24 August, 2026

Piccoli e grandi mali affliggono la sanità del Sulcis Iglesiente. Ormai non fa neppure notizia tante sono le segnalazioni dei disagi che devono patire, quotidianamente, i cittadini del territorio quando necessitano di attenzioni e cure. Come quel piccolo grande problema che ormai da mesi si trascina senza trovare soluzione: il disservizio della linea telefonica dei poliambulatori della ASL Sulcis Iglesiente di viale Arsia. Se avete provato a chiamare questi ambulatori avrete notato che il telefono squilla ininterrottamente senza ottenere risposta. A volte la chiamata riguarda una semplice informazione ma a volte la chiamata può riguardare qualcosa di più importante. Il senso di disorientamento è immediato, ci si chiede come sia possibile che nessuno risponda, come se non ci fosse nessuno dall’altra parte della linea. Quindi non resta che armarsi di buona pazienza (come se fosse infinita) per recarsi di persona nello stabile degli ambulatori, che è anche sede del C.U.P. per le prenotazioni. In realtà il personale di servizio, si scopre poi, è presente e gli ambulatori, pur con tutti i gravi limiti del momento che stiamo attraversando, stanno lavorando normalmente. Il problema è semplicemente riconducibile all’interruzione “temporanea” della linea telefonica fissa del centralino e delle derivazioni interne a causa degli infiniti lavori edili di ristrutturazione che stanno riguardando lo stabile ex I.N.A.M., sede dei poliambulatori. Sembra impossibile eppure, nonostante tutta la tecnologia oggi a disposizione, non si è ancora pensato di ovviare all’inconveniente attivando anche un semplice numero di telefonia mobile.
Dalla ASL fanno sapere che «la temporanea indisponibilità delle linee telefoniche in alcuni uffici del Distretto è dovuta ai lavori di ristrutturazione in corso, che hanno reso necessari spostamenti provvisori del personale e non hanno consentito il ripristino immediato delle linee». Inoltre la ASL assicura che «il problema verrà risolto quanto prima. Nel frattempo, aggiungono dalla ASL, saranno resi noti, tramite i canali ufficiali (sito web e pagine social) i numeri di telefono alternativi da utilizzare».
Il problema però persiste, trascinandosi da mesi, e riguarda principalmente tutte quelle persone fragili, indifese, anziani e disabili che non sempre hanno la possibilità di saltare su un’auto per recarsi al CUP o negli ambulatori per una visita o un esame oppure anche solo per una semplice informazione. I cittadini di questo territorio hanno la fondata percezione di essere pazienti di serie B, che i loro diritti sono diversi, inferiori, a quelli dei cittadini di altri territori della Sardegna e dell’Italia intera, come se il loro contributo alla fiscalità generale e la loro dignità non avesse lo stesso valore.

Carlo Martinelli

Venerdì 9 gennaio 2026, dalle ore 9.00 alle ore 12.00, presso il salone dell’Auser di via Liguria, a Carbonia, si terrà l’assemblea generale delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, coinvolti nel rilancio dell’alluminio primario. Sono convocati tutti coloro che si trovano in mobilità in deroga e che sono in attesa del pagamento dell’integrazione alla mobilità. Lavoratrici e lavoratori della SiderAlloys e della GMS, coinvolti nel futuro della SiderAlloys (attualmente in cassa integrazione ancora non pagata), mai incerto come oggi.

Nel corso dei lavori verranno discusse le responsabilità politiche delle istituzioni regionali e nazionali, che non riescono a dare un futuro ai tanti che ancora guardano con forte attenzione al rilancio della ex Alcoa ed eventualmente quali iniziative intraprendere.

«Desideriamo rassicurare la popolazione di Villamassargia: l’assenza del dott. Pili nella giornata di ieri presso la sede di via Stazione è stata temporanea e superata nell’arco della stessa giornata.
A partire da questo pomeriggio, il dott. Pili sarà regolarmente presente in ambulatorio secondo i consueti orari indicati nell’infografica. Ci scusiamo per il disagio e ringraziamo tutti per la comprensione.»
La direzione della ASL Sulcis Iglesiente ha chiarito con questo breve comunicato il motivo della temporanea assenza del medico di medicina generale nei locali della Guardia medica, in via Stazione 14, a Villamassargia, nella giornata di ieri.

Casa Emmaus inaugura ufficialmente EduCare, il nuovo progetto educativo e socio-educativo rivolto a ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, pensato come spazio di crescita, prevenzione, formazione, relazione e valorizzazione dei talenti individuali.
L’evento di inaugurazione si terrà venerdì 16 gennaio, dalle ore 11.00 alle 13.00, presso il Centro Giovanile “Santa Barbara” di Iglesias, e rappresenterà un momento pubblico di presentazione del progetto, dei suoi obiettivi e del valore del partenariato che lo rende possibile.
EduCare nasce infatti nell’ambito dei programmi finanziati da Next Generation EU, con il coinvolgimento dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, e si fonda su una forte alleanza territoriale che vede insieme Casa Emmaus, il Centro di Giustizia Minorile di Cagliari, il Comune di Iglesias, l’Istituto Comprensivo Pietro Allori, Anffas, Key Company Srl e la Cooperativa L’Idea.
Durante l’incontro sono previsti:
  • saluti istituzionali;
  • intervento dell’assessora delle Politiche sociali del comune di Iglesias, Angela Scarpa;
  • presentazione del progetto EduCare, a cura di Vincenzo Castelli, coordinatore del progetto per Casa Emmaus;
  • focus sul valore aggiunto del partenariato, con gli interventi di Claudia Friargiu (Cooperativa L’Idea), Monica Saurra (Anffas) e Uriam Casari (Key Company);
  • dibattito aperto con i partecipanti, coffee break e conclusioni finali.
EduCare si configura come uno spazio educativo gratuito, attivo il pomeriggio dal lunedì al venerdì, che unisce laboratori, sport, supporto allo studio e alla formazione professionale, attività creative e digitali, con l’obiettivo di rafforzare competenze sociali, emotive e relazionali, prevenendo situazioni di disagio e di dispersione scolastica.
Con EduCare, Casa Emmaus conferma il proprio impegno nella costruzione di comunità educanti, capaci di accompagnare i più giovani in percorsi di crescita sani, inclusivi e orientati al futuro.

L’Iglesias ha conquistato la 34ª Coppa Capodanno per giovanissimi, superando nettamente in finale 4 a 0 la Marco Cullurgioni Giba, sul terreno di gioco del Comunale Nuovo Puggioni di Carloforte. L’intera fase finale della manifestazione, è stata organizzata dalla delegazione della FIGC Lega Nazionale Dilettanti di Carbonia Iglesias, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Carloforte e la società del Carloforte.

La finale, disturbata da una leggera pioggia per tutto l’arco dei 70 minuti regolamentari, è stata dominata dalla squadra allenata da Giovanni Pani che l’ha sbloccata già al 7′ del primo tempo con Marco Perseu, autore di un diagonale che ha superato imparabilmente il portiere della Marco Cullurgioni Giba. La squadra di Nicola Demontis ha cercato di imbastire une reazione ma allo scadere del primo tempo l’Iglesias ha raddoppiato con Nicolò Lebiu, autore di un gran colpo di testa su azione da calcio d’angolo.

Nel secondo tempo la Marco Cullurgioni Giba è cresciuta e in un paio di occasioni è andata vicina al goal che avrebbe riaperto la partita, ma al 50′ l’Iglesias l’ha chiusa definitivamente con il terzo goal, autore ancora Marco Perseu. E allo scadere il quarto goal della squadra rossoblù, messo a segno da Manuel Madeddu, ha fissato il risultato sul definitivo 4 a 0.

L’Iglesias, dopo la 62ª Coppa Santa Barbara con gli allievi, ha conquistato così anche la 34ª Coppa Capodanno con i giovanissimi, in una stagione straordinaria per il movimento calcistico rossoblù, protagonista anche con la prima squadra nel campionato di Eccellenza regionale.

In serata le squadre si sono trasferite nel salone Ex-Me di via XX Settembre, per la cerimonia di premiazione, svoltasi alla presenza del sindaco Stefano Rombi e dei familiari dell’indimenticabile cavaliere Pietro Puggioni, già presidente del Carloforte e dirigente federale, al quale è stata dedicata la 34ª edizione della Coppa Capodanno.

Oltre alle due squadre finaliste (premio consegnati dal sindaco di Carloforte Stefano Rombi e dall’assessore dei Trasporti Gianluigi Penco), cono stati premiati i migliori calciatori delle due squadre, Marco Perseu per l’Iglesias e Nicola Brai per la Marco Cullurgioni Giba (premi consegnati da Loredana Mura e Carlo Scontus, rispettivamente segretaria della delegazione FIGC LND di Carbonia Iglesias e responsabile regionale dell’attività di base); la terna arbitrale diretta da Alessia Nuvoli, assistenti di linea Edoardo Curreli e Sergio Aresu (premi consegnati dai familiari di Pietro Puggioni). I familiari hanno consegnato il “Trofeo Pietro Puggioni” all’Iglesias e il vice delegato della delegazione FIGC LND di Carbonia Iglesias Salvatore Anedda, ha consegnato ìuna targa di ringraziamento al sindaco Stefano Rombi, ai familiari di Pietro Puggioni e alla società Carloforte.

La leggera pioggia non ha fermato il programma dei festeggiamenti per l’Epifania, martedì 6 gennaio, a Carbonia, organizzato dal comune di Carbonia, dalla Pro Loco e dall’associazione Le Simpatiche Canaglie. La mattinata è iniziata alle 10.00 con la partenza da Piazza Ciusa, con le Befane in moto, il Trenino Thomas, la Mascotte Disney e gli Sbandieratori; intorno alle 11.00 l’arrivo in piazza Roma, con Spiderman, musica e intrattenimento con Dj Salvatore Carrus e la premiazione delle Befane. Gran finale, attesissimo, con la discesa della Befana dalla Torre Civica, dall’altezza di ben 28 metri, che ha tenuto concentrati tutti i presenti per alcuni minuti, in attesa dell’arrivo sulla piazza Roma. Gran finale con la consegna di un migliaio di calze piene di dolci a tutti i bambini.

Carloforte (5.887 abitanti al 31 dicembre 2024) si conferma sempre più Comune e Isola di centenari. Ieri a raggiungere lo straordinario traguardo del secolo di vita, è stata Maria Civita Cappai. A festeggiarla, con i familiari, c’era anche il Sindaco Stefano Rombi.

Con Maria Civita Cappai il “Club dei centenari di Carloforte” ha aggiunto la settima casella in un mosaico straordinario, guidata da Luisetta Mercalli, 110 anni (è nata il 17 febbraio 1915). Con lei Luigia Feola, 101 anni; Salvatore Greco, 101 anni; Giuseppe Porricino, 101 anni; Francesca Vitiello, 100 anni; Paola Scotto, 100 anni.

In occasione delle festività di fine anno, l’Amministrazione Comunale di Carloforte ha rivolto i più sinceri auguri di Buon Natale e Sereno Anno Nuovo ai concittadini centenari.

Giampaolo Cirronis

La sindaca del comune di Villamassargia, Debora Porrà, ha inviato una nota alla Asl Sulcis Iglesiente per chiedere chiarimenti sul servizio del medico di medicina generale, in servizio dallo scorso 10 novembre presso l’ambulatorio Asl di via Stazione, a Villamassargia.

Debora Porrà ha segnalato all’Azienda sanitaria che «sono pervenute numerose segnalazioni sull’assenza in data 2 gennaio 20267 del dottor Pili e inoltre il servizio telefonico riferiva questo messaggio di testo automatico ricevuto dai pazienti: “Messaggio automatico il servizio è sospeso”, altresì in data odierna mi sono recata personalmente e l’ambulatorio è chiuso».

Debora Porrà ha manifestato la preoccupazione per la circostanza e ha chiesto una maggiore cura della comunicazione ai pazienti che si sono trovati smarriti e senza informazioni, Infine, confidando nella pronta soluzione, ha chiesto chiarimenti in particolare in merito alla conferma della durata contrattuale del servizio.

In occasione dell’evento dell’Epifania una delegazione del Corpo di Polizia locale di Iglesias si è recata presso la struttura denominata “Lo specchio DAN”, a Domusnovas, struttura punto di riferimento a livello nazionale per la cura dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione e non solo. In tale circostanza, il personale della Polizia locale è stato accolto dalla dottoressa Giovanna Grillo, presidente di Casa Emmaus, la cooperativa sociale che gestisce questa struttura, e dal personale medico e para medico che con grande professionalità e passione, rende possibile che un piccolo polo clinico sia in grado di offrire trattamenti che, in molti casi, verrebbero effettuati soltanto in ospedale, spesso in un contesto poco adatto alla dimensione psicologica di queste patologie. La Polizia locale è stata accolta calorosamente dai vari ospiti della struttura e l’incontro è stata l’occasione per condividere alcune esperienze personali di vita e le sfide e difficolta che si affrontano quotidianamente in uno spirito di condivisione e di dialogo. Personale della Polizia locale in veste di “Befana” ha consegnato dei doni in particolare materiale ludico, giochi di società e altro e gli ospiti della struttura hanno regalato al Comandante e ai presenti dei regali confezionati a mano dagli ospiti. Tale incontro è stato inoltre occasione per definire una condivisione di professionalità e di intenti, quali corsi di formazione specifici per gli operatori di Polizia locale nei TSO e ASO nell’approccio con pazienti che soffrono di problemi nutrizionali e di alimentazione una campagna di informazione e promozione a livello territoriale della struttura e di visite guidate per gli ospiti della struttura al Comando di Polizia locale.

Sono trascorsi 25 anni dalla pubblicazione della legge 388/2000, la legge finanziaria per il 2001, che tra le tante disposizioni, ha definito all’art.114 la base normativa che ha dato il via all’esistenza del Parco Geominerario della Sardegna (PGM). Di quella legge ero relatore e in quella veste, a nome della Commissione Bilancio, presentai la norma istitutiva del PGM nella forma dell’emendamento aggiuntivo al disegno di legge.
L’emendamento fu approvato a larga maggioranza della Camera dei deputati nel pomeriggio del 14 novembre. Subito dopo quella votazione telefonai a Giampiero Pinna.
«Ce l’abbiamo fatta», gli dissi. Giampiero Pinna era in attesa di notizie da Roma: si era rinchiuso in miniera impegnandosi a non uscirne se non a parco costituito. Anche quando fu approvata la legge non si mosse finché non fu concretamente applicata. La sua fu una battaglia di straordinario sacrificio personale per un obiettivo di interesse generale.
L’idea del Parco Geominerario veniva da molto lontano. Per brevità, richiamo solo l’opposizione, vittoriosa, alla liquidazione per svendita del patrimonio immobiliare minerario. Infatti, nel 1985, l’Eni aveva messo sul mercato interi complessi di straordinario valore storico comprendenti, nei comuni di Iglesias, Arbus, Guspini, San Gavino, 873 ettari di terreni, 519 fabbricati fra i quali un centinaio di edifici industriali, le direzioni minerarie di Monteponi, Ingurtosu, Montevecchio ed altri importanti manufatti. L’iniziativa fu bloccata e si salvò una buona parte della base materiale del futuro Parco.
Se è vero che le rivendicazioni venivano da molto lontano e da più parti, si deve a Giampiero Pinna il merito di averle tradotte in un progetto strutturato quando dirigeva aziende regionali, e di averle reso popolari con la lunga lotta a Pozzo Sella.
Noi parlamentari abbiamo fatto la nostra parte con l’iniziativa legislativa portata a felice conclusione. Fu, in definitiva, una produttiva cooperazione.
La Legge 388/2000 ha definito gli elementi essenziali del PGM. Ha sancito la creazione di un parco dedicato alla conservazione del vasto patrimonio legato all’attività mineraria sarda. Ne ha indicato le finalità: protezione e valorizzazione del patrimonio geologico, tecnico-scientifico, archeologico industriale, documentale, delle tradizioni e dei saperi legati alle miniere anche per obiettivi culturali, sociali e produttivi. Ha disposto come strumento di gestione un consorzio composto da Ministeri (Ambiente, Attività Produttive, Università e Ricerca), la Regione Sardegna e i Comuni interessati. Ha delegato al Ministero dell’Ambiente l’emanazione dei decreti attuativi, cosa avvenuta con il D.M. 16 ottobre 2001 e il D.M. 9 marzo 2004. E, infine, ha assegnato per la gestione un finanziamento annuale di ben sei miliardi di lire, divenuti circa tre milioni di euro a partire dal 2001. Era il Parco con più fondi in Italia. Per gli investimenti, inoltre, il Parco era abilitato ad accedere ai fondi nazionali e dell’Unione europea. In conclusione: la legge mise a disposizione strumenti e risorse per fare un buon lavoro.
Passato un quarto di secolo, bisogna chiedersi quale sia stata il beneficio concreto del PGM per i territori ex minerari. Il rendiconto è un dovere politico e morale, sebbene desueto. Questo dovere spetta innanzitutto agli organi dirigenti del parco, sebbene non solo a loro. Il nuovo commissario straordinario (al quale auguro buon lavoro, chiedendomi perché ancora un commissario e non un normale presidente) proprio perché è di fresca nomina e quindi estraneo alle precedenti gestioni, potrebbe/dovrebbe presentare un bilancio consuntivo di venticinque anni di attività del Parco. L’indice di un simile rapporto è nell’articolo 2 del decreto ministeriale 16 ottobre 2001 che elenca distintamente gli obiettivi del Parco: ciascuno di questi merita un dettagliato resoconto.
Per parte mia, propongo alcune riflessioni.
Il primo obiettivo, quello della tutela passiva dell’archeologia industriale mineraria è stato ottenuto nel momento in cui è stata approvata la legge e sono stati emanati i decreti attuativi. Nessuno può toccare quei beni senza l’autorizzazione dei pubblici organi: non è un risultato di poco conto se si ha presente la preesistente situazione. Semmai si deve anche aggiungere che il primo decreto attuativo della legge (il DM 16 ottobre 2001) ha esteso in maniera abnorme i vincoli obbligando cittadini, imprese, comuni etc., a richiedere il nulla osta al parco anche per interventi su beni e aree che neanche lontanamente hanno avuto a che fare con le miniere. Quel decreto è stato riformato nell’ormai lontano 2016 (DM 8 settembre 2016) per distinguere tra aree e beni di sicuro interesse culturale e paesaggistico e aree che con le miniere non c’entrano (cioè gran parte dei territori e dei centri comunali del Parco) per i quali non sarebbe più richiesto il nulla osta. Il richiamato decreto ha assegnato un anno dall’emanazione come termine per concludere la classificazione. Del resto, il lavoro di istruzione tecnica era già stato fatto.
La domanda è: la classificazione è stata fatta o si continua come prima a sottoporre cittadini ed imprese a adempimenti inutili, costosi per risorse e tempo?
I beni dell’archeologia industriale sono da tutelare e valorizzare anche per scopi culturali, sociali e produttivi. Al riguardo molto hanno fatto i comuni. Si vedano i casi di Carbonia, Iglesias, Narcao, Guspini, Gadoni e tanti altri. Ha fatto, nonostante le critiche, anche Igea cui si deve la conservazione e la fruibilità di impianti di straordinario valore e del grande archivio realizzato a Monteponi: un unicum in Europa. La domanda è quale consuntivo presenta il parco al riguardo? Il fatto che non sia proprietario dei beni non è un esimente perché l’ordinamento mette a disposizione gli strumenti per la cooperazione fra le pubbliche amministrazioni. Vero è che il parco ha scelto di ritirarsi dalla gestione dei siti cui partecipava (Carbonia e Narcao) anziché estenderla. Qui sta il punto. Fu una scelta molto negativa: se non si partecipa alla gestione dei siti, quale coordinamento si può avere? Si dirà che c’erano ostacoli burocratici ma questi non sono motivo di resa: si superano nel dialogo produttivo fra pubbliche istituzioni.
Un risultato importante è stato ottenuto con il sostegno alla produzione culturale, quali tesi di laurea, pubblicazione di libri, etc. E un grande servizio alla cultura, il PGM lo rese con il riconoscimento Unesco. Attenzione non quello di patrimonio dell’umanità, che non c’è mai stato, ma quello tuttavia prestigioso attribuito alla rete mondiale dei geoparchi di cui anche il PGM faceva parte. Tutti i comuni poterono fregiarsi del logo Unesco con il tempietto. Poi il riconoscimento è stato perso perché il PGM è stato espulso dalla rete dei geoparchi per inadempienze. Messe da parte le polemiche su torti e colpe, sono in corso iniziative per rientrare nella rete? Le inadempienze possono essere superate, tanto più che c’è abbondanza di risorse per buoni investimenti.

Già le risorse. Il Parco, nato come quello più finanziato d’Italia, da subito ha iniziato a cumulare copiosi avanzi di amministrazione (cioè fondi non spesi) nonostante le tante necessità. Questa situazione è stata utilizzata dai governi nazionali per definanziarlo. Si può avere un consuntivo sulle risorse entrate e sulle destinazioni? I dati potrebbero essere ricavati anno per anno dai bilanci pubblici. Tuttavia, sarebbe un servigio alla comunità avere un consuntivo venticinquennale certificato.
In conclusione: il bilancio consuntivo è necessario per comprendere cosa sia necessario fare per rilanciare il PGM. Salvo che non ci si voglia rassegnare al tirare avanti senza aggiungere alcun rilevante valore a ciò che fanno i comuni di loro iniziativa e in definitiva alla perdita della funzione attribuita per legge venticinque anni fa.
Tore Cherchi
7.01.2026