5 February, 2026
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Giornata inaugurale domani – giovedì 5 settembre – a Cagliari, per la diciottesima edizione del Karel Music Expo, il festival di musica e cultura resistente ideato e organizzato dalla cooperativa Vox Day con la direzione artistica di Davide Catinari, in programma, sotto il titolo “Movimenti”, fino a sabato 7 settembre nei consueti spazi del Lazzaretto, il centro polifunzionale d’arte e cultura nel quartiere Sant’Elia.

Un evento speciale alle prime luci del giorno farà da preludio all’apertura del festival in una cornice naturalistica di straordinaria bellezza, tra acqua, cielo e natura: la Sella del Diavolo, il promontorio che si affaccia sul golfo di Cagliari, dove i suoni dei didjeridoo di Ivano Nayeli e Patrizio Delkama, maestri artigiani e del suono ancestrale che celebrano la potenza e la guarigione dalla terra e dall’aria, saluteranno l’alba del festival. La partecipazione all’evento, coordinato da Trip Sardegna, è libera e gratuita: prenotazioni su eventbrite.it; punto di incontro alle 6.30 nel parcheggio di fronte alla spiaggia di Calamosca. Ai partecipanti è consigliato di portare con sé un telo e una scorta d’acqua.

In serata, si inaugura alle 20 il palco allestito al Lazzaretto, anche quest’anno “casa” del festival: a calcare per prima la scena sarà la cantautrice e musicista cagliaritana Giulia Leone; classe 2001, con una preparazione a base di studi di pianoforte e di canto, nel suo giovane curriculum spiccano la finale al Poetto Fest Contest nel 2023 e la vittoria, lo stesso anno, di tre dei cinque premi in palio al Muvi Music Contest.

 

 

«Con la firma del protocollo, istituzioni e società civile si uniscono in una battaglia comune per porre fine ad una situazione che non è degna di un Paese civile e che offende i valori della nostra Costituzione.»

È commento del segretario generale della Cisl, Pier Luigi Ledda, che esprime piena soddisfazione per l’intesa sul tema del lavoro e della sicurezza siglata oggi a Buggerru tra organizzazioni sindacali e Regione.

«Oggi si apre una stagione di corresponsabilità socialesottolinea il leader della Cislche deve portare a fare passi decisivi rispetto a tutte le grandi sfide da cui dipendono la crescita e il futuro del Paese. Ogni volta che si verifica una tragedia sul lavoro il cordoglio è unanime, l’emozione è tanta e l’indignazione diffusa fa levare da ogni parte un coro di “mai più”. Dopo di che, tutto ripiomba in una generale indifferenza, tutto torna come prima. È proprio qui, allora, che stanno le ragioni del nostro ritrovarci insieme oggi. I motti e l’eccidio di Buggerru richiamano la necessità di una nuova stagione di sviluppo con al centro il lavoro sicuro. Il protocollo assume una grande rilevanzaconclude Pier Luigi Leddaperché va nella direzione di mettere in campo iniziative concrete, a partire da una adeguata e diffusa prevenzione e creazione di una cultura della salute e sicurezza, che cambino la dimensione e la prospettiva di questo triste e inaccettabile fenomeno.»

La memoria dell’eccidio di Buggerru del 1904, nel quale tre minatori morirono falciati dal fuoco del Regio esercito chiamato a stroncare uno sciopero alla miniera Malfidano, si è rinnovata anche quest’anno nella commemorazione che ha riunito nella cittadina mineraria le massime autorità civili sarde e i rappresentanti dei sindacati. Ma non solo, grazie alla volontà del Comune, il 120° anniversario è diventato spunto per la firma del Patto di Buggerru, che suggella l’impegno comune tra la Regione Sardegna e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil per costruire migliori condizioni di lavoro nell’isola.

«È una giornata storica ha detto la sindaca Laura Cappelli all’apertura della commemorazione civile -. L’episodio del 1904 ha creato un prima e un dopo in quella che è diventata la storia del movimento dei lavoratori italiani. Oggi, 120 anni dopo, portiamo a compimento quel cammino di lotta. Vogliamo mantenere vivo il ricordo dei caduti, ma anche, con la firma del Patto che l’amministrazione comunale ha fortemente voluto e di cui è stata promotrice, rafforzare questa giornata del 4 settembre come simbolo di un’identità collettiva costruita sulla democrazia, sul lavoro e sull’impegno per la giustizia sociale. Abbiamo il dovere di ricordare quel sacrificio, ma soprattutto di continuare nell’azione comune per garantire sicurezza e dignità del lavoro, che oggi come 120 anni fa, ancora mancano.»

La mattinata di commemorazione si era aperta con la santa Messa celebrata da don Marco Angius, parroco di Buggerru. Nella sua omelia, il sacerdote si è soffermato sui temi del lavoro, ha ricordato le troppe morti dei lavoratori e ha ribadito l’importanza della memoria attiva: «Non dovremmo mai dimenticareha dettola storia del nostro paese e della Sardegna e le lotte dei lavoratori e dei sindacati per ottenere diritti a favore dei più poveri e dei più umili. E abbiamo il dovere di tenere vivo questo ricordo anche nei più giovani, perché non dimentichino le nostre radici e il nostro percorso».

Dopo la deposizione di una corona di fiori davanti alla targa che ricorda il sacrificio di Felice Littera, Salvatore Montixi e Giustino Pittau, la sindaca Cappelli ha letto i saluti della ministra del Lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, che, in una lettera, ha ribadito come «questa pagina di storia dev’essere ricordata per conservare la consapevolezza di un percorso complesso, travagliato e talvolta tragico attraverso il quale è stato realizzato l’equilibrio tra tutele e doveri nel mondo del lavoro».

La parola è poi passata ai rappresentanti istituzionali.

Il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini ha ricordato che «quello che è successo qui nel 1904 appartiene a tutta la Sardegna e ci ricorda che lo sciopero sia un grande atto di democrazia. È necessario difendere questo diritto messo in discussione di alcuni e difendere la dignità del lavoro. Ieri gli ultimi erano i minatori, oggi  sono i lavoratori stranieri sfruttati nei campi. L’Eccidio non è un episodio che appartiene solo alla memoria, ma è attuale anche oggi, dove non viene garantito un salario minimo e la Sardegna è l’ultima regione in Europa per gli stipendi».

La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha fatto appello all’unità di tutte le forze in campo: «In questa data simbolicaha dettomi sono impegnata con la sindaca e le organizzazioni sindacali per sottoscrivere un patto che investa la Regione della responsabilità di mettere risorse per la sicurezza e la dignità del lavoro. Se i lavoratori sono precari e il lavoro è poco dignitoso e poco pagato, non serve celebrare i numeri sulla crescita finta dell’occupazione. Tanto è stato fatto, ma tanto è ancora da fare e uniti possiamo ottenere grandi risultati».

La mattina di celebrazioni si è chiusa con gli interventi dei rappresentanti sindacali. Davanti a una piazza Eccidio colma di bandiere delle tre sigle confederali, il segretario confederale nazionale della Cisl Ignazio Ganga, il segretario organizzativo nazionale della Uil Emanuele Ronzoni, la segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi hanno celebrato la profonda attualità del sacrificio dei minatori di Buggerru.

«La rievocazioneha detto Ignazio Gangaci chiama alla speranza, all’impegno e alla volontà di istituzioni e parti sociali perché questi eventi facciano germinare nuovi orizzonti di libertà e giustizia. Il 4 settembre è il giorno dell’impegno e della partecipazione.» Dal canto suo, per Emanuele Ronzano, «la ricorrenza dei 120 anni ci chiama a rinnovare l’impegno per le nostre battaglie perché ci sono tanti diritti da tutelare: per esempio, non arretreremo davanti a quella classe politica che mette in discussione il diritto allo sciopero». Daniela Barbaresi ha richiamato che «c’è ancora la stessa fatica dei secoli passati, perché le condizioni di lavoro sono vera emergenza di questo paese. Per non dimenticare il passato, dobbiamo agire nel presente  guardando al futuro».

Subito dopo la fine degli interventi, la presidente Todde e i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Fausto Durante, Pier Luigi Ledda e Maria Francesca Ticca, hanno sottoscritto il Patto di Buggerru.

A Carbonia “Nottinsieme” non termina ad agosto, ma prolunga i suoi eventi anche la prima settimana di Settembre con un appuntamento aggiuntivo, dopo i nove i già svoltisi. Oggi, mercoledì 4 settembre, l’iniziativa organizzata dalla Pro Loco Carbonia con il patrocinio e il contributo economico del comune di Carbonia, propone a concittadini e turisti un’altra serata all’insegna della musica, degli spettacoli di animazione per bambini, hip hop dance ed esposizione di prodotti tipici.

Il pezzo forte della serata sarà l’esibizione musicale del gruppo Golaseca, in piazza Roma. Previsti anche i balli di gruppo con Dj Ezio.

Una missione lunga 20 anni quella di PulArchàios: portare le bellezze archeologiche di Nora, il contesto naturalistico nel quale è immerso il sito e le sue rovine al  grande pubblico fatto di adulti e piccini/e, studenti e studentesse, turisti e visitatori. L’obiettivo è rendere la popolazione protagonista attiva di ciò che accade in uno dei siti più magici e affascinanti che si conoscano e che da decenni continua ad attrarre studiosi provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo.

Quest’anno, per il suo ventesimo compleanno, PulArchàiosha un ricco programma di appuntamenti – organizzati grazie alla collaborazione tra il comune di Pula e la Fondazione Pula Cultura Diffusa – che sono concomitanti con la missione archeologica di Nora 2024.

Dal 4 settembre fino al 5 ottobre, tutti gli eventi in calendario sono pensati per diffondere il più possibile la cultura archeologica, della conservazione dei beni culturali e la divulgazione degli esiti degli scavi. Bisogna ricordare infatti che attualmente lavorano nel parco archeologico di Nora quattro Università, che conducono attività di scavo e ricerca: Cagliari, Genova, Milano e Padova.

PulArchàiossi è da sempre distinta come manifestazione che ha saputo coniugare la parte scientifica, tecnica e convegnistica, con la parte più divulgativa e di diffusione di questo tipo di cultura, soprattutto, ai giovani e alle giovani, studenti e studentesse delle scuole e delle Università, che sono gli eredi naturali del nostro patrimonio culturale.

Anche quest’anno si rinnovano infatti gli appuntamenti dedicati alle scuole: le visite al sito e al cantiere archeologico degli istituti di Pula, le attività laboratoriali, di approfondimento e le lezioni conferenza per gli studenti e le studentesse più grandi.

Sabato 5 ottobre, nello spazio esterno del Teatro Maria Carta, dalle ore 19.00, si terrà il “Romanum Convivium”. A preparare gli squisiti piatti che venivano serviti all’epoca sulla tavola degli abitanti dell’antica Nora, gli studenti dell’istituto alberghiero Azuni di Pula.

L’Atletico Masainas fa il suo esordio in Coppa Italia, sul proprio campo, alle 17.30, contro l’Uta. La squadra campidanese tre giorni fa ha pareggiato la prima partita del mini girone 1 a 1 con il Villamassargia. La qualificazione si deciderà domenica dopo la terza partita che vedrà di fronte Villamassargia e Atletico Masainas.

Sugli altri campi oggi si giocano: alle 17.00 Selargius-Castiadas (prima partita Castiadas-Sant’Elena 1 a 1), alle 18.00 Orrolese-Guspini (prima partita Guspini-Villacidrese 2 a 2) e Tharros-Terralba Francesco Bellu (prima partita Terralba Francesco Bellu-Arborea 1 a 1) e, infine, alle 19.00, Cus Cagliari-Calcio Pirri (prima partita Calcio Pirri-Atletico Cagliari 1 a 1).

Nella foto di copertina Marco Farci, allenatore dell’Atletico Masainas.

«Subito il salario minimo. Strumento necessario per tutelare i lavoratori, per dare più sicurezza, per evitare qualsiasi forma di sfruttamento.»

Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, questa mattina a Buggerru, intervenendo alle celebrazioni del 120esimo anniversario dell’eccidio, organizzate dal comune di Buggerru, per ricordare la lotta in cui persero la vita tre minatori che si batterono per il riconoscimento dei loro diritti e per condizioni di lavoro più umane.

«Questo anniversario non deve essere solo un momento di riflessione e di commemorazioneha aggiunto il presidente Piero Comandinima un monito per il futuro. Oggi ricordiamo coloro che sono diventati il simbolo della lotta al lavoro senza tutele, senza garanzie, con un salario inadeguato, in condizioni disumane. Quel 4 settembre del 1904, soprattutto per noi sardi, sarà per sempre ricordato come il giorno del primo vero sciopero nazionale della storia italiana. Sono passati 120 anni da quando, a Buggerru, durante una protesta morirono tre operai e altri 11 rimasero feriti. Un sacrificio che non si può e non si deve dimenticare. Una strage che, purtroppo, non ha mai fine. Troppe morti ancora si registrano in Sardegna e in tutta Italia a causa di sfruttamento o per scarsa sicurezza nei luoghi di lavoro. Oggi onoriamo la memoria dei minatori di Buggerru che furono i primi, con il loro coraggio, ad aprire la strada alle rivendicazioni ma reclamiamo con forza maggiori tutele e un’equa retribuzione. Il primo passo per un nuovo futuro è il salario minimo. Una misura ormai necessaria e non più rinviabile.»

  

«Oggi a Buggerru per onorare la memoria di chi si è battuto per il diritto a un lavoro e a una vita dignitosa. Sono passati 120 anni dal 4 settembre del 1904 di Buggerru, quando morirono i 4 minatori dopo gli scontri con l’esercito. Felice Littera e Salvatore Montixi caddero subito, Giustino Pittau e Giovanni Pilloni, feriti gravemente, qualche giorno più tardi. Ricordare questi lavoratori, e il loro sacrificio, è un dovere. Oggi molte cose sono cambiate, ma si continua a parlare di sfruttamento e di morti bianche. Dal sacrificio dei minatori di Buggerru, che hanno poi aperto la strada alle rivendicazioni e alle altre battaglie per il diritto a condizioni umane, si deve partire per garantire qualità, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. E in questo percorso ognuno deve fare la sua parte: imprese e istituzioni. Lo si deve a quei minatori e alle generazioni future.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, in occasione della cerimonia per ricordare i fatti di dell’eccidio del 4 settembre 1904.

Sono passati 120 anni dalla protesta degli operai della miniera di Malfidano del 4 settembre 1904, che portò pochi giorni dopo al primo sciopero generale d’Italia, e ancora i temi del lavoro, dei diritti, della salute e della sicurezza sono vivi e dibattuti. In Sardegna, dall’inizio dell’anno, è triste ricordare che sono già 13 le vittime di infortuni mortali sul luogo di lavoro. Ogni anno oltre 1.000 persone perdono la vita in Italia per incidenti sul lavoro, mentre i casi di infortuni superano quota 500mila, senza contare le malattie professionali.

«Oggi, in piazza Eccidio a Buggerru – ha detto l’assessora della cultura, Ilaria Portas -, le sigle sindacali, gli esponenti politici e gli amministratori si sono riuniti per commemorare quei moti che hanno rappresentato un momento tragico e allo stesso tempo altissimo e importantissimo di lotta operaia italiana, ma soprattutto per firmare il Patto di Buggerru che ha l’obiettivo di definire le azioni utili a promuovere la sicurezza sul lavoro in Sardegna. L’auspicio è che si possa creare lavoro sicuro nella nostra isola, e che nessuno più debba piangere un familiare che è uscito per recarsi al lavoro e non ha fatto rientro a casa, perché credoha concluso Ilaria Portassia davvero una battaglia di civiltà, e che sia inaccettabile che ancora oggi queste tragedie accadano e soprattutto con questa frequenza.»

La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha partecipato stamane alla commemorazione dell’uccisione degli operai della miniera di Malfidano del 4 settembre 1904 che portò pochi giorni dopo al primo sciopero generale d’Italia.

«In quei moti morirono 4 lavoratori: Felice Littera, Salvatore Montixi, Giustino Pittau e Giovanni Pilloni. E la Regione Sardegna ha orgogliosamente onorato la memoria di chi si è battuto per il diritto ad un lavoro dignitoso e ad una vita dignitosa. Ma non solo ricordo e memoria, ma anche fatti e azioni concreteha detto Alessandra Todde -. Ho firmato, insieme ai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, il Patto di Buggerru, un protocollo di intesa per la qualità, la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. E siamo la prima Regione d’Italia a farlo. Perché in Italia e in Sardegna troppo spesso leggiamo di lavoratori e lavoratrici che perdono la vita sul posto di lavoro. Perché in Sardegna la salute e la sicurezza per chi lavora non sono temi secondari, ma emergenze che vanno affrontate anche attraverso un impegno straordinario delle Istituzioni. E noi questo impegno lo prendiamo per costruire con i sindacati, i lavoratori e le lavoratrici azioni utili a promuovere la qualità, la salute e la sicurezza sul lavoro. La Sardegna si conferma capofila nella lotta per i diritti dei lavoratori. E sono orgogliosa di esserne la presidente e di poter rappresentare il nostro popolo.»