7 July, 2022
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Francesca Barracciu.

Francesca Barracciu.

L’europarlamentare del PD Francesca Barracciu ha vinto le primarie del centrosinistra e sarà candidata alla carica di Governatore alle elezioni regionali 2014. L’ex consigliere regionale e sindaco di Sorgono ha ottenuto 22.808 voti su 51.496 votanti, raggiungendo la percentuale del 44,29; alle sue spalle, Gianfranco Ganau, sindaco di Sassari, anch’egli esponente del PD, che ha ottenuto 16.792 voti, il 32,61%. Terzo, vera sorpresa di queste primarie, Andrea Murgia, indipendente, con 6.456 voti, il 12,54%; più indietro Roberto Deriu, presidente della Provincia di Nuoro (PD) e presidente dell’Unione delle Province sarde, con 3.911 voti, il 7,59%; Simone Atzeni, candidato del PSI, infine, ha ottenuto il sostegno di 1.529 elettori, il 2,97%.

Le operazioni di voto sono state caratterizzate dalla polemica sollevata da Francesco Sanna, deputato del PD, che nel pomeriggio ha diffuso un comunicato stampa, nel quale ha denunciato che «numerose e convergenti segnalazioni riferiscono a Domusnovas di una pesantissima attività di voto organizzato da forze inequivocabilmente estranee al centrosinistra nelle primarie per la candidatura a Presidente della Regione Sardegna. Stanno prendendo parte al voto persone che non lo riconfermeranno nelle elezioni vere, indirizzate da amministratori locali già candidati in liste a sostegno dell’onorevole Cappellacci nella precedente elezione – ha aggiunto Sanna -. Penso che tale fatto non solo disturba e inquina la libera e volontaria espressione democratica dei cittadini di quella comunità, ma altera – qualunque esso sarà – il risultato della consultazione. Per questo – ha concluso Sanna – mi appresto a chiedere agli organi di garanzia delle primarie di bloccare l’attività del seggio e di non procedere allo spoglio delle schede».

La polemica sollevata da Francesco Sanna, non è nuova ed appare la diretta conseguenza del regolamento che all’articolo 7 recita testualmente:

Art. 7 – Elettori
La partecipazione alle primarie è aperta a tutte le elettrici e gli elettori in possesso dei requisiti previsti dalla legge.
Possono inoltre partecipare al voto:
1) i giovani che. alla data del voto delle Primarie, abbiano compiuto il sedicesimo anno di età;
2) le cittadine/i dell’Unione Europea residenti in Sardegna e le cittadine/i di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno e di carta di identità.
Per essere ammessi al voto occorre esibire al seggio un documento di identità e la tessera elettorale. Ogni elettore vota ordinariamente nel seggio che include la propria sezione elettorale esprimendo un’unica  preferenza in corrispondenza del candidato prescelto.
Gli elettori che partecipano alle primarie devono versare, al momento del  voto, una quota di almeno 1 (uno) euro. Le quote raccolte ai seggi saranno interamente consegnate al comitato regionale delle primarie e saranno utilizzate al fine di coprire i costi sostenuti nella gestione della campagna informativa, nell’organizzazione e realizzazione delle primarie e nella  successiva campagna elettorale della coalizione.

E’ evidente che con questo regolamento non si può vietare a nessuno, neppure a quanti abitualmente non votano i partiti del centrosinistra e quindi alle prossime elezioni voteranno partiti e candidati antagonisti del centrosinistra, di partecipare alle primarie; così come lo stesso regolamento apre la strada alle discussioni con la partecipazione al voto delle primarie di giovani minorenni che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e che alle prossime elezioni regionali non potranno replicare il voto per le liste dei partiti del centrosinistra. Nel centrosinistra la discussione è sempre accesa tra i sostenitori di questo regolamento e quanti, viceversa, sostengono la tesi di un regolamento che ponga paletti più precisi sulla partecipazione al voto, riservata ai tesserati ai partiti del centrosinistra e ai maggiorenni.

Gianfranco Ganau copiaAndrea Murgia ARoberto Deriu 1Simone Atzeni

 

 

Andrea Murgia A

Sabato 21 settembre 2013 Andrea Murgia, economista, candidato alle Primarie del centrosinistra per la Presidenza della Regione Sardegna, sarà a Iglesias per presentare il suo progetto per la Sardegna e confrontarsi sui temi fondamentali per la Sardegna per i prossimi cinque anni.

I cittadini di Iglesias, dei comuni limitrofi e tutte le persone interessate, potranno discutere insieme ad Andrea Murgia la sua proposta per una Sardegna migliore. L’incontro si svolgerà nella Sala Lepori, in via Isonzo, con inizio alle 19.00.

Andrea Murgia è il quarto candidato alle Primarie che si presenta nel Sulcis Iglesiente, dopo Simone Atzeni (PSI), Francesca Barracciu (PD) e Gianfranco Ganau (PD) (il sindaco di Sassari lo ha fatto ieri sera nel salone Velio Spano, a Carbonia). Il quinto candidato è Roberto Deriu (PD), presidente della Provincia di Nuoro e presidente dell’Unione delle Province sarde.

Gianfranco Ganau

A meno di due settimane dal voto, fissato per la giornata di domenica 29 settembre, continua nel Sulcis la presentazione dei candidati alle primarie del centrosinistra per la carica di Presidente della Regione Sardegna. Dopo Simone Atzeni, 40 anni, candidato proposto dal Partito Socialista Italiano, presentato a San Giovanni Suergiu, e Francesca Barracciu, 47 anni, europarlamentare del Partito Democratico, presentata a Carbonia, un altro candidato proposto dal partito Democratico, Gianfranco Ganau, 58 anni, sindaco di Sassari, verrà presentato mercoledì 18 settembre a Carbonia, nel salone Velio Spano di Via della Vittoria. Tra i principali sostenitori di Gianfranco Ganau, ci sono l’ex senatore Antonello Cabras, da qualche settimana presidente della Fondazione Banco di Sardegna; il deputato Emanuele Cani e il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti. L’inizio della riunione è fissato alle 17.00.

Gli altri due candidati alle primarie sono Roberto Deriu, 44 anni, sindaco di Nuoro e presidente dell’Unione delle Province della Sardegna; e, infine, Andrea Murgia, 42 anni, dottore commercialista impiegato a Bruxelles alla direzione delle Politiche regionali.

 

Francesca Barracciu 5 copia

A circa sette mesi dalle elezioni regionali 2014, entra nel vivo la competizione delle primarie per la scelta del candidato Governatore della coalizione di centrosinistra. Domani, 7 settembre, a Carbonia, alle ore 17.00, nella sala convegni del Lù Hotel, verrà presentata la candidatura dell’europarlamentare Francesca Barracciu. La riunione è finalizzata a discutere di programmi e impegni per la Sardegna e per il Sulcis Iglesiente. Sarà presente Francesca Barracciu, candidata che «esprime la necessità di un profondo rinnovamento della Regione nei contenuti e nelle politiche innanzitutto, ma anche attraverso un salto generazionale e la prospettiva di una donna alla Presidenza della Regione per la prima vota in settant’anni di vita dell’autonomia sarda».

Ricordiamo che i candidati alle primarie del centrosinistra sono cinque: Simone Atzeni, 40 anni, economista, espresso dal partito socialista, di cui è segretario della federazione di Cagliari dal 2010; Roberto Deriu, 44 anni, dal 2005 presidente della Provincia di Nuoro e presidente dell’Unione delle Province sarde, Pd; Francesca Barracciu, 47 anni, europarlamentare dal 17 dicembre 2012, già consigliere regionale dal 2004 al 2013 e sindaco di Sorgono, Pd; Gianfranco Ganau, 58 anni, dal 2005 sindaco di Sassari, Pd; Andrea Murgia, 41 anni, economista, Pd.

Il Palazzo del Consiglio regionale.

Il Palazzo del Consiglio regionale.

Il centrosinistra è alle prese con la sfida a cinque delle primarie per la scelta del candidato governatore (tra Francesca Barracciu, Gianfranco Ganau, Roberto Deriu, Andrea Murgia e Simone Atzeni), con operazioni di voto fissate per il 29 settembre; nel centrodestra c’è un’unica certezza, l’autoricandidatura del presidente uscente Ugo Cappellacci, e tante divisioni, per superare le quali molto probabilmente ancora una volta verrà chiesto “aiuto” al leader Silvio Berlusconi; il Movimento 5 Stelle farà ancora corsa solitaria e sceglierà il suo candidato Governatore attraverso le primarie on line; gli indipendentisti stanno cercando di creare un fronte unico, il più largo possibile, con una candidata Governatore già in campo, la scrittrice Michela Murgia.

A circa sette mesi dal voto, il panorama politico che precede le Regionali 2014 è molto complicato per le divisioni tra i partiti e tra le varie componenti interne agli stessi, condizionato fortemente dal nuovo sistema elettorale scaturito dall’approvazione della legge statutaria regionale del 25 giugno 2013, tornata in Aula dopo l’impugnazione del Governo e riapprovata il 28 agosto con l’“Abrogazione del comma 3 dell’articolo 22 della legge statutaria elettorale approvata il 25 giugno 2013 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell’articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna)”.

Il prossimo presidente della Regione sarà il candidato che otterrà il maggior numero di voti validi (art. 1 comma 4 e art. 11 comma 2). Questo significa che, in presenza di una profonda frammentazione del voto, con tre grandi schieramenti ed un forte fronte indipendentista, è concreta la possibilità che per vincere le elezioni possa essere sufficiente superare la soglia del 30% dei voti. E’ evidente che saranno decisive le alleanze ed anche le forze minoritarie, in seno ad un’alleanza, potrebbero decidere la partita.

La legge statutaria all’art. 1, comma 7, prevede due soglie di sbarramento, con l’esclusione dall’attribuzione dei seggi:

a) i gruppi di liste che fanno parte di una coalizione che ottiene meno del 10 per cento del totale dei voti validi ottenuti da tutti i gruppi di liste a livello regionale;
b) i gruppi di liste non coalizzati che ottengono meno del 5 per cento del totale dei voti ottenuti da tutti i gruppi di liste a livello regionale.

Lo sbarramento al 5 per cento per i gruppi di liste non coalizzati, è evidente, costituiscono un fortissimo freno alle ambizioni di chi starebbe pensando di fare corsa solitaria e quindi un’altrettanto forte spinta a stringere alleanze in seno alle coalizioni maggiori.

L’art. 13 fissa la ripartizione dei seggi ed il premio di maggioranza:

a) il 60 per cento dei seggi del Consiglio regionale se il presidente proclamato eletto ha ottenuto una percentuale di voti superiore al 40 per cento;

b) il 55 per cento dei seggi del Consiglio regionale se il presidente proclamato eletto ha ottenuto una percentuale di voti compresa tra il 25 ed il 40 per cento.