22 August, 2026

Rimasta senza riscontro anche la seconda diffida inviata il 20 luglio scorso a E-Distribuzione per le gravi e reiterate interruzioni della fornitura di energia elettrica e dei persistenti problemi di bassa tensione nel territorio comunale, il sindaco di Narcao, Antonello Cani, oggi ha inviato all’ente elettrico un’ordinanza contingibile e urgente contenente l’adozione di misure immediate a tutela della salute e dell’incolumità pubblica a fronte delle gravi e reiterate interruzioni della fornitura di energia elettrica e dei persistenti problemi di bassa tensione nel territorio comunale, con particolare riferimento alla frazione di Rio Murtas – Presenza di soggetti vulnerabili e concomitante ondata di calore eccezionale -, con relativa ingiunzione nei confronti di E-Distribuzione S.p.A..

Il sindaco nell’ordinanza evidenzia che già il 26 gennaio 2026, l’amministrazione diffidava formalmente E-Distribuzione S.p.A. a provvedere alla risoluzione definitiva delle problematiche di interruzione ricorrente della fornitura elettrica e di bassa tensione che affliggevano – e tuttora affliggono – il centro urbano di Narcao e la frazione di Rio Murtas, assegnando un termine di quindici giorni e il 20 luglio 2026, preso atto della perdurante inerzia di E-Distribuzione S.p.A. e dell’aggravarsi della situazione – inoltrava una seconda diffida formale e messa in mora, assegnando termine perentorio di sette giorni per l’adozione delle misure richieste, ivi inclusa l’installazione immediata di generatori provvisori a servizio delle utenze dei soggetti vulnerabili.

«Ad oggi, nonostante il decorso dei termini assegnati con entrambe le diffide, E-Distribuzione S.p.A. non ha fornito alcun riscontro scritto, né ha adottato alcuna misura risolutiva o anche solo provvisoria per fronteggiare la situazione emergenziale; la situazione, già grave alla data della prima diffida, risulta oggi drammaticamente aggravata dalla concomitanza di due fattori: l’ondata di calore eccezionale che sta interessando la Sardegna, con temperature stabilmente superiori ai 40°C, che rende l’assenza di energia elettrica e la conseguente impossibilità di utilizzare condizionatori, ventilatori e dispositivi di refrigerazione – un pericolo concreto e attuale per la salute e l’incolumità fisica della popolazione; – la presenza accertata, nella frazione di Rio Murtas, di numerosi soggetti vulnerabili – anziani ultraottantenni soli, bambini in tenera età, persone affette da patologie croniche che necessitano di apparecchiature elettromedicali salvavita o di ambienti climatizzati – per i quali l’interruzione della fornitura elettrica non costituisce un mero disagio, bensì un pericolo immediato per la vita e l’integrità fisica; le interruzioni prolungate dell’illuminazione pubblica, conseguenza diretta dei blackout della rete elettrica, inoltre, favoriscono l’incremento di attività criminose nel territorio comunale, con grave compromissione della sicurezza urbana e dell’ordine pubblico.»

L’atto approvato dal sindaco di Narcao ordina a E-Distribuzione S.p.A.:

1. Di installare, entro il termine perentorio di 48 (quarantotto) ore dalla notifica della presente ordinanza, generatori di emergenza o gruppi elettrogeni di adeguata potenza a servizio delle utenze della frazione di Rio Murtas e di ogni altra zona del territorio comunale in cui si verifichino o si siano verificate nelle ultime settimane interruzioni della fornitura elettrica, con priorità assoluta per le utenze che servono: – anziani di età superiore a 75 anni, in particolare se soli; – bambini di età inferiore a 10 anni; – persone affette da patologie croniche che richiedano l’uso di apparecchiature elettromedicali o ambienti climatizzati per la loro sopravvivenza o per evitare gravi complicazioni di salute; – persone con disabilità riconosciuta ai sensi della legge n. 104/1992.

2. L’installazione dei generatori di cui al punto 1 dovrà garantire la piena continuità dell’alimentazione elettrica alle utenze indicate, con potenza sufficiente ad assicurare il funzionamento degli impianti di climatizzazione, degli elettrodomestici essenziali e delle eventuali apparecchiature elettromedicali, e dovrà permanere fino alla risoluzione definitiva e documentata delle criticità strutturali della rete elettrica nel territorio comunale.

3. Di ripristinare, entro il termine perentorio di 72 (settantadue) ore dalla notifica della presente ordinanza, parametri elettrici pienamente conformi agli standard normativi nella frazione di Rio Murtas, eliminando il cronico problema della bassa tensione che impedisce il normale funzionamento degli impianti domestici.

4. Di presentare a questa Amministrazione, entro il termine di 5 (cinque) giorni dalla notifica della presente ordinanza, una dettagliata relazione tecnica che indichi: – le cause tecniche di ogni interruzione verificatasi negli ultimi sette mesi; – le cause del cronico problema di bassa tensione nella frazione di Rio Murtas; – il piano straordinario di manutenzione e potenziamento delle infrastrutture di rete, con cronoprogramma degli interventi e costi previsti; – lo stato di manutenzione e vetustà delle cabine, dei trasformatori e di ogni altra infrastruttura di rete nel territorio comunale.

 

Seconda giornata quasi fotocopia di quella inaugurale al Campionato del Mondo OpenSkiff 2026 di Calasetta, organizzato dalla Lega Navale del Sulcis. Il maestrale, leggermente meno intenso rispetto a lunedì, ha accompagnato le flotte durante altre tre regate, disputate finalmente sotto un cielo terso e con un’aria resa meno umida dal vento da nord ovest. Un gruppo di delfini ha salutato la flotta sulla linea di partenza della prima prova, regalando l’inizio delle prove odierne particolarmente suggestivo. Il programma è stato completato regolarmente, portando a sei il numero delle prove disputate sia dagli Under 17 sia dagli Under 13. Con l’applicazione del primo scarto, le classifiche hanno iniziato ad assumere una fisionomia diversa. Sui risultati hanno inciso anche numerose penalità, tra squalifiche per partenza anticipata e interventi degli umpire per pompaggio.

Per gli Under 17 si è conclusa la fase di qualificazione. Da mercoledì i 106 timonieri saranno divisi in Gold e Silver fleet, con i primi 53 della graduatoria generale ammessi alla flotta principale “gold”. Saranno 21 gli italiani in Gold fleet, compresi Fabio Serra, Elena Telisca e Angelo Manconi, tutti portacolori della Lega Navale Italiana Sezione Sulcis, organizzatrice del Mondiale. Il terzetto di testa della classifica overall Under 17 rimane invariato. L’ucraino Sviatoslav Yasnolobov, che si allena con il Club Nautico Rimini, è ancora imbattuto dopo sei prove. Aurora Milanese del Circolo Vela Arco conserva il secondo posto assoluto, confermandosi estremamente competitiva anche nel confronto con l’intera flotta oltre che essere leader di categoria, mentre Gianluca Pilia della Polisportiva Mare Quartu rimane terzo overall e secondo maschile, seguito dal lituano Garudis Radkevicius, terzo. Seguono in parità di punteggio Pietro Dedoni della Lega Navale Italiana di Cagliari e il francese Charles Ganivet. Fabio Serra della LNI Sulcis è sesto maschile, a cinque lunghezze dal podio, grazie anche alla vittoria ottenuta nella quinta prova. La squalifica con bandiera nera dell’ultima regata è stata assorbita dallo scarto.

Tra le ragazze Aurora Milanese continua a guidare sulla francese Clara Zunquin. La polacca Paulina Szczepa ha realizzato la rimonta più significativa della categoria, passando dal decimo al terzo posto femminile. Bianca Paesani del Club Nautico Rimini scivola in quarta posizione, ma rimane ad appena due punti dal podio. Elena Telisca della LNI Sulcis è quinta, dopo un quinto e un sesto posto ottenuti nelle ultime due regate.

Tra gli altri italiani si segnala la netta risalita di Alessio Antonio Fadda della Polisportiva Mare Quartu, ora nono nella classifica maschile grazie ai parziali 8, 4 e 2. Angelo Manconi della LNI Sulcis ha conquistato un settimo posto nell’ultima prova, risultato decisivo per rientrare nella Gold fleet insieme ai compagni di circolo Serra e Telisca.

Cambia invece il vertice maschile tra gli Under 13. L’ungherese Barnabas Karolyi Tertak, secondo dopo la prima giornata, è passato al comando grazie a un primo e un secondo posto nelle ultime due prove. Gabriele Lizzulli del Circolo Nautico e della Vela Argentario sale dalla terza alla seconda posizione, 14 punti dal leader. Al terzo posto risale l’ungherese Miklos Karolyi Tertak. Il francese Louis Letourneur è quarto, mentre Raffaele Guadagno del Circolo Nautico Posillipo, leader dopo le prime tre regate, scende al quinto posto maschile dopo una partenza anticipata e un ventiduesimo posto. Anna Ruggiero del Circolo Nautico Posillipo rimane saldamente al comando della classifica femminile Under 13. La vittoria nella quarta prova le ha permesso di salire anche al terzo posto assoluto, confermandola tra i protagonisti dell’intera flotta. Alle sue spalle conserva la seconda posizione femminile Cecilia Parise della LNI Sulcis, autrice di un quinto posto nella quinta regata. La polacca Róża Kowalik risale dal sesto al terzo posto tra le ragazze, superando la giapponese Haru Kuwata e la tedesca Helena Mila Stevanovic.  Tra gli italiani Under 13 recupera terreno anche Sergio Pasini del Circolo Vela Arco, ora sesto maschile. Gianmaria Iannuzzi del Circolo Nautico Posillipo sale all’ottavo posto della categoria grazie a un secondo e a un settimo nelle ultime due prove, mentre Alessandro Travaglia del Circolo Vela Arco conquista la vittoria nell’ultima regata e occupa la nona posizione maschile.

Per mercoledì è atteso un cambiamento dello scenario meteorologico, con il possibile ritorno del vento dai quadranti meridionali. Gli Under 17 affronteranno la prima giornata delle finali suddivisi tra Gold (primi 53 della classifica generale) e Silver fleet, mentre gli Under 13 proseguiranno la propria serie. La prima partenza è prevista alle ore 12.00.

Dopo due giornate e sei prove completate, Calasetta sta confermando condizioni meteorologiche e marine particolarmente favorevoli per una grande manifestazione velica giovanile. Vento, mare e regolarità del campo di regata stanno offrendo ai giovani timonieri un confronto tecnico di alto livello, mentre le famiglie al seguito possono vivere il Mondiale anche come occasione di soggiorno in una località turistica particolarmente bella e accogliente.

Il Campionato del Mondo OpenSkiff 2026 è organizzato dalla Lega Navale Italiana Sezione Sulcis su delega della Federazione Italiana Vela, in collaborazione con la Classe Italiana e l’International Open Skiff Class Association, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Calasetta.

Roberto Chirigu è il nuovo coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia per il Sulcis Iglesiente. L’elezione è avvenuta all’unanimità nel corso del Congresso provinciale svoltosi a Carbonia, presieduto dal consigliere regionale Franco Mula, alla presenza del deputato Gianni Lampis e del consigliere regionale Gigi Rubiu.
«Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità e con profonda gratitudine per la fiducia che mi è stata accordata. L’unanimità espressa dal Congresso rappresenta un segnale importante di unità, che considero il punto di partenza per il lavoro che ci attende», ha dichiarato Roberto Chirigu.
Il nuovo coordinatore provinciale ha ribadito la volontà di guidare il partito attraverso un percorso fondato sull’ascolto, sulla partecipazione e sulla condivisione, valorizzando il contributo di militanti, dirigenti e amministratori locali.
«Fratelli d’Italia è oggi una realtà politica solida e radicata. Il nostro obiettivo sarà consolidare ulteriormente questa presenza, rafforzando i circoli, mantenendo un confronto costante con gli amministratori del territorio e costruendo un’azione politica sempre più vicina alle esigenze delle comunità del Sulcis Iglesiente. Solo attraverso una collaborazione continua tra il partito e chi ogni giorno amministra i nostri comuni sarà possibile dare risposte concrete ai cittadini.»
Roberto Chirigu ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento al coordinamento provinciale uscente per il lavoro svolto negli anni, sottolineando come il percorso fin qui compiuto rappresenti una base solida sulla quale proseguire con spirito di servizio, responsabilità e unità.
«Inizia una nuova fase che dovrà vedere tutti protagonisti. Le sfide che attendono il nostro territorio richiedono impegno, presenza e capacità di fare squadra. Da parte mia ci saranno massima disponibilità, dedizione e la volontà di lavorare ogni giorno per rafforzare Fratelli d’Italia e contribuire alla crescita del Sulcis Iglesiente.»
A seguito delle elezioni congressuali il nuovo coordinamento provinciale risulta così composto: Fiorella Valentina Panzali (Iglesias), Alessandro Massidda (Carbonia), Valerio Lecca (Sant’Antioco), Daniela Garau (Carbonia), Veronica Impera (Santadi), Andrea Diana (Giba), Attilio Stera (Domusnovas), Monica Matta (Sant’Antioco) e Piergiorgio Grussu (Carbonia).

L’assessorato dell’Industria della Regione Autonoma della Sardegna esprime preoccupazione per i ripetuti blackout elettrici che nelle ultime settimane hanno interessato numerosi comuni dell’Isola. Le interruzioni di fornitura, spesso prolungate e improvvise, hanno causato gravi disagi ai cittadini e alle imprese, già messe a dura prova dalle eccezionali ondate di calore che stanno colpendo il territorio.

In particolare, si segnalano i casi verificatisi nei comuni di Cagliari, Assemini, Uta, Quartucciu, Sestu, Capoterra, Quartu Sant’Elena, Nuoro, Sinnai, Settimo, Olbia e in diverse altre realtà locali, dove i malfunzionamenti della rete elettrica hanno determinato situazioni critiche, con blocchi delle attività produttive, disfunzioni nei servizi essenziali e difficoltà per le famiglie, soprattutto quelle nelle quali sono presenti persone fragili.

«Ci aspettiamo da Enel, in qualità di gestore della rete di distribuzione, la definizione di un piano di interventi strutturali che assicuri la risoluzione definitiva delle criticità, prevenendo il ripetersi di situazioni che compromettono la qualità della vita dei cittadini e la competitività del sistema produttivo regionale, anche sulla base di un quadro dettagliato delle cause che hanno determinato i blackout, delle misure correttive già adottate e di quelle programmate nel breve periodo, con particolare riferimento alle aree maggiormente colpite», afferma l’assessore Emanuele Cani.

 

Il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, ha inviato nei giorni scorsi una comunicazione formale a E-Distribuzione per sollecitare interventi urgenti di potenziamento della rete elettrica provinciale, alla luce dei blackout che continuano a causare pesanti disagi alle comunità locali.

La Provincia aveva già richiesto, lo scorso mese di febbraio, un incontro urgente in seguito alle numerose interruzioni dell’erogazione dell’energia elettrica registrate nei comuni di Carbonia, Santadi, Sant’Antioco, San Giovanni Suergiu e Fluminimaggiore.

Nel corso del confronto istituzionale erano state evidenziate le criticità strutturali della rete e la necessità di programmare interventi immediati e di medio-lungo periodo, finalizzati a migliorarne l’affidabilità e la resilienza e ad assicurare la continuità del servizio.

A distanza di diversi mesi, tuttavia, le criticità non risultano superate. Le frequenti interruzioni continuano a interessare diversi centri del Sulcis Iglesiente, mettendo in difficoltà famiglie, attività produttive, esercizi commerciali, strutture ricettive e servizi pubblici essenziali. Disagi che assumono una rilevanza ancora maggiore durante i periodi caratterizzati da temperature elevate e da una consistente presenza turistica.

«Non è più sostenibile che cittadini e imprese debbano convivere con interruzioni così frequenti e con un servizio che presenta evidenti carenze sotto il profilo della continuità e dell’affidabilità», dichiara il presidente Mauro Usai.

Con la nota trasmessa a E-Distribuzione, la Provincia ha chiesto di conoscere gli interventi già realizzati in seguito all’incontro dello scorso febbraio, le opere programmate nel breve e medio periodo per il potenziamento della rete, il relativo cronoprogramma di attuazione e le ulteriori misure previste per prevenire il ripetersi dei blackout.

«Il territorio ha bisogno di risposte concrete e di tempi certiprosegue il presidente Mauro Usai -. La qualità e la continuità della fornitura di energia elettrica rappresentano condizioni indispensabili per la vita quotidiana delle nostre comunità, per la competitività delle imprese, per lo sviluppo economico e per l’attrattività turistica dell’intero Sulcis Iglesiente.»

La Provincia del Sulcis Iglesiente continuerà a seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione, chiedendo a E- Distribuzione un sollecito riscontro e l’immediata attivazione delle iniziative necessarie a garantire al territorio un servizio elettrico stabile, sicuro e adeguato alle esigenze delle comunità locali.

Premessa. Da tempo un paziente lamentava dolori in corrispondenza della parte alta dell’osso del bacino a sinistra. Ieri alla ripresa del dolore, ha chiesto una visita ed è stato esaudito immediatamente: è stata diagnosticata una idronefrosi sinistra (rene dilatato) causata da un piccolo calcolo incastrato nel tratto terminale, vescicale, dello uretere. L’idronefrosi era la responsabile del dolore alla cresta dell’osso iliaco sinistro. Questa stranezza è dovuta al “metamero” interessato. Il metamero dipende dal centro nervoso del midollo spinale le cui cellule ricevono l’informazione che qualcosa va male nel settore del corpo posto sotto il suo governo. A causa del “metamero” unico che registra tutte le diverse patologie situate nell’alto addome o nella regione lombare, siano esse muscolari, neurologiche, vertebrali, degli organi interni o cutanee, possono dare lo stesso indistinto dolore: perciò non è possibile sapere quale settore ne sia l’esatto responsabile e non si può porre la diagnosi certa sulla base del solo sintomo “dolore”. E’ necessario visitare il paziente nel momento del dolore e verificare, ecograficamente o radiologicamente e con altri esami, cosa stia avvenendo in quel preciso momento dentro quel corpo. è possibile fare la diagnosi in un momento successivo, quando il paziente sta meglio? è molto più difficile o addirittura impossibile; in tal caso il paziente va rivisto più volte. Essendo stato visitato e studiato nel momento in cui era presente il dolore, è avvenuto che la dilatazione del rene sinistro, presente in quel preciso momento, ha fatto capire che vi era un’ostruzione nell’uretere più in basso. L’ecografia ha mostrato la presenza di un piccolo calcolo nel tratto dell’uretere laddove si inserisce nella parete vescicale.

Quando il dolore non c’è significa che il rene sta bene, e non è dilatato perché in quel momento il calcolo si è messo in una posizione “non ostruente” il passaggio delle urine. Questo esempio serve a chiarire cosa sarebbe avvenuto se il paziente non fosse stato visitato tempestivamente e gli fosse stata programmata una visita dopo una settimana, o dopo mesi, inserito in una “lista d’attesa”. Probabilmente la corretta diagnosi non sarebbe stata fatta e il paziente, con l’arrivo di altre coliche renali, sarebbe stato inserito in altre liste d’attesa.

Le liste d’attesa sono necessarie per governare le attività ambulatoriali ma sono mal viste dai pazienti. Sono un provvedimento obbligato per dare risposte ad un numero di richieste eccessivo rispetto al numero di specialisti disponibili. Esse danno buone risposte solo alle necessità di pazienti ben stabilizzati portatori di patologie croniche, già studiati, con diagnosi già accertata. In altri casi non sono soddisfacenti. Per varie ragioni le liste d’attesa, essendo difficilmente gestibili, possono generare insoddisfazione nell’opinione pubblica.

Quotidianamente leggiamo sui giornali dichiarazioni riguardanti la Sanità pubblica, come: «Bollettino sulle liste d’attesa, l’Italia tra le peggiori in Europa; regresso della Sanità, tempi lunghi per l’accesso alle cure, eccetera».

Tali notizie, che vengono diffuse all’opinione pubblica, hanno lo scopo primario di informare, ma hanno anche l’effetto secondario di suscitare sentimenti negativi e un cattivo giudizio sui politici governanti e sugli ospedali. Il risultato è la diffusa sfiducia nella sanità pubblica.

La questione delle Mutue. L’opinione negativa del cittadino sulla Sanità pubblica genera due diversi generi di reazione, in difesa della salute di se stessi, creando due diversi gruppi umani omogenei per censo:

Gruppo A: cittadini che godono di un buon reddito: questi acquistano immediatamente l’assistenza sanitaria con fondi propri (visite ed esami a pagamento).

Gruppo B: cittadini su cui grava un reddito insufficiente: costoro rinunciano alle cure, oppure accettano prestazioni sanitarie, programmate in “lista d’attesa”, con prenotazioni di vari mesi. Il tempo perduto con l’attesa potrà compromettere l’attendibilità dei referti che otterranno.

L’incremento delle persone che, avendo un buon reddito, si stanno rivolgendo al privato, per ottenere cure immediate, sta avendo come effetto la comparsa, sul mercato delle offerte di mutue private in forma di assicurazioni sanitarie.

Gli osservatori dell’andamento dell’economia nazionale vogliono vedere chiaro in questo fenomeno sociale, attraverso indagini di mercato, per capire quanti cittadini accederebbero alle mutue private. In questi giorni di luglio sta avvenendo una raccolta di opinioni, avviata dal “Corriere della Sera”, in cui si chiede agli italiani se preferirebbero il ritorno alle Casse Mutue di un tempo.

Si prevede che nel caso in cui ricomparissero le Casse mutue private si avrebbero due conseguenze:

a – sarebbero esclusi dalle casse mutue gli italiani con reddito “incapiente”, e resterebbero nel Sistema Sanitario Nazionale attuale.

b – potrebbero accedervi gli italiani con reddito “capiente “, ed avrebbero due sistemi sanitari a cui rivolgersi: quello pubblico e quello privato.

Nota bene: gli italiani che presentano la denuncia dei redditi sono 16 milioni e si dividono in due categorie, di cui:

– 8 milioni possono pagare le tasse;

– 8 milioni non le possono pagare, per reddito nullo o basso.

Ne consegue che gli 8 milioni che pagano le tasse, pagano la sanità anche per chi non può farlo. Il sistema delle mutue private, separato da quella di Stato (INAM), esisteva fino al 1978. Il ministro alla Sanità di allora, Tina Anselmi, inventò la Sanità democratica uguale per tutti e creò il Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Fu la più grande legge dello Stato Italiano dopo la Costituzione.

Il primo gennaio 1979 lo Stato dette vita al “Fondo Sanitario Nazionale” raccogliendo i soldi attraverso IRPEF – IVA – IRES – IRAP e accise. Al Fondo Sanitario Nazionale va una parte del PIL (prodotto interno lordo).

L’anno scorso il PIL è stato di 2.200 miliardi di euro. Per capire quanto sia importante la Sanità per lo Stato si veda quanto segue:

– Spese per la Sanità: 140 miliardi di euro (6,5% del PIL)

– Spese per l’Istruzione: 75 miliardi di euro (4% del PIL)

– Spese per la Difesa: 32 miliardi di euro (1,5% del PIL)

– Spese per la Giustizia, Ministeri, etc.: 60 miliardi di euro (3% del PIL).

Qualora la sfiducia dei cittadini si trasformasse in un rifiuto della Sanità pubblica, preferendo le assicurazioni private, lo Stato non potrebbe comunque rinunciare alle sue entrate fiscali. Gli aderenti alle casse mutue pagherebbero sia le tasse sia la quota privata. Ciò comporterebbe un forte squilibrio nel bilancio delle famiglie tale da potersi tradurre in debito e impoverimento, soprattutto nell’età della pensione.

Da queste considerazioni, si desume che il problema della Sanità non è solo un problema di Salute, ma è anche un pesante problema economico che ci attende nell’immediato futuro.

Ne consegue che è necessario impegnarsi di più alla produzione di idee concrete, certificate da documenti, su proposte realistiche mirate per ridare vita alla Sanità pubblica.

Proposte concrete. Finalmente, nel deserto di proposte, a luglio 2026, è comparsa su l’“Unione Sarda” una proposta, concreta e fattibile, elaborata da un organismo indipendente. è la relazione della Corte dei Conti sarda. In essa si esaminano le dinamiche che hanno portato alla disfatta sanitaria e si fa comprendere quali debbono essere le soluzioni per arrestarla. Chi scrive è la Procuratrice della Corte dei Conti Valeria Motzo. Ella scrive testualmente che il danno sanitario che stiamo subendo deriva da carenze strutturali come «la carenza di medici e di personale infermieristico, il blocco del turn-over (cioè la sostituzione del personale andato in pensione), la fuga del personale pubblico verso il settore privato; le insufficienze organizzative».

Sta avvenendo che i concorsi non vengono indetti né prima né subito dopo il pensionamento. Quando il primario di un certo reparto va in pensione avviene che, senza la sua direzione, il reparto specialistico comincia a diventare insufficiente nelle prestazioni fino al fallimento e alla sua chiusura.

In Germania esistono norme per cui ciò non può avvenire: due anni prima che un Primario vada in pensione l’amministrazione dell’ospedale indice un concorso e seleziona il medico che diventerà il futuro Primario. Da quel momento il medico selezionato viene affiancato al vecchio Primario; questi provvede ad addestrarlo alla sua successione per ben due anni. Al suo pensionamento il pro-primario assume immediatamente il ruolo di Primario. Non avverrà mai il vuoto gerarchico nel reparto. La legge tedesca è concepita nella consapevolezza che il Primario è la figura portante della struttura gerarchica ospedaliera. Egli rappresenta lo Stato che cura il cittadino. In tale missione egli ha il dovere assoluto di fare da maestro e da controllore instancabile della generazione di medici più giovani; ne verifica il rispetto delle regole e seleziona i migliori secondo il merito. Un Primario con questo mandato impedisce il collasso dell’Unità Operativa di cui è il capo e assume su di sé la responsabilità. Ha tutto l’interesse di ottenere il miglioramento continuo. Nell’ultima conferenza socio sanitaria della ASL Sulcis Iglesiente il direttore generale Paolo Cannas ha annunciato che dei 30 primariati richiesti e riconosciuti, ad oggi solo 3 sono stati ufficializzati. Alla luce di quanto detto se ne possono supporre le conseguenze.

L’elemento cruciale indicato dalla procuratrice della Corte dei Conti è quello che ella definisce: «La mancanza di una rete di assistenza territoriale». Con questo termine ella sta denunciando la decadenza degli ospedali provinciali (come ad esempio il Sirai e il CTO). Per chiarire bene il concetto afferma che «per alcune centinaia di migliaia di sardi il tempo necessario per raggiungere il reparto ospedaliero d’urgenza più vicino supera i 30 minuti». Orbene, da noi supera notevolmente i 30 minuti perché i pazienti urgenti vengono trasferiti per diagnosi e cure a Cagliari. In sostanza non è ammissibile che stia avvenendo la centralizzazione delle emergenze al Brotzu, e che i nostri ospedali, invece di essere dotati di reparti efficienti di Chirurgia, Medicina, Traumatologia, Ginecologia, Urologia, Neurologia, siano invece dotati di sole ambulanze per provvedere a trasferire i pazienti urgenti agli ospedali cagliaritani. Le terapie devono avvenire qui, negli ospedali provinciali. L’osservazione della Motzo è un invito concreto a riaprire tutti i reparti d’urgenza di Carbonia e Iglesias.

Nel corso della sua relazione la procuratrice Motzo fa un’importante valutazione su un fatto che è davanti agli occhi di tutti: il fatto che i cosiddetti Ospedali di comunità e Case della salute, ancorché costruiti, «non possono essere affettivamente attivati». Il motivo, secondo la relatrice sta nella «mancanza di una programmazione della spesa che garantisce il funzionamento delle strutture… Come si può garantire il loro funzionamento se non si reperiscono i medici di medicina generale, gli specialisti, e gli infermieri che dovrebbero prestare servizio?» A questo punto, la Motzo fa capire che ci servono più laureati e si deve porre rimedio alla carenza di iscritti all’ Università e alle scuole di specializzazione. La Motzo conclude la sua relazione con questa affermazione: «… vi sono aspetti negativi insiti nei frequenti stravolgimenti organizzativi sia nel settore medico-sanitario che nei vertici aziendali». In pratica critica il sovvertimento della legge 833/78 di Tina Anselmi, provocato dalle leggi che espulsero gli amministratori locali e i medici dalla gestione della ASL; sovvertimento attuato con le leggi 502/99 di Francesco De Lorenzo, la 503/93 di Mariapia Garavaglia, la 229/99 di Rosy Bindi. Quelle leggi rimuovendo le rappresentanze democratiche locali e i sanitari, dettero tutti i poteri amministrativi e di gestione sanitaria ad una figura unica, non elettiva: il Manager.

Come dice la Motzo, ne conseguì «instabilità gestionale che, oltre ad ostacolare lo sviluppo di competenze manageriali, impedisce la programmazione a medio e lungo-termine, azzerando i piani in corso e demotivando il personale sanitario». «Il personale sanitario è demotivato dall’aspirazione a fare carriera… Questo stato di cose si riverbera sulla riorganizzazione dei servizi sanitari dal momento che gli avvicendamenti delle Direzioni generali determinano un blocco di concorsi per la direzione dei reparti… le reiterate mancate assegnazioni di incarichi di direzione di strutture complesse (Primari dei reparti) affidata temporaneamente a “facenti funzione” genera un diffuso clima di precarietà… questo comporta uno svilimento dei meriti dei medici, che sono disincentivati dall’investire professionalmente nei progetti dei reparti di cui non sono a tutti gli effetti titolari. Ciò blocca lo sviluppo a lungo termine dei reparti stessi.» Alla fine del documento la Corte dei Conti dice esplicitamente ai politici regionali: «La leva essenziale per rendere efficiente il Servizio Sanitario… è il capitale umano. La Regione è chiamata a valorizzarlo; per far ciò deve garantire il miglioramento del trattamento economico, della condizione di lavoro, della formazione, dell’aggiornamento, e deve aumentare le assunzioni al fine di arginare il fenomeno della fuga dal settore pubblico».

E’ la prima volta che si legge, dalle pagine di un quotidiano, un articolo che contiene valutazioni e proposte concrete allo scopo di far funzionare bene gli ospedali pubblici provinciali, e cioè:

– Mettere un limite alla centralizzazione della Sanità nei due poli sardi.

– Restituire ai nostri ospedali provinciali la capacità di funzionare con tutte le loro specialità.

– Mettere in grado i Primari di essere liberi-organizzatori dei loro reparti per farli funzionare.

– Lasciare agli Amministrativi la difficile arte dell’amministrazione contabile.

Scuola Genius, Workshop Haiku, Andrea Serra, Paola Soriga ed Edoardo Prati protagonisti dell’ultima giornata all’Arena Mirastelle. Il Festival Carta Carbonia cala  il sipario estivo e saluta il pubblico dopo un’edizione da record capace di intrecciare letteratura, memoria, musica, scienza, teatro e nuovi linguaggi.

Si è conclusa domenica 26 luglio, all’Arena Mirastelle, la terza edizione di Carta Carbonia. Un’ultima giornata intensa e partecipata ha chiuso quattro giorni di incontri, reading, spettacoli, laboratori e occasioni di confronto, confermando la capacità del Festival di coinvolgere pubblici differenti e di trasformare la Città di Carbonia in un luogo aperto alle storie, ai racconti e alla cultura.

Dedicata al tema “Dove la memoria incontra il presente”, l’edizione 2026 ha spaziato in diversi ambiti del sapere. Letteratura, poesia, fotografia, storia, divulgazione scientifica, giornalismo, teatro, musica e produzione multimediale, alternando grandi protagonisti della scena nazionale alle esperienze formative rivolte ai più giovani.

La terza edizione di Carta Carbonia è stata promossa dal comune di Carbonia, con il sostegno del Fondo FSE+, Priorità 5, Obiettivo Specifico 4.11, della Regione Sardegna e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

«Carta Carboniadichiara il sindaco di Carbonia Pietro Morittusi conferma uno degli appuntamenti culturali più significativi della nostra città. In soli tre anni il Festival è cresciuto moltissimo, ampliando il proprio programma, la qualità delle proposte e la capacità di coinvolgere pubblici diversi. Proprio partendo dai risultati raggiunti, vogliamo continuare a far crescere Carta Carbonia. Stiamo già lavorando a un nuovo appuntamento, previsto per aprile 2027, che accompagnerà il percorso verso la prossima edizione estiva del Festival e sarà dedicato alle nuove forme di espressione, ai linguaggi contemporanei e al fumetto. Sarà un’ulteriore occasione per aprire Carta Carbonia a nuovi pubblici, nuovi autori e nuove modalità di raccontare il nostro tempo. Desidero ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del Festival, gli ospiti che hanno condiviso con noi idee e storie e, soprattutto, il pubblico che ha seguito con attenzione ed entusiasmo gli appuntamenti. La risposta della città è per noi il risultato più importante e ci incoraggia a rendere Carta Carbonia un progetto culturale sempre più ampio, riconoscibile e continuativo.»

«La giornata conclusivaafferma lassessora della Cultura del comune di Carbonia, Giorgia Meli ha rappresentato perfettamente lo spirito di Carta Carbonia: un Festival capace di affiancare alle voci autorevoli della letteratura e della cultura contemporanea la formazione, la creatività e la partecipazione attiva delle nuove generazioni. La presenza dei più giovani è stata sicuramente un valore aggiunto. Vederli partecipare agli incontri, confrontarsi con gli autori e diventare essi stessi protagonisti attraverso la Scuola Genius II e il Workshop Haiku conferma quanto sia importante costruire occasioni culturali nelle quali possano riconoscersi, esprimersi e sperimentare nuovi linguaggi. Un festival letterario non deve essere soltanto uno spazio nel quale ascoltare, ma anche un luogo in cui produrre idee, raccontare il territorio e mettere in relazione esperienze diverse.  Chiudiamo questa edizione con grande soddisfazione e con la consapevolezza di avere costruito un programma articolato, inclusivo e di qualità.»

«Carta Carbonia 2026afferma Giovanni Follesa, direttore artistico di Carta Carboniarappresenta la terza edizione di un festival nato come appuntamento letterario, ma che nel tempo si è trasformato in qualcosa di più ampio, partecipato ed entusiasmante: un vero e proprio progetto culturale per la città. Quest’anno, accanto alle presentazioni di libri e agli incontri con autrici e autori sardi e nazionali, abbiamo ampliato ulteriormente la proposta. Abbiamo inaugurato una mostra fotografica e rafforzato l’offerta formativa: dal percorso di scrittura creativa delle precedenti edizioni siamo arrivati alla Scuola Genius dedicata al podcasting, che ha permesso ai partecipanti di raccontare Carbonia attraverso le voci, i suoni e le storie del territorio. È stato particolarmente bello vedere una partecipazione così ampia e diversificata. Insieme ai residenti e agli abitanti di Carbonia, abbiamo accolto tanti amici arrivati da Cagliari e da altre parti della Sardegna, ma anche numerosi turisti che, dopo avere visitato il Museo del Carbone e conosciuto la storia della città, hanno scoperto il Festival e scelto di tornare all’Arena Mirastelle nelle diverse serate.»

Il racconto di Carbonia attraverso i podcast della Scuola Genius II e i versi poetici del Workshop Haiku

Tra i momenti più significativi della giornata conclusiva, la presentazione degli elaborati della Scuola di Scrittura Genius II, quest’anno dedicata al linguaggio del podcast.

Il percorso formativo ha accompagnato i partecipanti nella progettazione e nella realizzazione del numero zero di un podcast collettivo dedicato a Carbonia. Attraverso interviste, registrazioni, scrittura, esplorazioni del territorio e raccolta di testimonianze, ragazze e ragazzi hanno costruito un racconto sonoro della città, delle sue voci e dei luoghi che ne custodiscono la memoria. La restituzione pubblica ha permesso di condividere con il pubblico presente in sala non soltanto il risultato finale, ma anche il processo creativo e il lavoro svolto durante le giornate del laboratorio. Il progetto ha confermato uno degli obiettivi centrali del Festival: offrire alle nuove generazioni strumenti concreti per raccontare il presente, reinterpretare la memoria e sperimentare linguaggi capaci di unire scrittura, voce, suono e territorio.

La giornata finale ha accolto sul palco dell’Arena Mirastelle anche la presentazione del lavoro realizzato durante il Workshop Haiku, condotto da Daniela Cimino e curato dall’associazione Cherimus.

Partendo dalla forma essenziale della poesia breve giapponese, i partecipanti hanno lavorato sulle immagini, sulle emozioni e sui piccoli frammenti dell’esperienza quotidiana, imparando a osservare ciò che li circonda e a restituirlo attraverso poche parole.

Lultimo Aperitivo Letterario e musicale

La serata all’Arena Mirastelle si è aperta con l’ultimo Aperitivo Letterario e musicale, curato dalla Scuola Civica di Musica di Carbonia, diretta da Bruno Camera, con la partecipazione della Libreria Cossu.

Protagonisti dell’appuntamento conclusivo sono stati Laura Tuveri e Nicola Ventura, che hanno accolto il pubblico  con una raffinata selezione di proposte musicali.

Andrea Serra e la malinconia dellirreversibile

Il programma è proseguito con Andrea Serra, che ha presentato il libro Fernando o della melanconia dellirreversibile, edito da Il Maestrale, in dialogo con Francesca Spanu.

L’incontro ha aperto uno spazio di riflessione sul tempo, sulla memoria e su ciò che, una volta accaduto, non può essere riportato indietro. Il dialogo ha accompagnato il pubblico dentro la dimensione emotiva e letteraria dell’opera, soffermandosi sulla malinconia, sulle conseguenze delle scelte e sulla fragilità dell’esperienza umana.

Paola Soriga e Ivana Marrone: la parola diventa reading

Con il reading “Un irresistibile miraggio del mondo”Paola Soriga e Ivana Marrone hanno intrecciato le voci di Grazia Deledda, Maria Giacobbe e Joyce Lussu, tre donne legate alla Sardegna ma capaci di oltrepassarne i confini attraverso la letteratura, l’impegno civile e la libertà di espressione. Lo spettacolo ha restituito al pubblico un dialogo ideale tra generazioni, trasformando parole e biografie in un racconto intenso di identità, emancipazione, memoria e partecipazione.

Edoardo Prati chiude Carta Carbonia 2026

Il compito di chiudere la terza edizione è stato affidato a Edoardo Prati, protagonista dell’ultimo incontro del Festival insieme ad Andrea Fulgheri.

Tra le voci più seguite della nuova generazione di divulgatori culturali, Prati ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra letteratura, poesia, autori classici e sentimenti contemporanei.

Dopo un primo scambio di battute, il giovane divulgatore ha sorpreso il pubblico di Carta Carbonia trasformando l’incontro in una vera performance teatrale. Prati ha infatti portato in scena la Batracomiomachia, antico poemetto eroicomico che racconta, con i toni solenni della grande epica, la paradossale guerra tra rane e topi. Un’opera capace di giocare con il linguaggio e i modelli dell’Iliade, mescolando ironia, ritmo e riferimenti alla tradizione classica. La scelta ha rappresentato una delle novità più originali della serata: non una semplice conversazione sulla letteratura, ma la letteratura stessa restituita al pubblico attraverso la voce, il corpo e la presenza scenica. Con intensità, immediatezza e capacità narrativa, Prati ha trasformato un testo antico e poco conosciuto in uno spettacolo vivo, sorprendente e accessibile. L’attenzione degli spettatori e gli applausi che hanno accompagnato la performance hanno dimostrato come la buona cultura sappia ancora conquistare e affascinare, anche quando propone opere lontane nel tempo. Un finale coerente con lo spirito di Carta Carbonia: avvicinare i classici al presente senza semplificarli e trasformare la letteratura in un’autentica esperienza condivisa.

Quattro giornate allArena Mirastelle

Dal 23 al 26 luglio Carta Carbonia ha ospitato autori, giornalisti, studiosi, artisti, musicisti e interpreti, costruendo un programma nel quale linguaggi differenti hanno trovato uno spazio comune.

Insieme agli incontri e agli spettacoli, il pubblico ha potuto visitare “AS IT IS – Giovanni Coda Exhibition”, la mostra curata dal direttore artistico Giovanni Follesa e dedicata a trentacinque anni di ricerca fotografica di Giovanni Coda.

Le opere della collezione LOGUS e le immagini del reportage umanitario realizzato in Bangladesh hanno accompagnato il Festival con un percorso dedicato al corpo, all’identità, al desiderio, alla perdita, alla luce e alla memoria.

Carta Carbonia saluta il suo pubblico

La terza edizione si chiude lasciando l’immagine di un’Arena Mirastelle vissuta ogni sera come uno spazio di incontro, ascolto e partecipazione. Un luogo nel quale la memoria della città ha dialogato con i linguaggi del presente e nel quale libri, musica, teatro, fotografia e formazione hanno contribuito a costruire un’unica narrazione collettiva.

Il successo delle quattro giornate è stato possibile grazie al lavoro degli autori, degli artisti, dei docenti, degli organizzatori, dei tecnici, delle associazioni, dei partner, delle librerie e di tutte le persone coinvolte nella realizzazione del programma.

«Il ringraziamento più importante – conclude il sindaco Pietro Morittuva al pubblico che, incontro dopo incontro, ha seguito con attenzione e curiosità gli appuntamenti, condividendo lo spirito di un Festival nato per mettere in relazione le persone attraverso la forza delle storie.»

Il sipario cala sulle giornate estive all’Arena Mirastelle, ma il percorso di Carta Carbonia proseguirà in autunno con il laboratorio multimediale “La storia immersiva con la realtà virtuale”, rivolto agli studenti delle scuole superiori e dedicato ai bombardamenti del 1943 su Cagliari e Carbonia.

A partire da domani martedì 28 luglio 2026 e per tutto il mese d’agosto, per consentire l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione dell’immobile in via Crocifisso 94 a Iglesias che ospita gli uffici di Abbanoa, il servizio di sportello clienti sarà temporaneamente chiuso. L’attività, attualmente svolta su appuntamento due giorni alla settimana, sarà pertanto sospesa sino al completamento degli interventi. I clienti potranno rivolgersi nella sede di Carbonia in piazza Roma, opportunamente potenziata, aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.15 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.00 e senza necessità di appuntamento.

Servizi a km zero. I clienti hanno comunque a disposizione tutti i servizi “a chilometro zero”. Oggi per eseguire numerose prestazioni, avere informazioni sul proprio estratto conto o ricevere risposte e soluzioni ai problemi non è più necessario spostarsi fisicamente per recarsi allo sportello più vicino: tutti i servizi sono a disposizione in internet su Sportello Online, su smartphone e tablet dalla app Abbanoa (scaricabile per Android e Ios) oppure basta una semplice telefonata (numero verde 800 062 692, gratuito da rete fissa). Sempre nello Sportello Online è possibile consultare tutti i documenti riguardanti la propria fornitura (contratti, comunicazioni, esito richieste, solleciti di pagamento, etc.) tramite la Cartella Cliente.

Il Mondiale, organizzato dalla Lega Navale Italiana Sezione Sulcis su delega della Federazione Italiana Vela, insieme alle Classi Italiana e Internazionale OpenSkiff, è iniziato domenica con la practice race, una prova utile per prendere confidenza con la località e il campo di regata, oltre che per verificare la macchina organizzativa a terra e in mare, coinvolgendo Comitato di regata, Giuria, assistenza in mare e a terra e posaboe. Nel tardo pomeriggio è seguita la suggestiva cerimonia di apertura, con la sfilata partita dalla Torre Sabauda, nel punto più alto del paese, con la vista aperta sulla spiaggia di Sottotorre, sul centro abitato e sul porto. Le squadre hanno poi attraversato le vie di Calasetta fino a raggiungere il palco allestito nell’area della manifestazione, dove sono state presentate le 13 nazioni partecipanti, comprese Australia e Nuova Zelanda, tra le delegazioni giunte da più lontano insieme a India e Giappone. Bandiere, corse verso il palco e grandi sorrisi hanno permesso agli organizzatori di raggiungere uno degli obiettivi principali ancora prima dell’inizio delle regate, vedere ragazzi e ragazze felici di incontrarsi, rappresentare il proprio Paese e condividere un’esperienza internazionale attraverso la vela.

Questa mattina, prima delle prime partenze in regata, la delegazione australiana ha scambiato il gagliardetto con la Lega Navale Italiana Sezione Sulcis. Un gesto simbolico che ha unito Calasetta al Keppel Bay Sailing Club di Yeppoon, nel Queensland, il circolo che avrebbe dovuto ospitare il Mondiale 2026 in Australia. La manifestazione è stata successivamente trasferita in Sardegna a causa delle incertezze sulla disponibilità delle imbarcazioni charter necessarie per garantire lo svolgimento dell’evento. Con le prime tre regate i sorrisi sono diventati ancora più grandi. Vedere l’intera flotta planare nel bordo di lasco, con Calasetta sullo sfondo, ha offerto una delle immagini più belle di questa prima giornata mondiale. Nell’Under 17 ha rispettato le attese l’ucraino Sviatoslav Yasnolobov, che vive e si allena in Italia con il Club Nautico Rimini dall’inizio del conflitto e che a Calasetta rappresenta la propria nazione d’origine. Yasnolobov guida la classifica maschile dopo aver vinto tutte e tre le prove, con parziali 1, 1, 1. Alle sue spalle l’italiano Gianluca Pilia, Polisportiva Mare Quartu, con 2, 3, 3, e il lituano Garudis Radkevicius, con 4, 1, 6. Tra le ragazze è al comando l’italiana Aurora Milanese, Circolo Vela Arco, con parziali 1, 4, 2. Seguono la francese Clara Zunquin, con 2, 7, 1, e l’italiana Bianca Paesani, Club Nautico Rimini, con 3, 5, 7.

Nella categoria Under 13 conduce Raffaele Guadagno del Circolo Nautico Posillipo, grazie ai parziali 1, 2, 4. A tre lunghezze segue l’ungherese Barnabas Karolyi Tertak, vincitore delle ultime due prove. Terzo, ad altri tre punti, Gabriele Lizzulli del Circolo Nautico e della Vela Argentario. L’ungherese Zsigmond Endre Tosoki occupa la quarta posizione, a due punti da Lizzulli, mentre Anna Ruggiero del Circolo Nautico Posillipo è quinta assoluta e prima femminile, con buon margine su Cecilia Parise, portacolori del club organizzatore, la Lega Navale Italiana Sezione Sulcis. La tedesca Helena Mila Stevanovic è terza tra le ragazze.

Per quanto riguarda i maschi Under 13, sono da evidenziare alcune penalità per partenza anticipata che, con l’inserimento dello scarto, potrebbero consentire ai timonieri coinvolti di risalire nelle prime posizioni. Sergio Pasini, Circolo Vela Arco, dopo un 5 e un 9 ha registrato un DNF, non arrivato. Anche il polacco Filip Zbyrt ha come parziali un UFD, squalifica per partenza anticipata, seguito da un 13 e un 2, e potrebbe quindi dire la sua dopo la quarta prova in cui si applica lo scarto.

Il Campionato del Mondo OpenSkiff 2026 gode del sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Calasetta. Martedì la partenza è prevista alle ore 12:00, con previsioni che indicano ancora sole e maestrale tra i 10 e i 15 nodi.

«Scadenza iscrizioni campionati regionali 2026/2027. Alle società aventi diritto a partecipare ai campionati di Eccellenza, Promozione 1ª e 2ª Categoria, Calcio A5 Serie C1, Calcio A5 Serie C2, Allievi Under 17 e Giovanissimi Under 15, che hanno confermato la loro adesione alla stagione sportiva 2026/2027, si ricorda che il titolo di pagamento della relativa tassa dovrà pervenire entro e non oltre giovedì 30 luglio 2026, presso lo scrivente Comitato Regionale. La mancata trasmissione di quanto sopra comporterà l’esclusione dal Campionato di competenza. Pertanto, nel caso di pagamenti effettuati attraverso i circuiti bancari, si pregano le società di inoltrare all’Ufficio Amministrativo del CR Sardegna, la copia del bonifico bancario attestante l’avvenuto pagamento alla seguente mail: amministrazione.sardegna@lnd.it .»

Il Comunicato Ufficiale n. 4 della FIGC – Lega Nazionale Dilettanti del 22 luglio 2026 ricorda alle società interessate il termine ultimo per l’iscrizione ai campionati regionali 2026/2027. La tassa di iscrizione al campionato di Eccellenza regionale ammonta a 9.200,00 euro, che si potrà pagare in tre rate, la prima delle quali scade giovedì 30 luglio 2026.

A 72 ore dalla scadenza del termine ultimo, la posizione del Carbonia Calcio per l’iscrizione al campionato di Eccellenza regionale 2026/2027 resta molto incerta. Il problema, nell’immediato, non è costituito dal pagamento della prima rata dei 9.200,00 euro della tassa di iscrizione, bensì dal saldo delle pendenze vantate nei confronti dei tesserati della stagione 2024/2025, precedente a quella appena trascorsa, che hanno avviato le relative vertenze per il riconoscimento di quanto loro dovuto e ad oggi non ancora corrisposto.

Lo scorso 19 luglio il presidente Andrea Meloni ha avviato la procedura di iscrizione al campionato di Eccellenza 2026/2027, ma questa non potrà validata senza la trasmissione dei titoli di pagamento di tutte le pendenze arretrate. Il massimo dirigente biancoblù è stato chiarissimo: dopo aver sopportato da solo il peso della gestione della stagione 2025/2026, non è in grado di effettuare il saldo delle pendenze arretrate ereditate al momento dell’assunzione della carica di presidente.

Dal 19 luglio sono trascorsi 8 giorni ma nulla sembra essersi mosso in concreto per consentire al Carbonia Calcio di essere presente ai nastri di partenza del prossimo campionato di Eccellenza regionale 2026/2027. Se nelle prossime 72 ore non interverranno fatti nuovi, il Carbonia potrebbe essere impossibilitato a regolarizzare la propria iscrizione.