Le immagini dell’arrivo a Cagliari delle prime 180 dosi di vaccino Pfizer








Il 4 dicembre scorso, nella giornata dedicata a Santa Barbara, la patrona universale dei minatori, la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, ha presentato al ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – MiBACT la candidatura del Cammino Minerario di Santa Barbara al 7° Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa.
Il popolo del più grande bacino minerario italiano che ha vissuto per millenni grazie al buio della miniera lasciando nel territorio le tracce indelebili della sua storia e della sua identità, scopre nello splendore e nella bellezza del Paesaggio naturale e culturale antropizzato che si può ammirare percorrendo il Cammino Minerario di Santa Barbara, un nuovo inesauribile giacimento per contribuire alla costruzione del futuro per le nuove generazioni.
«La Difesa ha dato avvio all’operazione Eos, iniziativa assunta dal ministro Lorenzo Guerini e decisa dal Governo nel rispetto delle richieste delle Regioni, che vede i nostri militari impiegati nella distribuzione dei vaccini in tutta Italia, in modo da partire con il Vaccine day europeo il 27 dicembre.»
Lo ha detto questa sera il sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi sottolineando il grande lavoro svolto in coordinamento con il ministero della Salute guidato dall’on. Roberto Speranza e con il Commissario Straordinario per l’Emergenza Coronavirus Domenico Arcuri.
Grazie ad un volo dell’Aeronautica Militare sono arrivate, oggi a Cagliari, 180 dosi di vaccino Pfizer. I vaccini sono stati presi in custodia dai militari del Reggimento Logistico della Brigata Sassari e saranno scortati dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Cagliari, per poi essere consegnati domani all’ospedale Brotzu di Cagliari.
«Un ulteriore e concreto aiuto fornito dalla Difesa che si aggiunge all’attività svolta dalla Sanità Militare nell’ambito dell’operazione Igea nei 4 capoluoghi di provincia della Sardegna e al contributo all’iniziativa “Ad Adiuvandum” – ha aggiunto il sottosegretario della Difesa, con delega alla Sanità Militare, Giulio Calvisi, presente all’aeroporto di Elmas -. In una prima fase, i mezzi e gli aeromobili militari contribuiranno a distribuire in tutto il Paese una parte delle prime 9.750 dosi recapitandole a destinazione. In una seconda fase, la Difesa garantirà il trasporto di quota parte delle le dosi delle case farmaceutiche dall’Hub di Pratica di Mare ai 21 Sub Hub e alle strutture ospedaliere, ASL e punti in tutta Italia. Parliamo di un piano articolato che prevede l’utilizzo di 11 aerei, 73 elicotteri e oltre 360 autoveicoli. Un’organizzazione logistica complessa che contempla anche l’utilizzo di shelter frigo in dotazione alla Difesa.»
In accordo alle richieste del servizio sanitario regionale e locale, la Difesa prevede di costituire, inoltre, delle postazioni vaccinali fissi e mobili (Presidi Vaccinali Difesa- PVD) attraverso la riconversione dei “Drive Through Difesa”, attualmente operativi in tutta Italia per effettuare i tamponi e contribuire, insieme al ministero della Salute, all’attività di screening.
La sanità militare, con il supporto logistico delle Forze Armate, sarà impegnata direttamente nell’attività di somministrazione del vaccino anche con team mobili nelle RSA o a domicilio per i cittadini con difficoltà motorie.
Questo ulteriore supporto messo in campo dalle Forze Armate rappresenta un’attività strategica e fondamentale per il nostro Paese, un aiuto concreto che i nostri militari garantiscono fin dal primo giorno di questa emergenza sanitaria. Un contributo molto importante a favore di tutti i cittadini.
«A tutte le donne e gli uomini che assicurano, anche in questi giorni di festa – ha concluso Giulio Calvisi -, un fondamentale e straordinario sostegno va ancora una volta il nostro grazie.»

«È stato comunicato che il piccolo focolaio che ha interessato 9 persone e di cui vi abbiamo dato notizia qualche settimana fa si è spento e risultano tutte guarite. Attualmente abbiamo due nuovi casi in fase di guarigione ed altri 3 casi che ugualmente ci hanno comunicato di essere guariti ma l’Ats non ha ancora aggiornato le schede. 2 persone si trovano in ospedale.»
A darne notizia è il comune di Siliqua.
Antonio Caria
Lo scorso 19 dicembre, si è svolta, a Portoscuso, l’Assemblea degli iscritti del P.C.I. Sulcis Iglesiente, in modalità mista in presenza e telematica. L’Assemblea è parte del ciclo di incontri inerenti lo sviluppo di un nuovo percorso programmatico per il territorio, avviato da alcune settimane dalla Federazione. All’incontro, aperto anche ai simpatizzanti, si è discusso delle problematiche economiche e sociali che a nostro avviso rivestono primaria importanza sia nel nostro territorio che a livello nazionale.
Ai lavori sono intervenuti il sindaco di Portoscuso, Giorgio Alimonda, che ha posto all’attenzione le problematiche del territorio dal punto di vista sia occupazionale che ambientale e su alcune prospettive di sviluppo, e la prof.ssa Silvia Messori, segretaria della FLC-CGIL Sardegna Sud Occidentale, che ha portato all’attenzione le problematiche relative alla scuola, che in questa emergenza sanitaria stanno drammaticamente pesando sulla dispersione scolastica.
Durante l’assemblea è stato sottolineato come, «a causa della disoccupazione e della crescente povertà, sono sempre più numerose le famiglie costrette a rivolgersi ai servizi sociali del proprio comune, ai centri religiosi o di Associazioni e reti di cittadini solidali per poter usufruire ogni giorno di almeno un pasto caldo. In quest’anno drammatico, l’emergenza sanitaria ha acuito le contraddizioni del modello economico basato sul profitto e l’interesse privato capitalistico. Per il nostro territorio è un ulteriore macigno che si abbatte su di una già pesante crisi economica e sociale che dura da decenni. Non solo i lavoratori ed i disoccupati ne hanno subito le conseguenze, ma anche decine di piccole e medie attività del territorio, in tutti i settori, hanno dovuto abbassare definitivamente le saracinesche della propria attività e tanti, purtroppo, si apprestano a farlo con il nuovo anno».
«Tutti guardano alle risorse del Recovery Fund: a tal proposito, la Regione Sardegna ed il suo Presidente hanno presentato dei progetti al Governo italiano per svariati miliardi di euro, con l’obiettivo di “creare sviluppo in Sardegna”, senza però discuterne né con il Consiglio regionale né tanto meno condividendo le scelte con i sardi. Approccio assai distante da chi vuole realmente contribuire al rilancio economico della Sardegna, mantenendosi saldo al solco della gestione privatistica e unilaterale anche in un momento emergenziale come questo. Oltre all’acuirsi della crisi economica abbiamo assistito al collasso di importanti servizi pubblici primari come la Sanità, che con la pandemia si vede ulteriormente ridimensionata a causa del depotenziamento subito nel corso degli anni. La Scuola, in particolare quella secondaria di secondo grado, ha subito la difficoltà nella gestione degli ingressi in sicurezza, dovuti anche all’assenza di programmazione del potenziamento dei trasporti. D’altra parte, la didattica a distanza, già di per sé inadeguata al percorso di istruzione, si è realizzata in un contesto di precarietà dei sistemi di comunicazione e in alcuni casi in una loro assenza. Tale criticità ha determinato l’incremento della dispersione scolastica, già pesante nel Sulcis Iglesiente.»
«Nelle prossime settimane, la Federazione PCI Sulcis Iglesiente proseguirà il dibattito programmatico, con l’obiettivo di condividere le riflessioni con le forze democratiche e progressiste e nell’ottica di contribuire a costruire un percorso programmatico unitario delle sinistre, nonché partecipato, democratico e popolare.
Come Comunisti del Sulcis Iglesiente crediamo che i cardini del dibattito programmatico non possano che essere collegati all’esigenza storica di imprimere un cambiamento al modello economico dominato dall’impresa privata, modello che è evidente non funziona più. Dalla Centralità del Lavoro ai Beni Comuni, dalla Tutela della Salute all’Ambiente, dalla Valorizzazione della Cultura alla Difesa della Pace, Innovazione Scientifica e Tecnologica: un percorso di Riconversione Economica e Sociale del territorio non può che assumere una visione organica e passare da un’ottica orientata all’interesse collettivo ed dal rispetto dei bisogni e volontà del Lavoro e delle comunità locali.»
L’emergenza Covid fa slittare di un anno la diciottesima edizione di Gospel Explosion, il tradizionale evento natalizio proposto dall’associazione culturale Progetto Evoluzione, attiva nella divulgazione della musica afroamericana in Sardegna e artefice dello storico festival Narcao Blues (che nello scorso agosto ha spento 30 candeline). Rimandata al dicembre 2021 la rassegna gospel, nel rispetto delle disposizioni anticontagio, gli organizzatori hanno voluto comunque dedicare al pubblico isolano, anche per questo Natale, un appuntamento con la tipica musica sacra degli afroamericani; un appuntamento non “in presenza”, evidentemente, ma attraverso l’etere: un concerto appositamente commissionato ad una delle formazioni già previste per l’edizione 2020 di Gospel Explosion, il South Carolina Mass Choir, della città di Charleston, che potrà essere seguito domenica 27 dicembre, con inizio alle 21.00, attraverso Videolina.
«Gospel Explosion è da sempre un momento di condivisione, aggregazione e fratellanza – dice il direttore artistico Gianni Melis -. La magia che le corali ospiti della rassegna riescono a trasmettere è davvero un’emozione unica e ci ricorda, visto che i testi vengono quasi sempre presi direttamente dal Vangelo, che al mondo siamo tutti fratelli. Ed è proprio per questo che, nonostante le enormi difficoltà, abbiamo lavorato perché in questo Natale così particolare ci fosse almeno un concerto; e che, essendo appunto unico, tutti gli abitanti della nostra splendida isola avessero la possibilità di vederlo e ascoltarlo. Abbiamo quindi dialogato con il South Carolina Mass Choir, una delle migliori corali del sud della Carolina, e commissionato un concerto in esclusiva per noi, ragionando poi con l’emittente sarda per eccellenza, Videolina, con cui abbiamo concordato la messa in onda senza interruzioni pubblicitarie. Così, almeno, speriamo che la magia del Gospel ci sia di aiuto per meglio celebrare il Natale, dimenticando per un po’ i problemi che questa pandemia continua purtroppo a creare”.
Il South Carolina Mass Choir si forma sul finire degli anni ’90 nella Carolina del Sud per iniziativa e sotto la direzione di Michael Brown. L’intento primario è quello di dare spazio ai molti giovani appassionati di gospel che cercano un’occasione per esprimere il proprio talento e anche una possibile carriera nel mondo della musica Gospel, Soul e R&B. L’ensemble si estende velocemente arrivando a contare 45 membri e diventa una delle formazioni giovanili più interessanti e acclamate di gospel contemporaneo dello stato. Sotto la sapiente guida di Michael Brown inizia un’intensa attività di studio e di approfondimento della cultura gospel e spirituals, dalle origini ai giorni nostri; un lavoro che porta la corale a interpretare non solo le forme moderne del gospel ma anche quelle più tradizionali, raggiungendo un equilibrio musicale di grande spessore; nella sua musica si possono trovare canti tradizionali rivisitati con gusto e creatività in linea con le nuove tendenze contemporanee, un sound che sa essere esplosivo ma anche carico di sfumature e suggestioni celestiali tipiche della più genuina tradizione gospel afroamericana. Nel dicembre 2015 la corale ha partecipato al “Concerto Gospel di Natale” all’Auditorium della Conciliazione di Roma, trasmesso da Canale 5, dove ha diviso il palco con artisti internazionali come Anastacia, Lola Ponte, Angélique Kidjo, Hevia, Riccardo Cocciante e Gigi D’Alessio.

E’ operativo il nuovo ATM Postamat installato presso l’ufficio postale di Tratalias.
Disponibile sette giorni su sette e in funzione 24 ore su 24, il nuovo ATM Postamat di ultima generazione, oltre a consentire il prelievo di denaro contante (fino ad un massimo di 600 euro al giorno e 2.500 euro al mese), può essere utilizzato per numerose operazioni in automatico come il pagamento delle principali utenze e dei bollettini di conto corrente postale, le interrogazioni su saldo e lista dei movimenti, le ricariche telefoniche e delle carte Postepay. In questi particolari momenti di emergenza in cui gli ingressi agli uffici sono necessariamente contingentati, l’utilizzo dell’ATM Postamat può essere sicuramente un’ottima alternativa allo sportello tradizionale. Gli sportelli automatici possono essere utilizzati dai correntisti BancoPosta titolari di carta Postamat-Maestro e dai titolari di carte di credito dei maggiori circuiti internazionali, oltre che dai possessori di carte Postepay.
Sono inoltre dotati di monitor digitale ad elevata luminosità e dispensatore di banconote innovativo, protetto da moderni impianti di videosorveglianza e da dispositivi di sicurezza innovativi, tra i quali una soluzione anti-skimming capace di prevenire la clonazione di carte di credito e un sistema di macchiatura delle banconote.
L’intervento rientra tra gli “impegni” per i Comuni italiani con meno di 5mila abitanti ricordato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante ed è coerente con la presenza capillare di Poste Italiane sul territorio e con l’attenzione che da sempre l’Azienda riserva alle comunità locali e alle aree meno densamente popolate. L’effettiva realizzazione di tali impegni è consultabile sul portale web all’indirizzo www.posteitaliane.it/piccoli-comuni.
Poste Italiane ricorda che l’ufficio postale di Tratalias è aperto il lunedì, il mercoledì, ed il venerdì dalle 8.20 alle 13.45.

Sono 173 i nuovi casi positivi al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, 2.467 i tamponi eseguiti. Salgono a 30.049 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza.
Si registrano 3 decessi (704 in tutto). In totale sono stati eseguiti 469.168 tamponi. Sono 478 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (sei in meno rispetto al dato di ieri), 43 (invariato) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 15.879. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 12.617 (+80) pazienti guariti, più altri 328 guariti clinicamente.
Sul territorio, dei 30.049 casi positivi complessivamente accertati, 6.716 (+38) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 4.869 (+41) nel Sud Sardegna, 2.388 a Oristano, 5.998 (+53) a Nuoro, 10.078 (+41) a Sassari.
«La salvaguardia del prezioso patrimonio ambientale della Sardegna e il recupero delle aree contaminate è un obiettivo prioritario della Giunta regionale. Per l’area mineraria di Su Zurfuru è stato dichiarato lo stato di emergenza a causa della grave contaminazione ambientale originata dall’attività mineraria, ricomprendendola tra gli interventi prioritari del Piano regionale di bonifica.»
Lo ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas, dopo l’approvazione, da parte della Giunta regionale, della delibera che stanzia, nel Bilancio pluriennale 2020-2022, 5 milioni 531mila euro a favore del Comune di Fluminimaggiore, per garantire la copertura finanziaria del primo lotto del progetto di bonifica e messa in sicurezza dell’area mineraria di Su Zurfuru, inclusa nel Sito di interesse nazionale (Sin) “Sulcis Iglesiente Guspinese”. Per questo intervento, l’Amministrazione comunale dispone già di un precedente finanziamento di 2 milioni 430mila euro.
«Il progetto definitivo, dopo essere stato oggetto di una complessa fase istruttoria e della conferenza decisoria indetta dal ministero dell’Ambiente, è stato approvato con decreto ministeriale – ha aggiunto l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis -. Prevede l’isolamento permanente delle sorgenti di contaminazione (discariche minerarie, bacino sterili) con interventi di messa in sicurezza e la realizzazione di un deposito (sito di raccolta) per completare l’asportazione dei rifiuti minerari. La suddivisione degli interventi in più ambiti (‘area laveria’, ‘area di valle’, ‘area di monte’, ‘area esterna’) consente di procedere alla bonifica in più fasi, in funzione delle priorità di intervento e delle risorse disponibili.»
«Nel primo lotto di interventi nelle aree della laveria e di valle, quelli considerati prioritari, è prevista la rimozione dei rifiuti minerari, che andranno depositati in condizioni di sicurezza nel sito di raccolta dell’area di valle, in corrispondenza dell’esistente bacino sterili – ha spiegato l’assessore Gianni Lampis -. Questo consentirà la piena valorizzazione dell’area laveria, oggetto di un recupero degli edifici più rappresentativi per fini culturali e museali. Mentre, il secondo lotto, riguardante gli ambiti denominati ‘area di monte’ e ‘area esterna’, prevede interventi di accorpamento e messa in sicurezza delle maggiori discariche minerarie della zona di monte, nonché opere di mitigazione ambientale. Verranno impiegate anche tecniche di ingegneria naturalistica, nel caso non fossero realizzabili interventi di messa in sicurezza di tipo tradizionale», ha concluso l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente.
Il costo complessivo del progetto è stato quantificato in 11 milioni 466mila euro: 7 milioni 961mila per il primo lotto; 3 milioni 504mila per il secondo.
Il Consiglio comunal di Carbonia, nell’ultima riunione prenalitizia, il 22 dicembre, ha approvato un atto importantissimo per le centinaia di proprietà di immobili nei piani di zona.
«Con il plauso di tutte le opposizioni oltre che della maggioranza – spiega il sindaco, Paola Massidda – è stato approvato un atto che non si fa fatica a definire storico: infatti, con i disciplinari che regolano il Cambio di Regime Giuridico, sarà possibile per i cittadini passare dal diritto di superficie al diritto di proprietà, consentendo loro di diventare pieni proprietari delle proprie abitazioni e, nel contempo, permettendo all’Amministrazione comunale, con i fondi che ne deriveranno, di investire nei Piani di Zona non solo e non tanto per ultimare le opere di urbanizzazione, quanto per renderle fruibili, vivibili e, soprattutto, appetibili nel mercato delle volumetrie ancora disponibili.»
«Inoltre, per i cittadini ci sarà la possibilità di cancellare anche tutti i vincoli sulle limitazioni di prezzo e sui requisiti soggettivi a prezzi molto vantaggiosi (1.000-2.000 euro) restando in diritto superficie – aggiunge Paola Massidda -. Finalmente, dopo circa 35 anni tutti i piani di zona di Carbonia, Bacu Abis e Cortoghiana hanno alla base uno studio granitico, rigoroso che li disciplina e che consentirà di farli rifiorire valorizzandoli. Già dai primi mesi del 2021 – conclude il sindaco di Carbonia – sarà possibile avviare questo iter virtuoso in cui vincono tutti: cittadini, amministrazione e zone periferiche della città.»