21 April, 2026

La Casa del Popolo, in via Barbagia 11, a Carbonia, ha ospitato mercoledì sera la presentazione del libro “Il Papa morirà a Natale”, di Marco Corrias. Dopo la breve introduzione di Andrea Contu, presidente di Arci Sud Sardegna, l’autore ne ha parlato con il giornalista omonimo Marco Corrias.

Il libro è ambientato nel XVI secolo, in un clima avvelenato dalle divisioni tra le varie fazioni della corte papale di Clemente VIII, favorevoli e contrarie a quanto è stato deciso nel Concilio di Trento. Due i partiti in lotta: i francesisti e gli spagnoli. L’inquisizione reprime ogni forma di eterodossia. Un gruppo di artisti e di uomini di scienza, decide di ribellarsi alle regole del Decoro stabilite per pittori e scultori e all’Indice dei libri proibiti...

Marco Corrias, giornalista in pensione, vive tra Roma e Fluminimaggiore, il suo paese di origine, che ha amministrato da sindaco dal 2018 al 2023. Dopo varie esperienze in giornali quotidiani, è stato inviato speciale per il settimanale “Epoca” e per “Terra!”, programma di attualità e approfondimento del Tg5. Ha collaborato al settore inchieste di Repubblica.it.

Tra le sue pubblicazioni: Mio figlio Farouk, anatomia di un rapimento (Rizzoli, 1993); Mino Pecorelli, un uomo xche sapeva troppo (Sperling & Kupfer, 1996); Il pozzo Zimmerman, storia di un minatore dalla luce al buio andata e ritorno (Demos, 1999); Piombo fuso (Il Maestrale, 2018).

Vediamo l’intervista realizzata con l’autore del libro, Marco Corrias.

Festa grande, soprattutto tra i giovanissimi studenti e studentesse dell’Istituto Taddeo Cossu, ieri mattina a Teulada, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi.
Sono state messe a dimora circa 200 piante, simbolo di un concreto impegno e riguardo verso l’ambiente. Tra queste vi è anche un ulivo secolare, acquistato congiuntamente con l’Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia, presso quella che da ieri è la Piazza Sicco Mansholt, presso il parcheggio del Campo da Calcio Antonello Toro.
«Intitolare quest’area a Sicco Mansholt, pioniere della sostenibilità e promotore di un’Europa verde, è un modo per onorare chi ha saputo guardare al futuro con visione e coraggio – ha detto il vicesindaco Gianluca Urru -. Abbiamo ribadito come molto del riguardo per l’ambiente, nel nostro piccolo, passi per i piccoli gesti e accorgimenti quotidiani. Ogni pianta messa a dimora rappresenta una promessa per il futuro ed un impegno verso le prossime generazioni. Inoltre, altre 200 piante sono state regalate agli studenti tutti.»
«A nome dell’Amministrazione comunaleha concluso Gianluca Urru -, rivolgo un sentito e doveroso ringraziamento a: studenti e studentesse, al Corpo docenti, alla dirigente scolastica, all’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, all’ASD Teulada Calcio, al Corpo forestale, alla rappresentanza del Primo reggimento Corazzato e Terzo reggimento Bersaglieri, alla stazione dei carabinieri di Teulada, alla rappresentanza dell’Anas. alla Polizia Locale, al parroco Don Ignazio, ai presenti tutti e in conclusione, non per importanza, all’Agenzia regionale Forestas, per il prezioso supporto a 360 gradi sull’iniziativa.»

L’Aula Magna del Consorzio AUSI, nel Palazzo Bellavista di Monteponi, ha ospitato la presentazione delle tesi di laurea ammesse alla selezione finale del Premio nazionale “Giampiero Pinna” 2024, iniziativa a cura della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara.
Congratulazioni ai candidati Sara Autelitano, Luigi Sale, Rossella Todde, Davide Chia, Riccardo Simonetto e Elena De Fanti.
La premiazione dei vincitori si terrà il 17 dicembre, a Carbonia, presso la Posada del Cammino Minerario di Santa Barbara.

Dopo il grande successo del primo appuntamento, prosegue la XXVI edizione del Festival Internazionale di Musica da Camera, rassegna cameristica, organizzata dall’associazione Anton Stadler con la direzione artistica del bandoneonista e compositore Fabio Furìa e protagonista al teatro Electra di Iglesias dal 17 novembre al 28 dicembre.

Il secondo e ultimo appuntamento per il mese di novembre è in programma al Teatro Electra di Iglesias, domenica 24, alle ore 19.00, con il Duo formato dal violinista di grande talento Vadim Tchijik, vincitore di numerosi premi internazionali, tra cui i prestigiosi concorsi come il Paganini e il Tchaikovsky e la pianista di fama internazionale Armine Varvarian. Il concerto dal titolo “L’Orient-Express” con la sua musica colorata dell’Europa Centrale ci conduce verso Oriente, in un viaggio esilarante e lontano, attraversando alcune delle grandi destinazioni del favoloso Orient-Express: Vienna, Praga, Budapest, Costantinopoli.

I presenti saranno guidati in un lungo viaggio da sogno nella vivace e nostalgica musica slava riccamente colorata.

«Voglio esprimere la mia vicinanza ai 600 lavoratori degli appalti della Portovesme srl che ha deciso di chiudere alcune linee produttive in attesa di studiare un progetto per il recupero della black mass dalle batteria elettriche. Nei giorni scorsi, infatti, l’azienda ha comunicato che il 31 dicembre scadranno la maggior parte dei contratti degli appalti, con la conseguente cancellazione di almeno due terzi dei posti di lavoro indiretti. Stiamo parlando del futuro di circa 400 lavoratori. È fondamentale che il governo, come ho già sollecitato in passato, intervenga e spieghi con chiarezza quali iniziative intende intraprendere a sostegno di questo polo industriale, visto che al momento c’è solo tanta incertezza·»

Lo ascrive, in una nota, Sabrina Licheri, senatrice del Movimento 5 Stelle in commissione Industria e Attività produttive.

Il Sud Sardegna da ieri ha un nuovo centenario: Giuseppe (Peppino) Lolliri. Originario di Domusnovas, ha vissuto 14 anni a Carbonia con la famiglia, poi per un breve periodo a Iglesias.

Figlio di Anna Maria Mura e Sisinnio Lolliri, Peppino ha sposato Santina Casula (deceduta all’età di 93 anni), con la quale ha avuto tre figli: Anna (deceduta recentemente), Nella e Marco. Quattro i nipoti (Mirko, Roberto, Andrea e Giulia), due i pronipoti (Luca e Simone).

Peppino Lolliri ha iniziato la sua lunga esperienza lavorativa alla Carbosarda, carpentiere e saldatore in officina; nel 1955 si è trasferito ad Assemini, dipendente di un’impresa di Capoterra. Da lì a Cagliari, responsabile di un’officina elettromeccanica.

Alla fine degli anni ’60, pur lavorando e risiedendo ancora a Cagliari, ha costruito una casa ad Arbus, dove si è trasferito definitivamente quando ha raggiunto il collocamento in pensione.

Ieri Peppino Lolliri ha festeggiato il suo centesimo compleanno circondato dall’affetto di tutti i familiari, figli, nipoti e pronipoti.

Giampaolo Cirronis

 

Il cedimento di una condotta nella quale scorrono le acque provenienti dalla zona a monte del centro urbano, ha provocato l’apertura di una voragine alla periferia di Carbonia, nel terreno che si trova tra due grandi attività commerciali e la carreggiata della statale 126, nei pressi della rotonda che conduce alla zona del Pip (Piano insediamenti produttivi) e a Nuraxeddu. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Carbonia e la Polizia locale. L’area è stata transennata per evitare qualsiasi pericolo.

La chiesa di San Pietro di Serrachei, sperduta nelle campagne tra Iglesias e Nebida, si trova in uno stato molto critico, utilizzata come stalla. L’accesso alla chiesa non è semplice perché è in un terreno privato aperto ma ci sono dei cani non proprio accoglienti.

La chiesa ha una grande valenza storica e artistica, riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività culturali.

«Dal punto di vista stilistico e cronologico, l’edificio potrebbe essere inquadrato nell’ambito tardo-bizantino dell’Italia meridionale, stante le analogie con altri edifici coevi, nonostante nel caso in questione non siano presenti – o più probabilmente non siano oggi più visibili l’abside e la cupola nel prebisterio, come normalmente invece avviene in questi edifici – si legge, tra l’altro, nella relazione storico-artistica del Ministero per i Beni e le Attività culturali -. Per quanto attiene più direttamente al territorio isolano, alcune analogie di tipo strutturale sono riscontrabili con la chiesa di San Salvatore ad Iglesias e con le volte a botte degli edifici quadrifidi di Sant’Elia e di San Teodoro a San Vero Congiu… Si ritiene necessario formalizzare l’interesse culturale ai sensi del D.Lgs. 42/2004 per la chiesa in questione, di proprietà privata, che costituisce un raro esempio di chiesa tardo bizantina della Sardegna e, pur nelle attuali condizioni di grave disagio, assolutamente meritevole di essere salvaguardato, anche in vista di un possibile ed auspicato recupero.»

Denise Diana, giovane laureata in Beni culturali e Spettacolo, appassionata studiosa e amante del patrimonio storico e archeologico del territorio, si è occupata nella chiesa di San Pietro di Serrachei nella tesi di laurea della triennale, nella quale evidenzia i particolari architettonici, grazie al libro del professor R. Coroneo ed auspica il recupero di un bene del territorio per il territorio.

Il passaggio integrale contenuto nella tesi di laurea di Denise Diana.

«La chiesa di San Pietro di Serrachei risale al periodo alto medievale, insieme ad altri due edifici di culto che sono la chiesa del Salvatore e la chiesa di Sant’Antonio Abate e si trovano nel comune di Iglesias. L’edificio è situato nell’agro denominato “Sa terra e Tuvara”. Sconsacrata, è oggi adibita a fienile e si mostra in grave stato di degrado. Grazie alla lettura dei caratteri architettonici, si è pensato che la chiesa di San Pietro di Serrachei può essere stata edificata attorno ai secoli X-XI. L’edificio presenta uno schema a navata unica, lunga m 7,65 per una larghezza di m 4,50. La copertura a botte si instaura sulle murature perimetrali che sono caratterizzate dall’utilizzo dell’opus incertum e dell’opus latericium. In opus latericium è stata costruita un complesso composta da tre arconi a pieno sesto impostati su pilastri a forma rettangolare, appoggiati alle murature del perimetro. I pilastri impiegano come modulo il mattone cotto; ogni pilastro è largo il tanto di due mattoni messi di taglio e si forma con una sequenza di due mattoni cotti affiancati di taglio, a quattro infissi di testa. Nel punto di imposta gli arconi si diramano dalla testa del pilastro con ghiere di mattoni cotti messi di testa in file di due parallele interrotte da una perpendicolare. Lo spazio di risulta che si crea tra gli arconi, quando si diramano, è stato riempito con mattoni cotti, che formano una muratura a “V”. Lo schema disposto a mattoni nella chiesa di San Pietro in Serrachei, rivela una perizia che non si ritrova in nessuna altra struttura iglesiente di età alto-medievale. L’intreccio farebbe ipotizzare la ricerca di un risultato decorativo, sopratutto all’esterno; l’edificio al suo interno è intonacato. L’intonaco custodisce oggi segni di pitture murarie che un tempo decoravano le mura e la volta di questa piccola chiesa di campagna, della quale si ha speranza del restauro. La maggiore somiglianza della chiesa di San Pietro di Serrachei, con la chiesa di San Salvatore di Iglesias si trova nella facciata che ha la stessa larghezza, e un grande varco per il portale maggiore. Le mura sono costruite in opus incertum, mentre invece la centina del portale è in opus latericium, le centine sono disposte intervallando due mattoni di taglio a due di testa. L’utilizzo del mattone ha come obbiettivo la decorazione nella monofora, lungo il lato sud ovest, con un metodo che richiama alle monofore del tiburio del San Salvatore di Iglesias e alla monofora del Sant’Antonio Abate di Iglesias.»

Sarà come sempre un Natale ricco di sorprese ma anche di gradite conferme: l’intramontabile e sempre più suggestivo “Villaggio di Natale” con tantissima animazione dedicata ai più piccoli, a cui faranno da contorno sfavillanti luminarie; il videomapping in piazza De Gasperi; il concerto gospel, nonché – grande novità di questo 2024 – tre spettacoli musicali di rilievo, eventi imperdibili grazie alla partecipazione al Bando della Regione di Capodanno: il 23 dicembre Giorgio Vanni più dj resident; il 29 DJ Jad e Wlady from Articolo 31 cui seguirà dj resident e il 30, infine, l’atteso concerto dei Tazenda. Spettacoli che andranno ad aggiungersi a un programma capace di far brillare il cuore di Sant’Antioco e i cuori dei visitatori che si attendono numerosi, tra tradizione, emozione e innovazione.

«Al centro della propostaracconta l’assessora del Turismo Roberta Serrenti il Villaggio di Natale, con la casa di Babbo Natale e le nuovissime installazioni luminose, pensato per i più piccoli ma ideale per tutte le famiglie: un luogo dove ogni angolo è studiato per far stare bene i nostri concittadini e i visitatori, creando un’atmosfera calda e accogliente che inviti tutti a vivere insieme il vero spirito del Natale. Nella nuova Piazza Umberto avrà spazio una piccola fiera con prodotti esclusivamente locali che offrirà un’opportunità per scoprire le eccellenze enogastronomiche del nostro territorio, facendo conoscere a tutti le meraviglie che la nostra terra ha da offrire. Sant’Antioco si propone come destinazione ideale per chi vuole trascorrere le vacanze natalizie all’insegna del divertimento, del buon cibo e della magia del Natale, ma anche per chi desidera scoprire e ammirare le nostre bellezze naturalistiche e culturali. È cosi che miriamo a incrementare l’indotto nelle nostre attività commerciali e turistiche in generale.»

«Gli eventi natalizi del comune di Sant’Antioco sono sempre più numerosi e partecipati e sono divenuti un’attrattiva irrinunciabile per tutto il territoriocommenta l’assessore della Cultura Luca Mereucome amministrazione comunale sentiamo la responsabilità di essere all’altezza del compito e cerchiamo di offrire, anno dopo anno, un cartellone di eventi e manifestazioni per tutte le età anche grazie al contributo irrinunciabile delle associazioni culturali cittadine: dai suggestivi gospel alle proposte artistiche-musicali a tema natalizio sino ad arrivare a un’altra grande novità di questo Natale, lo scenografico spettacolo di videomapping che renderà Piazza De Gasperi un caleidoscopio di luci, colori e musica. Sant’Antioco è dunque pronta ad accogliere un mese ricco di appuntamenti imperdibili col fine di rivitalizzare il tessuto urbano e produttivo e far diventare il nostro paese il punto di ritrovo privilegiato per trascorrere momenti di svago e spensieratezza in questi giorni di festa.»

«Da ormai 8 anniaggiunge il sindaco Ignazio Locciper noi la programmazione di Natale, non  solo è un momento per vivere questa festa in comunità, ma anche un’occasione per continuare a crescere, perché la nostra attenzione verso la promozione del nostro territorio non si ferma mai. È anche attraverso questa azione che possiamo affermare che Sant’Antioco sta diventando sempre più un punto di riferimento nel panorama regionale ed è pronta ad accogliere i visitatori tutto l’anno con eventi e iniziative che ne valorizzino ogni angolo, invitando tutti a scoprire un’isola ricca di storia, cultura e bellezza. Ringrazio sin da adesso tutte le associazioni culturali e non solo che come ogni anno collaborano alla buona riuscita dei festeggiamenti natalizi. Nei prossimi giorni saremo più precisi con il cartellone dettagliato degli appuntamenti.»

Conoscere più a fondo le meraviglie dell’isola di Sant’Antioco, tra flora, fauna e siti archeologici, nell’ambito di un percorso dedicato alla storia e alla natura. Sarà possibile il 30 novembre e 1 dicembre, grazie alla collaborazione tra il Comune di Sant’Antioco, il Parco Storico Archeologico e il Parco Geominerario storico ambientale della Sardegna.

La giornata di sabato 30 novembre sarà dedicata alla visita dei diversi siti cittadini del Parco storico archeologico di Sant’Antioco, guidati da professionisti esperti che aiuteranno a scoprire le meraviglie presenti all’interno della città più antica della Sardegna.

La mattinata di domenica 1 dicembre si potrà partecipare al cammino di 5 km nel settore sud-occidentale dell’isola con partenza dal complesso nuragico “Grutti ‘e Acqua”. Il circuito prevede la visita ai principali monumenti archeologici dell’area, per poi procede in direzione Porto Sciusciau e in seguito raggiungere la tomba dei Giganti Su niu de su Crobu.

Attraverso la partecipazione e collaborazione di archeologi, biologi e guide locali, sarà possibile conoscere le peculiarità della costa antiochense riguardanti la flora, la fauna e le testimonianze dei popoli più antichi presenti nel territorio, il tutto immersi in alcuni degli angoli più suggestivi della nostra isola.

Il programma prevede:
Sabato 30 novembre
• ore 9.30 Visita Museo Archeologico Ferruccio Barreca e Tofet
• ore 11.30 Visita alla Necropoli e Villaggio ipogeo
• ore 13.00 Accoglienza e degustazione con produttori locali presso il Mab
• ore 13.30 Saluti finali dell’Amministrazione Comunale.
Nel pomeriggio sarà possibile proseguire la visita libera degli otto siti del Parco e del centro storico.

Domenica 1 dicembre

  • ore 8.30 ritrovo presso area parcheggio loc. “Grutti ‘e Acqua” e registrazione partecipanti con consegna kit (zaino, borraccia, t-shirt)
    • ore 9.00 partenza cammino dal complesso nuragico di “Grutti ‘e Acqua” che si svilupperà attraverso varie tappe intermedie con gli interventi del biologo, dell’archeologo e della guida
    • ore 13.00 dopo circa 5 km di cammino rinfresco per i partecipanti presso il Mab.

I partecipanti dovranno far pervenire la propria richiesta di adesione all’indirizzo mail archeotur@tiscali.it
L’escursione è adatta a tutti e i minori di anni 14 dovranno essere accompagnati da un genitore o un adulto. É previsto unicamente il costo ridotto di 8,00 euro per la visita agli otto siti del Parco cittadino, con la possibilità di visitarli in autonomia anche nelle serate di sabato e domenica.
Si prevede l’obbligo di attrezzatura idonea per la camminata, come le calzature da trekking (scarponcini o scarpe da trail running). Si consiglia una piccola scorta d’acqua da utilizzare durante il percorso.