16 August, 2026

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«Le misure di carattere economico approvate dal Governo nazionale sono insufficienti per affrontare una crisi come quella che abbiamo di fronte specie per le partite IVA.»

Lo dice il consigliere regionale della Lega Michele Ennas.

«E’ giusto e sacrosanto il sostegno ai lavoratori dipendenti, ma il Governo nazionale si sta dimenticando di tutto il tessuto economico legato a commercianti, artigiani, piccoli imprenditori, liberi professionisti che sta andando in pezzi, senza possibilità di recupero – aggiunge Michele Ennas -. Mi sembra evidente che non si può chiedere a chi non incassa un euro di pagare le tasse. Le partite IVA che non stanno guadagnando nulla e di certo nulla guadagneranno chissà ancora per quanto tempo dovranno comunque versare i contributi previsti. Non basta rinviare le scadenze e tantomeno sono sufficienti gli stanziamenti da 600 euro una tantum.»

«E” superfluo dire che nelle aree maggiormente in crisi come il Sulcis Iglesiente, in cui la sofferenza economica è già marcata, un evento di crisi economica di questo tipo risulta devastante – sottolinea Michele Ennas -. Il governo nazionale ha la possibilità di attutire il colpo sbloccando alcune misure dedicate al nostro territorio. La fiscalità di vantaggio della Zona Franca Urbana del Sulcis Iglesiente prevede la concessione di agevolazioni in favore di imprese di micro e piccola dimensione sotto forma di esenzioni fiscali e contributive. L’ultimo monitoraggio del MISE ha rilevato che un importo di oltre 22,9 milioni di euro dei fondi originariamente stanziati non risultano utilizzati ma sono sostanzialmente bloccati per via delle condizioni previste dai decreti originali. Ci sono 6 milioni di euro provenienti da rinunce e revoche delle agevolazioni già concesse che sono immediatamente utilizzabili e possono essere messi a disposizione subito predisponendo gli atti necessari. In questo momento per il nostro territorio qualsiasi sostegno alle nostre imprese può essere una boccata di ossigeno fondamentale e, data la situazione, il Governo dovrebbe valutare di rifinanziare tale fondo disponendo un ulteriore stanziamento di risorse. Servono coraggio e lungimiranza – conclude il consigliere regionale della Lega -. Anche a livello regionale non ci dimenticheremo di queste categorie produttive e faremo di tutto per sostenerle.»

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Proseguono su tutto il territorio comunale di Sestu i controlli delle persone che si sono autodenunciate alle autorità, dopo il loro arrivo (o il rientro) in Sardegna in seguito alle restrizioni emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri con un apposito decreto.

«Da una decina di giorni sottolinea la sindaca di Sestu, Paola Seccile persone che sbarcano in Sardegna, siano esse residenti o no, hanno l’obbligo di dichiarare al proprio medico di medicina generale o all’operatore di sanità pubblica del Servizio territorialmente competente il domicilio nel quale dovranno osservare il periodo di quarantena previsto dal DPCM. Questa limitazione era riservata inizialmente alle persone provenienti dalla Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbania-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia, le zone più colpite dai casi accertati di Coronavirus. Oggi è stata estesa a quanti arrivano in nave o in aereo sul territorio isolano.»

Polizia locale e carabinieri sono impegnati da giorni nei controlli a tappeto, sulla base degli elenchi diffusi dalla Regione Sardegna nell’ambito delle misure per il contrasto al diffondersi dell’epidemia di coronavirus.

«In stretto raccordo con le forze dell’ordine spiega la sindaca Paola Seccistiamo verificando ogni singolo caso, sanzionando coloro che non osservano i divieti imposti dal DPCM. Tra questi il più importante è certamente l’obbligo di isolamento nel domicilio segnalato con l’autodenuncia. Una misura che ritengo indispensabile per la sicurezza della nostra comunità. Desidero per questo ringraziare tutte le forze dell’ordine impegnate in questo lavoro, in un momento complessivamente molto impegnativo.»

La sindaca Paola Secci elogia «tutti i cittadini che stanno osservando le disposizioni contenute nel decreto firmato dal presidente Conte, nel rispetto non solo della loro salute ma anche di quella dei familiari e degli altri componenti la nostra comunità. Tutti stanno affrontando sacrifici, non fa piacere a nessuno stare rinchiuso in casa e rinunciare alla libertà di movimento cui siamo sempre stati abituati, con le conseguenze che ciò comporta anche da un punto di vista economico. In questo momento, però, è l’unico modo per contenere il contagio e dobbiamo farcene una ragione. Non ci sarà alcuna tolleranza per i trasgressori».

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Sono 293 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 1.912 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 71, di cui 15 in terapia intensiva, mentre 217 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende il primo paziente guarito e altri due clinicamente guariti. Due i decessi nell’Isola dall’inizio dell’emergenza.
Sul territorio, dei 293 casi positivi complessivamente accertati, 43 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+2 rispetto all’ultimo aggiornamento), 8 (+1) nel Sud Sardegna, 4 (+1) a Oristano, 22 (+1) a Nuoro e 216 (+82) a Sassari.

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In presenza dell’emergenza Covid-19, RSU, RLSA ed Azienda hanno deciso dio sospendere temporaneamente la produzione nello stabilimento RWM di Domusnovas.

La decisione è stata assunta – si legge in una nota dei reppresentanti di RSU/RLSA RWM Segreterie Territoriali S. Saddi Filctem CGIL/ Femca CISL M. Porcedda E. Madeddu/V. Lai A. Surracco – «con grande senso di responsabilità», nonostante «considerata la grave emergenza che interessa l’intero Paese compreso il Nostro Territorio, il Comitato Tecnico istituito a seguito del Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19, tra il Governo, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni Datoriali, fatta l’analisi di verifica di quanto predisposto dal Protocollo stesso, ha confermato che le azioni concordate e realizzate negli stabilimenti di Domusnovas, Musei ed il magazzino di Iglesias, sono conformi al protocollo e non esistono condizioni ostative alla prosecuzione dell’attività lavorative».
La sospensione temporanea della produzione è stata decisa «al fine di ridurre al minimo i rischi per il territorio, in un momento in cui le strutture sanitarie sono esposte nel fronteggiare l’emergenza in atto, ancora su proposta di RSU e RLSA, recepita in modo positivo dall’azienda, si è deciso inoltre di destinare a chi necessita (ospedali, pronto soccorso, forze dell’ordine, ecc.), tutti quei DPI a loro necessari di cui l’azienda potrà privarsi. Si è convenuto inoltre di sostenere eventuali altre forme di solidarietà che verranno attuate nei prossimi giorni. Le decisioni prese, sono motivate dal fatto che l’emergenza in corso necessità di messaggi e impegni precisi ed è necessario quindi, che ognuno si adoperi per superare questo grave e delicato momento».

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Due ulteriori strutture ospedaliere saranno dedicate a Covid-Hospital della Sardegna: il Mater Olbia ed il Policlinico Sassarese.
Lo annuncia il presidente della Regione Christian Solinas.

«Grazie allo straordinario impegno profuso in queste ore dall’intera macchina regionale – dice il presidente della Regione –, abbiamo individuato due valide strutture che saranno dedicate alla cura dei malati. I tempi per l’allestimento saranno rapidissimi, lavoreremo giorno e notte. Si creano così oltre 120 posti letto aggiuntivi, di cui circa 40 in terapia intensiva, che potranno essere ulteriormente incrementati.»

«In questo modo – sottolinea il presidente Christian Solinas -, diamo una risposta tempestiva alla situazione del Nord Sardegna con 12 nuovi posti dedicati di terapia intensiva a Sassari, 14 di semintensiva e 60 a differente intensità di cure. Potremo contare anche ad Olbia su un potenziale di posti letto aggiuntivi in grado di contrastare l’emergenza e della direzione scientifica di un infettivologo di chiara fama come il prof. Vella. »
Collegato in videoconferenza con il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, il presidente Christian Solinas ha sottolineato ancora una volta l’urgenza che la Protezione civile nazionale invii immediatamente in Sardegna le scorte annunciate di dispositivi per la protezione personale del personale sanitario, nonché le attrezzature e i macchinari per il potenziamento dei posti letto di terapia intensiva e semintensiva.

Nel frattempo, il Governatore ha dato mandato agli uffici regionali di procedere immediatamente al reperimento ed acquisizione di tali attrezzature e dispositivi sul mercato fino a concorrenza dei fabbisogni dichiarati dal sistema sanitario regionale per affrontare l’emergenza in atto.

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In ottemperanza alle disposizioni contenute nei decreti del presidente del Consiglio dei ministri dell’8/03/2020, del 09/03/2020 e dell’11/03/2020, relativi al contenimento delle infezioni Covid-19, ed alle ordinanze del presidente della Regione Autonoma della Sardegna in materia di sanità pubblica, il sindaco di Iglesias, Mauro Usai, ha emesso un’ordinanza contenente le disposizioni relative, al fine dare applicazione alle norme contenute nei decreti ministeriali.

Le misure adottate e contenute nell’ordinanza, con valore a partire dalla data odierna, e fino al 3/04/2020, riguardano:

– La sospensione immediata per le rivendite di generi di monopolio in attività nel territorio del comune di Iglesias e dotate di apparecchi per il gioco lecito, di tutte le tipologie di gioco che prevedono vincite in denaro e non.

– La possibilità per le persone di spostarsi dalla propria abitazione per consentire l’espletamento dei bisogni fisiologici degli animali domestici, esclusivamente per una distanza massima di 250 metri dal portone d’ingresso della propria casa, provvedendo a mantenere la distanza interpersonale di almeno 1 metro da eventuali altre persone.

– La sospensione di qualsiasi attività motoria e di qualsiasi pratica sportiva all’aperto in luoghi pubblici, divieto esteso anche alle semplici passeggiate, fatta eccezione per l’attività motoria motivata da documentate esigenze mediche, legate a particolari patologie.
Le citate esigenze mediche dovranno essere autodichiarate e si dovrà provvedere a mantenere la distanza interpersonale di almeno 1 metro da eventuali altre persone.

– Relativamente al disbrigo delle incombenze necessarie consentite, come gli acquisti di farmaci e generi alimentari, l’obbligo di limitare le uscite ad una sola persona per nucleo familiare, (n.1 uscita, n.1 persona), fatte salve le necessità delle persone anziane o non autosufficienti che vivono da sole e devono essere accompagnate, le quali hanno a disposizione anche il servizio di assistenza predisposto dall’Amministrazione comunale.

– La chiusura dell’apertura al pubblico dell’ecocentro comunale.

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Si intensifica ogni giorno l’opera di controllo nelle zone costiere da parte della Regione, tramite gli agenti del Corpo forestale, per vigilare sul rispetto delle regole di isolamento e di autodenuncia da parte delle persone che occupano le case al mare.
L’inosservanza delle ordinanze del presidente della Regione comporta le conseguenze previste dall’art. 650 del cp, con arresto fino a 3 mesi e sanzione.
Oggi sono stati effettuati quasi 1.300 controlli, 225 in area Cagliari, 265 Iglesias, 65 Oristano, 256 Sassari, 209 Tempio, 148 Nuoro, 124 Lanusei.
Sono state sanzionate 10 persone, segnalate alla Magistratura.

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L’associazione “Sinistra-Autonomia-Federalismo” ha diffuso una nota nella quale «sostiene l’Ordine e l’Associazione dei Giornalisti che contrastano i provvedimenti disciplinari richiesti dall’assessore della sanità della Sardegna ai Direttori delle Aziende Sanitarie, per gli Operatori Sanitari che comunichino senza autorizzazione con la stampa e su internet».
«Condividiamo le posizioni dell’Ordine e dell’Associazione dei Giornalisti perché sosteniamo e difendiamo in primo luogo l’articolo 21 della Costituzione italiana che non consente censure per costituire un’unica fonte informativa e governativa – si legge nella nota -. Sosteniamo i Medici e tutti gli Operatori Sanitari negli Ospedali, nelle Comunità e sul Territorio, che contrastano la censura richiesta dall’Assessore, la quale lede il diritto di esprimere liberamente la propria opinione, mentre chiedono di essere protetti adeguatamente per fare il loro lavoro.»
Sinistra-Autonomia-Federalismo chiede:
«a) che la censura proposta dall’Assessore venga ritirata immediatamente.
b) le dimissioni dell’assessore della Sanità Mario Nieddu, necessarie per la sua dolosa lesione alla salute e alla vita della democrazia sarda ed italiana, ai sensi dello stesso articolo 21 della Costituzione che stabilisce provvedimenti adeguati a prevenirne e a reprimerne la violazione.
c) alle forze politiche di maggioranza ed opposizione di adoperarsi tempestivamente per la salvaguardia della Libertà dei Sardi ed in particolare di quelle alla libera informazione e degli Operatori della Sanità Pubblica che, mai come ora, hanno bisogno di mascherine e non di bavagli».

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L’incremento del numero di persone risultate positive al contagio da Covid-19 all’interno dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, nel reparto di rianimazione, preoccupa e configura un’emergenza nell’emergenza in Sardegna. Nardo Marino e Roberto Li Gioi, rispettivamente deputato e consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, chiedono delucidazioni su quanto accaduto alla Regione Sardegna.

«La Regione Sardegna deve delle spiegazioni su quanto accaduto all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia che, in una sola giornata, ha registrato un elevato numero di contagi all’interno del reparto di rianimazione e ha comportato la chiusura del centro trasfusionale – dicono Nardo Marino e Roberto Li Gioi -. L’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, è chiamato a rispondere della diffusione dei contagi a Olbia, all’interno del presidio ospedaliero. E’ segno che qualcosa si è inceppato nell’iter che avrebbe dovuto mettere il personale sanitario nelle condizioni di lavorare in sicurezza. Le dichiarazioni pubbliche rese da Mario Nieddu sulle inchieste aperte in merito alla diffusione dei contagi negli ospedali sardi, sono inaccettabili. “Chi ha sbagliato, pagherà”, ha affermato l’assessore regionale liberandosi così delle responsabilità che gli competono. Anziché giustificare il proprio operato trincerandosi dietro sterili dichiarazioni, la Giunta e Mario Nieddu dovrebbero chiarire cosa ha trasformato gli ospedali sardi in un centro di contagio.»

«Non è limitando la divulgazione delle informazioni, come vorrebbe la Giunta regionale, che si combatte la diffusione del virus. Servono azioni concrete per rimediare agli errori commessi e non farne di nuovi: il sistema sanitario olbiese non può permettersi di rinunciare a reparti, medici e infermieri. Accogliamo positivamente la notizia dell’esecuzione dei tamponi a tappeto per tutto il personale sanitario e i pazienti del Giovanni Paolo II. D’altro canto, non possiamo accettare che  il grido di allarme degli operatori della sanità passi inosservato. Quanto successo – concludono Nardo Marino e Roberto Li Gioi – è la spia di un meccanismo che non sta funzionando a dovere e le colpe non possono ricadere sulle spalle del personale sanitario che per primo fronteggia l’emergenza in corso.»

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Il comune di Carbonia informa la cittadinanza che per qualsiasi informazione relativa ai DPCM dell’8, 9 e 11 marzo in materia di contenimento del contagio da Coronavirus, la Polizia locale è reperibile telefonicamente, dal lunedì al venerdì, dalle ore 7.00 alle ore 21.00, e il sabato mattina dalle ore 7.00 alle ore 14.00 al numero 0781 62257, escluse le giornate festive.

Si ricorda che è attivo tutti i giorni della settimana (festivi compresi), 24 ore su 24, il numero di telefono del Centro operativo comunale di Protezione civile: 347 3855336.

Si può contattare il numero del Centro operativo comunale di Protezione civile per ottenere una risposta pratica alle seguenti domande:

• Sei solo? Non sai a chi rivolgerti per la spesa?
• Hai finito le medicine?
• Hai bisogno di parlare con qualcuno che ti aiuti a sconfiggere la solitudine?

• Sei in isolamento fiduciario e non hai nessuno che ti può dare una mano per le piccole commissioni sul territorio?