«Con la decisione unilaterale di spegnere gli impianti della linea zinco da lunedì 23 dicembre, la Glencore certifica la sua totale inaffidabilità ed estrema disonestà nei confronti di un territorio che ha sfruttato sia dal punto di vista ambientale che sociale. Un’azienda che per decenni ha avuto utili ed extra profitti e che oggi scappa a gambe levate, dopo aver più volte annunciato ipotesi di rilancio degli stabilimenti del Sulcis e del Medio Campidano.»
Lo ha denunciato il Gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale.
«Siamo al fianco dei lavoratori, perciò insieme ai parlamentari sardi chiediamo al Governo Meloni di applicare tutte le sanzioni possibili nei confronti dell’azienda e di porre in atto tutte le iniziative per il recupero dei contributi ottenuti negli ultimi dieci anni dal Governo nazionale, oltre ad individuare soluzioni alternative a tutela dei lavoratori», hanno aggiunto i consiglieri regionali di FdI.
«Riteniamo gravissima la decisione del management della multinazionale svizzera di fermare le linee produttive dello stabilimento condannando oltre 1.200 lavoratori e annesse famiglie all’incertezza più totale rispetto al proprio futuro lavorativo.
Una decisione ancor più oltraggiosa e dal forte carico simbolico negativo, poiché arriva a trattative in corso, in anticipo a quanto precedentemente paventato e a cavallo delle feste natalizie. Ma certamente non un fulmine a ciel sereno, visto l’atteggiamento tenuto da almeno 4 anni a questa parte, ovvero dal cambio di dirigenza locale, da coloro che avrebbero dovuto fare tutto il possibile per rilanciare la fabbrica e invece – probabilmente come da copione pre impostato – hanno finito per chiuderla.»
Il gruppo politico “Carbonia Avanti” commenta così gli ultimi sviluppi della vertenza della Portovesme srl che hanno visto Glencore annunciare la fermata anticipata a lunedì 23 dicembre 2024 della linea di produzione dello zinco.
«Arrivati a questo punto è necessaria non solo una forte presa di posizione del Governo nazionale, ma anche un intervento che obblighi la società a recedere dalle proprie posizioni almeno finché non si trovi qualcuno realmente interessato a rilevare lo smelter e a produrre a Portovesme – prosegue “Carboni Avanti” -. Ma ogni eventuale azione in questo senso, onde evitare situazioni già viste con la fermata di altri stabilimenti nel polo industriale – ancora oggi fermi, va attivata con gli impianti in marcia o, comunque, attivi.»
«Ogni altra prospettiva orientata a un non meglio precisato futuro, con la fabbrica ferma, rischierebbe di essere (ribadiamo: come la storia recente dell’agglomerato industriale insegna) oltre che velleitaria, una presa in giro ai lavoratori e all’intero territorio – conclude il gruppo politico “Carbonia Avanti” -. Ribadendo la nostra vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici, ci rendiamo disponibili per qualsiasi iniziativa atta a scongiurare l’ennesimo scempio occupazionale nelle nostre comunità.»
Il comune di San Giovanni Suergiu celebra un importante traguardo: una serie di finanziamenti strategici è stata recentemente ottenuta per promuovere la riqualificazione urbana, la tutela ambientale e il miglioramento dei servizi turistici e sanitari, consolidando l’impegno dell’amministrazione verso un futuro sostenibile e inclusivo.
Tra i progetti più rilevanti figura la ristrutturazione e la messa in sicurezza della storica Casa Bellu, acquisita al patrimonio comunale. Grazie a un finanziamento di 300.000 euro erogato dalla Regione Sardegna nell’ambito dei fondi per la riqualificazione dei centri urbani, l’immobile potrà tornare alla comunità come un simbolo rinnovato di identità e appartenenza locale.
Sul fronte ambientale, l’Amministrazione comunale ha ottenuto 70.000 euro dall’assessorato regionale dell’Ambiente per il progetto di recupero ambientale delle aree degradate dalla presenza di discariche e dall’abbandono di rifiuti. L’intervento, che mira a ripristinare il decoro di aree compromesse, è un tassello importante in una strategia più ampia di salvaguardia del territorio, già avviata con numerose altre iniziative di successo.
Ulteriori fondi sono arrivati grazie alla partecipazione ai bandi del GAL (Gruppo di Azione Locale), in collaborazione con altri comuni del territorio: un primo finanziamento di 96.300 euro, con il comune di Giba come capofila, sarà impiegato per l’allestimento, il potenziamento e l’informatizzazione dell’info point comunale, un servizio cruciale per migliorare l’esperienza turistica e l’accesso alle informazioni. Un secondo stanziamento, di circa 70.000 euro, ottenuto insieme ai comuni di Sant’Anna Arresi e Masainas (capofila), consentirà di dotare il poliambulatorio comunale di macchinari moderni che possono essere di aiuto nell’assistenza e nei servizi sanitari al cittadino, migliorando sensibilmente l’offerta sanitaria.
«La realizzazione di questi progetti – ha detto la sindaca Elvira Usai – non è frutto del caso, ma di una visione strategica chiara e di un lavoro corale che coinvolge l’Amministrazione, gli uffici comunali e i partner locali. I finanziamenti ottenuti sono un investimento concreto per il futuro della nostra comunità, dimostrando la nostra capacità di trasformare le idee in azioni tangibili.»
Dopo il grande successo riscosso nei giorni scorsi da Babbo Natale, dagli elfi e dal buffo Grinch, continuano gli appuntamenti natalizi per grandi e piccini organizzati dal comune di Villamassargia. Il prossimo incontro è in programma domani, sabato 21 dicembre, alla Biblioteca comunale, dalle ore 10.30, con la presentazione del libro “Vorrei chiederti di quel giorno” con l’autore Lorenzo Tosa, nell’ambito del Festival internazionale della lettura sociale.
Per la gioia dei bambini, una folkloristica parata di mascotte è invece prevista nel pomeriggio di lunedì 23 dicembre insieme a uno spettacolo in piazza Pilar.
E poi grande è l’attesa per il concerto del dj Gabry Ponte previsto la notte del 29 dicembre, con tanta musica dance, anticipato da un altro concerto di musica classica ‘Xmas Song’ il 27 dicembre. Tanti eventi per tutti i gusti ravviveranno le festività del comune di Villamassargia.
Vediamo le interviste con la sindaca Debora Porrà e l’assessora della Cultura Sara Cambula.
«La Glencore con la decisione unilaterale pervenuta in data odierna, alle organizzazioni sindacati, di spegnere gli impianti della linea zinco, da lunedì 23 ha certificato la sua totale l'”inaffidabilità”, ed estrema disonestà nei confronti di un territorio che ha sfruttato sia dal punto di vista ambientale che sociale. Un’azienda che per decenni ha avuto utili ed extra profitti. Attiverò tutte le mie interlocuzioni con il governo affinché si applichino tutte le sanzioni possibili nei confronti dell’azienda e si pongano in atto tutte le iniziative per il recupero dei contributi ottenuti negli ultimi dieci anni dal governo nazionale.»
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu commenta così la decisione annunciata oggi da Glencore di chiudere in anticipo, lunedì 23 dicembre, la linea zinco dello stabilimento di Portovesme.
«Impensabile inviare una comunicazione del genere a pochi giorni dal Natale agli oltre 1.200 dipendenti coinvolti e alle loro famiglie rendendo ancora più flebile ogni speranza e minando seriamente la pace sociale dalle incertezze degli ultimi mesi-
Si ponga fine una volta per tutte a questa agonia con una scelta forte quale è la “nazionalizzazione dell’azienda”, inutile perdere altro tempo – conclude Gianluigi Rubiu -. Congiuntamente alla Regione e ai sindacati si intraprendano tutte le iniziative possibili per evitare il collasso del sistema industriale del Sulcis Iglesiente.»
«Anticipare la chiusura della linea zinco al 23 dicembre non è solo un atto di estrema scorrettezza ma dimostra un’assoluta spregiudicatezza di fronte alla quale il Governo non può attendere un giorno in più per rispondere con azioni forti e corali in favore della salvaguardia dei lavoratori di Portovesme. Oggi la Glencore ha dimostrato per l’ennesima volta una totale mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori, dei sindacati e della Regione. La crisi occupazionale che riguarda circa 1.200 lavoratori e per la quale abbiamo già avviato le interlocuzioni con i ministeri del Lavoro e del Made in Italy ha assunto una forma drammatica. Chiedo ai ministri Urso e Calderone un intervento immediato per assicurare la tutela dei lavoratori e delle famiglie sarde che sotto Natale stanno ricevendo questa notizia drammatica, e rinnovo l’appello alla ministra del Lavoro sulla creazione di un tavolo di crisi permanente che grazie ad un piano di accompagnamento e riqualificazione dei lavoratori consenta alla Regione Sardegna e al Governo di trovare una soluzione strutturale e di sistema.»
Questo il commento dell’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, alla luce della decisione della Glencore di chiudere la linea zinco già lunedì prossimo. Una comunicazione ricevuta dalla Rsu della Portovesme srl in mattinata, ancora prima dell’incontro previsto con i tecnici del Ministero.
«La decisione della Glencore di anticipare a lunedì 23 dicembre la fermata della linea zinco, è assolutamente inaccettabile, disattende gli impegni presi e rende ancor più grave e drammatica la situazione di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie.»
Lo ha detto il sindaco di Carbonia Pietro Morittu.
«Rilanciamo a gran voce il massimo impegno da parte dell’azienda e delle istituzioni preposte ai vari livelli affinché mettano in campo tutte le azioni possibili per scongiurare la perdita di numeri posti di lavoro in un territorio già fortemente provato dalla crisi occupazionale – ha aggiunto Pietro Morittu -. Da parte nostra, come Amministrazione comunale, siamo e resteremo sempre dalla parte dei lavoratori, cui va il nostro totale ed incondizionato sostegno.»