Cronaca

Una nuova operazione antidroga nell’Isola di Sant’Antioco, denominata “Isola Bianca”, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone maggiorenni di Sant’Antioco e Calasetta.

Questa mattina i carabinieri della stazione di Sant’Antioco, coadiuvati dai colleghi delle stazioni dipendenti la Compagnia di Carbonia e da due unità cinofile del reparto “Cacciatori di Sardegna” e del Comando provinciale di Cagliari, a conclusione dell’operazione convenzionalmente denominata “Isola Bianca”, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Tribunale di Cagliari, nei confronti di sei soggetti maggiorenni (di cui due misure in carcere, tre misure agli arresti domiciliari e una misura con obbligo di dimora), tutti residenti nei comuni di Sant’Antioco e Calasetta, ritenuti responsabili a vario titolo dei reti di “concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti – cocaina e hashish – ed estorsione in concorso”. La complessa operazione, avviata dai carabinieri di Sant’Antioco nel mese di giugno 2016 e sviluppata con metodologie d’indagine tradizionali ed attività tecniche, trae origine da un’attenta azione di controllo del territorio da parte della stazione territorialmente competente, che ha consentito di appurare l’esistenza di un gruppo criminale (composto da soggetti maggiorenni residenti) che aveva posto in essere una sistematica attività di spaccio (essenzialmente cocaina ma anche hashish), anche verso minorenni, nelle principali piazze dei centri abitati di Sant’Antioco e Calasetta; più canali di approvvigionamento di sostanze stupefacenti; realizzato una serie di azioni violente (danneggiamenti gravi e lesioni personali), sia consumate che tentate, a causa di mancati pagamenti delle forniture di droga… «volevano in cambio il televisore oppure la mia autovettura».

Nel corso delle investigazioni, i militari approfondendo gli accertamenti, in particolare sulla “piazza” di Calasetta, hanno scoperto che il gruppo realizzava azioni eversive gravi verso i loro acquirenti, per recuperare i crediti di droga: nello specifico, sono state documentate violente aggressioni fisiche, il furto di un’autovettura con richiesta di danaro per la restituzione, danneggiamenti di porte ed oggetti delle abitazioni delle vittime e, in un caso, l’obbligo di stipulare un ingente finanziamento per estinguere un debito dello stupefacente.

L’operazione è stata ricostruita nel corso di una conferenza stampa, tenuta nei locali della Compagnia dei carabinieri di Carbonia, dal comandante della Compagnia Capitano Lucia Dilio, e dal comandante della stazione dei carabinieri di Sant’Antioco, Antonio Manicone.

 

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