25 May, 2022
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Il circolo culturale Soci Euralcoop, in piazza Marmilla, a Carbonia, ha ospitato ieri sera un dibattito sulla transizione energetica per l’ambiente ed il lavoro, organizzato dal Partito Democratico del Sulcis Iglesiente.

In oltre 4 ore di dibattito, si è parlato di energie rinnovabili come un bene per la comunità da sottrarre alla speculazione; comunità energetiche; metano nella transizione; problematiche legate alla chiusura della Centrale Grazia Deledda che Enel non intende riconvertire; il Piano per la giusta transizione. 

Il dibattito, coordinato da Giorgia Meli, assessore della Cultura del comune di Carbonia, è stato introdotto da Daniele Reginali, segretario della federazione e dal sindaco Pietro Morittu.

Dopo la relazione di Alfonso Damiano, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica dell’Università di Cagliari, sono intervenuti Claudio Atzori, presidente della Lega delle cooperative, che ha illustrato le iniziative in corso per le comunità energetiche; Samuele Piddiu, segretario regionale della Cgil; Salvatore Vincis, segretario territoriale Cisl; Fabrizio Floris, lavoratore della Portovesme srl; Alessio Dessì, ingegnere industriale; Pietro Cocco, sindaco di Gonnesa; Giacomo Guadagnini, consigliere comunale di Carbonia e consigliere d’amministrazione del Consorzio industriale; Piero Comandini, consigliere regionale; Alberto Bionducci, ingegnere, già direttore di una centrale elettrica a Portovesme; Emanuele Madeddu, segretario territoriale Filctem Cgil; Roberto Forresu, segretario regionale Fiom Cgil; Francesco Garau, segretario regionale Filctem Cgil.
Hanno concluso gli interventi, il deputato Andrea Frailis ed il senatore Gianni Marilotti, prima delle conclusioni di Tore Cherchi.

La posizione del PD sulle materie trattate, può essere così sintetizzata, come riportato in un documento:
• Piena condivisione dello sviluppo delle energie rinnovabili. Le Istituzioni, a partire dal Governo e dalla Regione, devono garantire che sole, vento, acqua, territorio e paesaggio siano considerati come beni della collettività per il suo benessere sociale e non come merci per la speculazione a profitto di pochi gruppi, come, spesso, attualmente accade.
• Sostegno alle comunità energetiche. Queste costituiscono una modalità di utilizzazione delle energie rinnovabili con effetti economici molto positivi sui cittadini. I Comuni devono dare impulso alla loro organizzazione.
• Agire per soddisfare interamente con fonti rinnovabili l’intero fabbisogno energetico pubblico a partire da quelli dei Comuni.
• Programmare i grandi impianti di energia rinnovabile in funzione degli interessi economici e sociali della collettività cioè cambiare metodo rispetto all’attuale mercato selvaggio.
• La filiera dell’idrogeno sia sviluppata nel Sulcis. Anche Enel vi abbia un ruolo attivo.
• Il gas naturale liquefatto nella transizione energetica è indispensabile. Senza la disponibilità del GNL, aziende rilevanti sono destinate alla chiusura e la già pesante situazione sociale si aggraverà.
• La sicurezza degli impianti per il GNL deve essere sempre ricercata. Per questo fine, sono indispensabili valutazioni pubbliche e trasparenti delle soluzioni più idonee, come del resto prevedono le leggi e come si è fatto in altre parti d’Italia e di Europa. In ogni sede devono esserci atteggiamenti responsabili e costruttivi.
• Il Governo e la Regione impediscano che l’Enel chiuda la centrale e scappi. il problema non si risolve accompagnando alla pensione gli attuali dipendenti e costruendo un parco batterie. Altrove, anche in Sardegna, le aziende elettriche, quando chiudono un impianto a carbone, propongono investimenti per la riconversione a gas. In altri casi nazionali ed
europei, sviluppano la filiera energia rinnovabile/idrogeno.
• Nella situazione di alti prezzi dell’energia cittadini ed imprese soffrono mentre le aziende energetiche italiane, comprese Enel e Eni, realizzano extra profitti stimati in 26 miliardi euro. Governo e Parlamento agiscano per risolvere la situazione della Portovesme che assicura il lavoro a 1500 persone non dimenticando che Enel ha nel Sulcis la sua più grande centrale eolica.

• Si denuncia, una volta di più, il grave ritardo nella predisposizione del “Piano territoriale per la giusta transizione” per il quale l’Unione Europea ha messo a disposizione centinaia di milioni di euro di finanziamenti. La Regione è perfettamente latitante.
La Giunta regionale guidata dal presidente Solinas si è rivelata incapace di affrontare questioni cruciali come la transizione energetica, il piano per la giusta transizione, il piano nazionale di ripresa e resilienza. Ha abbandonato il piano Sulcis. Nel vuoto di iniziative della Giunta regionale, è necessaria una forte iniziativa politica e sociale nel territorio. Un ruolo cruciale di progettazione del futuro e di guida unitaria spetta alle Amministrazioni locali in raccordo con le organizzazioni sociali a partire da sindacati.
Il Partito Democratico, direttamente e attraverso sindaci e amministratori, parlamentari e consiglieri regionali, agirà ricercando l’unità con l’insieme delle forze che vogliono contribuire seriamente ad affrontare questioni cruciali come la transizione energetica, a difendere le aziende pesantemente colpite da una congiuntura dei prezzi alti dell’energia e a cogliere le opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dal Fondo per la giusta transizione.

 

 

I segretari territoriali Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL, Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi, rilanciano il problema dell’escavo del porto di Portovesme, passaggio fondamentale per l’attuazione di quanto prevede il Dpcm energia firmato dal presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, che prevede l’installazione di una FSRU da 130.000 metri cubi di Gnl sulla banchina Est.

«L’approvazione del Dpcm segna un punto importante per la Sardegna, anche di prospettiva scrivono in una nota Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi -. Siamo davanti ad una questione che va avanti da troppo tempo e per cui pare di essere ancora lontani dalla soluzione. A questo punto si tratta di intervenire non con proclami ma con progetti concreti in cui si parte dallo scenario, si evidenziano le problematiche e le criticità, allo stesso tempo si mettono in evidenza gli aspetti positivi e poi si traccia un piano in cui si indica la strada da seguire con tutto ciò che deve essere unito alla risoluzione dei problemiaggiungono -. Ad oggi quella infrastruttura è inagibile per qualsiasi attività. Quindi, più che polemici vogliamo essere propositivi, per trovare soluzioni e velocizzare tempistiche che sono diventate sempre troppo lunghe; in assenza di atti concreti chiediamo alla Regione Sardegnaconcludono Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi di valutare una gestione commissariale come già sperimentato per il Ponte Morandi.»

L’emergenza provocata dal vertiginoso aumento dei costi dell’energia sta mettendo in crisi l’apparato industriale e le famiglie che stanno ricevendo bollette più che raddoppiate.

Segreterie Territoriali Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL stamane hanno diffuso una nota, nella quale fanno riferimento alla situazione vissuta dalla Portovesme srl che, oltre a fare i conti con i costi stellari dell’energia, deve fronteggiare la mancanza della cosiddetta superinterrompibilità, la compensazione sollecitata anche recentemente da Sardegna e Sicilia, che consentirebbe di affrontare i costi elevati dell’energia. Un provvedimento cassato dal Senato e che ora potrebbe essere sostituito dall’Energy release con un tenore dì priorità per le isole.

«Si tratta dei 25 TWh di rinnovabili in capo al GSE che dovrebbero essere messe a disposizione delle aziende energivore a prezzo calmierato di 50 €/MWhsottolineano i segretari Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi -. La richiesta è che ci sia una priorità per le isole. Questo fatto permetterebbe di colmare il gap di trattamento con la penisola che ha l’interconnector. I rincari sono di circa cinque volte, considerato che si passa da una spesa annua di 60 milioni di euro a una di 300-350 milioni.»

«Per questo motivoaggiungono Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi chiediamo un intervento del Governo affinché si possa arrivare a una soluzione che permetta alle imprese sarde di colmare il gap energetico che hanno nei confronti di quelle che operano nella penisola e l’intervento e l’impegno di tutti i parlamentari sardi per far sì che possa essere trovata una soluzione a questo problema per evitare che l’ultima azienda produttiva della Sardegna sud occidentale mandi a casa i lavoratori fermando gli impianti completamente.»

«In balloconcludonoc’è il futuro di 1.500 lavoratori tra diretti e indiretti, una vera catastrofe per questo territorio già pesantemente martoriato dalla crisi.»

Si addensano nuove nubi sul progetto di rilancio produttivo dello stabilimento Eurallumina di Portovesme.

I segretari sindacali Emanuele Madeddu Filctem Cgil, Vincenzo Lai Femca Cisl e Pierluigi Loi Uiltec Uil, stamane hanno diffuso una nota, nella quale chiedono che «il presidente della Regione faccia chiarezza in merito al progetto Eurallumina, perché la dichiarazione con cui annuncia la volontà di chiedere al presidente del Consiglio di non emanare alcun decreto sulle questioni energetiche, ossia il cosiddetto Dpcm, lascia senza parole. Senza questo provvedimento l’intero progetto Eurallumina, per cui gli azionisti hanno confermato, anche recentemente e pubblicamente, l’investimento di 300 milioni di euro, rischia di saltare. Questa decisioneaggiungono i tre sindacalistiil presidente della Regione Christian Solinas deve spiegarla ai lavoratori, agli stessi con i quali nel 2019 brindò annunciando che i problemi legati al futuro dello Stabilimento Eurallumina erano risolti. Oggi, invece, siamo quasi punto e a capo. Perché se salta il Dpcm gli investimenti rischiano di sparire. Inoltre c’è un altro aspetto su cui chiediamo altre risposte. Ossia la questione Paur, procedimento istituito per sveltire le procedure, ma usato come fosse una vecchia legge, con tempi biblici e rinvii che si sommano a rinvii. I tempi di un normale investimento sono decisamente superati, chi ha un ruolo istituzionale e decisorio deve assumersi tutte le responsabilità del caso. Non è accettabile assistere ancora a rinvii e tempi sempre più dilatati».

«Come organizzazioni sindacali concludono Emanuele Madeddu Vincenzo Lai e Pierluigi Loisiamo pronti a mettere in campo tutte le azioni necessarie per sostenere i lavoratori e la ripresa produttiva di un sito industriale, importante per il futuro dei dipendenti e  considerato strategico nello scenario industriale nazionale e internazionale per la filiera dell’alluminio e dei metalli non ferrosi.»

Il Consiglio regionale, in occasione della discussione sulla Finanziaria ha approvato l’emendamento che prevede le risorse per la Sotacarbo. «Non sono certo sfuggite le polemiche, la diatriba trasversale tanto che alla fine si è ricorso al voto segreto passato per tre soli voti di differenzascrivono in una nota i segretari sindacali di categoria Filctem Cgil Emanuele Madeddu, Flaei Cisl Gianrico Cuboni e Uiltec Uil Pierluigi Loi -. Durante la discussione non sono passate inosservate le parole contro una realtà che continua a rappresentare un’eccellenza fuori dalla Sardegna.»
«Il Centro ricerche della Regione, con sede a Carbonia e partecipato dall’Enea, la più importante agenzia di ricerca nazionale. Ricordando l’impegno, manifestato lo scorso anno dai Capigruppo al Consiglio regionale, proprio per salvare questa importante struttura, apprendiamo con stupore che qualcuno definisce queste risorse “marchetta” aggiungono i tre segretari -. A questo punto non possiamo che cogliere l’occasione per invitare tutti i consiglieri regionali a visitare il Centro Ricerche Sotacarbo, in modo da potersi giovare, alla fine della visita, di un’ampia conoscenza della struttura e di tutto ciò che all’interno si studia. Finanziare i centri ricerca pubblici non può mai essere considerato una marchetta ma un segno di maturità istituzionale e di fiducia nella scienza.»

 

Martedì 1 marzo lavoratrici e lavoratori Carbosulcis terranno un sit-in davanti alla sede dell’assessorato regionale della Programmazione.
«La Regione deve fare chiarezza, una volta per tutte, su ciò che vuole fare a proposito della Carbosulcisdicono i segretari territoriale Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL, Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi -. Perché se da una parte vende come rivoluzionaria la decisione e il progetto di riconversione del sito minerario, anche attraverso la presentazione di progetti sul Just Transition Fund e sul PNRR, a partire da progetti di rilevanza mondiale come il progetto Aria, dall’altra per un conflitto di interpretazione blocca le risorse necessarie per portare avanti il piano di dismissione dell’attività estrattiva, deciso e concordato a suo tempo con la commissione europea, con la conseguente compromissione del piano di riconversione. A questo puntoaggiungono Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi – è necessario che l’azionista di riferimento, che è appunto la Regione, esca fuori dalla confusione dei propri uffici e chiarisca le sue volontà. Poiché tutte le istanze portate avanti dalla Rsu e dalle organizzazioni sindacali sono cadute nel vuoto, martedì mattina con le lavoratrici e i lavoratori manifesteremo davanti alla sede dell’assessorato regionale della Programmazione per ricordare l’importanza del progetto nel suo complesso e la necessità di trovare soluzioni immediate. Le lavoratrici ed i lavoratori della Carbosulcis ed il territorioconcludono Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi – non possono più permettere il perdurare dell’incertezza e la confusione che regna all’interno della macchina regionale.»

Le problematiche del polo industriale e, più in generale, del mondo del lavoro nel Sulcis, sono state al centro del confronto tra il sindaco di Carbonia Pietro Morittu, la sua Giunta e i vertici della Cgil, nella sede cittadina dell’organizzazione sindacale, in via Partigiani. 

“E’ stato un incontro importante sul piano istituzionale, ma anche della relazione ha detto il primo cittadinoche replicheremo la prossima settimana con gli altri sindacati Cisl e Uil, per avere un quadro completo sul tema del lavoro ed intervenire laddove possibile.”

“Siamo molto grati di questa attenzione che ci è stata dataha esordito il segretario Antonello Congiue vorremmo tornare alle buone e vecchie maniere, con la volontà di vedere i problemi e risolverli insieme.”

Dalle industrie al comparto chimico, dal settore costruzioni alla sanità: Franco Bardi, Roberto Forresu, Emanuele Madeddu, Gianni Brundu e Gianni Zedda, ognuno per il suo settore di competenza, ha sottoposto all’attenzione di sindaco ed assessori i problemi maggiormente incisivi tra cui le vertenze che pendono sul destino di molti lavoratori. L’obiettivo, hanno rimarcato, è riprendere le fila di un dialogo e restare a contatto con il territorio: “Avanzare richieste in modo unitario è l’unico modo per avere possibilità di arrivare ad un risultato”.

“Facciamo fronte a una serie di questioni a più livelliha aggiunto Pietro Morittu abbiamo un problema di risorse umane, collegato al decremento demografico, di depauperamento dei servizi, su cui stiamo provando a misurarci soprattutto per ciò che riguarda la sanità con richieste continue e circostanziate, la transizione ecologica e l’Ecobonus ad essa collegato con cui vorremmo migliorare la città e le periferie, fino ad arrivare al cosiddetto tema dei temi che è il disavanzo del bilancio, una condizione spinosa ereditata con cui dobbiamo fare necessariamente i conti per non rimanere ingessati”.

“Carbonia torni ad essere a pieno titolo avamposto delle rivendicazioni del Sulcis, ma soprattutto incidere per risolverle. Sono a questo proposito in corso interlocuzioni con la Regione e con l’assessorato all’Industriaha concluso il sindaco Pietro Morittuper un incontro sulla situazione del Polo industriale.”

Il vertiginoso aumento del prezzo dell’energia si è abbattuto pesantemente sulle produzioni industriali, facendo scattare un fortissimo grido d’allarme, soprattutto nei territori dove operano le industrie energivore.
In Sardegna, inevitabilmente, sono stati registrati pesantissimi contraccolpi.
Lo stabilimento della Portovesme SRL, produttrice di piombo e zinco, a seguito degli aumenti delle tariffe energetiche, ha fermato la linea zinco tradizionale e ha dovuto fare ricorso alla cassa integrazione guadagni per oltre 400 dipendenti.
Questa situazione ha messo in allarme le organizzazioni sindacali.
Per Francesco Garau, segretario regionale FILCTEM CGIL «si è creata una situazione estremamente preoccupante. La Portovesme Srl ha anticipato i tempi con la cassa integrazione a rotazione per oltre 400 dipendenti. Noi, come organizzazione sindacale, non possiamo accettare questo atteggiamento aziendale, anche perché non si può scaricare tutto sulla classe operaia».
«A tal riguardoha aggiunto Francesco Garau -, abbiamo già attivato una serie di iniziative sia a livello politico nazionale ma anche regionale, inoltre gli assessori regionali del Lavoro e dell’Industria stanno seguendo con estremo interesse l’evoluzione della vicenda. A livello nazionale, abbiamo già avviato un canale con il Governo nazionale e, nello specifico, con i ministri Giancarlo Giorgetti (MISE) e Roberto Cingolani (Transizione ecologica).»
«Noiha concluso Francesco Garau -, chiediamo progetti strutturali e l’utilizzo di risorse naturali, come il gas dell’Adriatico che ancora il Governo non ha pensato di utilizzare.»
Sulla stessa lunghezza d’onda è Emanuele Madeddu (segretario territoriale FILCTEM CGIL della Sardegna Sud Occidentale), che ha evidenziato come «la situazione esplosa ed il ricorso della CIG da parte dell’Azienda con oltre 400 dipendenti è stato un duro colpo».
«La situazioneha proseguito Emanuele Madeddu -, avrà le sue ripercussioni negative sulle imprese d’appalto ma, soprattutto, nel territorio, già devastato da anni di crisi industriale.
Abbiamo messo in atto diverse iniziative. I costi dell’energia, schizzati a livelli altissimi, hanno di fatto creato un grosso problema al settore industriale nazionale. con conseguenze inimmaginabili e, pertanto, è necessario che la politica intervenga. Dobbiamo capire quali iniziative intraprendere.»
«Sulla vicenda Portovesme SRLsottolinea Pierluigi Loi, segretario regionale dei chimici della UIL non accettiamo l’iniziativa aziendale che ha fatto ricorso alla CIG per oltre 400 operai. L’azienda ha già fermato alcune linee produttive. Noi abbiamo intrapreso iniziative finalizzate al coinvolgimento degli Assessorati competenti, per conoscere quali possano essere gli sviluppi. Certamente siamo molto preoccupati per i riflessi negativi e le ricadute sul tessuto economico e sulla sua stessa esistenzaconclude Pierluigi Loi -, non si può cancellare con un colpo di spugna un territorio industriale che ha già sofferto abbastanza.»
Armando Cusa

L’assemblea Filctem Cgil Sardegna Sud Occidentale ha approvato un ordine del giorno all’unanimità sui temi legati alla transizione energetica, al termine dell’incontro svoltosi alla presenza del Segretario Regionale Filctem Francesco Garau e del Segretario della Camera del Lavoro Antonello Congiu.

«La bozza che oggi circola, affronta seppur non totalmente, l’approvvigionamento del metano in Sardegna necessario sia per il sistema produttivo industriale che per l’uso civile garantendo alle famiglie sarde un risparmio di circa il 3o% sulla bolletta – ha detto il segretario generale Emanuele Madeddu . La proposta, giunta oramai nella fase finale di concertazione tra Ras e Ministro della transizione ecologica recepisce le esigenze che da tempo poniamo come OO.SS.»

«Registriamo, purtroppo, l’ostracismo di chi considera l’infrastruttura portuale proprietà privata dimenticando che questa risponde alle finalità di una realtà industriale che va ben oltre il singolo comune, ma risponde alle esigenze del territorio e dell’intera Sardegna ha aggiunto Emanuele Madeddu -. Risulta quanto mai ingiustificato, e teso a insinuare nell’opinione pubblica un’idea di pericolosità, che Autorità Locali rilascino dichiarazioni su una presunta situazione di allarme senza mai spiegarla con fatti o mancato rispetto delle norme di riferimento. Il tema sicurezza, legato al posizionamento del rigassificatore (FSRU), è un tema che sta a cuore a tutti, e rappresenta la precondizione essenziale per la sua realizzazione; per questo motivo riteniamo fondamentale che sia competenza degli organi preposti valutare e rilasciare le autorizzazioni nel rispetto della Legge Seveso.»

«E’ evidente che il fattore tempo non sia una variabile indipendente, occorre dar gambe a quanto previsto nel Dpcm per recuperare il gap energetico di venti anni, favorendo la ripartenza di Eurallumina ed un risparmio significativo per le famiglie sarde ha concluso il segretario generale della Filctem Cgil della Sardegna Sud Occidentale -. Preoccupano ancora i ritardi sull’escavo del porto, intervento indispensabile per l’utilizzo del porto non solo per il rigassificatore ma per qualsiasi altra iniziativa imprenditoriale che accogliamo positivamente. Relativamente al caro prezzi sull’energia che in questi mesi ha portato alla parziale fermata dell’impianto della Portovesme Srl (linea zinco) si chiede un impegno significativo della Regione Sardegna e dei parlamentari Sardi per sollecitare il Governo. Rimane irrisolta la situazione della Centrale Grazia Deledda Enel a cui è legato il futuro dei lavoratori diretti e indiretti. Perché, se da un lato si annuncia la chiusura al 2025, dall’altro si utilizza in modo invasivo la centrale, aumentando addirittura la produzione elettrica con il personale decisamente sotto organico

 

 

“Da tempo chiediamo alla Regione un confronto per affrontare i temi legati al futuro della Carbosulcis e del sito di Nuraxi Figus. Ad oggi leggiamo solamente notizie che riguardano progetti per nuove iniziative, piani di riconversione e altro ancora. Il tutto con grande evidenza mediatica. C’è però un punto che ancora non è chiaro: ossia cosa vuole fare la Regione di questo sito. Quali sono i progetti, quali le intenzioni e quali i finanziamenti. Più volte abbiamo chiesto l’attivazione di un tavolo di confronto proprio per conoscere questi programmi, per capire dalla Regione cosa voglia fare a Nuraxi Figus. Purtroppo, alle nostre istanze, è corrisposto un silenzio assordante.”

Lo scrive, in una nota, Emanuele Madeddu, segretario generale della Filctem Cgil della Sardegna Sud Occidentale.

“Ancora una volta ci troviamo davanti alla necessità di sollecitar la Regione affinché sia attivato subito un tavolo di confronto perché la situazione è tutt’altro che semplice e le scadenze imposte dal piano di chiusura della miniera, concordato con l’Unione europea sono dietro l’angolo. In caso contrarioconclude Emanuele Madeddusaremo costretti ad attivare tutte le iniziative necessarie a far sì che sia risollevata l’attenzione verso una vertenza tutt’altro che risolta.”

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