21 February, 2026
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«Dopo quasi vent’ anni di attesa, il Consiglio Regionale della Sardegna ha dato il via libera unanime alla legge sul Comparto Unico di contrattazione collettiva per la Regione e gli Enti Locali! ​Questo è un momento cruciale che segna una svolta per migliaia di lavoratori.»

Lo scrive, in una nota, Giuseppe Casti, ex sindaco di Carbonia ed ex presidente del Consiglio delle Autonomie locali, oggi assessore dell’Urbanistica del comune di Carbonia.

«​Cosa cambia con Il Comparto Unico?, aggiunge Giuseppe Casti.

Uniformità Giuridica ed Economica: l’obiettivo principale è superare le disparità e uniformare il sistema giuridico ed economico dei dipendenti di Comuni, Province, Agenzie e altri enti strumentali al personale della Regione.
​Contratti più equi: verrà istituito un unico comparto contrattuale, riducendo la frammentazione normativa e mirando a parificare il trattamento, specialmente quello economico, per chi svolge funzioni simili.
Riconoscimento del lavoro: è un atto di giustizia atteso da anni, che riconosce il ruolo fondamentale e le professionalità dei dipendenti degli enti locali, pilastri essenziali per il funzionamento amministrativo dei Comuni della Sardegna.»

«​L’approvazione della legge è un enorme passo avanti, ma il percorso non è finito, rimarca Giuseppe Casti.

​L’equiparazione salariale: l’adeguamento effettivo e completo degli stipendi richiede l’individuazione di adeguate coperture finanziarie nel Bilancio Regionale. Sarà necessario attendere l’applicazione della legge e le successive fasi di contrattazione per vedere l’equiparazione economica diventare una realtà per tutti.
​Riforma Strutturale: questa legge pone le basi per una riforma più solida e complessiva del pubblico impiego regionale, rendendo il sistema più moderno ed efficiente.
​Un plauso al gruppo consiliare del Partito democratico che ha sostenuto con forza questa legge, un sentito ringraziamento all’onorevole Tore Corrias e all’ex presidente Anci Emiliano Deiana.»

«Il Cal esprime soddisfazione per l’approvazione all’unanimità della legge sul Comparto unico di contrattazione collettiva della Regione e degli enti locali e vigilerà affinché si arrivi in tempi brevi al risultato concreto. Gli enti locali aspettavano da troppo tempo un quadro normativo chiaro, ma siamo consapevoli che per l’effettiva attuazione delle legittime aspettative di riduzione della differenza stipendiale tra i dipendenti regionali e quelli degli enti locali saranno necessari altri passaggi, soprattutto per reperire le risorse adeguate. Un’opportunità importante per rispondere alle necessità degli enti locali, soprattutto i più piccoli, che aspirano a reclutare personale adeguato per amministrare al meglio i cittadini sardi.»

Lo ha detto Ignazio Locci, presidente del Cal, commentando l’approvazione in Consiglio regionale della legge sul Comparto unico.

Ci sono incontri che meritano il tempo giusto. Mercoledì 8 ottobre, alle ore 19.00, Sant’Antioco recupera la serata con Cristina Caboni che era stata rinviata a metà settembre per il lutto della comunità, la perdita improvvisa del parroco don Giulio Corongiu. Nel frattempo la vita culturale si è presa delle pause per trovare la forza di andare avanti, e questo incontro che voleva il suo spazio proprio, ha trovato una data per recuperare la sua attenzione intera.

Cristina Caboni arriva mercoledì per una serata sensoriale. Non una presentazione classica: un’esperienza dove i profumi diventano parole e le storie si toccano prima ancora di essere ascoltate. Parlerà di rinascita, di donne che trovano forza nelle radici anche quando tutto sembra perduto. Come la vite che l’autrice conosce bene – lei che è apicoltrice, che vive con le mani nella terra – quella che si spoglia in inverno e poi rifiorisce. È lo stesso tema del suo ultimo romanzo “La ragazza senza radici” (Garzanti), che ha appena vinto il Premio nazionale eno-letterario Vermentino di Olbia.

Un fine settimana all’insegna della devozione, della comunità e della crescita del territorio attende Villamassargia, che si prepara a celebrare con grande partecipazione le festività dedicate alla Madonna del Pilar e a San Ranieri.

Il programma prenderà il via la mattina di sabato 11 ottobre, nell’oratorio parrocchiale di via Stazione 13, con un convegno promosso dal Comitato Parrocchiale Madonna della Neve del Pilar e San Ranieri. L’incontro, presieduto dalla dottoressa Patrizia Giranu, presidente della Sardaleasing, sarà dedicato al tema “Il leasing e le nuove opportunità di sviluppo per le aziende agricole”.

Un argomento di grande attualità, che mira a fornire strumenti concreti agli operatori del settore primario, in un momento storico in cui l’innovazione e l’accesso al credito risultano fondamentali per garantire competitività e sostenibilità alle imprese agricole locali. Il convegno offrirà uno spazio di confronto aperto tra esperti, istituzioni e agricoltori, per riflettere su nuove strategie di crescita e sull’importanza di una gestione moderna e consapevole delle risorse economiche e territoriali. A margine dell’incontro, è previsto un momento di dialogo informale tra i partecipanti e i relatori, occasione preziosa per costruire reti e condividere esperienze.

Il weekend proseguirà con i momenti più attesi della festa: domenica 12, alle 17,00, le vie del paese si animeranno con la solenne processione religiosa, che vedrà la partecipazione dei cavalieri provenienti da diversi comuni della Sardegna, dei gruppi folk, delle traccas trainate dai trattori, del gruppo scout e di numerosi fedeli.

La celebrazione liturgica sarà presieduta da monsignor Mario Farci, vescovo di Iglesias. Al termine, la serata si concluderà con uno spettacolo pirotecnico e il concerto di Maria Giovanna Cherchi, che festeggia i trent’anni di carriera musicale, portando sul palco le sue più amate interpretazioni della musica sarda e contemporanea. Le celebrazioni si concluderanno lunedì, giornata interamente dedicata a San Ranieri. Alle 18,30, si terrà la Santa Messa presieduta da don Alessandro Muggianu, parroco di Orosei. A seguire, la festa continuerà in piazza con un vivace spettacolo di balli di piazza.

«Il valore spirituale della festa in onore della Madonna del Pilar e di San Ranieri raggiunge la profondità del cuore commenta il parroco Don Maurizio Mirai -. Non si tratta di una gioia effimera o di una felicità passeggera, ma di un’esperienza che orienta alla ricerca del vero bene.Per ciascuno di noi questa festa diventa un momento di autentica comunione, in cui fede e vita si intrecciano nella gioia della condivisione fraterna.»

La sindaca di Villamassargia Debora Porrà, con l’assessora alla Pubblica Istruzione Sara Cambula, ha incontrato in Comune la delegazione della UilTucs composta da quattro lavoratrici e dalla segretaria Silvia Dessì, a seguito del sit in annunciato dalla organizzazione sindacale per ricevere riscontri sulla salvaguardia occupazionale delle lavoratrici della mensa.
«Come dieci anni fa abbiamo tutelato, grazie al nostro intervento, le stesse lavoratrici della mensa scolastica, così oggi tuteleremo le clausole solidali per l’ottenimento delle quali mi sono personalmente battuta», ha dichiarato la prima cittadina.
Soddisfazione è stata espressa dalle lavoratrici al termine dell’incontro in Comune. «Abbiamo ricevuto le rassicurazioni necessarieha sottolineato la sindacalista della UilTucs Silvia Dessì e ci rendiamo disponibili a proseguire, nei prossimi giorni, le interlocuzioni per espletare le procedure di cambio gestione, previsto dal vigente contratto nazionale.»
«In considerazione dell’avvio di un nuovo appaltoha concluso la sindaca Debora Porràdiventa importante una visione strategica da parte del nostro Ente, titolare del servizio, che noi stiamo attuando con tutte le nostre forze per preservare la qualità del servizio e il lavoro delle persone.»
La sindaca aveva già avviato le interlocuzioni con il sindacato Uil in data 15 e 22 settembre e con la Cisl in data 22 settembre, ribadendo la volontà di mantenere gli attuali livelli occupazionali.

È stato firmato nella sala riunioni della Presidenza della Regione, il protocollo d’intesa per l’istituzione del Tavolo Tecnico Permanente – coordinato dal prefetto di Cagliari – dedicato alle attività di bonifica e messa in sicurezza del sito di interesse nazionale (SIN) “Sulcis Iglesiente Guspinese”. Alla firma hanno preso parte il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Cagliari, la Regione Autonoma della Sardegna, la Città Metropolitana di Cagliari, le Province del Sulcis Iglesiente e del Medio Campidano, l’ANCI, l’ARPAS e l’ISPRA. Per la Regione Autonoma della Sardegna era presente l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, delegata dalla presidente della Regione Alessandra Todde a sottoscrivere il protocollo, per la prefettura di Cagliari il prefetto Giuseppe Castaldo.

Il documento, approvato dalla Giunta regionale su proposta della presidente Todde, nasce su proposta del MASE dall’esigenza di superare le frammentazioni che negli anni hanno rallentato le procedure di bonifica, costruendo un quadro stabile di collaborazione e di confronto tra istituzioni, al fine di individuare soluzioni condivise adeguate alle specificità del contesto territoriale. L’obiettivo comune che si vuole raggiungere con il protocollo è quello di accelerare le procedure di bonifica del SIN “Sulcis Iglesiente Guspinese” , attraverso una serie di attività tra cui figurano il monitoraggio delle procedure di bonifica del SIN “Sulcis Iglesiente Guspinese, l’aggiornamento dei dati ambientali e l’individuazione di obiettivi di scopo al fine di favorire l’adozione di ogni azione o iniziativa utile ad accelerare le procedure di messa in sicurezza e di bonifica del SIN “Sulcis Iglesiente Guspinese”.

«Il SIN è un sito di competenza statale ma la Regione, con tutte le sue strutture, sta fornendo un supporto significativo, anche attraverso l’approvazione di questo Protocollo. È uno strumento che mette ordine e metodo in un processo che troppo a lungo ha sofferto lentezze e sovrapposizioni, definendo ruoli, tempi e responsabilità chiare.»

Il Tavolo Tecnico Permanente sarà coordinato dalla Prefettura di Cagliari, con riunioni periodiche finalizzate a verificare l’avanzamento dei lavori, promuovere il confronto con i Comuni e assicurare trasparenza verso le comunità locali.

Il prefetto di Cagliari Giuseppe Castaldo assicura il massimo impegno personale e degli Uffici della Prefettura, al fine di agevolare la sinergia tra le Amministrazioni per accelerare le procedure e superare le difficoltà.

Il Protocollo, della durata triennale, rappresenta un impegno concreto e condiviso per garantire al territorio del Sulcis Iglesiente Guspinese interventi ambientali coordinati, restituendo al tempo stesso nuove prospettive economiche e sociali.

«Il provvedimento, all’esame del Consiglio regionale, che istituirà l’Agenzia regionale di contrattazione è l’atteso compimento delle considerazioni che facciamo da tempo sul Comparto unico. Tuttavia, siamo consapevoli che bisognerà costruire un percorso per dare non solo un quadro normativo chiaro, ma piena attuazione alle legittime aspettative di riduzione della differenza stipendiale tra i dipendenti regionali e quelli degli enti locali.»

Ignazio Locci, presidente del Cal, ha commentato così la discussione in Aula sulla legge che riguarda il Comparto unico.

«Peraltro, se non si interviene normativamente, in prospettiva sarà sempre peggio e sempre a detrimento degli enti locali e dei salari dei suoi dipendenti. In particolare, si verificheranno gravissimi problemi per i grandi Comuni, infatti le città diventeranno invivibili senza stipendi adeguati. Inoltre, per gli enti locali diventerà sempre più difficile reclutare personale a causa della grave disparità di trattamento stipendiale tra privato, Regione e altri comparti. Tanto che diventa sempre meno appetibile assumersi importanti responsabilità nel servire lo Stato all’interno dei Comuni», ha concluso Ignazio Locci.

Con le dichiarazioni fatte il 2 ottobre Glencore ha finalmente gettato la maschera e dimostrato che le preoccupazioni dei metalmeccanici, avanzate da quando è arrivato l’attuale amministratore, erano esatte. Infatti, il disegno di ridurre gli appalti, inglobare le lavorazioni, aumentare la concorrenza tra appalti e lavoratori avevano un doppio disegno, ben definito:

1) puntare agli appalti al massimo ribasso;

2) introdurre il tarlo della poca convenienza a produrre in Italia. Alcuni gravi sviluppi congiunturali, hanno aiutato la Glencore a portare avanti queste scelte, la più importante e vantaggiosa (per loro), è stato il forte indebolimento del costo energetico durante la pandemia; periodo sfruttato dalla multinazionale per rinunciare alle condizioni vantaggiose esistenti, per entrare nel mercato libero energetico; salvo poi chiedere nuove condizioni energetiche migliorative, non appena la pandemia andava i risolversi, portando con sé, il nuovo incrementi energetici, costi ritenuti dalla Glencore insostenibili per la continuazione produttiva. Cosi, mentre il costo energetico saliva a dismisura, tutti i nodi sono venuti al pettine…. Chiusura del polo piombo, apertura degli ammortizzatori sociali, fuoriuscita di gran parte dei lavoratori (in quattro anni si passa da 1.500 agli attuali poco più di 300).

In questo lungo periodo ci era parso di comprendere che le istituzioni tutte, avessero un solo obiettivo: garantire le produzioni definite strategiche e di conseguenza l’occupazione; quindi, tutti contro la decisione della multinazionale come dichiarato dai ministri e dalla regione ai cancelli il 27/12/2024.

Invece, il 2 ottobre le dichiarazioni del ministro Urso hanno colto tutti sorpresa: la Glencore non ha responsabilità, ha fatto una scelta legittima, ha favorito le visite di possibili interlocutori che di buon ordine hanno deciso di ritirarsi; non solo… ritengono molto importanti gli sviluppi sul litio e sui possibili depositi temporanei di materie critiche. Ci sentiamo presi in giro dalle dichiarazioni in totale controtendenza rispetto al passato. In quanto all’uscita dei possibili interlocutori, riteniamo inverosimile, trovare alternative che puntino al solo rilancio della linea elettrolitica, ossia la parte che Glencore dichiara di non essere conveniente, per mantenere l’attuale produzione attraverso i fumi di acciaieria e nel frattempo proseguire gli studi sul litio. e su nuovi bacini di stoccaggio, di materie critiche rare utili per il resto del paese. Studi della quale non siamo a conoscenza di nulla, tantomeno ne è a conoscenza l’assessorato all’ambiente, come dichiarato il 2 ottobre, se non attraverso la presentazione di due paginette.

In poche parole si rinuncia definitivamente alle produzioni di cui lavoratori sono professionalmente preparati, per puntare a nuovi rifiuti. Si perdono un migliaio di posti di lavoro, mandando a gambe all’aria le imprese ed i lavoratori degli appalti, già stremati dalla cassa integrazione non incentivata.

Il consuntivo di questi cinque incontri al MIMIT per il Sulcis, non credo che possa essere ritenuto soddisfacente. Alle difficoltà annunciate di Glencore, SiderAlloys e Eurallumina, non sono state impresse le dovute accelerazioni E a queste crisi si aggiunge l’imminente chiusura della centrale, con altri centinaia di lavoratorə destinati a perdere il posto di lavoro.

L’assemblea e le OO.SS. condividono le preoccupazioni espresse dal nuovo Presidente della Provincia e dal Sindaco di Portoscuso, e di coloro che dichiarano che si sono persi 10 mesi, chiedono altresì ai Ministri e alla Regione di tornare laddove avevano fatto delle promesse a garanzia del lavoro, per far comprendere in quale modo la politica, intenda superare le difficoltà conseguenti a tali scelte, che salveranno pochi posti di lavoro.

FIOM, FSM e UILM, attenderanno impazienti gli sviluppi che devono essere affrontati con urgenza, tuttavia nel proclamare lo stato di agitazione del settore metalmeccanico, non escludono iniziative di lotta.

Segreterie territoriali FIOM FSM UILM

 

Un autunno caratterizzato da identità, sapori tipici e festa: l’ottobrata massargese è ricca di eventi con due appuntamenti imperdibili: la “Festa dessu Pillai” e la 31esima edizione della Sagra delle Olive. Sotto ai riflettori artisti locali e grandi nomi della scena musicale nazionale. Dalla voce intensa di Maria Giovanna Cherchi, figura simbolo della musica popolare sarda, al sound urbano e sperimentale della band cagliaritana dei Sikitikis, fino alla carica travolgente dei Modena City Ramblers e all’energia senza tempo di Beppe Carletti, accompagnato da una sfilata di cover band dei Nomadi.
Non mancheranno poi momenti di festa pop con una serata revival anni ’90, balli tradizionali e l’immancabile esibizione del Gruppo Folk.
«Due manifestazioni che si presentano con uno slancio ancora più ampio ha dichiarato Sara Cambula, assessora della Culturagrazie al gemellaggio ufficiale con il Comune spagnolo di Calanda, che dona un respiro più europeo agli eventi. Fondamentale anche il finanziamento regionale che ci ha permesso di valorizzare una ricorrenza antica e farla conoscere ben oltre i confini del paese.»
Il lungo weekend della Festa del Pilar prenderà il via venerdì 10 ottobre con i “Fantasias de Ballos” fino a lunedì 13 con la giornata dedicata a San Ranieri, a cui era originariamente intitolata la chiesa di Piazza Pilar durante il periodo pisano.
Il cuore della festa batterà però tra sabato 11 e domenica 12, con due giornate dense di emozioni: la storica corsa de Barberi, rievocazione dell’ottocentesca gara equestre (sabato ore 15 in via Pillematta), e con Is paradas, dove la tradizione si fa convivio, tra arrosti e piatti tipici.
Messe previste nella chiesa di Nostra Signora del Pilar (sabato e domenica alle 18.30) mentre la processione (sabato alle 17.00) vedrà sfilare abiti tradizionali provenienti da tutta la Sardegna, accompagnati da tracas e cavalli, secondo l’antica devozione popolare.
Un tuffo nella memoria che rievoca i fasti descritti nella celebre opera Angius-Casalis, dove si racconta di una festa lunga quattro giorni, capace di richiamare a Villamassargia pellegrini e visitatori da tutta l’isola.
«Un sentito ringraziamentoha sottolineato la sindaca Debora Porrà va in particolare al nostro gruppo Folk e alla sua ricerca storica, al comitato parrocchiale Beata Vergine della Neve e a tutti coloro che rendono possibile la Festa del Pilar che si è ritagliata uno spazio significativo a livello regionale.»
A chiudere il mese la Sagra delle Olive, appuntamento simbolo dell’identità locale, in programma da venerdì 17 a domenica 19 ottobre, che quest’anno si presenta in una veste rinnovata grazie alla proficua collaborazione tra comune di Villamassargia e la Città dell’Olio.
Un evento sempre atteso che ha ottenuto la certificazione di “Sagra di Qualità” e che promette di offrire ai visitatori un mix unico di tradizione, innovazione e sapori autentici con i suoi Prodotti Agroalimentari Tipici.

Si è conclusa con successo la quarta edizione di “Noi Camminiamo in Sardegna”, la manifestazione promossa dall’Assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio dedicata al turismo lento e ai cammini dell’Isola.

Un’edizione da record che, dal 28 settembre al 4 ottobre 2025, ha coinvolto oltre 800 partecipanti tra camminatori, esperti, giornalisti, content creator, tour operator, autori e progettisti di cammini, accompagnati da più di 40 guide turistiche e ambientali escursionistiche esperte.
Nel corso della settimana sono stati percorsi oltre 700 chilometri, attraversando 55 Comuni e toccando gli otto Cammini di Sardegna e le otto Destinazioni di Pellegrinaggio.

Un risultato che conferma “Noi Camminiamo in Sardegna” come il principale appuntamento nazionale dedicato alla promozione del turismo esperienziale e sostenibile, capace di coniugare ambiente, cultura, spiritualità e identità locale.

Il progetto ha coinvolto gli itinerari del Cammino Minerario di Santa Barbara, Cammino di San Giorgio Vescovo, Cammino di Santu Jacu, Cammino di Sant’Efisio, Cammino 100 Torri, Via dei Santuari e Cammino Francescano in Sardegna, ai quali si è aggiunto il nuovo itinerario pilota del Cammino dei Beati, che attraversa i territori di Dorgali, Galtellì, Oliena, Orgosolo e Orosei.

Protagoniste anche le Destinazioni di Pellegrinaggio: Borutta, Dorgali, Galtellì, Genoni-Gesturi-Laconi, Luogosanto, Orgosolo e Sant’Antioco, autentici borghi di spiritualità, accoglienza e memoria.

Il gran finale di Pula ha rappresentato il momento simbolico e celebrativo dell’intera manifestazione.
La sera di venerdì 3 ottobre, la Piazza del Popolo si è trasformata in un palcoscenico di emozioni con l’evento “I canti, le musiche, i territori”, condotto da Ambra Pintore e Ottavio Nieddu, che ha unito le voci dei camminatori, gli artisti e le comunità locali in un racconto corale di identità e tradizione.
L’iniziativa ha registrato una grande partecipazione di pubblico, valorizzando il ruolo di Pula come destinazione simbolo del turismo lento in Sardegna.

«Il turismo dei cammini non è solo un modo di viaggiare, ma un’esperienza di scoperta lenta e profonda che unisce spiritualità, cultura e sostenibilità ha dichiarato l’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu -. Con ‘Noi Camminiamo in Sardegna’ continuiamo a costruire un’offerta capace di raccontare la Sardegna più vera e di farla conoscere al mondo tutto l’anno.»

Durante l’edizione 2025, sabato 4 ottobre, è stata inaugurata la quinta tappa del Cammino di Sant’Efisio, tra la chiesa di San Giovanni Battista e la chiesetta di Sant’Efisio a Nora, attraversando luoghi di fede, paesaggio e memoria. Un nuovo tratto di 10 km che porta il percorso complessivo a oltre 90 km, rafforzando il valore identitario e devozionale del cammino dedicato al santo più venerato dell’Isola. Al termine del percorso, culminato con la celebrazione religiosa e i saluti istituzionali presso il Teatro comunale, è stata presentata la valorizzazione del cammino attraverso i prodotti tipici incontrati lungo i 16 itinerari, curata dagli studenti dell’Istituto Alberghiero “Domenico A. Azuni”.

«Noi Camminiamo in Sardegna – ha sottolineato Renato Tomasi, responsabile del Settore Valorizzazione Territoriale della Regione Sardegna – si conferma un modello turistico esperienziale e sostenibile, fondato su ambiente, identità e accoglienza. Un progetto che valorizza i borghi e le comunità, promuove la fruibilità dei cammini e offre nuove opportunità di sviluppo economico e sociale, destinate a rendere la Sardegna protagonista del turismo lento sui mercati nazionali e internazionali.»

Con oltre 80 professionisti nazionali coinvolti tra giornalisti, autori, tour operator e progettisti di cammini, la quarta edizione segna un ulteriore passo avanti nella costruzione di una rete di promozione e conoscenza condivisa che unisce territori, esperienze e persone sotto un’unica visione di Sardegna autentica e sostenibile.