21 February, 2026

In occasione dell’evento dell’Epifania una delegazione del Corpo di Polizia locale di Iglesias si è recata presso la struttura denominata “Lo specchio DAN”, a Domusnovas, struttura punto di riferimento a livello nazionale per la cura dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione e non solo. In tale circostanza, il personale della Polizia locale è stato accolto dalla dottoressa Giovanna Grillo, presidente di Casa Emmaus, la cooperativa sociale che gestisce questa struttura, e dal personale medico e para medico che con grande professionalità e passione, rende possibile che un piccolo polo clinico sia in grado di offrire trattamenti che, in molti casi, verrebbero effettuati soltanto in ospedale, spesso in un contesto poco adatto alla dimensione psicologica di queste patologie. La Polizia locale è stata accolta calorosamente dai vari ospiti della struttura e l’incontro è stata l’occasione per condividere alcune esperienze personali di vita e le sfide e difficolta che si affrontano quotidianamente in uno spirito di condivisione e di dialogo. Personale della Polizia locale in veste di “Befana” ha consegnato dei doni in particolare materiale ludico, giochi di società e altro e gli ospiti della struttura hanno regalato al Comandante e ai presenti dei regali confezionati a mano dagli ospiti. Tale incontro è stato inoltre occasione per definire una condivisione di professionalità e di intenti, quali corsi di formazione specifici per gli operatori di Polizia locale nei TSO e ASO nell’approccio con pazienti che soffrono di problemi nutrizionali e di alimentazione una campagna di informazione e promozione a livello territoriale della struttura e di visite guidate per gli ospiti della struttura al Comando di Polizia locale.

Sono trascorsi 25 anni dalla pubblicazione della legge 388/2000, la legge finanziaria per il 2001, che tra le tante disposizioni, ha definito all’art.114 la base normativa che ha dato il via all’esistenza del Parco Geominerario della Sardegna (PGM). Di quella legge ero relatore e in quella veste, a nome della Commissione Bilancio, presentai la norma istitutiva del PGM nella forma dell’emendamento aggiuntivo al disegno di legge.
L’emendamento fu approvato a larga maggioranza della Camera dei deputati nel pomeriggio del 14 novembre. Subito dopo quella votazione telefonai a Giampiero Pinna.
«Ce l’abbiamo fatta», gli dissi. Giampiero Pinna era in attesa di notizie da Roma: si era rinchiuso in miniera impegnandosi a non uscirne se non a parco costituito. Anche quando fu approvata la legge non si mosse finché non fu concretamente applicata. La sua fu una battaglia di straordinario sacrificio personale per un obiettivo di interesse generale.
L’idea del Parco Geominerario veniva da molto lontano. Per brevità, richiamo solo l’opposizione, vittoriosa, alla liquidazione per svendita del patrimonio immobiliare minerario. Infatti, nel 1985, l’Eni aveva messo sul mercato interi complessi di straordinario valore storico comprendenti, nei comuni di Iglesias, Arbus, Guspini, San Gavino, 873 ettari di terreni, 519 fabbricati fra i quali un centinaio di edifici industriali, le direzioni minerarie di Monteponi, Ingurtosu, Montevecchio ed altri importanti manufatti. L’iniziativa fu bloccata e si salvò una buona parte della base materiale del futuro Parco.
Se è vero che le rivendicazioni venivano da molto lontano e da più parti, si deve a Giampiero Pinna il merito di averle tradotte in un progetto strutturato quando dirigeva aziende regionali, e di averle reso popolari con la lunga lotta a Pozzo Sella.
Noi parlamentari abbiamo fatto la nostra parte con l’iniziativa legislativa portata a felice conclusione. Fu, in definitiva, una produttiva cooperazione.
La Legge 388/2000 ha definito gli elementi essenziali del PGM. Ha sancito la creazione di un parco dedicato alla conservazione del vasto patrimonio legato all’attività mineraria sarda. Ne ha indicato le finalità: protezione e valorizzazione del patrimonio geologico, tecnico-scientifico, archeologico industriale, documentale, delle tradizioni e dei saperi legati alle miniere anche per obiettivi culturali, sociali e produttivi. Ha disposto come strumento di gestione un consorzio composto da Ministeri (Ambiente, Attività Produttive, Università e Ricerca), la Regione Sardegna e i Comuni interessati. Ha delegato al Ministero dell’Ambiente l’emanazione dei decreti attuativi, cosa avvenuta con il D.M. 16 ottobre 2001 e il D.M. 9 marzo 2004. E, infine, ha assegnato per la gestione un finanziamento annuale di ben sei miliardi di lire, divenuti circa tre milioni di euro a partire dal 2001. Era il Parco con più fondi in Italia. Per gli investimenti, inoltre, il Parco era abilitato ad accedere ai fondi nazionali e dell’Unione europea. In conclusione: la legge mise a disposizione strumenti e risorse per fare un buon lavoro.
Passato un quarto di secolo, bisogna chiedersi quale sia stata il beneficio concreto del PGM per i territori ex minerari. Il rendiconto è un dovere politico e morale, sebbene desueto. Questo dovere spetta innanzitutto agli organi dirigenti del parco, sebbene non solo a loro. Il nuovo commissario straordinario (al quale auguro buon lavoro, chiedendomi perché ancora un commissario e non un normale presidente) proprio perché è di fresca nomina e quindi estraneo alle precedenti gestioni, potrebbe/dovrebbe presentare un bilancio consuntivo di venticinque anni di attività del Parco. L’indice di un simile rapporto è nell’articolo 2 del decreto ministeriale 16 ottobre 2001 che elenca distintamente gli obiettivi del Parco: ciascuno di questi merita un dettagliato resoconto.
Per parte mia, propongo alcune riflessioni.
Il primo obiettivo, quello della tutela passiva dell’archeologia industriale mineraria è stato ottenuto nel momento in cui è stata approvata la legge e sono stati emanati i decreti attuativi. Nessuno può toccare quei beni senza l’autorizzazione dei pubblici organi: non è un risultato di poco conto se si ha presente la preesistente situazione. Semmai si deve anche aggiungere che il primo decreto attuativo della legge (il DM 16 ottobre 2001) ha esteso in maniera abnorme i vincoli obbligando cittadini, imprese, comuni etc., a richiedere il nulla osta al parco anche per interventi su beni e aree che neanche lontanamente hanno avuto a che fare con le miniere. Quel decreto è stato riformato nell’ormai lontano 2016 (DM 8 settembre 2016) per distinguere tra aree e beni di sicuro interesse culturale e paesaggistico e aree che con le miniere non c’entrano (cioè gran parte dei territori e dei centri comunali del Parco) per i quali non sarebbe più richiesto il nulla osta. Il richiamato decreto ha assegnato un anno dall’emanazione come termine per concludere la classificazione. Del resto, il lavoro di istruzione tecnica era già stato fatto.
La domanda è: la classificazione è stata fatta o si continua come prima a sottoporre cittadini ed imprese a adempimenti inutili, costosi per risorse e tempo?
I beni dell’archeologia industriale sono da tutelare e valorizzare anche per scopi culturali, sociali e produttivi. Al riguardo molto hanno fatto i comuni. Si vedano i casi di Carbonia, Iglesias, Narcao, Guspini, Gadoni e tanti altri. Ha fatto, nonostante le critiche, anche Igea cui si deve la conservazione e la fruibilità di impianti di straordinario valore e del grande archivio realizzato a Monteponi: un unicum in Europa. La domanda è quale consuntivo presenta il parco al riguardo? Il fatto che non sia proprietario dei beni non è un esimente perché l’ordinamento mette a disposizione gli strumenti per la cooperazione fra le pubbliche amministrazioni. Vero è che il parco ha scelto di ritirarsi dalla gestione dei siti cui partecipava (Carbonia e Narcao) anziché estenderla. Qui sta il punto. Fu una scelta molto negativa: se non si partecipa alla gestione dei siti, quale coordinamento si può avere? Si dirà che c’erano ostacoli burocratici ma questi non sono motivo di resa: si superano nel dialogo produttivo fra pubbliche istituzioni.
Un risultato importante è stato ottenuto con il sostegno alla produzione culturale, quali tesi di laurea, pubblicazione di libri, etc. E un grande servizio alla cultura, il PGM lo rese con il riconoscimento Unesco. Attenzione non quello di patrimonio dell’umanità, che non c’è mai stato, ma quello tuttavia prestigioso attribuito alla rete mondiale dei geoparchi di cui anche il PGM faceva parte. Tutti i comuni poterono fregiarsi del logo Unesco con il tempietto. Poi il riconoscimento è stato perso perché il PGM è stato espulso dalla rete dei geoparchi per inadempienze. Messe da parte le polemiche su torti e colpe, sono in corso iniziative per rientrare nella rete? Le inadempienze possono essere superate, tanto più che c’è abbondanza di risorse per buoni investimenti.

Già le risorse. Il Parco, nato come quello più finanziato d’Italia, da subito ha iniziato a cumulare copiosi avanzi di amministrazione (cioè fondi non spesi) nonostante le tante necessità. Questa situazione è stata utilizzata dai governi nazionali per definanziarlo. Si può avere un consuntivo sulle risorse entrate e sulle destinazioni? I dati potrebbero essere ricavati anno per anno dai bilanci pubblici. Tuttavia, sarebbe un servigio alla comunità avere un consuntivo venticinquennale certificato.
In conclusione: il bilancio consuntivo è necessario per comprendere cosa sia necessario fare per rilanciare il PGM. Salvo che non ci si voglia rassegnare al tirare avanti senza aggiungere alcun rilevante valore a ciò che fanno i comuni di loro iniziativa e in definitiva alla perdita della funzione attribuita per legge venticinque anni fa.
Tore Cherchi
7.01.2026

Un’imponente operazione dei carabinieri della Compagnia di Carbonia, scattata questa mattina, s’è conclusa con l’arresto di cinque persone, una ai domiciliari e un’altra sottoposta all’obbligo di firma. In carcere sono finiti un 24enne e un 34enne di Carbonia, un 23enne e un 29enne di Alghero, già noti alle forze di polizia. Agli arresti domiciliari un 42enne di Carbonia, all’obbligo di firma un 24enne di Carbonia. L’0accusa, per tutti, è associazione per delinquere finalizzata ai furti e ai reati contro il patrimonio. Altre quattro persone sono state denunciate, nei loro confronti l’accusa è di essere basisti o ricettatori.
I carabinieri hanno spiegato che la presunta organizzazione avrebbe visto ai vertici soggetti di etnia Rom, domiciliati nel campo nomadi di Caput d’Acquas, a Carbonia, che sarebbero stati coadiuvati e supportati da alcune persone del luogo dal 2023, compiendo diversi colpi. I capi d’accusa contestati agli indagati sono 36, tra i quali spiccano le spaccate in supermercati e presso attività commerciali di Carbonia e San Giovanni Suergiu, furti in diverse aree di servizio del Basso Sulcis, furti di auto asportate dall’interno di una concessionaria e, inoltre, quello di un’auto della Polizia Penitenziaria in sosta a Cagliari.

L’incendio appiccato sulle auto rubate ha rappresentato il tentativo sistematico di garantirsi l’impunità. Tuttavia, di particolare utilità si sono rivelate le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza, che, nonostante i tentativi di manomissione attuati danneggiando le telecamere con mazze e bastoni, hanno permesso di ricostruire i movimenti e di confermare l’abitudine di celare l’identità con guanti e travisamenti in testa.

L’attività condotta dai militari della Stazione di Carbonia con il supporto nel Nucleo Operativo e Radiomobile si è caratterizzata per un’azione investigativa che ha richiesto pazienza e attenzione costanti; i Carabinieri hanno monitorato e ricostruito minuziosamente ogni spostamento del gruppo attraverso mirati servizi di osservazione e raffinato pedinamento. È proprio l’attività investigativa tradizionale, supportata dalla capillare presenza dell’Arma sul territorio, che si è rivelata decisiva non solo per la raccolta delle prove ma, anche, per scongiurare e prevenire numerosi e analoghi fatti delittuosi che, potenzialmente, sarebbero potuti degenerare anche in fatti più gravi.

Nonostante le dichiarazioni rese da alcuni indagati nel corso dell’interrogatorio preventivo, il GIP, riconoscendo l’allarme sociale e il pericolo per la sicurezza pubblica derivante dai numerosi furti commessi, ha ritenuto necessario disporre l’emissione della misura cautelare nei confronti degli indagati. Le operazioni, oltre ai Carabinieri della Compagnia di Carbonia, hanno visto impegnati anche i Carabinieri della Compagnia di Alghero, dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna, dei Cinofili CC e di un elicottero dell’11° NEC di Elmas.
L’operazione si inserisce nel più ampio e costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nel controllo del territorio e nel contrasto ai reati contro il patrimonio connotati da particolare allarme sociale, un’attività che trova fondamento nella presenza quotidiana dei militari sul territorio, nella capacità di leggere e interpretare le dinamiche locali e nella determinazione a prevenire e reprimere i fenomeni di criminalità diffusa, a tutela della sicurezza della collettività.

Paolo Cannas è il nuovo Direttore Generale della ASL Sulcis Iglesiente. Classe 1973, vanta una lunga e consolidata esperienza manageriale maturata in diverse realtà sanitarie italiane e sarde; il suo ultimo incarico, in ordine di tempo, è stato quello di Direttore Generale della ASL di Nuoro. Dal 2024 ricopre incarichi regionali e nazionali per conto di Federsanità Anci.
Paolo Cannas ha già firmato la prima Delibera relativa al suo insediamento e, nei prossimi giorni avvierà una serie di incontri istituzionali con le Sigle sindacali del comparto e della dirigenza, la Conferenza sociosanitaria e le strutture amministrative e sanitarie dell’azienda, con l’obiettivo di affrontare fin da subito le principali criticità del territorio.
«Accolgo questo incarico con grande entusiasmo e con il massimo impegno ha dichiarato il neo Direttore Generale -. Intendo intervenire immediatamente sulle emergenze, fornendo risposte concrete ai problemi più urgenti, ma al tempo stesso ritengo necessario lavorare sin da subito sugli obiettivi di medio e lungo periodo, per garantire stabilità gestionale e continuità assistenziale. Sono stato accolto molto bene e con ottimismo, in questa ASL operano professionisti di alto livello, e lavoreremo perché si creino le condizioni adeguate per esprimere al meglio il potenziale di ciascuno e assicurare servizi di qualità ai cittadini del territorio.»

Alle 16.15, al Comunale Nuovo Pietro Puggioni di Carloforte, Marco Cullurgioni Giba e Iglesias si contendono la 34ª Coppa Capodanno per giovanissimi. La Marco Cullurgioni, campione uscente (un anno fa si impose in finale sul Carloforte con il punteggio di 6 a 1), s’è qualificata per l’atto finale della Coppa superando in semifinale il Carloforte con il punteggio di 2 a 1, mentre l’Iglesias ha avuto la meglio sul Cortoghiana ai calci di rigore, dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sul punteggio di 2 a 2.

Dirigerà Alessia Nuvoli, assistenti di linea Edoardo Curreli e Sergio Aresu. In caso di parità al termine dei due tempi regolamentari, per stabilire la squadra vincente verranno disputati due tempi supplementari di 10 minuti ciascuno e, in caso di persistente risultato di parità, la vincente scaturirà dai calci di rigore. L’Amministrazione comunale di Carloforte collabora con la FIGC Carbonia Iglesias per l’organizzazione della fase finale e della cerimonia di premiazione, nel ricordo del cavaliere Pietro Puggioni, grande uomo di sport, per decenni sostenitore del calcio giovanile dell’intero Sulcis Iglesiente, al quale è dedicata la struttura calcistica recentemente ristrutturata.

Sinistra Futura Carbonia, insieme ad ARCI La Gabbianella Fortunata, ANPI e CGIL, promuove per il 7 gennaio, alle ore 19.00, presso Piazza Roma a Carbonia, un sit-in di solidarietà con il popolo venezuelano, a sostegno del suo diritto all’autodeterminazione, contro l’attacco americano.
Di fronte a quanto sta accadendo in Venezuela, non intendiamo restare inermi. Siamo e saremo sempre contro ogni guerra, contro ogni ingerenza e dalla parte dei popoli, del loro diritto di decidere liberamente il proprio futuro, senza pressioni, violenze o imposizioni esterne.
«Con questo sit-inscrivono gli organizzatori in una nota vogliamo offrire uno spazio di partecipazione e di testimonianza civile, affinché tutte e tutti possano manifestare la propria solidarietà attraverso gesti simbolici e pacifici: candele, bandiere della pace e lenzuola bianche, un gesto pacifico ma potente capace di esprimere la nostra solidarietà. Crediamo fermamente che l’unità contro la guerra e per la pace sia un valore imprescindibile. Per questo invitiamo tutte le forze politiche che condividono questi principi, le associazioni, i movimenti e ogni cittadina e cittadino a unirsi a noi e a partecipare al sit-inconcludono -. La pace, la solidarietà e l’autodeterminazione dei popoli non sono slogan, ma diritti da difendere ogni giorno.»

Nuova clamorosa iniziativa di protesta degli abitanti di Is Urigus che da diversi mesi sono mobilitati per opporsi alla realizzazione del progetto della società Ekosarda srl che vorrebbe trasformare in una discarica per rifiuti speciali non pericolosi il sito della cava di materiali di natura vulcanica ubicata in località “Su Giri de sa Murta”, alla periferia del centro abitato della frazione del comune di San Giovanni Suergiu.

Sabato sera è stata annunciata la messa in vendita di molte case della frazione, in presenza del progetto della discarica di rifiuti speciali ad alcune centinaia di metri.

Il Movimento Spontaneo “No alla discarica” prosegue la sua battaglia ed ora attende risposte dalla Regione Sardegna, dopo l’ultima riunione svoltasi nella frazione con la partecipazione dell’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.

Il Carbonia ha sciupato la grande occasione di avvicinare la zona playofff, facendosi raggiungere dal Tortolì e finendo la partita in 10 uomini per l’espulsione di Fabio Mastino, dopo essere andato meritatamente in vantaggio con un super goal di Lorenzo Melis ed aver colpito per due volte nella stessa azione il palo alla destra di Cherif Makaouss Doumboya al 15′ del primo tempo.

Carbonia e Tortolì sono scese in campo reduci dalle imprese compiute alla vigilia di Natale rispettivamente in casa con l’Ilvamaddalena e sul campo del Tempio. Graziano Mannu, dopo la partenza di Costantino Chidichimo, ha dovuto fare a meno dello squalificato Fabricio Ponzo, sostituito da Lautaro Maximiliano Benarrechea, con Adama Coulibaly in panchina in imperfette condizioni fisiche. Franco Giordano (ex con cinque stagioni in maglia biancoblù da calciatore), ha dovuto fare a meno degli squalificati Lorenzo Cocco e Ilyas Lahrach, ma ha presentato i nuovi Marco Aiana (subito in campo dal 1′), Alejandro Menseguez e Vincenzo Scarpato (inizialmente in panchina).

Prima del fischio d’inizio è stato osservato un minuto di raccoglimento per le vittime del disastro di Crans Montana, in Svizzera.

L’avvio di partita ha visto il Tortolì più propositivo e al 5′ c’è voluto un super Maurizio Floris per negare il goal all’esordiente Marco Aiana, autore di una gran bozza in diagonale da favorevole posizione. Con il passare dei minuti il Carbonia è cresciuto e al 13′ Andrea Porcheddu ha ricevuto un assist delizioso da Lorenzo Melis in piena area ma la sua conclusione di petto, centrale, è stata controllata agevolmente da Cherif Makaouss Doumboya. Il Carbonia ha spinto ancora sull’acceleratore e al 15′ ha colpito due volte il palo alla destra di Cherif Makaouss Doumboya, prima con Tomas Pavone, poi con Lorenzo Melis.

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La partita è proseguita con il Carbonia ancora pericoloso prima con Andrea Porcheddu al 22′ (destro fortissimo oltre la traversa su bell’assist di Leonardo Boi, poi con Tomas Pavone, puntuale nel tap-in su un calcio di punizione di Ayrton Hundt respinto dal portiere ogliastrino, goal annullato per fuorigioco (posizione irregolare per 15-20 centimetri).

Le due squadre si sono recate al riposo sullo 0 a 0, e al ritorno in campo il Carbonia ha impiegato solo 4′ per sbloccare il risultato: ennesimo inserimento di Fabio Mastino sulla fascia destra, cross a mezza altezza a centro area, dove Lorenzo Melis ha anticipato Sergio Sulis con una splendida incornata che ha spedito il pallone all’incrocio dei pali, lasciando immobile Cherif Makaouss Doumboya.

Franco Giordano ha inserito subito il nuovo attaccante argentino 28enne Alejandro Menseguez, prelevato dalla squadra calabrese di Promozione Pro Pellaro, con la quale ha realizzato 18 goal nel girone d’andata del campionato in corso. Il cambio s’è rivelato decisivo. Il Tortolì è andato vicino al pareggio al 73′ con Marco Aiana, con una conclusione alta da buona posizione, e lo ha raggiunto al 77′ con Alejandro Menseguez, che ha battuto Maurizio Floris con un. delizioso colpo di tacco, su assist dalla sinistra di Mattia Muggianu.

Al 79′ il Carbonia è rimasto in 10 uomini per l’espulsione di Fabio Mastino per doppia ammonizione, per un intervento su Vincenzo Scarpato (giallo quantomeno discutibile).

Nel finale, il Carbonia in 10 ha provato a riportarsi in vantaggio ma ha anche rischiato, perché il Tortolì in un paio di occasioni ha messo paura alla difesa biancoblù. Al triplice fischio finale, al Carbonia resta il rammarico per aver disputato per oltre tre quarti un’ottima partita, e non averla saputa gestire sulla reazione della squadra di Franco Giordano.

Carbonia: Floris, Mastino Fabio, Gurzeni, Mastino Andrea (90′ Massoni), Hundt, Zazas, Melis, Barrenechea, Pavone, Porcheddu, Boi. A disposizione: Saiu, Carboni, Coulibaly, Ferralasco, Carrus, Tatti, Ollargiu, Serra. Allenatore: Graziano Mannu.

Tortolì: Doumboya, De Zan, Delpiccolo, Poli (51′ Menseguez), Ferrareis, Loi, Contu, Muggianu (86′ Rarinca), Manconi (64′ Scarpato), Aiana, Sulis. A disposizione: Pili, Serra, Tangianu, Nieddu, Forense, Mascia. Allenatore: Franco Giordano.

Arbitro: Nicolò Fronteddu di Nuoro.

Assistenti di linea: Matteo Degortes e Mario Canu di Olbia.

Marcatori: 49′ Melis (C), 77′ Menseguez (T).

Ammoniti: Hundt (C), Pavone (C), Melis (C), Mastino Fabio (C), Boi (C), Aiana (T), Loi (T).

Espulsi: Mastino Fabio per doppia ammonizione.

Spettatori: 300.

Giampaolo Cirronis

Allegate le interviste all’allenatore del Carbonia Graziano Mannu e al capitano del Tortolì Simone Contu

Riparte il campionato di Eccellenza con la prima giornata del girone di ritorno, con la capolista Iglesias di scena al Signora Chiara di Calangianus per difendere il primo posto con il quale ha festeggiato il titolo di campione d’inverno in condominio con Ilvamaddalena e Nuorese, mentre il Carbonia dopo l’impresa compiuta con la capolista Ilvamaddalena, ospita il Tortolì al Comunale “Carlo Zoboli”. Entrambe affrontano l’impegno odierno con grande fiducia ma anche con un’incognita che vale per tutte le squadre, legata alla prima partita dopo la pausa di Natale e fine anno.

L’Iglesias di Giampaolo Murru affronta il Calangianus con la miglior formazione disponibile (tra i 19 convocati mancano solo i fuoriquota Brian Mancini e Francesco Tiddia). Tra i convocati ci sono anche gli ultimi arrivati, Bartolomeo Erbini e Andrea Manca. Dirige Mario Corrias di Nuoro, assistenti di linea Antonio Carbini di Olbia e Augusto Giovanni Scanu di Sassari. Nel girone d’andata l’Iglesias si impose 2 a 0, con goal di Nicola Capellino al 5′ e Joel Salvi Costa al 92′. L’Iglesias vive il periodo più felice della sua storia recente, perché ai successi della prima squadra sta abbinando quelli del settore giovanile, con la conquista della seconda Coppa Santa Barbara – Trofeo Aldo Carboni con gli allievi e la qualificazione alla finalissima della 34ª Coppa Capodanno con i giovanissimi (in semifinale ha superato il Cortoghiana ai calci di rigore, tempi regolamentari 2 a 2), in programma martedì 6 gennaio sul campo Nuovo Comunale Pietro Puggioni, a Carloforte, con la Marco Cullurgioni Giba che stamane ha superato 2 a 0 il Carloforte.

Il Carbonia affronta il Tortolì di Franco Giordano (ex calciatore del Carbonia, protagonista della promozione in serie D nella stagione 1977/1978) deciso a riscattare la sconfitta subita all’esordio in campionato, 0 a 2, doppietta di Lorenzo Cocco, oggi assente per squalifica insieme al difensore Ilyas Lahrach. Franco Giordano, per contro, avrà a disposizione tre nuovi arrivati, l’attaccante argentino Nahuel Menseguez, il centrocampista Marco Aiana e l’esterno Vincenzo Scarpato). Graziano Mannu deve fare a meno di Fabricio Ponzo, appiedato per una giornata dal giudice sportivo, e non dispone più di Costantino Chidichimo che, dopo la pausa di fine anno, non è rientrato a Carbonia, perché ha deciso di riavvicinarsi alla famiglia in Calabria. Dirige Nicolò Fronteddu di Nuoro, assistenti di linea Matteo Degortes e Mario Canu di Olbia.

Sugli altri campi, le altre due capolista Ilvamaddalena e Nuorese, sono impegnate rispettivamente sul difficile campo dell’Ossese (unica squadra capace di chiudere imbattuta il girone d’andata, ma sesta in classifica a tre lunghezze dalla vetta perché ha vinto solo 5 partite, pareggiandone ben 10) e in casa con la Ferrini.

Il Tempio gioca il derby gallurese a Buddusò, il Lanusei ospita l’Atletico Uri, il Santa Teresa Gallura ospita il Sant’Elena Quartu. La partita Villasimius-Taloro Gavoi si giocherà martedì 6 gennaio.

Giampaolo Cirronis

 

Il 2026 si apre con i bombardamenti Usa in Venezuela. Sinistra Futura è sempre stata in prima fila contro la follia del riarmo e l’economia di guerra, e conferma la propria contrarietà, espressa in precedenza anche in Consiglio regionale con il NO all’ampliamento della fabbrica di morte di Domusnovas.

Oggi dobbiamo constatare che l’ennesima aggressione arriva da chi si professa difensore della democrazia. Avviene ancora una volta mostrando il volto predatore di chi non accetta che le risorse petrolifere possano appartenere ad altri popoli, che rifiutano gli appetiti di ExxonMobil e Chevron, interessate solo alla logica del profitto ad ogni costo. Il mondo oggi ha bisogno di un’Europa che si apra al multilateralismo riassumendo una funzione di pace oggi del tutto assente.

«Abbiamo condannato in passato le aggressioni tra Stati. Non possiamo non condannare questo gravissimo atto premeditato che finisce per frantumare il diritto internazionale. Un pensiero va a Maduro e alla moglie, sequestrati e portati via dal loro paese con pretesti futili. Credo che la politica debba ritornare sovrana: l’ONU ristabilisca il proprio status di mediatore nel mondo e cerchi di mettere un argine al dilagare di guerre ingiustificate. Non vogliamo che sia rubato il futuro delle nuove generazioni, non vogliamo sacrificare i nostri figli a causa di idee violente e scellerate», commenta il presidente Luca Pizzuto.

Sinistra Futura presenterà una mozione in modo che gli enti locali sardi esprimano la propria contrarietà per l’ennesimo atto di sopruso e di arroganza avvenuto nel mondo.

«Non possiamo restare indifferenti: è giusto far sentire la propria voce per la Pace in tutta la Sardegna», conclude Luca Pizzuto.