Lavori pubblici

Ripartono le iniziative del Comitato Porto Solky di Sant’Antioco in opposizione al progetto che prevede la realizzazione di un nuovo ponte d’accesso all’Isola.

Ripartono le iniziative del Comitato Porto Solky di Sant’Antioco in opposizione al progetto che prevede la realizzazione di un nuovo ponte d’accesso all’Isola.

«Dopo un’estenuante attesa per l’ottenimento degli elaborati tecnici dell’intero progetto del viadotto e della circonvallazione, nonché l’acquisizione dei recenti collaudi statico/dinamici  a cui è stato sottoposto l’attuale ponte, il comitato Porto Solky è ora in grado di potere elaborare delle fondate osservazioni in merito alle innumerevoli incongruenze e anomalie che caratterizzano l’assurdo iter burocratico che ha portato al finanziamento del nuovo viadotto di 2 km e dell’impattante circonvallazione – scrivono in una nota i portavoce del comitato Porto Solky, Rolando Marroccu, Alfonso Curridori e Daniele Garau -. Nello specifico le due opere sono finanziate con 57,5 milioni di cui 1,8 milioni sono preventivati per la sola demolizione dell’attuale ponte che, come certificato dai severi collaudi, necessita di una manutenzione ordinaria mai eseguita, il cui costo ammonta a soli 1,3 milioni.»

«Oltre all’enorme sperpero di danaro pubblico, le carte acquisite evidenziano numerosi espropri di terreni e fabbricati per un valore di 5 milioni di euro, i cui proprietari probabilmente non sono mai stati informati in merito – aggiungono i tre portavoce del Comitato Porto Solky -. Pertanto, il comitato Porto Solky sta predisponendo delle osservazioni da inviare all’attenzione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che a breve dovrà esprimere il suo parere in merito alle opere contestate.»

«Siamo sempre più convinti – concludono Rolando Marroccu, Alfonso Curridori e Daniele Garau – che lo sviluppo del Sulcis, oltre alla riqualificazione della viabilità principale, possa avvenire sopratutto attraverso un nuovo porto polifunzionale a stretto contatto di nuovi servizi e strutture ricettive da ubicare nelle aree ex Sardamag e zone adiacenti così come nelle aspettative dell’intera collettività.»

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