Ambiente

Il PdS è contrario alle decisioni dell’Arpas sull’esternalizzazione del servizio di monitoraggio e campionamento delle acque di balneazione.

Il PdS è contrario alle decisioni dell’Arpas sull’esternalizzazione del servizio di monitoraggio e campionamento delle acque di balneazione.

I campionamenti di balneazione sono sempre stati effettuati dalle ASSL, in quanto compito istituzionale: con l’entrata in vigore della legge istitutiva dell’ARPAS le competenze sono passate a quest’ultima, mentre i campionamenti, previo accordo tra l’assessorato dell’Ambiente e l’assessorato della Sanità, sono rimasti in capo alle ASSL. Tali campionamenti vengono effettuati praticamente a costo zero, in quanto il personale ovviamente è già pagato dall’azienda di appartenenza.

Ora con l’esternalizzazione del monitoraggio delle acque di balneazione, i consiglieri regionali del Gruppo Partito dei Sardi, Augusto Cherchi e Piermario Manca, chiedono:

  1. Perché pagare € 180.000 per un servizio che fino a oggi è stato svolto dal personale regionale (quindi a costo zero) con professionalità e competenza?

2) Perché affidare un servizio ad aziende private quando il prelievo è a carico dell’Ente pubblico per legge (D.Lgs 30 maggio 2008 n° 116 recante attuazione della direttiva 2006/7/CE e successivo DL “salute” emanato il 30 marzo 2010 che recepisce i criteri per determinare il divieto di balneazione, nonché modalità e specifiche tecniche per l’attuazione del D.Lgs 116/08)?

«Il legislatore ha giustamente normato la materia – sostengono Augusto Cherchi e Piermario Manca – e, vista la delicatezza dei campionamenti ha previsto l’intervento diretto dei funzionari pubblici, non solo per l’affidabilità data dal ruolo di pubblici ufficiali, ma anche perché il campionamento non consiste solo ed esclusivamente nel prelievo ma anche e soprattutto nella conoscenza del territorio e conseguentemente delle possibili cause del potenziale inquinamento.»

«Ma quello che lascia veramente perplessi su questa scelta dell’ARPAS di esternalizzare il servizio, a nostro avviso – aggiungono Augusto Cherchi e Piermario Manca -, è legato ai LEA (livelli essenziali di assistenza) come definiti dal DPCM del 12 gennaio 2017. L’interpretazione della norma, che il legislatore lega alla funzione pubblica, è confortata dai LEA (livelli essenziali di assistenza), infatti nelle tabelle ministeriali la tutela della salute nell’uso delle acque di balneazione rientra a pieno titolo nei LEA e quindi a maggior ragione vanno gestiti da funzionari pubblici che possono garantire l’imparzialità del servizio.»

«Come Partito dei Sardi rimaniamo distanti da queste scelte che allontanano sempre di più i cittadini dalle istituzioni e non migliorano il livello dei servizi pubblici rispetto alle reali aspettative della gente. Oltre a portare alla conoscenza dei cittadini le problematiche su esposte, il Partito dei Sardi – concludono Augusto Cherchi e Piermario Manca – si appresta a depositare un’interrogazione urgente per chiedere quale sia stata la ratio del provvedimento e i vantaggi dell’esternalizzazione del campionamento delle acque di balneazione.»

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