28 March, 2026
HomePosts Tagged "Gianluigi Rubiu" (Page 53)

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Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

Le opposizioni in Consiglio regionale si scatenano dopo la proroga dei commissariamenti delle Asl deliberata dalla Giunta Pigliaru.

«La Giunta cerca di ricucire la spaccatura interna alla maggioranza con l’ennesima proroga dei Commissari straordinari della Asl della Sardegna, a breve in aula – attacca Ignazio Locci, consigliere di Forza Italia -. Così tutti sono contenti, i posti di comando restano al sicuro e almeno per qualche mese potranno proseguire nell’opera di demolizione del sistema sanitario sardo: continueranno a governare la Sanità nel segno della continuità e del disordine, sia normativo che organizzativo. Resta, dunque, il riordino della rete ospedaliera applicato in maniera strisciante, senza rispettare le prerogative del Consiglio regionale. Rimane in piedi il progetto scellerato delle “cinque Asl uniche”, che di fatto non tiene conto della reale situazione sarda, della sua orografia, della demografia e dei fenomeni epidemiologici. Un’idea scellerata che per il presidente Francesco Pigliaru, l’assessore Luigi Arru e il direttore generale dell’assessorato Giuseppe Sechi, è un totem intoccabile. Scelgono la strada per loro più semplice, meno pericolosa per i loro equilibri, e così facendo possono affrontare in maniera tranquilla eventuali questioni legate a ballottaggi, rimpasti, poltrone in enti e Comuni, disinteressandosi completamente della Sanità, ormai lasciata senza timone. Un settore determinante che, occorre ricordare agli illuminati del centrosinistra, non è lo strumento per conservare il potere, spartire i posti di comando e risolvere le beghe interne.»

«Un teatrino ridicolo e grottesco per la Sardegna – commenta Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc -. E’ un tentativo di allungare l’agonia della maggioranza lacerata da tensioni interne e scontri su un tema fondamentale per l’Isola. La verità è che il riordino sanitario non piace a nessuna forza politica, in quanto rischia di cancellare e sopprimere le strutture ospedaliere nei territori marginalizzati, non incrociando certo le speranze dei pazienti che si vedono privare dell’assistenza. Non basta. Si tenta di far passare la riforma come un risparmio per la sanità. Solo parole buttate al vento. La preoccupazione è che, invece, possano aumentare i costi con sacche di inefficienza che rimangono in tantissimi casi all’interno del sistema sanitario.»

«E’ una farsa – denuncia Edoardo Tocco, consigliere di Forza Italia –. Siamo arrivati al ridicolo, la realtà è che questo argomento sta minando l’andamento dei lavori, provocando una paralisi all’interno dell’assemblea regionale per le beghe della maggioranza. Un salto nel vuoto che non risolve certo i problemi della sanità sarda, visto che assistiamo ai presidi ospedalieri senza personale, ai reparti che operano in condizioni di difficoltà, a pazienti senza un’adeguata assistenza. Si continua a girare a vuoto, senza toccare i mali di un comparto in perenne emergenza.»

«L’anno scorso – dice Michele Cossa, consigliere regionale e coordinatore regionale dei Riformatori sardi -, quando si profilava la seconda proroga dei commissari Asl, abbiamo presentato una proposta di legge per prorogarli sino al 31 dicembre 2017. Quella che poteva sembrare una provocazione oggi si rivela una facile profezia, visto che siamo all’ennesima proroga, sulla quale stamattina in commissione i Riformatori hanno votato contro. In attesa di una riforma che appare sempre più improbabile, sarà bene che la commissione d’inchiesta sulla sanità accenda una faro su questi quasi due anni di commissariamento, nei quali si è visto di tutto»

«Da ora in poi – conclude Michele Cossa – cominceremo a segnalare gli atti alle competenti procure della Repubblica.»

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Pecore 2015 1

«E’ da irresponsabili asserire che la qualità del latte sardo è inferiore a quella del resto d’Europa. Ancora più paradossale che questo venga detto da un industriale del latte». Lo ha detto ieri sera il capogruppo regionale dell’Udc Gianluigi Rubiu che sollecita la Giunta regionale «ad un provvedimento per tutelare le produzioni casearie sarde, per difendere il lavoro portato avanti dalle aziende agrozootecniche isolane e difendere le eccellenze da prodotti che arrivano in modo irregolare nel territorio».

«Occorre una mobilitazione generale per salvaguardare le nostre tipicità. Le affermazioni che mirano a danneggiare le produzioni casearie dell’isola rappresentano un ritorno d’immagine negativo per la Sardegna e per il settore  agropastorale – ha concluso Gianluigi Rubiu – un comparto impegnato a difendere il valore aggiunto con un prezzo adeguato alle produzioni di qualità.»

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Boschi copia 

Le sugherete della Sardegna sono devastate dalle larve di processionaria, un bruco che sta distruggendo il patrimonio boschivo dell’Isola. Non solo le zone del Nuorese e dell’Oristanese, ma anche una grande fetta del Sulcis Iglesiente è stata invasa dal lepidottero killer. Un autentico bollettino di guerra che sta interessando una vasta porzione di macchia mediterranea che si allunga da Iglesias a Buggerru, fino a Fluminimaggiore, Nuxis, Narcao, Santadi, Domusnovas e Villamassargia. Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, ha presentato in merito un’interpellanza urgente all’assessore regionale dell’Ambiente.

«L’offensiva contro la processionaria (Lymantria dispar il nome scientifico) rischia di essere una battaglia persa con pesanti ripercussioni sul patrimonio ambientale e paesaggistico delle aree della Sardegna, ed in particolare sul Sulcis Iglesiente, oltre che con riflessi negativi dal punto di vista economico – sottolinea Gianluigi Rubiu -. La Regione interviene periodicamente, soprattutto in seguito ai solleciti dei Comuni e dei produttori, con una disinfestazione preventiva nei mesi tra marzo ed aprile (prima dell’apertura delle uova e della fuoriuscita delle larve), e con una procedura conservativa da ripetere successivamente. E’ in atto una vera e propria invasione del parassita delle querce da sughero. E il timore degli operatori agricoli è che un intervento fitoterapico tardivo possa compromettere la crescita delle piante giovani e rallentare le funzioni vitali degli esemplari adulti. Un danno enorme, visto che viene distrutto il fogliame delle sugherete, impedendo lo sviluppo e la produzione delle ghiande, alimentazione fondamentale per cinghiali, maiali e non solo, indispensabili per il biosistema naturale. La Regione – conclude Gianluigi Rubiu – dovrebbe intervenire per evitare la perdita di numerosi esemplari di sugherete, con una calamità senza fine dal punto di vista naturale.»

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Il capogruppo dell’UDC in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu (Udc) ha presentato un’interpellanza sulla soppressione della corsa delle 7.54 Iglesias-Cagliari nei mesi estivi.. «Si tratta di una disfunzione che i pendolari subiscono senza nessun preavviso – denuncia Gianluigi Rubiu – visto che Trenitalia ha cancellato una corsa della linea ferroviaria Carbonia-Iglesias-Cagliari per i tre mesi estivi, con un utenza di oltre cento viaggiatori beffata da questa soppressione improvvisa ed immotivata».

«La corsa è stata revocata sino a settembre – aggiunge Gianluigi Rubiu – causando notevoli disagi ai pendolari, in prevalenza lavoratori, che sono costretti a partire un’ora prima e viaggiare in piedi perché il treno precedente non dispone di un numero sufficiente di posti.»

«Il Sulcis Iglesiente si trova ancora una volta a tollerare per decisioni calate dall’alto senza il coinvolgimento dei territori interessati. Nelle stazioni dell’area, i convogli ferroviari arrivano in forte ritardo, con gli utenti che aspettano spaesati nelle banchine e lunghe attese. Inutili. E’ necessario – conclude Gianluigi Rubiu – che l’assessore regionale dei Trasporti intervenga, per porre fine a questi disservizi contro i viaggiatori isolani, convocando un tavolo di confronto con i vertici di Trenitalia.»

Inaugurazione centro intermodale 7

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«La Sardegna, grazie all’intervento della Regione, è stata l’unica ad ottenere il rinvio del pagamento dei conguagli stabiliti una tantum dall’Autorità sui consumi effettivi del 2012 fatturati entro il 2014; si tratta di somme già incassate per intero sul territorio nazionale mentre gli utenti sardi, invece, potranno pagare in media 150 euro in 4 anni divisi in 8 rate semestrali, pari a circa 3 euro al mese.»

Lo ha dichiarato l’Ad di Abbanoa Alessandro Ramazzotti nel corso di una audizione davanti alla quarta commissione (Governo del territorio) presieduta dall’on. Antonello Solinas (Pd).

Riferendosi alle polemiche che hanno accompagnato il provvedimento, Ramazzotti ha lamentato «il clima di strumentalizzazione preoccupante che sta mettendo inutilmente in agitazione molte famiglie ed una sorta di tesseramento della protesta cui si era già assistito in occasione dei depositi cauzionali, poi riconosciuti (e non poteva essere altrimenti) del tutto legittimi».

«Siamo un’azienda che sta investendo risorse importanti – ha aggiunto Alessandro Ramazzotti ricordando fra l’altro l’impegno di 45 milioni per ridurre le perdite della rete – con i conti in ordine e programmi di riorganizzazione in parte già avviati che interesseranno gli sportelli sul territorio, le manutenzioni (con gli operatori che lavoreranno col tablet), le letture dei contatori (ne sono state effettuate più di 600.000 per poter lavorare su consumi reali e non presunti) ed i rapporti con l’utenza, grazie alla crescita costante del nostro call center con 30 unità.»

«Tuttavia – ha riconosciuto – la qualità complessiva del nostro servizio è ancora scadente sia a causa del gap infrastrutturale sia per un fatto di cultura e di scarsa conoscenza della complessità industriale del ciclo dell’acqua, tutti fattori riconducibili in qualche modo alla pesante eredità del passato; sappiamo che c’è da lavorare molto e siamo impegnati ogni giorno a migliorare l’efficienza dell’azienda, consapevoli che sarà un percorso difficile e necessariamente graduale.»

Soffermandosi poi sulla riscossione, Ramazzotti ha affermato che «purtroppo, la Sardegna è ancora una delle Regioni più morose ma, anche qui bisogna distinguere nel senso che, ad esempio, i pensionati sono ottimi pagatori ed è nostro compito anche separare i lupi dagli agnelli». «Siamo disponibili – ha detto infine – a lavorare a proposte come quella del bonus idrico, che già esiste in Veneto, per contribuire ad un fondo per il sostegno agli utenti più bisognosi e realmente in difficoltà».

Nel dibattito successivo, molto ampio ed articolato, hanno preso la parola i consiglieri regionali Ignazio Locci ed Alberto Randazzo (Forza Italia), Salvatore Demontis e Gianmario Tendas (Pd) Gianni Tatti e Gianluigi Rubiu (Udc), Giovanni Satta (Misto), Eugenio Lai (Sel), Pierfranco Zanchetta. Tutti, con sottolineature diverse, hanno criticato con forza quanti hanno voluto cavalcare alcune forme di protesta amplificando il malessere di molte comunità. Inoltre, hanno richiamato l’attenzione dell’Ad di Abbanoa sulla necessità urgente di intervenire in modo radicale per migliorare i rapporti fra azienda e cittadino-utente, anche collaborando su tematiche specifiche di interesse generale con le amministrazioni locali.

Nelle conclusioni, il presidente Antonio Solinas ha ricordato il costante impegno della commissione sui problemi del servizio idrico, «che produsse già alla fine del 2014 un primo risultato positivo con lo slittamento dei termini per il pagamento dei conguagli». «Vogliamo dire chiaramente – ha aggiunto – che Abbanoa non è una nostra controparte ma una azienda pubblica che, fra tante difficoltà, assicura ai sardi un servizio essenziale la cui qualità deve migliorare; sotto questo profilo non abbiamo difficoltà a riconoscere che quello delle relazioni fra Abbanoa e cittadino è un problema vero che si risolve certamente con una informazione più estesa e completa ma anche con interventi strutturali».

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Il capogruppo dell’UDC in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, ha presentato una proposta di legge sulle valorizzazione delle acque interne con finalità ambiziose. Dalla promozione turistica al rispetto dell’ambiente, dalla valorizzazione delle attività produttive nei territori dell’interno a nuove prospettive per l’occupazione,  obiettivi raggiungibili attraverso la normativa sul rilancio delle attività produttive, turistiche e sportive nelle acque interne.

«Un progetto – spiega Gianluigi Rubiu – che si innesca sull’immenso patrimonio della Sardegna nel settore fluviale e lacustre. Un sistema in grado di ridare ossigeno alle attività economiche dei territori dell’interno. Il lago Omodeo, la diga di Tratalias, il sistema delle grotte di San Giovanni, il compendio del Flumendosa, le fonti di Su Gologone di Oliena rappresentano un’opportunità di sviluppo per la Sardegna dal punto di vista turistico e sportivo.»

La proposta parte dalla navigazione delle acque interne per estendersi alla pesca sportiva e dilettantistica, alla ricerca scientifica (con il monitoraggio delle risorse idriche, delle specie ittiche ed animali) sino all’educazione ambientale e alle manifestazioni e attività sportive. E ancora: promozione e valorizzazione turistica, le autorizzazioni per l’utilizzo delle acque.

«Con la legge – aggiunge Gianluigi Rubiu – si mira a favorire la tutela ed educazione ambientale, il rilancio territoriale, la promozione delle attività sportive, turistiche- ricreative, didattiche, religiose e di promozione territoriale, con l’intento di destagionalizzare le attività legate all’utilizzo delle acque.» Il provvedimento – secondo  Rubiu – andrebbe poi a semplificare le procedure per l’utilizzo del patrimonio idrico a fini turistici e sportivi.

«E’ un progetto che presuppone a nuove occasioni di sviluppo sostenibile – conclude Gianluigi Rubiu – con l’intenzione di aprire gli spazi a opportunità di lavoro per il territorio isolano.»

Idroscalo di Tratalias 3

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«Il territorio non è stato coinvolto sulla trasformazione dell’Antas Hotel di Fluminimaggiore in centro di accoglienza per migranti.» A dirlo è Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’UDC in Consiglio regionale.

«Premetto – spiega Gianluigi Rubiu – che non c’è nessun pregiudizio nei confronti dei migranti che arrivano in Sardegna. L’emergenza sta diventando però davvero ingestibile.»

La struttura, nel borgo turistico di Fluminimaggiore, è rimasta chiusa per cinque anni, con la speranza di una riapertura per l’accoglienza dei vacanzieri approdati in Sardegna.

«Una situazione davvero paradossale – aggiunge Gianluigi Rubiu, che sul tema ha presentato un’interpellanza urgente al presidente Francesco Pigliaru – visto che il complesso alberghiero non è adeguato ad ospitare un contingente così numeroso di migranti. Senza poi dimenticare il fatto che il Comune non è stato coinvolto nella scelta del trasferimento dei profughi. Ovviamente, l’aspetto umanitario prevale ma è un controsenso che ora la struttura debba essere riaperta per ospitare i migranti.»

Il consigliere regionale parteciperà all’assemblea civica convocata in sessione straordinaria per affrontare la problematica: «Una partecipazione per portare solidarietà alla popolazione di Fluminimaggiore che, in un momento di grave crisi con tanti giovani costretti alla fuga verso la Penisola o all’estero – conclude Gianluigi Rubiu – è costretta a subire un’invasione inspiegabile di profughi in un caseggiato costruito per portare lavoro e sviluppo economico».

La sala convegni dell'Hotel Antas di Fluminimaggiore.

La sala convegni dell’Hotel Antas di Fluminimaggiore.

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Diga Punta Gennarta 1

Un percorso inaccessibile che sottrae l’unico tracciato per gli appassionati di footing ed attività sportive, strappando un tesoro ambientale agli amanti del turismo all’aria aperta. E’ la situazione della diga di Punta Gennarta, una fetta di territorio a pochi passi da Iglesias, chiusa dall’Ente Acque della Sardegna. Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, ha presentato un’interpellanza per sollecitarne la riapertura.

«Non ci sono più i presupposti per rendere inaccessibile il percorso attorno alla diga – spiega Gianluigi Rubiu -, in quanto sono state ripristinate le condizioni di sicurezza con la rimozione immediata di un masso caduto sulla strada. Si tratta di un intervento non giustificabile, in quanto il cedimento non ha causato danni che porterebbero all’incolumità degli utenti del percorso. Con la carenza di spazi dedicati allo svago ed alle attività sportive sarebbe auspicabile una pronta riapertura del sito, con l’utilizzo da parte di appassionati e amanti delle passeggiate – conclude Gianluigi Rubiu -. Il sito potrebbe essere usufruito e valorizzato anche a fini turistici per dare ossigeno all’economia della zona, priva di altri siti di tale importanza paesaggistica ed ambientale, con eventi di grande richiamo per le discipline sportive e ambientali.»

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Dopo le durissime prese di posizione giunte da Iglesias, a firma del sindaco Emilio Gariazzo e del capogruppo dell’UDC in Consiglio regionale Gianluigi Rubiu, un’altra voce contraria alla scelta di Carbonia quale capoluogo della nuova provincia del Sud Sardegna, fatta due giorni fa dall’amministratore straordinario dello stesso Ente, Giorgio Sanna, arriva oggi dal portavoce regionale di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale, Salvatore Deidda.

«La decisione del commissario provinciale della provincia del Sud Sardegna di scegliere Carbonia quale capoluogo del nuovo Ente è una marchetta elettorale che non rende onore alla storia di Carbonia ed è uno schiaffo al resto delle popolazione e degli amministratori locali aderenti appunto alla nuova entità – dice Salvatore Deidda -. Quale necessità urgente a 4 giorni dalle elezioni che si svolgeranno proprio a Carbonia? Sono stati sentiti gli amministratori di Isili, Seui, Genoni, Mandas, Arbus, Villanovafranca, Iglesias, Esterzili? Questa scelta su quali criteri si basa? Sui collegamenti tra i vari centri? Sulla presenza degli uffici INPS? La Prefettura?»

«Arbus prima era periferia di Cagliari e ora diventa periferia di Carbonia, Seui era periferia dell’Ogliastra e ora diventa periferia di Carbonia – aggiunge il portavoce regionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale -, insomma un pastrocchio utile solo per le imminenti elezioni nel centro sulcitano in cui forse il PD teme di perdere il proprio predominio.»

«Una riforma calata dall’alta che continua a creare disparità e danni del commissario straordinario confermano che c’è la complicità della Giunta regionale Pd e centrosinistra. Spero vivamente che gli amministratori del comuni ricadenti nel Sud Sardegna si ribellino a questa scelta elettorale – conclude Salvatore Deidda – perché le Istituzioni non devono essere usate per pura propaganda elettorale ma devono essere la casa in cui tutti si sentono tutelati e partecipi.»

Sede ex Provincia 3

Giorgio Sanna 5 copia

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La polemica sull’individuazione di Carbonia quale capoluogo della nuova provincia del Sud Sardegna si allarga. 

«E’ l’ennesima farsa della riforma degli enti locali, con la cancellazione delle province diventata improvvisamente una commedia – attacca il capogruppo dell’UDC in Consiglio regionale Gianluigi Rubiu – visto che l’unico risultato è la moltiplicazione di poltrone ed enti. Si producono di fatto dei mostri burocratici-amministrativi, con incremento di costi e disservizi pesantissimi per i sardi. Solo un piccolo esempio: un abitante di Escolca, Esterzili o Seulo, con questo nuovo disegno, dovrebbe recarsi a Carbonia per una pratica ambientale o inerente la viabilità. Una vera e propria follia. La scelta del commissario che arriva a quattro giorni dalle elezioni, in totale autonomia, sulla neonata Provincia – aggiunge il consigliere regionale di Iglesias – è una decisione puramente elettorale della maggioranza regionale. Uno schiaffo nei confronti di tutte le altre comunità che non sono state coinvolte nel processo decisionale,»

«Con questo provvedimento si smantella di fatto la storica città di Iglesias – sottolinea ancora Gianluigi Rubiu – già beffata dai tagli dei servizi sanitari, viste le sforbiciate alle strutture di assistenza. La delibera pone come prioritario il numero di abitanti. Una stortura. Di più, una forzatura, considerato che non possono essere un migliaio di abitanti in più, peraltro distribuiti in frazioni confinanti, ad aver guidato la scelta. Senza considerare che Iglesias sarebbe stata più idonea – conclude il consigliere regionale dell’UDC -, vista la posizione baricentrica rispetto al resto del Sud Sardegna e una viabilità più adeguata.»

Gianluigi Rubiu copia