7 May, 2021
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«I pastori rappresentano la storia, la cultura e le tradizioni del territorio in cui operano, che con la loro attività contribuiscono a valorizzare, salvaguardare e proteggere, e questo assunto assume ancora più valore in una realtà fortemente vocata come quella della Sardegna.»

Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina, concludendo i lavori del confronto “Comparto lattiero-caseario: crollo o sviluppo?”, organizzato dalla Copagri Oristano e svoltosi oggi a Ghilarza, nella suggestiva cornice della Torre Aragonese.

«Nell’Isola, infatti, si concentrano le maggiori attività ovicaprine del Paese, con circa 12 mila aziende e un patrimonio di oltre 3 milioni di capi, che producono in media circa 330 milioni di litri di latte ovino l’anno, la gran parte dei quali utilizzati per la produzione di Pecorino Romano DOP; basterebbero questi numeri a far comprendere l’importanza di un settore che ha significative ricadute sul versante economico e sociale, ma anche su quello paesaggistico e salutistico, e che vive purtroppo da tempo una crisi profonda, la quale da ciclica si sta trasformando sempre più in strutturale, con il serio rischio di alterare il delicato equilibrio delle zone interne dell’Isola», ha osservato il presidente.

«Fondamentale è quindi intervenire sul versante della redditività, lavorando per invertire il trend che vede il prodotto venduto al di sotto dei costi di produzione e tenendo sempre bene a mente che il prezzo lo fa il mercato e gli accordi contrattuali si fanno all’interno della filiera; in ragione di ciò, è imprescindibile fare sistema e superare la frammentazione. Il minimo comune denominatore deve essere quello della redditività per tutti gli attori della filiera, a partire dai produttori agricoli e dai pastori», ha aggiunto Franco Verrascina.

«In tale ottica, la programmazione diventa uno strumento sempre più indispensabile per scongiurare il rischio di squilibri sul piano dell’offerta e va coniugata con l’internazionalizzazione, andando a conquistare nuovi mercati grazie agli accordi di libero scambio», ha concluso il presidente della Copagri.

Ai lavori sono inoltre intervenuti, fra i molti altri, il vicepresidente del Consorzio per la Tutela del formaggio Pecorino Romano Leonardo Tilocca, il direttore della Copagri Sardegna Pietro Tandeddu, il presidente della Copagri Oristano Mario Putzolu e il vicepresidente della Copagri Sassari Tore Piana.

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La Copagri di Oristano ha organizzato una riunione sul caldissimo ed attualissimo problema del prezzo del latte di pecora in Sardegna, che oramai ha assunto una rilevanza nazionale. Per questo motivo, era in Sardegna, nei giorni scorsi, anche il ministro del MIPAAF, dr.ssa Teresa Bellanova, insieme all’assessore regionale Gabriella Murgia a presiedere il tavolo di filiera.

«Oggi tutti parlano di tutto, tante riunioni, tante idee, ma soluzioni concrete nessuno a oggi ne ha assunto. Eppure la nuova stagione è iniziata da oltre un mese (1 ottobre) – afferma Mario Putzolu, presidente della Copagri di Oristano, organizzazione che ha voluto questo importante convegno -. Lo scopo di questo incontro sarà quello di analizzare tutti gli aspetti della filiera, continua il presidente della Copagri Oristano, ma soprattutto quello di presentare pubblicamente la proposta della Copagri per la soluzione del problema sul prezzo del latte ovi-caprino. Copagri ha, infatti, una sua proposta che sarà illustrata durante il convegno, alla presenza di tutti gli attori della filiera e del mondo politico regionale. Saranno presenti i maggiori Industriali del formaggio, le maggiori Cooperative di trasformazione,  ìil vice presidente del Consorzio Pecorino romano, il presidente della commissione Agricoltura del Consiglio regionale, numerosi consiglieri regionali,  il presidente del Centro Studi Agricoli, i vertici della Copagri regionale, concluderà Il Presidente Nazionale della Copagri, Franco Varrascina.»

Mario Putzolu.