Il percorso parte da un’analisi lucida e realistica dello stato attuale: una realtà che presenta criticità organizzative e strutturali, ma anche e, soprattutto, significativi margini di miglioramento e numerose opportunità di sviluppo. Proprio questa condizione consente oggi di intervenire su più livelli in modo sistematico, rafforzando la capacità di programmazione senza perdere di vista la gestione delle emergenze.
La direzione strategica individua con chiarezza l’obiettivo principale: definire una visione condivisa del futuro dell’Azienda, rafforzando l’offerta sanitaria sul territorio e potenziando, in parallelo, i servizi ospedalieri. L’innalzamento dell’età media della popolazione rende, infatti, imprescindibile un deciso orientamento verso il rafforzamento dell’assistenza territoriale, con la capacità di presidiare sulla attività prevenzione (screening, promozione della salute in generale) anche attraverso una stretta collaborazione con i Comuni.
In questo contesto si colloca anche il forte impulso allo sviluppo della telemedicina e del telemonitoraggio, strumenti chiave per intercettare precocemente i cittadini in condizioni di apparente benessere e prevenire l’aggravarsi delle patologie croniche, come nel caso dello scompenso cardiaco.
Sul fronte ospedaliero, una forte integrazione tra le équipe dei due presidi e la mappatura dei percorsi clinici, orientate alla crescita professionale e al raggiungimento dell’eccellenza assistenziale, dovranno favorire lo sviluppo strutturato dei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA), con particolare attenzione ai PDTA oncologici dedicati ai tumori della mammella, del colon e della prostata, nonché ai principali PDTA clinici, quali quelli relativi alla frattura di femore, all’ictus e ad altre condizioni ad alta complessità.
Indispensabili in questa fase sono il potenziamento delle Centrali Operative Territoriali (COT), con una cabina di regia tecnologica di monitoraggio che potrebbe trovare collocazione a Iglesias, insieme allo sviluppo dei percorsi di pre ospedalizzazione e del Centro Accoglienza Servizi (CAS) per i pazienti oncologici.
Tra le priorità operative figura, infine, la progressiva riapertura delle strutture oggi solo parzialmente operative a causa della carenza di personale. Un obiettivo che passa dal recupero dell’attrattività dell’Azienda, attraverso una chiara graduazione delle funzioni, il conferimento di incarichi di alta professionalità, l’utilizzo mirato di risorse come le RAR e il coinvolgimento degli specializzandi.
Un insieme di azioni che mira a costruire un sistema sanitario più solido, moderno e vicino ai bisogni della comunità, capace di trasformare le difficoltà attuali in un’occasione concreta di crescita e innovazione.

Prenderanno il via a breve, a Sant’Antioco, le attività del progetto MuseoDiffuso.exe, che da anni si svolgono negli spazi comunali dell’ex Monte Granatico, in piazzetta Padre Bruno Orrù, a Sant’Antioco. Ma da quest’anno il progetto si innova e si amplia, grazie alla buona riuscita della partecipazione al bando “Ecosistemi Culturali al Sud Italia 2024″ promosso da Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e Fondazione Con Il Sud. Il progetto, che impegna ben 425mila euro su quattro annualità ed è stato ribattezzato “MuseoDiffuso.exe – Granaio di comunità”, è il risultato della collaborazione tra Ottovolante Sulcis APS (ente capofila) e il comune di Sant’Antioco (ente co-finanziatore), con il co-finanziamento della Fondazione di Sardegna e la partecipazione di Cooperativa Archeotur SRL, Le Api Cooperativa Sociale e Cooperativa Sociale Millepiedi Onlus.
“MuseoDiffuso.exe – Granaio di comunità” è un progetto finalizzato alla valorizzazione dell’immobile ex Monte Granatico, nel centro storico di Sant’Antioco, ora sede del progetto sperimentale per la creazione di un centro esperienziale di interpretazione, valorizzazione e promozione innovativa del territorio. Attraverso la coprogettazione dei partner, si intende creare un ecosistema culturale che metta a sistema la valorizzazione dell’immobile storico, il patrimonio culturale materiale e immateriale e i soggetti che partecipano alla vita comunitaria, per favorire il rafforzamento del legame tra identità culturale e comunità territoriale e generare processi di sviluppo locale.
Il programma prevede l’ampliamento e il miglioramento delle attività già avviate, puntando su uno spazio polifunzionale, contenitore di eventi e generatore di contenuti, creato da e per i giovani. Per disporre di spazi più ampi e attrezzati accessibili a chiunque, sono inoltre previsti interventi sulla struttura al secondo piano e sulla copertura.
Prima minatore, poi dirigente minerario e infine consigliere regionale, Giampiero Pinna è stato soprattutto questo: un uomo profondamente innamorato della Sardegna e della sua gente. Così, quando cessarono le estra zioni e centinaia di lavoratori rischiarono di cadere in miseria insieme alle loro famiglie, compì un gesto che nessuno si sarebbe aspettato: scese sottoterra e per un anno visse nella Sala Argani di Pozzo Sella, nella miniera di Monteponi. Fu la più lunga occupazione nella storia dell’isola.
Giampiero Pinna voleva che il Parlamento, dopo troppi rinvii, approvasse il progetto del Parco geominerario, essenziale per creare indotto turistico e avviare la
bonifica ambientale del territorio. Intraprese così una lotta dura ed eroica, raccontata in prima persona tra le pagine di questo libro, completato poco prima che venisse a mancare.
Mentre questo ex minatore tra il 2000 e il 2001 viveva nelle viscere della terra, la gente si mobilitava per sostenere la sua battaglia e provare così a dare un futuro al territorio e ai propri figli. Senza contare i tanti che, come Rita Borsellino o gli Inti-Illimani, vennero da fuori a portargli la loro solidarietà.
Su due piani paralleli, dal buio di Pozzo Sella alla luce del Sulcis Iglesiente, ecco l’epopea profondamente umana del mondo minerario che andava a morire e la lotta di un’intera comunità.
Gli autori
Andrea Mattei (Roma, 1964), giornalista, è caporedattore alla «Gazzetta dello Sport» dove cura – tra l’altro – una pagina web dedicata all’Arte di Camminare. Con Ediciclo ha pubblicato L’arte di fare lo zaino (2018), La Via dei Sassi. Da Bari a Matera lungo il Cammino materano (2018) e In cammino per la libertà. Passi di resistenza umanitaria in Abruzzo (2024).
Daniela Palumbo (Roma, 1965) è scrittrice e giornalista a «Scarp de’ Tenis» di Caritas Ambrosiana. I suoi libri sono pubblicati, fra gli altri, da Giunti, Piemme, Mondadori, Einaudi Ragazzi, La Nuova Frontiera Junior, Sinnos,
Il Castoro. Vincitrice di diversi premi letterari (tra cui il Battello a Vapore-Piemme 2010), nel marzo 2024 ha vinto il Premio Campiello Junior con il libro La notte più bella (Piemme).
I cittadini del Sulcis Iglesiente possono richiedere online i documenti utili ai fini ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) per il 2026.
Tutti i clienti del Sulcis Iglesiente del Gruppo Poste Italiane, ovvero i titolari di un conto corrente BancoPosta, di un libretto di risparmio postale o di carte prepagate Postepay, possono accedere al sito poste.it e richiedere la giacenza media e il saldo di tutti i prodotti (intestati e cointestati) in un unico documento, necessario per richiedere l’ISEE per l’anno appena iniziato. Per richiedere il documento sul sito è necessario essere registrati a poste.it ed aver associato un numero telefonico a uno dei propri prodotti finanziari.
Il documento, che viene emesso su richiesta dell’intestatario, raccoglie tutte le informazioni necessarie per il calcolo dell’ISEE relative ai prodotti finanziari, in particolare riporta saldo e giacenza media dei conti BancoPosta e dei libretti di risparmio postale attivi/estinti nel corso dell’anno 2024, il valore nominale dei buoni fruttiferi postali (cartacei e dematerializzati), saldo e giacenza media delle Postepay nominative, delle Postepay con iban e delle carte enti previdenziali, la situazione dei fondi di investimento, del deposito titoli e l’attestazione dei premi versati per polizze assicurative.
Anche quest’anno, i clienti registrati su poste.it e in possesso di almeno un prodotto nell’App Poste Italiane potranno consultare la documentazione valida ai fini dell’ISEE 2026 con i dati aggiornati al 31 dicembre 2024 direttamente nella propria bacheca.
L’App Poste Italiane è gratuita ed è utilizzabile anche da chi non è titolare di un rapporto con l’azienda, come un vero e proprio ufficio postale a casa dei cittadini.
Per tutti i dettagli sul servizio è possibile consultare il sito https://www.poste.it/prodotti/rilascio-certificazione-ai-fini-isee.html.
«Nel segno di una leale collaborazione tra Istituzioni, abbiamo portato la voce del Cal su alcuni temi che, nell’ambito della Finanziaria, riguardano gli enti locali. In particolare sul ‘Fondo unico’ per il quale riscontriamo una convergente volontà, di maggioranza e minoranza, riguardo al suo incremento, che auspichiamo diventi strutturale. Per le Autonomie locali è importante poter contare sulle risorse disponibili all’inizio dell’anno finanziario perché rappresenta un elemento principale dell’azione amministrativa con un’immediata ricaduta sui cittadini. Soprattutto per quanto concerne la possibilità di garantire adeguati servizi, considerato il notevole incremento dei costi relativi a quelli di carattere sociale.»
Lo ha detto Ignazio Locci, presidente del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL), in occasione della seduta congiunta con il Consiglio regionale sullo stato delle autonomie della Sardegna.
«Auspichiamo un proficuo confronto con la Regione anche su altri temi, come la sanità territoriale, verso la quale riscontriamo una scarsa attenzione; il ridimensionamento scolastico, considerando necessario un forte intervento rispetto all’offerta formativa per gli studenti sardi; il commercio di vicinato, che vive una pesante crisi, tale da configurare la perdita di un aspetto del patrimonio sociale ed economico dei nostri territori, soprattutto quelli dell’interno; l’edilizia abitativa, con la necessità di un piano regionale adeguato e di una politica per la casa, abbinata alla riqualificazione dei centri urbani. Tutti aspetti che possono contribuire in maniera decisiva nella lotta allo spopolamento», ha aggiunto Ignazio Locci.
Sono intervenuti anche i sindaci Francesco Lai (Loiri Porto San Paolo), Maria Beatrice Muscas (Samassi), Sebastiano Congiu (Oliena), Carlo Lai (Ierzu), Stefano Rombi (Carloforte), Marco Pisanu (Siddi), Annalisa Mele (Bonarcado) e Antonino Munzittu (Decimoputzu).
Un nuovo tassello si aggiunge al Cammino Minerario di Santa Barbara e alla sua rete di ospitalità diffusa. È stata inaugurata oggi, martedì 13 gennaio, la Posada di Portixeddu, nel comune di Fluminimaggiore, lungo le tappe 4 e 5 del percorso.
La nuova struttura di accoglienza, ospitata nell’ex Albergo del Golfo del Leone, mette a disposizione 24 posti letto dedicati ai camminatori e rappresenta la nona posada aperta dalla Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara dal 2019 ad oggi.
Con questa apertura, la rete delle posadas del Cammino Minerario di Santa Barbara raggiunge complessivamente 130 posti letto, rafforzando in modo significativo il sistema di ospitalità diffusa lungo il Cammino.
La Posada di Portixeddu si apre così ai viaggiatori lenti, a chi sceglie di attraversare i territori passo dopo passo, rispondendo alla crescente presenza di pellegrini lungo un tratto particolarmente rilevante del percorso, quello della costa dell’Iglesiente-Arburese-Guspinese.
Questo nuovo passo si inserisce in una visione più ampia di sviluppo del Cammino Minerario di Santa Barbara che, attraverso la rete delle posadas, promuove un modello di turismo sostenibile, esperienziale e destagionalizzato, capace di generare economia diffusa, rafforzare il legame tra comunità e paesaggio e valorizzare l’identità dei territori attraversati.
All’evento hanno partecipato Mauro Usai, presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, e Paolo Sanna, sindaco del comune di Fluminimaggiore.













