Ambiente / Energia

Il Gruppo d’Intervento Giuridico si oppone alla centrale a biomassa di Iglesias: «Manca la procedura di valutazione di impatto ambientale».

Il Gruppo d’Intervento Giuridico si oppone alla centrale a biomassa di Iglesias: «Manca la procedura di valutazione di impatto ambientale».

«Il Servizio energia dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna ha fornito con nota prot. n. 23505 del 22 agosto 2014, dietro istanza presentata il 31 luglio 2014 dall’associazione ecologista #Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – scrive in una nota Stefano Deliperi, presidente dell’associazione – le informazioni ambientali concernenti il progetto di centrale a biomassa in procinto di esser realizzato presso gli impianti fuori produzione della #Rockwool, nella zona industriale di Sa Stoia, alla periferia di Iglesias.»

«Il progetto – aggiunge Stefano Deliperi – vede coinvolta la Renovo s.p.a., società delle energie rinnovabili controllata dalla holding Fingest s.p.a. della famiglia mantovana Arvati, e beneficia delle seguenti autorizzazioni:

* autorizzazione unica (art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i.) rilasciata con determinazione del Direttore del Servizio energia dell’assessorato dell’Industria della Regione autonoma della Sardegna n. 13330 del 4 giugno 2013;

* parere favorevole con prescrizioni A.R.P.A.S. – Dipartimento Carbonia Iglesias n. 2013/5300/CI del 26 febbraio 2013;

* parere favorevole ai fini della tutela paesaggistica (art. 146 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) Servizio Tutela paesaggistica CA e CI della Regione autonoma della Sardegna n. 9710/TP/CA-CI del 22 febbraio 2013;

* esclusione dalla procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. con nota Servizio S.A.V.I. della Regione autonoma della Sardegna n. 10881 del 15 maggio 2013;

* parere favorevole per gli scarichi nelle pubbliche fognature (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 65/25 del 10 febbraio 2008) Provincia Carbonia Iglesias n. 11196 del 23 aprile 2013.

La centrale ha una potenza complessiva pari a 999 kWp e “prevede la combustione di un mix di biomassa vergine per la produzione di energia elettrica da immettere nella Rete di Trasmissione Nazionale (circa 880 kWe utili immessi in rete al netto di ausiliari di impianto) ed il recupero di  energia termica con produzione di acqua calda per il teleriscaldamento il cui progetto è in corso di definizione (circa 3,5 Mw termici)”.»

«Preoccupa – conclude Stefano Deliperi – il proliferare di centrali a biomassa in assenza di piano energetico regionale e in assenza di utilità, visto il ben noto surplus di produzione energetica isolano (+21% rispetto alla necessità, dati 2013). Elementi da considerare con il dovuto approfondimento in una procedura di valutazione di impatto sull’ambiente non effettuata ancora una volta, con la speranza di creare qualche posto di lavoro.»

Questa mattina abbiamo sentito Giuseppe Madeddu, presidente della #Cooperativa San Lorenzo, promotrice del progetto che prevede l’impiego di 80 lavoratori, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali, limitandosi a rimarcare che lo stesso, avviato tre anni e mezzo fa, dopo la chiusura dello stabilimento Rockwool, ha ottenuto tutte le autorizzazioni di legge ed è seguito con grande interesse da #Legambiente nazionale, dall’Università #Bocconi di Milano e da #Sardegna Ricerche. Nella prima fase, inoltre, è stato realizzato un accurato intervento di bonifica del sito industriale, nel quale era presente, tra l’altro, una copertura di oltre 7.000 metri quadri in eternit.

Rockwool 1 copia

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