10 May, 2021
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I giovani laureati sardi in medicina potranno usufruire di borse di studio aggiuntive regionali. È la principale novità introdotta dalla legge, presentata da Giorgio Oppi, Gianfilippo Sechi, Antonello Peru, Pietro Moro, Domenico Gallus del gruppo consiliare UDC Cambiamo, approvata questa mattina in Consiglio regionale.

«Abbiamo voluto dare un segnale forte investendo sui nostri giovani laureati in medicina e allo stesso tempo abbiamo fissato requisiti ed obblighi per fare in modo che dopo la specializzazione possano svolgere la loro professione nel sistema regionale sardo», spiega il consigliere dell’UDC Giorgio Oppi.

«La legge che avevamo presentato in commissione era sicuramente più organica ma purtroppo anche a causa dell’impugnazione da parte del governo si è perso molto tempo e oggi abbiamo dovuto far fronte ad un’emergenzaaggiunge il leader dell’UDC -. Avremmo rischiato di perdere il treno e invece con l’approvazione di oggi diamo un’opportunità in più a 190 studenti sardi che a seguito dell’introduzione del concorso unico nazionale sarebbero stati costretti, nella migliore delle ipotesi, a completare la loro formazione lontano dall’isola. Sicuramente saranno necessari dei correttivi e bisognerà incrementare le risorse perché non dimentichiamo si dovrà intervenire anche per le borse di studio delle altre specializzazioni. Per quelle di medicina c’era un’urgenza particolare che implicava un intervento immediato. Voglio ricordare che da quattro anni dico che sarebbero praticamente scomparsi in Sardegna i pediatri di libera scelta e i medici di base, e questo mentre si continuava a parlare delle case della salute ben sapendo che senza queste figure non possono andare avanti. E allora l’importante ora era fare questo primo indispensabile passoconclude Giorgio Oppi -. Lo abbiamo fatto ben sapendo che ne saranno necessari anche altri ma l’obiettivo che ora possiamo raggiungere è di dare ai nostri studenti la possibilità di formarsi in Sardegna ma anche di garantire un adeguato turn over al nostro sistema sanitario regionale.»

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L’epidemia di Covid19 è stata l’evento straordinario che ha legittimato la sospensione di libertà garantite dalla Costituzione e ci ha precipitato in uno stato di diritto medioevale. Abbiamo vissuto un periodo di diritti violati e sperimentato dal vero una forma di “archeologia sociale” da libri di storia.

Per due mesi sono stati sospesi diritti come: la libertà di movimento nel territorio, la libere frequentazioni sociali, il lavoro, le pratiche religiose, la scuola, gli hobby, gli sport, le manifestazioni popolari, le feste pubbliche e private, i contatti con i parenti stretti, i viaggi, il turismo, gli scambi commerciali, le pratiche professionali, le prestazioni sanitarie ordinarie, l’amministrazione della Giustizia ordinaria, etc. La sospensione di tutti questi diritti di cui siamo titolari si sintetizza in tre parole: mancanza di libertà. Più esattamente si tratta di tutte le libertà garantite dalla Costituzione. In sostanza vi è stata una “sospensione della Costituzione”. Un fatto così grave, tuttavia,  era necessario e ha dato i suoi frutti.

Per effetto di quelle “restrizioni di libertà” stiamo vedendo la cessazione dell’epidemia nella nostra Nazione e in quelle che ci hanno imitato.

Oggi, alla fine del lockdown, stiamo apprezzando il valore della  Libertà conquistata dai nostri Padri in secoli di lotte, sconfitte, sofferenze indicibili, e anche vittorie. Ci siamo svincolati dal viluppo di regole soffocanti ed ora dobbiamo riprendere a goderne i frutti.

E’ come se all’improvviso il Governo avesse emanato l’”Habeas Corpus”: la legge che per prima affermò che ognuno di noi è padrone del proprio corpo e che nessuno lo può tenere in detenzione senza un motivo giuridicamente accertato.

Nel Medio Evo l’autorità amministrativa, rappresentata da sceriffi o altri ufficiali, anche senza motivazione esplicita, e spesso a fini non penali (tributari, debiti privati, ordine pubblico), poteva arrestare chiunque e tenerlo in prigione, e anche torturarlo per strappare confessioni di colpevolezza infondata. Per la prima volta nella storia i Baroni inglesi nel 1215 imposero al re Giovanni Senza Terra la “Magna Charta Libertatum” in cui si afferma che “Nessun uomo libero può essere arrestato, imprigionato, danneggiato… Eccetto che dal Giudizio legale dei suoi pari e della Legge del Paese”. Il Giudice della Corona, che era un emissario del re, per effetto della “Habeas Corpus Act” rappresentò la prima più importante garanzia verso gli abusi, potendo scavalcare l’Ufficiale che aveva eseguito l’arresto. Fu una rivoluzione contro gli abusi.

Il diritto derivante dalla “Habeas Corpus”, per cui nessuno può essere detenuto a lungo in prigione, se non per applicazione della legge e del giudizio del tribunale, divenne legge definitiva in Inghilterra col “Bill of Rights “del 1688. Successivamente tale diritto venne  acquisito nel 5° e 6° emendamento della Costituzione Americana. L’”Habeas Corpus” fu una delle radici di tutte le Costituzioni Moderne.

Ne parliamo perché oggi, con la fine del lockdown, non ci sentiamo ancora completamente liberi: sentiamo che certe libertà non sono ancora tornate. Ci serve un “Habeas Corpus ad hoc” per noi. Ci serve ridiventare completamente “proprietari del nostro corpo”, cioè della nostra dignità. Ma non è facile.

Questo è il punto.

Abbiamo visto come è stato facile, con pochi decreti, perdere “la proprietà del nostro corpo” e tutti abbiamo assistito spaventati a scene di:

  • Uomini morenti nella congestione polmonare, dividersi disperati le insufficienti bombole d’ossigeno:
  • Pazienti morire senza poter vedere i propri cari.
  • Esseri Umani morire anonimi in stanze affollate di altri morenti sconosciuti, senza la riservatezza che la morte richiede.
  • File di bare tutte uguali stipate in magazzini anonimi, senza riti di cordoglio.
  • La fretta di smaltire le salme.
  • File di camion che portano con urgenza cadaveri in forni crematori anonimi all’insaputa dei parenti.
  • Sepolture senza nome ignote anche a mogli e figli.
  • Medici, Infermieri e Preti morire per spirito di servizio perché è necessario che sia così.
  • Corpi sottratti alla proprietà della famiglia.
  • Abbiamo visto famiglia rinchiuse in minimi appartamenti condominiali, senza la possibilità di uscire a fare due passi: corpi viventi senza  il diritto d’essere usati.
  • Scuole chiuse e alunni collegati in rete senza la presenza fisica dei compagni e degli insegnanti.
  • Fabbriche chiuse e operai in cassa integrazione.
  • Spiagge e campagne, senza presenze umane, sorvegliate dai militari.
  • Supermercati vuoti e file di persone “mascherinate”, a debita distanza, in file ordinate, anche per ore, in attesa di rapidi acquisti.
  • Laboratori artigiani, banche e uffici pubblici, vuoti, ma con file di utenti all’esterno degli ingressi.
  • Ospedali attrezzati con tende per i triage per la captazione dei Covid positivi,

Pronto Soccorso vuoti.

  • Reparti Ospedalieri quasi deserti.
  • Ambulatori ospedalieri e laboratori analisi chiusi.
  • Ingressi all’Ospedale contingentati e sorvegliati da guardie armate.
  • Ambulatori medici del territorio quasi deserti.
  • Feste popolari di ogni specie sospese,
  • Fine degli assembramenti e fine di contatti umani; fine degli scambi di idee e di sentimenti.

E’ la descrizione di una prigione collettiva in cui l’“Habeas Corpus” è abolito.

Il rischio sta nel fatto che se abolisci l’Habeas Corpus ricompaiono “sceriffi” e altre forme di abuso di autorità che ti possono mettere vincoli.

***

La lista dei vincoli che stanno emergendo e si stanno consolidando è enorme.

Limitiamo l’esame a due tipologie di vincoli.

Primo: quelli che stanno per calarsi sulla scuola.

Abbiamo letto questi giorni proposte varie accomunate tutte da una caratteristica: l’irrealizzabilità.

Ne riporto alcuni esempi :

  • Proposte di lezioni all’aperto in campi sportivi, come se fosse sempre estate.
  • Proposte di lezioni nei boschi, come se fossimo in Finlandia o Svezia.
  • Lezioni in classi ridottissime per garantire il distanziamento.
  • La necessità di suddividere gli alunni, e quindi di moltiplicare le classi, gli insegnanti e le aule.
  • Banchi monoposto negli asili e nelle scuole elementari per assicurare il distanziamento dei bambini, con l’obbligo di consumare i pasti nello stesso banco senza muoversi mai dall’aula. I bambini..fermi per ore?
  • Proposte di continuare le lezioni in “smart Working”.
  • Separazione degli alunni con barriere in plexiglas e mascherine perpetue sul volto.

Tutte le proposte che stanno emergendo, soprattutto a livello governativo, hanno l’effetto di moltiplicare i problemi  per evidente impraticabilità.

La Scuola, che è il “corpo Sociale” più importante ha perso la “proprietà” di se stesso.

Arriveremo al 14 settembre impreparati.

Eppure per riavere l’”Habesa Corpus” del diritto allo studio sarebbe sufficiente ascoltare la logica della scienza Si capirebbe così lo stupore del neopresidente di Confindustria Carlo Bonomi, che all’apertura degli Stati Generali, voluti da Giuseppe Conte, a Villa Panphilj, affermò: «Non ho capito per quale motivo in questi mesi di lockdown non si sia utilizzato il tempo disponibile per procedere allo screening, con tampone, di tutto il personale della scuola e degli alunni». Sarebbe stato l’unico modo per individuare i portatori del virus e creare un ambiente scolastico Covid free. Questo provvedimento avrebbe, da solo, consentito l’immediata riapertura delle scuole senza patemi d’animo.

Due mesi fa questo giornale fece esattamente la stessa proposta. Per questo avviò una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per far acquistare l’estrattore di RNA virale per la ASL di Carbonia Iglesias.

Incredibilmente allora nessuno aveva provveduto a dotare il nostro sistema sanitario locale di un presidio di ricerca anti-Covid. E’ di questi giorni la notizia giornalistica che il Laboratorio Analisi dell’Ospedale di Nuoro ha, non solo l’estrattore di RNA, ma tutto il sistema che consente di trasferire l’RNA virale in una impronta di DNA e procedere alla decodificazione completa del virus.

Molto bene Nuoro, un applauso all’intelligenza e previdenza.

Noi no.

Se qualcuno avesse dotato il Sulcis Iglesiente di decodificatore, e se questo fosse stato utilizzato per mappare tutta la popolazione di 130.000 abitanti, oggi saremmo esattamente a conoscenza del nostro stato e potremmo esibire la nostra “patente di Immunità”.

Ciò vale per il personale delle scuole, degli Ospedali, dei Comuni, delle Poste, delle Banche, delle attività artigianali e Commerciali, dei Trasporti. Ne sarebbe conseguito un cartello “COVID FREE” da esibire ai turisti. Altro che “Bandiere Blu” per  spiagge!. Tutti i turisti, ospiti dei nostri alberghi, delle case vacanze, e anche degli affitti clandestini, sarebbero stati invitati a eseguire, gratuitamente, il “tampone”. Questo sarebbe il vero “Habeas Corpus” per il Sulcis Iglesiente.

Vi è poi il problema dello “Habeas Corpus” del Sistema  Sanitario.  Quello del Territorio e quello degli Ospedali.

Sistema Sanitario del Territorio: riguardo al Covid-19 i Medici di Base sono il primo e vero argine al virus. Se fossero dotati di un supporto pubblico efficace, sarebbero capaci di fermare da soli la diffusione del virus.

Di cosa hanno bisogno? Avrebbero bisogno dei dispositivi di protezione e del supporto di un Laboratorio Analisi che, in tempo reale (cioè in 1 ora), desse risposte con tamponi e sierodiagnosi. Di fatto, alla fine della visita al paziente febbrile, non sanno mai se il paziente sia contagiato o no da virus. Con lo screening questo non succederebbe.

Esiste poi il problema irrisolti della gestione di tutte le altre malattie: le cardiovascolari, le respiratorie, le renali, le chirurgiche, le oncologiche, le degenerative come diabete e arteriosclerosi, le neurologiche, etc. Con il lockdown vi è stata la chiusura totale dei supporti ospedalieri a queste patologie se non in regime d’urgenza.

Di fatto oggi la fine della chiusura delle consulenze specialistiche ha il problema di una riattivazione che sia congrua con le richieste. Le liste d’attesa sono infinite e i lunghissimi tempi programmati equivalgono ad una “negazione di sanità”.

L’”Habeas Corpus” del paziente ordinario è ancora sospesa: i vincoli burocratici che  anno da impedimento alle cure del suo corpo malato sono ancora in piedi. E’ un ritorno ad un Medio Evo sanitario.

Vi è poi la situazione ospedaliera:

Già proponemmo di acquisire l’estrattore di RNA virale per sottoporre a screening, sistematico e ripetuto, tutti i ricoverati, tutti gli accessi al Pronto Soccorso,  tutti i richiedenti servizi al CUP e a tutti i visitatori abituali.  Considerato che la spesa sanitaria non è elevata, e che è compensabile con un ticket, non rappresenterebbe un aggravio economico per il bilancio. Al contrario, aumenterebbe la fiducia nell’Ospedale e nel Territorio, migliorando il commercio umano nelle piazze sociali come: scuola , imprese, commerci

La fiducia nel nostro “corpo” indenne da virus renderebbe molto più facili tutte le attività pubbliche.

L’incertezza sul nostro stato sierologico e virologico sta avviluppando la nostra libertà in regolamenti talmente restrittivi che di fatto l’accesso ai  Sevizi dell’Ospedale sono difficilissimi e preclusi. La chiusura si concretizza nell’“allungamento delle liste d’attesa” per gli interventi chirurgici e per le  per visite ed esami specialistici.

La chiusura delle visite diabetogiche “in presenza” equivale a negare la certezza della assistenza clinica.

La riduzione dei Chirurghi Ortopedico comporta l’impossibilità di operare le fratture di femore entro poche ore, e la possibilità di morire per complicazioni respiratorie e tromboemboliche.

La riduzione dei Gastroenterologi equivale a non fare le colonscopie e non ricevere in tempo la diagnosi di Cancro del Colon.

La riduzione dei radiologi equivale a ridurre le Risonanze Magnetiche e le TAC, e a far scomparire le “visite senologiche” per la diagnosi tempestiva di Cancro di Mammella.

La riduzione dei Cardiologi equivale a non soccorrere in tempo gli infartuati e le aritmie mortali.

La chiusura dell’Ostetricia e Ginecologia è un “vulnus” inaccettabile a tutte la popolazione femminile del territorio, di tutte le età.

***

Dopo la sospensione dei Diritti Costituzionali dovuta al Lockdown, ci serve subito una nuova legge “Habeas Corpus” per uscire definitivamente da una involuzione medioevale e recuperare il diritto alla libertà di proteggere il nostro corpo e tutte le sue ineludibili esigenze.

Ci serve riprendere in mano la gestione della Sanità e liberarci dall’opprimente disinteresse di gestori estranei al territorio.

A proposito del ritardo, a dotarci di un laboratorio per l’estrazione dello RNA virale, dobbiamo, tutti insieme, puntare gli occhi sulla lenta procedura di acquisto dello strumento. E’ noto che la Fondazione di Sardegna ha finanziato l’intera somma necessaria per l’acquisto, pertanto, ora si deve procedere all’acquisto e alla messa in funzione dello strumento. Non ci sono ostacoli economici. Verifichiamo che la procedura vada avanti veloce. Sorvegliamo tutti insieme e diamoci appuntamento per riparlarne.

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Nessun nuovo caso di positività (su 1.130 tamponi eseguiti) e nessun decesso per il Covid-19, nelle ultime 24 ore, in Sardegna. I casi di positività dall’inizio dell’emergenza restano 1.366. 

In totale nell’Isola sono stati eseguiti 84.569 tamponi. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 5, nessuno in terapia intensiva, mentre 6 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.211 pazienti guariti (+4 rispetto all’ultimo aggiornamento), più altri 11 guariti clinicamente. Il numero delle vittime resta invariato, 133.

Sul territorio, dei 1.366 casi positivi complessivamente accertati, 253 sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 99 nel Sud Sardegna, 61 a Oristano, 78 a Nuoro, 875 a Sassari.

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Ha preso il via questa mattina la stagione Bandiera Blu a Maladroxia (1 luglio – 31 agosto), il servizio di Infopoint turistico (1 luglio – 30 settembre) e di salvamento a mare nelle spiagge antiochensi più battute da cittadini e turisti (1 luglio – 31 agosto), Maladroxia, Coe Cuaddus, Cala Sapone e Is Pruinis.

Per il secondo anno consecutivo (nel 2019 Sant’Antioco aveva conquistato, prima volta nella sua storia, il prestigioso vessillo internazionale) la spiaggia di Maladroxia issa la Bandiera Blu, sinonimo di buona pratiche ambientali, di accessibilità e di qualità delle acque (certificate: “eccellenti”). Stamane si è tenuta la cerimonia (sobria, per via delle misure anti Covid) di innalzamento della Bandiera, a cui hanno partecipato i rappresentanti delle forze di sicurezza locali, la Guardia Costiera, il vice sindaco Eleonora Spiga, l’assessore della Protezione Civile Renato Avellino ed il consigliere comunale con delega all’Ambiente Pasquale Renna. Il programma ha visto anche la consegna delle bandiere blu agli stabilimenti balneari che hanno sede nell’arenile di Maladroxia, oltre all’associazione di protezione Civile (AssoSulcis) che cura il servizio di salvamento a mare nelle principali località costiere del comune di Sant’Antioco.

Non meno importante, l’avvio del servizio di InfoPoint turistico, attivo nella sede di via Roma 47 – Centro Servizi per il Territorio, sette giorni su sette (compresa la giornata di Ferragosto), dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 22.00, fino al 30 settembre. L’ufficio si propone di fornire tutte le informazioni del caso ai turisti che visiteranno l’isola di Sant’Antioco.

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È già online il bando per la seconda edizione del premio Voceversa”, dedicato al miglior traduttore o alla migliore traduttrice.
L’iniziativa, patrocinata dal Rettrice Maria Del Zompo, è organizzata dai corsi di laurea triennale in Lingue e culture per la mediazione Linguistica e magistrale in Traduzione specialistica dei testi della Facoltà di Studi Umanistici.
Al concorso potranno partecipare gli studenti e le studentesse regolarmente iscritti ai corsi di studio (laurea triennale, laurea magistrale o a ciclo unico) dell’Università degli Studi di Cagliari, e i laureati e le laureate dopo il primo ottobre 2018.
Il regolamento prevede la traduzione in italiano un brano tratto da un testo originale utilizzando risorse bibliografiche online, scegliendo uno dei testi da tradurre disponibili sulla pagina web dedicata al premio.
Il comitato scientifico del premio è composto dalle promotrici Maria Cristina Secci, docente di Lingua e traduzione spagnola, e Francesca Boarini, docente di Lingua e traduzione tedesca, che lo presiedono, e dalle referenti delle lingue in concorso, rispettivamente Daiana Langone per la Lingua e letteratura araba e Eleonora Fois per la Lingua e traduzione inglese.
Gli elaborati dovranno essere inviati entro il primo settembre. Maggiori dettagli disponibili sul sito internet www.unica.it .
Antonio Caria

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Negli ultimi giorni, favoriti anche dalle buone condizioni meteo, sono aumentati gli sbarchi di migranti nelle coste sud della Sardegna. In particolare, in tre diversi momenti, sono arrivate, sulla costa di Porto Pino, un centinaio di persone.
Il pattugliamento a mare è affidato alla Guardia di Finanza, che attraverso mezzi navali e aerei, effettua le operazioni di controllo e monitora gli arrivi.
«Il servizio navale della Guardia di Finanza svolge un’attività molto intensa, soprattutto in questa zona particolarmente interessata dai fenomeni di migrazione afferma il capitano Stefano Sogliuzzo, comandante della Stazione Navale di Cagliari, che ci ospita sull’unità navale “G204 Finanziere Garulli”, un guardiacoste di 22 metri di stanza a Cagliari -. Nello specifico vengono eseguite delle attività cosiddette di “law enforcement”. Attraverso l’impiego dei mezzi navali si riesce a fare un’attività di interdizione dei traffici illeciti che porta al deferimento, verso l’autorità giudiziaria competente, dei cittadini extracomunitari, con il successivo sequestro sia del natante, quindi dell’imbarcazione utilizzata e del motore.»
Di assoluta importanza, anche visto il periodo delicato sul piano della salute, il controllo costante e quotidiano effettuato nei nostri mari.
Prosegue il comandante Stefano Sogliuzzo: «Cerchiamo di essere presenti in zona, ventiquattr’ore al giorno, sette giorni su sette. Operiamo attraverso una cooperazione aeronavale, che prevede sia l’impiego di unità navali sia di elicotteri, con delle ricognizioni a medio e lungo raggio, in modo tale da monitorare eventuali traffici diretti verso le coste italiane. Cerchiamo di essere costantemente presenti per contrastare questo tipo di fenomeno».
Un lavoro di sinergie terra aria, quindi, ma a volte può capitare che siano i cittadini stessi a collaborare nell’individuare situazioni critiche con cui vengono a contatto. Come la segnalazione avvenuta, proprio ieri mattina, da parte di alcuni bagnanti, di un barchino con tre persone a bordo, davanti alla spiaggia di Porto Pino. L’allerta arriva immediatamente al guardiacoste “Finanziere Garulli”, che si trova poco distante dalla costa. Contemporaneamente, da una barca a vela in navigazione arriva la segnalazione di un barchino in legno, vuoto e senza motore, ritrovato alla deriva. Pare che i bagnanti a terra avessero visto la stessa barca a vela salvare le tre persone nel barchino, caricandole a bordo. L’equipaggio della motovedetta intercetta la barca a vela, abborda ed effettua i controlli. L’allarme è alto. Se la situazione è davvero quella descritta si potrebbe trattare di una condizione di pericolo. Ma quando la “Finanziere Garulli” accosta all’imbarcazione a noleggio, si trova di fronte ad una famiglia di quattro persone in vacanza. Nessun migrante disperso in mare e salvato dall’equipaggio ma solo un barchino alla deriva di uno sbarco avvenuto nei giorni scorsi. I militari accertano la situazione, effettuano i controlli dovuti e la barca a vela può riprendere il viaggio. Il livello di adrenalina torna normale ma l’equipaggio della “Finanziere Garulli” ha gestito l’emergenza con prontezza ed estrema preparazione.
Chiediamo al comandante Stefano Sogliuzzo come dovrebbero comportarsi i cittadini di fronte ad una situazione di avvistamento o di pericolo in mare.
«La Guardia di Finanza ha una vocazione sociale. Cerchiamo di garantire una sicurezza per far star tranquillo il cittadino. È chiaro che se ci fosse una circolarità informativa anche nei nostri confronti, qualora un bagnante intraveda qualsiasi tipo di attività ritenuta anomala, la Guardia di Finanza è a disposizione della collettività. Quindi aiuta e facilita il nostro operato.»
La “G204 Finanziere Garulli” è un’unità navale di 22 metri, dotata di due motori da 1.500 cavalli ciascuno, che possono raggiungere i 35 nodi di velocità massima. Con un’autonomia di 11mila litri di carburante, alla velocità di crociera di 25 nodi, il Guardiacoste può permettersi una navigazione continuativa di 24 ore. L’equipaggio a bordo è composto da 9 militari che, in caso di missioni più impegnative, possono essere integrati da altri 3 uomini, ognuno con una diversa specializzazione e una specifica mansione. La gestione del mare e delle emergenze è garantita da un’ampia strumentazione di bordo e da due radar.
Spiega il Capitano Stefano Sogliuzzo: «Siamo dotati di un radar di navigazione e di un radar di scoperta, maggiormente performante, per poter agganciare degli echi anche a distanze notevoli».
Le caratteristiche dell’imbarcazione aiutano ma a bordo la vera forza dell’equipaggio è l’affiatamento.
«Sicuramente la tecnologia e la struttura dell’imbarcazione facilitano l’operatoconclude il Comandante -. Ma quello che è più importante è sicuramente il fattore umano. È l’esperienza maturata dalle persone che sono presenti a bordo di queste unità navali, che svolgono con passione questo lavoro tutti i giorni e che quindi hanno maturato quella conoscenza sia del territorio ma soprattutto di un ambiente così particolare come quello marino.»
Federica Selis

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Anche il consigliere regionale della Lega Michele Ennas interviene sull’attivazione del servizio ambulatoriale di ginecologia ed ostetricia all’ospedale Sirai di Carbonia.
«I medici e le ostetriche si dedicheranno a questa rinnovato e indispensabile servizio, estensione del punto nascita del Sulcis-Iglesiente ubicato al CTO di Iglesiasdice Michele Ennas, consigliere regionale del gruppo Lega eletto nella circoscrizione del Sulcis Iglesiente -. Da sempre abbiamo asserito che il nostro obiettivo principale è quello di potenziare i servizi, dando risposte alle esigenze dell’utenza, ed è ciò che stiamo facendo.»
«Con l’avvio dell’ambulatorio si intende rafforzare il lavoro territoriale allo scopo di favorire lo svolgimento del percorso nascita all’interno del nostro territorioaggiunge il consigliere regionale Michele Ennas -. Come ho già avuto modo di notificare nei mesi scorsi, l’assessorato regionale della Sanità ha inoltrato al ministero della Salute la richiesta di deroga del punto nascita di Iglesias e siamo in attesa di risposta. Inoltre, si sta lavorando affinché a breve nel reparto di ostetricia e ginecologia del CTO di Iglesias sia disponibile il parto indolore e sono in corso lo sviluppo di una serie di progetti atti al rafforzamento della rete territoriale.»
«La realizzazione di questo servizioconclude Michele Ennasè frutto di un importante lavoro di squadra, fortemente voluto dal responsabile del reparto Ostretricia e Ginecologia, dai medici che saranno impiegati e dalle ostetriche, con il sostegno della direzione della ASSL e dell’assessore della Sanità Mario Nieddu.»

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22 gli incendi segnalati oggi in Sardegna, 3 dei quali hanno richiesto l’intervento del mezzo aereo del Corpo forestale

Alle ore 11.00, a Bosa, in località “Trippudda”, è intervenuto un elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Bosa.Le operazioni di spegnimento sono state dirette dal Corpo forestale della stazione di Bosa che coadiuvata dal personale elitrasportato ha coordinato l’attività di n. 2 squadre di Forestas giunte sul posto con un blitz e un’autobotte. L’incendio ha percorso una superficie di circa 2 ettari di pascoli cespugliati e incolti. Le operazioni di spegnimento, grazie al tempestivo arrivo delle squadre sul posto, si sono concluse alle ore 12.15.

Alle ore 13.45, nelle campagne di Quartucciu, in località “Sedda is forreddusu”, è intervenuto 1 elicottero proveniente dalla base del Corpo forestale di Pula. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dal Corpo forestale della sStazione di Sinnai coadiuvata dal personale elitrasportato. Il D.O.S. del Cfva dopo attenta valutazione dell’evoluzione delle fiamme ha disposto l’invio di 2 squadre di volontari di protezione civile e 1 squadra dei vigili del fuoco. Sul posto hanno lavorato 15 unità . L’incendio ha percorso una superficie di circa 2,5 ettari di terreni incolti. Le operazioni di spegnimento, grazie alla tempestiva segnalazione della vedetta ed al conseguente arrivo delle squadre sul posto, si sono concluse alle ore 14.25.

Alle ore 17.25, infine, nelle campagne di Carbonia, in località “Medadeddu”, sono intervenuti due elicotteri provenienti dalle basi del Corpo forestale di Marganai e Pula. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dalla stazione forestale di Carbonia che unitamente al personale elitrasportato coordina l’attività delle 4 squadre di volontari, 1 squadra di Forestas e 1 di vigili del fuoco, giunte sul posto. L’incendio ha interessato delle zone impervie difficili da raggiungere dai mezzi a terra.