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Da domenica 29 novembre a giovedì 10 dicembre è in programma a Carbonia il 3° Festival per un Teatro Civile e della memoria.

Da domenica 29 novembre a giovedì 10 dicembre è in programma a Carbonia il Festival per un Teatro Civile e della memoria, giunto alla terza edizione. Gli spettacoli si terranno nei teatri di Bacu Abis e Carbonia e negli Istituti secondari di primo grado di Carbonia.
Fortemente voluta dall’Amministrazione comunale, la manifestazione vedrà mantenuta la formula collaudata in precedenti occasioni: direzione artistica Cinzia Crobu e Monica Porcedda e direzione organizzativa La Cernita Teatro, in collaborazione con Teatro Sardegna, teatro di rilevante interesse culturale. Il successo ottenuto nelle passate edizioni, ha indotto le due giovani professioniste sulcitane a riproporre la manifestazione con l’intento di continuare a promuovere una cultura, non solo e strettamente del teatro, quanto dell’arte nel suo complesso, della comunicazione, dell’ambiente e della relazione. Altro intento è valorizzare gli spazi della città e delle periferie come luoghi di produzione di lavori inediti, di ricerca e sperimentazione offrendo, inoltre, ospitalità ad artisti importanti (a livello regionale, nazionale ed internazionale, senza tralasciare l’urgenza di stimolare ed incoraggiare le realtà locali e/o di recente formazione) che hanno bisogno di avere degli spazi fisici e di occasioni per confrontarsi e crescere.
A tal proposito, il 29 novembre, dalle 18.30, presso il Teatro di Bacu Abis, sede artistica della compagnia, il festival sarà tappa privilegiata del progetto Rete # Giovani Idee di cui La Cernita Teatro è parte integrante.
Il Progetto Giovani Idee, coordinato e promosso da Sardegna Teatro, è una rete costituita da diverse realtà culturali del territorio che portano avanti e sviluppano un programma di sostegno e accompagnamento degli artisti emergenti dell’isola. Il progetto coinvolge alcune fra le organizzazioni teatrali maggiormente consolidate nel territorio (Cada Die Teatro, Akroama, Cedac) e la Rete Giovani Idee. Tale rete agisce in una serie di spazi teatrali e culturali diffusi in Sardegna, gestiti da realtà locali attive con le comunità di riferimento. Gli aderenti al progetto sono la Fabbrica delle Gazzose di Mogoro – Teatro Tragodia, il Teatro di Sanluri, il Teatro di Bacu Abis – La Cernita, il Teatro Civico di Sinnai- Effimero Meraviglioso, il Piccolo Teatro dei Ciliegi-Anfiteatrosud di Capoterra, lo Spazio T di Alghero, da Ottana l’Associazione Barbariciridicoli, da Olbia l’Associazione DeaMater-officina creativa, lo spazio Campidarte di Ussana, da Serrenti l’Associazione Momotù, l’Associazione Botti du Scogghiu – Teatro La Bottega di Carloforte, Centro Teatrale Fueddu e gestu di Villasor, Bocheteatro di Nuoro.
Il Festival ospiterà giovani artisti che si sono distinti a livello nazionale: tra tutti Valentino Mannias e Maurizio Giordo, rispettivamente in scena il 29 novembre con “Giovanna detta anche Primavera” produzione Sardegna teatro con il sostegno della Rete #giovanidee e “Com’è nato il giullare?”, giullarata in dialetto portotorrese e italiano tratta, tradotta e liberamente ispirata da “Mistero Buffo” di Dario Fo.

In data 7 dicembre, alle h20:30 presso il Teatro Centrale di Carbonia, La Cernita Teatro porterà in scena “La hora della verdad” di e con Andrea Rosas, per la regia di Monica Porcedda. L’ultima produzione della compagnia, liberamente tratta dal racconto “L’antimonio” di Leonardo Sciascia, testimonia l’instancabile tensione della regista e dell’attore-autore verso la crescita dell’intera compagnia e la qualità delle manifestazioni organizzate.

A seguire verrà presentato il progetto “Teatro senza quinte, che vedrà protagonisti gli studenti degli istituti secondari di secondo grado di Carbonia, coinvolti in alcuni seminari formativi ed informativi, sempre a cura di Cinzia Crobu e Monica Porcedda. In scena, aperta, le attrici e gli attori della compagnia, porteranno il teatro civile e della memoria all’interno dei medesimi istituti. Si affronterà lo studio del comportamento scenico, gli stili, i ruoli, le tradizioni personali e collettive: ovvero i rapporti dell’attore con i gesti da lui agiti sulla scena. Alcuni frammenti, tratti dallo spettacolo “Il lavoro mobilita”, (regia e testi di Monica Porcedda), aiuteranno gli studenti a conoscere a fondo la storia di Carbonia, fondata nel dicembre del 1938 dal regime fascista; una città che, appena uscita dalla guerra, trova la propria identità, stringendosi attorno ai minatori che scioperano per difendere il lavoro. Lo spettacolo, per tre anni consecutivi 2012, 2013 e 2014, è stato oggetto di studio e interesse per gli iscritti ai corsi di laurea triennale e specialistica in Lettere, Filosofia, Beni culturali, Lingue, Scienze dell’educazione Università degli Studi di Cagliari.

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