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Donna di Sardegna. La figura femminile attraverso le fotografie di Enrico Cambedda e le sculture di Nando Leone.

Donna di Sardegna. La figura femminile attraverso le fotografie di Enrico Cambedda e le sculture di Nando Leone. E’ l’evento artistico e culturale che ha caratterizzato questa calda estate teuladina. Un migliaio di visitatori, soprattutto turisti, ha visitato questa mostra che ha avuto come protagonista la donna sarda.

In una sala dell’ex Palazzo Baronale Sanjust, grazie ad un allestimento impeccabile ed un rigore assoluto, sono state presentate più di cento fotografie a colori ed altrettante sculture. Le fotografie, scattate in occasione delle principali manifestazioni religiose in Sardegna, hanno riprodotto meravigliosi volti di donna, impreziositi dai magnifici costumi tradizionali dei paesi sardi. Enrico Cambedda, fotografo per hobby, coglie immagini con passione, senza riserve. Un modus operandi  affascinante: fotografia documentaria, senza fronzoli o elaborazioni ma attraverso un processo di ripresa dello scatto  immediato e naturale. E’ lo scintillìo di un istante di vita, colto nella sua presenza irripetibile.

La mostra è stata l’occasione per creare un legame tra il nostro vedere e sentire odierno e la sensibilità artistica di uno scultore, autodidatta, come Nando Leone, autore di moltissime opere, caratterizzate da un anelito verso il futuro, senza dimenticare il passato e la tradizione. Ciò che, infine, incanta del lavoro di questo scultore, è la sua capacità di contenere in sé le radici dell’antica arte sarda, quella degli interpreti più prestigiosi e la poesia che egli ha infuso alle forme. La donna protagonista attraverso la riproposizione delle tante dee madri, di maternità moderne, di amanti, ballerine o semplicemente con forme di straordinaria arditezza plastica. Il tutto utilizzando materiali poveri, come ossa di animali, pietre antiche, sassi levigati dal tempo, terracotta. 

Un connubio artistico, quello fra fotografia e scultura, che ha avuto successo, tanto da far prevedere ulteriori collaborazioni fra Enrico Cambedda e Nando Leone.

                               

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