8 November, 2026

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L’on. Carla Cuccu (M5S), ha presentato oggi una nuova interpellanza al governatore Christian Solinas ed all’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, nella quale chiede se abbiano rivolto un accorato appello che incoraggi forme di solidarietà, pubblica e privata, per reperire alloggi da destinare al personale sanitario che tutti i giorni mette a rischio la propria salute col proprio lavoro. Carla Cuccu evidenzia come numerosi operatori sanitari non trovano alloggio ed in via prudenziale preferiscano non rientrare nelle proprie abitazioni, per limitare, così, eventuali contagi anche tra i loro familiari.

«In diverse regioni italiane – conclude Carla Cuccu – si sta provvedendo grazie alla solidarietà di istituzioni e cittadini che forniscono un supporto logistico a questi encomiabili professionisti della salute. In un tempo in cui questo nemico invisibile sta risvegliando coscienze, solidarietà e senso di appartenenza, è compito delle istituzioni valorizzare questi principi giuridicamente tutelati.»

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«Nessuna ulteriore restrizione per sardi e turisti fino al 31 luglio: abbiamo semplicemente scelto di comunicare – come sempre con la massima trasparenza – l’adozione di una condizione che consente alla Regione una procedura più agile per l’acquisto di beni, servizi e forniture attraverso l’affidamento diretto per tutto ciò che è necessario per affrontare l’emergenza in atto.»

Lo puntualizza il presidente della Regione, Christian Solinas, a seguito della delibera approvata ieri. Il provvedimento adottato dalla Giunta, infatti, non modifica in alcun modo le restrizioni vigenti che sono valide fino al 25 marzo 2020.

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«Chiediamo a tutti di rispettare l’obbligo di restare a casa.» E’ l’appello lanciato dal consigliere regionale della Lega, Michele Ennas.

«Ci sono ancora troppe persone che con la scusa di avere una giustificazione lecita o prevista dai decreti in vigore escono di casa senza un motivo valido – aggiunge Michele Ennas –. È stato spiegato più volte: il contagio si ferma limitando la circolazione delle persone. Il mio appello va ai cittadini ma anche ai sindaci del territorio affinché ci sia un approccio unico e condiviso. Le passeggiate e l’attività sportiva all’aria aperta mancano a tutti ma bisogna entrare nell’ordine di idee che si esce solo se necessario e anche l’attività motoria andrebbe limitata ai casi di necessità per questioni di salute. Anche per le esigenze primarie, come gli acquisti di generi alimentari, bisogna sensibilizzare le persone, affinché dedichino a queste attività il tempo strettamente indispensabile.»

«Discorso analogo per chi ha animali, gli spostamenti dovrebbero essere limitati ai luoghi il più vicino possibile al proprio domicilio e per il tempo strettamente necessario – sottolinea il consigliere regionale della Lega -. È sicuramente difficile e pesante per tutti ma è un sacrificio necessario in questo momento se non vogliamo rendere vani gli sforzi fatti finora, soprattutto da chi è in prima linea ad affrontare questa emergenza. Sui controlli le forze dell’ordine e i vigili urbani stanno svolgendo un lavoro immane. Gli agenti del Corpo Forestale sono impegnati senza sosta in particolare nelle zone costiere per vigilare sul rispetto delle norme di sicurezza, in modo particolare da parte di coloro che nelle settimane scorse sono giunti in Sardegna per occupare le seconde case. La Regione sta prevedendo misure straordinarie per sostegno al lavoro e all’impresa e sarà affianco ai cittadini in questa emergenza. Serve una presa di coscienza da parte di tutti. La regola principale, quella fondamentale che va ripetuta ossessivamente in questi giorni è una sola: restare a casa – conclude Michele Ennas -. Tutelando la nostra salute, proteggiamo anche quella degli altri.»

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L’Amministrazione comunale di Carbonia, approfittando della presenza di piazze vuote per via delle misure preventive adottate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, al fine di contenere il contagio da Coronavirus, ha disposto l’esecuzione di una più incisiva pulizia della città, intervenendo in particolar modo sulle panchine, gli arredi urbani e le aree esterne degli edifici.

Gli interventi, a cura della società De Vizia Transfer Spa, sono cominciati nella giornata di ieri e hanno riguardato il Centro Intermodale, via Manno, piazza Roma, piazza Rinascita, piazza Berlinguer e piazza 1° Maggio.

Nella giornata odierna gli operatori della società che gestisce il servizio di igiene urbana in città stanno procedendo alla pulizia degli ingressi del Mercato Civico – a cui si riferisce il video allegato – di piazza Mercato, delle aree adiacenti l’edificio comunale di via XVIII Dicembre, degli esterni degli Istituti di Credito: Banco di Sardegna, BNL e Unicredit. A seguire, gli addetti agli interventi si sposteranno nelle frazioni, segnatamente in piazza Venezia a Cortoghiana e in piazza Santa Barbara a Bacu Abis.

Gli interventi rientrano tra le attività di igienizzazione e non di sanificazione, per la quale allo stato attuale non risulta alcuna comprovata dimostrazione scientifica dell’efficacia al fine della prevenzione e del contenimento del contagio da Covid-19.
I lavori riprenderanno la settimana prossima nelle giornate del 24, 25, 31 marzo ed il 1° aprile.

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«Non posso che esprimere, anche a nome del Partito Democratico, la solidarietà e vicinanza sia agli operatori del mondo sanitario impegnati in questa lunga battaglia provocata dall’emergenza Coronavirus, sia agli operatori dell’Informazione che ieri, attraverso l’Ordine dei Giornalisti e l’Assostampa, hanno denunciato il comportamento della Regione. E dell’assessore della Sanità.»

Il segretario regionale del Partito Democratico, Emanuele Cani, esprime preoccupazione, «in un momento così delicato come quello che si sta vivendo, in cui l’informazione ufficiale, svolta da professionisti che verificano costantemente le notizie di cui danno conto ai cittadini, diventa fondamentale. La cosiddetta fonte unica, di cui parlano l’Ordine e l’Assostampa, non può essere accettata. Nell’emergenza l’informazione, che risponde a regole ben precise, quelle normate oltre che dalle leggi dalla deontologia, non può essere ostacolata. L’amministrazione regionale ed i suoi rappresentanti dovrebbero occuparsi di più dei problemi che ancora non riescono a risolvere – conclude Emanuele Cani -, invece di preoccuparsi di mettere il bavaglio ai professionisti impegnati in questa guerra contro la pandemia e gli operatori dell’informazione che svolgono un diritto dovere sancito dalla Costituzione». 

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E’ stato stipulato un accordo tra la Portovesme Srl e le rappresentanze dei lavoratori per le misure di contenimento in azienda della diffusione del Coronavirus.

Ne dà notizia, con una nota, il segretario generale della Camera del Lavoro, Antonello Congiu.

«La situazione legata alla diffusione del virus Covid-19 rischia di mettere alle corde l’intero sistema paese e con esso il sistema industriale che, per necessità deve garantire le produzioni perché il paese stesso non si fermi – si legge nella nota -. Questa difficile situazione di stress obbliga sempre più, anche nel settore industriale, le parti interessate alla ricerca di percorsi e buone pratiche per garantire la salute dei lavoratori in permanenza di attività. La prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano con adeguati livelli di protezione. Solo con queste prerogative si può creare il giusto connubio tra sicurezza e produzione.»

«Con questo spirito le organizzazioni sindacali in queste settimane hanno chiesto alle aziende il massimo impegno per soddisfare un concetto semplice ma imprescindibile “SICUREZZA PER TUTTI” – prosegue la nota -. L’accordo promosso dalla Segreteria della Camera del Lavoro CGIL della Sardegna Sud Occidentale sottoscritto ieri all’interno della Portovesme Srl e che ha visto il coinvolgimento delle Segreterie Territoriali dei Chimici, Metalmeccanici, Servizi, Edili e Trasporti, le rispettive Rsu e l’Azienda, che ha mostrato molta attenzione al tema, rappresenta un passo importante per una gestione sempre più condivisa del sistema industria, in linea con il percorso di governance avviata tra le stesse organizzazioni sindacali e l’Azienda.»

«L’intesa, in linea con il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro e il recepimento del DPCM dello scorso 11 marzo, evidenzia le azioni necessarie per salvaguardare la salute di tutti i lavoratori ed il prosieguo lavorativo. In essa sono disciplinati gli istituti dell’informazione, così come le modalità di ingresso in azienda per tutti i lavoratori, quelli diretti e quelli delle imprese. E’ regolamentato l’accesso dei fornitori esterni, la pulizia e sanificazione in azienda, così come le precauzioni igieniche personali ed i dispositivi di protezione individuale. E’ determinata l’organizzazione del lavoro e gli spostamenti interni, piuttosto che gli spostamenti interni e la gestione di una persona sintomatica – conclude la nota -. Insomma un buon esempio di collaborazione tra Aziende (azienda madre e società appaltatrici di servizi) e rappresentanze unitarie dei lavoratori di tutti i settori che ci sembra un buon viatico verso l’accordo di governance di sito più complessivo citato in precedenza che è in via di definizione.»

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«Le turnazioni dei dirigenti anestesisti rianimatori negli ospedali di La Maddalena, Bosa, Sorgono, Ghilarza, Isili e Muravera sono sospese con effetto immediato e le risorse saranno impiegate nelle attività correlate alle nuove e maggiori esigenze imposte dall’epidemia Covid-19.»

E’ scritto così in una nota inviata ai presidi ospedalieri dal DAP (Dipartimento delle Attività Ospedaliere), che aggiunge inoltre la «riqualificazione dei servizi di Primo Soccorso e centralizzazione delle organizzazioni di Anestesia e Rianimazione».

Non si fa attendere la risposta del NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche che per voce di Fabrizio Anedda, coordinatore regionale, afferma: «Non possiamo esimerci dal contestare la nota trasmessa dal Direttore di Dipartimento delle attività ospedaliere in ATS. Intanto perché disposizioni di questa portata devono avere un minimo di formalità per assumere carattere di ufficialità. Stiamo infatti parlando di riconversione strutturale e funzionale di competenza di varie aziende sarde, che dovrebbero perlomeno ottenere vaglio e benestare dei Direttori Generali/Commissario ATS , ma ovviamente, anche il lascia passare dell’assessore della Salute e del Consiglio regionale Sardegna. Tale disposizione, invece, non viene di fatto supportata da alcuna deliberazione del Direttore Generale ATS o AREUS, e risulterebbe perfino priva del semplice numero di protocollo aziendale».

L’emergenza Covid 19. Il sindacato denuncia inoltre il fatto che «l’emergenza in questo modo sembrerebbe strumentalizzata al fine di realizzare un progetto che – ha proseguito Fabrizio Anedda – oltre a ridurre l’efficienza di risposta sanitaria, destabilizza psicologicamente i cittadini che fanno riferimento alle strutture periferiche, già sollecitate dall’emergenza globale».

La carenza di personale. «Fermo restando la carenza degli anestesisti, come di tutti i professionisti sanitari che nel tempo sono stati ridotti per via del definanziamento del SSR e /o per normative che hanno concesso un’agevole ma meritata collocazione in quiescenza, per quanto attiene le nostre UU.OO. di rianimazione, non risultano condizioni di emergenza tali da imporre – si legge nella risposta del sindacato – l’accentramento di detti professionisti nei nosocomi dei capoluoghi, sguarnendo di fatto gli ospedali periferici e illudendoli che nessun codice di gravità elevato si presenti nei Pronto Soccorso che si vorrebbero trasformare in Punti di Primo Intervento. Impostazione peraltro già sperimentata: i pazienti codificati con i codici Giallo e Rosso possono giungere direttamente senza l’intermediazione del sistema 118, il quale – è bene sottolineare – si regge per la gran parte con personale non sanitario.»

Emergenza: fornire di dispositivi di protezione il personale sanitario. «Questa impostazione, oltre a determinare maggiori spostamenti degli utenti, va a gravare ulteriormente sugli ospedali centrali delle città – ha concluso il rappresentante del NurSind – con conseguenti sovraffollamenti controproducenti alla linea guida da osservare, ossia il mantenimento delle distanze, soprattutto in stima delle scarse risorse di DPI fornite ai dipendenti del settore. Riteniamo per questo giusto il ritiro delle disposizioni trasmesse e chiedere agli amministratori e ai dirigenti di concentrarsi sull’emergenza sanitaria maggiormente sentita da coloro che – con spirito di abnegazione – sono chiamati a rispondere all’infezione del Coronavirus, rimandando a tempi migliori gli eventuali rinnovi di assetto degli ospedali periferici. L’emergenza primaria risiede nel procurare i DPI, unico modo per tutelare e non decimare le professionalità in prima linea contro il Covid 19.»

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Sono aperte le iscrizioni alla 16a edizione del Premio Bindi di Santa Margherita Ligure (GE), uno dei più prestigiosi concorsi italiani dedicati alla canzone d’autore, intitolato a Umberto Bindi, indimenticato cantautore genovese.

Il concorso è riservato a singoli o band che compongano le proprie canzoni. Non ci sono preclusioni per il tipo di proposte artistiche, da quelle stilisticamente più tradizionali a quelle più innovative. Fra tutti gli iscritti, verranno selezionati gli artisti (al massimo otto) che si esibiranno l’11 luglio nella finale del contest, di fronte ad una prestigiosa giuria composta da musicisti, giornalisti e addetti ai lavori.

Caratteristica del Premio Bindi è quella di non premiare una singola canzone ma l’artista nel suo complesso, dal momento che tutti i finalisti avranno modo di eseguire ben quattro canzoni, tre proprie e una cover.

Al vincitore assoluto andrà la Targa Premio Bindi e una borsa di studio in denaro, ma fra i finalisti verranno assegnate anche la Targa “Giorgio Calabrese” al miglior autore, la Targa “Migliore canzone”, scelta in base ai canoni radiofonici e la Targa “Beppe Quirici” al miglior arrangiamento. Altri premi potranno aggiungersi nei prossimi mesi.

L’iscrizione è gratuita e deve essere effettuata entro e non oltre il 1° maggio 2020 esclusivamente tramite il form presente sul sito www.premiobindi.com nell’apposita sezione. Sul sito è disponibile anche il bando completo del concorso.

Il Premio Bindi si avvale della direzione artistica di Zibba ed è organizzato dall’Associazione Le Muse Novae. È sostenuto dal contributo del Comune di Santa Margherita Ligure e dalla Regione Liguria.

Le scorse edizioni del Premio sono state vinte da Lomè (2005), Federico Sirianni (2006), Chiara Morucci (2007), Paola Angeli (2008), Piji (2009), Roberto Amadè (2010), Zibba (2011), Fabrizio Casalino (2012), Equ (2013), Cristina Nico (2014), Gabriella Martinelli (2015), Mirkoeilcane (2016), Roberta Giallo (2017), Lisbona (2018), Micaela Tempesta (2019).

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“Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Sardegna”: è questo il nome nuovo deciso dal Consiglio, su proposta della Commissione Pari Opportunità, il primo Ordine regionale che cambia nome nel rispetto del linguaggio di genere e contro le discriminazioni, che anche in questa professione riguardano carriere e redditi. La decisione nella prima riunione telematica del Consiglio.

«Abbiamo compiuto un piccolo grande passo per la parità di genere e contro le discriminazioni nella nostra professione, partendo dal rispetto del linguaggio di genere: nella prima riunione telematica del nostro Consiglio regionale, abbiamo deciso di usare nelle comunicazioni informali e interne il nome Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Sardegna», ha detto la presidente Angela Quaquero. La decisione è stata assunta su proposta della commissione Pari opportunità, presieduta dalla psicologa Luisa Puggioni.

«Siamo uno dei primi Ordini Regionali ad adottare una denominazione non discriminatoria – ha detto Luisa Puggioni – ci auguriamo che altri ci seguano e che contestualmente, possa avviarsi la procedura legislativa per cambiare il nome del nostro Ordine, anche nel rispetto dei profondi cambiamenti intervenuti in questi anni: le psicologhe rappresentano l’85% del totale e la legge istitutiva, la n°56/1989, risale appunto a 31 anni fa!»

«Il paradosso – ha sottolineato Angela Quaquero, già presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine Nazionale – è che le psicologhe, pur rappresentando la maggioranza assoluta degli iscritti all’Ordine, subiscono le stesse discriminazioni nel percorso di carriera e nel reddito come tutte le donne in tutti gli altri ordini professionali e vivono le stesse criticità della generalità delle professioniste, a partire dalle difficoltà nella conciliazione vita-lavoro: spesso la scelta d’obbligo è il part time, e questo si riflette innanzitutto nel reddito e nelle possibilità di carriera, dove è in assoluta preponderanza la presenza di dirigenti maschi, a partire dalla sanità pubblica.»

Queste ed altre pesanti discriminazioni, emarginazione, mobbing, molestie sono emersi, con chiarezza e dovizia di dati, in una ricerca nazionale sulla condizione di lavoro delle psicologhe, basato su 5.000 questionari, pubblicata nel mese di febbraio. L’emergenza in atto ha fatto slittare la presentazione, prevista originariamente per il 25 marzo a Roma, a data da destinarsi.
Sono numerose le psicologhe volontarie, che si stanno alternando  per quattro ore tutti i giorni per il filo diretto di assistenza psicologica gratuita attivato dal 2 marzo scorso per il Coronavirus Covid-19: «Se sarà necessario vedremo  di aumentare le ore destinate al filo diretto – ha detto Angela Quaquero – perché c’è una crescita esponenziale di richiesta di aiuto e sostegno psicologico:  sono oltre venti le telefonate quotidiane a cui riusciamo a rispondere, ma altrettante, purtroppo, rimangono inevase. Ci sarà, con il protrarsi presumibile dell’emergenza, un aumento  della pressione sulle persone e un accentuarsi della condizione di isolamento psicologico, che occorre contrastare in tutti i modi, per le conseguenze imprevedibili che può comportare. Segnaliamo comunque che sono moltissime le professioniste ed i professionisti disponibili a lavorare online con le persone che ce lo richiedono. Ricordiamo i  numeri  per il filo diretto di assistenza psicologica, il numero verde 800197500 e il numero di cellulare 3791663230, attivi tutti i giorni per 4 ore, dalle 15.00 alle 19.00 e colgo l’occasione per ringraziare le psicologhe e gli psicologi che si stanno prodigando generosamente, mettendo a disposizione la loro competenza e il loro tempo, per assicurare supporto psicologico a tante persone, che spesso, non hanno altra possibilità di interfacciarsi con altri».

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«In questa fase di estrema complessità rispetto alle azioni e alla gestione delle conseguenze dell’infezione da CoViD 19 in Regione Sardegna e nel Sulcis Iglesiente, per il territorio di nostra pertinenza, riteniamo sia arrivato il momento e l’opportunità di suggerire di adottare ed estendere più diffusamente sia l’isolamento domiciliare fiduciario sia l’estensione preventiva dell’effettuazione di test diagnostici a tutto il personale sanitario e tecnico della ASSL Carbonia, delle strutture sanitarie private accreditate e non accreditate, ai medici di Medicina Generale e ai Pediatri di libera scelta, ai Medici di Continuità assistenziale, nonché ai Farmacisti e ai Volontari delle associazioni.»

Lo scrive, in una nota, Graziano Lebiu, presidente dell’OPI (Ordine Professioni Infermieristiche) di Carbonia Iglesias.

«L’obiettivo – aggiunge Graziano Lebiu – è tutelare i lavoratori del Servizio sanitario nazionale e del Servizio sanitario regionale pubblico e privato, individuare i possibili positivi, isolare tutti i conseguenti contatti. Le misure di prevenzione e protezione negli ambienti di lavoro rivolte ai dipendenti sono ora una priorità allo stesso livello della garanzia del trattamento sanitario e assistenziale ai cittadini infetti.»

«Siamo indistintamente chiamati a contribuire a preservare l’integrità psico fisica di tutti coloro e di tutte le professionalità che in front o back office reggono per il momento la risposta alle conseguenze del contagio CoViD 19 anche in Assl Carbonia con slancio, generosità, abnegazione e competenza, ma senza per questo autorizzare o indurre l’organizzazione a ritenere che possano continuare ad essere esposti oltre i rischi e i pericoli già intrinsechi nella svolgimento delle nostre professioni sanitarie e tecniche – conclude Graziano Lebiu – e che DEVONO essere sorvegliati e limitati se non del tutti arginati: in questo momento sarebbe imperdonabile privare i cittadini anche di un solo operatore.»