mettendo in crisi l’apparato industriale e le famiglie che stanno ricevendo bollette più che raddoppiate.

Segreterie Territoriali Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL stamane hanno diffuso una nota, nella quale fanno riferimento alla situazione vissuta dalla Portovesme srl che, oltre a fare i conti con i costi stellari dell’energia, deve fronteggiare la mancanza della cosiddetta superinterrompibilità, la compensazione sollecitata anche recentemente da Sardegna e Sicilia, che consentirebbe di affrontare i costi elevati dell’energia. Un provvedimento cassato dal Senato e che ora potrebbe essere sostituito dall’Energy release con un tenore dì priorità per le isole.

«Si tratta dei 25 TWh di rinnovabili in capo al GSE che dovrebbero essere messe a disposizione delle aziende energivore a prezzo calmierato di 50 €/MWhsottolineano i segretari Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi -. La richiesta è che ci sia una priorità per le isole. Questo fatto permetterebbe di colmare il gap di trattamento con la penisola che ha l’interconnector. I rincari sono di circa cinque volte, considerato che si passa da una spesa annua di 60 milioni di euro a una di 300-350 milioni.»

«Per questo motivoaggiungono Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi chiediamo un intervento del Governo affinché si possa arrivare a una soluzione che permetta alle imprese sarde di colmare il gap energetico che hanno nei confronti di quelle che operano nella penisola e l’intervento e l’impegno di tutti i parlamentari sardi per far sì che possa essere trovata una soluzione a questo problema per evitare che l’ultima azienda produttiva della Sardegna sud occidentale mandi a casa i lavoratori fermando gli impianti completamente.»

«In balloconcludonoc’è il futuro di 1.500 lavoratori tra diretti e indiretti, una vera catastrofe per questo territorio già pesantemente martoriato dalla crisi.»

Si addensano nuove nubi sul progetto di rilancio produttivo dello stabilimento Eurallumina di Portovesme.

I segretari sindacali Emanuele Madeddu Filctem Cgil, Vincenzo Lai Femca Cisl e Pierluigi Loi Uiltec Uil, stamane hanno diffuso una nota, nella quale chiedono che «il presidente della Regione faccia chiarezza in merito al progetto Eurallumina, perché la dichiarazione con cui annuncia la volontà di chiedere al presidente del Consiglio di non emanare alcun decreto sulle questioni energetiche, ossia il cosiddetto Dpcm, lascia senza parole. Senza questo provvedimento l’intero progetto Eurallumina, per cui gli azionisti hanno confermato, anche recentemente e pubblicamente, l’investimento di 300 milioni di euro, rischia di saltare. Questa decisioneaggiungono i tre sindacalistiil presidente della Regione Christian Solinas deve spiegarla ai lavoratori, agli stessi con i quali nel 2019 brindò annunciando che i problemi legati al futuro dello Stabilimento Eurallumina erano risolti. Oggi, invece, siamo quasi punto e a capo. Perché se salta il Dpcm gli investimenti rischiano di sparire. Inoltre c’è un altro aspetto su cui chiediamo altre risposte. Ossia la questione Paur, procedimento istituito per sveltire le procedure, ma usato come fosse una vecchia legge, con tempi biblici e rinvii che si sommano a rinvii. I tempi di un normale investimento sono decisamente superati, chi ha un ruolo istituzionale e decisorio deve assumersi tutte le responsabilità del caso. Non è accettabile assistere ancora a rinvii e tempi sempre più dilatati».

«Come organizzazioni sindacali concludono Emanuele Madeddu Vincenzo Lai e Pierluigi Loisiamo pronti a mettere in campo tutte le azioni necessarie per sostenere i lavoratori e la ripresa produttiva di un sito industriale, importante per il futuro dei dipendenti e  considerato strategico nello scenario industriale nazionale e internazionale per la filiera dell’alluminio e dei metalli non ferrosi.»

Il Consiglio regionale, in occasione della discussione sulla Finanziaria ha approvato l’emendamento che prevede le risorse per la Sotacarbo. «Non sono certo sfuggite le polemiche, la diatriba trasversale tanto che alla fine si è ricorso al voto segreto passato per tre soli voti di differenzascrivono in una nota i segretari sindacali di categoria Filctem Cgil Emanuele Madeddu, Flaei Cisl Gianrico Cuboni e Uiltec Uil Pierluigi Loi -. Durante la discussione non sono passate inosservate le parole contro una realtà che continua a rappresentare un’eccellenza fuori dalla Sardegna.»
«Il Centro ricerche della Regione, con sede a Carbonia e partecipato dall’Enea, la più importante agenzia di ricerca nazionale. Ricordando l’impegno, manifestato lo scorso anno dai Capigruppo al Consiglio regionale, proprio per salvare questa importante struttura, apprendiamo con stupore che qualcuno definisce queste risorse “marchetta” aggiungono i tre segretari -. A questo punto non possiamo che cogliere l’occasione per invitare tutti i consiglieri regionali a visitare il Centro Ricerche Sotacarbo, in modo da potersi giovare, alla fine della visita, di un’ampia conoscenza della struttura e di tutto ciò che all’interno si studia. Finanziare i centri ricerca pubblici non può mai essere considerato una marchetta ma un segno di maturità istituzionale e di fiducia nella scienza.»

 

Martedì 1 marzo lavoratrici e lavoratori Carbosulcis terranno un sit-in davanti alla sede dell’assessorato regionale della Programmazione.
«La Regione deve fare chiarezza, una volta per tutte, su ciò che vuole fare a proposito della Carbosulcisdicono i segretari territoriale Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL, Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi -. Perché se da una parte vende come rivoluzionaria la decisione e il progetto di riconversione del sito minerario, anche attraverso la presentazione di progetti sul Just Transition Fund e sul PNRR, a partire da progetti di rilevanza mondiale come il progetto Aria, dall’altra per un conflitto di interpretazione blocca le risorse necessarie per portare avanti il piano di dismissione dell’attività estrattiva, deciso e concordato a suo tempo con la commissione europea, con la conseguente compromissione del piano di riconversione. A questo puntoaggiungono Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi – è necessario che l’azionista di riferimento, che è appunto la Regione, esca fuori dalla confusione dei propri uffici e chiarisca le sue volontà. Poiché tutte le istanze portate avanti dalla Rsu e dalle organizzazioni sindacali sono cadute nel vuoto, martedì mattina con le lavoratrici e i lavoratori manifesteremo davanti alla sede dell’assessorato regionale della Programmazione per ricordare l’importanza del progetto nel suo complesso e la necessità di trovare soluzioni immediate. Le lavoratrici ed i lavoratori della Carbosulcis ed il territorioconcludono Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi – non possono più permettere il perdurare dell’incertezza e la confusione che regna all’interno della macchina regionale.»

Il vertiginoso aumento del prezzo dell’energia si è abbattuto pesantemente sulle produzioni industriali, facendo scattare un fortissimo grido d’allarme, soprattutto nei territori dove operano le industrie energivore.
In Sardegna, inevitabilmente, sono stati registrati pesantissimi contraccolpi.
Lo stabilimento della Portovesme SRL, produttrice di piombo e zinco, a seguito degli aumenti delle tariffe energetiche, ha fermato la linea zinco tradizionale e ha dovuto fare ricorso alla cassa integrazione guadagni per oltre 400 dipendenti.
Questa situazione ha messo in allarme le organizzazioni sindacali.
Per Francesco Garau, segretario regionale FILCTEM CGIL «si è creata una situazione estremamente preoccupante. La Portovesme Srl ha anticipato i tempi con la cassa integrazione a rotazione per oltre 400 dipendenti. Noi, come organizzazione sindacale, non possiamo accettare questo atteggiamento aziendale, anche perché non si può scaricare tutto sulla classe operaia».
«A tal riguardoha aggiunto Francesco Garau -, abbiamo già attivato una serie di iniziative sia a livello politico nazionale ma anche regionale, inoltre gli assessori regionali del Lavoro e dell’Industria stanno seguendo con estremo interesse l’evoluzione della vicenda. A livello nazionale, abbiamo già avviato un canale con il Governo nazionale e, nello specifico, con i ministri Giancarlo Giorgetti (MISE) e Roberto Cingolani (Transizione ecologica).»
«Noiha concluso Francesco Garau -, chiediamo progetti strutturali e l’utilizzo di risorse naturali, come il gas dell’Adriatico che ancora il Governo non ha pensato di utilizzare.»
Sulla stessa lunghezza d’onda è Emanuele Madeddu (segretario territoriale FILCTEM CGIL della Sardegna Sud Occidentale), che ha evidenziato come «la situazione esplosa ed il ricorso della CIG da parte dell’Azienda con oltre 400 dipendenti è stato un duro colpo».
«La situazioneha proseguito Emanuele Madeddu -, avrà le sue ripercussioni negative sulle imprese d’appalto ma, soprattutto, nel territorio, già devastato da anni di crisi industriale.
Abbiamo messo in atto diverse iniziative. I costi dell’energia, schizzati a livelli altissimi, hanno di fatto creato un grosso problema al settore industriale nazionale. con conseguenze inimmaginabili e, pertanto, è necessario che la politica intervenga. Dobbiamo capire quali iniziative intraprendere.»
«Sulla vicenda Portovesme SRLsottolinea Pierluigi Loi, segretario regionale dei chimici della UIL non accettiamo l’iniziativa aziendale che ha fatto ricorso alla CIG per oltre 400 operai. L’azienda ha già fermato alcune linee produttive. Noi abbiamo intrapreso iniziative finalizzate al coinvolgimento degli Assessorati competenti, per conoscere quali possano essere gli sviluppi. Certamente siamo molto preoccupati per i riflessi negativi e le ricadute sul tessuto economico e sulla sua stessa esistenzaconclude Pierluigi Loi -, non si può cancellare con un colpo di spugna un territorio industriale che ha già sofferto abbastanza.»
Armando Cusa

L’incertezza ancora presente sul futuro del progetto di rilancio produttivo dell’Eurallumina, preoccupa le organizzazioni sindacali di categoria Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL.

Qualche giorno fa si è tenuto un incontro tra le stesse organizzazioni sindacali e la società Eurallumina, conclusosi con un verbale di riunione.

«Esprimiamo forte preoccupazione per quanto comunicato dalla società in merito al futuro dei piani la cui attuazione è strettamente collegata al processo autorizzativo in corsoscrivono in una nota Francesco Garau ed Emanuele Madeddu della Filctem Cgil, Nino D’Orso e Vincenzo Lai della Femca Cisl e Pierluigi Loi della Uiltec Uil -. Processo che viaggia seguendo due strade: una regionale relativa alla procedura Paur e uno nazionale legato all’approvazione del Dpcm (previsto per lo scorso gennaio ed oggi quasi fuori tempo massimo). Il tempo dell’attesa, siamo convinti, è terminato. E’ necessario che tutti gli atti necessari per determinare e chiudere questa vertenza siano compiuti in tempi molto rapidi.»
«La Sardegna ha occupato un ruolo importante nello scenario industriale nazionale ed internazionaleaggiungono -. La filiera dell’alluminio è stata dichiarata strategica e c’è stato un impegno significativo per far sì che i vari passi fossero compiuti. Oggi però il primo anello di questa filiera rischia di rompersi, generando una reazione a catena. Chiediamo al presidente della Regione Christian Solinas un intervento immediato e significativo al fine di definire una volta per
tutte questa vertenza che dura ormai da troppi anni.»
«Appare incomprensibile il silenzio della sottosegretaria Alessandra Todde che oramai da tempo non dà risposte sulla vertenza dopo una fase iniziale di iperattivismo, impegni presi e non rispettaticoncludono i rappresentanti sindacali -. Sia chiaro, davanti a questa situazione le organizzazioni sindacali non resteranno a guardare. Già dai prossimi giorni attiveremo tutte le iniziative necessarie per sostenere questa vertenza e far sì che il primo anello della filiera dell’alluminio possa essere riattivato.»

«Per due giorni la Sardegna è stata al centro di un importante dibattito internazionale sull’energia ed il futuro dell’industria. Un’iniziativa promossa dalla Sotacarbo con interventi provenienti dal mondo accademico e dell’industria, nella quale sono stati affrontati temi importanti legati al futuro del sistema industriale sardo in un contesto complicato come quello della transizione energetica. Durante il dibattito sono emerse le potenzialità della Sotacarbo, da sempre attiva nei settori delle tecnologie low carbon e dell’efficienza energetica. Con grande rammarico si è constatata l’assenza delle istituzioni regionali, unica breve presenza quella dell’assessore dell’Ambiente Gianni Lampis.»

Lo scrivono, in una nota, i segretari FILCTEM-CGIL Sardegna Sud Occidentale Emanuele Madeddu, FLAEI-CISL Sardegna Gianrico Cuboni e UILTEC-UIL Sardegna Pierluigi Loi.

«Dagli interventi dei vari relatori è emersa l’assenza di un programma industriale regionale, in grado di affrontare con lungimiranza questa difficile fase storicaaggiungono i tre segretari sindacali -. Appare evidente come il tema della transizione energetica non rivesta una priorità per le istituzioni sarde. E’ necessario che dalla Regione Sardegna ci sia una maggiore sensibilità verso un argomento che non è slegato dal contesto economico, produttivo, ambientale e sociale. La complessità delle problematiche e la rilevanza delle conseguenze derivanti da qualunque scelta richiedono: responsabilità, consapevolezza e coinvolgimento dell’opinione pubblica e del mondo dell’industria e della ricerca. Servono iniziative, progetti e programmi che vadano oltre i proclami e scarni comunicati stampa. In un contesto dove a livello europeo e nazionale si punta sempre di più sulla ricerca, fa preoccupare che la regione Sardegna vada nella direzione opposta. Ad oggi non si hanno notizie da parte della RAS relative all’approvazione del piano industriale presentato da Sotacarbo ormai già da diversi mesi, esso risulta essere necessario per poter permettere al centro ricerche di operare con una programmazione adeguata delle attività. Inoltre, in questi giorni circola sempre con maggiore insistenza l’ipotesi che non vengano erogati gli stipendi, questo rappresenterebbe uno schiaffo ai lavoratori e alla ricerca della Sotacarboconcludono Emanuele Madeddu, Gianrico Cuboni e Pieluigi Loi -. La politica tenga fede agli impegni assunti, altrimenti sarà necessario portare le istanze a chi deve dare risposte.»

«In questi giorni assistiamo a un susseguirsi di dichiarazioni e comunicazioni sulla stampa sul futuro energetico della Sardegna. Prima del responsabile di ENEL Italia dott. Tamburi e ieri dell’AD di ENEL dott. Starace e del ministro Cingolani, i quali delineano e prefigurano gli scenari  energetici della Sardegna da qui al 2050. Costoro partono dal presupposto di saltare a piè pari la transizione energetica col GAS, considerato che la Sardegna non è infrastrutturata sino ad oggi e ci descrivono un’isola interamente Carbon Free, con un utilizzo massiccio e totale dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, con un’installazione a regime di nuovi impianti rinnovabili per oltre 4 gigawattora rispetto a 1 gigawattora attualmente installato.»

La denuncia arriva da Pierluigi Loi, segretario regionale della UILTEC Sardegna.

«La UILTEC Sardegna guarda a questo scenario con FORTE PREOCCUPAZIONE in quanto ciò vorrebbe dire:

– non convertire le due centrali a carbone esistenti (Sulcis e Fiumesanto) a gas metano, così come previsto dal PNIEC Italiano e dal Piano Energetico Regionale e dagli scenari previsti da TERNA (per Sulcis è stato già dichiarato da ENEL);

– pregiudicare e buttare al vento le centinaia di milioni di euro per costruire e mettere in esercizio i bacini del Gas in cui sono ricompresi i comuni sardi e le piccole e medie imprese;

– pregiudicare definitivamente l’arrivo del gas metano previsto da DPCM Sardegna, annunciato come di imminente uscita, la cui bozza stabilisce tre punti di alimentazione attraverso nave nel Sulcis, Oristano e Porto Torres;

– dire addio al gas Metano a prezzi regolati che avrebbe reso competitive le imprese Sarde e cittadini sardi ancora vincolati al prezzo della “bombola” che in Sardegna non ha pari nel resto d’Italia;

– salutare definitivamente la ripartenza di aziende come Eurallumina ed Alcoa che hanno scommesso la loro ripresa produttiva con l’arrivo del Gas Metano;

In tutto questo il presidente Solinas e la Giunta regionale dove sono? Dove sono la programmazione regionale, i piani di sviluppo, i tavoli di concertazione col Governo? NIENTE di NIENTE, solo uno sguardo passivo a quello che fanno le singole aziende che naturalmente guardano ai propri bilanci e non agli interessi dei sardi.

Dove sono tutti progetti con le reti di distribuzione del Gas e l’introduzione dell’Idrogeno? 

Se sono stati riposti nel cassetto, il presidente Solinas ha il dovere di dirlo ai cittadini e alle imprese sarde e un dovere morale etico verso coloro che lo hanno eletto e in questi anni si sono spesi per fare la loro programmazione futura.

Il futuro energetico della Sardegna non può rimanere appeso a un cavo (che in questi giorni è andato in appalto per 830 milioni di euro) che ci collegherà alla Sicilia, dove si stanno riconvertendo a gas le centrali a olio combustibile, e se tutto va bene dovrebbe andare in esercizio a fine 2027.»

«Il ministro Cingolani e l’Amministratore delegato Starace non hanno detto ai sardi con quale tecnologia verranno fatti i 4 giga di rinnovabili, dove e chi metterà i capitali per realizzarliaggiunge Pierluigi Loi -. Enel, unico concessionario pubblico della distribuzione dell’energia elettrica in Sardegna, dovrebbe ristrutturare completamente la propria rete, per addivenire allo scenario ipotizzato, con investimenti oltre il miliardo di euro. Allo stato attuale invece abbiamo linee elettriche risalenti agli anni ‘70 e ‘80 che ci portano ad essere la prima regione in Italia per tasso di guasti, e i pochi investimenti annunciati, come quelli del 2020 sono evaporati come neve al sole. In tale contesto non ci si preoccupa della bonifica dei siti industriali dismessi, magari mettendoci sopra qualche kW di pannelli fotovoltaici sopra per nascondere gli scempi per i prossimi 30 anni e avere la coscienza a posto verso l’ambiente.»

«NESSUNO SI PREOCCUPA DELLA SOSTENIBILITA’ SOCIALE E RISVOLTI OCCUPAZIONALI CHE TALI PIANI AVREBBERO NEI CONFRONTI DELLA SARDEGNA.

Per questo, la UILTEC Sardegna chiede al Presidente Solinas e alla Giunta regionale sarda di aprire un tavolo di concertazione col governo perché vengano stabilite le regole del gioco e delineati in maniera certa gli scenari del futuro energetico della Sardegna. Non possiamo assistere passivamente a uno stillicidio quotidiano di scelte che vanno in senso opposto a quelle del giorno prima, dando fiato alla politica che ci fa rimanere, poveri, disoccupati e senza futuro, facendo diventare ricchi i lobbisti di turno – conclude Pierluigi Loi -.  La UILTEC Sardegna chiede alla Giunta di dire basta a questo spettacolo indecoroso che sta facendo male alla Sardegna e alla sua economia.»