21 April, 2026

In una sala polifunzionale totalmente gremita, si è svolta a Carbonia una bellissima e meritoria iniziativa, organizzata dall’Odv N.A.B.A., denominata “Disabile per un giorno – vuoi il mio posto?” All’evento hanno partecipato centinaia di studenti degli istituti scolastici Satta, Deledda-Pascoli-Don Milani, Beccaria-Loi, Angioy, Gramsci-Amaldi e della scuola di enogastronomia di Sant’Antioco del Beccaria-Loi.

L’iniziativa, che ha visto la presenza straordinaria del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, è stata impreziosita dalla donazione, da parte del direttivo dell’Odv N.A.B.A., di pannelli integrativi che saranno posizionati – con autorizzazione del Comando di Polizia Locale – in circa una trentina di stalli riservati ai disabili. Sui cartelli campeggia la scritta “Vuoi il mio posto? Prendi anche la mia disabilità”.

«Ringraziamo l’OdV N.A.B.A. e tutti i soggetti che – a vario titolo – hanno contribuito fattivamente all’organizzazione di questa splendida iniziativa, patrocinata dal Comune di Carbonia, con una massiccia partecipazione di studenti. Siamo fermamente consapevoli della necessità di sensibilizzare continuativamente la cittadinanza sull’importanza di tenere alta l’attenzione verso le problematiche e i disagi che quotidianamente vivono le persone con disabilitàha detto il sindaco di Carbonia Pietro Morittu -. È nostra volontà lavorare per eliminare ogni qualsivoglia barriera architettonica e salvaguardare i diritti e le dignità delle persone con disabilità.»

Il progetto si concluderà il prossimo 3 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità, con flash mob “Occupy parcheggi” in programma nella via san Ponziano lato frontale chiesa, dove tante sedie a rotelle verranno parcheggiate al posto delle macchine negli stalli lasciati liberi con autorizzazione dell’Amministrazione comunale. I ragazzi inviteranno i presenti a una prova pratica di simulazione nella salita in macchina, stando seduti in carrozzina. Nella stessa giornata si svolgerà anche la “Passeggiata per i diritti”, con partenza prevista dal centro Intermodale alle ore 10.00 e arrivo in piazza Roma, alle ore 10.30.

 

I vincitori delle elezioni politiche, di qualunque colore siano, hanno in comune uno stesso mantra: «… la Sanità e le liste d’attesa sono il primo problema da risolvere immediatamente». La soluzione è pure simile: «… impegnare milioni di euro per le liste d’attesa». Una soluzione che ha l’aspetto di una medicina per ridurre la febbre del momento ma non adatta a curare la malattia del Servizio Sanitario pubblico. Noi ci aspetteremmo la riapertura dei reparti specialistici nei nostri ospedali provinciali, l’assunzione del personale mancante e il riavvio di una Sanità su nuovi criteri etici. Invece no. Quei milioni sono destinati a riconoscere un onorario extra a quei medici che faranno visite in più. Poi, una volta studiati, i pazienti non troveranno posto per essere ricoverati, operati, curati, perché i posti-letto e gli specialisti non ci sono. Di fatto la “relazione di cura” non inizierà. L’utilizzo degli straordinari o di medici a contratto, è utile a far diminuire la lunghezza delle liste d’attesa ma non è utile a far diminuire il numero di persone che aspirano a passare dallo stato di malato allo stato di sano, nel corpo e nello spirito, perché di questo è fatta la persona umana. Questa soluzione, basata su criteri economicistici che andrebbe bene per una fabbrica di “bulloni” (come paragonò un professore bocconiano che voleva trasferire le regole gestionali di una fabbrica a un ospedale), manca della necessaria coniugazione fra l’atto tecnico del “curare” un corpo e l’atto umano (antropologico) del “prendersi cura” della persona che c’è in quel corpo, fino alla conclusione dello stato di disagio fisico e psicologico, e al totale recupero alla famiglia, alla società e al mondo del lavoro. Per ottenere questo risultato è necessario che si instauri una “relazione” tra la persona malata e l’apparato che lo assiste, e che a questa “relazione” venga destinato del “tempo”. E il “tempo“ è direttamente proporzionale al numero e al valore delle persone impegnate nella “cura”. Per descrivere la differenza sostanziale tra il “curare” e il “prendere in cura qualcuno”, può essere utile usare l’ esempio di due fatti realmente accaduti.
Un anziano sacerdote (70 anni) si trovava ricoverato in un ospedale per la cura del suo cancro al fegato. Un signore andò a trovarlo. Lo trovò triste, adagiato nel suo letto, affiancato da un altro paziente terminale nelle sue condizioni. Alla domanda sul come stesse allargò le mani e indicò il muro di color celeste che gli stava davanti, sul quale era un piccolo crocifisso. Raccontò che il personale, scarso e indaffarato, si vedeva fugacemente solo nei pochi istanti in cui venivano distribuite le pillole. Tutto il giorno poteva parlare solo col crocifisso e col muro. Alla richiesta di piccoli servizi alla persona, otteneva frequentemente la stessa risposta: «Aspetti il prossimo turno; chieda a loro». L’anziano sacerdote morì.

Dopo qualche mese quel suo generoso visitatore si accorse di avere un cancro al polmone già metastatizzato. Per una strana sorte venne ricoverato nella stessa stanza e nello stesso letto del prete. Allora capì cosa significasse avere, come unico interlocutore, il muro celeste davanti a lui e il crocifisso. Stavolta c’era una novità: a fianco del crocifisso era stato appeso un televisore. Guasto.
Iniziò il suo mese di degenza fra chemio e TAC. Il rapporto col personale curante era esattamente identico a quello riferito dal prete: scarso, in un fuggi fuggi indaffarato, senza tempo per scambiare una parola e instaurare una “relazione”. Aspettava, per le piccole necessità fisiche, l’arrivo della moglie che ogni mattina prendeva il treno alla stazione di Carbonia, raggiungeva la stazione di Cagliari e, da lì, con un pullman, raggiungeva l’ospedale. Di sera faceva il percorso inverso. Fu il suo appiglio per resistere. Poi morì.

Il concetto rappresentato da queste immagini è che l’ospedale è un “campo di lavoro” che, per sua natura, è anche un “campo di vita” in cui si devono intrecciare “relazioni” e anche a questo fine dovrebbe essere organizzato il lavoro. Questo è il punto: in quell’ospedale avveniva la “cura”, ma per scarsità di personale e di tempo mancavano le “relazioni” necessarie al “prendersi cura” dell’altro.
Curare e prendersi cura sono due attività dell’uomo molto diverse. Mentre il “curare” si ottiene investendo denaro pubblico, il “prendersi cura” ha bisogno invece di una rivoluzione culturale. Ha bisogno di più “tempo”, più “empatia” e “più valore” riconosciuto per tutti gli attori coinvolti nel dramma.
Ecco un altro esempio che merita d’essere riferito. Alla fine degli anni ‘70 vi furono scioperi molto duri che coinvolsero anche gli ospedali in tutta Italia. Nel reparto Medicina di un nostro ospedale vicino lavorava un medico speciale. Accortosi che la camera dei malati di cui era responsabile era in condizioni igieniche gravi, fece questo: indossò una tuta da operaio, prese secchio, sapone e straccio, e lavò il pavimento dalle secrezioni umane che lo imbrattavano. Poi cambiò le lenzuola ai letti più compromessi. Finito il lavoro si rimise in ordine, indossò il camice da medico e iniziò il giro delle visite col Primario. Questo fatto descrive esattamente la differenza tra il “curare” e il “prendersi cura” empatico di qualcuno.

L’ospedale è un campo di lavoro in cui le disuguaglianze giocano un ruolo centrale nelle relazioni umane. Vi è chi, per il suo ruolo stabilito dalle regole, è dominante, e vi è chi si trova in un rapporto inferiorizzato. Questo genere di rapporti è molto delicato e va gestito con prudenza perché a causa dei diversi ruoli può avvenire, tra gli attori, un processo di distanziamento. Se non si ha la cura di evitarlo può avvenire che il distanziamento peggiori fino alla marginalizzazione del più debole. Diventa, insomma, un problema esistenziale in cui la marginalizzazione induce uno stato di subalternità, che può trascendere fino all’emarginazione e all’esclusione. Nel caso che ciò avvenga, potrà avvenire la cessazione del “prendersi cura” dell’“altro”. E iniziano l’abbandono, e l’isolamento. Il deficit di relazioni umane non è compreso fra le competenze della burocrazia sanitaria, e non viene contabilizzato.
Nel primo racconto il malato venne salvato dall’iniziativa personale della moglie che viaggiò tutti i giorni per assisterlo; nel secondo racconto i malati vennero messi al sicuro, dal rischio di marginalizzazione, da quel medico che indossò la tuta da lavoro. Questo è ciò di cui si dovrebbe fare tesoro: in mancanza di un livello etico elevatissimo che riguarda il “prendersi cura”, è necessario attuare iniziative personali per mettere al sicuro la persona presa in cura. Il prendersi cura l’un dell’altro,
vicendevolmente, aumenterà la sicurezza esistenziale del gruppo.
Questa pulsione al “prendersi cura” contro un “rischio esistenziale” che può essere anche letale, eccede i doveri della amministrazione sanitaria, ma certamente fa parte dei doveri della politica.
L’empatia è l’anello che unisce il cittadino, che attende risposte, al politico che gli fece la sua promessa di presa in carico. Con le difficoltà organizzative emergenti sarà necessario aumentare l’umanizzazione dell’apparato sanitario, passando da un’organizzazione di tipo economicistico a una di tipo etico.
Ormai è chiaro che il problema della sanità pubblica è destinato ad aggravarsi e che la soluzione non può essere progettata solo dai contabili di stato.
I problemi demografici produrranno un cambiamento della struttura sociale e si dovranno escogitare nuove regole per facilitare l’interscambio di vicendevoli cure.
I numeri non lasciano dubbi. In queste ultime ore è stato pubblicato dall’OCSE il rapporto Health at a Glance Europe 2024 nel quale si sostiene che oltre il 30% degli italiani ha un’età superiore ai 65 anni. E’ noto che per queste età si consuma circa il 90% della spesa del Fondo Sanitario Nazionale, dato destinato a peggiorare.
Già oggi il fondo statale per la spesa sanitaria è di 586 euro inferiore alla media europea. Più della metà dei nostri medici ha un’età superiore ai 55 anni. Il 20% dei medici in servizio ha superato i 65 anni d’età. Per quanto riguarda la dotazione italiana in personale infermieristico la situazione è preoccupante.
Abbiamo 6 infermieri ogni 1.000 abitanti, contro la media europea di 8 infermieri per 1.000 abitanti. La spesa italiana pro capite è di 2.947 euro contro i 3.533 della media europea. Destiniamo solo il 10% del totale della spesa sanitaria alle malattie a lungo termine, mentre l’Unione europea destina il 15 %. In Europa vi sono 4,2 medici per 1.000 abitanti mentre in Italia sono solo 3,2.
Considerato che l’aspettativa di vita è aumentata, dobbiamo aspettarci un futuro con sempre più vecchi e sempre meno medici e infermieri.
Programmare l’evoluzione della nuova Sanità Pubblica è adesso una necessità ineludibile.

Mario Marroccu

La Casa del Popolo, in via Barbagia 11, a Carbonia, ospita questa sera, dalle 18.00, la presentazione del libro “Il Papa morirà a Natale”, di Marco Corrias. L’autore ne parlerà con il giornalista omonimo Marco Corrias. Introdurrà Andrea Contu, presidente di Arci Sud Sardegna.

Marco Corrias, giornalista in pensione, vive tra Roma e Fluminimaggiore, il suo paese di origine, che ha amministrato da sindaco dal 2018 al 2023. Dopo varie esperienze in giornali quotidiani, è stato inviato speciale per il settimanale “Epoca” e per “Terra!”, programma di attualità e approfondimento del Tg5. Ha collaborato al settore inchieste di Repubblica.it.

Tra le sue pubblicazioni: Mio figlio Farouk, anatomia di un rapimento (Rizzoli, 1993); Mino Pecorelli, un uomo xche sapeva troppo (Sperling & Kupfer, 1996); Il pozzo Zimmerman, storia di un minatore dalla luce al buio andata e ritorno (Demos, 1999); Piombo fuso (Il Maestrale, 2018).

Dopo il grande successo dei concerti di Riccardo Pittau nella Tomba dei giganti di Barrancu Mannu e di Vittorio Pitzalis e WillyBoy Taxi nel sito archeologico di Pani Loriga, entrambi a Santadi, “Jazz Around” entra nel vivo con tre grandi appuntamenti, di cui due gratuiti, in programma dal 23 al 25 novembre nel cuore del Sulcis.

I tre appuntamenti collaterali itineranti sono parte integrante dell’importante rassegna musicale internazionale “Ai confini tra Sardegna e Jazz 2024” che, giunta alla sua 39ª edizione, dedica una serie di eventi nei luoghi più suggestivi e ricchi di storia, natura e tradizioni del Sud Sardegna e che proseguiranno fino al mese di dicembre con un ricco calendario di incontri musicali ed eventi clou all’insegna del jazz di qualità.

È tutto pronto sabato 23 novembre a Sant’Antioco per gli amanti del jazz che vogliono andare alla scoperta di uno dei luoghi simbolo della cittadina lagunare: le sue Saline, le “montagne” di sale immerse nello scenario di stagni ricchi di flora e fauna. Si comincia alle 13.00, con un pranzo al Muma, il Museo del mare e dei maestri d’ascia sul lungomare di Sant’Antioco. A seguire, alle 14.30, spazio al “Nature Experience”, la visita guidata alle Saline di Sant’Antioco a cura delle Guide del sale. Alle 16.00, negli spazi del Muma l’atteso concerto di Pier Paolo Vacca feat DJ Cris in “Travessu Tour”. L’evento è a numero chiuso.

Domenica 24 novembre, invece, l’emozione del jazz avrà come suggestivo scenario la chiesetta medievale di San Leonardo, a Perdaxius. Alle 11.00, è in programma il concerto di Denise Gueye (voce) e Marco Carta (chitarra) in “Canciones populares espanolas – Federico Garcìa Lorca”. Il concerto è gratuito.

Lunedì 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, “Jazz Around” fa tappa a Narcao. Alle 11.00, in piazza Marconi, si terrà il concerto di Guendalina Anichini (voce) e Marco Morandini (pianoforte). Sarà un momento per riflettere e celebrare la ricorrenza accompagnati dalle note jazz dei due importanti musicisti. Il concerto è gratuito.

 

Il Mab, Museo Archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco, da oggi ancora più accessibile e fruibile. Sabato 23 novembre, a partire dalle 17.30, verranno inaugurati gli interventi relativi all’accessibilità fisica e digitale del Museo archeologico e dell’area tofet, azioni finanziate nell’ambito PNRR M1C3 – Investimento 1.2 “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura” – gestito dal Ministero della Cultura – Direzione generale Musei. L’investimento ammonta a 481mila euro.

Durante la serata, saranno presentate al pubblico le innovative installazioni multimediali e virtuali, le nuove guide dedicate a fruitori fragili e i nuovi percorsi del Museo archeologico Barreca e dell’area tofet.

Il programma prevede, alle 17.30, i saluti istituzionali del sindaco Ignazio Locci, dell’assessore della Cultura Luca Mereu e del funzionario SABAP, la dott.ssa Giovanna Pietra.

Alle 18.00, si procederà con l’intervento “Innovazione inclusiva al Mab” della direttrice del Parco Storico e Archeologico, dott.ssa Sara Muscuso.

Infine, alle 18.30, visita al tofet e al Museo per poi chiudere la serata, alle 19.00, con l’aperitivo a cura della Cantina Sardus Pater.

Riavvicinare la prima squadra di calcio cittadina ai rappresentanti di generazioni che hanno conosciuto i periodi più felici della Carbosarda e/o degli anni ’80 in serie C2, in un’altra fase storica, quale quella vissuta nel massimo campionato regionale, l’Eccellenza. Il Carbonia Calcio, su ispirazione dell’associazione I Briganti, il prossimo 14 dicembre ospiterà i rappresentanti dell’associazione Centro Anziani di via Degli Artiglieri allo stadio Comunale “Carlo Zoboli”, in occasione del derby con l’Iglesias. Si tratta del primo incontro, cui ne seguirà uno nella sede dell’associazione, probabilmente in uno dei primi giorni del nuovo anno.

Nell’occasione potrebbero scaturire spunti interessanti dall’incontro tra anziani che vivono da diversi decenni a Carbonia, dove sono arrivati per esigenze di lavoro provenienti da diverse regioni nel periodo della massima espansione, e giovani calciatori, in qualche caso approdati al Carbonia Calcio dalle stesse regioni.

L’incontro sarà anche occasione per esprimere solidarietà agli anziani dell’altro Centro cittadino, quello di via Lazio, devastato recentemente da un assurdo attentato incendiario.

 

Dialogo, confronto, partecipazione, cooperazione, condivisione di best practices, di iniziative valoriali e di percorsi comuni, sussidiarietà orizzontale. Sono alcuni tratti caratteristici emersi questo pomeriggio in sala polifunzionale nel corso dell’incontro organizzato dall’Amministrazione comunale con i portatori di interesse, le associazioni di categoria e in generale tutti gli stakeholders intenzionati a porre il focus della propria attenzione sul rilancio del centro cittadino.

«Siamo soddisfatti delle risultanze di questo incontro e, in particolar modo, del clima propositivo e proficuo che si è consolidato tra l’Amministrazione comunale e tutti i soggetti a vario titolo interessati al rilancio del centro cittadino. Il tavolo tematico odierno ha rappresentato un momento di apertura prodromico verso una sempre più fattiva collaborazione tra tutti i partecipanti», hanno dichiarato congiuntamente il sindaco Pietro Morittu e l’assessore delle Attività produttive Michele Stivaletta.

Un importante step del processo finalizzato ad alimentare un percorso di conoscenza e consapevolezza circa la situazione economica e commerciale della nostra città e, nello specifico, un confronto volto alla promozione di idee progettuali per la rivitalizzazione del “centro cittadino”.

Nell’occasione sono state presentate alcune opportunità per il rilancio cittadino, tra le quali le linee di intervento previste nel Programma Nazionale “Metro Plus e Città Medie Sud 2021- 2027 FESR/FSE PLUS PON Metro Plus – PR Sardegna FESR 2021-2027 e nel Programma Regionale FESR 2021 – 2027 Realizzazione di Investimenti Territoriali Integrati nelle aree urbane della Sardegna”.

Le Giornate del Cinema del Mediterraneo di Iglesias giungono quest’anno alla XIV edizione. La rassegna non competitiva è dal 1999 un appuntamento ormai immancabile nel calendario delle iniziative culturali e cinematografiche del Sud Sardegna, nata dall’impulso dell’ARCI Iglesias con il sostegno del Centro Servizi Culturali di Carbonia-Iglesias della Società Umanitaria.

L’edizione di quest’anno si svolgerà dal 21 novembre al 3 dicembre, presso la Sala Blu del Centro Culturale Comunale di Iglesias, con il rinnovato sostegno della Società Umanitaria e il patrocinio del Comune di Iglesias e della CGIL Sardegna. Tra le novità principali del 2024 ci sarà il focus dedicato alla Palestina, con un film evento d’apertura in anteprima regionale: No Other Land, premiato come miglior documentario allo scorso Festival di Berlino, realizzato da Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham e Rachel Szor, un collettivo di registi pacifisti palestinesi e israeliani che ha filmato per sei anni le lotte degli abitanti di Masafer Yatta contro i coloni in Cisgiordania.

Nel corso delle Giornate saranno mostrati altri 18 film, che toccano le principali tematiche storicamente affrontate dalla rassegna: il lavoro (E tu come stai?), l’ambiente (Toxicily), le migrazioni (Agàpe, Green Border) ma anche i documentari musicali (Il dito e la luna, Kissing Gorbaciov) con un occhio speciale rivolto al cinema realizzato in Sardegna (Anna, Il sogno dei pastori, L’amore e la gloria). Infine, si renderà omaggio a Giacomo Matteotti a cento anni dall’uccisione con la proiezione del film Il delitto Matteotti di Florestano Vancini e una conversazione in videocollegamento con Laura Matteotti, nipote del deputato ucciso dal regime fascista. La direzione artistica è affidata quest’anno ad Alberto Diana, regista iglesiente (autore di Fango rosso e Frarìa, entrambi presentati al Torino Film Festival), nonché selezionatore e formatore per importanti festival di documentari in Italia, tra cui il Festival dei Popoli di Firenze.

Medea, società del Gruppo Italgas attiva nella distribuzione del metano in Sardegna, ha inaugurato, in via Cagliari, 41, l’ottavo “Medea Info Point” dell’isola alla presenza dell’Amministrazione comunale e dell’Amministratore delegato della società Ruggero Bimbatti.
L’Info Point sarà aperto il mercoledì e il venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00.
Si tratta dell’ottavo punto di contatto territoriale inaugurato nella regione allo scopo di supportare i clienti finali e le Società di Vendita nella gestione delle pratiche relative alservizio di distribuzione del gas, come l’allacciamento alla rete e l’attivazione della fornitura. Il personale Medea sarà inoltre a disposizione dei residenti anche per fornire informazioni e dettagli in merito agli incentivi e alle promozioni commerciali attive che, nella maggior parte dei casi, consentiranno di ridurre drasticamente le spese di allacciamento.
Più nello specifico, per i nuovi allacci alla rete, Medea ha attivato la promozione “GaSmart”, rivolta ai clienti finali, che prevede il rimborso dei costi di allacciamento e l’attivazione gratuita della fornitura. Il contributo massimo richiesto per allacciarsi è pari a 200 euro, rimborsato a seguito dell’attivazione del servizio.
«Questo progetto rappresenta un passo fondamentale verso il miglioramento della qualità della vita nel nostro comune, garantendo a tutti noi un nuovo servizio più efficiente, sicuro ed ecologico ha detto il sindaco di Narcao Antonello Cani -. L’attivazione della rete del gas è il risultato di un impegno congiunto tra l’amministrazione comunale, Medea e tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente per realizzare questa infrastruttura. La nuova rete non solo ridurrà i costi energetici per le famiglie e le imprese, ma contribuirà anche a un ambiente più pulito, favorendo l’uso di un’energia meno inquinante. Voglio esprimere un sentito ringraziamento a tutti i cittadini per la loro pazienza e collaborazione durante i lavori di installazione della rete. Siamo consapevoli che ogni cambiamento porta con sé delle sfide, ma siamo certi che i benefici derivanti da questa innovazione supereranno di gran lunga i disagi temporanei. Insieme, continuiamo a costruire un futuro migliore per il nostro Comune, basato su sostenibilità, innovazione e progresso.»
«Dopo le inaugurazioni degli Info Point effettuate nei mesi scorsi sul territorio regionaleha sottolineato l’amministratore delegato della società Ruggero Bimbattiampliamo ora i nostri canali di contatto anche a Narcao. Il nostro personale è a disposizione per accogliere e supportare i clienti nella scelta delle soluzioni di allacciamento più idonee che consentiranno loro di beneficiare di una fonte energetica più economica, con risparmi fino al 30% in bolletta, sicura e sostenibile rispetto alle altre in uso sull’isola.»

 

È iniziato lunedì 18 novembre il cantiere Lavoras, a San Giovanni Suergiu. Per otto mesi si interverrà nell’abbattimento delle barriere architettoniche e nel ripristino delle pavimentazioni del paese. A svolgere il programma degli interventi di edilizia saranno due muratori qualificati e tre operai.

«Si tratta di un cantiere che si attendeva da tempospiega la sindaca Elvira Usaie che ora potrà finalmente fornire non solo un sollievo occupazionale ma anche lavori di manutenzione dei percorsi pedonali e dei marciapiedi dissestati.»

Tra i lavori previsti ci sono anche quelli di sistemazione di alcune aree del cimitero e la creazione di scivoli per facilitare la deambulazione delle persone con mobilità ridotta.

«Confidiamo in questo programma di interventi conclude la sindaca per migliorare la sicurezza e la viabilità dei pedoni.»