19 April, 2024
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Escursione notturna a Punta Lamarmora sabato 20 e domenica 21 luglio 2013.

ITINERARIO DEL CAMMINO

L’Associazione Pozzo Sella con la collaborazione della Consulta delle Associazioni ha organizzato un’escursione notturna sulla montagna del Gennargentu fino a raggiungere Punta Lamarmora, la vetta più alta della Sardegna dedicata al Generale e grande esploratore Alberto Lamarmora che nella prima metà dell’800 pose le basi per la conoscenza geologica della Sardegna.

L’escursione si terrà il 20 e 21 luglio 2013 in una notte di luna piena.

L’organizzazione dell’escursione è stata possibile grazie al contributo del socio Gianni Fanni che ha messo a disposizione la sua lunga esperienza di Guida Nazionale Escursionistica con la predisposizione dell’itinerario e la sua descrizione che si allegano al presente comunicato.

Ha contribuito anche il dott. Franco Saba che, con la sua competenza e sensibilità per il patrimonio ambientale e naturalistico della Sardegna, ha predisposto le informazioni introduttive sul Gennargentu.

Oltre al contesto geologico e naturalistico del Gennargentu si potrà osservare la suggestione del paesaggio e dei colori che solo con le prime luci dell’alba possono essere ammirati dalla vetta più alta della Sardegna.

 

ESCURSIONE  NOTTURNA A PUNTA LAMARMORA

Sabato 20 e domenica 21 luglio 2013

L’escursione si svolgerà secondo il seguente programma:

Sabato 20 luglio 2013

Ore 15:00 – Partenza in pullman (max 36 posti) da Iglesias frazione BINDUA;

Ore 16:00 – Partenza da Cagliari parcheggio CIS fronte RAI;

Ore 19:00 – Arrivo Desulo Località Tascussi (q.1245 slm);

Ore 20:00 – Cena al Ristorante di Tascussi;

Ore 22:00 – Trasferimento in pullman in località Arena/Su Filariu (circa 12 km – q. 1362 slm);

Ore 22:30 – Partenza escursione notturna a piedi;

Ore 23.30 – Arrivo ad Arcu Artilai (circa 4 km dalla partenza – q.1660 slm);

Domenica 21 luglio 2013

Ore 03:00 – Arrivo al vecchio rifugio Lamarmora (circa 3 km da Arcu Artilai a q. 1660 slm), dopo diverse soste presso le risorgive che si incontreranno lungo il percorso. Una breve sosta si farà anche presso i ruderi dello stesso rifugio Lamarmora da dove inizierà la salita verso Arcu Gennargentu a q.1659 per proseguire verso Punta  Lamarmora;

Ore 04:00 – Arrivo a Punta  Lamarmora, già Perda is’ Cabrias (circa 2 km dal Rifugio Lamarmora a q. 1833 slm) dove si potrà riposare fino all’alba prevista per le ore 06:00-06:30 del mattino;

Ore 07:30 – Partenza in discesa da P.ta Lamarmora verso S-SW verso il Nuraghe Orruinas;

Ore 09:30 – Arrivo al Nuraghe Orruinas (circa 5 km da P.ta Lamarmora). Visita al Nuraghe che si trova a q. 1205 slm, il più alto della Sardegna;

Ore 10:00 – Partenza in pullman fino ai laghetti del Flumendosa di Villanovastrisaili (circa 10 km di percorrenza);

Ore 13:00 – Trasferimento in pullman per la vecchia stazione di Villanovastrisaili, dove si pranzerà nel Ristorante S’Arversidorgiu in località stazione di Villagrande/Arzana (circa 10 km dai laghetti del Flumendosa);

Ore 16:00 – Partenza per Cagliari;

Ore 19:00 – Arrivo a Cagliari;

Ore 20.00/20:30 – Arrivo ad Iglesias, frazione di Bindua.

 

Informazioni di carattere generale.

Gli orari indicati sono orientativi e potrebbero variare per esigenze organizzative.

Per problemi logistici si dovrà utilizzare un pullman da 36 posti. Pertanto, essendo disponibili ancora pochi posti, si consiglia di confermare la prenotazione al più presto. In caso di richieste eccedenti i posti disponibili le accettazioni verranno effettuate in ordine di prenotazione.

Il costo dell’escursione è di 80,00 euro a persona comprensivo dei trasferimenti in pullman, della cena del sabato 20 e del pranzo di domenica 21 luglio.

Si precisa che si tratta di un’escursione tra amici senza fine commerciale e che ognuno partecipa sotto la propria responsabilità.

Prima della partenza dell’escursione ogni partecipante sarà tenuto a sottoscrivere una liberatoria per sollevare da ogni responsabilità le persone che si sono fatte carico di organizzare l’escursione.

Si ricorda che sulla cima di Punta Lamarmora la temperatura potrà essere anche molto bassa. Pertanto, per poter riposare alcune ore si consiglia di portarsi un sacco a pelo e, possibilmente, un telo di plastica per isolarsi dal terreno e per proteggersi dall’umidità.

Pur tenendo presente che nella notte tra il 20 e il 21 luglio si potrà usufruire della suggestiva illuminazione della luna piena, è indispensabile, anche per prevenire oscuramenti dovute ad eventuale nuvolosità, che ognuno si porti con sé una torcia ben carica con un’autonomia di carica di almeno 6 ore.

Si consiglia inoltre di munirsi della seguente attrezzatura:

Scarponi da trekking,  Zaino capiente per Giacca a vento, Felpa, Torcia, eventuale Maglietta di ricambio, Occhiali da sole, borraccia con almeno un litro d’acqua cadauno,  Capellino per il sole e vestiario personale da indossare a Cipolla (Canotta, Camicia, Giacca a vento, Pantaloni lunghi).

Per chi volesse fare il bagno nel Flumendosa si ricorda di mettere nello zaino il costume e un telo leggero.

Si consiglia, infine, di portare ognuno per proprio conto quanto gli occorra per la colazione della mattina di domenica 21 luglio 2013.

 

ESCURSIONE  NOTTURNA A PUNTA LAMARMORA

Sabato 20 e domenica 21 luglio 2013

Descrizione  percorso  stradale  e  itinerario  escursionistico  da  Arena – Su Filariu (q. 1.362 slm) a Punta  Lamarmora (q. 1.833 slm) e Nuraghe  Orruinas (q. 1.205 slm) a cura di Gianni Fanni.

Percorso stradale

I partecipanti residenti nell’Iglesiente partiranno in pullman dalla Frazione Bindua di Iglesias e raggiungeranno Cagliari lungo la SS 130 dove, presso il parcheggio CIS di Viale Bonaria, salirà il gruppo di Cagliari per proseguire insieme sulla SS 131 fino al bivio di Furtei dove si svolterà in direzione Laconi e Aritzo.

Prima di giungere ad Aritzo lungo la SS.295 si incontra sulla destra la cantoniera Cossatzu a q. 860 col il trivio per Aritzo a sinistra, Gadoni a destra e P.ta Marcusa  al centro. Imboccando la strada in leggera salita per P.ta Marcusa si arriva in breve tempo al Passo Tascussi osservando dall’alto sulla sinistra  i centri abitati  Aritzo, Belvì e Desulo. Circa 3 ore il tempo di percorrenza da Cagliari.

Giunti al Passo di S’Arcu De Tascussi si percorrerà in pullman un altro chilometro sulla strada Desulo-Fonni, fino a giungere, subito dopo il distributore di carburante, al Ristorante dove consumerà la cena intorno alle ore 20/20.30.

Dopo esserci rifocillati risaliremo sul pullman per ripercorrere a ritroso quel chilometro fino al bivio Desulo-Fonni presso il Passo di S’Arcu De Tascussi da dove, svoltando a sinistra e lasciandoci alle spalle il bar con una statua di cavallo tipo quello della Rai di Roma, si percorreranno circa 6 km fino a  giungere allo slargo di  Arena – Su Filariu dove si trova il ristorante di Pino.

Qui giunti lasceremo il pullman che verrà  a prenderci Domenica 21 alle ore 10 circa nel versante di Villanova Strisaili presso il Nuraghe Orruinas che verrà raggiunto dallo stesso pullman passando dalla stazione di Villanova Arzana, dopo aver costeggiato il lago dell’Alto del Flumendosa.

Itinerario escursionistico

Questa escursione è considerata con livello  di difficoltà E=  Escursionistico secondo la seguente classifica del CAI: T= Turistica, TE= Turistica Escursionistica, E= Escursionistica, EE= Escursionistica per Esperti, EEA= Escursionistica per Esperti Con Attrezzatura, Corde e altro. Tuttavia, in considerazione del fatto che l’escursione si svolgerà di notte con una limitata visibilità, è indispensabile attenersi strettamente alle indicazioni degli esperti che guideranno l’escursione.

Giunti al punto  di ristoro ad Arena – Su Filariu (q. 1.362 slm) si lascerà il pullman e, zaino in spalla, intorno alle ore 22:30/23:00, si darà inizio all’escursione imboccando sulla destra in direzione S-SE  una rotabile asfaltata che con dei tornanti ci farà arrivare al rifugio CAI di Arena a q. 1.498 slm.

Arrivati al rifugio Arena si proseguirà passando alle sue spalle sempre in direzione S-SE su carrareccia sterrata anch’essa con dei leggeri tornanti che condurrà al Passo dell’Arcu  Artilai a q.1660 slm. (4 km di distanza da percorrere in circa 1,30 ore di cammino)

Una volta arrivati al Passo incroceremo un bivio, il primo sulla sinistra piuttosto  ripido, va in direzione N-NE permettendo di raggiungere il Bruncu Spina 1  dove ci sono gli impianti sciistici  a q. 1.828, la seconda vetta della Sardegna, da cui, nelle belle giornate, si potrà spaziare su quasi tutta l’Isola.

Nella nostra escursione invece lasceremo sulla sinistra tale percorso per proseguire verso SE, praticamente quasi in piano su sentiero ben marcato e con diverse risorgive lungo il percorso,  che condurrà ai ruderi del vecchio Rifugio Lamarmora (q.1610 slm), dove effettueremo una breve sosta per rinfrescarci e fare qualche foto. (3 km di percorso in circa 1,30 ore di cammino)

In questo punto il G.ES.CAI, Gruppo Escursionistico, allora presieduto da Gianni Fanni Socio della sezione CAI di Cagliari, appose in data 24/25 luglio 1993 una targa per ricordare i 100 anni dalla  delibera del 18 maggio 1893 con la quale il CAI  decise la costruzione del rifugio e i 93 anni dalla posa della prima pietra per la costruzione dello stesso rifugio che fu edificato in onore del Generale  Alberto  Lamarmora.

Per ricordare questi importanti anniversari  anche l’Associazione Pozzo Sella, Presieduta da Giampiero Pinna, su proposta del socio Gianni Fanni, apporrà il 20/21 luglio 2013 una targa ricordo per celebrare i 120 anni della delibera e i 113 anni dalla posa della prima pietra.

Dai  ruderi  del rifugio CAI si riparte in leggera salita su un sentiero in direzione S-SE lasciando sulla sinistra la P.ta Paulinu (q. 1792 slm), per proseguire in direzione dell’Arcu Gennargentu (q. 1659 slm).

Sulla sella di Arcu Gennargentu è ben visibile un grosso ometto di pietre che indica il passaggio poco sotto Bruncu Spina 2 e Genna Orisa che si dovrà imboccare per giungere a Su Sciusciu, versante ricoperto da un insieme di lastre granitiche che poggiano l’una su l’altra col rischio di scivolamento.

Proprio in mezzo alle lastre si trova la risorgiva Funtana de ‘S’Ortu Is Arancios, la più alta della Sardegna, che per sicurezza verrà aggirata a mezzaluna verso monte, lungo un sentiero più stabile  per  puntare in salita decisamente a S  verso P.ta Lamarmora dove si arriverà intorno alle ore 02:30/03:00. (2 km di percorso in circa 1:00 ora di cammino, 9 km e circa 4.00 ore dalla partenza)

A P.ta Lamarmora si troverà la sistemazione per trascorrere sotto le stelle alcune ore di riposo al riparo delle correnti fino alle prime luci dell’alba prevista intorno alle ore 06:00/06:30 del mattino.

Dopo aver ammirato i suggestivi effetti cromatici dell’alba si riprenderà il cammino intorno alle ore 07:30 con un leggero sali scendi lungo le creste, lasciando sulla sinistra P.ta Florisa e sulla destra  Arcu Su Turzi a q. 1604 slm.

Si imboccherà il bivio centrale in direzione SUD in leggera discesa verso Serra Enna e Lua,  fino a giungere a Bruncu Cummide Melone a q.1299  attraversando un bellissimo ovile con le greggi. (4 km di percorso in circa 01:00 ora di cammino)

In questo punto i proprietari dell’ovile stanno costruendo delle capanne tipo Agriturismo, lungo un canalone rimboschito e ricco d’acqua.

Si prosegue in discesa fino a giungere al Nuraghe ORRUINAS a  q.1205 slm. (1 km di percorrenza in circa 00:30 ore di cammino).

Dopo la visita al nuraghe più alto della Sardegna si raggiungerà a poca distanza il pullman  che in discesa per circa 10 km su strada asfaltata ci condurrà presso il nuovo ponte dell’alto Flumendosa a q. 673 slm  dove si potrà fare il bagno nei laghetti presenti lungo il corso del fiume.

Intorno alle ore 12:30/13:00 si riprenderà il pullman per altri 10 km fino a giungere alla stazione di Villagrande/Arzana dove si consumerà il pranzo presso il tipico ristorante locale ubicato sulle sponde del lago dell’Alto Flumendosa.

Dopo pranzo il rientro a Cagliari passando per la nuova Orientale Sarda e di seguito a Bindua Iglesias. Fine Corsa.

Gianni Fanni

 

 

ESCURSIONE  NOTTURNA A PUNTA LAMARMORA

Sabato 20 e domenica 21 luglio 2013

 

Cenni introduttivi a cura di Franco Saba

Quella sul Gennargentu non è una semplice escursione, può e deve essere considerata un “pellegrinaggio”, un atto di devozione e di ossequio alla montagna più grande e alta della nostra Isola. E’ tradizione raggiungere la vetta a piedi e attendere il sorgere del sole  dopo aver dormito alla belle etoille;  un rito propiziatorio  che ogni sardo dovrebbe compiere almeno una volta nella vita.

La cima del Gennargentu è intitolata ad un importante personaggio piemontese, Alberto Ferrero della Marmora, che intorno al 1820 visitò ripetutamente questa montagna  dormendo all’addiaccio e lasciandoci in eredità i suoi preziosi studi, la cartografia e i suoi itinerari descrittivi. Da quella cima lui riuscì a vedere la Sella del Diavolo di Cagliari, i monti della Gallura e della Corsica, il mare circostante la Sardegna, una visione d’insieme dei territori attraversati nel suo viaggio di esplorazione che a differenza di altri si caratterizzò per attenzione e rispetto delle culture locali.

I caratteri generali del paesaggio del massiccio del Gennargentu sono determinati dalla sua geomorfologia, ossia dalla natura e dalla forma dei substrati litologici. Come recitano le trattazioni scientifiche il Gennargentu è formato da rocce metamorfiche paleozoiche determinate dall’orogenesi ercinica, in particolare da scisti quarzoso-sericitici o filladico-quarzitici associati ad affioramenti porfirici e dioritici.

Una linea di cresta con  profili arrotondati collega le cime più alte del Gennargentu: Punta Lamarmora (m.1.833), Bruncu Spina (m. 1828), Su Sciusciu (m. 1.823), Punta Florisia (m. 1.822), Punta Paolina (m. 1.792).

La vegetazione del Gennargentu rispecchia le condizioni pedoclimatiche ma è anche il risultato di una antica antropizzazione pastorale di questa montagna. L’orizzonte forestale si è progressivamente impoverito e si colloca attualmente ben al di sotto della isoipsa di 1.500 metri. Alle quote superiori, nelle aree rocciose e cacuminali prevalgono le specie arbustive e le erbe perenni particolarmente adatte al clima rigido e ventoso delle montagne mediterranee  caratterizzate anche dalla aridità estiva.

Il prof. P.V. Arrigoni , autore di Fitoclimatologia della Sardegna, individua nelle cime del Gennargentu un apposito climax degli arbusti montani prostrati e delle steppe montane mediterranee identificabile anche attraverso specie indicatrici quali: Juniperus nana, Berberis aetnensis, Prunus prostrata, Daphne oleoides, armeria sardoa, Ruta corsica, Astragalus sericinus, Thymus herba-barona, Plantago humilis, Ephedra nebrodensis.

Il massiccio del Gennargentu, è il territorio più emblematico della pastorizia estensiva e  del fenomeno della transumanza in Sardegna. Lo dicono le strutture arcaiche di vecchi ovili, i ruderi di recinti, i resti di capanne in pietra e tronchi di quercia disseminati negli alti pascoli dei versanti di Desulo, Arzana. Villagrande e Fonni.

A partire dalla cupola centrale del Gennargentu le vie della transumanza divergevano in direzione sud-ovest e sud-est a seconda delle mete di destinazione.

Dalle falde occidentali del Gennargentu si diparte una via direttrice di transumanza che percorrendo la media e bassa valle del Tirso, arriva ai pascoli del Campidano settentrionale nei dintorni di Oristano. Alcuni pastori di capre invece si spingevano anche molto più lontano fino alle montagne di Pula e Teulada dove abbonda la macchia mediterranea.

I pastori di Desulo hanno sempre privilegiato lo svernamento nei territori dell’Iglesiente dove molti di loro hanno finito per stabilizzarsi.

Dal versante sud-orientale del Gennargentu i pastori di Arzana e Villagrande andavano a svernare con il bestiame nelle così dette marine di Lotzorai e Gairo, oppure dirigevano al Salto di Quirra e alcuni si spingevano ancora più a sud fino a Castiadas.

Questa montagna rappresenta il cuore del “Parco del Gennargentu” a suo tempo concepito per tutelare e valorizzare il patrimonio ambientale, culturale e naturalistico  proprio delle aree montane e interne della Sardegna.

Ma i parchi in Sardegna non godono di buona sorte anche quando non sottendono progetti speculativi concepiti altrove, ma sono strumenti che i sardi vogliono usare per far camminare le loro gambe e le  loro idee.

Nel Gennargentu c’è una parte importante della nostra storia e della nostra identità dalla quale dobbiamo partire per costruire nuovi itinerari di progresso.

Franco Saba

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