13 April, 2021
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Si riapre il caso sulla morte di Manuel Piredda, il muratore 27enne di Gonnesa morto il 17 aprile di sei anni fa a Bacu Abis nell’incendio verificatosi nella sua casa, nel quale si salvò l’ex moglie, Valentina Pitzalis, rimasta sfigurata dalle fiamme.

Valentina Pitzalis raccontò ai soccorritori che il suo ex avrebbe cercato di ucciderla cospargendola di benzina e dandole fuoco, rimanendo lui stesso avvolto dalle fiamme. La ricostruzione della giovane, venne ritenuta attendibile dalla Procura di Cagliari che dispose l’archiviazione del fascicolo aperto per tentato omicidio e incendio doloso, ma è stata sempre contestata dalla famiglia di Manuel Piredda, che ha presentato numerosi esposti alla stessa Procura di Cagliari, con la richiesta di riapertura del caso, ora accolta.

Valentina Pitzalis si è sottoposta a numerosi interventi di chirurgia plastica, ha raccontato la sua storia in un libro (“Nessuno può toglierti il sorriso”) ed è diventata un simbolo della violenza subita dalle donne.

 

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I sardi sono primi in Italia per le connessioni a internet con la banda larga mobile. Il 41,3% degli utenti isolani, infatti, naviga alla massima velocità disponibile (il 4G) attraverso smartphone e tablet.

Sono questi i dati elaborati dall’Osservatorio di Confartigianato Sardegna per le MPI (fonte ISTAT 2016 e Agcom 2017) sulle “Famiglie e Imprese con connessione mobile a banda larga”.

L’analisi conferma anche l’exploit degli ultimi 6 anni della nostra regione che è passata dal 12,6% di famiglie che accedevano alla banda larga mobile (2G e 3G) nel 2010 al 41,3% della fine del 2016 (4G), segnando una crescita del +21,5%. A livello nazionale (media italiana del +18,1%) l’Isola è seconda solo alla Campania (+21,8%) e a pari posizione con l’Umbria. In percentuale, le regioni che presentano una quota più elevata di connessioni mobili sono proprio la Sardegna con il 41,3%, il Friuli-Venezia Giulia con il 35,9%, l’Umbria con il 34,7%, l’Emilia-Romagna con il 34,5% la Puglia e la Basilicata con il 33,9%.

«Sono dati molto importanti che dimostrano come la nostra terra sia sempre più interessata a cancellare quel “digital divide” che, in parte, ne ha ostacolato lo sviluppo – sottolinea Antonio Matzutzi, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – senza però dimenticare che gli utenti, fino a ora, sono stati costretti a connettersi attraverso gli smartphone proprio per mancanza di infrastrutturazione fisicaPer ovviare a questo gap la Regione e lo Stato, attraverso i lavori per la Banda Ultra Larga, da circa 3 anni, stanno cablando l’intera Sardegna. E su questo intervento c’è il nostro apprezzamento.»

Proprio sulla questione degli appalti per la Banda Ultra Larga in Sardegna, alla fine di maggio, Confartigianato Imprese Sardegna chiese all’assessore regionale degli Affari Generali, Filippo Spanu, «di adoperarsi affinché, nel pieno rispetto della legge, dell’economicità ma anche della qualità dei lavori realizzati con risorse pubbliche», fosse garantita adeguata attenzione alle condizioni di affidamento dei lavori, al valore degli appalti che saranno banditi e ai controlli nei pagamenti alle imprese che lavoreranno in subappalto. Anche a seguito della delibera di Giunta dello scorso 8 agosto si attende di capire meglio come sarà gestita la partita dell’infrastrutturazione.

«In un momento come questo, dove la competitività delle imprese passa anche dalla possibilità di accedere a velocità di connessione adeguate – riprende il presidente Matzutzi – occorre completare la realizzazione delle infrastrutture, far passare la fibra e “accenderla”, per renderla effettivamente fruibile alle imprese. Quest’ultimo passaggio dovrebbe essere scontato ma – prosegue – nelle aree cosiddette “bianche”, da parte degli operatori telefonici, potrebbe non esserci l’interesse a investire nell’accensione. Su quest’ultimo punto l’assessore Spanu ha, anche recentemente, garantito l’impegno della Regione a trovare delle soluzioni con gli operatori.»

Il dossier, a livello nazionale, ha anche evidenziato come nel 2012 solo il 37,2% delle famiglie accedesse al web con connessione fissa a banda larga contro il 48,8% di adesso, registrando una crescita del 18,1% in pochi anni.

Per la banda larga mobile, sempre nello stesso periodo, si è passati dal 13,5% al 31,6%, con una crescita del 18,1%. Sulla base di questo andamento, in quattro anni le famiglie che navigano con connessione in banda larga mobile sono più che raddoppiate, passando da 3.331.000 a 8.022.000 con un aumento del 140,8% mentre la platea di navigatori internet con connessione mobile è cresciuta al ritmo di 1,5 famiglie connesse al minuto.

I dati confermano anche la crescita del mercato del traffico dati: considerando i ricavi da servizi retail fisso e mobile delle due principali tipologie di servizi, telefonia vocale e accesso a banda larga, si osserva che lo scorso anno i ricavi da servizi dati hanno raggiunto gli 11,0 miliardi di euro (+5,6% nell’anno) mentre quelli da servizi voce sono diminuiti a 10 miliardi (con un calo del 7,6% nell’anno). Nel 2016 mediamente una SIM effettua traffico per 1,76 Gigabyte al mese, in salita del 32,6% rispetto a 1,33 Gb/mese del 2015.

«In un contesto in cui aumenta la connessione grazie allo sviluppo di smartphone e tablet – conclude Matzutzi – per le imprese diventa un obiettivo strategico curare la relazione con la clientela attraverso la Rete.»

Il 52,4% delle micro e piccole imprese possiede un sito internet; più ridotta la presenza nelle micro imprese fino a 10 addetti (51%), mentre sale a quote più elevate per le piccole imprese tra 10 e 49 addetti (86%). Sviluppare relazioni con i clienti mediante i social network, oppure accedere ad applicativi gestionali in mobilità diventa un rilevante fattore competitivo.

Dai risultati dell’indagine si evince che il 28% delle piccole e medie imprese italiane utilizza almeno un social medium; relativamente alle piattaforme utilizzate, il 25% delle imprese ha un profilo aziendale su Facebook mentre Twitter è diffuso nel 6% delle imprese. Sul fronte della gestione delle attività aziendali in mobilità si osserva che il 60% delle micro e piccole imprese si connette ad Internet mediante uno smartphone/cellulare e per il 33% mediante un tablet. La connessione mediante smartphone è presente nel 59% dei casi nelle micro imprese e sale all’84% nelle piccole imprese. La connessione via tablet è presente nel 32% delle micro imprese e sale al 56% nelle piccole imprese.

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«Ho letto con attenzione le affermazioni della sottosegretaria del ministero dei Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni e devo dire che pur condividendo le premesse non sono per niente d’accordo con le conclusioni. Che il Governo abbia inserito la tutela del paesaggio nell’agenda politica nazionale è un fatto sicuramente positivo, sul quale eravamo e siamo completamente in linea con quanto avviato dall’esecutivo e bene fa la sottosegretaria a rivendicare questa attenzione. Credo però che la legge approvata dal Consiglio regionale della Sardegna sulle manutenzioni, impugnata dal Governo, non rappresenti l’esempio di quello che l’esecutivo nazionale deve bloccare e bocciare per preservare il nostro paesaggio. È evidente, infatti, che le norme oggetto dell’impugnativa del governo non siano il viatico per deturpare il nostro paesaggio e, men che meno, per cementificare le nostre coste.» Lo scrive nelle pagine del suo blog il senatore del PD Silvio Lai.

«La sottosegretaria parla di norme che non ha letto e di cose che non sa, e forse sarebbe opportuno che si occupasse dell’organico del suo ministero e della denuncia del sovrintendente Martino sulla carenza di risorse umane – aggiunge Silvio Lai -. Ritornando allo specifico della norma, è stato spiegato credo già adeguatamente come gli interventi consentiti riguardino strutture stagionali amovibili e soprattutto al servizio delle attività della nautica e della balneazione. Ed anche sulla co pianificazione con il governo, per quanto riguarda la questione degli usi civici, l’atteggiamento della regione ritengo sia stato e sia tutt’ora di totale collaborazione, rispettando ognuno le proprie prerogative.»

«Quel che mi dispiace ulteriormente è leggere, da parte della sottosegretaria, un giudizio che accomuna per quanto riguarda le scelte urbanistiche in Sardegna, i governi del centro destra e del centro sinistra, come se non ci sia stata una discontinuità politica e differenze visibili sul tipo di approccio nella tutela del paesaggio. Credo che questo non corrisponda alla realtà dei fatti. È più che legittimo, ed anzi sempre auspicabile, che un governo assuma le proprie decisioni sulle leggi regionali da impugnare a prescindere dal fatto che le norme bocciate siano state approvate da istituzioni dello stesso colore politico. Ed è altrettanto legittimo che la giunta regionale della Sardegna proponga le sue contro deduzioni e decida di resistere o meno a quanto impugnato dal Governo. Quello che a mio parere in questo caso è inaccettabile – conclude Silvio Lai – sono i giudizi come quelli espressi oggi dalla sottosegretaria perché mettere sullo stesso piano due giunte e due modi di governare le questioni urbanistiche e della tutela del paesaggio totalmente diversi sia fuorviante ed ingiusto.»

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Gran finale, venerdì 1 settembre, a Nuoro, per il ventinovesimo Seminario Jazz: l’immancabile saggio-concerto degli allievi suggella le undici giornate di teoria e pratica jazzistica che li hanno visti impegnati alla scuola civica di musica Antonietta Chironi da martedì 22 agosto.

Un’edizione da record per l’iniziativa didattica organizzata dall’Ente Musicale di Nuoro con la direzione artistica del pianista Roberto Cipelli: quest’anno sono stati infatti ben centotrenta gli iscritti (novantacinque provenienti dalla penisola e nove dall’estero, da Francia, Turchia, Palestina, Belgio e Austria; il più giovane è un batterista di Merano, di dodici anni, il più anziano un pianista cagliaritano di settantasei) che hanno seguito le lezioni lezioni strumentali, di teoria e storia, di musica di insieme e prove aperte di gruppo, sotto la guida del gruppo docente dei Seminari nuoresi in cattedra da tre edizioni a questa parte: Emanuele Cisi (per la classe di sassofono), Fulvio Sigurtà (tromba), Francesca Corrias (canto jazz e laboratorio vocale), Marcella Carboni (arpa jazz), Max De Aloe, (armonica cromatica e fisarmonica), Bebo Ferra (chitarra), Paolino Dalla Porta (contrabbasso), Stefano Bagnoli (batteria), Enrico Merlin (per il corso di storia del jazz), Salvatore Maltana (basso elettrico) e Giovanni Agostino Frassetto (flauto, armonia e tecnica dell’improvvisazione), oltre allo stesso Roberto Cipelli (armonia) e a Dado Moroni e Salvatore Spano per il corso di pianoforte, dove si è raggiunto il numero più alto di iscritti, ben ventisette.

Per tradizione, il saggio/concerto finale di Nuoro Jazz è un evento articolato in vari momenti e diverse situazioni musicali che coinvolge in prima persona gli allievi, coadiuvati qui e là dai loro docenti e in stretta connessione con il luogo e gli spazi in cui va in scena. Quest’anno è la volta dell’area archeologica del nuraghe Tanca Manna, all’interno del moderno abitato del capoluogo barbaricino dove, a partire dalle 19.00, cominciando con una “processione” lungo il percorso archeologico, i musicisti si avvicenderanno in vari punti e su due palchi per i gruppi di musica d’insieme. In scaletta brani originali di ciascuno gruppo con un tema guida, un” leitmotiv” elaborato dalla classe di composizione di Salvatore Spano.

A precedere il saggio, come ogni anno, un altro appuntamento immancabile dell’ultima giornata del Seminario Nuoro Jazz: l’assegnazione di diverse borse di studio agli allievi più meritevoli: quella riservata al migliore allievo di ogni classe di strumento che consiste nell’iscrizione gratuita alla prossima edizione dei Seminari jazz di Nuoro; quella intitolata alla memoria del batterista cagliaritano Billy Sechi, che offre invece la possibilità di frequentare il seminario di Siena Jazz. C’è poi la borsa di studio che permette di partecipare come finalista al premio “Massimo Urbani” di Camerino e quelle destinate alla formazione del gruppo dei migliori allievi che l’estate prossima avrà modo di suonare, tra gli altri, al festival Time in Jazz di Berchidda e alla rassegna collegata ai seminari jazz di Nuoro, che nel 2018 taglieranno il traguardo delle trenta edizioni. Novità di quest’anno, infine, una borsa di studio per frequentare il Seminario jazz di Ponferrada, nel nord della Spagna,

Ora è già tempo di bilanci: «Oltre alla soddisfazione per il notevole numero di iscritti – commenta il direttore artistico Roberto Cipelli – sì è rivelata fantastica la masterclass di Kenny Barron, venuto qua con grande disponibilità, e poi la qualità dei concerti. Ma intanto siamo già proiettati verso le celebrazioni dell’anno venturo per il trentennale del Seminario Nuoro Jazz».

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Grande anteprima del XXXII Festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”, questa sera a Palmas, con il progetto “Percussion Evolution” di Boni Gnahorè, Aly Keita e Hamid Drake. Per il secondo anno il sagrato della millenaria chiesetta di Palmas Vecchio ospita un concerto organizzato in coproduzione dall’associazione Palmas Vecchio e dall’Associazione Punta Giara.
Aly Keita, suonatore di balafon della Costa d’Avorio nato a Abidjan nel 1969. Fin da piccolo, è stato iniziato allo studio di questo strumento che è l’antenato musicale dello xilofono e del marimba, dal padre, anch’egli a sua volta suonatore di balafon. In altre parole, nella famiglia Keïta il balafon è una cosa seria. Il balafon di Aly è prima di tutto un opera d’arte. In un certo senso, Aly può essere definito il “re” dell’accordatura: egli ha personalizzato le corde ed il corpo in legno del suo strumento aggiungendo zucche di risonanza di diverse dimensioni, il che rende il suono diverso da qualsiasi altro balafon sulla terra. Nelle sue composizioni, Aly parla della vita di tutti i giorni, di orfani e di madri, e della vergogna degli uomini. Il risultato musicale è quello di un virtuoso delle bacchette. Aly diventa parte del suo strumento, accarezzandolo con tenerezza, o colpendolo con forza a grande velocità. Lui è un mago, uno stregone che esprime gioia di vivere attraverso la sua arte. Aly Keita si costruisce da solo i suoi balafon e li suona ininterrottamente al fine di prolungare al massimo il meglio del suono che possano produrre.
Hamid Drake: brillante, sensibile, infinitamente ritmico, intelligente, spirituale e potente batterista di Chicago. Nato a Monroe in Louisiana nel ‘55, la sua famiglia si trasferisce ad Evanston-Chicago qualche anno dopo, proprio mentre un altro musicista, faceva lo stesso tragitto, con la propria di famiglia: Fred Anderson. Hamid si è immerso fin da adolescente nell’ascolto R&B e funk, di tutto il Motown, Stax e Atco. Ha iniziato a suonare in rock and R&B bands, ancor giovanissimo, attirando l’attenzione di Fred Anderson col quale dal 1974 in poi si instaura una collaborazione professionale che diviene sempre più stabile. È lo stesso Fred Anderson che lo introduce presso Douglas Ewart, Gerge Lewis e gli altri componenti dell’AACM ( Chicago’s Association for the Advancement of Creative Musicians). Le sue influenze musicali più significative per quanto riguarda le percussioni risalgono a quel periodo, ovvero ad Ed Blackwell, Adam Rudolph, Philly Joe Jones, Max Roach, Jo Jones. Altro incontro fortunato è quello con Don Cherry da cui scaturirà un’altra avventura musicale duratura. Dopo aver conosciuto Don Cherry, Hamid ha viaggiato molto al suo seguito in Europa, occasione per dedicare più tempo all’esplorazione dell’infinito universo percussivo, condividendo profondamentecon Don Cherry il significato della spiritualità applicata alla musica e delle sue infinite possibilità di trasformazione ed evoluzione. Negli anni è stato inventivo supporto ritmico di lungimiranti artisti tra cui Borah Bergman e Peter Brotzmann, con il quale ha suonato in quartetto con William Parker e Toshinori Kondo, MArylin Crispell, Pierre Dørge, il pianista compositore norvegese Georg Gräwe, Herbie Hancock, Misha Mengelberg, Pharoah Sanders, Wayne Shorter, Malachi Thompson, David Murray, Archie Shepp, Bill Laswell, Gigi, Herbie Hancock, Nicole Mitchell, Michel Portal, M. Zerang con cui celebra dal 1991 il Solstizio d’Inverno, Kent Kessler e Ken Vandermark nel DKV trio. Negli ultimi anni nonostante i molteplici impegni di lavoro, dedica sempre più, parte della sua attività a progetti perso¬nali quali Bindu, Indigo trio (con Nicole Mitchell ed Harrison Bankhead) e collabora con alcuni tra i più interessanti musicisti del panorama italiano (Pasquale Mirra, Antonello Salis, Paolo Angeli).
Boni Gnahorè: Cantante e percussionista della Costa d’Avorio è tra le figure musicali più importanti dell’Africa: interpreta le proprie composizioni in differenti lingue africane – Betè, Fon, Baoulè, Lingala, Wolof, Malinkè, Mina e Bambara, oltre che in francese e in inglese, in una miscela di elementi sonori e ritmici, dalle melodie mandingue alla rumba congolese, dal ziglibiti ivoriano al bikoutsi camerunense, dall’hig-life ghanese ai cori zulu, dai canti betè ai canti pigmei centrafricani. Dispone di una voce calda e possente e di una grande presenza scenica. Le sue performance catturano l’attenzione fin dal primo istante unendo alla forza espressiva della voce e le sonorità delle percussioni.

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Dopo il successo dell’anno scorso a Carbonia, l’associazione Primavera Sulcitana porterà Babbo Natale per la Grande Parata anche a Cagliari.

Babbo Natale accompagnato dai suoi amici elfi, da banda musicale, majorette, mascotte disney natalizie, giocolieri… uno stuolo di almeno 60-80 figuranti sfileranno per la via del cimitero e via Dante per raggiungere il Villaggio dove ad attenderlo ci sarà la Casa in legno di Babbo Natale. Una vera casa, con ufficio postale dove gli amici elfi raccoglieranno i doni (offerti in dono da persone generose) che verranno poi consegnati dalle associazioni di volontariato ai bambini meno fortunati.

Nel Villaggio oltre la casa (Babbo Natale riceverà tutti i giorni), troveranno spazio anche i mercatini di Natale… gazebo bianco addobbati in stile natalizio dove troveremo espositori di artigianato artistico, prodotti particolari, prodotti alimentari anche provenienti dal nord Italia. Sono previsti anche punti street food con cibi tipici natalizi.

Durante i 4 giorni saranno proposti vari intrattenimenti (giostrine e gonfiabili), canti gospel, animazione per bambini, recite, canti, etc. giocolerie e spettacoli a tema.

Musiche diffuse natalizie per tutto il Villaggio. L’evento farà vivere l’atmosfera del Natale per la gioia di tutti i bambini.

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Domani, venerdì 1 settembre, per consentire lo svolgimento in sicurezza della venticinquesima Sagra de su Curruscioni, a Barbusi sarà chiuso al traffico veicolare il tratto di strada compreso tra via Madre Teresa di Calcutta e via San Simone.

Il divieto di transito dei veicoli avrà decorrenza dalle ore 20 di venerdì 1 Settembre fino all’una del mattino successivo.

La venticinquesima Sagra del Raviolo si svolgerà, a partire dalle ore 20.30, presso la piazza Madonna delle Grazie.

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La Sardegna si conferma, insieme all’Abruzzo, regione di riferimento del Sud Italia per la buona gestione della raccolta differenziata di carta e cartone e continua il suo trend di crescita registrando un segno positivo pari a +5,4%. Sono oltre 79.000 le tonnellate raccolte dalla regione nel 2016 secondo le stime di Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) che ha presentato questo scenario nel XXII Rapporto Annuale: il pro capite di raccolta regionale supera la soglia dei 47 kg/ab, non lontano dal dato medio nazionale pari a 53,1 kg/abitante.

Ma qual è nel dettaglio lo stato dell’arte della raccolta di carta e cartone nelle singole province sarde?

Spicca il risultato della provincia di Olbia-Tempio che, con un tasso di crescita di +20,2%, si conferma la provincia più virtuosa della Sardegna, con i suoi 72,2 kg/abitante raccolti nel 2016.

Si distinguono positivamente anche le province di Cagliari e Ogliastra. La prima si aggiudica il primato per volumi totali raccolti (25.373 tonnellate annue), la seconda per un valore pro capite di 66,6 kg che supera di oltre 10 punti quello nazionale. Le altre province sono chiamate ad un maggior impegno; Oristano e Sassari si collocano entrambe su un pro capite di 46 kg per abitante, in linea con dato regionale. A maggior impegno e attenzione sono chiamate principalmente quelle di Medio Campidano e Carbonia Iglesias che registrano rispettivamente 31,4 kg/abitante e 35,8 kg/abitante, ma anche Nuoro che segna una media di 42,6 kg raccolti da parte di ciascun abitante della provincia e oltre 8mila tonnellate intercettate.

«Il Rapporto Comieco certifica che la Sardegna continua a posizionarsi tra le regioni italiane più virtuose e questo ci consente di dire che le politiche scelte dall’Amministrazione regionale stanno portando frutto – dichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna Donatella Spano -. Le iniziative che stiamo mettendo in atto tendono all’incremento delle quantità raccolte e al miglioramento della loro qualità, con l’obiettivo di consentire il riciclo dei rifiuti all’insegna dell’economia circolare.»

«Comieco rappresenta un soggetto essenziale per la garanzia di riciclo e lo sviluppo dei servizi di raccolta soprattutto nel meridione dove i Comuni faticano a “fare rete” ed ottimizzare investimenti e know-how e dove il potenziale è ancora molto alto: si calcolano non meno di 600mila tonnellate di carta e cartone tuttora da intercettare – afferma Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco -. In particolare in Sardegna, con 37 convenzioni attive Comieco nel 2016 ha gestito circa il 62% della quantità totale di carta e cartone raccolte nella regione. L’ impegno dei cittadini e delle amministrazioni nel separare e raccogliere correttamente carta e cartone si è tradotto nel 2016 in oltre 2,6 milioni di euro di corrispettivi, da parte del Consorzio, destinati ai Comuni sardi in convenzione.»

Nel 2016 l’Italia ha registrato un aumento del 3,3% per un totale di oltre 3,2 milioni di tonnellate, 102 mila tonnellate in più in un solo anno, e un pro capite di 53,1 kg per abitante. I positivi valori della Calabria si inseriscono perfettamente nell’andamento più generale della raccolta di carta e cartone del Sud Italia che, con un +8,6%, si conferma motrice trainante della raccolta e contribuisce a più della metà della crescita a livello nazionale. Riprende la sua corsa, dopo lo stop dello scorso anno, anche il Nord che, con un pro capite annuo di 63,3 kg/ab, segna un +1,5%. Fa ancor di più il Centro con 65,6 kg per abitante e un +3%.

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Dopo la sfida in acque internazionali durante la Sailing Arabia The Tour in Oman, Adelasia di Torres e l’hotel Cala di Volpe rinnovano la partnership per rappresentare i colori della Sardegna alla Maxi Yacht Rolex Cup, dal 3 al 9 settembre a Porto Cervo.

L’hotel Cala di Volpe e il team velico guidato dall’imprenditore gallurese e fondatore della fondazione Adelasia di Torres Renato Azara saranno insieme orgogliosi ambasciatori della nostra isola, confermando la vocazione a supportare e promuovere il territorio nel mondo. Questa mattina, al Cala di Volpe, si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell’evento.

«Per la prima volta in Costa Smeralda – afferma Franco Mulas, Area Manager Marriott Costa Smeralda – una barca sarda e il suo team solcheranno i mari di una delle coste più affascinanti del Mediterrenaeo per sfidare i big della vela durante una delle regate di punta del calendario sportivo dello Yacht club Costa Smeralda e siamo molto orgogliosi di sostenere il progetto. La Rolex Cup, in questo contesto e con Adelasia, rappresenta la Sardegna nel mondo.»

La partecipazione alla Maxi Yacht Rolex Cup costituisce per Adelasia di Torres e il Cala di Volpe, albergo icona della Costa Smeralda, il raggiungimento di un importante obbiettivo: una barca sarda che celebra la storia e la cultura di questa meravigliosa terra, potrà finalmente regatare in uno dei santuari internazionali della vela, promuovendo a livello internazionale la Sardegna.

«La vela può essere un valido strumento di promozione turistica ed economica per la nostra isola – dichiara Renato Azara, fondatore della fondazione Adelasia di Torres -. Il progetto è nato lo scorso anno con l’obiettivo di rendere la Sardegna protagonista nel mondo della vela. Abbiamo deciso di farlo attraverso il racconto della storia di Adelasia di Torres – aggiunge lo skipper gallurese – e grazie al patrocinio della Regione e il sostegno di sponsor importanti, tra i quali, in particolare, l’hotel Cala di Volpe e la Marina di Porto Cervo.»

«Tra gli obiettivi della fondazione velica c’è anche quello di contribuire alla crescita dei velisti sardi dandogli la possibilità di confrontarsi con una tra le più importanti competizioni veliche internazionali come la Maxi Yacht Rolex Cup – spiega Duccio Colombi, tattico dell’equipaggio di Adelasia di Torres -. La scelta che abbiamo fatto con Renato è quella di non avere un team fisso ma di cambiarlo inserendo il migliore equipaggio in base al tipo di evento e di imbarcazione. Abbiamo raggiunto risultati importanti e adesso stiamo per partecipare ad una delle manifestazioni veliche più prestigiose a livello internazionale. Sarà una competizione difficile ma abbiamo i  nomi, le capacità tecniche e la barca per fare le cose al meglio.»

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Venerdì 1° settembre la seconda giornata del Cabudanne de sos poetas riprende dal mattino fino alla sera con tanti appuntamenti. Tra gli ospiti la grande poetessa Vivian Lamarque, la poesia dialettale di Fabio Franzin, il teatro di Mario Faticoni, la musica di Alessio Lega, la poesia popolare sarda nei versi di Raimondo Usai Ponti, la grande civiltà nuragica e i popoli del mare nell’incontro con Giovanni Ugas.

Prosegue la 13° edizione del Cabudanne de sos poetas con una giornata densa di incontri dal mattino fino alla mezzanotte. Il festival si apre alle 10.00 come sempre in uno dei bar di Seneghe, luoghi di socialità e di festa. Partenza dal Bar Recreu con l’appuntamento con la poesia popolare in sardo e l’omaggio stavolta al poeta Franzischeddu ‘e Fenu (Raimondo Usai Ponti) e alla sua produzione in versi di recente pubblicazione “Guvernu de vida”. A presentare le sue poesie, e a introdurre il tema della produzione storica in sardo saranno Mario Cubeddu e Tore Cubeddu.

Alle 11.30, a Prentza de Murone, verrà presentata l’interessante opera dell’archeologo Giovanni Ugas, ex direttore della Soprintendenza, ricercatore e docente di Preistoria e protostoria sarda all’Università di Cagliari, “Shardana e Sardegna. I popoli del mare, gli alleati del Nord-Africa e la fine dei Grandi Regni”. Allievo di Giovanni Lilliu, ha ricostruito alcuni momenti problematici della civiltà nuragica, a partire dai “popoli del mare”, che aprirono la strada a nuovi orizzonti, ad una nuova epoca nel Mediterraneo: gli Shardana, guerrieri la cui presenza è attestata nell’Egitto dei Faraoni. L’autore dialogherà con Fabio Serchisu. Con la sua ricca produzione poetica in dialetto trevigiano alle 17.00 a Putzu Arru è atteso ​Fabio Franzin (Milano 1963, vive a Motta di Livenza in provincia di Treviso), piuttosto lontana però dalle composizioni incentrate sulla nostalgia della polenta o del paesaggio veneto, ma ben attenta invece alla condizione operaia e alla trasformazione antropologica a causa di una industrializzazione selvaggia che sta modificando i rapporti tra le persone e i valori secolari. Temi centrali della sua prima raccolta “Fabrica” (Atelier 2009), Premio Pascoli e Premio Baghetta. L’ultima, “Erba e aria” (Vydia 2017) sempre nella lingua dialettale trevigiana cerca di lasciarsi alle spalle un ritmo di vita iperfrenetico per abitare quei luoghi, un tempo rassicuranti, come i campi coltivati e la saggezza di una civiltà contadina. Nel mezzo, altre opere di poesia in dialetto, come “Le voci della luna” (2011), Premio Achille Marazza. L’autore dialogherà sulle sue opere insieme alla poetessa Francesca Matteoni. 

Alle 18.30, nella Piazza dei Balli, sarà la volta di ​Vivian Lamarque (Milano), scrittrice, poetessa e traduttrice italiana tra le voci più importanti della poesia italiana, con l’opera “Madre d’inverno” che segna il suo grande ritorno alla poesia. Conduce l’incontro Rossana Dedola, studiosa di letteratura, scrittrice e ricercatrice della Scuola Normale Superiore di Pisa.

Dall’universo teatrale più importante dell’isola arriva subito dopo alle 21.00 sempre nella Partza de sos ballos Mario Faticoni, fondatore del Teatro Sardegna, del Crogiuolo, di ArcoStudio e autore di testi da lui stesso interpretati. A Seneghe porterà “Tragoidia”, l’interpretazione originale dell’opera più importante di Giovanni Dettori “Canto per un capro” pubblicato nel 1986, caposaldo per la poesia italiana e sarda del Novecento che tratta il tema del dolore di una padre per la morte del figlio adolescente. Adattamento e regia di Bruno Venturi.

Alle 22.00 si affronterà il tema dal titolo “La sarda rivoluzione” con gli storici Federico Francioni (docente di storia e filosofia e autore di numerosi saggi sulla Sardegna) e Francesco Casula (laurea in lettere a Roma si è dedicato alla promozione della lingua e della cultura sarda e alla ricerca storica) chiamati a rievocare le vicende della lotta (che seguiva di qualche anno quelle della rivoluzione francese) contro il dispotismo feudale che bloccava lo sviluppo economico e sociale della Sardegna. Ad accompagnare le loro parole il Coro de Su Cuntrattu de Seneghe di Antoni Maria Cubadda ed il Coro Montiferru diretto dal maestro Antonio Lotta.

​Chiude la giornata di venerdì, alle 23.30, nella Partza de sos ballos Alessio Lega, uno dei cantautori e scrittori più stimati della sua generazione, in “Dove si andrà?” dedicato alle canzoni del poeta, critico letterario, saggista ed intellettuale Franco Fortini.